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Francesco Chiofalo in ospedale, morso dal ragno violino: "Peggio di così non poteva andare"

20 ago 2026

A Cortina se paghi con la carta spendi di meno: il colpo di scena alla seggiovia

(Adnkronos) - Nell'estate degli scontrini pazzi - a Nizza un turista ha speso 8 euro per mezzo litro d'acqua, mentre a Venezia un piatto di linguine all'aragosta è venuto a costare 250 euro, o a Milano 18 euro per due cappuccini e due brioche, solo per citare gli ultimi casi eclatanti -, c'è anche chi va in controtendenza. Il colpo di scena arriva direttamente da Cortina d'Ampezzo, perla delle Dolomiti e meta prediletta dai vip per le vacanze di fine estate.  

Lo sa bene chi ha provato ad acquistare un biglietto per la seggiovia Bai de Dones, nota anche come seggiovia 5 Torri, che parte dalla Baita Bai de Dones a quota 1.889 metri e sale in circa 8 minuti al famoso Rifugio Scoiattoli, nel cuore delle Cinque Torri: qui pagare con la carta di credito conviene, dal momento che pagando in contanti si spende di più.  

Ad agosto, infatti, per chiunque paghi con carta di credito è previsto uno sconto del 5% rispetto a chi paga cash. Così, ad esempio, se un biglietto di andata e ritorno per un adulto costa 30 euro se il ticket è acquistato in contanti, lo stesso costerà 28,50 euro per chi utilizza la carta. Lo stesso sconto viene applicato anche agli altri tipi di biglietti, per ragazzi, per gruppi con più di 15 persone, per comitive di ragazzi, e così via: il risparmio è sempre intorno a 1,50 euro. Non tantissimo, ma sicuramente non passa inosservato ai turisti che si stanno godendo le vacanze d'agosto in montagna.  

Per altro, si tratta quasi di unicum, dal momento che tanti esercizi commerciali preferiscono che i pagamenti avvengano in contanti e spesso applicano maggiorazioni ai clienti che invece decidono di usare la carta di credito o altri tipi di pagamento digitale. Per non parlare della nota ritrosia al pos di alcune categorie, tassisti in testa. Come si legge sul sito CortinaDeliciuos, quella dello sconto del 5% per chi paga con carta è una novità dell'estate 2026, che permette anche di saltare la coda alla cassa. 

 

20 ago 2026

Fabregas avverte il Como: "Champions un regalo ma pensiamo prima di tutto al campionato, vogliamo crescere ancora"

20 ago 2026

Difterite, cos’è e quali sono i sintomi: come si trasmette e come si previene

(Adnkronos) - La difterite è una malattia infettiva acuta e potenzialmente fatale, provocata dal batterio 'Corynebacterium diphtheriae'. "Una volta entrato nel nostro organismo, questo agente infettivo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l’infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva". Lo sottolinea l'Istituto superiore di sanità (Iss) sul proprio sito.  

"Per quanto possa colpire a qualsiasi età, la difterite riguarda essenzialmente i bambini non vaccinati. Nei Paesi con clima temperato, si diffonde durante i mesi invernali", aggiungono gli esperti. La tossina difterica, oltre a indurre necrosi tessutale locale, può diffondere attraverso il circolo sanguigno e raggiungere organi vitali causando gravi complicanze. Dagli ultimi dati disponibili del ministero della Salute, nel 2022 si sono registrati 3 casi di C. diphtheriae tossigeno, di cui 2 di difterite cutanea e 1 con manifestazione sia respiratoria che cutanea (tutti di importazione). Di questi 2 sono stati confermati microbiologicamente dall’Iss. 

 

"La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione", sottolineano. 

 

"Il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni. Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera. Entro due o tre giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati. Talvolta queste lesioni possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie". 

Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva. "La difterite - spiega l'Iss - va sospettata nella diagnosi differenziale nelle seguenti patologie: faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi, angina di Vincent. La diagnosi viene confermata dall’esame batteriologico delle lesioni".  

