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Congresso Icare 2026, Bignami (Siaarti): "Serve attenzione anche all’anestesista che cura"

(Adnkronos) - "Icare 2026 è un congresso pensato per chi si prende cura delle persone. Da qui è nata la domanda: perché non prenderci cura anche di chi si prende cura degli altri? Abbiamo voluto concentrarci sulla professione, affrontando temi nuovi ma anche aspetti che possono sembrare meno importanti, e che invece incidono concretamente sulla vita lavorativa dei nostri professionisti. Quest’anno, per la prima volta, le iscrizioni alla specializzazione in Anestesia e rianimazione hanno invertito un trend negativo, registrando un andamento positivo. Abbiamo quindi cercato di capire quali possano essere le ragioni di questo cambiamento e realizzato, inoltre, uno spazio dedicato al benessere dei nostri anestesisti e rianimatori, con l’obiettivo di comprendere meglio quali fattori possano contribuire al burnout, alla stanchezza e alle difficoltà che si incontrano sul lavoro. Attendiamo i risultati di questa iniziativa, che analizzeremo in occasione di Icare del prossimo anno". Lo ha detto Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, oggi, all’apertura di Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, che si svolge all’Allianz MiCo di Milano fino al 24 ottobre. 

"Abbiamo predisposto anche uno spazio dedicato ai più piccoli, per consentire agli anestesisti e rianimatori che sono genitori di partecipare al congresso insieme ai propri figli - aggiunge Bignami - Abbiamo messo a disposizione personale specializzato che si occupa dei bambini, così che mamme e papà possano seguire serenamente i lavori congressuali. L’obiettivo è permettere a entrambi i genitori di partecipare, senza che uno dei due debba necessariamente rinunciare, come purtroppo accade ancora spesso alle madri, per occuparsi dei figli". 

"Le parole chiave sono sostenibilità, attenzione all’ambiente e innovazione - precisa la presidente Siaarti -. Vogliamo trasmettere un messaggio concreto, che si traduca anche in iniziative pratiche. I temi centrali restano quelli che caratterizzano la nostra disciplina: anestesia, rianimazione, terapia del dolore e medicina intensiva. Affronteremo quindi i diversi aspetti della cura attraverso sessioni dedicate alle principali aree cliniche. Quest’anno abbiamo voluto sperimentare anche una modalità organizzativa diversa, costruendo sessioni con percorsi clinici basati su casi concreti per accompagnare i partecipanti dall’inizio alla fine e rappresentare tutte le aree della nostra disciplina, con il contributo degli specialisti di riferimento. L’obiettivo è offrire un congresso utile, concreto e capace di mettere in dialogo le diverse competenze, mantenendo al centro la qualità dell’assistenza e la cura delle persone". 

 

Nel programma sono stati inseriti anche "approfondimenti sugli aspetti clinici della sostenibilità - illustra Bignami - Affronteremo, per esempio, il tema della scelta dei farmaci in anestesia e cercheremo di capire in che modo le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano contribuire concretamente a rendere la pratica clinica più sostenibile. Sono questioni che richiedono un’analisi approfondita e il contributo di professionisti competenti. Per questo le affronteremo coinvolgendo gli specialisti che si occupano direttamente di questi ambiti. Può sembrare un gesto semplice, ma riteniamo importante che anche un congresso dedicato all’anestesia e alla rianimazione contribuisca a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale. Abbiamo previsto, per esempio, appositi pannelli e sistemi per il riciclo dei materiali. Per noi è fondamentale che la sostenibilità diventi parte integrante della cultura professionale e delle attività della nostra comunità scientifica". 

23 ott 2026

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23 ott 2026

Grasselli (Siaarti): "Al congresso Icare sessioni su Ecmo, salvavita in critici"

(Adnkronos) - "L’Ecmo è una tecnologia avanzata che si è sviluppata nel corso degli anni e che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella gestione dei pazienti critici. Per questo motivo, nel programma del congresso abbiamo voluto riservare alcune sessioni dedicate a questa metodica, oltre a una sessione di simulazione specifica". Così Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti e presidente eletto per il triennio 2028-2030, intervenendo oggi all’apertura di Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, all’Allianz MiCo, in programma fino al 24 ottobre a Milano. 

