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Guanti che danno la scossa elettrica, il nuovo strumento in dotazione dell'Ice

13 ago 2026

Ucraina, Wsj: "Droni Kiev mettono ko le truppe americane in un'esercitazione in Germania"

(Adnkronos) - Durante una simulazione militare in Germania, un’unità ucraina specializzata nell’uso dei droni ha messo fuori combattimento un’intera brigata corazzata statunitense, mettendo in luce le vulnerabilità dell’esercito americano nella nuova era della guerra con i droni. Lo ha riferito il Wall Street Journal, che ha riportato gli eventi verificatisi durante l’esercitazione Combined Resolve svoltasi tra aprile e maggio.  

Circa 3.500 militari statunitensi, per lo più appartenenti alla 3ª Brigata corazzata da combattimento della 1ª Divisione di cavalleria, dovevano attaccare una posizione difesa dalle forze avversarie nell’area di addestramento, rinforzate da operatori ucraini del 412° Reggimento dei sistemi senza pilota, noto come Nemesis. Secondo funzionari statunitensi citati dal quotidiano, i droni ucraini sono riusciti a "eliminare" la brigata corazzata americana. 

I veicoli pesanti statunitensi sollevavano grandi nuvole di polvere mentre si muovevano, rendendoli facilmente individuabili dai droni da ricognizione. A questi facevano seguito velivoli che simulavano il lancio di esplosivi e droni Fpv programmati per schiantarsi contro gli obiettivi. La rapidità con cui i veicoli americani venivano neutralizzati ha costretto gli organizzatori a reintrodurli ripetutamente nell’esercitazione come nuove unità per consentire il proseguimento della simulazione. 

Questo scenario si è ripetuto per tutta la durata dell’esercitazione di due settimane e, secondo un ufficiale dell’esercito, le forze statunitensi hanno gradualmente migliorato le loro prestazioni, imparando a disperdersi, mimetizzarsi nell’ambiente circostante e sfruttare al meglio la guerra elettronica. A metà dell’esercitazione, anche gli ucraini hanno cambiato schieramento, aiutando gli americani a utilizzare i droni in modo offensivo. 

Il Wsj sottolinea che questo episodio mette in luce la ricca esperienza acquisita dall’Ucraina dopo anni di guerra contro la Russia. In esercitazioni simili, le unità ucraine hanno avuto la meglio anche su quelle britanniche, svedesi e di altre forze della Nato. Il Pentagono sta ora intensificando l’addestramento e gli scambi con Kiev per acquisire esperienza nelle tattiche di guerra con i droni e nei sistemi per contrastarli. 

13 ago 2026

Europei atletica, oggi quarta giornata: da Derkach e Saraceni a Pernici, il programma e dove vedere gli azzurri

(Adnkronos) - Quarta giornata di gare agli Europei di atletica di Birmingham. Oggi, giovedì 13 agosto, continua la rassegna continentale in Inghilterra. Occhi puntati sulla finale femminile del triplo femminile con Derkach, Erika Saraceni a caccia di una medaglia, con la finale che inizia alle 20:40. Più tardi alle 22:28 Francesco Pernici punta a un grande risultato nella finale degli 800 metri. Ecco il programma delle gare di oggi, gli orari e dove vederle in tv e streaming. 

 

Ecco il programma di oggi agli Europei di atletica: 

11.33 Decathlon, 110 ostacoli (Dario Dester, Alberto Nonino) 

11.55 Salto in alto (femminile), qualificazioni (Marta Morara, Idea Pieroni, Asia Tavernini) 

12.05 200 metri (maschile), batterie (Filippo Dezza, Eduardo Longobardi) 

12.20 Decathlon, lancio del disco (Dario Dester, Alberto Nonino) 

12.30 3000 siepi (maschile), batterie (Yassin Bouih, Ala Zoghlami, Osama Zoghlami) 

13.10 800 metri (femminile), semifinali (Eloisa Coiro) 

13.45 400 metri (femminile), semifinali (Anna Polinari, Alice Mangione e Alessandra Bonora) 

