Logo Il Foglio

Caldo feroce sull'Italia, oggi 23 bollini rossi. E lunedì salgono a 25

(Adnkronos) - Tsunami di calore sull'Italia. Agosto si apre con un weekend da record e lunedì andrà ancora peggio: su 27 città monitorate dalla sorveglianza del ministero della Salute, nell'ultimo aggiornamento del bollettino, il 3 agosto si contano 25 bollini rossi. Allerta massima, di livello 3, da Nord a Sud, indice di possibili rischi per la salute della popolazione generale e non solo dei più fragili. Si salvano soltanto Messina e Reggio Calabria, contrassegnate dal bollino giallo segno di pre-allerta (livello 1).  

La quarta ondata di calore dell'estate 2026 disegna un trend in continua crescita. I 25 bollini rossi attesi lunedì (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) sono il picco massimo raggiunto finora, e arrivano dopo un weekend torrido con previsioni confermate dal nuovo report: 19 città in rosso nella giornata di ieri 1 agosto (Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo), e 23 per oggi, domenica 2 (alla lista dell'1 si aggiungono Catania, Genova, Palermo e Trieste). 

In questo fine settimana sfuggono all'allerta massima: Ancona e Bari oggi, domani saranno in rosso; Messina, oggi in arancione e domani in giallo; Reggio Calabria in giallo sia oggi che lunedì.  

1 ago 2026

Schengen, l'esperto Giuricin: "Blocco totale? Code inevitabili, Spagna vale 22 milioni di passeggeri all'anno"

(Adnkronos) - "Come applicare i controlli è il vero tema. Verificare seriamente tutti quelli che scendono dall'aereo creerebbe disagi, rallentamenti e sovraccosti. Facendolo in maniera selettiva, a campione, non cambia quasi nulla dal punto di vista operativo". Così Andrea Giuricin, professore, esperto di Trasporti, commenta con l'AdnKronos gli impatti della decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente Schengen per la Spagna.  

 

Finora, da quanto risulta, i maggiori aeroporti italiani (Fiumicino, Malpensa, Linate) stanno adottando tutti lo stesso approccio: controlli 'selettivi', a campione, che per ora non hanno comportato grosse criticità. "Da quanto si è capito i voli continueranno ad atterrare negli scali dedicati all'area Schengen, dove di norma non è presente la polizia di frontiera. Tuttavia, verranno dislocati degli agenti per effettuare controlli a campione", spiega Giuricin. "Prendiamo l'esempio di un turista americano che entra in Europa con un volo su Madrid. Dopo qualche giorno, prende un volo da Madrid a Milano. Essendo un collegamento intra-Schengen, è equiparato a un volo domestico, senza controlli passaporti. Con le nuove disposizioni, quel turista potrebbe essere fermato all'arrivo a Milano o Roma e gli potrebbe essere richiesto di esibire il documento. Di fatto cambia poco, e sembra più una mossa di natura politica" che una vera e propria misura di controllo rafforzato. 

 

Un blocco reale avrebbe comportato lo spostamento di tutti i voli provenienti dalla Spagna verso i terminal extra-Schengen, spiega Giuricin, obbligando ogni singolo passeggero al controllo passaporti, come avviene oggi per chi arriva dal Regno Unito. Invece, rimanendo nell'area Schengen, l'impatto dovrebbe essere limitato. A Roma, per fare un esempio, i controlli verranno fatti presso i gate di sbarco e saranno mirati a verificare la regolarità al momento dell'ingresso in Italia, con un'attenzione particolare ai cittadini di Paesi terzi. "Se questa verifica venisse applicata a tutti i passeggeri, si creerebbero inevitabilmente code e ritardi. Controllare i documenti di 200 persone su un volo richiede tempo. La Spagna è uno dei nostri principali mercati aerei con 22,5 milioni di passeggeri all'anno e picchi notevoli durante la stagione estiva, quando si contano circa 60 voli al giorno solo a Roma". 

1 ago 2026

E' morto l'attore Vincent Pastore, era 'Big Pussy' Bonpensiero dei Soprano

1 ago 2026

Perù, cade un aereo da turismo: 7 italiani tra le vittime

(Adnkronos) - Ci sono sette turisti italiani tra le tredici vittime dell'incidente aereo nel sud del Perù, dove un piccolo velivolo che sorvolava le linee di Nazca si è schiantato al suolo, dopo essere decollato dall'aeroporto di Prisco. Lo riferiscono i media peruviani e fonti della Farnesina, contattate dall'Adnkronos, hanno confermato che stanno seguendo la situazione, insieme all'ambasciata italiana a Lima. 

Secondo quanto riferito dai media locali, l'aereo con a bordo undici turisti - oltre ai sette italiani, due spagnoli e due tedeschi - e due piloti è precipitato nella zona di Pueblo Viejo, nella regione di Ica, dopo aver perso i contatti con la torre di controllo qualche minuto dopo il decollo da Prisco. Il velivolo appartiene alla compagnia Aerodiana. I voli erano ripresi appena ieri, dopo essere stati sospesi a causa dei forti venti nella zona. 

Al momento le autorità non hanno fornito alcuna comunicazione ufficiale sulle possibili cause dell'incidente, mentre i soccorritori e le squadre d'emergenza sono al lavoro per recuperare le vittime. 

