Logo de Il Foglio

Malattia venosa cronica, esperti: "Non è solo un problema degli arti inferiori"

(Adnkronos) - Spesso sottovalutate, le alterazioni del sistema venoso, come la malattia venosa cronica e la malattia emorroidaria, possono evolvere in quadri clinici più complessi e avere un impatto significativo sulla qualità di vita, per questo richiedono una valutazione clinica adeguata. La malattia venosa cronica, spesso ricondotta a un semplice disturbo estetico delle gambe o problema legato alla stagionalità, è in realtà una condizione complessa e progressiva, che può manifestarsi con sintomi quali pesantezza, dolore, gonfiore, crampi, prurito, alterazioni cutanee e varici. Il disturbo, che colpisce - informa Servier in una nota - circa 19 milioni di persone in Italia, presenta una prevalenza di genere, colpendo oltre la metà delle donne e una percentuale compresa tra il 10% e il 50% degli uomini. Le evidenze scientifiche suggeriscono inoltre una relazione tra insufficienza venosa cronica, fattori di rischio cardiovascolare e comorbidità cardiovascolari, confermando l’importanza di una presa in carico complessiva del paziente e dei suoi fattori di rischio. 

“Questo legame - spiega Romeo Martini, presidente della Società italiana di angiologia e patologia vascolare (Siapav) - può essere spiegato dalla presenza di meccanismi fisiopatologici comuni, tra cui l’infiammazione cronica, oltre alla condivisione di fattori di rischio quali età, fumo, diabete, obesità e sovrappeso. Sebbene la distinzione tra patologia arteriosa e patologia venosa sia utile dal punto di vista anatomico e didattico, nella pratica clinica entrambe interessano il sistema cardiovascolare - chiarisce - Le più recenti evidenze indicano che i pazienti con malattia venosa cronica possono presentare una maggiore prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare e di patologie correlate. Per questo motivo la malattia venosa cronica non dovrebbe essere considerata soltanto una patologia degli arti inferiori, ma anche un elemento da valutare nel quadro complessivo della salute cardiovascolare”. 

Tra le condizioni legate ad alterazioni del sistema venoso rientra anche la malattia emorroidaria. Si stima che oltre il 50% della popolazione adulta occidentale sperimenti sintomi emorroidari almeno una volta nella vita, con maggiore frequenza dopo i 40 anni. I sintomi possono includere dolore, prurito, sanguinamento, bruciore e fastidio locale, con possibili episodi acuti. Sia la malattia venosa sia la malattia emorroidaria sono patologie croniche e ingravescenti e possono influire sulle attività quotidiane e sul benessere dei pazienti. Per questo è importante riconoscerne precocemente i sintomi e rivolgersi al medico o al farmacista per una gestione appropriata. 

  

Per il trattamento di queste condizioni - riferisce Servier - è ora disponibile “Daflon® 1000 mg, un extension line del noto farmaco che concentra in un’unica compressa il doppio del principio attivo a base di frazione flavonoica purificata micronizzata (Ffpm) ad azione vasoprotettrice e venotonica”. È indicato nel trattamento “dei sintomi attribuibili a insufficienza venosa, degli stati di fragilità capillare e della crisi emorroidaria acuta”. La Ffpm è riconosciuta nelle principali linee guida internazionali per la gestione delle patologie venose croniche degli arti inferiori, che ne riconoscono il ruolo nel controllo della sintomatologia, fin dalle fasi iniziali della malattia, e l’azione su alcuni meccanismi fisiopatologici, tra cui infiammazione, alterazioni del microcircolo e aumento della permeabilità capillare. Il trattamento - si legge nella nota - rappresenta “una delle opzioni farmacologiche consolidate per la gestione dei sintomi dell’insufficienza venosa degli arti inferiori, della fragilità capillare anche del plesso emorroidario e della crisi emorroidaria acuta. Il nuovo dosaggio in compresse da 1000 mg consente di semplificare lo schema di assunzione, nel rispetto della posologia riportata nel foglio illustrativo e delle indicazioni del medico o del farmacista”. 