14.00 Decathlon, salto con l’asta (Dario Dester, Alberto Nonino) 

14.48 Tiro del giavellotto (maschile), qualificazioni (Michele Fina, Giovanni Frattini) 

19.35 Decathlon, tiro del giavellotto (Dario Dester, Alberto Nonino) 

20.40 Salto triplo (femminile), finale (Dariya Derkach, Erika Saraceni) 

20.50 Salto con l’asta (femminile), finale 

21.05 200 metri (maschile), semifinali (Fausto Desalu) 

21.29 3000 siepi (femminile), finale 

21.45 Lancio del disco (maschile), finale 

22.10 Decathlon, 1500 metri (Dario Dester, Alberto Nonino) 

22.28 800 metri (maschile), finale (Francesco Pernici) 

22.50 200 metri (femminile), finale 

 

Le gare di oggi agli Europei di atletica saranno visibili in diretta e in chiaro su Rai 2 (in queste fasce orarie: 11:30-13; 21- fine gare) e Rai Sport Hd (dalle 13 alla fine della sessione mattutina e in serata dalle 21), ma anche su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, oltre che su Sky Sport 252. Tutti gli appuntamenti saranno poi visibili in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max e Dazn. 

 

13 ago 2026

Emergenza caldo, sos anziani: "Rischio aritmie e cali pressione"

(Adnkronos) - L'ondata di caldo non dà tregua e afa, temperature elevate e notti tropicali, con temperature che non scendono abbastanza durante le ore notturne, possono mettere sotto stress l'organismo. A risentirne sono soprattutto il cuore e la pressione, con possibili cali improvvisi e un peggioramento dei disturbi cardiovascolari. "Gli anziani sono particolarmente vulnerabili", spiega all’Adnkronos Salute il cardiologo Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all'università Cattolica di Roma.  

"Con il caldo possono verificarsi squilibri dei sali minerali. Inoltre, le persone anziane tendono a bere poco perché avvertono meno lo stimolo della sete. Una scarsa idratazione e la perdita di sali minerali possono provocare problemi al cuore, come le aritmie, ma anche alterazioni a livello cerebrale, fino alla perdita di coscienza e, nei casi più gravi, al coma", avverte lo specialista. Per questo, soprattutto durante le giornate più calde, è importante bere regolarmente "e reintegrare i sali minerali quando necessario, così da ridurre il rischio di problemi cardiaci, sbalzi della pressione e disturbi neurologici".  

 

Anche il sonno può risentire delle alte temperature. "Le notti tropicali possono infatti provocare insonnia e disturbi del sonno sia negli anziani sia nei giovani", e "dormire male può avere conseguenze anche sul cuore - osserva Rebuzzi - Le alterazioni del ritmo sonno-veglia possono influire sul ritmo cardiaco e sulla pressione e modificare il normale ritmo circadiano dell’organismo".  

Particolare attenzione è necessaria anche per chi assume più farmaci ogni giorno, soprattutto medicinali per la pressione. "Il caldo può favorire un abbassamento improvviso della pressione - ricorda il cardiologo - Per questo è importante controllarla con maggiore frequenza e fare attenzione a eventuali cali". Infine, le notti tropicali possono aumentare stress e stanchezza, rendendo più difficile il recupero dell’organismo. "A settembre, al rientro dalle vacanze, può essere utile non solo per gli over 65 sottoporsi a una visita cardiologica", consiglia Rebuzzi. 

 

12 ago 2026

Caldo, la farmacologa avverte: "Alcune cure ci rendono più vulnerabili alle alte temperature"

(Adnkronos) - L'Italia in questi giorni sta vivendo probabilmente l'estate più tormentata degli ultimi decenni. Si stanno infatti registrando temperature particolarmente elevate che possono comportare rischi importanti per la salute, non solo per le persone più fragili, ma anche per chi assume farmaci.  

In questo contesto, "il rapporto tra caldo e farmaci va considerato da due prospettive complementari: da un lato, le alte temperature possono compromettere la stabilità, ma anche l'efficacia e la sicurezza dei medicinali; dall'altro, alcuni farmaci possono rendere l'organismo più vulnerabile agli effetti del caldo". Lo spiega all'Adnkronos Salute Annalisa Capuano, membro della Società italiana di farmacologia (Sif) e direttrice del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università della Campania 'Luigi Vanvitelli'. 

