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'Ballando', impazza il toto-cast: Alberto Matano e Barbara D'Urso verso la giuria

(Adnkronos) - Milly Carlucci si prepara al varo di una edizione di 'Ballando con le Stelle', il cui il tasso di innovazione sarà decisamente più alto delle ultime stagioni. Il passaggio a Mediaset di Selvaggia Lucarelli ha indotto la conduttrice ad un ripensamento della giuria che va oltre la mera sostituzione della giurata uscente. Secondo rumors sempre più insistenti il ricambio riguarderebbe due poltrone da giudice: oltre a Selvaggia, dovrebbe lasciare le 'palette' per il voto anche Fabio Canino. E a loro posto, sarebbero in arrivo Barbara D'Urso, già protagonista da concorrente l'anno scorso, e Alberto Matano, il conduttore de 'La Vita in Diretta' che da diverse stagioni ricopriva per 'Ballando' il ruolo di giudice da bordocampo, con il potere di assegnare un 'tesoretto' in grado di influenzare la gara, anche confutando le scelte della giuria. Confermatissimi nella giuria, invece, saranno la presidente Carolyn Smith e i due decani Guillermo Mariotto e Ivan Zazzaroni.  

Nel caso in cui Matano accettasse il passaggio in giuria, si aprirebbe anche la successione per il ruolo di giudice a bordo campo, dove non è escluso che venga introdotta una staffetta tra personaggi diversi. Tra i nomi più gettonati circolati in questi giorni per il giudice 'a latere' che assegna il 'tesoretto', c'è quello dell'agente televisivo Lucio Presta, che vanta un passato da ballerino e che tra fine anni '70 e inizi anni '80 ha ballato negli show di personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Heather Parisi e Renato Zero.  

Sul fronte dei concorrenti, ieri Milly Carlucci ha annunciato sull'account Instagram del programma che "il cast è chiuso": "Tra poco sveliamo i nomi di tutti i maestri e di tutti i protagonisti di questa edizione. Poi ci sarà l'annuncio finale della giuria", ha detto Milly in un video. E le parole della conduttrice hanno dato nuovo slancio alle indiscrezioni, che già tengono banco da diverse settimane, tra ipotesi più o meno credibili.  

I nomi più ricorrenti e accreditati sono quelli di: Aurora Ramazzotti, la figlia d'arte di Eros e Michelle Hunziker; Noemi Bocchi, compagna dell'ex capitano della Roma, Francesco Totti; l'attrice di origini ucraine Anna Safroncik; l'ex calciatore Alessandro Matri (che scenderebbe in pista due anni dopo la moglie, Federica Nargi); l'attore e modello siciliano Simone Susinna; l'ex 'prete influencer' Alberto Ravagnani che ha deciso di lasciare il sacerdozio. Un discorso a parte merita il nome di Fabio Canino, fino alla scorsa edizione giurato del programma, che Milly avrebbe invitato a cimentarsi nella gara. Un concorrente della 'famiglia' del programma, come è stato l'anno scorso per Paolo Belli. E proprio intorno a Belli aleggia un'altra incognita che riguarda la definizione del cast. Dopo la partentesi da concorrente, il conduttore-cantante dovrebbe tornare nel suo ruolo di spalla di Milly nella diretta del programma. Ma la cancellazione di tutti i suoi impegni professionali dopo il tragico incidente in bicicletta in cui ha perso la vita il 14 luglio scorso un uomo di 41 anni, ha generato dubbi sulla sua presenza nello show di Rai1.  

5 ago 2026

Pd evita frattura alla Camera, non si vota la risoluzione 'no al riarmo'

(Adnkronos) - Una spaccatura già scritta nei voti in Parlamento. Ed invece il regolamento della Camera è intervenuto ad evitare di mettere nero su bianco la frattura nel Pd. La risoluzione di Pd-M5S-Avs sulle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti non è stata infatti messa ai voti, in quanto preclusa. Il dato politico, però, resta. "La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l'avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile", mette agli atti Lorenzo Guerini. Ieri sera l'area riformista dem, quando il testo della risoluzione è stato diffuso, aveva già manifestato la contrarietà. "La notte porti consiglio", l'auspicio. Ma non c'è stata alcuna modifica al testo depositato questa mattina.  