“Il principale vantaggio del nuovo dosaggio di Daflon® 1000 mg risiede nella semplificazione dello schema terapeutico - sottolinea Martini - Ridurre il numero di compresse da assumere può facilitare il rispetto della prescrizione, soprattutto nei pazienti che seguono più terapie. Una maggiore semplicità di assunzione può favorire la continuità del trattamento e rendere più pratica la gestione della terapia, anche nei regimi che prevedono dosaggi più elevati, come nel trattamento sintomatico della crisi emorroidaria acuta”. 

Il lancio “di Daflon® 1000 mg rappresenta un traguardo fondamentale nel nostro costante percorso di innovazione al servizio dei pazienti - afferma Emilio Gagliardi, Managing Director Servier Italia & Malta - Questo nuovo dosaggio non è solo una risposta concreta alle esigenze di semplicità ed efficacia terapeutica, ma testimonia la determinazione di Servier nel continuare a investire in Ricerca e sviluppo nell'ambito delle malattie cardiovascolari. Da decenni, il nostro Gruppo dedica risorse significative alla comprensione dei meccanismi patologici venosi, con l'obiettivo di offrire soluzioni che migliorino sensibilmente la qualità della vita. Con Daflon® 1000 mg - aggiunge - consolidiamo il primato di un brand che è diventato sinonimo di fiducia e leadership non solo in Italia, ma nei mercati di tutto il mondo”. Oltre allo sviluppo di soluzioni terapeutiche, il Gruppo - conclude la nota - promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione, favorendo una maggiore conoscenza delle patologie venose. Un esempio concreto è rappresentato dai canali social Facebook e Instagram ‘Oltre le tue gambe’, che mettono a disposizione informazioni, approfondimenti e contenuti utili per il riconoscimento e la gestione della malattia venosa ed emorroidaria. 

22 giu 2026

Milano, primarie Lega candidato sindaco: vincono Salvini e Sardone. Vannacci: "Avremo un nostro candidato"

(Adnkronos) - "I milanesi hanno espresso una preferenza netta e inequivocabile per Matteo Salvini e Silvia Sardone, che risultano i più votati in assoluto". Si sono concluse le primarie della Lega per la scelta del candidato sindaco di Milano. A commentare l'esito delle urne è Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale a Milano. "Siamo profondamente orgogliosi di questo straordinario esercizio di democrazia diretta. Mentre altri decidono nelle stanze chiuse dei palazzi, la Lega come sua abitudine è scesa nelle piazze per dare la parola ai milanesi, dimostrando ancora una volta che il Movimento è fatto dai cittadini che devono essere i veri protagonisti del futuro della città. Un grazie immenso va a tutti i militanti, ai sostenitori e ai milanesi che in questo fine settimana di caldo torrido hanno affollato i nostri gazebo", ha detto. 

"Tra gli altri nomi di grande rilievo emersi dalle preferenze dei cittadini troviamo anche quelli di Morelli, lo stesso Piscina, Verri, Spada, Del Debbio, Albertini, Parodi e Borghi. Questa rosa di nomi, qualora i singoli candidati accettino, sarà giustamente e orgogliosamente proposta alla coalizione di centrodestra per la scelta finale e condivisa del futuro Sindaco di Milano", ha aggiunto Piscina. 

“Le primarie sono state un bellissimo momento di ascolto e di democrazia. Avere in due giornate fra le più calde dell'anno 10.000 persone che sono venute a dire la loro è importante. E che in più di 5.000 abbiano scritto ‘Salvini’ per me è motivo di orgoglio”, ha detto il vicepremier e segretario della Lega a margine del sopralluogo al cantiere per la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato alla caserma Montello di Milano. "Sicuramente io e Silvia Sardone siamo stati quelli che hanno avuto più partecipazione, però mi sembra che siano stati indicate più di 50 persone, quindi c'è l'imbarazzo della scelta”, ha aggiunto. Nonostante sia il più votato come candidato sindaco, Salvini ha altri progetti: “Io sto facendo il ministro, conto di fare il ministro, Silvia Sardone è assolutamente una risorsa importante, così come altri nomi, fatti dai cittadini alle primarie: Alessandro Morelli, Verri, Piscina, poi anche nomi non Lega come Del Debbio, Parodi, Spada, Albertini stesso, quindi offriamo al centro-destra non solo dei nomi ma anche un'idea di città, perché questi 10.000 milanesi ci hanno parlato di sicurezza, costo della vita, costo della casa, la viabilità, le Ztl. Insomma c'è una bella idea della città che noi vogliamo che sia e offriamo al centro-destra questa idea di città”. Il nome di Maurizio Lupi "non è venuto fuori ma magari faranno le primarie altri e verrà fuori. È un nome di cui discutere”, ha quindi aggiunto.  

