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Morbillo, l'allarme dell'infettivologo Andreoni: "Casi in crescita, ricoveri frequenti negli adulti"

(Adnkronos) - "Il progressivo aumento dei casi di morbillo che si sta registrando negli ultimi 3 anni, accompagnato da un'età media dei pazienti superiore ai 30 anni e da un tasso di ospedalizzazione che nel 2026 si è attestato intorno al 60%, porta a fare alcune considerazioni importanti". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Massimo Andreoni, professore emerito dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio superiore di Sanità, commentando i dati contenuti nella circolare del ministero della Salute 'Morbillo - Analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative', firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. 

 

"Il primo elemento da sottolineare - osserva Andreoni - è che i casi di morbillo negli adulti possono essere particolarmente gravi e richiedere il ricovero in ospedale. Il secondo è che la principale causa di questi casi è la mancata vaccinazione, insieme alla mancata somministrazione dei richiami previsti in età adolescenziale". Per l'infettivologo, i livelli di copertura vaccinale rappresentano un elemento di particolare attenzione: "Siamo fermi a circa l'80% di copertura. Questo dato deve essere considerato un campanello d'allarme e non va sottovalutato". 

 

La circolare del ministero della Salute fotografa un aumento dei casi e dei ricoveri per morbillo e segnala una particolare attenzione per Campania, Calabria, Lazio e Toscana. "Come ci ricorda il ministero della Salute - conclude Andreoni - il morbillo sta tornando a rappresentare un problema di sanità pubblica. Questo andamento ci allontana dall'obiettivo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità, che punta all'eliminazione della malattia entro il 2030".  

 

23 set 2026

Groenlandia, ecco i contenuti dell'accordo per cui Trump ha messo a rischio la tenuta della Nato

(Adnkronos) - In tutto 10 pagine, negoziate per mesi dai diplomatici che poi hanno aspettato il momento giusto per presentarle all'attenzione di Donald Trump. Questo il contenuto dell'accordo firmato al Palazzo di Vetro da Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, un accordo definito "fantastico" dal presidente americano che sembra essersi 'accontentato' di poter costruire due basi militari Usa sull'isola artica che nei mesi scorsi aveva minacciato di invadere e occupare per averne il controllo, non esitando a mettere a dura prova la tenuta dell'Alleanza Atlantica.  

"Il possesso ti dà cose ed elementi che non si possono avere firmando un documento che dice che puoi avere una base", diceva il tycoon lo scorso gennaio spiegando il suo bisogno di fare della Groenlandia un territorio americano. Ma mertedì è stato proprio lui a firmare a New York l'accordo, che in realtà non è nuovo ma "un emendamento e un supplemento" di quello che Stati Uniti e Danimarca hanno firmato nel 1951 e che, come hanno ripetuto per mesi esperti e diplomatici, già garantiva al tycoon le cose che chiedeva a gran voce, cioè la capacità di costruire basi militari e controllare la sicurezza della regione. 

L'unica, importante, differenza rispetto al patto di difesa di 75 anni fa, e poi aggiornato nel 2004, è che ora anche la Groenlandia ha firmato il testo che esplicitamente riafferma la sovranità danese sul territorio artico ma anche il diritto alla autodeterminazione dei groenlandesi, compresa quindi la possibilità di scegliere l'indipendenza dalla Danimarca. Trump ha detto che l'accordo consentirà a Washington di realizzare due basi militari "molto importanti" in Groenlandia, ma dal testo dell'accordo, diffuso dal governo danese, si tratterebbe di un ampliamento di vecchie basi. La prima sarebbe infatti a Nasarsuaq, nel sud dell'isola, dove gli Usa avevano la base American Blue West One chiusa negli anni '50. L'altra a Mestersvig, nella parte orientale, dove attualmente esiste la base di un'unità di slitte trainate da cani dell'esercito danese.  

Gli Stati Uniti avranno "libero accesso" ai collegamenti di aria, terra e mare tra le due basi, e potranno anche istituire nuove strutture per droni, con le autorità danesi e groenlandesi che però avranno l'ultima parola sulla loro costruzione e localizzazione. L'accordo sembra soddisfare la richiesta di Trump di ampliare l'attuale presenza militare Usa, ora concentrata principalmente nella base militare Pituffik Space Base costruita nel 1953 nel nord dell'isola a poco più di mille chilometri dal circolo polare artico, con un contingente di 150 militari che operano un sito di monitoraggio di missili balistici per proteggere l'America del Nord da un attacco con missili a lungo raggio.  