"La maggior parte dei farmaci è progettata per rimanere stabile entro condizioni precise, spesso a temperatura ambiente controllata e, in genere, non oltre i 25 °C, salvo diversa indicazione riportata sulla confezione o nel foglio illustrativo", ricorda Capuano. "Le alte temperature possono accelerare i processi di degradazione dei principi attivi, riducendo l'efficacia del trattamento farmacologico. Tra i farmaci più sensibili si annoverano: antibiotici, anticoagulanti, antiepilettici, antidolorifici e sedativi - elenca l'esperta - che richiedono condizioni particolarmente stabili di conservazione, non oltre i 25 °C". Non tutti i medicinali sono sensibili allo stesso modo. "Le categorie più delicate sono quelle che richiedono la conservazione in frigorifero, in genere tra 2 e 8 °C: insulina e alcuni farmaci per il diabete, diversi ormoni, numerosi vaccini e prodotti biologici", indica Capuano.  

Ma la tutela della salute durante le ondate di calore "non riguarda solo la corretta conservazione dei medicinali. È importante ricordare ai nostri pazienti che alcuni farmaci, sebbene conservati in modo corretto, possono rendere il nostro corpo più vulnerabile agli effetti del gran caldo - mette in guardia l'esperta - Indipendentemente, anche senza assumere farmaci, durante la stagione estiva, quando arriva il gran caldo, il nostro corpo incontra più difficoltà a mantenere stabile la temperatura, la pressione; inoltre si suda molto, viene meno l'equilibrio dei liquidi corporei e ciò può comportare disidratazione, debolezza, cali di pressione o, nei casi estremi anche un colpo di calore. Quest’ ultimo può avvenire anche all'ombra o in luoghi chiusi e umidi senza esposizione diretta al sole, a causa di temperature elevate e scarsa ventilazione". 

Tra i farmaci che rendono il nostro organismo più suscettibile agli effetti del caldo, pecisa Capuano, rientrano "i diuretici, i quali inducono maggiore eliminazione di acqua e sali minerali attraverso le urine e, pertanto, possono causare disidratazione, crampi o abbassamenti della pressione. Anche beta-bloccanti e farmaci vasodilatatori, usati molto per problemi cardiovascolari (soprattutto ipertensione), possono ostacolare la risposta del nostro corpo alle alte temperature, portando a debolezza estrema, capogiri o abbassamento importante della pressione arteriosa. Ma non solo i farmaci del cardiovascolare, anche alcuni che agiscono sul sistema nervoso, come i farmaci per il trattamento del Parkinson, gli antipsicotici, e i farmaci antidepressivi, possono compromettere la regolazione della temperatura corporea o anche ridurre la pressione. Altre classi farmacologiche, tra cui gli ansiolitici, possono aumentare capogiri e provocare sonnolenza e senso di spossatezza, mentre i vecchi antistaminici possono ridurre la produzione di sudore, che è uno dei principali meccanismi con cui il corpo si raffredda".  

"Ciò non significa che autonomamente i pazienti possono sospendere le terapie quando fa caldo - avverte l'esperta - Al contrario, qualsivoglia modifica di dose, di orario o scelta di terapie alternative deve necessariamente essere valutata dal medico curante o dallo specialista. I pazienti che assumono i suddetti farmaci possono però autonomamente bere con regolarità, evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata, restare in ambienti freschi, alzarsi lentamente se hanno debolezza e prestare attenzione a campanellini d'allarme come confusione, crampi, battito irregolare, sete intensa, capogiri importanti, diminuzine dell’urina o ancora, sensazione di svenimento". Se dovessero presentarsi tali sintomi, è "consigliabile spostarsi subito in un ambiente fresco, bere e contattare subito un medico, soprattutto se il paziente è particolarmente fragile o se è un anziano", conclude la farmacologa. 