 

"Gli individui che sviluppano la malattia vanno trattati immediatamente con l’antitossina e antibiotici (eritromicina o penicillina), quindi messi in isolamento per evitare che contagino altre persone. In genere, già dopo due giorni di terapia non sono più contagiosi".  

La strategia più efficace contro la difterite resta la vaccinazione preventiva. Disponibile fin dal 1920, il vaccino antidifterico contiene la tossina batterica, trattata in modo da non essere più tossica per l’organismo, ma comunque in grado di stimolare la produzione di anticorpi protettivi da parte del sistema immunitario. Solitamente, il vaccino antidifterico viene somministrato in combinazione con quello contro il tetano e contro la pertosse (Dtp). Inoltre, oggi si tende a vaccinare i nuovi nati con il vaccino esavalente, che protegge anche contro la poliomielite, l’epatite virale B e le infezioni invasive da Haemophilus influenzae B. Il vaccino è consigliato a tutti i bambini nel primo anno di vita, a tutti gli adulti non vaccinati e anche ai viaggiatori che si recano nelle zone dove la malattia è endemica. 

20 ago 2026

Mastantuono: "Firenze importante per la mia crescita, voglio raggiungere gli obiettivi del club"

(Adnkronos) - "La Fiorentina mi ha presentato un progetto molto interessante. Per la mia crescita era importante venire in un club come questo. Sono contento della mia scelta. È un momento importante per me, per tornare a giocare a calcio nel migliore dei modi. Sono qui per raggiungere gli obiettivi del club". Così Franco Mastantuono nel corso della conferenza stampa da giocatore della Fiorentina al Viola Park. "Quando sono arrivato a Firenze la gente mi ha accolto in modo incredibile -aggiunge il 19enne argentino-. Mi hanno fatto sentire subito il loro affetto. I tifosi italiani ricordano molto quelli argentini e questo mi aiuta a sentirmi a casa. Voglio rispondere all’affetto e alla fiducia della gente sul campo. Ruolo? Sono a disposizione della squadra. Mi sento comodo nella zona offensiva. L’importante è aiutare la squadra in campo e seguire le richieste del mister".  

Tanti gli ex argentini protagonisti in maglia viola ma uno su tutti. "Uno dei più grandi punti di riferimento per questo club è Batistuta. Lui è una leggenda qui. Prima di venire ho parlato con Martinez Quarta e Nico Gonzalez. Mi hanno parlato in modo meraviglioso dell’ambiente e di Firenze. Hanno contribuito molto sulla mia decisione. Mi piacerebbe entrare a far parte della storia di questo club". Infine Mastantuono parla delle sue passioni e spiega la scelta del numero 30. "La musica mi piace molto. La chitarra è un mio hobby e mi diverte molto. Il 30 è il numero con cui ho debuttato nel River. La migliore scelta è continuare ad indossarlo”. 

20 ago 2026

Palermo, bimba di genitori no vax muore a 4 anni: sospetta difterite

(Adnkronos) - Una bambina di quattro anni è morta la notte scorsa all'ospedale Civico di Palermo. L'ipotesi della causa di morte è difterite. I genitori no vax, alla nascita, non l'avevano fatta vaccinare. La bambina è arrivata sabato notte all'ospedale Cervello in condizioni disperate, qui è stata intubata, ma viste le sue condizioni è stata trasferita alla terapia intensiva dell'Ospedale dei bambini di Palermo.  

Sentiti dai medici, i genitori, originari dello Zen, hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino. La notte scorsa la morte con ogni probabilità per difterite. "Stiamo facendo le analisi - spiega all'Adnkronos l'assessore regionale alla Salute Marcello Caruso - per accertare che si tratti di difterite. Gli esiti si avranno più tardi". 