Ma durante la Guerra Fredda la presenza militare Usa nell'isola è arrivata a 25mila truppe e 17 basi, a riprova quindi del fatto che l'accordo di oltre 70 anni rendeva già possibile la presenza rafforzata voluta da Trump. Sono invece nuove le diverse clausole del testo tese ad impedire a potenziali rivali e avversari, vale a dire Russia e Cina, di avere un ruolo militare o economico in Groenlandia, con l'esplicito divieto per nazioni non Nato di stabilire basi militari, dispiegare truppe nell'isola o avviare investimenti nel settore dei minerali critici e minerario, senza il permesso esplicito dei tre Paesi firmatari, tra i quali appunto gli Usa.  

"Questo accordo affronta in modo permanente e completo le nostre preoccupazioni di sicurezza riguardo alla Groenlandia", ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, che ha guidato i negoziati per l'accordo, riferendosi alle preoccupazioni così tante volte espresse da Trump." Se guardate ora intorno alla Groenlandia, ci sono cacciatorpedinieri russi, cinesi, ci sono sottomarini russi ovunque, noi non permetteremo che la Russia e la Cina occupino la Groenlandia", era il ritornello di Trump, affermazioni respinte dalla Nato dove i diplomatici continuavano a ripetere che "non vediamo nessuna attività cinese" intorno alla Groenlandia e che i movimenti russi non sono cambiati in modo significativo nella zona dell'Artico.  

C'è anche la questione dei costi: nell'annunciare l'accordo con un post venerdì scorso, Trump ha scritto che "non ci saranno costi per gli Stati Uniti" per la costruzione delle basi e l'espansione della presenza militare Usa in Groenlandia. Non è chiaro, sottolinea oggi Politico, cosa significherà questo se il Pentagono intende, come si prevede, realizzare sui vecchi siti basi con nuovi sistemi di difesa aerea e radar si devono considerata ingenti costi di costruzioni. Nell'accordo non vi sono indicazioni di un meccanismo di condivisione dei costi tra le parti firmatarie, osserva ancora Politico.  

Infine alla domanda su chi ne esca vincitore, gli analisti non sembrano avere dubbi: "Leggendo l'accordo, uno si chiede perché tanto rumore per così poco che poteva essere fatto dall'inizio. E penso anche che la Danimarca abbia giocato molto ben, in modo pulito e diplomatico, qualcuno potrebbe parlare del tocco europeo", dichiara a Politico, Gregoire Roos, direttore del programma Europa della Chatham House. 

"E' un prezzo straordinariamente alto per cambiamenti relativamente moderati", gli fa eco, parlando con il New York Times, Mikke Runge Olesen, dell'istituto danese di studi internazionali, notando che l'accordo contiene miglioramenti moderati per gli Usa a fronte dei danni che le minacce di Trump hanno provocato nelle relazioni con Danimarca e intera Europa. Ma secondo l'ex ambasciatore americano in Polonia, Daniel Fried, ora analista dell'Atlantic Council, la firma dell'accordo darebbe a Washington qualcosa da poter rivendicare come una vittoria e, soprattutto, "permette agli Usa di fare marcia indietro dalle dannose e inutili minacce di aggressione".  

 

23 set 2026

Nucleare, dalle bollette ai rifiuti radioattivi: la guida con i 15 messaggi chiave da sapere

(Adnkronos) - Dalle bollette ai rifiuti radioattivi, dalla sicurezza all'occupazione degli spazi. Dopo l’approvazione della legge delega sul nucleare, dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica arrivano 15 'messaggi chiave' in risposta ad altrettanti 'luoghi comuni' sul nucleare.  

SENZA NUCLEARE PAGHIAMO GIÀ IL NUCLEARE - Il luogo comune: "In Italia il nucleare non c’è e non lo vogliamo. Non ci riguarda". Messaggio chiave: "Non vogliamo le centrali? Intanto le bollette degli italiani pagano già il nucleare. Nel corso degli ultimi anni, su una domanda di energia elettrica di 320-330 TWh, le importazioni nette dall’estero sono state pari a circa 50 TWh. La maggior parte di questi flussi arriva da Francia e Svizzera che la producono anche da fonte nucleare (la Francia produce con il nucleare circa i due terzi della propria elettricità)". 