12 ago 2026

Ebola, il co-scopritore del virus: "Si diffonde a velocità mai vista"

(Adnkronos) - "Ebola si sta diffondendo a una velocità mai vista prima". Lo rileva Jean-Jacques Muyembe, il virologo congolese che ha contribuito alla scoperta virus nel 1976, intervistato da 'Le Monde' in merito alla diffusione dell'epidemia nella Repubblica Democratica del Congo. In soli tre mesi, il bilancio delle vittime si sta avvicinando a quello dell'epidemia del 2018, durata ventidue mesi, evidenzia lo scienziato 84enne, direttore dell'Istituto nazionale di ricerca biomedica di Kinshasa.  

 

Come spiegare la situazione ancora fuori controllo nel Paese? "L'epidemia è stata individuata molto tardi. Probabilmente ha iniziato a circolare già a gennaio, ma non è stata rilevata e confermata fino ad aprile o maggio, dando al virus il tempo di infiltrarsi nelle comunità. Da allora, abbiamo faticato a contenerne la diffusione. In brevissimo tempo, siamo passati da tre zone sanitarie alle attuali 53, e da tre a cinque province colpite", sottolinea Muyembe.  

"Questa epidemia - continua - si è verificata quando il nostro sistema sanitario era già al collasso. Lo smantellamento dell'Usaid (l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, all'inizio del 2025) ha indebolito il meccanismo di sorveglianza epidemiologica in tutto il Paese. Inoltre, l'epidemia si è diffusa nella regione più densamente popolata della Repubblica democratica del Congo, caratterizzata da conflitti armati e intense attività minerarie, il che ha facilitato la diffusione del virus e ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano". Inoltre l'organizzazione della risposta - nazionale e internazionale - spiega Muyembe è stata "lenta e inefficace. Stiamo cercando di recuperare il terreno perduto".  

 

Sul piano scientifico, a 50 anni dalla scoperta del virus, ci sono ancora diversi elementi da chiarire. Per quanto riguarda l'animale responsabile della trasmissione, per esempio: è "tuttora il principale enigma scientifico. Ma abbiamo un indizio: il pipistrello. La prima epidemia in Sudan, nel 1976, ebbe inizio in una fabbrica di cotone dove c'erano molti pipistrelli sul soffitto. Ipotizzammo che la popolazione fosse stata probabilmente infettata dagli escrementi di questi animali". In ogni caso, secondo lo scienziato, nell'epidemia gioca un ruolo importante anche la grave deforestazione che la Reppubblica democratica del Congo sta affrontando.  

Sul piano degli studi fino a ora avevamo "concentrato i nostri sforzi di ricerca sul ceppo Zaire di Ebola, poiché questo era responsabile del 90% delle epidemie che avevamo vissuto, con un tasso di mortalità molto elevato. Detto questo, sono stati comunque condotti studi sul ceppo Bundibugyo. Ma lo sviluppo di un vaccino presenta sempre una sfida: se ne sviluppa uno contro un ceppo raro, come il Bundibugyo, ci sarà un mercato sufficientemente ampio da sostenerne la produzione e la distribuzione?", si chiede. Forse un vaccino o una cura "sarebbero già stati trovati se il virus si fosse diffuso in Europa. Ma non voglio entrare in questo dibattito. La lotta contro l'Ebola non riguarda solo un Paese o una regione. È un problema globale. Oggi tutti ne sono consapevoli e stiamo lavorando tutti insieme". 

In particolare sono in corso due importanti studi a Est del Paese: "Stiamo conducendo questi studi a Bunia e Mongbwalu, con il supporto dell'unità Malattie infettive emergenti dell'Anrs in Francia. Uno studio sta testando la combinazione di un anticorpo monoclonale e un antivirale per determinare se insieme siano più efficaci, mentre l'altro sta valutando la capacità di un anticorpo monoclonale di proteggere le persone esposte al virus. Tuttavia, ci vorranno ancora diversi mesi prima che da questi studi emerga una tendenza definitiva", conclude Muyembe.  