Rispetto alle perplessità negli alleati di centrodestra per l’ipotesi di Silvia Sardone candidata sindaco, Salvini ha commentato: "Noi facciamo delle proposte. Se qualcuno dice no, faccia delle altre proposte. Io da parte di qualcuno non ho ancora capito chi è il candidato. Noi offriamo una cinquantina di candidati, se non va bene nessuno di questi cinquanta, magari il cinquantunesimo che ci proporranno loro va bene. Tra i cinquanta nomi c'è gente esterna, quindi a me andrebbe bene". La raccomandazione del leader della Lega è a scegliere il nome del candidato “velocemente, per me anche prima dell’estate”, perché “se si sceglie all'ultimo momento, si fatica. A me va bene politico o civico, della Lega o non della Lega. Dopo 15 anni di sinistra da milanese vorrei guardare avanti. E vorrei che il centrodestra scegliesse velocemente non come l'ultima volta, sia a Milano che a Roma”. 

Il mio nome come candidata a sindaco di Milano? “Sono onorata, ringrazio tanti cittadini che hanno deciso di scrivere il mio nome ma non erano primarie di coalizione. Quindi attendo o le primarie di coalizione o che i partiti si incontrino”, ha detto all’AdnKronos la vicesegretaria ed eurodeputa della Lega. “Sono sicura che ci saranno tantissimi altri nomi validi sul campo, io ci sono. L’importante è che i partiti di coalizione si muovano a scegliere la persona. Io ci sarò comunque, se anche non dovesse essere il candidato sindaco, darò una mano in campagna elettorale per non far vincere la sinistra”, ha aggiunto.  

“Salvini è il segretario federale, è ovvio ed è naturale che sia coinvolto. Inoltre, Milano è la sua città, i cittadini lo hanno scelto e da sempre indica insieme agli altri partiti il candidato sindaco. Ha già dichiarato che ringraziava ma ha altro da fare di importante a Roma. Sicuramente ha sempre detto che sogna prima della pensione di ricoprire questo ruolo, ma oggi ci serve come segretario federale e come vicepremier”, ha continuato. “Abbiamo le campagne elettorali anche per le politiche - fa notare Sardone - e anche in quell’occasione ci sarà tanto lavoro da fare”, ha aggiunto. 

"Le alleanze si fanno prima delle elezioni e non è adesso il caso. Noi a Milano ci saremo, ci saremo come futuro nazionale e molto probabilmente avremo un nostro candidato, poi discuteremo con tutti, sempre mantenendo fede alle nostre posizioni e alle nostre linee rosse", ha intanto annunciato dal canrìto suo il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci sul candidato sindaco a Milano, a margine di un convegno sulla scuola a palazzo San Macuto. 

22 giu 2026

Mostra Venezia, svelata la giuria: ci sono anche Kaouther Ben Hania e Francesco Casetti

(Adnkronos) - Svelata la giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Presieduta - come già annunciato il 23 aprile scorso – dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, la Giuria sarà inoltre composta da: la regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il docente universitario italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, il regista e produttore hongkonghese Johnnie To. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.  

La Giuria Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi ufficiali: Leone d'Oro per il miglior film, Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento - Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente. 

Unico italiano nella Giuria della prossima edizione della Mostra, Francesco Casetti è un docente universitario di nazionalità italiana e statunitense. È Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale, dove ha diretto sia il Film and Media Studies Program, sia l’Humanities Program, e dove è anche affiliato alla Facoltà di Architettura. In precedenza, ha insegnato in Italia, dove è stato Presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. È stato Visiting Professor presso l'Università Paris 3 La Sorbonne Nouvelle, l’Università dell'Iowa e Harvard. Ha avuto fellowship presso l'Università di Otago, la Bauhaus University-Weimar e la Freie Universität-Berlin. Nel 2000 gli è stata conferita la Chair of Italian Culture a Berkeley. È stato tra i fondatori di Filmmaker, Milano, una iniziativa a sostegno dei giovani registi. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Scuola Nazionale di Cinema, Roma, ed è stato membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Luce. Tra i suoi libri si annoverano 'Dentro lo sguardo: il film e il suo spettatore' (1986), 'Teoria del Cinema 1945-1990' (1991), 'L’occhio del Novecento' (2005), 'La Galassia Lumière' (2015) e 'Schermare le paure' (2023). 

Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina. Il suo cinema si muove tra finzione e documentario, esplorando spesso i temi del potere, dell’ingiustizia e della fragile posizione dell’individuo all’interno di sistemi oppressivi. Il suo ultimo film, 'La voce di Hind Rajab', è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come Miglior film internazionale. Il suo film precedente, 'Quattro figlie', ha vinto l’Œil d’Or a Cannes ed è stato candidato all’Oscar come Miglior documentario. Tra i suoi lavori precedenti figurano L'uomo che vendette la sua pelle, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale, 'La bella e le bestie' e 'Challatt Tunes'. Con un linguaggio cinematografico singolare che fonde realismo, recitazione e urgenza politica, Ben Hania si è affermata come una delle voci più significative del cinema mondiale contemporaneo.  

Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, vive a Londra e la sua attività spazia dalla composizione di canzoni all’improvvisazione, dall’elaborazione di suoni al disegno. Ha pubblicato quattro album da solista con l’etichetta 'Mute – Liv'(2014), 'Minus' (2018), 'On&On' (2020) e' Gut' (2023) – e ha composto colonne sonore per diversi film tra cui 'The Brutalist' di Brady Corbet (2024), 'Sotto le nuvole' di Gianfranco Rosi (2025) e 'Il testamento di Ann Lee' di Mona Fastvold (2025). Nel 2025 ha ricevuto un Oscar e un Bafta per la colonna sonora di 'The Brutalist'. Blumberg è anche artista visivo e realizza disegni con la tecnica della punta d’argento. Le sue opere sono state esposte alla Balice Hertling di Parigi, alla Triennale di Milano, all’ICA di Londra, alla Kunsthal di Rotterdam, alla Deichtorhallen di Amburgo e al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.  

Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese. Nato a Parigi, ha studiato letteratura e ha poi realizzato diversi cortometraggi, tra cui 'L’Interview', che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1998. Ha poi scritto e diretto una decina di lungometraggi, tra cui 'Marguerite', 'Illusioni perdute' (César per il Miglior film nel 2022) e, quest’anno, 'Les Rayons et les ombres'. I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival internazionali come la Mostra di Venezia, Telluride o Cannes. Ha anche scritto e diretto per Canal+ la serie 'Of Money and Blood', presentata alla Mostra nel 2023. 

Shahrbanoo Sadat, regista afghana. È nata nel 1991 e vive ad Amburgo, in Germania, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021. Sta realizzando un ambizioso ciclo cinematografico in cinque parti ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore di lunga data, Anwar Hashimi. La prima parte, 'Wolf and Sheep' (2016), è stata presentata in anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove è stata candidata alla Camera d’Or e ha ricevuto l’Art Cinema Award (CICAE). Anche la seconda parte, 'The Orphanage' (2019), è stata proiettata alla Quinzaine. La terza parte, 'No Good Men', ha aperto la Berlinale nel 2026 e vede sia Sadat che Hashimi nei ruoli principali. Sadat è considerata una regista pionieristica che ha contribuito allo sviluppo del cinema afghano attraverso i suoi film. Il suo lavoro esplora temi quali l’identità, la memoria, la rappresentazione e il genere, ed è caratterizzato da una distintiva prospettiva femminista. Nei suoi film, mette in luce storie ed esperienze afghane che sono spesso trascurate nella cultura cinematografica globale. 

