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Elezioni Fifa, Figc ritira sostegno a Infantino: "Al lavoro per un calcio fondato sul merito"

26 ago 2026

Ucraina, nunzio Kiev: "Bene Gallagher a Mosca ma per pace serve diplomazia globale"

(Adnkronos) - E' "un'iniziativa molto positiva e importante" per "cercare la pace, insistere sulla pace, incoraggiare la pace" la visita a Mosca dell'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.  

Ma "la Santa Sede non può da sola" riuscire a metter fine al conflitto tra Russia e Ucraina, "serve un gruppo di lavoro con Paesi partner che abbiano interesse nella soluzione" della guerra, ovvero "l'Europa, gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone, l'India". Così il nunzio apostolico a Kiev, l'arcivescovo Visvaldas Kulbokas, commenta con l'Adnkronos la missione di Gallagher a Mosca, notando che quello che manca, oggi, è una "diplomazia comune" a livello internazionale. 

"Fa parte del ruolo della Santa Sede cercare tutti i modi possibili per ricostruire la pace. E questa iniziativa va annoverata nel tentativo di vedere che cosa manca per la pace, che cosa si può fare, incoraggiare, insistere. Se veramente potrà contribuire alla pace" la missione di Gallagher, "lo spero, bisogna metterci la speranza, il resto lo vedrà la storia dei fatti". Ma "a mio avviso la pace richiede un lavoro molto impegnativo, molto minuzioso, molto attento", afferma Kulbokas, aggiungendo che "a mio avviso la Santa Sede da sola forse non può portare molti risultati. Bisogna avere la cooperazione di altri partner" e per questo "ritengo che si debba lavorare il più possibile uniti tra i Paesi, tra le organizzazioni internazionali, tra chi non è indifferente a questa situazione". Perché, ritiene il nunzio, "quanto più ci si unisce nel lavoro per la pace, tanto più crescono le possibilità di raggiungerla". 

Sui partner della Santa Sede che potrebbero fare la differenza, Kulbokas pensa prima di tutto a un ruolo delle "Nazioni Unite, dovrebbero riprendere più seriamente la loro vocazione". E "poi tutto il continente europeo, Paesi come gli Stati Uniti, come la Cina, poi altri paesi: Brasile, India, Canada, Giappone, tutti coloro che possono dare un sostegno alle iniziative della pace". Ma, prosegue l'arcivescovo, "a volte ho l'impressione che molti Paesi siano occupati dalle proprie difficoltà e dai problemi interni, quindi che non ci sia una diplomazia comune in grado di dedicare tempo ed energia sufficiente al tema della pace". 

A Kulbokas "piacerebbe un vero gruppo di lavoro dedicato con più impegno, con più tempo ed energia per la pace". La Santa Sede, dal canto suo, "lavora anche da sola per dare più trazione, per promuovere le iniziative, ma raggiungere un risultato da soli è difficile".  

In ogni caso è "certamente importante" il canale di dialogo che il Cremlino ha aperto con la Santa Sede, "a volte si comincia con piccole cose e se ci mette l'impegno, spesso si riesce a costruire cose più grandi". Prima di recarsi in Russia, Gallagher è stato in Ucraina dal 16 al 21 luglio. "I politici ucraini mi hanno detto che erano molto contenti dei negoziati all'inizio dell'anno, ma poi purtroppo si sono fermati. Loro volevano riprenderli, ma gli Stati Uniti e altri partner avevano tutta l'attenzione posta altrove, nella regione mediorientale e non in Ucraina, purtroppo. Questa adesso è la realtà", ha concluso Kulbokas. 

 

26 ago 2026

Riccione, torna a lavoro il cameriere 17enne dello scontrino con lo "sputo nelle uova": "Va perdonato, è giovane"

26 ago 2026

Attentato a Ranucci, domani l'interrogatorio degli arrestati. La difesa: "Ribadiranno che non conoscevano Lavitola"

(Adnkronos) - "I nostri assistiti vogliono parlare e sono intenzionati a rispondere e a chiarire in merito alle accuse contestate dalla procura". Lo affermano all'Adnkronos gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di tre dei quattro, arrestati lo scorso 30 giugno con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci. I difensori hanno avuto un colloquio questa mattina in carcere con i loro assistiti, Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, in vista dell'interrogatorio davanti al pm fissato per domani. "Daranno la loro versione dei fatti e certamente ribadiranno che non conoscevano Lavitola" aggiunge Pagliarulo.  

 

La banda è accusata a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Finora i tre uomini, detenuti in carcere e Marika De Filippis, ai domiciliari, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere rendendo solo dichiarazione spontanee. Domani però è atteso un chiarimento anche sul perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti l'intermediario e tuttora in Africa. Un passaggio, quello della richiesta di interrogatorio, che arriva dopo la confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato sostenendo di averlo fatto per far innalzare il livello di protezione al conduttore di Report, ma di averlo immaginato modalità diverse: non una bomba ma una serie, quattro o cinque, di colpi di pistola dimostrativi da esplodere contro il muro dell’abitazione di Ranucci.  