Piena soddisfazione di 5 Stelle e Avs. Per la segreteria Schlein, parla il responsabile Esteri Peppe Provenzano che sulla risoluzione unitaria la mette così: "Abbiamo presentato una risoluzione sullo scostamento che abbiamo costruito con altre forze di opposizione e che contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza". Quindi il no al 5% del Pil per la Nato, il no "alla corsa al riarmo dei singoli Stati mentre sosteniamo la necessità di costruire una vera difesa europea. Sono le nostre battaglie di tutti questi mesi", argomenta Provenzano.  

In aula alla Camera interviene Giuseppe Conte nelle dichiarazioni di voto. "Il progetto progressista -dice il leader M5S- significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no al riarmo. E' un no che esprime una visione completamente alternativa". I cronisti fermano Conte fuori dall'aula. La risoluzione è una sua vittoria? "Nessuna vittoria. Qui si parla di politica. Non è una gara", risponde il leader 5 Stelle. Avs intanto rimarca il proprio apporto alla sintesi raggiunta nel documento. "Noi di Avs -dice Nicola Fratoianni- abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere la risoluzione parlamentare unitaria" che "abbiamo voluto fortemente". Un testo "giusto e chiaro che dice una cosa semplice: se vogliono uno scostamento, usino i fondi esclusivamente per obiettivi legati ai problemi veri dei cittadini. Non un euro per le spese militari".  

5 ago 2026

Conte e il no M5S al riarmo: "Non chiedeteci nemmeno un euro"

(Adnkronos) - "Non chiedeteci nemmeno un euro per il riarmo. Il progetto progressista significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Significa lavorare per una vera strategia di sicurezza fondata sulla cooperazione, sul protagonismo politico dell'Europa che in questo momento è afasica. Ci state portando così in un'economia di guerra. E' una strada senza ritorno". Sono le parole del M5S Giuseppe Conte in aula.  

"Significa normalizzare l'idea che il primo strumento di politica estera sia il deterrente militare che costa tantissimo. Invece il primo strumento è il dialogo, la diplomazia che non costano nulla. La vostra non è una politica progressista, è una politica regressista. Le vostre scelte deformano e deformeranno sempre più le nostre democrazie e anche comprometteranno la nostra sicurezza sociale", ha accusato ancora. 

"Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no a riarmo. E' un no che esprime una visione completamente alternativa. Dovete andare a casa adesso. Tocca a noi. Dovete proprio andare a casa perché i vostri danni saranno difficili da rimediare. Ma ce la metteremo tutta per rivedere queste vostre spese folli, investire in sanità, istruzione, lavoro, ricerca, innovazione e la vera sicurezza che la libertà dei cittadini di poter circolare qualsiasi ora del giorno e della notte. Avete fallito anche lì", ha affermato Conte. 

"La presidente Meloni ha iniziato questa legislatura, la sua azione di governo trovando sulla scrivania 209 miliardi: mai successo per un presidente del consiglio nella storia repubblicana. E che cosa lascia in eredità all'Italia andando via, ormai siamo agli sgoccioli di questa legislatura? Lascia sostanzialmente due firme, due camicie di forza per l'Italia", ha detto Conte proseguendo: "La prima firma è quella del patto di stabilità. Un patto che voi stessi vi siete resi conto poi - purtroppo troppo tardi - che era troppo costrittivo perché ci ha costretto a tagliare sanità e istruzione politiche e lavoro, innovazione, ricerca. Poi la seconda camicia di forza: è stato un grande errore aver sottoscritto l'aumento al 5% delle spese rispetto al Pil per le spese Nato. L'avete fatto per omaggiare Donald Trump. E poi ancora il riarmo europeo e questo è stato un altro grave errore storico che vi intestate, perché un riarmo europeo senza uno straccio di difesa comune europea significa semplicemente dare la possibilità a ciascun paese di potersi riarmare a piacimento". "Questo ha soddisfatto le esigenze mai subite della Germania di ritornare grande superpotenza militare. Oggi chi ha più soldi diventerà una super potenza" e nella Germania della Afd "state consegnando l'Europa e un arsenale militare nelle mani di neonazisti, ma vi rendete conto?". 

5 ago 2026

Autostrade senza caselli, la rivoluzione del Free Flow: come funziona

(Adnkronos) - Via i caselli, via le barriere fisiche, ma il pedaggio rimane. Si chiama free flow, o pedaggio a flusso libero, e in Italia si sta diffondendo con l'introduzione in alcune tratte autostradali: A33 - autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo); A36 - Pedemontana Lombarda; A59 - tangenziale di Como; A60 - tangenziale di Varese; raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari (Corda Molle). Il vantaggio maggiore è l'eliminazione delle code ai caselli autostradali ma occorre fare attenzione perché il mancato pagamento potrebbe costare fino a 344 euro e il ritiro di 2 punti dalla patente.  