Johnnie To, regista e produttore hongkonghese. Johnnie To Kei-fung è nato nel 1955. Pur essendo profondamente radicato nel mercato cinematografico locale e in quello cinese in generale, il suo lavoro ha riscosso un ampio successo anche a livello internazionale. Nell’arco di una carriera pluridecennale, To ha costruito una filmografia impressionante e variegata, sebbene a livello internazionale sia più conosciuto per la sua maestria nei generi d’azione e poliziesco. Grazie a questi film To è diventato autore di culto e ha ottenuto il plauso della critica nei principali festival internazionali. Spesso descritto come "poliedrico e camaleontico" per la capacità di spaziare tra vari toni e generi, To mantiene uno stile di regia coerente, caratterizzato da un approccio intransigente alla narrazione, alla tensione drammatica e alla composizione dell’immagine. È stato membro della giuria di Venezia nel 2008. Quattro dei suoi film sono stati presentati a Venezia: 'Throw Down' (2004), 'Exiled' (2006), 'Mad Detective' (2007, co-diretto con Ka-Fai Wai) e 'Life Without Principle' (2011). 

22 giu 2026

A Vicenzaoro e T.Gold nuovo padiglione Ieg 

(Adnkronos) - Svelerà i suoi spazi a settembre il nuovo “Padiglione 2” del quartiere fieristico di Vicenza di Italian Exhibition Group (Ieg), che sarà pienamente operativo con la nuova edizione di Vicenzaoro e T.Gold in programma dal 4 all'8 settembre prossimi . In linea con il cronoprogramma annunciato, Ieg realizza non solo un luogo che riunisce tutta la community del gioiello, ma che esalta il cuore produttivo internazionale dell'offerta di Vicenzaoro. Un’infrastruttura che permette di attraversare in modo più efficace il quartiere tra i diversi settori espositivi di Vicenzaoro, con una navigabilità resa più lineare grazie a un edificio che rappresenta il vero e proprio crocevia dell’intero plant. Non solo. L’edificio progettato dallo Studio GMP di Amburgo, nella persona dell’architetto Volkwin Marg, eleverà gli standard qualitativi e l’attrattività dell’intero quartiere, con ricadute positive sul portfolio di manifestazioni di IEG a Vicenza, sull’attività congressuale del VICC e per il territorio. 

Dunque, a settembre si potrà percorrere il nuovo padiglione di 23.000 metri quadrati del quartiere fieristico vicentino. «Con il nuovo Padiglione 2 Vicenzaoro rafforza il proprio ruolo di piattaforma internazionale di riferimento per la filiera del gioiello - dichiara il presidente IEG Maurizio Ermeti - offrendo una casa ancora più moderna alle community che raggruppano il meglio della produzione orafa, dei semilavorati e delle tecnologie che da tutto il mondo scelgono Vicenza come luogo di incontro e di business. Quel che abbiamo realizzato nel cuore di uno dei distretti leader dell’oreficeria e gioielleria made in Italy – continua Ermeti - costituisce anche un'opportunità di sviluppo per il territorio, le imprese e le future generazioni. Una promessa che diventa realtà». 

Facilità di connessione e sostenibilità energetica: il nuovo Padiglione 2 è stato progettato come il nuovo fulcro del quartiere fieristico di Vicenza. Collegato direttamente ai Padiglioni 1, 4 e 6, migliora i percorsi interni e rende più agevoli gli spostamenti tra le diverse aree espositive. La struttura si sviluppa su due livelli principali, serviti da scale mobili e ascensori, ed è completata da un piano ammezzato dedicato ai servizi. Al suo interno trovano spazio un ristorante e tre bar, che si aggiungono così agli altri 11 già presenti per espositori e visitatori all’interno del quartiere. 

 

 

Per Vicenzaoro, la nuova superficie disponibile nel Padiglione 2 consente di trasferire la community merceologica dell’oreficeria, precedentemente ospitata nel Padiglione 4. Grazie al nuovo Padiglione 2, T.Gold, il salone dedicato alle tecnologie per l’industria orafa, si sposta nel Padiglione 4 ed entra così nel quartiere fieristico, trovando per la prima volta spazio sotto lo stesso tetto di Vicenzaoro. Nelle precedenti edizioni, fino allo scorso gennaio, era infatti ospitato nel Padiglione 9, situato all’esterno del perimetro espositivo e, grazie alla nuova collocazione, guadagna ulteriore superficie espositiva rispetto alla precedente. Dunque, il nuovo layout renderà ancora più forte Vicenzaoro che, rappresentando in un unico luogo l'intera filiera orafa, concretizzerà la propria strategia di crescita e leadership internazionale. Sul tetto del nuovo Padiglione 2, infine, IEG ha raddoppiato la potenza installata da fotovoltaico, con un megawatt aggiuntivo. In assenza di manifestazioni il quartiere fieristico di IEG è in grado di raggiungere la piena autonomia energetica.  