"Il sistema Ecmo - chiarisce Grasselli - consente di sostenere, attraverso un circuito extracorporeo, la funzione respiratoria e/o quella cardiaca dei pazienti. Nei casi di gravissima insufficienza respiratoria o di grave insufficienza cardiaca, permette infatti di fornire un supporto esterno all’organismo. Il sangue viene prelevato attraverso cannule inserite nei vasi sanguigni e fatto passare in un circuito dotato di un polmone artificiale, che funziona in modo simile a quello naturale: aggiunge ossigeno al sangue e rimuove l’anidride carbonica. Il sangue viene quindi reimmesso nella circolazione - illustra - Quando il sangue viene prelevato e reintrodotto nel sistema venoso, parliamo di Ecmo veno-venoso, utilizzato principalmente per fornire supporto respiratorio. Quando, invece, il sangue viene reimmesso nel sistema arterioso, si parla di Ecmo veno-arterioso, impiegato quando è necessario sostenere anche la funzione cardiaca, per esempio nei pazienti con shock cardiogeno o in alcuni casi di arresto cardiaco". 

Questo strumento può cambiare la storia clinica di pazienti particolarmente fragili. "Abbiamo utilizzato l’Ecmo per uno dei pazienti coinvolti nella tragedia di Crans-Montana - precisa l’esperto - Aveva sviluppato una gravissima insufficienza respiratoria, conseguente alle ustioni e a una successiva infezione. L’Ecmo ha fatto la differenza, perché siamo riusciti a salvargli la vita in una situazione in cui stava andando incontro a un’insufficienza respiratoria potenzialmente fatale. Grazie a questo supporto siamo riusciti a superare la fase più critica. Ora è a casa e sta progressivamente recuperando la propria funzione respiratoria". La tecnologia "è in continua evoluzione - conclude Grasselli - Stiamo assistendo a importanti progressi e oggi abbiamo a disposizione macchine e circuiti sempre più performanti. Credo che, con il passare del tempo, il supporto extracorporeo sarà utilizzato sempre più spesso nei pazienti con insufficienza respiratoria e cardiaca grave. Sarà una risorsa sempre più importante perché poter garantire questo tipo di supporto ai pazienti più critici significa, in molti casi, offrire loro una possibilità concreta di sopravvivenza". 

23 ott 2026

Icare 2026, oltre i confini di cura l'80° congresso di anestesisti-rianimatori Siaarti

(Adnkronos) - Oggi a Milano si è aperto Icare 2026, l'80° Congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). Ottanta è anche il numero di un'altra ricorrenza: sabato 24 ottobre saranno 8 decadi dalla prima fotografia della Terra vista dallo spazio, scattata nel 1946. Da quell'immagine è partita la cerimonia inaugurale, dedicata al tema 'Oltre i confini della cura' e condotta dal giornalista Max Sisto. Il primo congresso della Società degli anestesisti-rianimatori italiani, che allora si chiamava Sia, si tenne a Bologna nel 1935. Da allora non si è svolto tutti gli anni: quella di Milano è infatti l'edizione numero 80. "Dal primo congresso degli anestesisti italiani, nel 1935, a oggi sono cambiati i farmaci e il monitoraggio, fino alle nuove tecnologie: oggi abbiamo un monitoraggio continuo non invasivo e farmaci che permettono al paziente di recuperare in modo veloce e sicuro", ha detto Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, aprendo i lavori davanti a circa 3mila partecipanti.  