 

"Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina. Purtroppo c'è stata una cascata di eventi che ha portato a uno scompenso organico e alla morte". A parlare con l'Adnkronos è Domenico Cipolla, direttore sanitario dell'Ospedale civico di Palermo dove è morta la bambina di 4 anni, mai vaccinata. Non c'è ancora la certezza che la causa di morte sia stata la difterite perché "aspettiamo la conferma definitiva dall'Istituto superiore di sanità", spiega, ma "i tamponi che abbiamo fatto sono stati positivi al batterio, quindi per noi è difterite". 

La piccola era stata portata prima il 13 e poi il 15 agosto in un altro ospedale per seri problemi respiratori. I genitori erano convinti che si trattasse di una tonsillite. Ma la seconda volta è stata trattenuta e intubata. Subito dopo, data la gravità della situazione, "l'hanno trasferita da noi in Rianimazione - spiega ancora Cipolla - abbiamo fatto il tampone ed eseguito l'Ecmo, abbiamo fatto tutte le manovre di supporto. Poi l'abbiamo trasferita in cardiochirurgia pediatrcia al Civico per le relative terapie antibiotche in vena, con la dialisi. Insomma abbiamo davvero fatto l'impossibile". 

Sono in corso adesso le analisi per accertare che si tratti di difterite. Il direttore sanitario ne è convinto. "I sintomi sono assolutamente quelli della difterite ma la conferma la deve dare l'Istuto superiore sanità, attendiamo l'esito nei prossimi giorni. Ma il fatto che non fosse vaccinata a e il decorso, portano a pensare che fosse difterite. L'hanno vista anche gli infettivologi e gli specilalisti. Dunque, per noi è morta di difterite". 

 

"Sono casi rarissimi, bisogna capire chi è stato il portatore del bacillo. E' una malattia debellata, ma senza la vaccinazione può diventare letale, come nel caso della bambina di Palermo" dice all'Adnkronos è l'assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Marcello Caruso. "Io sto spingendo moltissimo sulla informazione, è indispensabile vaccinarsi. E' un obbligo per i genitori fare vaccinare i propri figli e noi cerchiamo di rafforzare in tutti i modi l'informaione per dire quanto è importante il vaccino- dice ancora l'assessore Caruso - C'è purtroppo da tempo una campagna di disinformazione portata avanti dopo il Covid, sui vaccini. Invece, i vaccini hanno fatto la loro parte. C'è la massima collaborazione tra le Asp e i pediatri. E questo caso triste ci fa capire quanto è importante la vaccinazione". 

 

"La difterite è un’infezione acuta causata da ceppi tossinogenici di Corynebacterium diphtheriae" spiega all'Adnkronos Salute Emanuele Nicastri, direttore Uoc Malattie Infettive ad alta intensità di cura dell'Inmi-Irccs Spallanzani di Roma. "I sintomi compaiono dopo 2-3 giorni di incubazione e la malattia, nella forma respiratoria, colpisce faringe e laringe, producendo pseudomembrane caratteristiche che possono arrivare a ostruire le vie aeree e causare asfissia. Ma il pericolo maggiore è rappresentato dalla potente tossina difterica, che può raggiungere, attraverso il sangue, altri organi e provocare miocardite, aritmie, neuropatie e paralisi, insufficienza renale acuta e danno multiorgano. Anche con una terapia appropriata, basata sulla tempestiva somministrazione di antitossina e antibiotici, la letalità rimane elevata, fino al 20-30% nei bambini sotto i cinque anni. Il punto chiave è che la difterite è una malattia ampiamente prevenibile grazie a una vaccinazione estremamente efficace, poiché il ciclo vaccinale primario, somministrato entro il primo anno di vita come vaccinazione obbligatoria, induce una protezione clinica altissima, che si mantiene elevata oltre il 95% anche con i richiami successivi".  