«La principale sfida che abbiamo vinto è stata il rispetto dei tempi, abbiamo lavorato in condizioni particolari e complesse per effetto della logistica del cantiere nel cuore del quartiere fieristico. Il tutto senza alcun fermo delle manifestazioni, gestendo il periodo transitorio nella piena soddisfazione degli espositori. Aver assicurato continuità a quattro edizioni di Vicenzaoro con un investimento da 60 milioni e un cantiere a impatto zero per i visitatori è per noi un grande successo. Ci apprestiamo quindi a dare il via ad una trasformazione dell’intero polo espositivo e congressuale: non solo Vicenzaoro offrirà una migliore qualità della visitazione e della circolazione tra padiglioni, ma scelte come l’altezza di nove metri dei due piani del nuovo Padiglione 2 permetteranno un uso ottimale anche per ulteriori eventi su segmenti merceologici diversi», aggiunge il direttore della sede IEG di Vicenza Mario Vescovo. 

22 giu 2026

Milano, lite per una donna: uno estrae la pistola, l'altro lo investe e lo uccide

22 giu 2026

Francia, almeno 13 persone annegate nel fine settimana

22 giu 2026

Regno Unito, il 55% vuole ancora la monarchia ma è il dato più basso degli ultimi 33 anni

(Adnkronos) - Un nuovo sondaggio rivela che il sostegno alla monarchia britannica è crollato al livello più basso degli ultimi 33 anni. Più della metà dei britannici (55%) desidera che il Paese rimanga una monarchia; tuttavia, si tratta della percentuale più bassa da quando sono iniziati i sondaggi sulla famiglia reale nel 1993. Secondo l'ultima indagine Ipsos, i risultati evidenziano chiare differenze generazionali: i giovani di oggi sono molto meno favorevoli alla monarchia rispetto al passato. Il sostegno pubblico ai reali era del 69% quando iniziarono le rilevazioni. Raggiunse il picco nel 2012, quando otto britannici su dieci (80%) si dichiararono favorevoli alla monarchia. Nel frattempo, quasi tre su dieci (27%) degli intervistati desiderano una repubblica. Il 18% ha risposto "Non lo so". 

Ipsos ha intervistato 1.062 adulti britannici dai 18 anni in su tra il 5 e l'11 marzo. Le fasce d'età più giovani sembrano essere meno favorevoli alla monarchia, dato che solo il 33% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si dichiara a favore, mentre il 45% auspica una repubblica. Quasi sette su dieci, il 74%, degli over 55 sostiene la monarchia, mentre solo il 14% desidera una repubblica. Per quanto riguarda il sovrano e l'erede, sei persone su dieci si sono dette soddisfatte del modo in cui Carlo sta svolgendo il suo ruolo di monarca. Tuttavia, i risultati sono inferiori a quelli che otteneva la regina Elisabetta II, che registrava una media del 79% di gradimento tra il 1992 e il 2022.  

Il principe William ha ricevuto un riscontro più positivo, con il 71% degli intervistati che si è dichiarato soddisfatto e il 14% insoddisfatto. Sei britannici su dieci (60%) affermano che la monarchia ha ancora un ruolo importante da svolgere nel futuro della Gran Bretagna, mentre il 30% non è d'accordo. Sebbene ciò dimostri ancora che la maggioranza si aspetta che la Famiglia Reale svolga un ruolo importante nella vita britannica, la percentuale è leggermente inferiore a quella registrata nel periodo 1999-2000, quando in media il 67% riteneva che la monarchia avesse un ruolo importante da svolgere in futuro. 

Gideon Skinner, direttore senior della ricerca politica per il Regno Unito presso la società di sondaggi, ha dichiarato: "L'ultima ricerca di Ipsos sul gradimento del pubblico nei confronti della monarchia rivela una tendenza in atto che la famiglia reale non dovrebbe ignorare. Sebbene la maggioranza del Paese rimanga favorevole alla monarchia e superi i repubblicani in un rapporto di 2 a 1, il sostegno a questa istituzione è al livello più basso che abbiamo registrato negli ultimi 33 anni. La monarchia conserva ancora i suoi punti di forza e re Carlo e il principe William, in particolare, rimangono personalmente molto popolari, con indici di gradimento che la maggior parte dei politici potrebbe solo sognare. Ma per invertire questa tendenza sarà necessario convincere soprattutto i giovani che la monarchia ha ancora un ruolo importante e rilevante da svolgere nel futuro del Paese". 

