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Quanto si indebitano gli italiani per vivere? L'analisi tra prestiti, mutui e stipendi fermi

(Adnkronos) - Quanto si indebitano gli italiani per vivere? Se lo chiede la Cgia di Mestre secondo cui nel 2025, togliendo dal conto i mutui per la casa, il credito al consumo erogato dalle banche e dalle finanziarie alle famiglie consumatrici italiane ha sfiorato i 178 miliardi di euro. Nove anni fa la cifra era molto più contenuta: l'aumento è stato del 62%, +68 miliardi di euro, secondo l’ufficio studi della Cgia.  

"Se al credito al consumo erogato dalle sole banche (127 miliardi di euro) aggiungiamo i 447,5 miliardi di mutui per l’acquisto di un’abitazione che 3,8 milioni di famiglie hanno acceso con gli istituti di credito e altre forme di prestiti residuali, il debito complessivo sale a 612,6 miliardi di euro. Segnaliamo, a titolo puramente statistico, che nel 2025 i mutui accesi in Italia per l’acquisto di un immobile sono stati 382.389: la regione che ne ha sottoscritti di più è stata la Lombardia con 93.994. Seguono il Veneto con 39.753 e l’Emilia Romagna con 38.453", dice l'ufficio studi, che ha escluso i mutui dal conteggio dell'indebitamento essendo investimenti di lungo periodo che accrescono il patrimonio immobiliare.  

Ma perché gli italiani si indebitano sempre di più? Secondo la Cgia "da un lato c'è chi ha bisogno di liquidità immediata, magari per far fronte a spese impreviste o per arrivare a fine mese. Dall'altro c'è chi accende un prestito per acquistare beni durevoli: l'auto nuova, il televisore, i mobili, gli elettrodomestici. Dietro questi numeri non sempre si intravede il disagio economico che sta attraversando una parte importante del Paese. Tuttavia, negli ultimi anni l'aumento dell'inflazione ha progressivamente eroso il potere d'acquisto degli italiani: per molti gli stipendi e le pensioni sono rimaste sostanzialmente ferme, mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati all’insù. Il risultato è che molte famiglie, in particolar modo del cosiddetto ceto medio, per mantenere lo stesso tenore di vita di prima, si sono trovate costrette a ricorrere al credito, alimentando così quella crescita del debito privato verso banche e finanziarie che i numeri raccontano con chiarezza". 

Con i consumi delle famiglie che costituiscono il 60% circa del Pil italiano, quando le famiglie si indebitano a breve termine (ad esempio con prestiti o carte di credito), l'effetto può essere letto in due modi opposti. "Da un lato, è un segnale positivo: le persone hanno più accesso al credito, spendono di più e questo aiuta l'economia a crescere. Dall'altro, però, può nascondere un problema: se il debito aumenta più velocemente degli stipendi, vuol dire che le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese e si affidano ai prestiti per sostenersi. La cosa importante da tenere d'occhio è quindi il rapporto tra quanto le famiglie devono restituire e quanto guadagnano davvero. Finché questo rapporto resta gestibile, non c'è da preoccuparsi troppo. Ma se supera certi limiti, cresce il rischio che molte famiglie non riescano più a pagare i propri debiti, con conseguenze negative per tutta l'economia", dice l'ufficio studi. 

