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3 ago 2026

Caldo record, fino a domani 25 città da bollino rosso: quando arriva la svolta

(Adnkronos) - Italia ancora nella morsa del caldo. Continua ed anzi entra nel vivo la quarta ondata di calore dell’estate che sta facendo segnare temperature record in tutto il Paese, complice l’ulteriore rinforzo dell’anticiclone africano. Fino a domani mercoledì 5 agosto la situazione resterà la stessa, con ben 25 città da bollino rosso sulle 27 monitorate dal Ministero della Salute. Il picco verrà raggiunto entro giovedì 6 agosto. E la svolta sembra essere ancora lontana.  

Secondo il nuovo aggiornamento del bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Ministero, l'allerta è massima e resta tale ad Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Da Nord a Sud livello 3, con possibili rischi per la salute della popolazione generale. Nello specifico, a Firenze e Bologna si prevede che i termometri toccheranno 40 gradi, mentre su Milano, Torino e Roma sono attesi picchi di 38. 

Uniche eccezioni sono Messina e Reggio Calabria, che saranno martedì e mercoledì con bollino arancione, il codice del livello 2, indice di pericoli per la salute dei fragili. Completamente assenti i bollini verdi. Ad aggravare la percezione del caldo, anche gli alti livelli di umidità lungo le fasce costiere e nelle pianure.  

Tuttavia, oltre al caldo estremo, non mancheranno i temporali, soprattutto sui settori centrali e occidentali dell’arco alpino. Le aree più a rischio saranno i rilievi di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e anche del Trentino Alto Adige. 

Quando terminerà questa fase? Come spiega all'Adnkronos Giulio Betti, meteorologo e climatologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), da venerdì 7 agosto "ci sarà un leggero calo delle temperature, complice l'ingresso di aria atlantica su parte del Paese, a partire dalle regioni settentrionali, ma anche in Toscana e Sardegna, dove dai 38 si passerà ad una media di 33/35 gradi, mentre al Sud sarà ancora il grande caldo a farla da padrone. Sempre venerdì ci saranno temporali più estesi al Nord e sull'Appennino centrale. Sabato 8 agosto ci sarà un ulteriore calo delle temperature, al Nord fino a 31/34 gradi e al Centro tra i 33 e i 36, con rovesci sulle zone alpine ed appenniniche". 

Tuttavia - secondo Betti - è possibile che da lunedì della prossima settimana, 10 agosto, arrivi un'altra fase di caldo anomalo. "Quello che succederà venerdì e per tutto il weekend al Centro-Nord è solo una attenuazione dell'ondata di calore. La vera e propria svolta a livello termico non si vedrà almeno fino al 15/20 agosto", ha concluso.  

3 ago 2026

Rottamazione quinquies, occhio alla scadenza: pagamento rata unica entro domani 5 agosto

(Adnkronos) - Ultimi giorni per pagare la rata unica della Rottamazione-quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di bilancio 2026. Per i contribuenti che in fase di adesione hanno scelto il versamento in unica soluzione, la legge prevede, infatti, ulteriori cinque giorni di tolleranza rispetto alla scadenza del 31 luglio 2026 e pertanto saranno considerati tempestivi, per non perdere i benefici della definizione agevolata, i pagamenti effettuati entro domani mercoledì 5 agosto 2026. Lo ricorda l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Tale flessibilità è consentita anche per la tredicesima rata della Rottamazione-quater (Legge di Bilancio 2023) e la quinta rata dei piani di Riammissione alla stessa misura agevolativa (Legge n. 15/2025), che erano sempre in scadenza il 31 luglio scorso. Anche per questi pagamenti, infatti, il termine ultimo è il 5 agosto 2026, in considerazione dei cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge.  

In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e le somme già corrisposte saranno considerate a titolo di acconto su quanto dovuto. L'Agenzia ribadisce, infine, che per i piani di pagamento rateali della Rottamazione-quinquies la legge prevede l’inefficacia della misura agevolativa in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive. 

Il pagamento deve essere effettuato utilizzando i moduli corrispondenti alla rata in scadenza. I contribuenti che hanno necessità di recuperare la Comunicazione delle somme dovute, con il dettaglio degli importi da versare e i moduli di pagamento, possono trovarne una copia direttamente nell’area riservata del sito (a cui si accede con Spid, Cie e Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell'Agenzia delle Entrate) oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento. 

È possibile pagare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (Psp) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. 

