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20 set 2026

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20 set 2026

'Una Nessuna Centomila', domani il live all'Arena di Verona: svelato il cast

(Adnkronos) - Le grandi voci della musica italiana insieme contro la violenza sulle donne. Domani, lunedì 21 settembre, l’Arena di Verona ospiterà 'Una Nessuna Centomila', l’evento, già sold out, che anche quest’anno riunisce grandi artiste e grandi artisti della musica e dello spettacolo contro la violenza sulle donne. Lo show sarà trasmesso il 25 novembre in prima serata su Rai 1. 

Fiorella Mannoia e Carlo Conti condurrano la serata. Tra il cast: Luciano Ligabue, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Annalisa, Emma, Noemi, Giuliano Sangiorgi, Luca Carboni, Tommaso Paradiso, Angelina Mango, Arisa, Gaia, Levante, Malika Ayane, Serena Brancale, Paola Turci, Ermal Meta, Michele Bravi, Carolina Crescentini, Giorgio Pasotti, Gianmarco Saurino. 

Sul palco si alterneranno esibizioni, duetti e collaborazioni inedite e ricche di emozioni: tutti uniti per dire basta ai femminicidi, dare un aiuto concreto ai centri antiviolenza che sostengono e supportano le donne nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza e sensibilizzare il pubblico contro questo fenomeno sociale e culturale. 

La manifestazione che coniuga musica e impegno sociale torna per la sua quarta edizione su un palco e in uno scenario unici per raccogliere fondi in favore dei centri antiviolenza, dopo il successo a Campovolo (RCF Arena di Reggio Emilia) nel 2022 con 100.000 presenze, il doppio sold out all’Arena di Verona nel 2024 e il grande evento tutto esaurito, per la prima volta al Sud Italia, in Piazza del Plebiscito a Napoli nel 2025. 

Grazie al pubblico presente all’Arena di Verona e al sostegno dei partner ad oggi saranno devoluti € 450.000, ripartiti tra 9 centri antiviolenza italiani. 

20 set 2026

Elezioni Germania, AfD avanti in Meclemburgo e Cdu crolla. Merz: "Disastro ma non mi dimetto". Die Linke vince a Berlino

(Adnkronos) - AfD al 37%, Spd al 35,5% e crollo della Cdu al 5,5%. Sono gli exit poll, dopo la chiusura dei seggi alle 18, relativi alle elezioni nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore in Germania oggi, domenica 20 settembre. A Berlino, invece, comanda la sinistra: Die Linke al 24,5%, l'AfD è il terzo partito nella capitale. "Un disastro", il commento del cancelliere Friedrich Merz in relazione al risultato della Cdu nel Meclemburgo. 

"Non possiamo indorare la pillola sul risultato elettorale nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. È un disastro La Cdu ha combattuto, ma è stata schiacciata nella polarizzazione tra Spd e AfD", dice Merz. Il cancelliere non ha intenzione di dimettersi e annuncia che il processo di riforme avviato dal suo governo va avanti, nonostante la nuova debacle. "Ciò che c'è da fare ora richiede spina dorsale, fermezza e pazienza. Io dimostrerò di averle, come presidente della Cdu e, soprattutto, come Cancelliere federale del nostro Paese. Le nostre riforme -afferma - sono il mezzo per combattere il veleno dell'autoritarismo che sta penetrando sempre più in profondità nella nostra società. Le riforme devono arrivare, mi assumo questa responsabilità, perché voglio fare andare avanti il nostro Paese". 

Nelle elezioni del Land, si profila il testa a testa AfD-Spd secondo gli exit poll Ard pubblicati da Der Spiegel. Alle spalle dell'estrema destra e dei socialdemocratici, il vuoto. La Linke si attesterebbe al 7,5% dei voti davanti alla disastrosa Cdu. I Verdi sarebbero al 5% così come il partito di Sahra Wagenknecht (Bsw). Alle precedenti elezioni, la Spd aveva raccolto il 39,6% dei voti, l'Afd il 16,7, la Cdu il 13,3%, la Linke il 9,9%, i Verdi il 6,3, la Fdp il 5,8%. 

A Berlino, la sinistra arriva al 24,5%. La Cdu raccoglie il 20% dei voti, AfD al 16%, i Verdi al 15%, la Spd al 12, Bsw al 5%. Die Linke ha praticamente raddoppiato i suoi voti rispetto al 2023, facendo registrare un aumento dei consensi del 12,3% nella capitale. La Cdu ha perso l'8,2% dei voti. L'Afd guadagnerebbe quasi il 7%, la Spd perderebbe il 6,4%. 

