Logo Il Foglio

Melanoma, la firma mutazionale del cancro potrà cambiare la cura

(Adnkronos) - Il vaccino terapeutico personalizzato, basato sulla firma mutazionale del tumore, potrà cambiare la storia della cura del melanoma. Si tratta intismeran autogene - una nuova terapia sperimentale personalizzata basata sulla selezione di neoantigeni tumorali specifici del singolo paziente e veicolati tramite tecnologia mRNA, sviluppata congiuntamente da Msd e Moderna - in associazione a pembrolizumab, la terapia anti-PD-1 di Msd, come trattamento adiuvante per i pazienti con melanoma in stadio IIB-IV completamente resecato. Sono stati presentati per la prima volta durante il Simposio presidenziale del congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo), in corso a Madrid, i risultati late-breaking dello studio di Fase 3 INTerpath-001, selezionati per un incontro stampa ufficiale di Esmo e accettati per la pubblicazione sul The New England Journal of Medicine. Dopo un follow-up mediano di 24,6 mesi, intismeran in associazione a pembrolizumab ha ridotto significativamente del 42% il rischio di recidiva o morte. Inoltre ha ridotto del 38% il rischio di metastasi a distanza o morte rispetto a pembrolizumab da solo. Nei primi sei mesi di trattamento, l’efficacia dell’immunizzazione con intismeran in associazione a pembrolizumab è risultata comparabile a quella di pembrolizumab da solo in termini di rischio di recidiva o morte e di rischio di metastasi a distanza o morte. A partire dai sei mesi, dopo il regime di immunizzazione con intismeran, un’analisi di sensibilità pre-specificata dell’endpoint primario ha mostrato che l’aggiunta di intismeran a pembrolizumab ha ridotto del 58% il rischio di recidiva o morte e ha dimezzato il rischio di metastasi a distanza o morte rispetto a pembrolizumab da solo. "I risultati trasformativi di INTerpath-001 hanno il potenziale di determinare un cambiamento fondamentale nel modo in cui trattiamo i pazienti con melanoma negli stadi più precoci in ambito adiuvante" ha dichiarato Georgina Long, sperimentatrice principale dello studio, direttrice medica del Melanoma Institute Australia e titolare della cattedra di Oncologia medica del melanoma e ricerca traslazionale presso l’Università di Sydney. "Per decenni, il trattamento oncologico è stato definito in larga misura dalla sede anatomica di origine del tumore. I risultati di INTerpath-001 supportano un approccio radicalmente nuovo e personalizzato al trattamento adiuvante del melanoma resecato, che adatta la terapia alla firma mutazionale unica del tumore di ciascun paziente per potenziare la risposta immunitaria antitumorale. Sebbene questi risultati riguardino pazienti con melanoma in stadio IIB-IV completamente resecato, offrono indicazioni preziose e contribuiranno ad approfondire la nostra comprensione di intismeran mentre la ricerca clinica prosegue in altri tipi di tumore e setting terapeutici". 

25 ott 2026

Inter-Fiorentina, Thuram atterrato in area di rigore, Mariani non concede il penalty. Cosa è successo

25 ott 2026

Termoli, madre e figlio trovati morti in casa: probabile omicidio-suicidio

25 ott 2026

Atp Lione, oggi finale Musetti-Fritz - Diretta

25 ott 2026

Lega, Salvini: "Se mi confermate segretario andrò in cdm a dire basta a soldi e armi all'Ucraina"

(Adnkronos) - "Dopo un anno di dibattiti non sui temi ma sulla persona chiedo alla mia comunità se devo continuare a fare il segretario: lo chiedo a voi non sui giornali". Matteo Salvini apre così il passaggio centrale del suo intervento al congresso della Lega, chiamando i delegati a pronunciarsi sulla sua leadership e rivendicando il ruolo del congresso come unica sede deputata al confronto interno. "Questa è l'unica sede dove è opportuno fare un congresso", sottolinea. 

Dal palco arriva anche una presa di posizione netta sulla guerra in Ucraina e sul sostegno italiano a Kiev. "Questo congresso, se mi risceglierà come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina". Una linea che il leader leghista indica come parte dell'indirizzo politico che intende portare avanti qualora venisse confermato alla guida del partito. 