3 ago 2026

Trump all'Iran: "Ultima chance per un accordo". E rilancia la riapertura di Hormuz entro oggi

(Adnkronos) - Donald Trump rilancia la via del negoziato tra Usa e Iran e parla di una "ultima possibilità" per raggiungere un accordo. Dal suo Studio Ovale, il presidente americano ha dichiarato che i colloqui sono in corso e che tra i dossier sul tavolo c'è la riapertura dello Stretto di Hormuz, oltre al programma nucleare iraniano. 

"Questa è l'ultima chance per loro di firmare un buon documento", ha detto Trump parlando della ripresa dei colloqui con l'Iran. "Stiamo discutendo in questo momento su richiesta dell'Iran, sostenuto dall'Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Qatar e da altri paesi", ha aggiunto. 

Il presidente americano ha spiegato di voler concedere a Teheran un'ultima opportunità prima di nuove azioni militari. "Voglio dare all'Iran un'ultima possibilità prima della decapitazione", ha dichiarato Trump, rispondendo dallo Studio Ovale a una domanda sui ripetuti ultimatum rivolti alla Repubblica islamica. "E' molto difficile fare quello che abbiamo pianificato. Sono orgoglioso di dare possibilità alle persone. E' una mossa importante - ha spiegato - Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Ti prego, non attaccare. Faremo un accordo'. Questa è la verità, e lo sanno tutti. Chi non avrebbe chiamato?". 

Sul futuro dello Stretto di Hormuz, il presidente Usa ha affermato: "Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro oggi". Trump ha aggiunto che "i colloqui procederanno rapidamente, in un senso o nell’altro. Non è una questione molto complessa". Dopo la questione dello Stretto, ha chiarito il presidente americano, il confronto riguarderà anche il nucleare iraniano: "Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran". 

Trump ha sostenuto che il percorso diplomatico sta procedendo positivamente. "Abbiamo avuto un conflitto con il Venezuela che si è risolto molto bene. Abbiamo un conflitto con l’Iran, e anche quello sta andando molto, molto bene", ha dichiarato. 

Sui negoziati con Teheran, il presidente americano ha aggiunto: "I colloqui con l'Iran sono in corso proprio adesso. È una cosa incredibile", smentendo le voci secondo cui le discussioni sarebbero ferme. "Questa volta non lo negano - ha aggiunto - Ma per qualche motivo, quando parlano, gli iraniani non amano dire che stanno parlando". 

Trump aveva già parlato di una ripresa dei negoziati con l'Iran dopo aver annunciato la sospensione, almeno temporanea, di ulteriori operazioni militari contro la Repubblica islamica. 

Resta però una distanza tra Washington e Teheran sulla natura dei contatti. L'Iran ha negato l'esistenza di negoziati diretti con gli Stati Uniti, spiegando che i colloqui con l'Oman riguardano la sicurezza dello Stretto di Hormuz e possibili soluzioni per la navigazione. 

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato: "Per evitare qualsiasi equivoco, è importante chiarire su cosa vertono gli attuali negoziati e con chi si svolgono. Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti". 

La partita diplomatica resta quindi concentrata sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sul dossier nucleare, con i Paesi del Golfo impegnati a favorire una soluzione che eviti una nuova escalation nella regione. 

3 ago 2026

Iran, l'Arabia Saudita e i Paesi del Golfo: tra pressing per de-escalation e altri interessi

(Adnkronos) - L'Arabia Saudita per la de-escalation, ma anche per la chiarezza. Mentre l'Iran afferma di essere impegnato in colloqui, bilaterali, con l'Oman per una riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz, con una nuova rotta, e quella dei mediatori sembra una corsa contro il tempo per scongiurare una possibile ulteriore escalation tra Stati Uniti e Repubblica islamica. L'auspicio diffuso è che i colloqui di cui parla Teheran abbiano successo spianando la strada verso un cessate il fuoco tra Usa e Iran dopo il memorandum d'intesa dello scorso giugno, una breve tregua, e la decisione delle scorse ore di Donald Trump di 'sospendere' per ora ulteriori operazioni militari contro la Repubblica islamica.  