Nel 2026 - ricorda la società scientifica in una nota - è stato assegnato il 90% dei contratti di specializzazione in Anestesia e rianimazione, contro l'81% del 2025. "A chi sceglie oggi questa professione va data la possibilità di formarsi e poi di aggiornarsi costantemente, per avere sempre orizzonti e obiettivi e sconfiggere noia, abitudini e paure", ha aggiunto Bignami. Siaarti chiede al ministero della Salute, all'Istituto superiore di sanità e alle direzioni ospedaliere orari di lavoro adeguati e aggiornamento continuo. "Il nostro - ha sottolineato la presidente - è un lavoro usurante e difficile dal punto di vista emotivo: per questo chiediamo anche un percorso di benessere per ogni singolo medico". 

La scelta di far partire la cerimonia di apertura dalla prima foto della Terra vista dallo spazio è stata spiegata da Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aerospaziale del Politecnico di Milano, che in un videomessaggio ha osservato: "Per la prima volta si è vista la Terra nella sua interezza e nella sua fragilità. La medicina è una scienza che non conosce barriere. Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio, vedendo la Terra dall'alto disse: 'Da qui non vedo nessun confine'. In medicina non ci sono confini: siamo tutti bisognosi e tutti destinati a essere aiutati dal vostro lavoro". Nell'occasione si è ricordato inoltre che il 24 ottobre 1946, nel razzo V2 partito dalla base di White Sands, nel New Mexico, la cinepresa era nel vano che era stato degli esplosivi. 

Particolarmente emozionante il momento dedicato al tema della cura inteso come cambiamento del punto di vista, cioè guardando prima la persona della sua condizione. Su questo è intervenuta Valentina Perniciaro, fondatrice e portavoce della Fondazione Tetrabondi, che dal 2021 lavora contro lo stigma sulla disabilità con progetti di inclusione nelle città, nello sport e nel turismo. Perniciaro ha portato sul palco l'esperienza di una famiglia che vive ogni giorno con una disabilità gravissima e il messaggio della Fondazione: "Non persone speciali, ma persone con bisogni speciali", con la loro storia e il loro diritto alla felicità. 

"Per un anestesista-rianimatore fare spazio a un paziente con disabilità significa riprogettare tempi, comunicazione, ambiente e cure attorno ai suoi bisogni, per garantirgli la stessa sicurezza di qualunque altro paziente", ha aggiunto Roberta Monzani, segretario Siaarti. Ad esempio, l'intervento è il primo della lista, il paziente aspetta in una stanza silenziosa con il suo oggetto preferito e il genitore o il caregiver resta con lui fino all’anestesia. "Oggi - ha continuato - mancano percorsi dedicati nei blocchi operatori: spesso l'assistenza si affida alla buona volontà dei singoli più che a protocolli codificati". A tale proposito, negli ultimi mesi Siaarti ha svolto una survey sulla cura dei pazienti con disabilità, i cui risultati sono in un articolo scientifico in revisione. 

Alberto Zangrillo, professore ordinario di Anestesiologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha tenuto la lectio magistralis 'The End of the Beginning', dedicata al valore unico e insostituibile della professione dell’anestesista-rianimatore. Per le istituzioni Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in un videomessaggio ha parlato della riforma delle professioni sanitarie in discussione alla Camera, che circoscrive la responsabilità penale dei professionisti mantenendo ferma la tutela del paziente e il suo diritto a eventuali risarcimenti. "Dobbiamo garantire pienamente il diritto dei cittadini alla sicurezza delle cure - ha precisato - e allo stesso tempo evitare che un professionista sanitario sia costretto a lavorare con il timore permanente di un contenzioso". Velia Bruno, direttrice del Centro nazionale per la clinical governance e l'eccellenza delle cure dell'Istituto superiore di sanità, ha evidenziato il lavoro comune con Siaarti su linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali. "Le evidenze scientifiche e le buone pratiche - ha puntualizzato - non si sostituiscono al giudizio del professionista, lo sostengono, soprattutto quando le scelte diventano più difficili". Icare 2026 - conclude la nota - prosegue fino a sabato 24 ottobre all'Allianz MiCo con 175 sessioni, 330 relatori e 8 percorsi che seguono un caso clinico dall'arrivo in ospedale alla dimissione. 

