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Sandro Mazzola, l'ultima intervista (inedita): "L'Inter è una mamma per me"

(Adnkronos) - "L'Inter è la mamma di un giovane. Io mi ricordo benissimo i miei primi anni. Non ero titolare, ma venivo convocato per allenarmi con i grandi. Li guardavo cercando di capire come facevano a giocare il pallone, fu un'esperienza bellissima che mi insegnò molto". Inizia così l'ultima commovente (e inedita) intervista rilasciata da Sandro Mazzola ai canali ufficiali dell'Inter, pubblicata oggi dal club dopo la scomparsa della leggenda nerazzurra. 

Mazzola ha ricordato le grandi emozioni vissute con la maglia dell'Inter: "La prima Coppa dei Campioni è il trofeo a cui sono più legato, finalmente eravamo riusciti a vincerla. Avevamo lottato tanto per averla, ogni volta entravamo in campo con il fiato sospeso, come per dire 'Forza ragazzi, dai che ci siamo!'. Eravamo consapevoli che bisognava darsi da fare, il Real Madrid era una grande squadra, ma aiutandoci l'un l'altro ottenemmo la vittoria, che in quel momento era la cosa più importante. Puskas per me era uno dei grandi giocatori della storia del calcio: quando mi venne incontro tremavo. Quando mi disse ciò che mi disse avrei voluto sdraiarmi per terra e starlo a sentire. Non ho voluto mai dirlo, perché da quel momento non sono più stato quello di prima. Anche quando parlo nei miei occhi vedo Puskas, una cosa fantastica". 

Per Mazzola, il decimo scudetto è stato uno dei più bei ricordi legati alla città di Milano: "La vittoria della prima stella fu un momento interessantissimo: già nello spogliatoio eravamo tesi, non potevamo perdere un'occasione come quella, ma in campo si chiarì tutto. Ci guardammo in faccia e capimmo cosa dovevamo fare. Nel 1971 non pensavamo di riuscire a vincere: quando riesci a rimontare grazie a ciò che c'è dentro la tua squadra, dentro te stesso è qualcosa di fantastico, che ricordi per sempre. Prima di una partita eravamo un po' preoccupati: io entrando in spogliatoio dopo il riscaldamento guardai i miei compagni, ma non li riconoscevo. Erano smarriti, con la paura di non essere all'altezza della situazione. Mi ricordo che il nostro portiere di allora si accorse che tremavo ed ero rosso in faccia e mi disse: 'Vuoi dire tu ai ragazzi come facciamo o sappiamo già cosa fare per vincere la partita?'. Questo sbloccò tutto: iniziammo a parlare tra di noi ed entrammo nella partita da giocare". Nella carriera del campione nerazzurro, non è mai mancato il supporto dei tifosi: "I tifosi sono una cosa fantastica. Noi siamo cresciuti con l'Inter, avevamo il tifoso nel cuore. Andavo a casa - ha ricordato - e passavo davanti a un bar di tifosi: come uscivo dalla mia porta tutti erano pronti per farmi sapere che erano con me e che l'Inter era loro". 

19 set 2026

Udinese-Cagliari 0-1, Maldini lancia i sardi in testa alla classifica. Bologna-Torino 1-1

19 set 2026

Serie A, oggi Roma-Inter - Diretta

19 set 2026

Chanel Totti a Verissimo: "Sulla mia famiglia tante cattiverie. Sogno di diventare presto mamma"

(Adnkronos) - Chanel Totti si è detta "molto emozionata" per la sua prima intervista televisiva. La secondogenita di Ilary Blasi e Francesco Totti è stata ospite oggi, sabato 19 settembre, a Verissimo nella prima puntata della nuova stagione.  

La vincitrice dell'ultima edizione di Pechino Express si è presentata al pubblico e ha parlato del suo rapporto speciale con i due fratelli Christian e Isabel. "Mio fratello Christian l'ho sempre vissuto come punto di riferimento, anche se sono sempre stata io più avanti. Le donne sono sempre un passo avanti, ammettiamolo. Ancora oggi litighiamo, abbiamo due caratteri totalmente opposti. Lui è protettivo e geloso". 

Diverso, invece, il legame con la più piccola di casa, Isabel: "La principessa di casa. Io quando è nata avevo solo 9 anni, è stata un'emozione unica". La 19enne ha poi confidato di voler diventare presto mamma: "Solo che manca la materia prima", ha scherzato. "Non c'è nessuno, ma vediamo. Mi piacerebbe tantissimo avere lo stesso legame che ho io con mamma. Sono stata fidanzata ma basta, ma non ho avuto termini paragoni per dire se sono stata davvero innamorata. Gli uomini non si fanno molto avanti. Io non lo cerco, se arriva, arriva. Mi piace moro però, questo ne sono sicura", ha detto la giovane, parlando della sua vita sentimentale.  