I RIFIUTI RADIOATTIVI CE LI ABBIAMO GIÀ SOTTO CASA - Il luogo comune: "E i rifiuti radioattivi? Dove li mettiamo? Mai il nucleare in Italia, perché i rifiuti sono per sempre". Messaggio chiave: "I rifiuti radioattivi di bassa e media intensità, soprattutto di natura ospedaliera, sono già presenti in circa 100 piccoli depositi temporanei posizionati su tutto il territorio nazionale. La necessità di un deposito unico nazionale esiste, per stoccare in condizioni di massima sicurezza i rifiuti di tutte le attività nucleari civili (materiale sanitario, scarti industriali e delle attività produttive)". 

LO SMALTIMENTO DELLE SCORIE NUCLEARI - Il luogo comune: "E le scorie? Dove le mettiamo? Mai il nucleare in Italia, perché le scorie sono per sempre". Messaggio chiave: "Le scorie nucleari, residuo delle vecchie centrali, sono oggi parcheggiate all’estero, in Francia e in Inghilterra. Vanno comunque adeguatamente trattate e custodite in luogo sicuro di limitate dimensioni e in linea con gli standard internazionali di massima sicurezza, come accade in tutti i paesi industrializzati". 

LE RINNOVABILI GRATIS NON ESISTONO - Il luogo comune: “Le rinnovabili costano poco, anzi non costano nulla: è il sole, è il vento, è gratis”. Messaggio chiave: "Le rinnovabili sono utili, ma non sono gratis: gli italiani dal 2008 al 2025 le hanno già pagate 170 miliardi. E continueranno a pagarle in bolletta". 

SPAZI OCCUPATI - Il luogo comune: “Le rinnovabili occupano poco spazio, il nucleare invece prende terreni enormi”. Messaggio chiave: "Un impianto con un piccolo reattore modulare da 300 megawatt può occupare lo spazio di circa tre piccoli campi di calcio. Per produrre la stessa energia con il fotovoltaico possono servire fino a 3mila ettari, cioè l’equivalente di 3mila campi di calcio. La proporzione è evidente". 

SICUREZZA - Il luogo comune: “Il nucleare è la fonte di energia più pericolosa. Pensa a Chernobyl, a Fukushima”. Messaggio chiave: "Chernobyl era come un’auto degli anni Cinquanta senza freni. A Fukushima l’incidente fu innescato da uno tsunami di enormi proporzioni e non da un difetto strutturale dell’impianto. I nuovi reattori moderni, invece, sono progettati per spegnersi automaticamente se qualcosa va storto. È un altro mondo, letteralmente: come paragonare una macchina di media cilindrata a una Ferrari". 

IN FRANCIA LA BOLLETTA COSTA LA METÀ - Il luogo comune: “Va bene tutto, ma in pratica cosa cambierebbe per la mia bolletta?”. Messaggio chiave: "La Francia, con 57 reattori nucleari, paga la bolletta circa la metà di noi. Non è una questione ideologica: è una questione di prezzo. Le imprese italiane pagano l’elettricità sul mercato elettrico più del doppio di quelle francesi. È così che si perdono i posti di lavoro". 

PICCOLI REATTORI MODULARI - Il luogo comune: “Il nucleare comporta centrali enormi come quelle dei film, con torri di raffreddamento alte come grattacieli”. Messaggio chiave: "I nuovi reattori modulari sono piccoli, standardizzati e progettati per essere prodotti in serie. Stati Uniti, Francia, Canada e Regno Unito stanno investendo miliardi in questo settore. L’Italia è già attiva per lo sviluppo del nucleare nel mondo, perché non trarne beneficio diretto nel nostro Paese?". 

I REFERENDUM - Il luogo comune: “Il popolo italiano ha già detto NO al nucleare. Due volte. Punto. Fine della storia". Messaggio chiave: "I referendum del 1987 e del 2011 furono pienamente legittimi, ma riguardavano tecnologie diverse da quelle oggi in sviluppo. Gli italiani possono valutare di nuovo l’opzione nucleare alla luce delle tecnologie di nuova generazione, che sono, rispetto al passato, più avanzate e progettate in modo modulare". 

L’ITALIA È L’UNICO PAESE DEL G7 DOVE IL NUCLEARE È BLOCCATO - Il luogo comune: “Va bene il dibattito, ma in fondo è una scelta nazionale. L’Italia ha deciso di non avere il nucleare, come tanti altri Paesi”. Messaggio chiave: "Cinque Paesi del G7 hanno il nucleare e continuano a svilupparlo. La Germania, dopo aver chiuso le sue centrali, sta riconsiderando la scelta. Solo l’Italia continua a dire no in modo categorico. Vogliamo davvero essere gli unici a guardare il treno passare?". 