23 ott 2026

Natoli (Siaarti): "Al congresso Icare la terapia del dolore con percorsi trasversali"

(Adnkronos) - "Il dolore è un tema fondamentale per Siaarti, perché attraversa tutte le nostre discipline: dalla sala operatoria al postoperatorio, dalla terapia intensiva fino alle cure palliative. Durante il congresso affrontiamo questi argomenti in maniera trasversale, con sessioni dedicate, tra gli altri temi, al dolore postoperatorio, al dolore cronico, anche in gravidanza e a quello in pronto soccorso". Lo ha detto Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale Siaarti di terapia del dolore e cure palliative, all’Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in corso fino a sabato 24 ottobre a Milano. "Abbiamo proposto percorsi clinici costruiti a partire da casi concreti, seguendo il paziente nelle fasi del suo percorso assistenziale - chiarisce Natoli - Un esempio è il caso di una persona anziana con frattura del collo del femore: partiamo dall’arrivo in pronto soccorso, dove il paziente presenta un dolore importante, per poi affrontare la gestione durante l’intervento e nel postoperatorio. Introduciamo possibili complicanze, per arrivare a discutere anche il ruolo delle cure palliative e della pianificazione delle cure. L’obiettivo è sviluppare il tema in modo diverso dal solito, coinvolgendo tutte le componenti di Siaarti e mostrando come la gestione del dolore richieda un approccio condiviso tra specialisti". 

Un altro percorso riguarda i pazienti con dipendenze da sostanze e politraumi. "La parola chiave che più spesso porta al sito della Società scientifica attraverso Google è ‘fentanyl’ - osserva l’esperta - Questo ci ha mostrato quanto l’argomento abbia attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. È importante, però, distinguere il fentanyl utilizzato in ambito medico, in anestesia e nella terapia del dolore, dalle sostanze prodotte e distribuite illegalmente, che non offrono le stesse garanzie di qualità e sicurezza - puntualizza - La questione riguarda anche i nostri specialisti. In pronto soccorso, in sala operatoria e in terapia intensiva possiamo incontrare pazienti con dipendenza da eroina o persone in trattamento con metadone e buprenorfina, utilizzati anche nelle terapie di mantenimento. Sono pazienti che possono presentare una tolleranza agli oppioidi e problematiche specifiche nella gestione del dolore e delle emergenze. Per questo abbiamo coinvolto anche i responsabili dei SerD, i Servizi per le dipendenze, con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra i professionisti e costruire percorsi di gestione condivisi". 

La terapia del dolore in Italia "è in continua evoluzione, ma non è ancora arrivata al livello di sviluppo che dovrebbe raggiungere - afferma Natoli - Permangono difficoltà nell’organizzazione dei percorsi assistenziali e nella presa in carico dei pazienti. Arrivare a uno specialista in terapia del dolore è ancora complicato, sia per ragioni culturali e formative generali, sia perché i centri non sempre riescono a esprimere tutte le loro potenzialità. Mancano, in alcuni contesti, condizioni organizzative e normative adeguate per garantire l’erogazione efficace delle prestazioni. La rete non è ancora sufficientemente capillare e persistono differenze significative tra le regioni italiane. Un passaggio importante riguarda la transizione dai codici di classificazione Icd-9 a quelli Icd-10. Questa evoluzione permette di identificare e classificare in modo più sistematico le procedure di terapia del dolore. Ci auguriamo che l’introduzione dei nuovi codici, prevista nel 2027, contribuisca a rendere le attività svolte dai centri maggiormente riconoscibili anche dal punto di vista amministrativo". 

