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Urzulei, speleologo bloccato in una grotta dopo una frana: soccorsi in azione

11 ott 2026

Giorgia Palmas e Filippo Magnini: "Diventeremo genitori di un maschietto"

(Adnkronos) - Fiocco azzurro in arrivo per Giorgia Palmas e Filippo Magnini. La coppia aspetta un bambino: a svelare il sesso del bebè è stata la stessa showgirl nella puntata di oggi di Verissimo, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin. Una notizia che aggiunge un nuovo capitolo di felicità all’annuncio della gravidanza, condiviso dai due sui social lo scorso 5 ottobre.  

Per l’ex velina di Striscia la Notizia e l’ex campione di nuoto si tratta del secondo figlio insieme. La nascita del piccolo allargherà ulteriormente una famiglia già molto unita, che si prepara ad accogliere il nuovo arrivato con grande emozione. 

La notizia della gravidanza era arrivata attraverso un tenero annuncio social, accompagnato da alcune fotografie in cui Giorgia mostrava il pancione insieme al marito e alle figlie. "La vita è davvero sorprendente", avevano scritto i due, raccontando l’emozione per quella che hanno definito una bellissima sorpresa. "Siamo grati alla vita per questa nuova vita", avevano aggiunto, concludendo il messaggio con una dedica al bebè: "Non vediamo l’ora di conoscerti, ti aspettiamo con tutto il nostro amore".  

Per Giorgia Palmas, 44 anni, si tratta della terza gravidanza. La showgirl è già mamma di Sofia, nata nel 2008 dalla relazione con l’ex calciatore Davide Bombardini, e di Mia, nata nel 2020 dall’amore con Magnini. Per l’ex nuotatore, anche lui 44enne, il bambino in arrivo sarà invece il secondo figlio. 

La coppia, insieme dal 2018, si è sposata con rito civile nel 2021 e ha celebrato il matrimonio religioso nel 2022. In passato, ospiti proprio a Verissimo, avevano già raccontato il desiderio di allargare la famiglia, senza però voler forzare i tempi. "Deciderà il destino, ma se fosse sarebbe stupendo", aveva confidato Magnini. Oggi quel desiderio si realizza con l’arrivo di un maschietto, che porterà ancora più gioia nella loro famiglia.  

Per ora, l’emozione più grande è l’attesa: Magnini e Palmas si preparano a vivere una nuova avventura da genitori, insieme alle figlie Sofia e Mia, pronte ad accogliere il loro fratellino. 

11 ott 2026

Sassuolo-Milan, lacrime per Gabbia e cambio forzato: cos'è successo

11 ott 2026

Selvaggia Lucarelli e l'addio a Ballando: "Non mi manca fare la giudice, al Grande Fratello sono giudice supremo"

(Adnkronos) - "Non mi manca fare la giudice. Un conto è dire che hai ballato male, un altro è dire che non mi piaci come persona". Selvaggia Lucarelli in un’intervista oggi a Verissimo parla della sua esperienza come opinionista al Grande Fratello Vip. Questa stagione televisiva segna l'addio al ruolo di giurata di Ballando con le stelle, il dance show di Raiuno. "Al Grande Fratello si tratta di essere giudici supremi, negli altri programmi si giudica una performance, un balletto, si dà un voto e via. Qui si giudica il modo di stare al mondo delle persone, il modo di convivere, di rispondere. E' un giudizio più affilato e denso di responsabilità". Ballando con le stelle "non mi manca perché questo è un ruolo di grande responsabilità", dice rispondendo alle domande di Silvia Toffanin. "Quest'anno" al GF Vip "c'è un cast tosto, più corale. La scorsa edizione era dominato da alcune figure, soprattutto femminile. Ora ci sono tante personalità". 