La regione dove le famiglie consumatrici sono più esposte a breve con banche e finanziarie è l’Umbria. Nel 2025 il debito al consumo per nucleo è stato pari a 7.514 euro (+5,1 per cento rispetto al 2024). Seguono la Toscana con 7.399 euro (+5,6) e la Sicilia con 7.383 euro (+4,5). In coda alla graduatoria nazionale scorgiamo il Friuli Venezia Giulia con 5.845 euro di debito (+4,9), la Basilicata con 5.536 euro (+3,7) e, infine, il Trentino Alto Adige con 3.824 euro (+5,7). Il dato medio nazionale si è attestato sui 6.657 euro (+4,9 per cento). Sempre secondo i dati riferiti al 2025, la provincia più in “difficoltà” d’Italia è stata Siracusa con una esposizione a breve per famiglia pari a 8.437 euro (+4 per cento rispetto al 2024). Seguono Massa-Carrara con 8.373 euro (+5,8), Lodi con 8.280 euro (+6,5) e Pistoia con 8.168 euro. Quest’ultima provincia toscana assieme a Ravenna sono le realtà territoriali dove la variazione sull’ultimo anno è stata più importante del Paese: in entrambi i casi +7,1 per cento. Per contro, le aree più “virtuose” sono state Trento con un’esposizione di 4.524 euro (+5,9 per cento sull’anno precedente), Sondrio con 4.400 euro (+6,1) e Bolzano con 3.106 euro (+5,3). 

 

19 set 2026

Dal M5S un Patto generazionale per i giovani: dai 15mila euro per i 18enni al voto ai 16enni, le proposte

(Adnkronos) - Il Movimento 5 stelle non dimentica le nuove generazioni, anzi. Gli iscritti giovani, si legge nel sito dei pentastellati, potranno infatti votare anche un documento, proposto dalla comunità del Network giovani, con 12 punti per un patto generazionale, un insieme di proposte che guardano al futuro. Una misura che applaude soprattutto Vittoria Baldino, vicepresidente e referente della comunità giovanile dei pentastellati. "Con il Patto generazionale - dice la deputata - mettiamo i giovani al centro del nostro programma e della nostra azione politica, ma facendo della questione generazionale una chiave di lettura di ogni nostra scelta. Lavoro, casa, fisco, formazione, welfare, transizione ecologica: ogni punto del programma deve misurarsi con l’impatto concreto che avrà sulla vita delle nuove generazioni. Vogliamo misure capaci di cambiare davvero le condizioni materiali dei giovani, restituendo loro autonomia, opportunità e potere di scelta. È questo il patto che vogliamo costruire". 

Ma cosa prevede il Patto? Partendo da dodici diritti "per una generazione libera" quello che si mette in campo "non è una somma di bonus o interventi spot per giovani, ma un patto pubblico per l’autonomia: lavorare, studiare, abitare, muoversi, curarsi, formarsi e scegliere dove costruire la propria vita". E dunque per l'autonomia economica nei primi di anni di lavoro si prevede un'Irpef generazione che altro non è se non "introdurre una detrazione aggiuntiva sui redditi da lavoro per i primi cinque anni effettivi di occupazione, utilizzabile entro i 35 anni e concentrata sui redditi bassi e medi. Il beneficio è pieno nei primi due anni, si riduce progressivamente nei successivi tre e si azzera oltre una soglia di reddito, senza salti d’imposta. Si applica al lavoro dipendente e autonomo personale ed è riconosciuto automaticamente in busta paga o in dichiarazione. Le risorse derivano dal riordino degli incentivi occupazionali frammentati e meno efficaci: il sostegno non va all’impresa perché assuma un giovane, ma direttamente al giovane perché possa diventare autonomo". Il diritto alla mobilità è garantito da un climate ticket giovani, che prevede "un unico abbonamento nazionale, valido sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano e sui treni regionali, a tariffa fortemente agevolata per gli under 30 e gratuito sotto una soglia Isee". Per chi vuole andare all'università e ha un reddito basso la soluzione è quello di un assegno di autonomia universitaria, che prevede un sostegno nazionale mensile per studenti universitari e Afam appartenenti a famiglie con redditi bassi e medi, maggiorato per fuorisede e pendolari con elevati costi di mobilità". 

