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Torna 'Affari Tuoi', da oggi Stefano De Martino tutti i giorni su Rai1

6 set 2026

Germania, elezioni in Sassonia-Anhalt: Afd punta al trionfo

(Adnkronos) - La Sassonia-Anhalt finisce sotto la lente di ingrandimento della politica della Germania e di tutta Europa. Oggi domenica 6 settembre 1,7 milioni di aventi diritto saranno chiamati a rinnovare il parlamento regionale (Landtag) dello Stato (Land) situato nella parte orientale della Germania e già parte della Rdt, la Repubblica democratica tedesca. Dovranno decidere se il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) potrà formare per la prima volta un governo. 

Nella Germania del dopoguerra, non c'è mai stato un capo di governo appartenente a un partito di comprovata affiliazione all'estrema destra - confermata per l'Afd in Sassonia-Anhalt nel 2023 dall'Ufficio per la tutela della costituzione - né a livello federale né a livello regionale. Una vittoria dell'Afd, eventualmente con numeri di rilievo, avrebbe inevitabili percussioni a livello nazionale. 

 

In Germania il quadro cambierebbe se Ulrich Siegmund, candidato leader dell'AfD, venisse eletto. E le possibilità di una vittoria storica per Siegmund sono elevate: da mesi l'AfD è saldamente in testa ai sondaggi con oltre il 40% dei voti. Le ultime inchieste alla vigilia del voto assegnano al partito il 41%. 

Nato nel 1990, anno della riunificazione delle due Germanie, Ulrich Siegmund, se dovesse riuscire nel suo obiettivo, e conquistare l'incarico di capo del governo regionale, sarebbe il più giovane di sempre oltre che il primo esponente di un partito di estrema destra a conquistare la vetta politica - seppure regionale - dal dopoguerra in Germania. 

Siegmund non ha seguito un percorso formativo convenzionale per un politico: da adolescente, si è guadagnato da vivere come cameriere e operaio edile, prima di iniziare un apprendistato come commerciante per l'esportazione. Dopo aver conseguito una laurea in psicologia aziendale e amministrazione aziendale presso un'università a distanza di Amburgo, ha avviato un'attività di vendita di profumatori per ambienti e profumi. 

Membro del partito conservatore cristiano-democratico in gioventù, è passato rapidamente all'AfD ed è entrato nel parlamento regionale nel 2016. La sua notorietà pubblica è aumentata vertiginosamente durante la pandemia di Coronavirus, quando i suoi video sui social media in cui criticava le misure di lockdown gli hanno fatto guadagnare centinaia di migliaia di follower. Successivamente, nel 2022, è diventato co-leader del gruppo parlamentare dell'AfD a Magdeburgo ed è stato nominato il 20 maggio 2025 candidato di punta per le elezioni di domani con oltre il 98% di consensi tra i colleghi di partito. 

Oltre all'AfD, solo altri due partiti possono contare con certezza su un posto nel prossimo parlamento regionale: l' Unione Cristiano Democratica (Cdu) conservatrice dell'attuale premier del Land Sven Schulze (23%) e il Partito della Sinistra (Die Linke) , tradizionalmente forte nella Germania orientale (11,5%). Tutti gli altri partiti hanno motivo di temere di non riuscire a raggiungere la soglia del 5% dei voti necessaria per entrare in parlamento. 

Questo vale anche per i socialdemocratici di centrosinistra (Spd), che attualmente fanno parte anche della coalizione di governo federale con la Cdu e la sua controparte bavarese, l' Unione Cristiano-Sociale (Csu) (8,5%). Il terzo partito dell'attuale coalizione di governo della Sassonia-Anhalt, formatasi nel 2021 (Cdu-Spd-Fdp), nutre speranze ancora minori: i liberali della Fdp si attestano sul 3% circa nei sondaggi. Dopo la sconfitta alle elezioni generali del Bundestag del 2025 e le numerose disfatte a livello statale, i sostenitori della Fdp si preparano a un'ulteriore battuta d'arresto. Anche i Verdi temono l'esito del voto: il partito, il cui elettorato si trova principalmente nelle importanti città della Germania occidentale, è fortemente osteggiato da molti elettori delle zone rurali a causa delle sue politiche climatiche e della sua visione della società (6%). 

