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11 ago 2026

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11 ago 2026

Azione, pochi 'finanziatori' vip per Calenda ma casse floride grazie a 1,5 milioni dal 2xmille

(Adnkronos) - Grazie al contributo determinante del 2xmille, oltre 1,5 milioni di euro, 'Azione' si ritrova i conti in attivo nel 2025, con un avanzo di esercizio pari a 615 mila 047 euro e un patrimonio netto totale di 1 milione 400 mila 191 euro. Anche se sembrano lontani i tempi d'oro (giusto 4-5 anni fa) quando il partito raccoglieva una pioggia di donazioni dal mondo delle imprese (le elargizioni più generose arrivavano dal patron di Prada, Patrizio Bertelli agli Zegna, dai Rocca della Techint a Giovanni Arvedi, capo dell'omonimo gruppo siderurgico), oggi Carlo Calenda può continuare a sorridere, perché i soldi non mancano. Anzi, si ritrova un bel gruzzoletto che in tempi di magra gli consentirà di avere maggior libertà di manovra in vista delle prossime scadenze elettorali.  

Spulciando l'ultimo bilancio chiuso il 31 dicembre scorso, il grosso degli introiti è dovuto certamente a un gettito annuale Irpef monstre, che ha garantito alle casse 1 milione 515 mila 658,38 euro, con "un incremento di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e un aumento del 23% nel numero di scelte espresse dai contribuenti a favore del codice S48", come riportato nella relazione gestionale dal tesoriere, Giulio Cesare Sottanelli. Ma a rimpinguare le finanze ci pensano pure le ingenti 'disponibilità liquide' stimate in un milione 733 mila 494 euro, a cui vanno aggiunti i 237 mila 988 euro delle quote associative annuali, incamerate nell'ultima campagna adesioni 2024-25 e in netto aumento a fronte del tesseramento precedente (che aveva prodotto appena 71mila 200 euro) e le 'donazioni in denaro da persone fisiche' (parlamentari e privati) stimate in 201 mila euro. Tra i deputati e senatori al primo posto si colloca con 15 mila euro la vicepresidente del partito, Giulia Pastorella, mentre Calenda non ha versato nulla. Se si comparano le tabelle attuali con quelle di un rendiconto fa, al 31 dicembre 2024 le erogazioni liberali di 'eletti' e comuni cittadini erano più del doppio, 605 mila 093 euro.  

"Nel 2025 -scrive Sottanelli- Azione ha ricevuto contributi volontari per complessivi euro 227 mila 293 di cui 201 mila 033 da persone fisiche e 26 mila 260 euro da persone giuridiche, mentre non ci sono state erogazioni liberali da parte di fondazioni e associazioni''. Quanto alle 'donazioni' fatte da società, ecco la nota dolente: rispetto a oltre un milione di euro di euro incassato nel passato, adesso il 'contributo' delle imprese si è ridotto notevolmente, a 26 mila 260 euro (constava 180 mila 126 euro nell'esercizio precedente). E sono venuti a mancare pure i grandi nomi di una volta. Carte alla mano, infatti, ci sono pochi 'finanziatori' vip. Tra questi (che hanno fatto versamenti superiori a 3mila euro) spiccano: con 25 mila euro Pierluigi Loropiana (uno dei fondatori della nota griffe del made in Italy) e con 3mila 400 euro l'imprenditore cileno di origini italiane, Juan Bautista Cuneo Solari, che ha trasformato il gruppo S.A.C.I. Falabella in uno dei colossi della vendita al dettaglio e dei grandi magazzini in America Latina. 

Spulciando la lista delle imprese 'donatrici' (12 in totale) si va dal settore delle costruzioni agli appalti fino alle agenzie di viaggio. Parliamo dei 12 mila euro 'offerti' dalla 'Sottanelli Assi.ni srl' e dei 4 mila euro di 'Azzurro digitale srl'; più i 7mila 700 euro provenienti da 'Geina srl' (1250 euro); 'Sinergie srl' e 'Advanced Advice srl' (mille euro a testa); 'I Viaggi del Carlino di Mastrilli Lorena' (950 euro); 'Cisa appalti srl' e 'Passamonti Building srl' (750 euro cadauna). Completano l'elenco 'Almas Edilizia srl', 'Impresa costruzioni pubbliche Porcinari srl'; 'Restaura srl' e 'Nenè Service soc. coop.', che hanno contribuito alla causa ciascuna con 500 euro.  