Salvini presenta poi il nuovo simbolo, denominato 'Lega Italia Federale', nel quale scompare la dicitura 'Salvini premier', mentre resta Alberto da Giussano. Il nome, spiega, richiama quello scelto da Umberto Bossi nel 1994, riportando al centro le radici storiche del movimento. Il simbolo, bianco con la scritta 'Lega' in blu, 'Italia Federale' in giallo e stilizzato Alberto da Giussano, ha l'obiettivo - spiega Matteo Salvini - di combattere "una battaglia da nord a sud, federale per tenere insieme tutte le splendide anime di questo congresso". 

Il segretario uscente utilizza quindi la metafora di Davide contro Golia per descrivere la posizione della Lega nello scenario politico ed economico. "Siamo qua perché siamo Davide contro Golia. E già siamo i piccoli contro i grandi. I piccoli contro le multinazionali, la globalizzazione, le grandi banche, i grandi sindacati, i grandi mass media". Poi aggiunge: "Già ti capita una volta nella vita che Davide sconfigga Golia. Se Davide, oltre a combattere contro il sistema Golia, deve guardarsi anche di fianco e alle spalle... E quindi è per questo che il Congresso deve dire a Davide dove stiamo andando". 

Non manca lo scontro con la stampa. Salvini respinge le indiscrezioni secondo cui avrebbe già preparato le liste elettorali per le prossime politiche: "Ho letto che avrei stilato le liste elettorali delle politiche, queste sono tutte cazzate dei giornalisti". Il leader leghista rivendica inoltre di aver chiesto personalmente agli organizzatori di collocare i cronisti al piano inferiore rispetto a militanti e delegati. "Ho chiesto io agli organizzatori di mettere i giornalisti al piano di sotto per non inquinare militanti e delegati: la stampa non ci ha mai amati", afferma, dopo aver definito alcuni giornalisti "servi" all'inizio del suo intervento. 

Sul fronte dell'organizzazione interna, Salvini punta a rafforzare il coinvolgimento degli amministratori locali e della dirigenza. "Ho chiesto di istituire personalmente la consulta dei sindaci. Dobbiamo guardare al tesseramento, anche nella mia Lombardia ci sono sedi che fanno più tessere e altre meno tessere", dichiara. E sulla nuova segreteria politica aggiunge: "Ho chiesto appositamente di istituire una segreteria politica per prendere le energie migliori per un’agenda di settimana in settimana". 

Il segretario affronta anche le critiche emerse durante la prima giornata del congresso, respingendo il paragone con Matteo Renzi. "Ieri la cosa che più mi ha dato fastidio è essere accostati a Renzi: non abbiamo nulla a che fare con Renzi", afferma. "Da Renzi ci separa il mondo, noi con Renzi non abbiamo e non avremo mai niente a che fare e sicuramente non abbiamo né la sua arroganza, né la sua supponenza, né la sua spocchia, aggiungo con amarezza, né anche la sua dichiarazione dei redditi". 

Quindi l'affondo alla sinistra: "Purtroppo non c'è più la sinistra di Berlinguer e Gramsci, siamo passati da Berlinguer a Schlein, dai diritti degli operai ai capricci dei radical chic del centro storico". Poi aggiunge: "La differenza tra noi e Vannacci? Qualcuno chiacchiera, noi le cose le facciamo, i problemi li risolviamo". 

Sul rapporto con il governo Draghi e con i popolari europei, Salvini ribadisce invece la volontà di non ripetere alcune scelte del passato. "Spero che nessuno proponga mai alla Lega di entrare nei popolari per mal governare con quei socialisti in Europa, già mi pento amaramente dell'errore fatto e mi assumo tutta la responsabilità entrando nel governo Draghi col Partito Democratico. Mai più! Mai più! Mai più!"", scandisce dal palco. 

Nel suo intervento, lo sfidante Massimo Garavaglia propone una visione del partito orientata al rilancio e al recupero di consenso. "La Lega non è né a destra né a sinistra, è un movimento. Per questo è moderna, Lega moderna", dichiara. "La Lega guarda avanti, si evolve senza perdere le sue radici. Questa è la forza della Lega". 

Garavaglia spiega di essersi candidato con l'obiettivo di invertire la tendenza dei consensi. "Il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi. L'obiettivo è invertire il trend. I sondaggi danno un'indicazione, dobbiamo crescere. Non basta una misura in legge di bilancio. Non scaldano cuori i singoli provvedimenti, dobbiamo risvegliare il sogno". 

Il senatore rivendica anche l'identità sociale del movimento: "Serve una Lega pragmatica e moderna: non è tanto essere di destra e rossi, né neri né rossi ma liberi con Bossi. Ribadiamo: la Lega non è di estrema destra. Nel sociale la Lega è più a sinistra della sinistra e dobbiamo essere orgogliosi". E sintetizza la sua visione con un'altra distinzione: "La Lega è popolana, non populista. C'è una grande differenza tra l'essere popolani e populisti, come tanti ci dipingono. In economia, tra Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti". 