Chanel ha parlato anche delle difficoltà legate alla crescita sotto i riflettori, essendo figlia di due personaggi noti: "Io mi ricordo quando ero piccola e frequentavo gli sport mi sentivo osservata. Ero 'figlia di' e quindi erano tutti incuriositi da me. Anche ora, gli occhi addosso e non mi piacciono. Iniziavo sempre gli sport con un'altra amica, mai da sola. Come se mi sentivo più accompagnata e protetta". Oggi, però, dice di aver imparato a convivere con l'attenzione del pubblico: "Adesso ci convivo tranquillamente. Io non mi reputo nessuno, quando mi chiedono la foto io mi chiedo che ci devono fare con la foto mia. Ma non mi pesa".  

Nel corso dell'intervista Chanel ha affrontato anche il tempo della separazione dei genitori, un periodo vissuto con particolare difficoltà anche a causa della notorietà dei due genitori: "Credo che nessuno voglia i propri genitori separati, non è una cosa bella. Può capitare. Le cose brutte sono altre. Io l'ho vissuta male anche perché sono due persone molto conosciute, quindi sui social si parlava tanto. C'erano tante cattiverie e cose non vere. Quello che abbiamo vissuto lo sappiamo solo noi".  

Un dolore che oggi sembra pesare di meno. E sul matrimonio della amdre Ilary Blasi con Bastian Muller, Chanel si è detta molto contenta: "Io per la mamma sono davvero felice. Se lei è felice, lo sono anche io".  

19 set 2026

Capello e Altobelli ricordano Mazzola: "Un grandissimo, ci mancherà"

19 set 2026

Pellegrini: "Criticata solo da uomini". Poi, la confessione: "Ecco chi mi ha delusa di più"

(Adnkronos) - Alla domanda su quale collega l'abbia particolarmente delusa, Federica Pellegrini non ha dubbi e risponde senza esitazioni: "Montano, Rosolino, Ceccon". Ospite del podcast 'Non lo faccio x moda' condotto da Giulia Salemi, la campionessa di nuoto ha raccontato senza filtri alcuni dei rapporti più complicati vissuti durante gli anni trascorsi nel mondo dello sport, dove ammette che ce ne sono stati "parecchi", alcuni più "deludenti" di altri.  

"Quando le critiche arrivano da colleghi sono sempre deludenti - ha spiegato Pellegrini -. Capisci di più quelle che arrivano da fuori dal mondo sportivo. Le altre invece fanno più male". E poi, dopo qualche secondo di riflessione, ha fatto i nomi di Thomas Ceccon, Massimiliano Rosolino, Aldo Montano.  

Pellegrini ha ammesso di aver sofferto soprattutto quando a deluderla sono state persone che considerava amiche: "Tutti amici e poi ti girano le spalle. A questa cosa non sono mai riuscita ad abituarmi. È vero, posso anche sembrare stronza sotto alcuni punti di vista, ma io ti dico quello che penso di te. Non possiamo essere tutti amici a questo mondo". La campionessa ha sottolineato che le critiche siano arrivate principalmente da uomini: "Non ho mai capito perché, ci ho pensato nel corso degli anni ma poi me ne sono fatta una ragione". 

I tre nomi citati da Pellegrini rimandano ad alcuni episodi e dichiarazioni degli sportivi nel passato. Con Thomas Ceccon, la disputa risale al 2024 quando in un'intervista al 'Corriere della Sera', Ceccon non era stato tenero con la 'Divina'. Cosa rappresenta per me? "Niente - aveva detto il 23enne veneto -. Non è mai venuta a dirmi una parola, si è sempre fatta i fatti suoi e io mi faccio i fatti miei. L’ho vista allenarsi tantissimo, la ammiro come sportiva. Per il resto, sinceramente no".  

Più lontano il caso legato ad Aldo Montano. Nel 2012 dopo i Giochi di Londra lo schermidore aveva raccontato in un'intervista il clima vissuto durante gli eventi, definendo Pellegrini una delle poche note stonate. Secondo Montano, la nuotatrice sarebbe stata "snob" e "altezzosa". Infatti aveva raccontato: "Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto".  

Con Massimiliano Rosolino invece ci sarebbe stato un flirt nel passato, smentito da lui. Nel 2013 Rosolino aveva definito Pellegrini "maleducata" mentre in un'intervista al Corriere aveva parlato della collega come di un'atleta che si trovava sempre su un "piedistallo".  

