(Adnkronos) - Una bambina di quattro anni è morta la notte scorsa all'ospedale Civico di Palermo. L'ipotesi della causa di morte è difterite. I genitori no vax, alla nascita, non l'avevano fatta vaccinare. La bambina è arrivata sabato notte all'ospedale Cervello in condizioni disperate, qui è stata intubata, ma viste le sue condizioni è stata trasferita alla terapia intensiva dell'Ospedale dei bambini di Palermo.
Sentiti dai medici, i genitori, originari dello Zen, hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino. La notte scorsa la morte con ogni probabilità per difterite. "Stiamo facendo le analisi - spiega all'Adnkronos l'assessore regionale alla Salute Marcello Caruso - per accertare che si tratti di difterite. Gli esiti si avranno più tardi".
"Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina. Purtroppo c'è stata una cascata di eventi che ha portato a uno scompenso organico e alla morte". A parlare con l'Adnkronos è Domenico Cipolla, direttore sanitario dell'Ospedale civico di Palermo dove è morta la bambina di 4 anni, mai vaccinata. Non c'è ancora la certezza che la causa di morte sia stata la difterite perché "aspettiamo la conferma definitiva dall'Istituto superiore di sanità", spiega, ma "i tamponi che abbiamo fatto sono stati positivi al batterio, quindi per noi è difterite".
La piccola era stata portata prima il 13 e poi il 15 agosto in un altro ospedale per seri problemi respiratori. I genitori erano convinti che si trattasse di una tonsillite. Ma la seconda volta è stata trattenuta e intubata. Subito dopo, data la gravità della situazione, "l'hanno trasferita da noi in Rianimazione - spiega ancora Cipolla - abbiamo fatto il tampone ed eseguito l'Ecmo, abbiamo fatto tutte le manovre di supporto. Poi l'abbiamo trasferita in cardiochirurgia pediatrcia al Civico per le relative terapie antibiotche in vena, con la dialisi. Insomma abbiamo davvero fatto l'impossibile".
Sono in corso adesso le analisi per accertare che si tratti di difterite. Il direttore sanitario ne è convinto. "I sintomi sono assolutamente quelli della difterite ma la conferma la deve dare l'Istuto superiore sanità, attendiamo l'esito nei prossimi giorni. Ma il fatto che non fosse vaccinata a e il decorso, portano a pensare che fosse difterite. L'hanno vista anche gli infettivologi e gli specilalisti. Dunque, per noi è morta di difterite".
"Sono casi rarissimi, bisogna capire chi è stato il portatore del bacillo. E' una malattia debellata, ma senza la vaccinazione può diventare letale, come nel caso della bambina di Palermo" dice all'Adnkronos è l'assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Marcello Caruso. "Io sto spingendo moltissimo sulla informazione, è indispensabile vaccinarsi. E' un obbligo per i genitori fare vaccinare i propri figli e noi cerchiamo di rafforzare in tutti i modi l'informaione per dire quanto è importante il vaccino- dice ancora l'assessore Caruso - C'è purtroppo da tempo una campagna di disinformazione portata avanti dopo il Covid, sui vaccini. Invece, i vaccini hanno fatto la loro parte. C'è la massima collaborazione tra le Asp e i pediatri. E questo caso triste ci fa capire quanto è importante la vaccinazione".
"La difterite è un’infezione acuta causata da ceppi tossinogenici di Corynebacterium diphtheriae" spiega all'Adnkronos Salute Emanuele Nicastri, direttore Uoc Malattie Infettive ad alta intensità di cura dell'Inmi-Irccs Spallanzani di Roma. "I sintomi compaiono dopo 2-3 giorni di incubazione e la malattia, nella forma respiratoria, colpisce faringe e laringe, producendo pseudomembrane caratteristiche che possono arrivare a ostruire le vie aeree e causare asfissia. Ma il pericolo maggiore è rappresentato dalla potente tossina difterica, che può raggiungere, attraverso il sangue, altri organi e provocare miocardite, aritmie, neuropatie e paralisi, insufficienza renale acuta e danno multiorgano. Anche con una terapia appropriata, basata sulla tempestiva somministrazione di antitossina e antibiotici, la letalità rimane elevata, fino al 20-30% nei bambini sotto i cinque anni. Il punto chiave è che la difterite è una malattia ampiamente prevenibile grazie a una vaccinazione estremamente efficace, poiché il ciclo vaccinale primario, somministrato entro il primo anno di vita come vaccinazione obbligatoria, induce una protezione clinica altissima, che si mantiene elevata oltre il 95% anche con i richiami successivi".
"È proprio la vaccinazione antidifterica, obbligatoria in Italia dal 1939, ad aver trasformato in Italia una malattia che, nella prima metà del Novecento, provocava 20-30mila casi e circa 1.500 morti ogni anno in una malattia oggi estremamente rara, che si manifesta purtroppo ancora nei bambini non vaccinati", conclude Nicastri.
"Purtroppo il rischio di acquisire la difterite nelle persone non vaccinate non è trascurabile" spiega, all'Adnkronos Salute, Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. L'infezione, spiega, è "infatti presente in un'ampia area geografica, dall'est Europa all'Africa, tanto per dare un'idea della possibilità di contatto che abbiamo con persone potenzialmente infette. Per questo è necessario vaccinare i bambini - con il vaccino esavalente - e ricordarsi di eseguire i richiami previsti dai calendari vaccinali". In Italia, ricorda Rezza, "gli ultimi casi autoctoni si sono registrati negli anni '90. In seguito saltuariamente sono stati riscontrati rari casi importati ma di difterite cutanea".
I più vulnerabili all'infezione sono "i bambini che non sono stati vaccinati perché mai venuti a contatto con il batterio che produce la tossina. Il vaccino infatti è costituito da una anatossina, ovvero una proteina simile alla tossina batterica che però non è in grado di produrre danni. Anche gli adulti sono a rischio se non hanno fatto i richiami vaccinali, seppure, in genere, la malattia è più grave nei bimbi".
"Se fosse confermato il decesso per difterite di una bambina di 4 anni a Palermo, non vaccinata, torna forte il tema della responsabilità dei genitori rispetto ai figli sulla prevenzione contro i batteri" all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all'Università di Genova. "Non può esistere nel 2026 che un bambino muoia perché non è vaccinato. Vuol dire mandare un bambino 'in guerra' contro i batteri - come la difterite appunto - e i virus senza l'elmetto, senza giubbotto antiproiettile senza nulla. E così muore. Tutti gli attacchi ai vaccini in questi anni, anche di una parte politica che specula sul tema, portano a questi fatti. Si soffia sull'ignoranza e questi sono i risultati".
"Io non ho mai visto, per fortuna, un caso di difterite nella mia vita professionale", aggiunge. "Ci sono casi d'importazione da paesi dell'Est Europa dove le vaccinazioni sono piuttosto basse", conclude.