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Carburanti, governo proroga sconto sulle accise fino al 5 settembre. Tensioni Fi-Lega su extraprofitti

(Adnkronos) - Meno di un quarto d’ora di riunione e la misura "tampone" sui carburanti è servita. All’indomani del vertice di maggioranza presieduto da Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri vara il nuovo decreto sulle accise, prorogando fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio già in vigore, mentre in alcune zone d’Italia il prezzo alla pompa ha raggiunto la vertiginosa soglia dei 3 euro al litro. Un salasso per le tasche degli italiani a cui il governo prova a porre rimedio con un provvedimento ponte, in attesa di una misura strutturale e "sostanziosa", per usare le parole di Matteo Salvini, calibrata sulle fasce di reddito. A finanziare la proroga, un meccanismo di anticipo dell’acconto delle tasse sui dividendi dei grandi gruppi energetici. Esteso per lo stesso periodo anche il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 130 milioni di euro.  

 

Ma proprio sull'entità delle risorse si riaccende lo scontro politico. Le opposizioni attaccano il governo. Giuseppe Conte liquida il provvedimento come uno "sconticino", una "beffa", e punge l'esecutivo sul tema delle spese militari: "Il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi: a chiedere all'Ue quasi 9 miliardi di prestito Safe ci hanno messo un attimo, senza farsi troppi problemi e in barba alle vere necessità di famiglie e imprese". Critica anche la segretaria del Pd Elly Schlein: "Noi avevamo fatto una proposta organica che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese. Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio e si è preoccupata più di non scontentare Tajani che della stangata che tutti i giorni subisce chi va a fare rifornimento". 

 

Il riferimento è al nervo scoperto della maggioranza: la tassazione degli extraprofitti, in particolare quelli delle banche, invocata dalla Lega per finanziare una riduzione più consistente delle accise e respinta da Forza Italia. Tajani continua a dirsi "contrarissimo" a una misura che "sa di Unione Sovietica". E così il vicepremier azzurro torna nel mirino del Carroccio. 

"Leggo da notizie di stampa che il ministro Tajani è contrario alla tassa sulle banche, proposta dalla Lega per ridurre le accise in modo consistente perché 'sentire la parola tasse mi dà l'orticaria'. Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte, anche se il nome è scritto in modo diverso: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto duecento miliardi di utili in pochissimi anni. L'alternativa è stracciare il Patto di stabilità della compagna di partito di Tajani, la signora Ursula Von der Leyen e fare più deficit. Anche questo ci va bene", dice il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini. La replica di Forza Italia è altrettanto netta. Interpellato dall'Adnkronos, Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito, invita Borghi a "dormire sonni tranquilli": "Fin quando ci saremo noi, come ha più volte ripetuto il nostro segretario Tajani, non ci saranno mai tasse, su nessuno". 

"Le tasse generano sempre problemi e indeboliscono a cittadini, imprese e complessivamente impediscono al Paese di crescere", osserva Nevi. "Certamente noi non accetteremo mai patrimoniali e non tasseremo nessuno seguendo l'esempio spagnolo. Quello è il modello che segue la Schlein". "Noi proponiamo un altro modello che si basa sul dialogo", prosegue l’esponente di Forza Italia. "Dialogando in modo costruttivo e mettendo al centro l'interesse nazionale, con chi ha disponibilità si possono ricavare risorse molto più significative rispetto a quelle che si otterrebbero imponendo tasse che, come è già avvenuto durante i governi della sinistra, hanno solo generato fuga di capitali e contenziosi", conclude. 

Il dossier, insomma, è soltanto rinviato. Se ne tornerà a discutere a settembre, quando il governo si preparerà a celebrare il record di longevità dell’esecutivo e ad affrontare un autunno che, almeno sul fronte della maggioranza, si annuncia già caldo. 

 

26 ago 2026

Cos'è la malaria, la 'febbre palustre' portata dalle zanzare che ora spaventa la Germania

(Adnkronos) - In passato la chiamavano anche 'febbre palustre', perché si pensava fosse legata all'aria cattiva e all'acqua stagnante delle paludi. La malaria è una malattia antica che ancora oggi colpisce secondo le stime internazionali oltre 280 milioni di persone nel mondo, è endemica in 80 Paesi del pianeta e miete 610mila vittime in un anno, 'viaggiando' sulle ali di zanzare femmine infette. E' infatti causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium che si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare vettore appartenenti al genere Anopheles (la trasmissione è possibile anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto, per trasfusioni o aghi contaminati) e come riporta Epicentro, il portale dell'Istituto superiore di sanità (Iss), nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa al mondo.  