Un altro capitolo è ovviamente dedicato al lavoro gratuito, che deve finire attraverso un compenso minimo nazionale e la contribuzione previdenziale per tirocini extracurriculari e praticantati. Quanto alla casa, si dovrebbe "creare un fondo pubblico che garantisca la cauzione e una quota limitata del rischio di morosità per gli under 35 con un reddito compatibile con il canone ma privi di garanzie patrimoniali". Si accende poi un focus sulla salute mentale delle nuove generazioni, con garanzia salute mentale under 30 si deve definire un livello essenziale nazionale che assicuri accesso gratuito, primo colloquio entro un tempo massimo e presa in carico pubblica quando clinicamente indicata. Un conto futuro, ancora, da aprire al primo impiego risponde alla domanda sulle transizioni tecnologiche e serve per la formazione, è cumulabile e portabile tra aziende, settori e forme contrattuali. La previdenza per le carriere discontinue si traduce in una garanzia previdenziale giovani che è una pensione contributiva di garanzia che integri gli assegni più bassi in proporzione agli anni di presenza nel mercato del lavoro, evitando una soglia identica per chi ha storie contributive diverse.  

Con lo Youth test e bilancio generazione si vuole rendere obbligatoria, per ogni legge con impatto significativo e per la legge di bilancio, una valutazione preventiva degli effetti su giovani e generazioni future. Mille euro al mese per chi lavora nella cultura e nella creazione con il reddito creativo, e ancora un Capitale 18, ovvero un riconoscimento al compimento dei 18 anni di una dotazione pubblica di 15.000 euro, ispirata alla proposta di eredità universale del Forum Disuguaglianze e Diversità, ma resa selettiva e finalizzata. La misura è destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi. Ultimo, ma non per importanza, il diritto di voto ai sedicenni.  

 

19 set 2026

Prof accoltellata da studente 13enne, Crepet: "Violenza a portata di click, serve più autorevolezza"

(Adnkronos) - "Non conosciamo il ragazzo" di 13 anni che ha accoltellato una professoressa a Roma "né la sua famiglia. Tuttavia, ciò che emerge sempre è l’indifferenza che viene trasmessa ai ragazzi. La violenza la copiano dagli adulti e la conoscono grazie ai media. Ogni giorno si parla di femminicidi, aggressioni, discriminazioni religiose. I ragazzi finiscono per pensare che quello sia la norma". Così, in una intervista al Tempo, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, commentando il ferimento in diretta social della docente, tramortita con uno spray urticante e accoltellata da uno studente di scuola media in un istituto di Centocelle. Secondo il sociologo, "sarebbe legittimo tutelare i minori limitando l’uso dei social, ma ogni tentativo normativo si scontra con ostacoli legali, come successo in Francia per ragioni di rispetto della libertà".  

"I ragazzi cercano attenzione emulando i genitori, che per primi trascorrono dalle 10 alle 15 ore al giorno sulle piattaforme - dice relativamente alla video chiamata di gruppo avviata dal 13enne per documentare l'aggressione - Se la quotidianità consiste nel fotografare e condividere qualsiasi cosa, diventa naturale filmare persino un’aggressione: compiere un gesto violento e diffonderlo online serve a diventare 'il principe dei social' per un paio di minuti. Lo Stato deve schierarsi dalla parte degli insegnanti, che vanno tutelati con ogni mezzo. In caso contrario, nessun docente avrà più il coraggio di insegnare con il timore costante di subire violenze o aggressioni". E ancora: "L’assenza di conseguenze legali per i minori di 14 anni porta a un sostanziale 'nulla di fatto' - conclude Crepet - Si risolve tutto con un blando rimprovero familiare. Alla radice c’è un declino dell’autorevolezza genitoriale: i genitori sono sempre più amici e sempre meno genitori". 