 

La co-leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, esorta il cancelliere Friedrich Merz a "trarre conclusioni" dalla disfatta elettorale. Weidel parla all'emittente ZDF e invita i cristiano-democratici di Merz ad abbandonare il loro "cordone sanitario" contro la cooperazione con l'estrema destra. "Friedrich Merz deve trarre conclusioni", ha detto Weidel. "Deve farlo per il suo partito e anche per la Germania". L'AfD ha un "mandato per governare" nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. 

20 set 2026

Da Legnano a Milano, la sfilata di auto d'epoca con il numero 1522 per le donne vittime di violenza e stalking

(Adnkronos) - Decine di auto d'epoca sono partite questa mattina dal museo Fratelli Cozzi di Legnano, sfilando e attraversando il centro di Milano, per promuovere la conoscenza del numero di telefono 1522, il servizio pubblico gratuito, promosso dalla presidenza del Consiglio dei Ministri a sostegno delle donne vittime di violenza e stalking. Le auto hanno viaggiato tutte con il numero 1522 stampato sopra, raggiungendo le 100 Sedie Rosse nell'aia di Cascina SpazioVivo nel centro di UpTown. 

Da cinque anni, l'aia di Cascina SpazioVivo ospita un'installazione radicale. Cento sedie rosse lasciate libere a disposizione di chiunque voglia sedersi, incontrarsi, fermarsi, che formano un manifesto permanente contro la violenza di genere, rinnovato ogni anno con nuove iniziative, mostre e momenti di incontro dedicati alle donne.  

 

E in questa cornice nasce l'evento di oggi: "1522 | Motori in marcia contro la violenza sulle donne", il raduno itinerante di auto e moto d’epoca promosso insieme a Città Metropolitana di Milano, museo Fratelli Cozzi di Legnano e Scuderia Sant Ambroeus. Il nome dell’iniziativa richiama il numero verde nazionale anti-violenza e stalking attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo, istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Per un giorno, quel numero lascia la dimensione privata delle telefonate d’aiuto per diventare un simbolo pubblico e condiviso: ogni auto e ogni moto del raduno rinuncerà al proprio numero di gara per esporre esclusivamente il bollo "1522", trasformando una sfilata in un corteo di alleanza collettiva. 

 

Il corteo partito da Legnano e da Viale De Gasperi a Milano, ha attraversato l’Arco della Pace e l’Arena, e si è concluso proprio a Cascina SpazioVivo a UpTown: lo stesso spazio pubblico che le 100 Sedie Rosse hanno reso, in questi anni, un punto di riferimento per il quartiere. Qui alle 15 e 22, orario scelto non a caso, un grande selfie collettivo ripreso con un drone unirà equipaggi e pubblico in una forte immagine simbolica. La partecipazione al raduno prevede una donazione a favore della Fondazione Una Nessuna Centomila, che sostiene i centri anti-violenza sul territorio. 

20 set 2026

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20 set 2026

M5S, la base approva il programma in 20 punti: "L'invio di armi all'Ucraina allontana la pace"

(Adnkronos) - Con il 91,7% dei sì, la base del Movimento 5 stelle ha dato mandato al presidente Giuseppe Conte per andare al tavolo di coalizione e dire che "continuare a inviare armi" all'Ucraina "allontana pace". Nei voti sulla politica estera, però, la proposta è quella che riceve il favore minore, anche se molto plebliscitario, ma tant'è. L'okay al "primato del diritto internazionale", per dire, arriva al 98,3%, seguito a ruota dalla Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina che raccoglie il 97,9% dei voti favorevoli.  

Il 94,1% vuole il no al piano di riarmo europeo e il 91,8% il no all'innalzamento della spesa per la difesa. Su un totale di 106.829 votanti, hanno partecipato al voto sul no all'invio di armi all'Ucraina in 39.770, ovvero il 37,2% degli aventi diritto. In 36.461 hanno detto sì e 3.309 no. 