Nelle aree non endemiche resta la più importante malattia d'importazione, legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all'aumento dei flussi migratori, si legge nel focus.  

 

I riflettori si riaccendono in questi giorni sull'infezione per via dell'allerta scattata all'aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove due persone sono morte e altre quattro risultano positive alla malattia, ma l'attenzione su questa infezione è costantemente alta per via dell'impatto che ha in particolare in alcune aree del mondo: la Regione africana dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) conta il 94% dei casi e il 95% dei decessi globali, e i bambini under 5 rappresentano circa il 75% delle vittime nella regione. Secondo l'ultimo report globale del 2025, solo 5 Paesi contribuiscono per quasi la metà di tutti i casi di malattia registrati (Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda ed Etiopia). E in particolare la Niguaria ha riportato il 38,6% dei decessi globali per malaria nei bambini di età inferiore a 5 anni.  

Se l'incidenza globale dell'infezione dal 2000 al 2015 aveva mostrato un'evidente riduzione, passando rispettivamente da 79,4 a 59 casi per 1000 abitanti in aree a rischio, dal 2015 si osserva un'inversione di tendenza - si legge su Epicentro - con un aumento complessivo di circa l'8,5% fino al 2024. Inoltre, nel 2024 si registra un incremento dell'incidenza del 2% rispetto al 2023, passando da 62,7 a 64 casi per 1000 abitanti in aree a rischio.  

 

I sintomi della malattia possono essere lievi o potenzialmente letali. Si va da febbre, brividi e mal di testa a manifestazioni più gravi che comprendono affaticamento, confusione, convulsioni e difficoltà respiratorie. I neonati, bambini di età inferiore a 5 anni, le donne e ragazze in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da Hiv o Aids, segnala l'Oms, sono a maggior rischio di infezione grave. 

La malaria si può prevenire evitando le punture di zanzara e con i farmaci. Prima di recarsi in zone in cui è diffusa, è consigliabile consultare un medico per valutare l'opportunità di assumere farmaci come la chemioprofilassi. E i trattamenti attualmente disponibili possono impedire che i casi lievi peggiorino. 

 

Se non trattata, la malaria da Plasmodium falciparum può progredire in forma grave e portare alla morte entro 24 ore.  

Esistono 5 specie di parassiti del genere Plasmodium che causano la malaria nell'uomo e 2 di queste specie - P. falciparum e P. vivax - rappresentano la minaccia maggiore. Il P. falciparum è il parassita della malaria più letale e il più diffuso nel continente africano. Il P. vivax è il parassita della malaria dominante nella maggior parte dei Paesi al di fuori dell'Africa subsahariana. Le altre specie di malaria umana sono P. malariae, P. ovale e P. knowlesi.  

I sintomi compaiono entro 10-15 giorni dalla puntura di una zanzara infetta e per via di alcuni sintomi non specifici è importante sottoporsi al test precocemente. Il controllo dei vettori è una componente importante delle strategie di controllo ed eliminazione della malaria e si basa su due interventi principali: zanzariere trattate con insetticidi e disinfestazione degli ambienti interni con insetticidi. Sebbene i progressi nella lotta globale contro la malaria siano minacciati dall'emergere di resistenza agli insetticidi tra le zanzare Anopheles, rileva l'Oms, tuttavia le zanzariere di nuova generazione, che offrono una protezione migliore, stanno diventando sempre più diffuse.  

 

Dall'ottobre 2021 l'Oms raccomanda l'uso diffuso del vaccino antimalarico (Rts,s/AS01) tra i bambini che vivono in regioni con trasmissione di malaria da Plasmodium falciparum da moderata ad alta. Nell'ottobre 2023, l'agenzia ha anche raccomandato un secondo vaccino (R21/Matrix-M). Questi prodotti scudo sono ora in fase di introduzione nei programmi di immunizzazione infantile di routine in tutta l'Africa. Si prevede che in Africa possano salvare decine di migliaia di giovani vite ogni anno.  

Quanto ai trattamenti, i farmaci più comuni per la malaria sono: terapie di combinazione a base di artemisinina che sono le più efficaci contro la malaria da Plasmodium falciparum, la clorochina raccomandata per l'infezione da parassita P. vivax solo nei luoghi in cui è ancora sensibile a questo farmaco; la primachina che va aggiunta al trattamento principale per prevenire le recidive di infezione da parassiti P. vivax e P. ovale. La maggior parte dei farmaci utilizzati è in forma di pillola.  

