Logo Il Foglio

Germania, esplosione alla stazione centrale di Augusta: feriti

2 set 2026

Sonego sfiora l'impresa agli US Open, sconfitto da Zverev al quinto set

2 set 2026

Mostra del Cinema di Venezia, stasera l'apertura con Leone d'oro alla carriera a Clooney

(Adnkronos) - Sarà inaugurata oggi, mercoledì 2 settembre, alle ore 19, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La cerimonia di apertura sarà trasmessa in diretta su Rai Movie e in streaming su RaiPlay a partire dalle ore 18.45 e sarà condotta dall’attrice e regista Greta Scarano insieme all’attore Nicolas Maupas. Alla serata prenderanno parte, tra gli altri, il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il sindaco di Venezia, Simone Venturini, e il sottosegretario al Ministero della Cultura con delega al Cinema, Lucia Borgonzoni.  

Momento centrale della cerimonia sarà la consegna del Leone d’oro alla carriera a George Clooney, regista e attore statunitense. A pronunciare la laudatio in suo onore sarà l’attrice statunitense Laura Dern. Nel corso della serata è inoltre prevista l’esibizione del cantautore e attore italiano Tutti Fenomeni. 

Saranno presenti in Sala anche le giurie internazionali delle principali sezioni della Mostra. La giuria di Venezia 83 sarà presieduta dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal e comprenderà Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. La giuria di Orizzonti sarà composta dalla presidente Valérie Donzelli, Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e dall’attrice italiana Barbara Ronchi. Per il Premio Venezia Opera Prima – Luigi De Laurentiis, la giuria sarà formata da Carolina Cavalli, Akinola Davies Jr. e Ted Hope. 

A seguire la cerimonia di inaugurazione, la Mostra entrerà subito nel vivo con la proiezione in Concorso, in prima mondiale, di “Ink”, diretto dal regista premio Oscar e Bafta Danny Boyle, autore di film come “Trainspotting”, “The Millionaire” e “28 anni dopo”. Il film è scritto da James Graham, drammaturgo e sceneggiatore vincitore di diversi premi Olivier, e vede protagonisti Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. “Ink” racconta la nascita e l’ascesa del quotidiano britannico The Sun attraverso l’acquisizione da parte dell’editore Rupert Murdoch e il successivo lavoro del direttore Larry Lamb. Una vicenda ambientata nel 1969, anno dello sbarco sulla Luna, che ricostruisce la trasformazione del giornalismo popolare britannico e l’impatto del nuovo tabloid sul panorama dell’informazione. 

"Sono stato alla Biennale molte volte, ma questo è il mio battesimo alla Mostra del Cinema: è un onore immenso essere in una città così ricca d’arte e aprire questo grande festival con il mio nuovo film, Ink", ha dichiarato Danny Boyle. Il regista ha definito un privilegio aver diretto la sceneggiatura di James Graham, sottolineando come la nascita di "The Sun" abbia contribuito a "rifondare il nostro mondo per l’era moderna". 

Per il direttore della Mostra, Alberto Barbera, “Ink” rappresenta un’apertura di particolare rilievo grazie alla collaborazione tra Boyle, Graham e tre interpreti di primo piano del cinema britannico contemporaneo. "È la ricostruzione dell’acquisto del quotidiano 'The Sun' da parte dell’editore Rupert Murdoch che ne affidò la direzione allo spregiudicato Larry Lamb, sino a farne il più venduto tabloid scandalistico inglese, a spese del rivale 'The Mirror'", ha spiegato Barbera, ringraziando StudioCanal, Media Res e House Productions per aver concesso al festival l’opportunità di aprire la Mostra con il film. Nel film Jack O’Connell interpreta Larry Lamb, Guy Pearce veste i panni di Rupert Murdoch, mentre Claire Foy interpreta Jules Davies. “INK” è prodotto da Studiocanal, Media Res e House Productions ed è tratto dall’omonima opera teatrale di James Graham, candidata ai Tony Award. (di Paolo Martini) 

 

2 set 2026

Di Battista: "Mi sento meglio, torno in Italia venerdì"

(Adnkronos) - "Oggi mi sento meglio". Inizia così il post pubblicato da Alessandro Di Battista sui suoi profili social. "Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali. Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza".  