Poi c'è l' Alleanza Wagenknecht, fondata nel 2024 dall'omonima ex co-leader del Partito della Sinistra, Sahra Wagenknecht, che ne è uscita e ha dato vita ad un nuovo movimento. Il suo partito è di orientamento economico di sinistra, ma socialmente conservatore e populista di destra. Questa è la sua prima partecipazione alle elezioni statali in Sassonia-Anhalt. 

Dopo aver ottenuto il 6,2% dei voti alle elezioni del Parlamento europeo del 2024 e aver raggiunto percentuali comprese tra il 12% e il 16% circa negli stati della Germania orientale di Brandeburgo, Sassonia e Turingia durante il suo primo anno, il Bsw ha mancato per poche migliaia di voti la soglia del 5% necessaria per entrare nel Parlamento tedesco alle elezioni generali del 2025 e non si è mai veramente ripreso da questa battuta d'arresto. Ha poi subito tre sconfitte alle elezioni per il parlamento regionale. Il partito ha motivo di preoccupazione anche in Sassonia-Anhalt, dove i sondaggi lo danno al di sotto del 5% (4%). Qualora il partito dovesse ottenere la rappresentanza parlamentare, Sahra Wagenknecht ha già annunciato che i parlamentari del suo partito non voteranno per la nomina di un premier dell'AfD, ma si asterranno dal voto, aprendo così la strada alla conquista della maggioranza in parlamento da parte del candidato e al suo insediamento. 

 

Il numero di partiti che riesce a entrare nel Landtag è determinante: maggiore è il numero di partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento, maggiore è la probabilità che Alternativa per la Germania riesca a governare da sola per la ripartizione percentuale dei seggi attribuiti su base proporzionale in base ai voti espressi con la seconda scheda. D'altro canto, se, oltre all'AfD, anche la Cdu, il Partito della Sinistra e la Spd dovessero ottenere rappresentanza nel prossimo parlamento della Sassonia-Anhalt, e questi tre partiti insieme superassero in seggi l'AfD, la situazione si complicherebbe. Questo perché nel 2018 la Cdu - ricorda Deutsche Welle - ha adottato una cosiddetta "risoluzione di incompatibilità", che rifiuta la cooperazione sia con l'AfD che con il Partito della Sinistra. Se la Cdu manterrà questa posizione, formare anche un governo di minoranza sarà molto difficile, forse impossibile. 

Il partito della Sinistra è pronto a sostenere il premier Sven Schulze della CDU affinché possa ottenere un secondo mandato. "Negli ultimi anni, noi del Partito della Sinistra abbiamo dimostrato di assumerci la responsabilità per questo Paese. Soprattutto quando si tratta di contrastare l'AfD", ha dichiarato il co-leader del Partito della Sinistra, Luigi Pantisano, all'emittente televisiva Zdf, ricordando come in Turingia e Sassonia , la Cdu guidi governi di coalizione senza maggioranza parlamentare e dipenda dal sostegno del Partito della Sinistra. 

Vista la situazione prevedibilmente complessa, una cosa è chiara in vista delle elezioni di domani: o la Sassonia-Anhalt dovrà affrontare un processo di formazione di coalizione molto difficile, oppure lo stato sarà governato dall'AfD, qualora il partito possa trarre vantaggio dal fallimento di molti piccoli partiti e ottenga così la maggioranza assoluta nel parlamento regionale. 

 

6 set 2026

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6 set 2026

Vicenzaoro, Trenti (Intesa Sp): "Operatori del gioiello prudenti, il 20% fiducioso"

(Adnkronos) - "Il sentiment degli operatori è improntato alla prudenza e non potrebbe essere altrimenti dato l’attuale contesto di incertezza: il 45% circa delle imprese pensa di non registrare una crescita del fatturato nel 2026, il 35% prevede una stabilizzazione del giro d'affari e il 21% si aspetta un incremento, nonostante un inizio d’anno non facile. La spinta è ancora verso l'internazionalizzazione, con la ricerca di nuovi mercati e canali e una forte diversificazione. Si punta poi sempre di più sulla qualità, che è la caratteristica del gioiello Made in Italy”. Sono le parole di Stefania Trenti, Responsabile dell'Ufficio Industry della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in merito all’indagine presentata con Federorafi in occasione della seconda giornata di lavori di Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria firmato Ieg - Italian Exhibition Group, in programma fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. 