22 giu 2026

Figc elegge il presidente, sfida Malagò-Abete. Protesta dei tifosi

(Adnkronos) - Oggi i delegati delle componenti federali della Figc elegeranno il nuovo presidente della Federcalcio tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Intanto è stato confermato in blocco il consiglio federale della Figc. Le varie componenti hanno fatto le loro scelte. I consiglieri in quota Serie A sono Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta. Antonio Gozzi per la Serie B, Giulio Gallazzi per la Serie C, mentre sono stati scelti Daniele Ortolano, Ilaria Barzella, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliana Tambaro in quota Lnd. Gli allenatori hanno confermato Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno, mentre Giancarlo Camolese e Silvia Citta per gli Allenatori. 

Ha poi preso la parola l'ex presidente Gabriele Gravina: "Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, ma i problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando il presidente della Figc. Si risolvono con una riforma coraggiosa dei campionati, con investimenti seri nei vivai, con la politica che voglia essere partner e non parte, con componenti federali che scelgano in primis il bene comune. Io ho sempre operato con un unico faro: la tutela del calcio italiano, dalla base della piramide al vertice della Nazionale. Sul piano sportivo e gestionale per troppo tempo abbiamo sottovalutato il quadro di riferimento, cercando passaggi strategici troppo ancorati agli 'instant team' e poco agli investimenti. Abbiamo sbagliato il tempo delle nostre scelte: affrettando quelle di prospettiva e ritardando quelle strutturali. In campo e fuori. Lascio la Federazione con la coscienza pulita di chi ha dato tutto, anche commettendo errori, ma senza mai tirarsi indietro. Prendetevi cura del calcio che è una parte fondamentale della nostra vita". 

Intanto davanti all'hotel dove è in corso l'Assemblea elettiva della Federcalcio che dovrà scegliere il presidente va in scena la protesta con tanto di striscione del gruppo di tifosi che giovedì scorso ha presentato in Senato le circa 143mila firme raccolte in tutta Italia per la petizione 'Per un calcio giusto e popolare'. Al grido di "trasferte libere per tutti", "Le partite alle tre" e "il calcio siamo noi" circa cinquanta tifosi delle varie Curve italiane si sono piazzati davanti all'ingresso dell'hotel per far sentire la loro voce. (GUARDA IL VIDEO) 

Prima dell'inizio dell'assemblea sorrisi e strette di mano tra i due candidati. Al suo arrivo Malagò, vedendo l'assembramento dei giornalisti all'ingresso dell'hotel si è limitato ad una battuta: "e poi dicono che il calcio non è popolare". 

"Ogni volta che si viene eliminati dal mondiale, sacrificare il presidente e pensare di continuare nello stesso modo senza un'assunzione di responsabilità non fa bene al mondo del calcio”, ha sottolineato Abete al suo arrivo. “Sarebbe incredibile che dopo le dimissioni del presidente Gravina si ricostituisse lo stesso consiglio federale senza avere un confronto sui contenuti. Il problema non è la qualità della persona, perché Giovanni Malagò è una persona di grande qualità", ha aggiunto Abete. 

Entrando all'Assemblea ha parlato anche Sara Gama, vicepresidente Aic e consigliera federale Figc."Io vicepresidente? Non parlo di ruoli, sono tante le cose da fare e anche quelle che faccio con l'Assocalciatori. Ora l'importante è che le cose si facciano. Siamo tutti a disposizione come Assocalciatori". Poi a chi gli chiede dell'importanza di un direttore tecnico per risolvere i problemi del calcio italiano ha risposto: "calciatori e calciatrici sono sempre a disposizione per fare tutto. Ma non basta una figura sola a risolvere i problemi del calcio italiano. Ne servono diverse in tanti ruoli, dobbiamo lavorare uniti". 