19 set 2026

Martin vince la Sprint del Gp Austria davanti a Marc Marquez e Bezzecchi, ordine di arrivo e classifica piloti

(Adnkronos) - Il poleman Jorge Martin ha vinto la gara Sprint del Gp d'Austria di MotoGp. Il pilota spagnolo ha sfruttato al meglio la scivolata nella ghiaia di Pedro Acosta, a tre giri dalla fine, quando era saldamente in testa. Martin ne ha approfittato lasciandosi alle spalle Marc Marquez e Marco Bezzecchi, che chiudono sul podio. E' la 20esima vittoria in una gara Sprint per Martin, la quarta quest'anno.  

Martin vince la Sprint di Spielberg dopo aver conquistato la pole position per la gara lunga di domani. Lo spagnolo, scattato davanti a tutti è stato protagonista di una gran rimonta dopo essere finito in settima posizione. Chiude ai piedi del podio, quarto, Ogura, seguito da Alex Marquez e Pecco Bagnaia sesto con l'altra Ducati ufficiale. 

Lo spagnolo dell'Aprilia è il nuovo leader del Mondiale a 286 punti, a +3 su Marc Marquez e +38 su Bezzecchi. Decimo Fabio Di Giannantonio. Domenica alle 14 la gara. 

L'ordine di arrivo della Sprint del Gp d'Austria di MotoGp:  

1. Jorge Martin (Aprilia) 

2. Marc Marquez (Ducati) 

3. Marco Bezzecchi (Aprilia) 

4. Ai Ogura (Aprilia) 

5. Alex Marquez (Ducati) 

6. Francesco Bagnaia (Ducati) 

7. Johann Zarco Honda) 

8. Fermin Aldeguer (Ducati) 

9. Brad Binder (KTM) 

10. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 

11. Enea Bastianini (KTM) 

12. Fabio Quartararo (Yamaha) 

13. Luca Marini (Honda) 

14. Pol Espargarò (KTM) 

15. Takaaki Nakagami (Honda) 

16. Diogo Moreira (Honda) 

17. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 

18. Alex Rins (Yamaha) 

19. Raul Fernandez (Aprilia) 

20. Jack Miller (Yamaha) 

Rit. Pedro Acosta (KTM) 

Rit. Franco Morbidelli (Ducati) 

 

Le classifiche del Mondiale di MotoGp al termine della Sprint Race del Gran Premio d'Austria, sul circuito di Spielberg, quattordicesimo appuntamento del calendario (su 22):  

Piloti. 1. Jorge Martin (Spa) 286 punti 2. Marc Marquez (Spa) 283 3. Marco Bezzecchi (Ita) 248 4. Fabio Di Giannantonio (Ita) 223 5. Ai Ogura (Jpn) 209 6. Pedro Acosta (Spa) 209 7. Raul Fernandez (Spa) 199 8. Alex Marquez (Spa) 158 9. Francesco Bagnaia (Ita) 147 10. Fermin Aldeguer (Spa) 107. 

Costruttori. 1. Ducati 412 punti 2. Aprilia 410 3. Ktm 251 4. Honda 137 5. Yamaha 84. 

19 set 2026

Bollo auto, Dombrovskis: "C'è margine nella gestione dei fondi europei"

(Adnkronos) - Sui fondi provenienti dai prestiti che finanziano il Pnrr gli Stati membri hanno "un certo margine" nella gestione della liquidità. Lo ha detto il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis, oggi in conferenza stampa al termine dell'Ecofin informale a Dublino, sostanzialmente confermando quanto ha detto ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il quale ha spiegato che i fondi dai risparmi realizzati impiegando i prestiti della Recovery and Resilience Facility possono legittimamente essere utilizzati per coprire l'esenzione per il 2027 dal bollo per auto di piccola cilindrata e motocicli.  

La Recovery and Resilience Facility, ha risposto Dombrovskis a chi gli chiedeva conferma di quanto detto dal ministro, "è uno strumento basato sulle prestazioni, non uno strumento basato sui costi. Significa che gli Stati membri si accordano sui piani nazionali con una serie di investimenti e riforme: stiamo valutando se questi investimenti e queste riforme sono stati implementati. Quindi, le tappe fondamentali sono quelle che aiutano, e la Commissione valuterà".  

Questo, ha aggiunto il commissario, "significa che, in effetti, i flussi di pagamento potrebbero non essere perfettamente allineati con i costi o i flussi di spesa nello Stato membro. Quindi, devo verificare" che cosa ha detto esattamente il ministro Giorgetti, "ma c'è probabilmente un certo margine in termini di gestione della liquidità in questo piano. Non è uno strumento basato sui costi, è uno strumento basato sulle prestazioni", ha concluso sul tema. 