SENZA NUCLEARE NESSUNO ARRIVA AL NET ZERO - Il luogo comune: “Bastano sole, vento e batterie per arrivare alla neutralità climatica; il nucleare è inutile e lo sostengono solo interessi nazionali, non autorità davvero neutrali”. Messaggio chiave: "Una delle massime autorità mondiali sull’energia, l’Aie, sostiene che la neutralità climatica richiede un mix di tecnologie pulite: rinnovabili, accumuli e anche nucleare, perché senza una forte crescita di questa fonte gli obiettivi di decarbonizzazione diventano molto più difficili e più costosi da raggiungere. Non è ideologia. È matematica climatica". 

IL SOLE NON ILLUMINA LA NOTTE, IL VENTO NON SOFFIA SEMPRE - Il luogo comune: “Tanto le rinnovabili producono già metà della nostra elettricità. Ci basta installarne di più e siamo a posto”. Messaggio chiave: "Il sole non illumina la notte e il vento non soffia sempre. Il nucleare può produrre energia fino al 90% delle ore dell’anno. Senza una fonte che garantisca produzione continua e programmabile, la rete elettrica non è sicura. Oggi questa funzione è svolta dal gas; domani può esserlo il nucleare sostenibile". 

IL NUCLEARE ITALIANO C’È GIÀ. SOLO CHE LO FACCIAMO PER GLI ALTRI - Il luogo comune: “L’Italia ha perso le competenze nucleari da decenni. Anche se volessimo, non sapremmo più farlo”. Messaggio chiave: "Negli ultimi quarant’anni, l’industria italiana ha continuato a realizzare componenti e impianti nucleari per Francia, Regno Unito, Stati Uniti e persino Cina. In Italia, però, non ha potuto farlo. Vogliamo continuare a regalare il lavoro agli altri? O lasciamo che gli ingegneri e i tecnici italiani lavorino a casa propria?". 

IL NUCLEARE PER SOSTENERE ELETTRIFICAZIONE E DATA CENTER - Il luogo comune: “Con il mix energetico attuale siamo già a posto: non serve aggiungere altre fonti, basta quello che abbiamo”. Messaggio chiave: "Il mix attuale potrebbe non garantire automaticamente sicurezza, decarbonizzazione e resilienza, soprattutto in vista della crescita attesa della domanda dovuta all’elettrificazione dei consumi e al rapido sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dei data center. Per raggiungere gli obiettivi climatici e coprire la domanda con continuità servono anche tecnologie low-carbon come il nucleare. Escluderlo a priori indebolisce la transizione energetica e la competitività". 

I PRIMI REATTORI MODULARI DI DIMENSIONE RIDOTTA DEL MONDO OCCIDENTALE SONO IN COSTRUZIONE - Il luogo comune: “Meglio aspettare la fusione, perché le nuove tecnologie a fissione non sono ancora pronte”. Messaggio chiave: "Ad oggi la fusione è ancora lontana anche se ci sono molti investimenti, ricerca e sviluppo in corso. Nel frattempo, i primi Smr (reattori modulari) ad acqua basati sulla tecnologia nucleare di terza generazione avanzata, già consolidata, sono in costruzione in Canada". 

 

23 set 2026

Russia provoca, Polonia pronta a rispondere: "Putin non vincerà mai"

(Adnkronos) - "Putin non vincerà, è nel panico. Mosca potrebbe provocare un paese della Nato e allargare il conflitto". La Russia provoca con lo sconfinamento di un elicottero militare, la Polonia è pronta a rispondere. La tensione sale sull'asse Mosca-Varsavia, con l'ennesima azione della Russia in un territorio della Nato. Un elicottero delle forze armate russe ha violato lo spazio aereo della Polonia, come ha riferito Varsavia. Il velivolo, un Mi-8 , ha oltrepassato 300 metri dello spazio aereo polacco provenendo dall'exclave russa di Kaliningrad e ha sconfinato per 42 secondi. "Il volo del velivolo è stato monitorato dai sistemi radar delle Forze Armate polacche - ha dichiarato l'esercito - Sono decollati immediatamente i caccia, mentre le forze di terra e i mezzi sono rimasti in stato di allerta. La natura dell'incidente suggerisce che la Russia stia ancora una volta mettendo alla prova la prontezza della nostra difesa aerea". 