Il Qatar, alleato degli Usa nel Golfo, fa da mediatore in negoziati sullo Stretto di Hormuz tra Iran, Usa e Oman, hanno confermato sabato tre diplomatici citati oggi dal New York Times, con la precisazione che i mediatori di Doha stanno coordinando i colloqui con Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti. Gli osservatori sono scettici sulla possibilità che l'Iran 'molli' su Hormuz. Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baghaei, ha detto ai giornalisti che tra Iran e Oman c'è stato uno scambio di carte nautiche di possibili rotte e che una delle opzioni al vaglio è una possibile "rotta intermedia" tra i due Paesi per "tutelare considerazioni e interessi" di entrambi. E, dopo l'ottimismo che Teheran aveva fatto trapelare doemnica, il portavoce ha aggiunto che "fin quando tutte le questioni che gli Usa hanno violato durante questo periodo resteranno irrisolte, naturalmente non ci saranno cambiamenti significativi nella situazione relativa allo Stretto di Hormuz". 

Sabato, ha ricostruito il Wall Street Journal, i mediatori del Qatar hanno presentato all'Iran una nuova proposta per Hormuz e, secondo i mediatori, diplomatici iraniani hanno reagito in modo positivo, mentre un diplomatico iraniano ha confermato che da Teheran è arrivata un'apertura a una proposta di mediatori. 

Sabato è stato anche il giorno dei contatti tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri saudita, nonché del colloquio telefonico tra Araghchi e il capo dell'Esercito pakistano, Asim Munir, noto per essere il "feldmaresciallo preferito" di Trump. Lo stesso Wsj ha precisato come ieri non fosse ancora chiaro come la proposta affronti la questione del pedaggio 'desiderato' da Teheran. E sempre lo stesso giornale ha citato funzionari della regione secondo cui diplomatici iraniani hanno presentato venerdì scorso nuove idee per la riapertura di Hormuz e la revoca delle sanzioni che colpiscono l'oro nero iraniano. 

Poi c'è stato il colloquio tra Trump e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, con la sollecitazione al dialogo, a contenere l'escalation. Mbs, hanno rivelato funzionari citati dal Wsj, ha anche chiesto chiarezza sulla strategia Usa sull'Iran e sugli eventuali raid pianificati. Dietro le quinte, hanno detto fonti del giornale, i Paesi del Golfo - nel mirino della risposta di Teheran alle operazioni Usa - sono frustrati per quella che percepiscono come una mancanza di strategia chiara da parte degli Usa e gli alleati americani nel Golfo hanno chiesto agli Usa nelle ultime settimane più intercettori per la difesa aerea e garanzie continue che i militari americani possano proteggerli qualora dovesse protrarsi la risposta di Teheran.  

Ma non tutti i Paesi del Golfo, ha evidenziato ancora il Wsj citando funzionari di questi Paesi, spingono per la de-escalation perché alcuni, come gli Emirati, hanno spinto negli ultimi giorni per azioni incisive da parte degli Usa contro l'Iran. E, ha detto un diplomatico iraniano, i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, starebbero valutando attacchi preventivi qualora la diplomazia dovesse fallire, anche in assenza di un attacco da parte Usa. 

3 ago 2026

Crisi Ceuta, vertice straordinario dei ministri dell’Interno Ue: Italia chiede più controlli alle frontiere

(Adnkronos) - La crisi di Ceuta approda sul tavolo dell’Unione europea. I ministri dell’Interno dei 27 si riuniranno oggi, martedì 4 agosto, in una sessione straordinaria dedicata alle implicazioni per la sicurezza interna europea dopo gli eventi che hanno coinvolto l’enclave spagnola in Nord Africa. Al centro del confronto la protezione delle frontiere esterne, il contrasto ai flussi migratori irregolari e la risposta comune dell’Ue. 

L'incontro straordinario è stato chiesto in una lettera, firmata da 22 Paesi europei con Italia e Danimarca capofila, ma senza Francia e Portogallo, i due Paesi confinanti con la Spagna. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha accettato di fare il punto sulla crisi, ribadendo che contrastare l'immigrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita. 

La vicenda ha già aperto un confronto politico tra Italia e Spagna. Madrid ha chiesto un sostegno europeo nella gestione dell’emergenza e ha insistito sulla necessità di una risposta condivisa davanti a una pressione migratoria che considera una sfida per i confini dell’Unione. Roma, invece, ha ribadito la linea di un rafforzamento complessivo del controllo delle frontiere esterne e di una maggiore responsabilizzazione europea nella gestione dei flussi. 

Nel Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati presso l'Ue - che ieri ha fatto il punto sugli eventi di Ceuta, l’Italia – secondo fonti di governo – ha richiamato i contenuti della lettera sottoscritta venerdì scorso da 22 Capi di Stato e di governo dell’Ue, sottolineando la necessità di un “approccio europeo” al contrasto dell’immigrazione irregolare. Durante il confronto, Roma ha evidenziato che "la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria" devono essere “i pilastri dell’azione dell’Unione”, anche perché dall’integrità dei confini esterni dipende il funzionamento dello spazio Schengen. 