23 ott 2026

Icare 2026, De Robertis (Siaarti): "Con perioperatoria meno complicanze"

(Adnkronos) - "La medicina perioperatoria svolge un ruolo fondamentale nella riduzione delle complicanze e nella costruzione di percorsi assistenziali coerenti con la patologia e le esigenze del singolo paziente. Nel corso del congresso analizziamo diversi percorsi clinici e strategie di gestione del paziente. Tra questi, affrontiamo anche il 'patient blood management', un approccio finalizzato a ottimizzare la gestione del sangue del paziente e a ridurre, quando possibile, la necessità di trasfusioni e le complicanze correlate. Vengono inoltre approfonditi altri percorsi dedicati ai pazienti fragili, con l’obiettivo di analizzare in modo concreto le strategie di prevenzione e trattamento delle complicanze. L’intento è offrire ai partecipanti strumenti e conoscenze applicabili nella pratica clinica quotidiana, affinché possano portare con sé strategie efficaci per migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza". Lo ha detto Edoardo De Robertis, responsabile della sezione culturale di Anestesia e medicina perioperatoria Siaarti, oggi a Milano, all’Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in programma fino al 24 ottobre. "Si sta lavorando molto, per esempio, sulla preparazione del paziente attraverso la ‘prehabilitation’, ovvero un percorso di preparazione all’intervento che mira a migliorare le condizioni fisiche e biologiche prima dell’operazione - illustra De Robertis - Esistono già diversi studi che ne dimostrano l’utilità, quando i tempi e le condizioni cliniche lo consentono. Questo approccio può essere importante anche per i pazienti oncologici che, in determinate situazioni, possono beneficiare di un percorso di preparazione e riabilitazione per affrontare meglio l’intervento".  

Nel corso della chirurgia, "la tecnologia ci offre strumenti sempre più avanzati - evidenzia l’esperto - Disponiamo di monitoraggi più precisi, che forniscono informazioni sulla tolleranza del paziente all’anestesia e aiutano a ridurre il rischio di possibili effetti avversi a medio termine. Anche il monitoraggio emodinamico è diventato più accurato e consente di valutare continuamente le condizioni del paziente, adattando il trattamento alle sue necessità. Inoltre, abbiamo a disposizione farmaci con profili d’azione sempre più mirati, che permettono di personalizzare l’anestesia e di ridurne, per quanto possibile, l’impatto sui vari organi. L’obiettivo è costruire una strategia anestesiologica adeguata alle caratteristiche del singolo individuo. Le complicanze postoperatorie continuano a esistere e rappresentano ancora una criticità in diversi percorsi assistenziali. Tuttavia, una corretta gestione preoperatoria e intraoperatoria, accompagnata da un’attenta sorveglianza nel postoperatorio, può contribuire a ridurne l’incidenza".  

I progressi tecnologici "sono significativi, ma c’è ancora molto da fare - sottolinea De Robertis - Una componente fondamentale consiste nell’organizzare percorsi assistenziali coerenti e personalizzati, basati sulla collaborazione tra diverse professionalità. Come anestesisti-rianimatori, siamo medici della medicina perioperatoria e dobbiamo lavorare a stretto contatto con i colleghi chirurghi e con gli altri professionisti coinvolti nel percorso del paziente, dalla radiologia alla nutrizione clinica. Il nostro ruolo è particolarmente evidente nelle terapie intensive, dove la gestione del paziente critico richiede competenze specifiche. Ma è altrettanto importante - conclude - la collaborazione nei reparti chirurgici, dove lavoriamo insieme ai colleghi per seguire il paziente nel periodo postoperatorio e favorirne il recupero". 

23 ott 2026

Trasporti, Asstra: "Investire significa agire su energia, ambiente, economia e società"

(Adnkronos) - Si è concluso al Parco dei Principi Grand Hotel di Roma la 20ª edizione del Convegno Nazionale ASSTRA, “Mobilità di valore, valore alla mobilità”, due giornate di confronto sul presente e sul futuro del trasporto pubblico locale. Alla plenaria conclusiva il Presidente dell’Associazione, Andrea Gibelli, ha indicato la direzione per il prossimo ciclo di investimenti nel settore. 