L'azione è stata compiuta mentre i vertici della Polonia erano impegnati alle Nazioni Uniti a New York. "La Russia mostra la stessa arroganza imperiale che, in passato, ha portato a sofferenze inimmaginabili e alle tragedie di due guerre mondiali. Non c'è rispetto per il diritto internazionale. La Polonia è particolarmente consapevole delle conseguenze del colonialismo e dell'imperialismo russo. Siamo determinati a contrastare le minacce che le politiche aggressive del Cremlino stanno ponendo a noi", ha detto il presidente Karol Nawrocki intervenendo davanti all'assemblea generale. 

Nawrocki ha affermato che Mosca sta destabilizzando l'Europa attraverso "aggressioni aperte, operazioni ibride, atti di sabotaggio. Non siamo noi a cercare lo scontro. Stiamo rafforzando le nostre alleanze, sviluppando le nostre forze armate e modernizzandone gli equipaggiamenti non per fare la guerra, ma per prevenirla". Qualsiasi risposta agli attacchi ibridi deve essere "ferma, coerente e anche unitaria", ha affermato. 

Nel Consiglio di Sicurezza, il ministro degli Esteri, Radek Sikorski, si è rivolto direttamente a Sergei Lavrov, ministro degli esteri russo. "La Russia non avanza al fronte e colpisce deliberatamente i civili in Ucraina: passeggeri sui treni, commercianti, ciclisti. E sta applicando la stessa tattica in Europa. Il 13 settembre un drone ha colpito un treno a 2 km dal confine polacco", ha detto elencando altre azioni - ''sabotaggi, cyberattacchi, attacchi clandestini" - attribuite a Mosca. "Ai rappresentanti della Federazione Russa, dico questo: state cercando di conquistare il Donbass da oltre 12 anni e Kiev da oltre 4. Siete stati fermati dall'eroica Ucraina, un paese con un decimo del Pil della Russia. Ma la Polonia ha quasi la metà del vostro Pil. L'Europa ha dieci volte il vostro Pil. La Nato ha venticinque volte il vostro Pil. Potete ancora uccidere molte persone, ma non potete vincere", ha detto Sikorski. "Potete fermare questa guerra in qualsiasi momento, non mettete in ulteriore pericolo l'Europa e il mondo". 

"La Russia ha scelto l'escalation perché la leadership russa è in preda al panico. Dopo più di quattro anni di una guerra coloniale insensata, Vladimir Putin non ha ottenuto nulla. Gli stanno finendo le truppe e le risorse e ha bisogno di un pretesto per la mobilitazione. La sua guerra inutile ha ucciso o ferito un milione e mezzo di russi. Milioni di ucraini e altri europei sono sempre più in pericolo. In qualsiasi momento, Putin potrebbe provocare un paese della Nato e allargare la guerra", ha aggiunto. "Sergei - ha concluso rivolgendosi a Lavrov - so che mi stai ascoltando: dì al tuo capo che quando è troppo è troppo...". 

23 set 2026

Trump accoglie Xi in Usa, tutto pronto per il vertice: dazi, AI, e Iran sul tavolo

(Adnkronos) - L'aereo del presidente cinese Xi Jinping è atterrato negli Stati Uniti, alla Joint Base Andrews nel Maryland, vicino a Washington, per il vertice con il presidente Usa Donald Trump, che ha accolto il leader cinese all'aeroporto della base. A inaugurare l'incontro, una stretta di mano tra i due leader. La visita di Xi negli Stati Uniti durerà tre giorni. I due si erano incontrati a Pechino a metà maggio, questo è il terzo faccia a faccia in meno di un anno.  

 

Il vertice del 24 settembre ruoterà attorno a una serie di temi. L'attenzione è concentrata su una possibile proroga della tregua commerciale, concordata nell'ottobre dello scorso anno e in scadenza a novembre. Una nuova guerra di dazi e controdazi, di misure sui minerali critici, una nuova guerra commerciale, evidenzia David Pierson nella sua analisi per il New York Times, colpirebbe i consumatori americani a ridosso delle elezioni ed è un rischio che Trump non può permettersi, mentre tenere a bada il tycoon consentirebbe a Xi di avere il tempo necessario per lavorare al rilancio dell'economia cinese, per 'ricomporre' i vertici militari dopo le epurazioni nel contesto della lotta alla corruzione e per continuare a 'insistere' su potenza industriale, tecnologica e militare. 

L'intelligenza artificiale sarà in cima all'agenda, con il duello Usa-Cina mentre i colossi americani del settore si schierano a favore di un rallentamento della corsa. "Non c'è nessun allarme", dice Trump, che esibisce il primato a stelle e strisce nel settore e non vuole alzare il piede dall'acceleratore. 