 

E l'Oms nel 2022, ha sviluppato una strategia per contrastare la resistenza in Africa avviando un monitoraggio che ne consenta l'individuazione precoce e la risposta. Per quanto riguarda i test diagnostici, la maggior parte di quelli rapidi si basa sull'individuazione di una o due proteine specifiche prodotte dal parassita Plasmodium falciparum (HRP2 e HRP3). Tuttavia, i parassiti con mutazioni genetiche che impediscono l'espressione di queste proteine non vengono rilevati. Il rischio di ciò è che i pazienti affetti da malaria potrebbero non essere diagnosticati, consentendo la diffusione di questi parassiti mutati. Nel 2024, questi parassiti mutati sono stati segnalati in 42 Paesi endemici per la malaria. 

 

26 ago 2026

Iran, dalle criptovalute al petrolio: ecco come Teheran prova a sopravvivere alle sanzioni Usa

(Adnkronos) - Le criptovalute per evitare le sanzioni Usa e lo Yuan come sistema alternativo per le transazioni finanziarie. Sono queste alcune delle alternative di Teheran per evitare di ritrovarsi "strangolato" nella morsa degli Stati Uniti che hanno lanciato l'Operazione Economic Outcast per mettere l'Iran sotto pressione sul piano finanziario e cercare di costringere il regime a fare concessioni per porre fine al conflitto in Medio Oriente.  

Washington ha avvertito i leader mondiali di interrompere gli affari con l'Iran e ha minacciato di escludere dal sistema finanziario statunitense le aziende che dovessero continuare a farlo. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti stanno imponendo un blocco ai porti iraniani, soffocando la principale fonte di finanziamento del regime. Ma basterà? L'Iran, osserva il 'Wall Street Journal', ha trascorso anni a costruire un complesso sistema di vendita del petrolio e di attività bancarie clandestine nell'ombra, nella speranza che possa sostenere la propria economia e le proprie forze armate abbastanza a lungo da resistere all'offensiva economica. E sono numerosi i modi con cui Teheran cerca di attenuare la pressione statunitense. 

 

Il blocco navale statunitense dei porti iraniani, rileva il quotidiano economico Usa, ha ridotto quasi a zero le esportazioni di petrolio dell'Iran, la sua principale fonte di entrate. Teheran dispone però ancora di milioni di barili di petrolio immagazzinati al largo, principalmente nelle acque antistanti la Malesia. La Cina acquista oltre l'80% delle esportazioni petrolifere iraniane e, sebbene il blocco abbia limitato le consegne, secondo la società di analisi dei dati Kpler Pechino ha importato più di 500.000 barili al giorno finora ad agosto". Queste consegne, osserva il 'Wsj', "si basano su un elaborato sistema di trasferimenti da nave a nave, nel quale petroliere sottoposte a sanzioni trasferiscono il greggio su altre imbarcazioni in acque internazionali al largo della Malesia, per mascherarne l'origine. Le navi trasportano quindi il carico in Cina, dove viene registrato come importazione non iraniana. La società di monitoraggio delle navi Vortexa stima che l'Iran disponga di circa 80 milioni di barili di greggio stoccati su petroliere nelle acque asiatiche, per un valore potenziale di miliardi di dollari di entrate per Teheran". 

Anche la valuta cinese offre un'alternativa per le transazioni finanziarie. Le sanzioni statunitensi, sottolinea il 'Wall Street Journal', mirano generalmente a escludere i Paesi colpiti dal sistema finanziario americano, trasformandoli in paria economici e minacciando le aziende che osano commerciare con loro. Tuttavia, le sanzioni diventano meno efficaci se i Paesi avversari cercano di evitare completamente il sistema finanziario statunitense e il dollaro. "L'Iran vende la maggior parte del proprio petrolio alla Cina, inclusi i 6 miliardi di dollari durante la breve tregua con gli Stati Uniti nel corso dell'estate, e queste transazioni vengono sempre più finanziate in yuan cinesi. L'Iran utilizza poi lo yuan per acquistare beni e servizi dalla Cina oppure baratta il petrolio in cambio della realizzazione, da parte di aziende cinesi, di infrastrutture sul territorio iraniano. Queste transazioni sfuggono alla supervisione dei funzionari statunitensi e attenuano l'impatto delle sanzioni americane". 