 

12 ago 2026

Creme solari fatte in casa, il monito degli esperti: "Pericoloso trend guidato dalle fake news"

(Adnkronos) - Olio d'oliva, di karité o cocco, mescolati con ossido di zinco in polvere ma anche cera d'api e altri ingredienti. Le ricette e i tutorial per preparare creme solari fatte in casa - che nella maggioranza dei casi non superano l'esame della scienza, secondo uno studio di qualche anno fa - si moltiplicano sui social: YouTube, TikTok e Instagram, in paricolare. Complici insondabili mode e correnti di pensiero 'alternative' che mettono in dubbio l'efficacia di prodotti in commercio o addirittura, come è successo recentemente, vengono collegate - in barba ad ogni evidenza scientifica - ai tumori della pelle. Teorie che si diffondono anche per dichiarazioni dei volti noti e che trovano terreno fertile negli utenti dei social come è avvenuto nel caso del rapper Salmo che, in un video, ha parlato del suo cancro della pelle mettendolo in relazione con l'uso della protezione solare. Il vero rischio però, spiegano gli esperti, è non proteggersi dai raggi solari dannosi, pericolo che con i prodotti casalinghi può amplificarsi perché ci si espone nella convinzione di essere protetti senza esserlo.  

Il trend 'Diy' (Do It Yourself) sulla protezione solare allarma gli specialisti da qualche tempo. Non a caso alla 21esima edizione del Congresso francofono di allergologia (Cfa) di quest'anno è stata dedicata un'intera sessione al tema. "Le creme solari fatte in casa sono rischiose perché non sono regolamentate né testate per l'efficacia come quelle commerciali", aveva spiegato per l'occasione Françoise Giordano dermatologa dell'ospedale Universitario di Tolosa. Inoltre "la loro resistenza all'acqua, la durata di conservazione e l'efficacia nella prevenzione del cancro della pelle durante l'esposizione cronica ai raggi Uv sono spesso sconosciute". E questo è un enorme problema a fronte dell'aumento dei casi di tumore alla pelle la cui prevenzione si basa prevalentemente sulla limitazione dell'esposizione al sole e sull'utilizzo di creme e lozioni con protezione Uva e Uvb, e con fattore di protezione solare (Spf) di almeno 30.  

Le creme fai da te, in uno studio statunitense del 2019, che aveva analizzato le ricette più diffuse, si erano rivelate inefficaci in circa il 70% dei casi. Diversi i limiti di questi prodotti: la mancanza di controlli e di test non permettono di avere alcuna informazione sul loro funzionamento; gli errori di dosaggio frequenti; la mancanza di conservanti aumenta la possibilità di contaminazione da batteri o funghi. Per quanto riguarda gli ingredienti, inoltre, l'ossido di zinco o il biossido di titanio, usati in genere in queste preparazioni, tendono ad agglomerarsi, distribuoendosi male nella crema. Questo crea zone della pelle completamente scoperte e vulnerabili. Gli oli vegetali come l'olio di cocco o il burro di karité, poi, hanno un fattore di protezione naturale bassissimo e non sono in grado di schermare le radiazioni nocive. Infine mentre i solari commerciali vengono testati rigorosamente per resistere all'acqua, al sudore e alla degradazione causata dal calore del sole, sulle creme fatte in casa non si ha alcuna informazione su questi elementi.  

 

12 ago 2026

Caldo africano, arriva la tregua di Ferragosto: venerdì i bollini rossi scendono a 7, temporali diffusi

(Adnkronos) - Pausa di Ferragosto per il caldo record che ha travolto l'Italia nella quarta ondata di calore dell'estate 2026. Venerdì 14 agosto l'afa concederà una tregua: dai 18 bollini rossi attesi per oggi, giovedì 13 agosto - quando l'allerta sarà massima a Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo - il 14, su 27 capoluoghi monitorati dal sistema di sorveglianza del ministero della Salute, si passa a 7 città in allerta massima. 