 

 

Di Battista aggiunge un post scriptum: "Da anni ho deciso di 'sfruttare' gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui. Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato". 

Il 48enne ex deputato del M5s è ricoverato da venerdì scorso a Cuba dopo aver accusato un forte mal di testa. Inizialmente si era parlato di un rientro in Italia già domani, dopo essersi sottoposto a ulteriori accertamenti anche alla presenza dei due medici del Policlinico Gemelli di Roma, un neurochirurgo e uno specialista di rianimazione e terapia intensiva, inviati dal leader del M5s Giuseppe Conte, che hanno raggiunto l'Avana, dove c'è anche la compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia. 

Per l'ex deputato niente volo di Stato, dunque, che pure il governo era pronto a mettere a disposizione ma che Di Battista ha sin dal primo momento rifiutato. L'arrivo sarebbe previsto per il giorno successivo. 

2 set 2026

Dopo le vacanze gonfiore e intestino 'bloccato'? Gli esperti sfatano il mito detox e spiegano cosa fare 

(Adnkronos) - Dopo un periodo di pasti più abbondanti, orari diversi, cene tardive, maggiore consumo di alcol, meno movimento e un ritmo sonno-veglia differente dal solito, al rientro dalle vacanze è frequente avvertire gonfiore, irregolarità intestinale, stitichezza, pesantezza, difficoltà digestive o reflusso. Ed è proprio in questo periodo che tornano di moda diete ‘detox’, digiuni e prodotti per ‘ripulire’ l'intestino e cancellare in pochi giorni gli eccessi delle settimane precedenti. Dal punto di vista gastroenterologico, però, il punto di partenza è un altro. “L'intestino non ha bisogno di essere ripulito: ha soprattutto bisogno di ritrovare le proprie abitudini”, spiega Claudio Londoni, responsabile della Struttura semplice di Endoscopia digestiva di Rivolta d'Adda, Asst Crema, e componente della commissione Aigo-Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri di Neuro-gastroenterologia. 

L'apparato digerente è un sistema dinamico, regolato non soltanto da ciò che mangiamo, ma anche da orari dei pasti, attività fisica, sonno e interazioni con il sistema nervoso - spiegano gli esperti in una nota - Riprendere gradualmente le normali abitudini può quindi rappresentare già una sorta di ‘terapia naturale’. Mangiare a orari regolari fornisce stimoli più prevedibili alla motilità gastrointestinale, mentre sonno e movimento contribuiscono alla fisiologia dell'apparato digerente. Un esempio è il riflesso gastro-colico: dopo aver mangiato, l'ingresso del cibo nello stomaco attiva segnali nervosi e ormonali che aumentano la motilità del colon. È uno dei motivi per cui molte persone avvertono lo stimolo a evacuare dopo la colazione. “Quando ci si sente un po' bloccati - chiarisce Londoni - può essere più utile concedersi il giusto tempo per la colazione, bere adeguatamente e non ignorare lo stimolo evacuativo, piuttosto che ricorrere immediatamente a prodotti lassativi”. 

Anche camminare e riprendere una regolare attività fisica può favorire la motilità intestinale e, insieme a un'alimentazione equilibrata e a un adeguato apporto di liquidi e fibre, rappresenta uno dei primi interventi consigliati nella gestione della stitichezza. Sulle fibre è facile commettere un errore. Dopo settimane di alimentazione meno regolare si può essere tentati di aumentare bruscamente frutta, verdura, legumi e cereali integrali con l'obiettivo di ‘depurarsi’. Le fibre sono fondamentali, ma vanno aumentate gradualmente - avvertono gli esperti - Una parte viene fermentata dai batteri intestinali e un incremento troppo rapido può aumentare temporaneamente la produzione di gas. Il risultato può essere paradossale: più fibre e più gonfiore. Per la maggior parte degli adulti il riferimento è un apporto quotidiano di circa 22-34 grammi di fibre, da adattare alle caratteristiche individuali e accompagnare con un'adeguata introduzione di liquidi. Il gonfiore, inoltre, “può dipendere dalla presenza di gas, dalla fermentazione di alcuni carboidrati - precisa Londoni - dalla distensione intestinale e anche dalla diversa sensibilità con cui ciascuno percepisce ciò che accade nel proprio addome”. È qui che si inserisce uno dei falsi miti più diffusi del rientro: la necessità di disintossicare’ l'organismo. “Non esiste una necessità gastroenterologica di fare una dieta ‘detox’ dopo le vacanze”, rimarca Londoni. 