L’Italia ha inoltre chiesto di rafforzare gli strumenti contro l’immigrazione irregolare, intervenendo sui cosiddetti fattori di attrazione e aumentando la capacità di deterrenza europea. Tra le priorità indicate dal governo anche un rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi e una maggiore efficacia dei rimpatri, attraverso l’avvio di progetti pilota per la creazione di “return hubs” nei Paesi terzi. 

Nel confronto europeo Roma ha infine richiamato la necessità di dare attuazione alla Dichiarazione di Chisinau, con l’obiettivo di adeguare il quadro giuridico internazionale alle nuove sfide poste dalla migrazione irregolare. La riunione straordinaria dei ministri dell’Interno sarà quindi chiamata a misurare la capacità dell’Ue di trovare una posizione comune su una questione che continua a dividere gli Stati membri: da una parte chi chiede un maggiore controllo dei confini e politiche più incisive sui rimpatri, dall’altra chi insiste sulla necessità di una gestione europea fondata sulla solidarietà e sul rispetto delle norme sull’asilo. 

3 ago 2026

Iran-Usa, Teheran lascia Trump senza vie di uscita: lo scenario

(Adnkronos) - Donald Trump è bloccato, non trova vie di uscita percorribili alla crisi con l'Iran. Teheran ha chiarito che il prezzo per porre fine alle ostilità è il controllo dello Stretto di Hormuz, vuole vedersi riconosciuto il diritto di ricevere denaro per il transito in quelle acque, affermando il controllo sulla via marittima "nella prassi diplomatica e nel diritto consuetudinario". Ma la prospettiva è politicamente sgradita alla Casa Bianca. Altrettanto insostenibili risultano però gli scontri continui, che minacciano di trasformarsi in una guerra regionale più ampia. Lo scrive Politico, che parla di situazione di frustrazione della Casa Bianca e che su questo tema ha raccolto le dichiarazioni e analisi di cinque ex funzionari dell'amministrazione Trump.  

In uno dei suoi ultimi post su Truth, il presidente americano ha definito "incredibilmente ipocrita" la leadership iraniana. "Chiedono un incontro - alcuni direbbero addirittura che 'supplicano' di averlo - quindi iniziano, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi affermano, apertamente e con orgoglio, che non stanno conducendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con 'l'Oman'". "Proseguono poi con le loro solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con fermezza da loro, quando in realtà è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro 'blocco' o, come alcuni lo definiscono, 'il muro d'acciaio degli Stati Uniti!'", ha aggiunto Trump, con un nuovo avvertimento a Teheran: dovrà scegliere tra "accordo o resa totale". 

Nelle scorse settimane, Trump ha alternato minacce di distruzione a promesse di soluzione del conflitto, uno schema che si è ripetuto anche questo fine settimana. Sabato, ha annunciato su Truth l'annullamento dell'attacco all'Iran, "a condizione che si possa raggiungere rapidamente un ACCORDO" per l'apertura dello Stretto. L'annuncio è giunto dopo le indiscrezioni dei media su nuovi e intensi attacchi in preparazione a Washington, possibilmente contro le infrastrutture energetiche del Paese. Ma dopo la marcia indietro dall'Iran non arrivano segnali di conciliazione. Non vi è alcuna indicazione che sia disposto a rinunciare al controllo dello Stretto. 

All'interno della Casa Bianca, alti funzionari dell'amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, hanno messo in guardia contro qualsiasi risoluzione che conceda a Teheran questo diritto che - affermano - metterebbe a repentaglio la futura capacità degli Stati Uniti di sanzionare l'Iran, poiché diversi Paesi avrebbero bisogno di deroghe per pagare i pedaggi. Ridurrebbe inoltre la capacità della comunità internazionale di fare pressione sull'Iran affinché rinunci alle sue ambizioni nucleari. E la scorsa settimana Rubio ha avvertito che creerebbe un pericoloso precedente, potenzialmente destinato a ripetersi. 