 

Il livello 3 (indice di rischi per la salute della popolazione generale), sarà 'solo' per Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. L'ultimo aggiornamento del bollettino caldo mostra per la vigilia del 15 agosto una Penisola prevalentemente in giallo. Sarà livello 1 (di pre-allerta) in 17 capoluoghi: Ancona, Bologna, Brescia, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo. E in 3 città tornano i bollini verdi (livello 0): venerdì respirano Pescara, Trieste e Venezia. 

 

Secondo le previsioni meteo, l'anticiclone africano la farà da padrone fino a venerdì 14 agosto, con giornate con tanto sole, molto caldo e i soliti temporali di calore, soprattutto sui rilievi, dal distretto alpino fino a gran parte della dorsale appenninica. Anche sui rilievi delle due principali isole, Sardegna e Sicilia, ci sarà l'occasione per qualche acquazzone. Poi, dopo sabato 15 agosto, la situazione potrebbe cambiare. Secondo IlMeteo.it, già domenica 16 agosto sarà una giornata di svolta a livello emisferico: l'arrivo di correnti più fresche e instabili in quota pilotate da un ciclone in formazione sul Nord Europa innescherà lo sviluppo di temporali a partire dalle regioni del Nord. Si tratterà di veri e propri temporali prefrontali, ovvero fenomeni temporaleschi che si sviluppano in anticipo rispetto all'arrivo del fronte instabile vero e proprio, favorendo la rottura dell'accumulo di calore nei bassi strati. 

12 ago 2026

Sanzioni e blocco navale Usa, le misure dell'Iran: Teheran verso un'economia di sopravvivenza

(Adnkronos) - Verso un'economia "di sopravvivenza" per contrastare sanzioni e blocco navale Usa. E' questo quanto starebbe mettendo in atto l'Iran per fronteggiare la strategia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, basata sull'ipotesi che Teheran cederà prima di Washington. A dirlo è il 'Wall Street Journal', che ha analizzato il braccio di ferro anche economico tra i due Paesi. Arrivando alla conclusione che un'economia al collasso potrebbe non solo non sortire gli effetti sperati dal tycoon ma, anzi, prolungare lo stallo e forse anche l'attuale leadership. 

 

Teheran, spiega il quotidiano statunitense, "sta adottando misure collaudate nel tempo per mantenere l’economia, da anni duramente provata, sufficientemente funzionante da poter resistere a una campagna prolungata". Secondo gli analisti, Teheran sta razionando i beni scarsi, limitando l’accesso alla valuta estera, riducendo gli investimenti e trasferendo una quota sempre maggiore del peso economico sulle famiglie, preservando al contempo le importazioni strategiche e i meccanismi essenziali dello Stato. "Il risultato - sottolinea il quotidiano economico Usa - sarà un aggravarsi del disagio economico, con un aumento della povertà e delle difficoltà, ma anche una maggiore capacità per i leader iraniani di prendere tempo nei negoziati con gli Stati Uniti". 

I mediatori, rileva il 'Wall Street Journal', "hanno avvertito i loro interlocutori statunitensi che l’Iran vive sotto sanzioni da anni e che puntare sul fatto che Teheran scenda a compromessi a causa della pressione economica probabilmente non porterà risultati. Al contrario, è probabile che l’Iran continui a intensificare gli attacchi per aumentare il prezzo da pagare per Washington e i suoi alleati". Se l’Iran riuscisse a resistere più a lungo di quanto Washington si aspetta, sottolinea il quotidiano, "avrebbe meno motivi per rinunciare alla propria capacità di fare pressione sullo Stretto di Hormuz, prolungando così lo stallo e il rischio di nuovi combattimenti. Più a lungo durerà lo stallo, maggiore sarà la pressione su Trump, poiché le interruzioni nel settore energetico e nei trasporti marittimi peseranno sull’economia globale e sull’inflazione in vista delle elezioni di mid term". 

"Questa pressione spingerà gradualmente l’Iran da un’economia resiliente, capace di assorbire gli shock, verso un’economia di sopravvivenza, che continua a funzionare ma perde progressivamente la capacità di riprendersi", sottolinea Hadi Kahalzadeh del Quincy Institute ed ex funzionario dell’Organizzazione iraniana per la sicurezza sociale. "La repressione e la struttura dello Stato rendono più difficile che questa sofferenza si trasformi in una pressione sufficientemente forte da modificare le decisioni in materia di sicurezza nazionale". 