Le prove cliniche disponibili non dimostrano in modo solido la capacità delle cosiddette diete detox di eliminare generiche ‘tossine’. Fegato, reni, intestino e altri organi possiedono già sofisticati meccanismi fisiologici di trasformazione ed eliminazione delle sostanze. Per una persona sana l'obiettivo, quindi, non dovrebbe essere "eliminare le tossine", ma recuperare progressivamente un'alimentazione equilibrata e uno stile di vita regolare. Anche i prodotti utilizzati per "svuotare" rapidamente l'intestino non dovrebbero diventare una risposta automatica a pochi giorni di irregolarità. Lo stesso vale per probiotici e cosiddetti fermenti lattici, spesso assunti come una sorta di reset intestinale. Non esiste un probiotico universale capace di rimettere a posto l'intestino o annullare gli eccessi alimentari - sottolineano gli esperti - La loro utilità dipende dal disturbo, dal ceppo utilizzato e dalla situazione clinica. Più in generale, il funzionamento dell'intestino risente dell'insieme delle nostre abitudini: alimentazione, fibre, attività fisica, sonno, regolarità dei pasti e gestione dello stress. 

Nel caso di dispepsia, che può manifestarsi con ripienezza dopo il pasto, sazietà precoce, gonfiore, nausea o frequenti eruttazioni, o di reflusso gastroesofageo, legato alla risalita del contenuto gastrico nell'esofago, fenomeni distinti, che se possono presentarsi insieme, “la risposta non dovrebbe essere una dieta drastica e punitiva, ma il ritorno a pasti più regolari e moderati e l'individuazione delle abitudini o degli alimenti che, nel singolo individuo, peggiorano i sintomi. Inoltre, non esiste un numero di giorni valido per tutti per tornare alla normalità - continua la nota - Dopo un viaggio o un periodo di abitudini diverse, una temporanea modificazione dell'alvo può essere fisiologica e spesso il ritorno alla routine è sufficiente perché i sintomi si riducano”. Conta soprattutto il loro andamento. “Un disturbo lieve che progressivamente migliora è molto diverso da un sintomo che persiste, peggiora o si associa ad altri segnali”, precisa Londoni. 

Inoltre, non bisogna attribuire automaticamente alle vacanze sintomi importanti o persistenti. “Sangue nelle feci, feci nere, perdita di peso non intenzionale, vomito frequente, dolore addominale importante o persistente, difficoltà o dolore nella deglutizione, febbre, incapacità di emettere gas, gonfiore persistente o un cambiamento dell'alvo che non si risolve, meritano una valutazione medica”, evidenziano gli esperti. “Il vero "reset" dell'intestino non è un succo detox, una giornata di digiuno o un prodotto miracoloso: significa riprendere gradualmente i normali orari dei pasti, bere adeguatamente, aumentare le fibre senza bruschi cambiamenti, muoversi, dormire regolarmente e ascoltare gli stimoli del proprio corpo”, conclude Londoni. 

 

2 set 2026

Ucraina, la minaccia di Zelensky: "I cieli della Russia non sono più sicuri". Putin: "Terrorista"

(Adnkronos) - "Vogliamo avvertire ogni compagnia aerea, lo spazio aereo in Russia non è sicuro: è lo spazio dei nostri droni". L'Ucraina è pronta a colpire. Il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo consueto messaggio di fine giornata, sembra annunciare un salto di qualità nelle offensive. "Minaccia dice che non è sicuro volare in Russia? Sono dichiarazioni terroristiche", la risposta a stretto giro da Vladimir Putin. 