E' attesa, intanto, per il prossimo 7 settembre l'udienza davanti al Riesame per Valter Lavitola. In quella sede l'ex editore e imprenditore renderà dichiarazioni spontanee. 

 

26 ago 2026

Harry e Meghan, Bbc: "Sono arrivati nel Regno Unito". Il rientro con i figli dopo sei anni

26 ago 2026

Morto il marchese Vittorio Frescobaldi, il signore del vino toscano aveva 97 anni

(Adnkronos) - Il marchese Vittorio Frescobaldi, tra gli imprenditori che hanno segnato la storia del vino toscano e contribuito alla sua affermazione sui mercati internazionali, è morto a Firenze all'età di 97 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dalla famiglia. La sua scomparsa nella notte scorsa chiude una lunga stagione della viticoltura italiana, quella che tra la seconda metà del Novecento e gli anni Duemila ha visto la Toscana rafforzare il proprio ruolo tra le grandi regioni vinicole del mondo. Vittorio Frescobaldi lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Lamberto e Diana. 

Nato a Firenze il 30 novembre 1928, Frescobaldi apparteneva alla trentunesima generazione della famiglia, il cui legame con la produzione di vino risale al Medioevo e nei secoli Frescobaldi Vini è stata l'azienda fornitrice della corte reale d'Inghilterra, di pontefici e delle grandi casate nobiliari, a partire dai Medici fiorentini. Dopo la laurea in agraria, conseguita nel 1953 all'Università di Firenze, era entrato nell'impresa di famiglia, arrivando ad assumerne la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. E' negli anni della sua gestione che la storica realtà fiorentina accelera il proprio percorso di crescita, con una strategia rivolta alla valorizzazione delle diverse anime della viticoltura toscana e, soprattutto, alla conquista dei mercati esteri. Un passaggio che accompagna anche la trasformazione del vino italiano da prodotto prevalentemente legato al consumo nazionale a eccellenza riconosciuta e ricercata a livello internazionale. 

Tra le iniziative destinate a lasciare il segno c'è quella avviata nel 1995 a Montalcino conl'imprenditore statunitense Robert Mondavi. Dalla collaborazione nasce Tenuta Luce, progetto che unisce competenze e tradizioni diverse e diventa uno dei nomi più noti della nuova stagione del vino toscano. Nel corso degli anni il mondo Frescobaldi amplia inoltre la propria presenza in alcuni dei territori più prestigiosi della regione, da Montalcino a Bolgheri, consolidando un portafoglio di tenute e denominazioni destinato a rafforzare il posizionamento internazionale del gruppo.  

Imprenditore, ma anche custode di una storia familiare profondamente intrecciata a quella di Firenze, Frescobaldi ha rappresentato il punto di incontro tra una tradizione secolare e una concezione moderna dell'impresa vitivinicola. Il suo percorso si è sviluppato in un'epoca di profondi cambiamenti per il settore, durante la quale qualità, investimenti e capacità di guardare oltre i confini italiani sono diventati elementi decisivi per la competitività del vino italiano. Negli ultimi anni aveva progressivamente trasferito il testimone alla nuova generazione. La guida dell'azienda era passata al figlio Lamberto, mentre Vittorio aveva mantenuto un ruolo di riferimento per la famiglia e per il mondo vitivinicolo. I coniugi Vittorio e Bona Frescobaldi sono stati molto legati alla casata reale dei Windsor, ospitando più volte l'allora principe Carlo d'Inghilterra nelle loro residenze toscane. (di Paolo Martini) 

26 ago 2026

Resta in carcere il 15enne italiano detenuto a Malta, attesa la perizia psicologica entro il 30 settembre

26 ago 2026

Elicottero precipita e prende fuoco in Piemonte: due morti a Ossola

26 ago 2026

Emma, il discorso al matrimonio del fratello Checco: "Sarò il vostro cane da guardia"

(Adnkronos) - L'emozione è tanta, ma ancora più grande è l'amore. Lo scorso 17 giugno il fratello di Emma Marrone, Francesco, detto Checco, ha sposato Maria Elisa Pellegrino. A distanza di due mesi, sui social è stato condiviso il video del discorso pronunciato dalla cantante durante la cerimonia.  

Emma aveva cominciato rivolgendosi al fratello, ripercorrendo il legame che li unisce: "Checco noi non abbiamo scelto di essere fratelli, noi ci siamo ritrovati figli dei nostri genitori. Il rapporto che abbiamo costruito nella nostra vita lo abbiamo deciso noi, sin da piccoli. Siamo sempre stati uniti, ci siamo sempre amati e ci siamo aiutati nei momenti belli ma soprattutto nei momenti più disastrosi e devastanti della nostra vita e per me oggi vedere un pezzo della mia carne vivere un giorno così bello è come se lo stessi vivendo io al posto tuo. E sono veramente felice di vederti così... felice", ha detto raccontando la sua emozione nel vivere un giorno simile.  