 

22 giu 2026

Starmer si commuove: "Torno a fare il marito e il padre"

22 giu 2026

'Investing in Southern Italy', Mezzogiorno si presenta investitori internazionali

(Adnkronos) - Il Mezzogiorno come nuova frontiera degli investimenti internazionali, territorio di innovazione, competitività e crescita sostenibile. È questo il messaggio emerso dal convegno 'Investing in Southern Italy', promosso dalla Fondazione Magna Grecia in collaborazione con Enit e Italy America Chamber of Commerce presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane, investitori americani, imprese, operatori finanziari, stakeholder internazionali e opinion leader con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra pubblico e privato e promuovere le opportunità offerte dal Mezzogiorno d’Italia, anche grazie agli strumenti introdotti dalla normativa sulla Zona Economica Speciale Unica. Al centro dell’incontro il ruolo della Fondazione Magna Grecia, che si conferma piattaforma di raccordo tra istituzioni, sistema produttivo e investitori esteri, favorendo la costruzione di relazioni strategiche e la promozione di nuovi flussi di investimento verso il Sud. "Il nostro obiettivo è contribuire concretamente alla costruzione di una nuova narrazione del Mezzogiorno, fondata su sviluppo, innovazione e affidabilità istituzionale - ha dichiarato il presidente della Fondazione Magna Grecia, Nino Foti - La Zes Unica rappresenta una svolta importante perché semplifica i processi autorizzativi e rende il Sud più attrattivo per chi vuole investire". 

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha evidenziato come il Sud rappresenti oggi "una delle aree più promettenti per gli investimenti nel Mediterraneo", sottolineando la crescita del PIL, il rafforzamento dell’export e l’aumento dell’occupazione registrati negli ultimi anni. Sulla stessa linea il sottosegretario agli Affari Esteri, Massimo Dell’Utri, che ha ribadito come il Sud non sia più soltanto sinonimo di turismo e cultura, ma un ecosistema sempre più competitivo nei settori dell’innovazione tecnologica, della farmaceutica, dell’elettronica e delle scienze della vita. Giosi Romano, Coordinatore della Struttura di Missione Zes Unica, ha successivamente ricordato come in meno di due anni siano state rilasciate oltre 1.300 autorizzazioni, generando circa 9 miliardi di euro di investimenti: "I risultati dimostrano che una normativa semplice ed efficace è in grado di attrarre imprese e generare sviluppo", ha affermato. 

Nel corso dell’evento, la Fondazione Magna Grecia ha presentato il nuovo Osservatorio per gli Investimenti nel Mezzogiorno, uno strumento pensato per monitorare le dinamiche economiche e favorire l’incontro tra opportunità territoriali e capitali nazionali e internazionali. È stata inoltre illustrata la ricerca “Italia Patrimonio di Salute”, realizzata in collaborazione con Enit, che individua nuovi asset strategici per lo sviluppo del turismo del benessere e della salute. "Attraverso il turismo, la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e del benessere, possiamo attrarre investimenti, generare sviluppo sostenibile e creare nuove occasioni di crescita per i territori del Mezzogiorno. La collaborazione con la Fondazione Magna Grecia nasce proprio dalla volontà di costruire una visione integrata che metta in rete istituzioni, imprese e investitori internazionali, valorizzando gli asset distintivi del Sud Italia", ha dichiarato Ivana Jelinic, Amministratore Delegato di Enit. Dal mondo del venture capital è arrivato il contributo di Alessandro Scortecci, Chief Investment Officer – Direct Investments di Cdp Venture Capital: "Il Sud può essere il motore della crescita dell’intero ecosistema italiano. Oggi esistono competenze, tecnologie e una nuova generazione di imprenditori capaci di competere sui mercati globali". Mentre per Federico Tozzi, direttore esecutivo della Italy America Chamber of Commerce, "il Mezzogiorno viene sempre più percepito come un luogo in cui investire, fare impresa e costruire progetti di vita, grazie alla qualità dei territori e alle opportunità di sviluppo offerte". Con 'Investing in Southern Italy' la Fondazione Magna Grecia rafforza così la propria missione di promuovere il Mezzogiorno come area strategica per gli investimenti, contribuendo a costruire un ecosistema capace di attrarre risorse, competenze e partnership internazionali a beneficio dello sviluppo economico e sociale del Paese. 

22 giu 2026

Elementi totali: 20
Vai a