"Gli ucraini dicono che vogliono trattare, ma se ha detto una cosa del genere, di base è terrorismo di stato. E non possono esserci trattative con i terroristi", dice il presidente russo rispondendo alle domande dei giornalisti a Bishek, in Kirghizistan, dopo il vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO). Gli attacchi della Russia contro Kiev continueranno ma, secondo Putin, l'obiettivo non è colpire la leadership ucraina: "Non stiamo conducendo attacchi di questo perché abbiamo bisogno di alcune persone con cui parlare, sempre se vogliono perseguire la pace. I colloqui, in questo momento, sono congelati". La guerra prosegue: "Intensificheremo le operazioni, ho dato ordine di colpire le infrastrutture energetiche". 

 

"La Russia ha lanciato i primi missili e i primi droni, hanno attraversato il confine del nostro paese dallo spazio aereo russo. Questa escalation non può e non rimarrà confinata al territorio ucraino", esordisce Zelensky che si rivolge a "ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo" e a "chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro. L'Ucraina non minaccia l'aviazione civile in quanto tale, non minaccia nemmeno un singolo aereo civile. Ci saranno semplicemente droni nei cieli della Russia in una quantità e su una scala che deve essere tenutan considerazione. Sebbene le autorità russe non stiano informando adeguatamente le persone su questo, lo spazio aereo russo si chiuderà di fatto: la guerra che la Russia ha iniziato sta chiudendo i cieli della Russia".  

L'Ucraina, dice Zelensky, ha rispettato richieste di altri paesi e congelato azioni potenzialmente devastanti. Ora, si cambia. "Noi in Ucraina non vogliamo che vite innocenti vadano perdute. Per questo stiamo avvertendo i nostri partner: i giorni sicuri nei cieli della Russia sono finiti. È importante che questo venga compreso dagli ambasciatori dei paesi qui rappresentati in Ucraina, così come dagli ambasciatori che lavorano a Mosca. Ognuno di loro sa esattamente cosa significa la guerra della Russia per il nostro paese e il nostro popolo, e devono trasmettere queste informazioni alle loro capitali. È importante che anche le compagnie aeree che al momento volano verso aeroporti principalmente a Mosca, San Pietroburgo e altre destinazioni chiave in Russia lo sappiano", ribadisce. 

"Il Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina e le nostre altre istituzioni forniranno alle organizzazioni internazionali tutte le informazioni sui pericoli nello spazio aereo russo. Cieli invasi dai droni non sono adatti all'aviazione civile. L'Ucraina è un paese di pace. E rispettiamo sinceramente il fatto che i nostri partner vogliano contribuire a porre fine a questa guerra", dice.  

 

"Quando gli americani ci hanno chiesto di sospendere gli attacchi su Mosca e San Pietroburgo il 25, 26 e 27 agosto, abbiamo soddisfatto la richiesta: non ci sono stati attacchi sulla Russia, mentre gli attacchi sull'Ucraina continuavano. Quando un'altra potenza globale ci ha chiesto di sospendere gli attacchi nella direzione di Vladivostok per un periodo di tempo specificato, abbiamo accettato di garantire anche quello. Nuovi incontri a Mosca sono ora in preparazione e terremo conto di ciò", dice prospettando un'altra fase dei negoziati, legata con ogni probabilità al viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati del presidente americano Donald Trump. 

L'Ucraina garantisce "sostegno sempre a ogni passo verso la pace, a ogni passo per impedire alla Russia di rendere questa guerra infinita. La guerra deve finire, e i leader hanno ragione a dirlo a Putin. Quindi, per il bene della diplomazia e dei negoziati, ogni volta che i nostri partner toccheranno questo argomento" con richieste " ci assicureremo che i cieli russi siano liberati dai droni per periodi di tempo definiti e lungo rotte specificate. La sicurezza tornerà nei cieli della Russia quando ci sarà un reale movimento verso la pace. Per ora, i cieli sulla Russia sono per i droni, non per l'aviazione civile", conclude. 