Yuan ma non solo. L'Iran, rileva il quotidiano economico Usa, utilizza anche le criptovalute per evitare il controllo statunitense. "L'ecosistema delle criptovalute iraniano - scrive il 'Wsj' - è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, poiché le sanzioni hanno limitato l'accesso del regime alle valute tradizionali come il dollaro statunitense. Secondo alcuni ricercatori, il regime iraniano ha utilizzato miliardi di dollari in criptovalute per effettuare scambi e acquistare armi e materie prime. Anche il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha utilizzato gli exchange di criptovalute per ricevere pagamenti derivanti dalle vendite di petrolio, in particolare dalla Cina. In risposta, Washington ha imposto sanzioni contro exchange di criptovalute iraniani e ha sequestrato oltre 1 miliardo di dollari in valuta digitale proveniente dall'Iran. Ciò ha reso più difficile e costoso per Teheran trasferire denaro attraverso questi canali. Tuttavia, controllare il mercato è complicato perché gran parte del settore non è regolamentata e le transazioni possono essere anonime. Secondo i ricercatori, le piattaforme iraniane di criptovalute sanzionate da Washington rappresentano soltanto i nodi più importanti di una rete molto più ampia". 

Anche le società di comodo aiutano l'Iran ad accedere ai dollari. Secondo funzionari occidentali l'Iran ha ancora bisogno di accedere al dollaro statunitense e ad altre valute per acquistare prodotti e armi e trasferire denaro ai propri alleati in Medio Oriente, come Hezbollah e gli Houthi. Teheran, riferisce il 'Wsj', "gestisce una rete di società di comodo in centri finanziari come Hong Kong e Dubai, controllate da operatori di cambio iraniani. Queste società trasferiscono i proventi delle vendite di petrolio e delle altre esportazioni iraniane in valute come dollari, euro e dirham degli Emirati Arabi Uniti. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha utilizzato le sanzioni per colpire duramente aziende e individui coinvolti in questo sistema. Ma si tratta di una sorta di gioco del 'gatto e del topo': quando Washington sanziona una società di copertura, Teheran ne crea semplicemente un'altra. Inoltre, molte giurisdizioni si sono dimostrate riluttanti a contrastare la rete iraniana". 

Il sistema clandestino dell'Iran, inoltre, osserva il quotidiano, consente a Teheran di acquistare materiali utilizzati per produrre droni, missili balistici e altre armi, principalmente da aziende cinesi che talvolta non sono a conoscenza dell'acquirente finale. Anche quando le aziende cinesi sanno che i materiali sono destinati all'Iran, spesso sono troppo piccole per preoccuparsi delle sanzioni statunitensi oppure sono già scollegate dal sistema finanziario globale. Per esempio, il drone d'attacco iraniano Shahed, che contiene componenti cinesi, ha rappresentato una minaccia per gli alleati degli Stati Uniti e ha contribuito a erodere il vantaggio militare americano. 

 

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Harry Potter, Rupert Grint torna Ron Weasley a Broadway: "Fa parte di me, ora entrambi siamo padri"

(Adnkronos) - Rupert Grint riprende il suo iconico ruolo di Ron Weasley a quindici anni da 'Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2'. L’attore, protagonista degli otto film della saga 'Harry Potter' dal 2001 al 2011, entra nel cast di 'Harry Potter and the Cursed Child' al Lyric Theatre di Broadway, dove sarà in scena dal 2 febbraio al 30 maggio 2027. Interpreterà una versione adulta di Ron nella storia che segue la nuova generazione di studenti di Hogwarts. 

"Ron Weasley fa parte di me da quando avevo undici anni e non vedo l’ora di rincontrarlo in questa fase della vita", ha dichiarato Grint in una nota. "C’è qualcosa di speciale nel tornare nei suoi panni ora che siamo entrambi padri: è al tempo stesso familiare e completamente nuovo. E la gioia di tornare a Broadway, questa volta in un ruolo che ha definito così tanto della mia vita, è davvero emozionante". La scelta di Grint arriva dopo il successo della partecipazione di Tom Felton, che ha interpretato un Draco Malfoy adulto: la sua presenza ha spinto la produzione a prolungare le repliche fino al 3 gennaio e ha contribuito a un incremento del botteghino. 

"Rupert non sta semplicemente tornando a un ruolo del passato", hanno commentato in una nota i produttori Sonia Friedman e Colin Callender, "ma sta proseguendo un viaggio iniziato da bambino, portandolo avanti con tutta l’esperienza accumulata negli anni, tra cinema, televisione e apprezzati lavori teatrali a Broadway e nel West End. Il suo ritorno crea un ponte potente tra la storia che il pubblico ha amato e il racconto di famiglia, eredità e passaggio del tempo che 'Harry Potter and the Cursed Child' porta avanti". Le prevendite apriranno il primo settembre. 

 

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