La mia "è un'eta di passaggi, ogni giorno si apre un nuovo fronte. Bisogna scegliere se combattere e io combatto, affrontando le sfide con la mia veemenza. Non sarà sempre possibile, prima o poi bisogna accettare qualche cedimento", dice prima di soffermarsi sul compagno, Lorenzo Biagiarelli. "Ha 36 anni. Ho conosciuto Lorenzo quando aveva 25 anni. Un uomo di quell'età che si innamora di una donna di 41 anni, è evidente, non mette al primo posto l'aspetto estetico. La quotidianità ci lega, ci piacciono le stesse cose". 

"Non sono stata single per un giorno della mia vita fino ai 36 anni. Ho sempre avuto fidanzati, avevo il terrore di rimanere da sola. Quando una storia era finita, aspettavo comunque di innamorarmi di un'altra persona. Quindi mi ritrovavo in queste 'sovrapposizioni', c'erano momenti quindi in cui avevo due persone. Erano molto disordinata nelle relazioni, mi rendo conto che fosse qualcosa di malsano: nei rapporti non riuscivo a sentirmi un individuo, mi sentivo sempre la metà di qualcuno", confessa. "Prima di conoscere Lorenzo, però, sono stata 4 anni da sola respingendo qualsiasi tipo di relazione e imparando a non accontentarmi. Mi sono sentita piena anche da sola e poi ho conosciuto Lorenzo, che ha arricchito una vita già piena. Lui mi ha lasciato quando stavamo insieme da pochissimo tempo. Mi sono inginocchiata e gli ho detto 'fidati di me, supereremo questo momento e staremo benissimo'. Lui si è preso il tempo per pensarci, siamo rimasti insieme e non ci siamo più lasciati", dice. Il matrimonio rimane un progetto, anche dopo l'iniziale rinvio: "Lo faremo, è un matrimonio pragmatico perché dopo 11 anni si vogliono mettere a posto determinate cose. Forse riusciremo ad organizzarlo nel prossimo autunno in Puglia".  

11 ott 2026

Serie A, oggi Sassuolo-Milan 0-0 - Diretta

11 ott 2026

Nodulo polmonare: che cos’è, come si diagnostica e quando intervenire

(Adnkronos) - La presenza di un nodulo polmonare "non significa necessariamente avere un tumore maligno, ma richiede una valutazione medica per capire di cosa si tratta. I noduli polmonari sono immagini sospette in quanto evidenziano un'area più o meno piccola del polmone dall'aspetto diverso rispetto al normale. Se il nodulo è molto piccolo, di pochi millimetri, nella maggior parte dei casi non è necessario intervenire subito: spesso si tratta di lesioni benigne, che vengono monitorate nel tempo attraverso controlli periodici. Se, invece, il nodulo si avvicina o supera il centimetro, diventa opportuno effettuare ulteriori accertamenti per stabilirne la natura, di regola attraverso l'esecuzione di una biopsia. Dopo la fase diagnostica, si programma il trattamento, che spesso comprende l'intervento chirurgico". A fare chiarezza sulle parole di Papa Leone XIV che oggi durante l'Angelus ha detto "Mi hanno trovato un nodulo polmonare circoscritto, dovrò operarmi" è Massimo Di Maio, presidente dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica). 

L'intervento a cui si dovrà sottoporre il Pontefice è programmato nei prossimi giorni al Policlinico Gemelli. "Il Papa non ha fornito ulteriori dettagli. Il fatto che l'intervento sia già stato programmato potrebbe indicare che siano disponibili risultati degli accertamenti effettuati, ma non è possibile trarre conclusioni senza informazioni cliniche più precise", sottolinea Di Maio. Il Papa ha parlato di un "nodulo polmonare circoscritto", una "lesione localizzata. In generale, i tumori polmonari, se diagnosticati in stadio iniziale, possono essere trattati chirurgicamente con l'obiettivo di guarire" aggiunge l’oncologo.  