Dombrovskis si è soffermato quindi sulle proiezioni sul fabbisogno finanziario dell'Ucraina per l'anno prossimo, evidenziando che erano state fatte presumendo che la guerra con la Russia sarebbe cessata in quell'anno. Oggi "la conclusione della guerra nel 2027 appare meno probabile. Vi sono molte ragioni oggettive alla base del divario crescente" tra le finanze disponibili allo Stato ucraino e il suo fabbisogno, ma "permane un'estrema incertezza. La questione richiede un po' di lavoro", ha detto. 

Il prestito dell'Ue all'Ucraina da 90 miliardi di euro, ha ricordato, "aveva caratteristiche" che lo rendono molto simile ad un trasferimento e c'è poco spazio per ulteriori prestiti, quindi "continuiamo a lavorare con i nostri partner" per aumentare i finanziamenti all'Ucraina. 

19 set 2026

Roma, corteo Spin Time: "Decine di migliaia in piazza, battaglia ancora aperta"

(Adnkronos) - "Decine di migliaia in piazza per Spin Time già dalla partenza del corteo". Lo affermano in una nota gli organizzatori della manifestazione di oggi a Roma. il corteo riunisce la comunità dello Spin Time sgomberata dal palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato nel 2013, dopo il rogo divampato lo scorso luglio. Alla manifestazione nazionale c'è un fronte ampio di oltre 200 realtà e movimenti scesi in piazza. 

"Il messaggio lanciato dalla città è chiaro: Spin Time dappertutto. Non solo dentro le mura dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, ma - sottolineano - in tutti i quartieri dove l’emergenza casa e l’emergenza sociale non trovano soluzioni innovative e alternative alla speculazione immobiliare". 

Il corteo di oggi "rimette al centro il tema della casa, che non è un’emergenza di questo momento, ma una emergenza perenne. Spin Time, come altre esperienze, offre nuove alternative che le istituzioni dovrebbe avere il coraggio di riconoscere e replicare. Parliamo alla destra, che finge di gestire questa emergenza con un piano casa che prende in giro gli italiani. Ma ci rivolgiamo anche a tutta la sinistra - prosegue la nota - la casa deve essere al centro di qualsiasi agenda politica oggi. Il diritto alla casa è fondamentale e inalienabile. Oggi la città si è stretta attorno a una battaglia ancora aperta, e attorno a una comunità che ha resistito per la dignità di tutti i fragili senza voce. Vinciamo per la città, vinciamo per il diritto alla casa per tutti". 

Un tavolo con piatti, tazze e bicchieri e una brandina sono stati posizionati da alcuni manifestanti sul marciapiede davanti alla sede del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. “L’allestimento” simbolico a Porta Pia spiega una manifestante è per sottolineare che “bisognerà vivere in strada se non si risolve questa crisi, che è una crisi sempre più concreta, sempre più grave e che invece non viene ascoltata dall'altra parte dei piani alti. Occorre cambiare quelli che sono gli equilibri e gli interessi di questo governo - spiega - e invece di stare dietro ai fondi speculativi bisogna capire quelli che sono i fabbisogni dei cittadini e delle persone che vivono in questo Paese”.  

19 set 2026

Prodi e i 'giovani dem disertori in guerra': "Non è la linea del Pd, è un errore"

(Adnkronos) - "Una posizione di questo tipo non so come possa conciliarsi con la politica del partito". Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e ex presidente della Commissione Ue, si esprime così sulle parole pronunciate dalla segretaria dei giovani democratici Virginia Libero a Reggio Emilia, in particolare la frase: "Non saremo i soldati delle vostre guerre, per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra, noi organizzeremo i disertori". Libero è intervenuta domenica scorsa alla chiusura della Festa dell'Unità a Reggio Emilia. Le parole della leader dei giovani hanno acceso un dibattito animato all'interno del partito, che si è diviso tra chi ha apprezzato l'intervento e chi ha criticato l'approccio. In questo secondo gruppo pare collocarsi anche Prodi, a giudicare dalle considerazioni espresse alla trasmissione di Radio24 'Immagini, uno sguardo sulla attualità' con Valentina Furlanetto e Riccardo Barlaam. 

"Quando l'ho sentita - dice Prodi - ho detto 'speriamo che cresca', perché se c'è uno che ha sempre lottato per la pace sono io, però qui ci troviamo di fronte a una scelta ben chiara, una politica obbligata da una serie di circostanze che hanno aperto una guerra incredibile. Una posizione di questo tipo non so come possa conciliarsi con la politica del partito, io ritengo che questa sia un'affermazione fuori dal disegno che il Pd porta avanti. Quindi una proposta che non è del Pd e che non è mai neanche stata discussa all'interno del Pd, a quanto so io, quindi prendiamola come un errore di sbaglio, direbbe Topo Gigio", chiosa Prodi. 

19 set 2026

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