“Il PSNMS e il PNRR ci hanno permesso, in questi anni, di rinnovare i servizi di trasporto pubblico all’insegna della programmazione, sperimentando un metodo per trasferire valore ai territori basato su finanziamenti certi, scadenze stringenti, milestone e rendicontazione. È stata un’esperienza da non disperdere, perché ha dato molti frutti”, ha dichiarato il presidente di ASSTRA, Andrea Gibelli. “Nell’attuale contesto socioeconomico nazionale e geopolitico mondiale, garantire continuità a quanto fatto e continuare ad investire sul trasporto pubblico locale significa agire al tempo stesso sulla politica energetica, ambientale, economica e sociale del Paese. È il momento di definire, per il Paese, un piano ambizioso per lo sviluppo del trasporto pubblico. Un piano che richiede risorse certe per programmare nuove infrastrutture, nuovi veicoli e nuovi servizi e per assorbire i potenziali shock inflattivi; regole chiare e omogenee rispetto al quadro regolatorio europeo, per favorire la concorrenza; contratti di servizio adeguati a valorizzare la natura industriale e commerciale della gestione del servizio”. 

Un settore che pesa sul Paese - Nella sua Relazione, Gibelli ha richiamato le dimensioni del comparto: circa 12 miliardi di euro di fatturato, 113 mila dipendenti, 15 milioni di passeggeri al giorno e circa 40 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2015-2033. Un settore che, secondo le elaborazioni ASSTRA, ha un effetto moltiplicatore sul PIL: 1 euro generato dal trasporto pubblico locale ne attiva altri 4 nell’economia. 

 

Chiusa la spinta del PNRR e con il Piano strategico per la mobilità sostenibile destinato a esaurirsi nel 2033, la relazione del presidente segnala la necessità di nuove risorse per investimenti e spesa corrente. Per rispettare la normativa europea sulla transizione energetica servono, secondo il modello ASSTRA, circa 740 milioni di euro l’anno di investimenti e 300 milioni di costi operativi aggiuntivi. Restano aperti i temi della perdita di potere d’acquisto del Fondo nazionale trasporti (circa 800 milioni di euro rispetto all’inflazione), del passaggio dal 2027 alla compartecipazione IRPEF regionale e dei 1,25 miliardi di euro di risorse già stanziate e in attesa di erogazione alle aziende. Pesano inoltre i rincari di gasolio (+52%), metano (+48%) ed energia elettrica (+40%), il rinnovo del CCNL 2024-2026 coperto dal 2027 solo al 54% e l’aumento dei premi assicurativi, fino al +150%. 

Asstra chiede un quadro regolatorio più semplice, stabile e allineato al Regolamento (CE) 1370/2007 e ai principi europei, che affermi la specialità della disciplina di settore, riduca le stratificazioni normative e i vincoli a carico delle imprese pubbliche, in particolare quando operano in concorrenza. Tra le richieste anche contratti adeguati. Contratti di servizio di durata compatibile con gli investimenti, adeguati alle dinamiche esterne e capaci di garantire l’equilibrio economico-finanziario, in vista della prossima stagione degli affidamenti dei contratti in scadenza. 

L’intervento del presidente Gibelli ha sottolineato come “la formula innovativa di convegno interattivo ha fatto emergere un’Asstra molto pragmatica. Il messaggio che vogliamo lasciare è che le aziende di trasporto hanno cambiato pelle: sono più tecnologiche e molto più energivore; quindi, meritano uno status giuridico che riconosca questo ruolo”. 

 

Gibelli ha poi posto enfasi sul tema dell’aumento dei costi energetici e delle risorse destinate al TPL, indicando la necessità di collegare l’andamento dei prezzi dei carburanti alle tariffe: “Abbiamo avanzato delle proposte, tra cui quella di legare in maniera coerente il costo dei carburanti alle tariffe perché consente di continuare a fornire un servizio come quello previsto dai contratti. Noi offriamo posti di lavoro in settori che vengono ancora molto identificati soltanto con gli autisti. Oggi essere dipendente di una società di trasporto vuol dire avere competenze nel settore energetico e in quello digitale. E questo, perché no, significa anche un modo di viaggiare per l’autista molto diverso rispetto al passato”, ha concluso Gibelli. 