 

19 set 2026

Caro carburanti, benzina arriva a 2,153 euro al litro. Gasolio a 2,330

19 set 2026

Caso Garlasco, la criminologa Anna Vagli rinviata a giudizio per diffamazione nei confronti di Stasi

(Adnkronos) - E' stata rinviata a giudizio per diffamazione aggravata nei confronti di Alberto Stasi la criminologa forense Anna Vagli, 37 anni, di Forte dei Marmi (Lucca). La decisione è stata presa dal giudice del Tribunale di Lucca, Nidia Genovese, al termine dell’udienza predibattimentale, dopo il mancato raggiungimento di un accordo tra le parti. La notizia è riportata oggi dai quotidiani "Il Tirreno" e "La Provincia Pavese". Nel procedimento sono stati citati come responsabili civili anche la testata online Fanpage, il direttore e il vicedirettore, per il presunto omesso controllo sull’articolo ritenuto diffamatorio da Stasi, assistito come parte civile dall’avvocata Giada Bocellari, che aveva presentato querela nei confronti della criminologa. Vagli, difesa dall’avvocato Filippo Tacchi, dovrà comparire il prossimo 6 novembre davanti al giudice Antonella Frizilio. 

Al centro del procedimento c’è un articolo pubblicato nel maggio 2022 su Fanpage e dedicato al delitto di Garlasco, nel quale Vagli sosteneva la responsabilità di Stasi nell’omicidio di Chiara Poggi. Il titolo del pezzo era: “Perché Alberto Stasi è l’assassino di Chiara Poggi al di là di ogni ragionevole dubbio”. Nel testo la criminologa indicava inoltre come possibile movente dell’omicidio la scoperta, da parte di Chiara Poggi, di materiale pedopornografico che sarebbe stato presente nel computer dell’allora fidanzato. Un’interpretazione contestata dalla difesa di Stasi, che ha evidenziato come tale elemento non sia mai stato accertato giudizialmente come movente dell’omicidio. 

In particolare, nell’articolo Vagli scriveva che sul computer di Stasi era presente una cartella denominata “Militare”, al cui interno sarebbe stato contenuto materiale pedopornografico. È soprattutto questo passaggio a essere contestato nell’ambito della querela. 

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, commesso il 13 agosto 2007. La condanna è diventata definitiva dopo il processo d’appello bis e la successiva pronuncia della Corte di Cassazione. Attualmente è fuori dal carcere e sta scontando la pena in affidamento in prova ai servizi sociali. 

La vicenda giudiziaria relativa alla criminologa era inizialmente approdata davanti al Tribunale di Milano. Il fascicolo è stato successivamente trasferito a Lucca per competenza territoriale, in considerazione della residenza di Vagli. Prima dell’udienza era stato avviato un tentativo di definire la controversia attraverso una transazione, ma l’intesa non è stata raggiunta. Da qui la prosecuzione del procedimento penale e la decisione del giudice Genovese di disporre il rinvio a giudizio. 

Quanto al presunto movente legato alla pedopornografia, agli atti del procedimento relativo all’omicidio risulta che Stasi non è mai stato condannato per il reato di detenzione di materiale pedopornografico. La Corte di Cassazione aveva infatti annullato senza rinvio la relativa condanna, ritenendo insussistente il fatto, anche in relazione all’assenza di elementi sufficienti a dimostrare come i frammenti di file fossero arrivati sul computer, se fossero stati visionati dall’imputato e se dal loro nome fosse possibile desumerne il contenuto. 

 

19 set 2026

Feltri contro Ranucci: "Dovrebbe andare ad arare, la Rai non doveva nemmeno assumerlo"

19 set 2026

Italia verso l'autunno, tra piogge al Centro-Sud e rialzo delle temperature: le previsioni

(Adnkronos) - Piogge diffuse al Centro e Sud, poi un rialzo delle temperature al termine del weekend prima del ritorno dell'alta pressione e del cambio di stagione. L'autunno si avvicina e l'Italia, secondo gli esperti, sembra muoversi verso la stabilità su gran parte del Paese. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, sabato 19 settembre, e per i giorni a venire. 

 

Nel fine settimana che precede il cambio di stagione si conferma la transizione verso il quadro autunnale: mercoledì 23 settembre, in coincidenza con l'Equinozio d'Autunno, avrà inizio ufficialmente la nuova stagione, con un probabile afflusso di aria più fresca da nord-est. 