Come si scopre un nodulo polmonare? "Spesso la sua presenza viene individuata casualmente, durante esami eseguiti per altri motivi, per esempio in seguito a un'infiammazione o a una bronchite. Una tomografia computerizzata (Tac) del torace può infatti evidenziare un nodulo che prima non era noto". 

Quando è necessario fare approfondimenti tempestivi ed eventualmente intervenire? "La scelta dipende da diversi fattori, tra cui le dimensioni del nodulo, le sue caratteristiche radiologiche, la sua eventuale crescita nel tempo e le condizioni generali del paziente. Non tutti i noduli richiedono una biopsia o un intervento chirurgico: in alcuni casi sono sufficienti controlli periodici, mentre in altri sono necessari approfondimenti diagnostici" sottolinea il numero uno degli oncologi italiani. Se un tumore polmonare "viene individuato in una fase iniziale, la chirurgia può rappresentare un trattamento fondamentale. Quando la malattia è molto precoce, in alcuni casi può essere sufficiente il solo intervento chirurgico, seguito dai controlli nel tempo", conclude Di Maio. 

11 ott 2026

Trump: "Tregua energetica tra Ucraina e Russia". Zelensky: "Non sapevo nulla, ma accetteremo se Mosca farà altrettanto"

(Adnkronos) - "Con effetto immediato, tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti sono d'accordo. Non violatela!". Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, con un post sul social Truth annuncia una tregua energetica - con stop agli attacchi contro infrastrutture e impianti - nella guerra tra Ucraina e Russia. 

L'annuncio di Trump, in realtà, coglie di sorpresa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "È stato una novità per me. Ma se i russi accetteranno un cessate il fuoco nel settore energetico, anche l'Ucraina accetterà", ha detto ad Axios. "Se il presidente Trump ha negoziato l'accordo con Putin, vi preghiamo di comunicarci quando inizierà il cessate il fuoco. Siamo pronti e lo accetteremo", ha aggiunto. 

 

Nelle stesse ore, Zelensky risponde a Trump dopo l'attacco frontale del numero 1 della Casa Bianca. "Con tutto il rispetto per il presidente Trump, spetta agli ucraini decidere quando votare e quale persona scegliere. Se Trump vuole le elezioni in Ucraina, dica a Putin di darci 2 mesi: cessate il fuoco di 60 giorni e faremo le elezioni". "E' ora che l'Ucraina abbia un nuovo presidente", ha detto Trump, reagendo alle critiche di Zelensky nei confronti dell'accordo raggiunto da Usa e Russia: Washington sospende le sanzioni energetiche fino ad aprile e Mosca fornirà gasolio agli Stati Uniti. 

"Dobbiamo fermare la guerra, abbiamo bisogno del sostegno degli Stati Uniti e dei nostri partner europei. Il primo passo è un cessate il fuoco, una tregua energetica", dice Zelensky al network Abc. "Se vogliono una tregua energetica, siamo disponibili. Non attaccateci, non uccidete i nostri bambini e noi smetteremo di colpire il vostro gasolio. Credo sia giusto, un accordo equo", dice il presidente ucraino. Trump reputa Zelensky responsabile per la mancata conclusione della guerra e accusa il presidente ucraino di aver ordinato ripetuti attacchi contro le raffinerie russe, provocando l'aumento del prezzo del gasolio a livello internazionale. "Fermare Putin è più difficile rispetto" all'operazione di "mettere pressione su qualcun altro. I prezzi stanno salendo a causa della guerra in Medio Oriente, aumentano a causa del conflitto in Medio Oriente e del blocco dello Stretto di Hormuz. È una cosa che tutti capiscono. Se vogliamo parlare alle persone con onestà, se vogliamo essere chiari, se vogliamo rivolgerci alle nostre nazioni con franchezza, la gente deve conoscere la realtà. Non bisogna prendere in giro le persone". 