  

“Il settore orafo italiano, dopo la fase molto positiva culminata con il 2024, sta attraversando un momento di normalizzazione. Il contesto internazionale è estremamente complesso e lo possiamo vedere attraverso il forte calo che si è verificato nella domanda di gioielli in oro a livello internazionale - prosegue - Nonostante questo contesto, però, le esportazioni italiane sono state in grado di reggere bene questa situazione. Guardando ai dati complessivi, si vede un calo del 15% sia in valore che in quantità, ma se togliamo i flussi nei confronti della Turchia, che erano stati alla base del boom del 2024, il dato torna in positivo e soprattutto ci sono molti mercati che stanno registrando una crescita - conclude - Da segnalare, in particolare, il +30% registrato nei primi cinque mesi del 2026 sull'importante mercato statunitense, su cui c'erano molte preoccupazioni anche in virtù delle politiche tariffarie dell'amministrazione Trump”. 

6 set 2026

Vicenzaoro, Squarcialupi (Confindustria Federorafi): “momento complesso ma imprese guardano al futuro"

(Adnkronos) - “Il momento è molto complesso per il settore e, sicuramente, gli imprenditori sono un po’ spaventati da quello che sta succedendo a livello geopolitico. Però, da bravi imprenditori, non smettono di guardare al futuro. L'indagine sul sentiment di Confindustria Federorafi, ad esempio, ha evidenziato come, nonostante il 45% degli imprenditori intervistati investirà di meno nel 2026, il restante 55% investirà di più o continuerà a investire così come aveva fatto prima”. Sono le parole di Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi, a Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria firmato IEG - Italian Exhibition Group, in programma fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. 

 

Temevamo molto i dazi di Trump. Nel 2025 hanno influito molto sul nostro export, però nel 2026 vediamo un segnale positivo, con gli Stati Uniti che crescono al 22%. Un mercato che sembrava ormai chiuso - commenta - ha riaperto le porte alla manifattura italiana”. 

“Sicuramente la preoccupazione maggiore oggi è relativa al costo della materia prima che, come sappiamo, nell'ultimo anno ha avuto degli sbalzi, sia in positivo che in negativo, molto repentini - aggiunge - che hanno fatto sì che gli affari rallentassero. Al secondo posto ci sono le tensioni geopolitiche, mentre le preoccupazioni principali del periodo post pandemico, relative alla mancanza di personale e alla formazione, sono scivolate molto più giù, perché nel momento di rallentamento del lavoro la mancanza di personale è diventata una priorità minore”. 

6 set 2026

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6 set 2026

Putin incontra Witkoff e Kushner: "Russia centrerà obiettivi in Ucraina". Oggi gli inviati di Trump a Kiev

(Adnkronos) - "Una serie di idee" per porre fine alla guerra. Vladimir Putin ha incontrato Steve Witkoff e Jared Kushner al Cremlino. Nel meeting durato 3 ore e 10 minuti, gli inviati del presidente Donald Trump hanno proposto un ventaglio di potenziali soluzioni per chiudere il conflitto Russia e Ucraina. Dopo la tappa a Mosca, i due emissari della Casa Bianca sono volati a Kiev, dove oggi vedranno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il summit di Mosca ha segnato la ripresa del complesso iter diplomatico. Il weekend, vista la missione della coppia americana, sarà caratterizzato dallo stop agli attacchi contro Kiev ordinato da Putin. La tregua, però, non andrà oltre le 72 ore: "Le autorità ucraine - ha detto il presidente russo - hanno chiesto un cessate il fuoco più ampio rispetto alla durata di tre giorni, ma noi non abbiamo mai raggiunto un accordo con loro in tal senso. Nonostante ciò, faremo tutto ciò che è in nostro potere per garantire la sicurezza del processo negoziale e dei mediatori". 

 

"La situazione che dobbiamo gestire non è semplice", le parole con cui il leader del Cremlino ha aperto l'incontro. Witkoff e Kushner, sbarcati in Russia nella mattinata, hanno dovuto attendere per ore prima di essere ricevuti. "Presidente Putin, grazie per averci accolto. Fuori, prima di entrare, dicevamo che quando andremo in pensione avremo storie e ricordi incredibili. Quelli che la riguardano, saranno al top", l'esordio ossequioso di Witkoff al tavolo, come hanno documentato i video diffusi dai media russi. "La qualità della mediazione — e la fiducia riposta in coloro che la portano avanti — è, ovviamente estremamente importante. Siamo a nostro agio nel lavorare con voi, il livello di fiducia dalla nostra parte in tutto questo processo è piuttosto alto", la replica di Putin. 