Dopo le sessioni tematiche parallele del 21 ottobre su economia, lavoro, regolazione e innovazione, i cui contributi alimentano il documento di sintesi strategica, il 22 ottobre la plenaria ha ospitato i saluti istituzionali del Presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, e del Direttore di ANSFISA, Domenico Capomolla, e due tavole rotonde, “Economia e Regolazione” e “Lavoro e Tecnologie”, con rappresentanti di istituzioni nazionali ed europee, Regioni, Comuni e operatori del settore. “Il trasporto pubblico locale è uno dei settori più importanti e cruciali per il nostro Paese: è proprio con i mezzi del trasporto pubblico che si muovono quotidianamente milioni di persone. In questo momento abbiamo bisogno di investimenti nel settore per far sì che la sostenibilità ambientale si concretizzi effettivamente. Proprio il trasporto pubblico locale, se riuscisse a conquistare sempre più utenti e quote modali, contribuirebbe sicuramente alla sostenibilità ambientale”. Così Nicola Zaccheo, presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. In chiusura di convegno, Domenico Capomolla (ANSFISA) ha sottolineato il ruolo della prevenzione, della manutenzione e della vigilanza basata sul rischio per garantire la sicurezza delle infrastrutture, indicando nell’autonomia dell’Agenzia e nel dialogo tra istituzioni e operatori due leve per rafforzare il sistema dei trasporti. 

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23 ott 2026

Milano, Sala: "Sì ai militari, ma serve un piano nazionale per l'adolescenza"

(Adnkronos) - "L’ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano". Lo afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una intervista al Corriere della Sera alla vigilia delle nuove manifestazioni previste per domani. "Non si può fare diversamente - aggiunge - Bisogna rispondere ai cittadini, ed è un bisogno assolutamente normale. È chiaro che è una misura davvero temporanea: tra l’altro mi risulta che il decreto parli di tre mesi. Ma è anche vero che o il problema lo risolvi subito o non lo risolvi".  

"In questi giorni ho sentito parlare con toni allarmati di 'proteste degli studenti' - afferma - Le proteste degli studenti ci sono sempre state, magari con toni accesi, ma senza violenza. Non perdiamo la capacità di distinguere, per favore". E aggiunge: "Milano, con le sue vetrine sfavillanti è una calamita, tanto è vero che tra i ragazzi che sono stati fermati nel weekend solo il 20% sono di Milano. Ma non credo che una città meno sfavillante, più cupa, sia l’alternativa". Per Sala "non è questione semplicemente di banlieue, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo".  

Per il sindaco di Milano "i social media stanno rovinando una generazione" e per affrontare il problema del disagio giovanile bisogna "lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante. E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera". "Bisogna andare sempre più anche verso le povertà educative - afferma - verso chi non va a scuola, chi rifiuta un certo tipo di modelli. È molto più difficile".  

Parlando del ruolo del governo, dice: "Ho certamente vissuto momenti di maggior vicinanza ai sindaci da parte di chi governa. Ho visto che in Francia i sindaci delle città con manifestazioni violente come Parigi, Marsiglia e Lione, sono stati ricevuti dal primo ministro francese. Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati". E aggiunge: "Servono investimenti. Ma se il governo non volesse dare più risorse direttamente alle città, perché non lancia almeno un piano nazionale per l’adolescenza, che venga costruito insieme alle città?". Infine, un richiamo al centrosinistra: "Se la sinistra nei convegni afferma che il tema sicurezza non va lasciato alla destra e poi non ha il coraggio di affrontare le situazioni di insicurezza, commette un errore. Un errore che può avere conseguenze al momento del voto".  

23 ott 2026

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