1 set 2026

"Siamo bersaglio di una guerra ibrida", la Germania accusa la Russia per il drone esplosivo a Lipsia

(Adnkronos) - Il fallito attacco con un drone imbottito di esplosivo all'aeroporto di Lipsia "è stato condotto per conto della Russia". Per la prima volta dal 4 agosto scorso, data dell'incidente, il governo della Germania ha attribuito formalmente a Mosca la responsabilità dell'attentato, scatenando l'ira russa - con l'annuncio di rappresaglie -, ma anche raccogliendo la solidarietà di Unione europea e Nato. Che ora promettono una risposta alla guerra ibrida del Cremlino.  

 

A spiegare le conclusioni cui è giunto l'esecutivo tedesco è stato il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli Esteri Johann Wadephul. 

Dobrindt ha parlato ai giornalisti delle indagini della Polizia, spiegando che le conclusioni dell'intelligence indicano una responsabilità russa nel fallito attentato. Il ministro ha aggiunto che la tecnologia trovata sul posto e l'interazione tra i singoli elementi sono da considerarsi di livello professionale e ha indicato un livello elevato di conoscenze tecniche e un lavoro considerevole dal punto di vista organizzativo nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco. 

"L'esecuzione finale del tentato attacco può essere attribuita ad agenti di basso livello - ha affermato -. Lasciatemi essere chiaro. Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida". 

 

Di conseguenza la Germania ha annunciato la chiusura del consolato russo a Bonn, l'ultimo russo nel Paese, e di un centro culturale russo a Berlino, ha quindi reso noto il ministro degli Esteri Wadephul. 

"Ho disposto le seguenti misure, d'accordo con il cancelliere federale Merz: il consolato generale della Russia a Bonn verrà chiuso il 18 settembre. Verrà rescisso il contratto per la 'Casa Russa' a Berlino", ha detto il capo della diplomazia tedesca. 

 

Se queste sono le prime misure concrete dopo il fallito attentato, la Germania secondo Die Zeit avrebbe inoltre preso in considerazione di invocare l'articolo 4 della Nato, ma avrebbe poi deciso di non farlo. Il governo, spiega la testata tedesca, ha voluto evitare un'ulteriore escalation e preservare spazio per una risposta più forte se la Russia compirà altri attacchi. 

L’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico costituisce il primo anello della catena di sicurezza collettiva dell’Alleanza. Il testo stabilisce che “le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata”. 

A differenza del più noto articolo 5, che scatta in caso di attacco armato diretto e considera l’aggressione contro un membro come un attacco a tutta l’Alleanza, l’articolo 4 funziona come “campanello d’allarme” quando un Paese alleato ritiene che la propria sicurezza sia a rischio. Non prevede risposte automatiche né obblighi militari immediati, ma attiva consultazioni immediate tra i partner attraverso il Consiglio Nord Atlantico, l’organo decisionale principale della Nato, per discutere insieme la situazione, valutare le minacce e decidere eventuali azioni collettive, che possono andare da misure diplomatiche fino a decisioni militari. Il Trattato non prevede alcun obbligo di passare prima dall’articolo 4 per attivare i meccanismi dell’articolo 5. 

 

La Russia respinge le accuse. Vladimir Putin, dal vertice SCO di Bishek, è convinto che la Germania debba deviare l'attenzione dai problemi interni: "Il cancelliere Merz sta affrontando tempi difficili. Non gode della fiducia del suo popolo perché non protegge gli interessi nazionali. Sta vendendo gli interessi nazionali tedeschi, hanno commesso errori evidenti. La gente sta perdendo il lavoro, le condizioni di vita stanno peggiorando".  

Le misure tedesche sono "un altro errore", ha detto ancora il presidente russo: "Credo che sia un altro errore, e anche grave. E, a mio avviso, è chiaramente contrario agli interessi del popolo tedesco", ha ribadito Putin. 

Da Mosca intanto arrivano messaggi minacciosi che preannunciano "una risposta adeguata" alle decisioni della Germania. A dirlo in termini espliciti è stata la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, che in dichiarazioni riportate dai media russi ha accusato Berlino di un'escalation "nelle relazioni con Mosca sulla base di un pretesto totalmente inventato e assurdo". 