A fare il punto, al termine della giornata, è stato per primo Yuri Ushakov, consigliere del presidente. Nell'incontro, definito "sostanziale, costruttivo e estremamente franco", gli emissari americani "hanno esposto una serie di idee sul possibile iter verso un accordo" per porre fine al conflitto. Ushakov si è limitato a dichiarazioni generiche, senza fornire dettagli sullo schema proposto da Witkoff e Kushner. Putin si è detto "fiducioso" sulla capacità della Russia di raggiungere gli obiettivi militari e, di conseguenza, acquisire il controllo del Donbass. "Witkoff e Kushner hanno promesso di utilizzare le valutazioni di Putin sulle opzioni di soluzione nei loro incontri a Kiev", la sintesi di Ushakov.  

"Putin e Trump manterranno contatti personali e proseguiranno anche i contatti tramite Witkoff e Kushner". Il presidente russo "ha sottolineato la necessità di affrontare tutte le cause profonde del conflitto ucraino e ha ribadito il suo impegno a continuare a collaborare con gli Stati Uniti per trovare soluzioni politiche e diplomatiche". A giudicare dalle parole del consigliere, quindi, tutto come prima: la posizione di Putin non è mutata. Anzi, se possibile è diventata ancor più rigida: gli inviati di Trump "hanno preso atto" delle parole di Putin secondo cui il regime di Kiev "non nasconde più la sua vera natura nazista". Sarebbe azzardato definire più vicina la fine della guerra. Progressi, magari, sono stati compiuti su altri fronti: "I colloqui di Putin con Witkoff e Kushner non si sono limitati all'Ucraina: hanno discusso di possibili importanti progetti russo-americani", ha aggiunto Ushakov. 

La Casa Bianca, nella notte italiana, ha fatto sapere che nell'incontro sono stati "discussi piani sostanziali per i prossimi passi che saranno annunciati nelle settimane a venire".  

 

Oggi, seconda parte della missione degli inviati di Trump. Ad attenderli c'è Zelensky, che ha già avuto contatti con i due interlocutori. "Siamo pronti a osservare un cessate il fuoco per quanto riguarda gli attacchi aerei contro le città coinvolte nel processo negoziale. L'Ucraina è pronta ad astenersi dal condurre attacchi contro Mosca e ci aspettiamo che i russi facciano lo stesso nei confronti di Kiev", ha annunciato. Sul fronte diplomatico "le nostre azioni devono essere, e saranno, altrettanto forti ed efficaci: al cento per cento. Il piano per gli incontri diplomatici a Kiev, che coinvolgeranno la squadra statunitense, è stato approvato. Stiamo aspettando Steve Witkoff e Jared Kushner e siamo pronti a un confronto concreto e sostanziale". 

6 set 2026

L'Europa non può reggere una guerra prolungata con la Russia, l'analisi

(Adnkronos) - L'Europa non è oggi in grado di sostenere una guerra di logoramento prolungata contro la Russia, per mancanza di preparazione da parte dell'opinione pubblica. È quanto emerso in un forum sul futuro del coordinamento militare europeo convocato questa settimana dalla Munich Security Conference (Msc), di cui dà conto il Guardian. Secondo funzionari della difesa intervenuti all'incontro, la Russia potrebbe già avere la meglio nella cosiddetta guerra ibrida contro l'Europa, riducendo così le opzioni a disposizione dei pianificatori della Nato in caso di conflitto militare.  

L'avanzata delle forze populiste nei principali Paesi europei con capacità militari, Italia inclusa, sta inoltre mettendo a rischio la proposta di affidare alle prime cinque potenze militari europee, riunite nel cosiddetto formato E5, un nuovo ruolo di coordinamento della difesa continentale volto a bilanciare la riduzione pianificata dell'impegno degli Stati Uniti nella difesa convenzionale dell'Europa. I funzionari, intervenuti nel rispetto delle regole che vietano l'identificazione dei relatori, hanno avvertito che l'opinione pubblica europea potrebbe non avere la volontà di sostenere un conflitto prolungato, costringendo la Nato a concentrare i piani su uno scenario di guerra relativamente breve. 