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore il sistema frontale di origine atlantica completerà il suo attraversamento della Penisola, muovendosi verso le regioni centro-meridionali dove determinerà rovesci a tratti diffusi, con maggiore probabilità di sviluppo durante le ore pomeridiane. Al Settentrione si assisterà a un progressivo ripristino di condizioni stabili, con residue ed estemporanee deboli precipitazioni confinate alla Romagna. 

Domenica: ripristino della stabilità e rialzo termico  

La giornata di domenica vedrà un generale consolidamento della stabilità atmosferica su gran parte del territorio nazionale. Contestualmente si registrerà un incremento delle temperature massime nell'ordine di 3-4°C, con valori che specie sul Centro-Sud potranno localmente raggiungere i 30-31°C. Unica eccezione sarà rappresentata da una residua nuvolosità al Meridione, associata a precipitazioni sparse su Basilicata, Calabria e Sicilia. 

Tendenza per la nuova settimana: espansione anticiclonica e ventilazione nord-europea  

L'avvio della nuova settimana sarà caratterizzato dall'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre verso la Penisola Iberica e la Francia, favorendo una generale stabilità atmosferica sull'Italia. Sul margine orientale della struttura affluiranno tuttavia correnti più fresche di matrice nord-europea a partire da martedì pomeriggio, capaci di determinare una flessione termica sul versante adriatico e sulle regioni meridionali. 

Trattandosi di una proiezione a medio termine, il quadro necessita di ulteriori conferme modellistiche. Le attuali simulazioni mostrano comunque un riassestamento dell'alta pressione entro il fine settimana successivo, a garanzia di stabilità su gran parte del Paese. 

L'ingresso della nuova stagione sarà caratterizzato dunque da una graduale transizione sinottica: l'inizio dell'autunno corrisponderà a un progressivo riallineamento delle temperature alle medie del periodo. 

 

Sabato 19. Al Nord: nuvoloso. Al Centro: piogge e schiarite. Al Sud e sulle Isole: piogge sparse, locali rovesci di moderata intensità sulla Sardegna. 

Domenica 20. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato a tratti nuvoloso. Al Sud e sulle Isole: piogge residue tra Basilicata, Calabria e Sicilia. 

Lunedì 21. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato. Al Sud e sulle Isole: soleggiato; isolati piovaschi tra Calabria e Sicilia. 

Tendenza: da mercoledì probabile calo termico sul versante orientale del Paese con locali fasi di instabilità. 

 

19 set 2026

Banche centrali, Cesarano (Sella sgr): "Tassi alti e meno Treasury alla Cina, torna il rischio debito"

(Adnkronos) - Fed, Bce e Bank of Japan inaugurano una nuova fase di rialzi dei tassi, con possibili nuove strette già a dicembre. Antonio Cesarano, chief investment advisor di Sella sgr, all’Adnkronos, spiega perché l’inflazione torna al centro delle strategie delle banche centrali, cresce il nodo del debito globale: la Cina riduce i Treasury, il Giappone normalizza la politica monetaria e in Europa il rischio politico riporta spread e debiti sovrani sotto osservazione (VIDEO). 

Cesarano, si è chiusa la settimana della verità per le banche centrali, con rialzi dei tassi da parte di Fed, Bce e Bank of Japan. È definitivamente finita l’era dei tagli?  

“Siamo in un contesto profondamente cambiato, soprattutto per effetto dello shock energetico seguito all’attacco statunitense a Hormuz. Ma c’è anche un altro elemento importante: l’economia americana sta accelerando in maniera significativa. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale hanno contribuito a portare la crescita nominale del Pil statunitense al 6,5% nel secondo trimestre e nel terzo potremmo arrivare anche oltre il 7%. L’economia americana sta quindi tenendo molto bene, soprattutto rispetto all’area euro. In questo scenario le banche centrali possono concentrarsi maggiormente sull’inflazione, alimentata in particolare dalla componente energetica. È questo che sta determinando la stagione quasi corale di rialzi dei tassi che stiamo osservando in diverse parti del mondo”. 