 

Dal palco di Nova, il leader del M5S Giuseppe Conte accusa la maggioranza di aver mostrato in quattro anni la propria vera direzione: premierato come “pieni poteri”, giustizia sotto controllo politico, norme che indebolirebbero le indagini e favorirebbero delinquenti e spacciatori. Critica le nomine “agli amichetti” e la gestione dei casi giudiziari interni. Poi punta il dito contro le “tre firme” di Giorgia Meloni che, a suo dire, danneggerebbero l’interesse nazionale: Patto di stabilità con tagli a sanità e scuola, patto di riarmo che favorirebbe la Germania mentre Afd cresce, e l’accordo Nato per portare la spesa militare al 5%. Infine rilancia una coalizione “radicalmente progressista”, solida e destinata a durare cinque anni, senza passi indietro e con l’obiettivo dichiarato di cambiare l’Italia nell’interesse di tutti. 

 

Tutte le proposte sottoposte al vaglio della comunità del Movimento 5 stelle sono state approvate. Sul totale dei 159 quesiti complessivi, compreso quello sulle armi all'Ucraina, si sono espressi in 45.340, esprimendo in tutto 6.068.826 voti. 

Su una platea di 106.829 iscritti al Movimento 5 stelle, hanno partecipato al voto per le proposte che Giuseppe Conte porterà al tavolo di coalizione in 45.340, ovvero poco più del 42%. Nel dettaglio, hanno votato il 41,68% degli aventi diritto (44.523) sui temi quali ambiente, energia, casa, scuola, informazione e digitale, il 37,23% (39.770) sui temi di giustizia, sicurezza, esteri, immigrazione, democrazia, partecipazione e diritti, il 36,65% (39.153) sui temi di sanità, Welfare, lavoro ed economia. 

Mentre il Patto generazione, riservato solo ai giovani iscritti, su una platea di 9235 votanti, hanno espresso il loro voto il 20,25%, ovvero 1870 giovani. Tutti i 12 punti hanno ricevuto parere positivo, ma con molte differenza. Il diritto di voto ai 16enni è stato promosso 'solo' dal 52,35% dei votanti, contro il 47,65% che ha bocciato la proposta. Numeri non plebliscitari anche per un capitale di 15mila euro per i neodiciottenni, promosso dal 78,4%, e per un reddito di base (1000 euro al mese) per chi lavora nella cultura, i sì sono stati il 76,52%. 

Delle 159 proposte approvate dalla comunità del Movimento 5 stelle, alcune sono state votate con più favore, altre leggermente di meno. Per esempio: il 99,7% dei votanti dice sì alla politica fuori dalla sanità, e quindi il no a che le nomine dei vertici sanitari siano fatte nelle stanze delle varie amministrazioni regionali. Grande plebiscito anche per la legge contro il conflitto d'interessi, la cosiddetta norma 'anti-Renzi', che raccoglie il 99,5% dei voti favorevoli, e su tenere fuori i partiti della Rai, 99,2% dei sì.  

Nell'ambito sanitario, il 98,1% dice sì all'abbattimento delle liste d'attesa grazie ai proventi della sanità privata. In quello sull'immigrazione, bene (con il 98,6% dei voti favorevoli) l'abolizione della Bossi-Fini e l'attivazione del click day, un po' meno bene la proposta sullo ius scholae, che pur viaggiando su percentuali alte si ferma all'89,4% dei consensi totali. Un dato, al ribasso, che registrano anche le proposte sulla penalizzazione della cannabis, con l'okay 'solo' dell'84,5% dei voti espressi, e quella sul voto ai sedicenni e ai fuori sede, a cui dice sì l'84,4%. 

Sui diritti da acquisire, si viaggia su percentuali più alte. Al matrimonio egualitario dicono in sì il 94,2% dei votanti, al fine vita il 95,9%, a una legge sull'omolesbotransfobia il 94,7%. Alle adozioni per le coppie omogenitoriali, invece, il dato si ferma all'84,3%. Ancora: l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole piace al 97,5%, la stessa percentuale che dice sì anche all'obbligo scolastico davvero gratuito. Raccolgono un po' meno favore gli asili nidi gratis per tutti, è il 96,6% che è d'accordo. Nel capitolo delle tasse, depauperato della patrimoniale, la proposta che dice di abbassare al lavoratori e alle imprese, ma aumentarle a chi specula registra il 98,6% dei voti favorevoli. Mentre due delle grandi battaglie dei Cinquestelle, come il reddito di cittadinanza, ribattezzato Reddito 2.0, piace al 97,8%, la reintroduzione del reato di abuso d'ufficio al 98,9%, e infine la riduzione progressiva per i contributi pubblici diretti all'editoria al 97,4%. 

 

 

20 set 2026

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