La Russia ha promesso di rispondere "con la stessa moneta" alle decisioni della Germania, ha confermato Zakharova all'agenzia tedesca Dpa, precisando che la risposta sarà analoga a quelle arrivate in passato a sanzioni unilaterali e ingiuste. Mosca inoltre ritiene la Germania responsabile di coinvolgimento in attacchi contro i cittadini russi, ha detto ancora la portavoce del ministero degli Esteri. "Berlino sponsorizza il terrorismo", ha accusato Zakharova in riferimento alle consegne di armamenti e agli aiuti all'Ucraina, teatro del conflitto che va avanti dal febbraio 2024, innescato dall'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina. 

Le misure annunciate dal governo tedesco avranno "conseguenze", ha poi ribadito l'ambasciatore russo in Germania, Sergey Nechayev. In una nota pubblicata sul canale Telegram dell'ambasciata, Nechayev ha definito l'accusa di Berlino "infondata, assurda e contraria al buon senso", aggiungendo che le sanzioni rappresentano "un'escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche e non saranno prive di conseguenze". 

 

Solidarietà a Berlino arriva invece dai vertici Ue, dai Paesi europei e dalla Nato, uniti più che mai contro quelle che bollano come "intimidazioni", parte di una guerra ibrida condotta da Mosca con l'obiettivo di indebolire l'Unione. 

Sul fronte Ue, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere di aver "parlato con il cancelliere Merz per discutere dell'attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia. Gli ho assicurato che l'Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia".  

"Manterremo l'Ue unita nonostante questi atti gravi e in escalation. Il governo tedesco ha adottato misure forti. E il messaggio è chiaro: attacchi ibridi non resteranno senza una risposta chiara - ha spiegato ancora la presidente della Commissione europea -. Siamo uniti nella nostra determinazione a opporci all'aggressione russa. Dissuaderemo chiunque cerchi di compromettere la nostra libertà e sicurezza". 

"La Russia sta cercando di seminare sfiducia e paura nelle nostre società. Ma fallirà. E staremo accanto all'Ucraina per tutto il tempo che servirà", la conclusione di von der Leyen, confermando che oggi ne parlerà con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. 

''Quando uno di noi viene preso di mira, restiamo tutti uniti. La nostra piena solidarietà va alla Germania in seguito all'attacco ibrido russo a Lipsia e a tutti gli Stati membri dell'Ue che sono stati esposti ad attacchi simili'', le ha fatto eco su 'X' la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. ''Non ci lasceremo intimidire né dividere. L'Europa è unita, determinata e pronta a difendere la nostra sicurezza e il nostro stile di vita'', ha aggiunto. 

 

Vicinanza anche da leader e ministri dei Paesi europei ed extra Ue, uniti al fianco della Germania. Tra gli altri l’Italia, che esprime "piena solidarietà" nelle parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "La sicurezza dei nostri Alleati - ha detto la premier - è la sicurezza di tutti noi. I tentativi di intimidirci o di creare divisioni tra gli Alleati non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi sono motivo di preoccupazione per tutti noi e saranno affrontate con una risposta unitaria". "In momenti come questo, è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare in stretta collaborazione e mantenere una credibile postura di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini", la conclusione di Meloni. 

"Reagiremo sempre con grande serietà per impedire che ci possano essere influenze da parte della Federazione Russa", ha quindi dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo a Wicklow, in Irlanda, per la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue. "Quindi i rischi continuano a esserci. Risponderemo uniti e reagiremo rimanendo a fianco anche dei paesi che vengono colpiti direttamente", ha proseguito Tajani, ricordando che anche l'Italia ha subito "attacchi cibernetici diversi da quelli che sono stati a Lipsia". "E' inaccettabile che accadano cose come quelle che sono accadute in Germania e questo deve farci comprendere che l'unità dell'Europa è fondamentale", ha aggiunto Tajani. 

E ancora: "Questi attacchi e provocazioni servono anche a testare la reazione dell'Europa e l’unità dell'Europa. La migliore risposta e l’unità dell'Unione Europea, la solidarietà alla Germania non è mancata, non mancherà e la ribadiamo anche qui in occasione del Consiglio dei ministri degli esteri della Unione Europea". "Esprimo solidarietà anche al ministro Wadephul. Siamo a fianco della Germania, che può contare sulla vicinanza dell'Italia", ha aggiunto Tajani. 