Non c'è il rischio che nel fermare l’inflazione provocata dallo shock energetico, le banche centrali finiscano per frenare troppo la crescita?  

“Il punto è proprio la composizione della crescita. Negli Stati Uniti i numeri aggregati sono molto buoni, ma abbiamo una cosiddetta economia a K: una parte dei consumatori sta molto meglio, mentre un’altra fascia, probabilmente numericamente più ampia, sta peggio. Inoltre, una quota molto importante degli investimenti è legata ai data center e all’intelligenza artificiale. La crescita è dunque forte, ma anche molto concentrata e diseguale. Ulteriori rialzi dei tassi possono servire a evitare che uno shock esogeno come quello del petrolio si propaghi al resto dell’economia. Oltre una certa soglia, però, potrebbero cominciare a pesare sulla crescita. Per ora, come ha detto lo stesso Warsh, per diverse banche centrali potrebbe esserci ancora del lavoro da fare”. 

Kevin Warsh con l’aumento dei tassi ha dimostrato la sua indipendenza da Trump?  

“Per i mercati Warsh è diventato una sorta di test e, per certi versi, un’ancora di stabilità. Di fronte all’imprevedibilità di Trump su diversi dossier, anche geopolitici, avere una banca centrale che mantiene la barra dritta sull’inflazione rappresenta un punto di riferimento. Inizialmente il mercato era scettico e si chiedeva se alle parole sarebbero seguiti i fatti. A settembre, invece, di fronte anche al rialzo dei rendimenti decennali verso il 5%, Warsh e il board hanno deciso unanimemente di aumentare i tassi, spiegando di aver tolto una dose di accomodamento monetario. Il messaggio implicito è che potrebbero essercene altre da togliere. È stata una conferenza stampa molto breve, ma proprio questa scelta ha contribuito a rafforzarne la credibilità. Il mercato ha ricevuto la rassicurazione che la Fed è pronta a intervenire per impedire che lo shock inflazionistico si propaghi all’intera economia”. 

Da qui alla fine dell’anno dobbiamo aspettarci un altro rialzo di 25 punti base?  

“Ritengo molto probabile che dicembre possa essere il mese di nuovi rialzi sia per la Fed sia per la BCE e, verosimilmente, anche per la Bank of Japan. Dicembre è inoltre il mese in cui le banche centrali aggiornano le proprie previsioni su crescita e inflazione. Per la Fed vedo meno probabile un intervento a ottobre, considerando anche la vicinanza con le elezioni di novembre. Il prossimo rialzo potrebbe quindi arrivare proprio a dicembre”. 

Lagarde non ha sorpreso i mercati, cosa si aspetta da qui a fine anno dalla Bce?  

“Il rialzo era abbastanza atteso, perché Lagarde aveva già focalizzato l’attenzione sull’inflazione. Al momento non stiamo osservando importanti effetti di secondo livello, in particolare sui salari, ma l’area euro deve fare i conti con variabili particolarmente delicate. Una di queste è il gas, molto importante per l’Europa anche per il suo legame con il prezzo dell’elettricità, che è praticamente raddoppiato rispetto all’inizio dell’estate. Sono fattori che potrebbero portare ad altri rialzi. Io ne ipotizzo almeno due; il mercato arriva a prezzarne anche tre. Il primo potrebbe arrivare a dicembre”. 

La Bank of Japan ha portato i tassi ai massimi da oltre trent’anni. Che conseguenze può avere questa svolta sullo yen e soprattutto sui Treasury americani?  