Sul piano interno, Garavaglia assicura che un'eventuale vittoria non comporterebbe vendette contro chi sostiene Salvini. "Se dovessi vincere io non ci sarà nessuna rappresaglia, nessuna punizione, nessuna lista nera, siamo una famiglia». Poi ricorre a una citazione dei Promessi Sposi per mettere in guardia dalle divisioni: «Alcuni interventi di ieri mi hanno fatto ricordare i Promessi Sposi sui capponi di Renzo quando i capponi iniziano a beccarsi fra di loro, ma tanto poi finiscono tutti in padella". 

Garavaglia dichiara inoltre di voler valorizzare le figure di primo piano del partito, a partire da Luca Zaia, Claudio Durigon, Giancarlo Giorgetti e dallo stesso Salvini: "Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo". 

Infine, lancia una critica alla scelta di puntare su personalità provenienti dall'esterno del partito, con un riferimento indiretto a Roberto Vannacci: "Abbiamo comprato un giocatore e non ha funzionato: il problema è che se acquisti un giocatore, poi va sul mercato, se peschi dal vivaio c'è attaccamento alla maglia". 

Il congresso si gioca dunque su due fronti: da una parte la richiesta di conferma di Salvini, accompagnata dalla promessa di una linea politica più netta su Ucraina e rapporti con l'Europa; dall'altra la proposta di Garavaglia, che punta a rilanciare il consenso attraverso una maggiore valorizzazione delle radici del movimento, della classe dirigente e della sua identità territoriale. 

25 ott 2026

Cortei, in chat Siher invito ad alzare scontro: "Non ci fermeremo neanche con i blindati". Verifiche su legami con presunti finanziatori di Hamas

(Adnkronos) - Obiettivi, schemi di guerriglia, le tecniche per rendersi fantasmi dopo avere colpito, uffici e sedi simbolo del potere citate in chat in cui si invitava ad alzare il livello di violenza e di scontro contro la polizia, senza dimenticare le parole chiare arrivate sulla chat Telegram che sfiora i 9.500 componenti e sulla pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre' seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower: "Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati".  

Sono i messaggi scovati dalla Polizia di Stato che hanno aperto il varco per individuare e fermare Youssef Siher, amministratore della pagina social, accusato di istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e su cui si indaga anche per l'ipotesi di terrorismo per quella natura eversiva che ha avuto effetti concreti: il panico, la chiusura dei negozi, aspetti che vengono citati nel provvedimento della Procura di Milano.  

Sarà il lavoro, lungo e non semplice, sui computer e sui telefoni a restituire una 'rete' di contatti che potrebbe scoperchiare altri vasi di Pandora e restituire legami tra mondi solo in apparenza lontani. Oltre a Youssef è indagata, per gli stessi reati, anche la moglie, in quanto avrebbe gestito con lui le comunicazioni social. 

Inoltre sono in corso verifiche, da parte della Procura di Genova, su possibili legami tra Siher e il gruppo arrestato nell’inchiesta della Dda di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a decine di arresti, come apprende l'Adnkronos. Da quanto risulta, il nome del 30enne non compare nell'indagine chiusa di recente dalla Procura del capoluogo ligure. 

Il pm di Milano Francesca Crupi chiederà domani la convalida del fermo per Siher. Solo dopo aver ricevuto gli atti, il giudice per le indagini preliminari fisserà una data per la convalida del fermo. 

Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in carcere a San Vittore. 

25 ott 2026

Putin attacca l’Europa: "Accusarci per disordini è segno di debolezza"

(Adnkronos) - Guerra in Ucraina, la Russia si dice pronta a riprendere i negoziati trilaterali con Kiev e Washington, mentre Vladimir Putin attacca i leader europei e respinge le accuse di un coinvolgimento di Mosca nei disordini e nelle proteste scoppiate in diversi Paesi del continente. Il Cremlino indica novembre come possibile finestra per riaprire il dialogo, ma restano profonde le distanze sulle condizioni per arrivare a un accordo di pace. 

"La Russia è disponibile a riprendere i colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti. La prossima scadenza è il 4 novembre, la nostra grande festività. Poi saremo pronti", ha dichiarato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, in dichiarazioni a Vesti rilanciate dalla Tass con un riferimento alla Giornata dell'unità nazionale che la Russia celebra all'inizio del prossimo mese. Secondo quanto riferito da Ushakov, il confronto dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla costruzione di un sistema di sicurezza per Russia e Ucraina nel dopoguerra. 