L'obiettivo della Russia è "soprattutto quello di disunire l'Europa, così come un suo obiettivo è quello di influenzare le elezioni nei Paesi europei. Questo tentativo deve essere assolutamente respinto. Questo è il tipo di attacco che fanno i russi e noi dobbiamo essere uniti e impedire a Mosca di dividere l'Europa", ha continuato Tajani, avvertendo: "Le cose che sono accadute in Germania sono estremamente gravi, ma non credo che la Russia, al di là delle provocazioni, al di là di questi attacchi ibridi, possa fare qualcosa contro l'Europa. Comunque bisogna sempre vigilare, non sottovalutare i rischi, ma sappiamo bene che la Russia valuta la forza dell'Occidente. Non credo che a Mosca convenga attaccare l'Occidente perché ne uscirebbe sconfitta". 

A intervenire anche il presidente francese Emmanuel Macron: "La Germania - ha scritto su X - ha riconosciuto la responsabilità della Russia per i gravi incidenti avvenuti a Lipsia all'inizio di agosto. Questi attacchi ibridi si stanno moltiplicando in Europa e non possono rimanere impuniti. La Francia è pienamente solidale con la Germania e sostiene l'adozione di nuove sanzioni europee contro la Russia. Di fronte a questa escalation, dobbiamo essere uniti, determinati e rafforzare il nostro sostegno all'Ucraina. La Francia continuerà a fare la sua parte", ha aggiunto. 

Anche il Regno Unito "esprime piena solidarietà alla Germania in seguito all’atto di aggressione grave e irresponsabile della Russia a Lipsia. I tentativi della Russia di minare la nostra determinazione comune e la nostra volontà di sostenere l’Ucraina sono inutili e destinati a fallire", quanto si legge in una nota firmata dal premier britannico Andy Burnham. 

"Come ho chiarito la scorsa settimana a Kiev - sottolinea Burnham-, il nostro impegno a sostenere l’Ucraina contro l’invasione illegale russa è incrollabile. Le ferme misure adottate dal governo tedesco dimostrano che qualsiasi attacco di questo tipo riceverà una risposta chiara. Non vacilleremo nella nostra determinazione a dissuadere gli attacchi contro la nostra libertà e la nostra sicurezza". 

"Le aggressioni ibride rappresentano una sfida permanente per l'Europa. Il mio sostegno alla Germania di fronte alla minaccia ibrida russa. L'unità e la solidarietà dell'Europa sono vitali per proteggere i nostri cittadini e i nostri confini. Da sud a nord, da est a ovest. Uniti siamo più forti''. Così il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares su 'X'. 

''Ho parlato con il cancelliere Merz per esprimere il sostegno del Canada alla Germania, in seguito all'attacco ibrido russo all'aeroporto di Lipsia. Attaccare un aereo cargo ucraino sul suolo tedesco è stato un tentativo vergognoso da parte della Russia di indebolire la nostra determinazione e la nostra difesa collettiva, e fallirà'', le parole sui social del primo ministro canadese Mark Carney. ''Il nostro sostegno all'Ucraina di fronte all'aggressione russa è incrollabile. Rimaniamo fermi nella nostra lotta per una pace giusta e duratura in tutto il continente'', ha aggiunto. 

 

Sul fronte Nato, il segretario generale Mark Rutte ha fatto sapere di aver "parlato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l'attacco ibrido russo a Lipsia del 14 agosto. Le prove sono chiare - ha aggiunto - Accolgo con favore le misure annunciate in risposta dalla Germania". 

"La Nato continuerà a rafforzare la capacità di deterrenza e difesa di tutti gli Alleati contro qualsiasi minaccia, comprese azioni maligne come quelle viste a Lipsia e altrove nell'Alleanza. I tentativi della Russia di intimidirci, di compromettere la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l'Ucraina sono inutili e falliranno. E' incrollabile il nostro sostegno all'Ucraina, così come il nostro impegno ferreo per la difesa collettiva della Nato", le parole e la promessa del numero uno dell'Alleanza.  

 

1 set 2026

Elementi totali: 20
Vai a