“La situazione giapponese è molto complessa. Il Paese ha un rapporto debito/pil superiore al 200% e una parte rilevante dei titoli di Stato è detenuta dalla Bank of Japan. Allo stesso tempo l’inflazione è tornata a salire, dopo una lunghissima fase nella quale il Giappone era abituato alla deflazione. Lo yen debole amplifica inoltre le pressioni sui prezzi perché il Giappone importa molte materie prime. La Bank of Japan è stata quindi costretta a reagire. Il rialzo era atteso, ma il voto non è stato unanime: due membri si sono espressi contro. È il segnale di una banca centrale che procede verso la normalizzazione, ma con una certa prudenza. Il problema è che il Giappone non può permettersi uno yen eccessivamente debole. Potrebbero quindi esserci nuovi interventi sul mercato valutario e, in prospettiva, anche movimenti sui Treasury. Il Giappone resta infatti uno dei maggiori detentori mondiali di titoli di Stato americani, con oltre mille miliardi di dollari”. 

E sui Treasury entra in gioco anche la Cina, che negli ultimi anni ha fortemente ridotto la propria esposizione al debito americano. Che cosa significa per gli Stati Uniti?  

“La Cina sta riducendo da diversi anni la quantità di Treasury in portafoglio. Era arrivata a detenerne quasi 1.300 miliardi di dollari, mentre oggi siamo poco sopra i 600 miliardi. Parallelamente sta aumentando significativamente le riserve in oro. È un fenomeno che ha anche una forte componente geopolitica: significa ridurre progressivamente il legame finanziario con gli Stati Uniti. Più che vendere massicciamente Treasury, Pechino probabilmente tende a lasciarli scadere senza rinnovarli, facendo diminuire gradualmente lo stock. C’è però un fenomeno opposto da osservare: mentre la Cina riduce i Treasury, stanno aumentando le detenzioni riconducibili alle Cayman , dove sono domiciliati molti hedge fund. Questi operatori stanno sfruttando i rendimenti elevati attraverso strategie di trading. Questo significa maggiore domanda per i Treasury, ma potenzialmente anche maggiore volatilità”. 

Chiudiamo con l’Italia. Con un lungo calendario elettorale davanti all’Europa, quali segnali arrivano dallo spread e come viene vista oggi l’Italia dai mercati?  

“Stiamo entrando in una fase molto lunga di appuntamenti elettorali. Non ci sarà soltanto l’Italia: prima arriverà la Francia, poi ci saranno altri appuntamenti in Germania, Polonia e Spagna, oltre alle elezioni israeliane e alle midterm statunitensi. Da qui al 2027 avremo quindi un calendario politico molto intenso, soprattutto nell’area euro. E quando aumentano l’incertezza politica e i dubbi sulla stabilità, i mercati tendono a incorporare questo rischio negli spread. La Francia sta facendo in qualche modo da apripista, essendo tra i primi grandi Paesi dell’area euro ad affrontare un importante appuntamento elettorale. Il suo spread è arrivato intorno ai 100 punti base. Sarà quindi importante osservare quanto l’incertezza politica finirà per riflettersi anche sui mercati obbligazionari degli altri Paesi europei”. 

 

19 set 2026

Trump e la guerra ibrida di Putin: "Russia attacca gli alleati dell'Ucraina da cinque anni"

(Adnkronos) - Secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la Russia sta "attaccando gli alleati ucraini da circa cinque anni", nell'ambito di un aumento delle preoccupazioni sul continente europeo riguardo a un'escalation della guerra ibrida portata avanti dal Cremlino. "Penso che tutti siano d'accordo", ha aggiunto, rispondendo a una domanda di un giornalista durante uno scambio con la stampa alla Casa Bianca. 

Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulla minaccia. A inizio settembre aveva minimizzato il rischio di un attacco russo alla Nato, dopo che la Germania aveva accusato Mosca per un tentato attacco di droni all'aeroporto di Lipsia. "Gli parlo. Lo conosco molto bene", aveva detto riguardo al presidente russo Vladimir Putin, che secondo lui "non sta cercando di attaccare il territorio della Nato". 