Poi, il discorso si è poi spostato sulla cognata Maria Elisa, raccontando il loro primo incontro e il momento in cui ha capito che fosse la persona giusta per il fratello: "Quando ti ho vista per la prima volta ci siamo guardate, non ci siamo parlate tantissimo. Però quando ho visto il modo in cui guardavi mio fratello con quegli occhi pieni di cura, pieni di amore, ho rivisto i miei occhi. E ho detto sì, questa ragazza lo ama almeno quanto lo amo io, se non di più. Mio fratello meritava e merita una persona così bella, così pura".  

 

 

In conclusione, la cantante salentina ha rivolto un augurio speciale ai neosposi: "E quindi ci meritiamo tutto questo amore e ci meritiamo tutta questa bellezza e ci meritiamo tutte queste bellissime persone che oggi sono qui per voi, perché ve lo meritate, perché siete due cuori puri ed è giusto che nella vita, nonostante mille tempeste, alla fine vi siete incontrati, perché due persone così si meritano. Quindi io vi vorrei dire grazie per questo sogno che ci state facendo vivere. Ci saranno degli alti, dei bassi, come in tutte le grandi storie d'amore". E poi una promessa accompagnata da un sorriso e un lungo abbraccio: "Non fate entrare il chiacchiericcio, non permettete mai agli altri di far parlare di voi anche perché se mai dovesse succedere, ci sono io, il vostro cane da guardia. Vi amo, auguri".  

26 ago 2026

Caso Fakir, parla l'uomo che aiutò gli agenti a trattenerlo a terra: "Vivo recluso per le minacce"

(Adnkronos) - "Sto pensando di lasciare il Paese, nonostante io sia una persona pulita che non ha fatto niente di sbagliato. Non spaccio, non rubo, non ho mai ammazzato nessuno. Spero che la famiglia di Fakir possa aiutarmi in qualche modo, e convincere chi mi vuole fare del male che non c’entro niente. Ero lì per caso e non avrei mai pensato che Fakir potesse morire". E’ lo sfogo pubblicato su ‘Repubblica’ del 37enne kossovaro che la mattina del 19 luglio è intervenuto nel quartiere Pilastro di Bologna nelle operazioni di immobilizzazione di Abderrahim Fakir tenendogli le caviglie. “Da quel giorno non può più frequentare il quartiere: è scappato per paura dopo le minacce di un gruppo nutrito di residenti, e non solo – si legge – ‘Ti spacchiamo la testa’, gli avrebbero promesso. ‘Devi sparire’. ‘Vattene perché ti fanno la pelle’”. E aggiunge: "Mi hanno anche picchiato". 

L’uomo, padre di tre figli, "vive recluso a casa di un amico da un mese e mezzo. Esce per la spesa e per altre compere essenziali. Mentre al Pilastro va solo di notte, di nascosto, per andare a trovare la madre che abita proprio in via Svevo, dove fino a poco tempo stava anche lui", scrive il quotidiano. Il ragazzo è stato già sentito, ma non è indagato, dalla squadra mobile, che conduce le indagini sul caso Fakir. "Prima di me c’erano due ragazzi del Marocco che collaboravano con gli agenti e che non stanno avendo nessuna delle conseguenze che sto subendo io – spiega il 37enne - Poi, dopo che si sono allontanati, le forze dell’ordine hanno chiesto a me, in modo spontaneo, di aiutarli: tenendolo fermo per bene dato lui che non si calmava. Io l’ho fatto, quasi per un senso di generosità: faceva veramente molto caldo, era chiaro che quell’uomo stava troppo male, non volevo fargli assolutamente niente di brutto, volevo solo aiutarlo". 

Dopo poco, però, quando Fakir resta immobile mentre lo legano, si rende conto che qualcosa non va. "Sono stato uno dei primi a chiedere: 'Ragazzi, ma respira?'. Si sente anche nel video che è circolato. La situazione però sembrava sotto controllo, forse aveva avuto un mancamento e c’era del personale qualificato vicino. Sono andato via a sciacquarmi nel mio appartamento, al piano di sopra, e quando sono tornato lo stavano rianimando, non rispondeva più. Mi sono sentito subito in colpa, ho avuto paura, ma soprattutto ho provato dispiacere". Un sentimento che avrebbe espresso anche quando è arrivata la famiglia sul posto, "nei momenti più concitati dopo il decesso" si legge . "Sono andato dal fratello, ho provato a spiegargli quello che avevo visto e quello che era accaduto. Ma da quel momento, dopo quel video, la mia vita si è fermata", conclude l’uomo. 

26 ago 2026

Elementi totali: 20
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