"È proprio la vaccinazione antidifterica, obbligatoria in Italia dal 1939, ad aver trasformato in Italia una malattia che, nella prima metà del Novecento, provocava 20-30mila casi e circa 1.500 morti ogni anno in una malattia oggi estremamente rara, che si manifesta purtroppo ancora nei bambini non vaccinati", conclude Nicastri. 

 

"Purtroppo il rischio di acquisire la difterite nelle persone non vaccinate non è trascurabile" spiega, all'Adnkronos Salute, Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. L'infezione, spiega, è "infatti presente in un'ampia area geografica, dall'est Europa all'Africa, tanto per dare un'idea della possibilità di contatto che abbiamo con persone potenzialmente infette. Per questo è necessario vaccinare i bambini - con il vaccino esavalente - e ricordarsi di eseguire i richiami previsti dai calendari vaccinali". In Italia, ricorda Rezza, "gli ultimi casi autoctoni si sono registrati negli anni '90. In seguito saltuariamente sono stati riscontrati rari casi importati ma di difterite cutanea". 

I più vulnerabili all'infezione sono "i bambini che non sono stati vaccinati perché mai venuti a contatto con il batterio che produce la tossina. Il vaccino infatti è costituito da una anatossina, ovvero una proteina simile alla tossina batterica che però non è in grado di produrre danni. Anche gli adulti sono a rischio se non hanno fatto i richiami vaccinali, seppure, in genere, la malattia è più grave nei bimbi". 

 

"Se fosse confermato il decesso per difterite di una bambina di 4 anni a Palermo, non vaccinata, torna forte il tema della responsabilità dei genitori rispetto ai figli sulla prevenzione contro i batteri" all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all'Università di Genova. "Non può esistere nel 2026 che un bambino muoia perché non è vaccinato. Vuol dire mandare un bambino 'in guerra' contro i batteri - come la difterite appunto - e i virus senza l'elmetto, senza giubbotto antiproiettile senza nulla. E così muore. Tutti gli attacchi ai vaccini in questi anni, anche di una parte politica che specula sul tema, portano a questi fatti. Si soffia sull'ignoranza e questi sono i risultati".  

"Io non ho mai visto, per fortuna, un caso di difterite nella mia vita professionale", aggiunge. "Ci sono casi d'importazione da paesi dell'Est Europa dove le vaccinazioni sono piuttosto basse", conclude. 

20 ago 2026

Caos a Ventimiglia, fulmine manda in tilt la sala comando della stazione: stop ai treni, ora la circolazione è in lenta ripresa

20 ago 2026

Jova Summer Party, data di Barletta verrà recuperata l'8 settembre a Bari

(Adnkronos) - "La data del Jova Summer Party prevista a Barletta lo scorso 17 agosto verrà recuperata a Bari il prossimo 8 settembre alla Darsena Marisabella". Lo comunica in un post social l'organizzatore dell'evento Trindet Music. "I biglietti emessi per la data di Barletta restano validi per il nuovo appuntamento di Bari". Mentre "chi desidera avere il rimborso e ha acquistato il biglietto online o presso i punti vendita potrà fare richiesta direttamente sulle piattaforme di riferimento di TicketOne, Ticketmaster e ciaotickets".  

I biglietti potranno essere rimborsati a partire dalle 16 del 20 agosto alle ore 23:59 del 3 settembre. "Dopo questa data i biglietti non potranno più essere rimborsati". Trindent Music ringrazia poi "l'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale per la totale disponibilità e per l’assistenza, che ci ha permesso di poter riprogrammare questa nuova data in tempi rapidissimi". 

Il concerto di Jovanotti del 17 agosto a Barletta era stato annullato la scorsa settimana dopo il parere negativo della Commissione di Vigilanza, basato sulle rilevazioni Arpa che hanno individuato presenza di amianto nell'area dell'ex cartiera, venue scelta per la tappa pugliese del Jova Summer Party. La Asl aveva giudicato il sito non idoneo. Il sindaco Cosimo Cannito si era detto amareggiato, precisando di non aver avuto alcuna responsabilità sulla decisione.  