Un ex membro del governo britannico ha ammesso che l'Occidente è stato "pessimo" nello spiegare ai cittadini la portata del conflitto ibrido con la Russia, mentre un diplomatico britannico ha accusato i governi di Downing Street di non aver mai illustrato la reale entità della minaccia. Questo lascerebbe i ministri in balìa dell'arduo compito di convincere elettori non preparati a tagliare la spesa sociale per finanziare quella militare. "Il livello del dibattito è quello di un asilo", ha dichiarato il diplomatico. 

 

 

Al centro della discussione anche l'attentato con drone all'aeroporto di Lipsia di agosto, attribuito da Berlino a Mosca: tra i sospetti indagati figura un cittadino bielorusso con passaporto russo, entrato in Europa con un visto turistico italiano. Il presidente della Msc, Wolfgang Ischinger, ha definito "esistenziali" le sfide alla difesa europea, sostenendo che l'E5 potrebbe in futuro includere anche l'Ucraina, il cui esercito è ormai il più grande e forte del continente. 

Diversi relatori hanno segnalato che la crescita dei partiti populisti, filo-russi e favorevoli a una fine del conflitto ucraino, rappresenta "l'elefante nella stanza" per i piani di maggiore coordinamento della difesa europea, in vista delle elezioni del prossimo anno in Polonia, Francia e Italia. A suscitare la preoccupazione dei pianificatori militari è l'Alternative für Deutschland (Afd) in Germania, mentre in Italia il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, è "ampiamente riconosciuto come il più probabile portatore del messaggio russo alle prossime elezioni", scrive il Guardian. 

La testata britannica identifica l'Italia come uno tra gli Stati E5 più esposti agli effetti della guerra ibrida russa sulla politica interna. Il pezzo richiama i recenti avvertimenti del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, riguardo agli attacchi informatici quotidiani e alla possibilità di permeabilità alle interferenze russe nelle prossime elezioni, come anche quelli del ministro della Difesa Guido Crosetto riguardo alla "stupidità" di non riconoscere la minaccia posta da Mosca e l'"assenza di anticorpi" rispetto alla disinformazione russa, segnalata al vertice Nato di Ankara.  

6 set 2026

Domenica di sole e gran caldo sull'Italia, ancora bollini arancioni: le città più 'bollenti'

5 set 2026

Inter-Napoli, veleni su Lautaro Martinez: andava espulso due volte?

(Adnkronos) - Lautaro Martinez andava espulso in Inter-Napoli? Oggi, sabato 5 settembre, i nerazzurri sono stati protagonisti di una clamorosa rimonta a San Siro, recuperando da 0-2 e battendo la squadra di Allegri per 3-2 in pieno recupero. Mattatore assoluto della partita Lautaro Martinez, che prima ha avviato la rimonta e poi ha regalato tre punti d'oro a Chivu in pieno recupero siglando la sua doppietta. 

Il post partita però si è alimentato di proteste e polemiche che riguardano proprio l'attaccante argentino. Durante il corso del secondo tempo, Martinez si è reso infatti protagonista di un episodio fortemente contestato: dopo essere stato già ammonito per proteste, Lautaro rifila una gomitata a Rafa Marin nel tentativo di prendere posizione. Un gesto violento che però non è stato ravvisato né dall'arbitro Sozza né dal Var. 

Ma non è finita qui. Una volta siglata la rete del 3-2, Lautaro Martinez si regala un'esultanza a cui a San Siro hanno assistito tante volte: sale sulla balaustra e va a festeggiare insieme ai suoi tifosi. Un'esultanza che però è vietata dal regolamento e avrebbe dovuto portare all'ammonizione, e quindi alla seguente espulsione, dell'argentino, ma anche in questo caso arbitro e Var hanno lasciato correre. La regola numero 12, infatti, prevede che "un calciatore deve essere ammonito, anche se la rete non viene convalidata, se si avvicina agli spettatori in modo tale da causare problemi di sicurezza e/o per l’incolumità e/o si arrampica sulla recinzione". Proprio ciò che ha fatto Lautaro. 

 

5 set 2026

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