 

Il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian ha ripetutamente affermato che l’Iran deve uscire da una situazione di "né guerra né pace". I media statali hanno riferito che alla fine di luglio ha incontrato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per discutere, tra le altre cose, delle condizioni di vita della popolazione, dell’approvvigionamento di risorse, della gestione della valuta estera e dei consumi energetici. "La stretta - sottolinea il 'Wall Street Journal' - si sta intensificando. Le esportazioni di petrolio iraniano, che costituiscono la spina dorsale delle entrate statali e degli introiti in valuta estera, sono scese quasi a zero a luglio dopo che gli Stati Uniti hanno reimposto il loro blocco, rispetto ai 4,5 miliardi di dollari di giugno, secondo Capital Economics". Nessuna petroliera ha effettuato carichi questo mese sull’isola di Kharg, il principale terminal iraniano per l’esportazione del petrolio, ha dichiarato Homayoun Falakshahi, responsabile dell’analisi del greggio presso la società di monitoraggio delle navi Kpler. 

Secondo Capital Economics, inoltre, l’Iran dispone oggi di un margine di sicurezza inferiore rispetto a quello che aveva prima del primo blocco, ad aprile. Il petrolio iraniano stoccato in mare al di là della flotta navale statunitense al largo delle sue coste è sceso da circa 180 milioni di barili a circa 60 milioni all’inizio di luglio. Sul fronte interno, l’inflazione annua supera l’80%: i prezzi del pollo sono aumentati del 190% rispetto all’anno precedente e quelli del latte del 150%. Il Fondo monetario internazionale prevede che l’economia si contrarrà del 5,4% quest’anno, mentre Kahalzadeh stima che la guerra potrebbe alla fine distruggere tra 2 e 3 milioni di posti di lavoro. "Gli effetti della pressione economica sulla posizione negoziale dell’Iran dipenderanno dalla politica interna", ha affermato William Jackson, capo economista per i mercati emergenti di Capital Economics. "Il regime è profondamente diviso e sembra che gli esponenti più intransigenti stiano guadagnando terreno". 

L’Iran ha già introdotto interruzioni programmate dell’elettricità e limitazioni per le fabbriche. Ad alcuni stabilimenti, rileva ancora il quotidiano Usa, è stato consentito di spostare la produzione al venerdì, generalmente un giorno di riposo, per compensare la perdita di produzione. Il governo ha inoltre introdotto un tasso di cambio fortemente agevolato per un massimo di 3,5 miliardi di dollari di importazioni, tra cui grano, medicinali e latte artificiale, dando priorità ai beni essenziali rispetto agli altri utilizzi dei pochi dollari disponibili. Le famiglie che ricevono sussidi possono acquistare beni essenziali a credito nell’ambito di un nuovo programma; gli eventuali debiti non pagati vengono detratti dai futuri pagamenti assistenziali. Le autorità stanno inoltre pianificando di adeguare trimestralmente il valore dei buoni alimentari per tenere il passo con l’inflazione dei generi alimentari. Le famiglie stanno mettendo in atto una propria forma di adattamento. Alcune persone in Iran raccontano di aver limitato le spese ai beni essenziali, come cibo, carburante e medicine, di aver eliminato la carne dalla propria dieta e di acquistare i prodotti di prima necessità un articolo alla volta, man mano che i loro stipendi perdono valore.  

 

"Un comportamento tipico di un’economia di sopravvivenza - sottolinea il 'Wsj' - può consentire di guadagnare tempo, ma alla fine eroderà le fondamenta finanziarie dell’Iran. La prolungata assenza di investimenti potrebbe trasformare gradualmente le difficoltà in una situazione di ingovernabilità, soprattutto se nuovi attacchi militari dovessero danneggiare gravemente le infrastrutture energetiche che tengono a galla l’economia". La storia, tuttavia, "offre poche garanzie sul fatto che il collasso economico produca una capitolazione politica. A Cuba dopo la rivoluzione del 1959 e in Venezuela negli ultimi decenni, i governi sono rimasti al potere nonostante il collasso economico, grazie alla repressione e ai sistemi clientelari". 