Questo lascia poco spazio per una soluzione a breve termine, senza contare l'ulteriore complicazione rappresentata dalla scarsa comunicazione tra le fazioni all'interno del governo iraniano. "L'aspetto più importante dal punto di vista negoziale è che gli iraniani si sentono certamente in una posizione di forza e si sentono incoraggiati, e questo li porta a rifiutare concessioni che probabilmente sarebbero nel loro interesse a breve termine", afferma Alex Gray, ex capo di gabinetto del Consiglio di sicurezza nazionale durante il primo mandato di Trump. "Ma si sentono così, e questo, unito al problema di comunicazione che stiamo riscontrando tra le diverse componenti del regime iraniano, sta certamente esacerbando le difficoltà nel mantenere in vigore un cessate il fuoco". 

La situazione di stallo si verifica a soli tre mesi dalle elezioni di medio termine, con il prezzo medio della benzina in aumento rispetto ad un mese fa. Molti repubblicani sono ansiosi di lasciarsi alle spalle la guerra e concentrarsi sulle agevolazioni economiche incluse nel pacchetto di riforme interne del Partito Repubblicano, firmato da Trump la scorsa estate. Ma a fronte di perdite statunitensi, con le basi americane sotto attacco e i Paesi del Golfo a rischio missili, la guerra incombe su una consultazione elettorale incentrata sulle preoccupazioni relative al costo della vita.  

A deporre contro la possibilità di una fine a breve del conflitto è anche il fatto che gli Houthi, sostenuti dall'Iran, stanno diventando più aggressivi in Yemen, sottolinea Greg Priddy, esperto di perturbazioni del mercato energetico che ha lavorato presso l'Energy Information Administration (EIA) statunitense durante l'amministrazione di George W. Bush e ora è senior fellow presso il conservatore Center for the National Interest. Si tratta di un tentativo di indebolire la posizione di Trump, spiega. "Questo mi fa pensare che gli iraniani si sentano piuttosto sicuri di sé in questo momento", afferma. "Credo che lo considerino quasi un colpo di grazia che costringerà Trump alla capitolazione".  

Ma per Fred Fleitz, ex capo di gabinetto del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Trump e vicepresidente del Center for American Security dell’American First Policy Institute, "Trump chiarirà che, se si pensa di poter ottenere un accordo sfavorevole per gli Stati Uniti in vista delle prossime elezioni di medio termine, è meglio ripensarci. Non succederà". 

Per una fonte vicina alla Casa Bianca citata dal quotidiano, il team di Trump ha accettato il fatto che difficilmente ci sarà una via d’uscita adeguata prima delle elezioni di novembre. "È un fattore già preso in considerazione", ha affermato la fonte. "E sebbene non sia d’aiuto, non è determinante dal punto di vista elettorale". 

3 ago 2026

Ceuta, Marocco: "Spagna sapeva dell'allarme migranti"

(Adnkronos) - Il Marocco afferma di aver avvertito la Spagna giorni prima della crisi migratoria di Ceuta. Il governo di Madrid, intanto, silura la funzionaria che venerdì ha reso nota la cifra di 49.000 migranti entrati nell'exclave in Africa. Rabat per la prima volta, secondo quanto riportano i media spagnoli, fornisce una versione che indirettamente attribuisce a Madrid la responsabilità della mancata prevenzione. Una fonte del ministero degli Esteri del Marocco definisce la gestione migratoria "una responsabilità condivisa" tra i due paesi. Il Marocco aveva avvertito la Spagna, giorni prima della crisi nella città di Ceuta, evidenziando che la sentenza della Corte Suprema spagnola di inizio luglio aveva indebolito un elemento cruciale della cooperazione in materia di migrazione. La fonte nega che il paese nordafricano abbia "ridotto" la presenza di forze dell'ordine al confine. La sentenza della Corte Suprema, che rende più complicati i rimpatri di migranti arrivati via mare, sarebbe stata "sfruttata" dalle reti di trafficanti e "amplificata" sui social media. 

Intanto, secondo il quotidiano Abc, il governo del premier Pedro Sanchez ha rimosso una funzionaria del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale che venerdì ha diffuso la cifra di 49.000 migranti entrati a Ceuta. Secondo fonti governative, la decisione è stata presa per una carenza di fiducia maturata nei confinti della a causa di una perdita di fiducia nei confronti della funzionaria, che rimane comunque nei quadri della pubblica amministrazione. 

Secondo la ricostruzione dei media spagnoli, la responsabile della comunicazione del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, che fa capo all'Ufficio del primo ministro, ha pubblicato sul sito web del dipartimento un rapporto in cui si menzionava la cifra di 49.000 persone entrate a Ceuta. Il rapporto è stato rimosso e il dato è stato definito 'non ufficiale'. La cifra in realtà nel giro di qualche ora è stata rivista al rialzo dal ministero dell'Interno. 

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