"C'è una disposizione di legge - aveva dichiarato l'artista in un video social - perché pare che abbiano trovato alcuni frammenti di amianto nel terreno circostante, dove avremmo dovuto essere noi, e quindi la Asl ha deliberato che non si può suonare in quel posto. Per me la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa e, quindi, mi rimetto alla legge".  

L'artista aveva poi tagliato corto anche su possibili retroscena ("Mi arrivano voci che c'è uno scontro politico locale, ma io questo non lo so") ed aveva espresso la sua amarezza per i fan: "Prendo atto con grandissimo dispiacere, perché so quanti di voi hanno prenotato alberghi. E' un disagio e mi dispiace tantissimo. Mi dispiace per il mio pubblico, mi dispiace per le persone che avevano deciso di esserci, tantissime".  

20 ago 2026

Melania Trump torna in pubblico dopo un mese: il nuovo progetto e la risposta alle critiche

(Adnkronos) - Melania Trump riapparire in pubblico dopo un'assenza di oltre un mese che ha fatto parecchio discutere negli Stati Uniti. La First Lady, che non appariva in pubblico dalla finale dei Mondiali di calcio del 19 luglio in New Jersey, partecipa alle 16 (le 22 in Italia) insieme al presidente Donald Trump a un evento nel Rose Garden della Casa Bianca, dove i piloti dell'IndyCar le consegneranno un casco commemorativo alla viglia del Freedom 250 Grand Prix di Washington. Il casco, realizzato con i colori rosso, bianco e blu della bandiera Usa e la scritta 'Melania Be Best Fostering the Future', è un riconoscimento per il suo impegno con l'iniziativa Be Best con cui dal 2018 sostiene la lotta al cyberbullismo.  

L'appuntamente arriva dopo settimane di interrogativi sulla ridotta presenza pubblica della moglie di Trump. Secondo i media americani, Melania è apparsa soltanto 38 giorni nei primi sette mesi del 2026 e nelle ultime settimane ha saltato diversi appuntamenti importanti, tra cui il funerale del senatore Lindsey Graham e la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Alle critiche ha replicato il consigliere senior di Melania, Marc Beckman: "Questa First Lady punta ai risultati, non all'immagine".  

Proprio nei giorni scorsi, il suo ufficio ha annunciato il ricongiungimento del 34esimo bambino separato dalla propria famiglia a causa della guerra tra Russia e Ucraina, nell'ambito dell'iniziativa avviata dopo la lettera personale inviata da Melania al presidente russo Vladimir Putin nell'agosto 2025. 

Durante l'evento alla Casa Bianca, Melania annuncerà inoltre IndyCar e Fox Sports come sponsor di borse di studio alla Indiana University e alla Purdue University nell'ambito di Fostering the Future, programma dedicato ai giovani che lasciano il sistema di affidamento. L'iniziativa è alla base anche del Fostering the Future Act, approvato a maggio dalla Camera con sostegno bipartisan e ora all'esame del Senato. Secondo Beckman, la First Lady sta lavorando in prima persona dietro le quinte per ottenere un voto, arrivando a contattare il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune. 

20 ago 2026

Emergenza climatica, Legambiente: "Ghiacciai delle Alpi francesi a rischio: perso il 35% del volume dal 2000”

(Adnkronos) - Anche sulle Alpi francesi la crisi climatica corre veloce: nevica sempre di meno e i ghiacciai sono in forte sofferenza. A fare il punto è Carovana dei ghiacciai 2026, la campagna internazionale di Legambiente che monitora i ghiacciai alpini all'estero e in Italia, in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner Frosta Italia. La settima edizione si è aperta proprio in Francia, dove dal 2000 i grandi giganti bianchi hanno perso circa il 35% del loro volume complessivo. Un'agonia che non risparmia neanche i ghiacciai oltre i 3000 metri, come la Grande Motte, nel comprensorio di Tignes e nel cuore del Parco nazionale della Vanoise, che ha perso l'intera copertura nevosa necessaria per alimentarsi. 