Quanto alle passività, i debiti 'entro l'esercizio' ammontano complessivamente a 101 mila 819 euro (zero verso le banche e poco più di 80 mila euro nei confronti dei fornitori), mentre gli oneri della gestione caratteristica, come si dice nel linguaggio contabile, arrivano in tutto a 1 milione 453 mila euro. Una cifra importante quest'ultima, che comprende 168mila 637 euro per 'consulenze amministrative, professionali e tecniche'; oltre 71mila euro per 'servizi tecnici per piattaforme digitali'; 497mila 610 euro per l'organizzazione di eventi, 'l'acquisto del materiale tipografico, spese di viaggio e trasferte'; 224 mila 681 euro investiti in 'marketing digitale, acquisto di spazi pubblicitari e servizi tecnici'. Il personale costa poco più di 54 mila euro. Per il 'godimento di beni di terzi', cioè noleggi e affitti, compreso il canone di locazione della sede nazionale di Corso Vittorio, la creatura di Calenda sborsa 141 mila 279 euro annui. 

L'ex ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni può ben sperare anche per il futuro. Secondo il suo tesoriere ''nel il 2026 potranno affluire al partito importanti risorse dall'attività di fundraising oltre che dal tesseramento: la stima è di circa 300mila euro. Non solo: non farà mancare il suo apporto il 2xmille visto che ''nel 2026 si attende un gettito non inferiore a 1 milione 300 mila euro''.  

11 ago 2026

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11 ago 2026

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11 ago 2026

Migranti, Ue: "Controlli frontiera Italia-Spagna temporanei". Nuovo attacco di Madrid a Roma

(Adnkronos) - La Commissione europea prevede che la situazione dei controlli alle frontiere aeree e marittime tra Italia e Spagna torni alla "normalità", dato che le autorità spagnole hanno assicurato che gli arrivi irregolari nell'exclave di Ceuta non avranno alcuna ripercussione sull'area di libera circolazione di Schengen. Così il portavoce dell'esecutivo Ue Guillaume Mercier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. 

"Possiamo confermare di aver ricevuto una notifica da Italia e Spagna in merito all'introduzione" dei controlli alle frontiere interne, ha detto. Il commissario alle Migrazioni Magnus Brunner "è in stretto e regolare contatto sia con le autorità spagnole che con quelle italiane, compresi i ministri dell'Interno. Entrambi i ministri hanno confermato pubblicamente che i controlli interni sono temporanei". 

Il commissario Brunner "ha spiegato ai ministri il quadro giuridico di base dell'area Schengen, e in particolare ha sottolineato i progressi compiuti nella lotta all'immigrazione clandestina, e come la fiducia tra gli Stati membri sia una risorsa preziosa. In questo contesto, le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sull'area Schengen. E in effetti, se gli sviluppi positivi continueranno, l'aspettativa generale della Commissione è che la situazione complessiva torni alla normalità per quanto riguarda i controlli alle frontiere interne". 

Per la Commissione, "le autorità spagnole e marocchine hanno lavorato in modo efficiente ed efficace per gestire i rimpatri di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco. Finora sono riusciti a impedire con successo qualsiasi movimento illegale verso la Spagna continentale. La nostra aspettativa - ha concluso - è che tutti coloro che rimangono illegalmente a Ceuta vengano rimpatriati". 

 Nuovo attacco della Spagna all'Italia. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares è tornato a criticare il governo italiano sulla crisi migratoria a Ceuta, sostenendo che non abbia mostrato "solidarietà e sostegno", come invece avrebbe fatto "la stragrande maggioranza dei Paesi dell'Unione europea". In una conferenza stampa al termine del suo incontro con il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, Albares ha sostenuto che la posizione di Roma potrebbe essere dettata "probabilmente da interessi di parte" e da "esigenze elettorali interne". Il capo della diplomazia di Madrid ha quindi definito particolarmente sorprendente l'atteggiamento italiano considerando che, a suo dire, l'Italia è "il Paese che registra il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna". 

"Fino all'ultima persona entrata irregolarmente" a Ceuta "tornerà in Marocco", ha dichiarato ancora Albares non indicando una tempistica per i rimpatri, ma precisando tuttavia che la volontà del governo è quella di riportare Ceuta alla normalità "il prima possibile". Il ministro ha riferito di essere in contatto quotidiano con il suo omologo marocchino, Nasser Bourita, e ha sottolineato la "totale disponibilità del Marocco" a facilitare il rientro dei propri cittadini. Il dialogo con Rabat, ha aggiunto, è "fondamentale" per affrontare la crisi e la soluzione può essere solo diplomatica. 