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso la disponibilità di Kiev a partecipare a nuovi colloqui con Mosca e Washington, auspicando che possano svolgersi già all’inizio di novembre. Le precedenti trattative trilaterali si erano interrotte a febbraio. 

Parallelamente all’apertura diplomatica, Putin è tornato ad attaccare i governi europei. In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin, diffusa dall’emittente russa Vesti, il presidente ha respinto le accuse secondo cui Mosca sarebbe responsabile o starebbe alimentando le proteste e i disordini registrati in diversi Paesi europei. 

Il leader del Cremlino ha definito queste contestazioni una dimostrazione della "debolezza e dell’incapacità di alcuni leader europei di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo nei rispettivi Paesi", ha detto secondo quanto pubblicato oggi sul sito web di Vesti, dopo un'intervista a Pavel Zarubin durante la quale si è espresso su quanto accade in diversi Paesi europei, tra proteste e disordini, e sospetti sulla regia russa. 

 

25 ott 2026

Serie A, oggi Inter-Fiorentina 1-1 - Diretta

25 ott 2026

A Roma istituzioni e imprese a confronto nell'incontro promosso da Agile Lab

(Adnkronos) - Si è tenuta a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, la Conferenza “Intelligenza Artificiale e Sovranità: l’alternativa è possibile”, promossa da Agile Lab, società di data engineering del gruppo Poste Italiane. Ai lavori, aperti dal direttore della Scuola Mario Viola, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, della Pubblica Amministrazione (da Cristiano Cannarsa di Sogei alle in-house regionali e a Istat), delle autorità regolatorie (Giovanni Calabrò di Antitrust), dell’industria sia dall’Italia che dall’estero: Axcelera, Seeweb, NEO4J, Suse, Vast Data, CanaryBit, Cloudera, con una folta platea molto qualificata di manager e addetti ai lavori. 

"Per l’Europa la sovranità digitale significa mantenere il controllo e avere un’alternativa pronta: la sovranità non si dichiara, si progetta e si realizza" – ha sottolineato Alberto Firpo nel suo intervento introduttivo - "Quanto all’AI, si tratta di uno stack di dipendenze: capitale, terre rare, chip, cloud, modelli e regole. L’Europa non può limitarsi a ospitare i dati: deve costruire una alternativa che consenta di mantenerne il rapporto e di estrarne il valore in essi contenuto”. Tra i primi interventi, quello di Salvatore Deidda, presidente della Commissione Tlc: “L'Italia si sta muovendo in direzione della sovranità digitale. Agile Lab, controllata da Poste Italiane, esprime ad esempio la grande capacità italiana di sviluppare professionalità capaci di costruire e proteggere e valorizzare il nostro mondo digitale rispetto alla IA e alla sovranità”.  

È stata poi la volta Alessandro Giglio Vigna, presidente della XIV Commissione Politiche Ue: “Difficile riuscire a fare tutto da soli e allora dobbiamo pensare a un concetto di sovranità allargata per avere una filiera che sia sicura. Una sovranità digitale aperta, allargata a chi la pensa come noi, sotto il profilo delle culture nazionali e dei valori. E mi pare che anche l'Unione europea si stia finalmente muovendo su questa strada”. Molto apprezzato l’intervento di Franco Bernabé, presidente di Techvisory: “Lo stack dell'intelligenza artificiale sviluppato da Stati Uniti e Cina non è replicabile in Europa, né tantomeno in Italia. Quanto alla sovranità digitale c’è margine per recuperare, solo se riusciremo a sviluppare le competenze…Non possiamo dipendere in modo esclusivo da fornitori stranieri, sarebbe come consegnare le chiavi del proprio stabilimento al fornitore, cosa che nessuno dei nostri imprenditori ha intenzione di fare”. Una considerazione condivisa anche da Francesco Gottardo, Chief Business & Strategy Officer di Agile Lab: "La sovranità digitale non è un’etichetta sui dati, ma un’architettura da costruire, fatta di governance, sicurezza, tracciabilità e componenti sostituibili. Occorre costruire l’alternativa, quando la dipendenza diventa un rischio concreto” 

25 ott 2026

Del Vecchio (Int): "Con vaccino contro melanoma -42% rischio di recidiva"

25 ott 2026

Elementi totali: 20
Vai a