 

Intanto, da inizio anno ad agosto 2026, si sono verificati 340 incidenti di sicurezza che hanno coinvolto droni presso o vicino ai siti militari britannici. Il dato proviene da una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information request) presentata dall'Independent al governo britannico, e segna un netto aumento rispetto ai 250 casi di questo tipo verificatisi nel 2025, già quasi il doppio dei 126 del 2024. Sullo sfondo, i commenti del Cremlino secondo cui le strutture militari britanniche in Ucraina sarebbero considerate "obiettivi legittimi" se utilizzate per supportare attacchi a lungo raggio contro la Russia. 

In un commento, il ministero della Difesa britannico non ha specificato chi fosse dietro le minacce, ma gli incidenti si sono verificati in un anno di crescenti problemi con Russia e Iran. "La sicurezza nazionale è il primo dovere del governo", ha detto un portavoce del ministero della Difesa, sottolineando che il pubblico "dovrebbe essere rassicurato sul fatto che il Regno Unito e i suoi alleati rimangono vigili contro potenziali minacce e gli avversari non dovrebbero avere dubbi sulla risolutezza di questo governo nel resistere all'aggressione contro il Regno Unito e i nostri alleati". La Russia "ci sta costantemente sondando e mettendo alla prova", ha aggiunto, evidenziando che il governo non crede che il presidente russo Vladimir Putin stia cercando un "confronto diretto" con la Nato. 

L'ex ministro della Difesa conservatore e veterano dell'esercito Tobias Ellwood ha dichiarato che le minacce di droni nel Regno Unito dimostrano che l'esercito britannico è visto "come un obiettivo". "Non stiamo facendo nulla per proteggere la nostra infrastruttura nazionale critica, così come le basi militari, ed è un modo così facile per creare disagi", ha detto all'Independent, sottolineando che al momento questi sono solo droni "fuorilegge" e passivi, ma non ci vuole molto a renderli letali. "Tutto questo indica il fatto che non stiamo prendendo affatto sul serio l'aumento dei livelli di minaccia che i nostri cugini europei stanno affrontando", ha aggiunto Ellwood. 

 

19 set 2026

Racca (Federfarma Lombardia): "3.054 croci verdi per la salute dei cittadini, disponibili 2 nuovi vaccini"

(Adnkronos) - "La farmacia rappresenta il vero primo presidio del sistema sanitario regionale". In particolare, "in Lombardia sono sempre stati distribuiti tutti i farmaci e c'è sempre stata una grande attenzione alla prevenzione, a partire dallo screening per il tumore del colon-retto e ora con le vaccinazioni. Nella regione si erogano molti servizi in farmacia: dal Cup", il Centro unico prenotazioni, "alla scelta e revoca del medico, ma soprattutto si sta vicino al paziente fragile, al diabetico, al nefropatico e a tutte le persone che hanno più bisogno del nostro aiuto. Le 3.054 farmacie presenti sul territorio lombardo lavorano in connessione con i medici e con le strutture di Regione Lombardia per migliorare la salute dei cittadini". Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, intervenendo oggi a Milano all'incontro 'Farmacia e salute: prevenzione, innovazione e prossimità per il benessere delle comunità', organizzato dalla Federazione dei titolari di farmacia della Lombardia con The European House Ambrosetti, con il patrocinio della Regione e del Comune di Milano e il contributo non condizionante di Gsk, Leo Pharma, Msd e Teva.  

Il presidio di prossimità rappresentato dalla farmacia "è ancor più importante in presenza di pazienti fragili e cronici", soprattutto in un Paese sempre più longevo, sottolinea Racca. "C'è una farmacia a soli 5 minuti da casa nostra - osserva - È una farmacia che, insieme ai cittadini, cerca di andare avanti". E proprio guardando al futuro, la presidente della Federfarma regionale evidenzia una novità. "Una cosa che posso annunciare da questi microfoni è che prossimamente le farmacie lombarde inizieranno a effettuare due ulteriori vaccinazioni: quella contro l'Hpv, il Papillomavirus, e quella contro difterite, tetano e pertosse. Forse molti di noi hanno dimenticato quando hanno fatto l'ultima vaccinazione. Questo è un ulteriore modo per stare vicino ai cittadini", conclude. 

19 set 2026

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