Albares ha quindi definito la frontiera di Ceuta, insieme a quella di Melilla, "la più complessa della Spagna e dell'Europa", assicurando che "l'integrità dello spazio Schengen è totalmente garantita" nelle due città autonome. Ha inoltre sostenuto che nessuna delle persone entrate irregolarmente a Ceuta ha lasciato la città per raggiungere la penisola spagnola e che non può farlo. Rivolgendosi ai migranti che si trovano in Marocco o in altre zone dell'Africa e che ricevono, a suo dire, "false informazioni" sulle possibilità di entrare irregolarmente a Ceuta, Albares ha lanciato un appello a non mettere a rischio "la propria vita, i propri soldi e il proprio futuro". Chi entrerà irregolarmente a Ceuta o Melilla, ha concluso, non potrà raggiungere l'Europa né "restare a tempo indefinito" nelle due città autonome. 

La Commissione europea non commenta invece le tensioni tra Germania e Italia sul rinvio nella Penisola dei cosiddetti 'dublinanti', i richiedenti asilo sbarcati in Italia e poi trasferitisi in Germania, che Berlino vorrebbe rimandare indietro, come prevede il patto Ue sulla migrazione e l'asilo. Una valutazione dell'applicazione delle regole del patto da parte degli Stati membri, dice a Bruxelles durante il briefing con la stampa il portavoce Guillaume Mercier, verrà fatta nel mese di "ottobre". 

Il portavoce non ha risposto alle domande sulla fattibilità, in base al diritto Ue, della detrazione che il governo italiano vorrebbe applicare al numero dei dublinanti in arrivo dalla Germania, sottraendo dal totale il numero dei migranti sbarcati sulle coste della Penisola da navi gestite da Ong tedesche. "Non possiamo aggiungere altro", ha spiegato. 

La vicepresidente della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha inoltre discusso della situazione a Ceuta con il ministro spagnolo per la Trasformazione digitale e la pubblica amministrazione, Óscar López, e delle misure per prevenire la migrazione irregolare e le perdite di vite umane. Ha inoltre offerto alla Spagna ulteriore supporto in ambito digitale, qualora ne facesse richiesta dopo i fatti avvenuti a Ceuta. "Abbiamo discusso dell'importanza della piena attuazione della Legge sui servizi digitali (Dsa) in Spagna. La Commissione Europea è pronta a offrire maggiore supporto in ambito digitale, compresa la Dsa, se richiesto", ha dichiarato in un post sui social media dopo una conversazione telefonica "molto costruttiva" con il ministro spagnolo. 

La vicepresidente ha inoltre spiegato che la Commissione europea, Europol e le piattaforme digitali si scambiano informazioni quotidianamente e hanno intensificato il coordinamento in risposta alla situazione. "TikTok e Meta hanno attivato i protocolli di crisi e messo in campo uno specifico meccanismo sulle escalation e cooperazione con i verificatori di fatti", ha aggiunto. "Continueremo a vigilare, insieme alle nostre agenzie e piattaforme, per stroncare le reti criminali che vendono false promesse a costo di vite umane", ha concluso Virkkunen. 

11 ago 2026

Ranucci, Lavitola dopo attentato insisteva per potenziare la scorta: "Devi avere cerchio di protezione"

(Adnkronos) - “Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente". A un mese dall’attentato davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola, come riportato in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare che ne ha disposto il carcere quale mandante, “palesava la presunta preoccupazione che all'amico giornalista non venisse assegnata un'ulteriore auto di scorta chiedendogli l'autorizzazione a fare ‘casino’ evidentemente per spostare l'attenzione su un piano mediatico”.  

Per il gip appare evidente che “con tale affermazione Lavitola, rimarcando il sentimento di vicinanza nei confronti di Ranucci, ostentava la volontà di rendersi disponibile ad intervenire in suo aiuto, pur di sfruttare ogni evento utile ad accrescere la sua popolarità”. “A riprova di ciò” Lavitola risollecitava Ranucci sulla questione evidenziando quale importanza fosse stata data a un articolo che puntava su un collegamento tra l’attentato e la camorra. Messaggi sul punto da parte di Lavitola che proseguono anche nelle settimane successive.  