La crisi in Medio Oriente è destinata a trovare spazio tra i dossier, con le ricadute del braccio di ferro tra Usa e Iran sul settore dell'energia e in particolare del petrolio. 

 

23 set 2026

Tragedia a Chieti, bimbo di 6 anni muore soffocato da un boccone di cibo

23 set 2026

E' sempre Cartabianca, lite furiosa tra Bianca Berlinguer e Mauro Corona: "Strappo il contratto"

(Adnkronos) - "Lei non capisce nulla". "Se vuole andare, se ne vada". Lite furibonda tra Bianca Berlinguer e Mauro Corona a E' sempre Cartabianca oggi, mercoledì 23 settembre. Il programma in onda su Rete4 comincia con mezz'ora di ritardo per un problema tecnico al mixer, come annuncia la giornalista. L'episodio viene sottolineato da Corona, ospite fisso della trasmissione. "Spero che i tecnici non diventino il capro espiatorio", le parole dello scultore e scrittore, dopo aver confessato scherzosamente di "aver bevuto un bicchierino" durante la pausa pubblicitaria prolungata. La battuta di Corona non trova il gradimento di Berlinguer, che non nasconde il proprio malumore. E la temperatura sale rapidamente. "Ho detto una cosa gradevole per i tecnici, lei mi fa una filippica. Io parlo in generale, ho detto che nella vita si cerca il capro espiatorio", dice Corona in una discussione sempre più accesa. 

"Lei si è fatto il bicchierino mentre noi cercavamo di far ripartire le macchine", replica Berlinguer. "Allora me ne vado, può stracciare il mio contratto. Ha ragione Sallusti, lei non fa parlare. Non ha senso che mi faccia le domande, se non mi fa parlare", incalza Corona. "Basta con questi ricatti, faccia quello che le pare. Se vuole andarsene, se ne vada. Lei è stufo? Io invece...", affonda il colpo Berlinguer. Il muro contro muro prosegue per un paio di minuti. Cosa si fa? "A questo punto dobbiamo andare avanti con la puntata, bisogna impostarla meglio e capire se io dico una battuta o una cosa seria. Stasera ha guastato tutto...", dice Corona prima della tregua. Si comincia e torna il sereno. "Volevo chiedere scusa, mi è partito l'embolo", dice Corona. "Spero che per la prossima stagione si trovi qualcuno un po' più educato. Non è difficile trovare qualcuno migliore di me". 

23 set 2026

E' sempre Cartabianca, spot a raffica e trasmissione in ritardo su Rete4

(Adnkronos) - E' sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete4, si fa attendere. La trasmissione prevista alle 21.30, oggi mercoledì 23 settembre, non è cominciata all'orario stabilito. Su Rete4 ecco spot e promo di altri programmi della rete. Bianca Berlinguer, poco prima delle 21.30, si è collegata con Paolo Del Debbio, che ha chiuso regolarmente '4 di sera' cedendo il testimone alla trasmissione successiva. E' sempre Cartabianca, però, non è partita come previsto e ai telespettatori è stato proposto un 'rullo' con gli spot relativi agli appuntamenti con altri programmi: da Mario Giordano a Milo Infante, da Del Debbio a Michela Vittoria Brambilla. Alla fine, alle 22 passate da un paio di minuti, finalmente l'inizio di E' sempre Cartabianca. 

"Siamo partiti con un ritardo significativo, c'è stato un incidente al banco del mixer e senza quel prezioso strumento non è possibile partite. Stanno cercando di risolvere, abbiamo deciso di partire comunque con la trasmissione. Cercheremo di arrivare fino alla fine anche stasera", ha spiegato Bianca Berlinguer iniziando la puntata. 

"Ho immaginato che ci fosse una pubblicità un po' più lunga e mi sono andato a fare un bicchierino...", ha esordito Mauro Corona, ospite fisso del programma. "Mi chiedo, da povero montanaro, con tutta la tecnologia che ci assiste e con l'intelligenza artificiale è possibile che si blocchi qualcosa?". "E' il bello della diretta. Le macchine ci aiutano ma si possono inceppare", ha chiosato Berlinguer archiviando l'imprevisto. 

23 set 2026

Raffaella Griggi debutta a 'Chi l'ha visto?': "Continuiamo la strada di Sciarelli con dedizione"

23 set 2026

"Ho ferito un ladro, non so se è morto", al Tg1 la telefonata al 112 del 35enne che ha sparato a Cuneo

23 set 2026

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