Attualmente il sistema free flow occupa meno di 200 chilometri su un totale di oltre 6.000 chilometri di autostrade a pagamento ma la sua diffusione è in progressione, anche se si procede lentamente per i dubbi legati al sistema di pagamento. Ora chi ha uno strumento come il Telepass non ha problemi perché l'importo viene addebitato direttamente ma per gli altri automobilisti la procedura è più articolata dal momento che è necessario effettuare il pagamento attraverso un'app dove l'automobilista si deve registrare, entro 15 giorni. In alternativa potrà recarsi in punti fisici convenzionati. Chi non paga entro il termine riceverà a casa un sollecito formale di pagamento e, oltre al pedaggio, l'automobilista dovrà versare anche le spese di accertamento e di recupero crediti. Chi ignora la lettera, poi, rischia di vedersi ritirare di 2 punti dalla patente, perché la pratica viene trasmessa alla polizia stradale trasformandosi in una sanzione amministrativa, e dovrà pagare fino a 344 euro da sommare al pedaggio più le spese di notifica. 

Il guidatore dovrà quindi fare attenzione ai segnali stradali: il sistema free flow prevede il passaggio sotto portali hi-tech, dotati di sensori e telecamere, che leggono la targa del veicolo e calcolano l'importo dovuto in base alla tratta percorsa. Secondo l'Automobil club der Schweiz in molti Paesi europei i pedaggi autostradali "vengono riscossi sempre più spesso per via elettronica, anche sulle tratte a flusso libero". Il sistema è attualmente attivo su queste tratte autostradali: in Italia sulla A36 Cassano Magnago - Lomazzo & Lomazzo - Lentate sul Seveso, A60 Gazzada - Vedano Olona, A59 Grandate - Acquanegra, A33 Marene - Rocca Schiavino; in Spagna sulla A636 nei Paesi Baschi (Beasain - Bergara); in Francia sulla Autostrada A79 nel dipartimento di Allier (Francia centrale), A13/14 Parigi - Normandia, A4 Saarbrücken - Metz, uscita n. 36 Boulay; in Portogallo esiste "una rete relativamente ampia di autostrade a pedaggio elettronico". 

 

5 ago 2026

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5 ago 2026

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5 ago 2026

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5 ago 2026

Commissione Covid, Conte convocato giovedì 6 agosto

(Adnkronos) - Giuseppe Conte sarà ascoltato domani dalla Commissione covid. E’ stata convocata per domani giovedì 6 agosto alle 11, o comunque al termine delle votazioni in Aula, la commissione parlamentare d'inchiesta per l'audizione dell’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. In calendario anche quella di Loredana Frasca, ricercatrice senior presso l’Istituto superiore di sanità.  

"Dopo convocazioni, rinvii e sconvocazioni, finalmente è arrivato il momento: domani, a partire dalle ore 11 circa, sarò ascoltato dalla Commissione Covid. Confido che questa sia davvero la volta buona. L'audizione sarà trasmessa in diretta streaming e potrete seguirla sui miei canali social. Vi aspetto", scrive sui social Conte. 

Conte si si è dimesso dalla Commissione Covid in vista dell'audizione, che si sarebbe dovuta tenere martedì 4 agosto. "In vista dell'audizione mi sono dimesso dalla Commissione Covid e spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango", aveva detto il leader del M5S con un post sui social invitando a seguire l'intervento in diretta streaming. L'audizione però è slittata per lasciare spazio a votazioni calendarizzate alla Camera e al Senato. Qualche giorno prima l'ex premier aveva scritto ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e per conoscenza anche al presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, Marco Lisei, ribadendo la volontà di voler essere audito in commissione.  

Lo slittamento della convocazione è stato oggetto di uno scontro alla Camera nella giornata di martedì. Fratelli d'Italia ha attacco sostenento che "Conte ancora una volta tenta di scappare: aveva garantito pubblicamente una disponibilità ampia per farsi audire, salvo poi ridurla artificiosamente alle date del 4 e 5 agosto. Una scelta tutt'altro che casuale''. "Una volta per tutte: io sono disponibile anche nei prossimi giorni, anche per tutta l’estate. Basta farmelo sapere con un po’ di anticipo, e mi organizzo", la replica di Conte 

5 ago 2026

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