A dicembre scorso Lavitola inviando un articolo dal quale si evinceva che dall'esito degli esami sull'ordigno esploso all'esterno dell'abitazione di Ranucci era emerso che non si trattava di esplosivo rudimentale, indicava al conduttore di Report le modalità di azione “che avrebbe dovuto operare la scorta del giornalista e invitava Ranucci a parlare con il suo caposcorta aggiungendo che, se non lo avesse fatto, ci avrebbe parlato lui stesso: ‘Io, quando sono in montagna e il momento in cui rifletto, mi si apre la mente Ti prego, dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante, ad un appuntamento qualsiasi, nel momento che scendi dalla macchina devi avere una staffetta li fatta da almeno quattro uomini più il due che nella macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione fino all'ingresso. Il vero pericolo che hai tu sono: ‘gli odiatori’”.  

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11 ago 2026

Mercati, petrolio sopra 90 dollari e oro ai massimi: il prezzo dell’incertezza

(Adnkronos) - I timori che un accordo tra Stati Uniti e Iran siano più lontani tornano a farsi sentire sui mercati. E hanno due prezzi: quello dell’energia, che sale quando aumentano i dubbi per gli approvvigionamenti, e quello dell’oro, che si rafforza quando investitori e banche centrali cercano protezione. Petrolio e oro, in questa fase, raccontano la stessa storia: l’incertezza geopolitica. Il Brent ha superato i 90 dollari al barile, mentre il Wti ha oltrepassato quota 85 dollari. L’oro viaggia sui massimi degli ultimi due mesi, a un passo dai 4.500 dollari l’oncia. È il doppio prezzo che il mercato potrebbe trovarsi a pagare dopo aver scommesso con eccessiva fiducia sulla possibilità di un accordo più vicino tra Iran e Stati Uniti. 

"La correlazione tornata evidente tra oro e petrolio – spiega ad Adnkronos Angelo Drusiani, analista ed esperto di materie prime e metalli preziosi – significa che aumentano i dubbi sulla capacità reale di tenuta dei prezzi nel medio-lungo periodo. L’utilizzo delle riserve petrolifere ha contribuito a calmierare il prezzo del greggio e, nello stesso tempo, non ha interrotto il rally dell’azionario, determinando un calo delle quotazioni dell’oro. Adesso questa relazione potrebbe essere cambiata". 

Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono scese sotto i 300 milioni di barili, attestandosi a 298,7 milioni, il livello più basso dal 1983. Un dato che fotografa la pressione sulle scorte americane in una fase segnata dalle tensioni con l’Iran. Sul fronte energetico, però, il punto non è soltanto quanto costa oggi un barile di petrolio o un megawattora di gas. Conta soprattutto quanto rischio geopolitico viene incorporato nei prezzi. Ed è proprio l’inflazione uno dei nodi centrali. Un nuovo rincaro dell’energia potrebbe rendere più complesso il lavoro delle banche centrali, chiamate a trovare un equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita e quella di evitare una nuova accelerazione dei prezzi. Dall’altra parte c’è l’oro. Il metallo prezioso continua a rappresentare uno dei principali beni rifugio nelle fasi di maggiore incertezza. A sostenerne le quotazioni non sono soltanto le tensioni geopolitiche, ma anche gli acquisti delle banche centrali, le aspettative sui tassi di interesse e i movimenti del dollaro. 

"Per chi investe – osserva Drusiani – petrolio e oro rappresentano due degli asset prevalenti per la difesa dei portafogli. Non è casuale che, quando i prezzi salgono, aumenti anche la percezione del rischio di una crisi globale, anche se al momento non sono evidenti cambi di rotta nello scenario complessivo". Il consiglio dell’analista resta improntato alla prudenza: "È troppo rischioso fare previsioni in questa fase. Per chi non ha una conoscenza approfondita dei mercati, meglio stare lontano dal comparto energetico e aurifero". Il messaggio che arriva dai mercati è quindi chiaro: se energia e oro salgono contemporaneamente, gli investitori stanno tornando ad attribuire un prezzo più alto all’incertezza. Non necessariamente un segnale negativo. Più pericoloso sarebbe un mercato capace di continuare a correre ignorando i fattori di destabilizzazione e accumulando rischio sotto la superficie. 

11 ago 2026

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