 

12 ago 2026

Trump, la portavoce Karoline Leavitt lascia l'incarico. Il presidente: "La capisco"

(Adnkronos) - La portavoce del presidente degli Usa Donald Trump, Karoline Leavitt, lascerà l'incarico alla fine del mese "per passare più tempo con i suoi bei bambini e la sua famiglia, una decisione che capisco e rispetto assolutamente". Lo annuncia sul suo social Truth lo stesso presidente americano. Leavitt ha 2 figli: a maggio 2026 ha dato alla luce una bambina, Vivian. 

Trump ha avuto quattro portavoce nel corso del suo primo mandato. Leavitt è stata nominata all'inizio del secondo, il 20 gennaio 2025. Sarà ora, scrive Trump, "uno dei miei principali consiglieri esterni" e una "voce influente nel Partito Repubblicano". Leavitt, conclude Trump, è stata "una vera leader nella Casa Bianca", dove ha fatto "un lavoro fenomenale". 

 

"Ricoprire l'incarico di portavoce della Casa Bianca nell’ultimo anno e mezzo è stato l’onore e l’avventura di una vita. Sono immensamente grata al Presidente Trump per avermi concesso così tante straordinarie opportunità, come lavorare nella West Wing e trascorrere innumerevoli ore nello Studio Ovale, volare in giro per il mondo e incontrare leader stranieri e viaggiare attraverso il nostro bellissimo paese incontrando americani di ogni estrazione sociale. Soprattutto, sono riconoscente al Presidente per avermi affidato il privilegio unico di parlare a suo nome dal podio della Casa Bianca. Ho parlato con grande orgoglio dei tanti storici successi di questa Amministrazione, ho provato piacere nel rendere i media liberali responsabili" delle loro affermazioni "e nell’assicurarmi che il popolo americano sentisse la verità sui successi del Presidente Trump", afferma Leavitt. 

"Essere una madre e avere un bambino mentre lavoravo in uno degli incarichi più impegnativi al mondo è stato il momento più gratificante ma anche il più impegnativo della mia vita, per usare un eufemismo. La verità è che da quando sono tornata alla Casa Bianca, dopo la nascita di mia figlia, ho sentito nel mio cuore che non posso essere la migliore mamma che i miei due piccoli figli meritano mentre dedico il tempo, l’energia e l’attenzione costanti richiesti dall'incarico di portavoce della Casa Bianca: è per questo che alla fine ho preso la decisione agrodolce di lasciare la Casa Bianca e intraprendere un nuovo capitolo della mia vita", spiega Leavitt. 

"Il Presidente Trump mi ha chiesto di continuare a servirlo come principale consigliere dall’esterno, e io rimarrò sempre una strenua sostenitrice del movimento MAGA e del Partito Repubblicano. Il nostro paese sta affrontando una minaccia esistenziale da parte di un Partito Democratico sempre più estremista che cerca di distruggere tutto ciò che di grande c’è in America, credo che spetti a tutti noi che teniamo a questo paese combattere contro quella minaccia. La mia lotta sta entrando in una nuova fase, ma è lungi dall’essere finita", prosegue. 

"Grazie ancora al Presidente, alla First Lady e all’intera famiglia Trump per la vostra gentilezza e generosità nel corso degli anni. Grazie alla nostra straordinaria Capo di Gabinetto Susie Wiles per avermi dato potere dal giorno in cui mi ha assunta nella campagna e al gabinetto del Presidente, al mio staff, ai miei colleghi e amici alla Casa Bianca che lavorano così duramente per la nostra nazione. È stato un privilegio servire al fianco di così tante persone di qualità e straordinarie. Non vedo l'ora di sostenerle con entusiasmo nei prossimi due anni e mezzo. E naturalmente, grazie soprattutto a mio marito amorevole e solidale e alla mia famiglia per i sacrifici che hanno fatto per permettermi di servire in questo ruolo", conclude. 

12 ago 2026

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