Osservato speciale della tappa francese, il ghiacciaio della Grande Motte – secondo i dati dell'Inrae‑Groupe de Glaciologie – dal 1982 a oggi si è ridotto del 70% di volume e del 30% di area. La superficie appare a tratti annerita con crepacci diffusi, e la fusione alimenta un lago glaciale, il 'Lac de Rosolin', formatosi poco più sotto alla base del ghiacciaio. Il lago è monitorato dal 2019 e si è intervenuti più volte per abbassarne il livello: nel 2023 conteneva 150mila metri cubi d’acqua, oggi ridotti a 50mila per contenere il rischio di uno svuotamento improvviso verso la stazione di Tignes. 

Il caso del Lac de Rosolin è un esempio concreto di cosa significhi governare un territorio che cambia. Il Comune di Tignes, insieme ai servizi dello Stato, all'Onf‑Rtn e agli enti scientifici, monitora il lago e interviene per ridurne il volume e mitigare il rischio di piene improvvise. Fino a pochi anni fa a Tignes si sciava tutto l'anno; oggi si deve fare i conti con la fusione accelerata del ghiacciaio, l'aumento delle temperature e la gestione di una nuova risorsa, il lago glaciale. Un tema su cui la Francia sta lavorando molto, con diversi progetti scientifici dedicati. 

Da questa prima tappa francese, la Carovana dei ghiacciai rilancia la necessità di una pianificazione territoriale che tenga conto della crisi climatica, di una governance europea dei giganti bianchi, di politiche di mitigazione e adattamento e del riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, inseriti in sistemi ecologici, idrologici e territoriali interdipendenti.  

 

 

"Le Alpi, a causa della crisi climatica, stanno cambiando, diventando sempre più fragili e instabili - ha dichiarato Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia -. Aumentano i rischi in quota e a valle, cambia il turismo e nascono nuovi ecosistemi che prendono vita dal ghiacciaio che arretra. È urgente passare da una pianificazione della stabilità a una del cambiamento, messaggio che rilanciamo in questa prima tappa francese e che è al centro della nostra piattaforma 'Governare le Alpi'. Allo stesso tempo è fondamentale che le Alpi e i ghiacciai diventino beni comuni. La Francia sta già dando un buon esempio nella gestione del rischio, come dimostra il caso del lago glaciale: l'Italia faccia altrettanto". 

Il vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e professore all’Università di Torino Marco Giardino evidenzia come il Lac de Rosolin sia un lago glaciale, creato dal ritiro della Grande Motte: "Per contenere il rischio di improvviso svuotamento del bacino e di piene, sono stati effettuati studi mirati ad abbassare il livello del lago attraverso condotti sopra e dentro il ghiacciaio, sfruttando anche la natura carsica del substrato roccioso. Un patrimonio di conoscenze prezioso per gestire la transizione ecologica in un territorio di grande interesse naturalistico, turistico e sportivo”. 

La Carovana ha visitato anche la Riserva Naturale della Grande Sassière, una delle aree del progetto Waterwise, cofinanziato dall’Unione Europea tramite il programma Interreg Alpine Space, di cui Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta è partner. La collaborazione mette in relazione il monitoraggio dei ghiacciai con la necessità di comprendere come il loro ritiro incida sulle risorse idriche, sugli ecosistemi e sulle comunità alpine.  

Dopo la tappa francese, Carovana dei ghiacciai 2026 arriverà in Italia sul versante del Monte Bianco, in Valle d’Aosta, dal 20 al 24 agosto, per osservare i ghiacciai del Miage e di Planpincieux. Poi proseguirà verso la Lombardia (24‑26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, il Friuli‑Venezia Giulia (26‑29 agosto) sul Montasio, e infine il Piemonte (31 agosto‑3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge‑Monviso. 

 

 

 

20 ago 2026

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