"Trump ha detto che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente. Con tutto il rispetto per il presidente Trump, spetta alla nostra società, al nostro popolo, scegliere l'uno o l'altro leader. Sì, siamo in guerra ed è davvero difficile organizzare elezioni in questo momento. Non solo mancherebbero le condizioni di sicurezza e si violerebbero le nostre leggi e la Costituzione, ma la questione fondamentale è disporre delle infrastrutture di sicurezza necessarie per permettere alle persone di andare a votare", afferma Zelensky. 

"Spetta agli ucraini decidere quando votare, come farlo e quale persona scegliere. So bene che Putin voleva a tutti i costi un cambio di presidenza in Ucraina. Lo capisco. E se il presidente Trump vuole davvero che ci siano cambiamenti attraverso le elezioni — argomento che ho discusso anche con il suo staff — allora dica pure a Putin di darci due mesi: 60 giorni di cessate il fuoco totale e noi organizzeremo le elezioni. Ovviamente, accetteremo qualsiasi scelta del nostro popolo, del popolo ucraino". 

11 ott 2026

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11 ott 2026

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11 ott 2026

Fratoianni: "Nel centrosinistra non ci sono filoputiniani"

(Adnkronos) - "Deve essere chiaro che non ci sono filoputiniani tra di noi". Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia e deputato di AVS, chiarisce la posizione del campo largo in relazione alla guerra in Ucraina. La politica estera è un tema chiave per l'alleanza di centrosinistra, in particolare per il no del Movimento 5 Stelle e di AVS alla fornitura di armi all'Ucraina. "So bene che nel centrosinistra c'è un elemento sulla politica internazionale su cui occorre sciogliere un nodo. E allora mettiamo un po’ d’ordine: siamo tutti d'accordo sul fatto che Putin ha aggredito con una guerra criminale l'Ucraina", dice Fratoianni dal palco della festa Fanpage all'Acquario Romano. "Deve essere chiaro che non ci sono filoputiniani tra di noi, nonostante questo accusa indecente prima l'hanno scaricata addosso a me e poi l'hanno scaricata addosso a Conte a seconda dei momenti. È come sulla tragedia in corso in Medio Oriente: ci accusano tutti i giorni di essere antisemiti perché condanniamo i criminali di guerra di Tel Aviv, quindi ormai abbiamo fatto la scorza a questo tipo di accuse", aggiunge. 

"Tuttavia io penso che abbiamo - prosegue il leader rossoverde - la responsabilità di costruire la necessaria discontinuità rispetto a una linea che obiettivamente ha fondato tutta la sua politica di sostegno all'Ucraina esclusivamente sull'escalation militare e che talvolta, bisogna dire la verità, ha confuso la difesa dell'Ucraina con la procrastinazione ad infinitum della guerra. Invece bisogna fermare questo macello". 

Per Fratoianni "bisogna discutere di come avanzare una proposta, magari a quel livello europeo che è mancato in questi 4 anni, e si possa entrare nel merito delle varie opzioni diplomatiche. Ma questo dibattito, anche fra noi, non deve diventare il terreno di un puro posizionamento tra i partiti, perché parliamo di una cosa troppo seria in cui le persone continuano a morire e io penso che fermare la guerra oggi sia l'obiettivo principale che dobbiamo darci". 

Sul tema Ucraina, dopo l'accordo tra Trump e Putin sulla fornitura di gas russo agli Usa, si esprime anche Giuseppe Conte: "Trump ha fatto un'azione destabilizzante, ha chiamato Putin e si è assicurato tonnellate di gasolio. Trump ci ha voltato le spalle. E' un atto irresponasabile. Ci manda in isolamento. Non mi permetto di giudicare" il presidente ucraino "Zelensky e se davvero si è speso per un negoziato. Il tema è cosa vuole fare l'Europa. Chi vuole la guerra e non ritiene che la strada sia il negoziato, ci deve dire dove prendiamo i soldi" per la difesa dell'Ucraina.  

11 ott 2026

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