 

Subito dopo essersi schiantato al suolo, l'aereo ha preso fuoco, impedendo ogni possibilità di soccorso. Questa la ricostruzione dell'incidente, fornita dai media peruviani, secondo cui l'aereo decollato da Prisco per il tour delle linee di Nazca che solitamente dura un'ora circa ha perso improvvisamente quota prima di precipitarea a poca distanza dall'aerodromo 'Maria Reche'. Le autorità hanno disposto il trasferimento dei corpi delle vittime nell'obitorio di Ica, dove verranno effettuate le autopsie. 

 

L'incidente aereo di oggi nel sud del Perù, nel quale sono morti sette turisti italiani, non è il primo che coinvolge i piccoli velivoli che sorvolano le linee di Nazca, geoglifi tracciati sul terreno tra il 300 a.C. e il 500 d.C. dal significato e dall'origine misteriosa. Nel 2022, in un altro incidente erano morte sette persone, tra cui due cileni e tre olandesi, mentre nell'ottobre del 2010 erano morti quattro turisti britannici e due membri di equipaggio. In precedenza si sono verificati altri incidenti, il più grave nel 2010, quando un aereo impiegato in un volo panoramico sulle Linee di Nazca, precipitò nel deserto poco dopo il decollo, provocando 7 morti. 

Riconosciute patrimonio dall'Unesco dal 1994 le Linee di Nazca sono situate nell'arida pianura costiera peruviana, a circa 400 km a sud di Lima. Linee e i Geoglifi di Nazca e Pampas de Jumana sono un insieme di giganteschi geoglifi, tracciati nel deserto costiero del Perù meridionale, nella regione di Ica e che, spiega l'Unesco, "si ritiene che avessero funzioni astronomiche rituali". Realizzate rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure del terreno per far emergere quello più chiaro sottostante, costituiscono uno dei più importanti siti archeologici del continente americano. Le stime del numero di turisti che sorvolano la zona oscilla tra 80.000 e 100.000 l'anno. 

1 ago 2026

Sanchez in vacanza a Lanzarote, pubblica la sua 'playlist'

1 ago 2026

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 1 agosto

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 123 di oggi. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è pari a 204.100.000 euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente è: 8, 11, 21, 24, 72 e 88 numero Jolly 33 e numero SuperStar 11. In tredici hanno centrato i cinque punti aggiudicandosi una quota unitaria pari a 16.296,19 euro.  

1 ago 2026

Scuola, Valditara: "Divieto di burqa in classe e corsi di italiano per genitori di studenti stranieri"

1 ago 2026

Ceuta, Gassmann: "Chi è arrivato dal Marocco è come eravamo noi"

(Adnkronos) - "Sono esseri umani, devono avere diritti, non sono scarti, sono persone, sono come eravamo noi". Alessandro Gassmann dedica un post alla crisi migratoria di Ceuta e il messaggio pubblicato dall'attore su Instagram scatena un dibattito con un enorme numero di commenti. "Da due giorni si parla di Ceuta, la piccola comunità spagnola in Marocco, presa d’assalto da migliaia di cittadini marocchini che cercano di lasciare il loro paese per cercare una vita possibile", scrive Gassmann, definendo Ceuta 'piccola comunità spagnola in Marocco'. In realtà, si tratta di un'exclave e quindi di territorio spagnolo a tutti gli effetti. 

"Chi parla di invasione, chi chiude le frontiere con la Spagna, chi accusa il Presidente spagnolo di istigazione alla immigrazione illegale. C’è chi si vanta di aver rimandato indietro più immigrati e chi invece gioisce per averne fatti entrare meno. Per me in questa immagine c’è unicamente la fine della pietas, il collasso dell’umanità. Sono esseri umani, devono avere diritti, non sono scarti, sono persone, sono come eravamo noi", afferma Gassmann, che successivamente prende atto delle risposte, spesso a dir poco 'accese'. "Analizzando i messaggi aggressivi ricevuti da questo post (molti anche di condivisione, anche critici ma che hanno capito il senso), devo ribadire il pensiero", scrive in un successivo messaggio. "Sì molti di noi, per disinformazione, per voglia di rivalsa, perché sinceramente convinti di quanto dicono, hanno perso il senso umano più profondo, che dovrebbe contraddistinguere la specie umana: la pietà. State bene". 

1 ago 2026

Esplosione in un ristorante di Mosca: 3 morti e 21 feriti. Media: "Nel locale festa di compleanno di un generale"

1 ago 2026

Beatrice Venezi replica alle polemiche: "Dirigere in Russia? Sono un'artista libera"

(Adnkronos) - "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". Con queste parole la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha risposto alle polemiche, nate dopo l'intervista rilasciata all'Adnkronos, nella quale ha annunciato il suo ritorno in Russia per dirigere concerti lirici a Novosibirsk. Intervenendo questa sera al Caffè de La Versiliana di Pietrasanta in provincia di Lucca, nell'ambito dell'incontro 'Il futuro della lirica che fa i conti con il passato', intervistata dal giornalista Paolo Giordano, firma musicale de 'Il Giornale', Venezi ha rivendicato la propria autonomia artistica e ha respinto le interpretazioni politiche della sua scelta. 

Nell'intervista all'Adnkronos la direttrice aveva dichiarato: "Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese. Ovviamente Mosca e San Pietroburgo mantengono il loro valore e la loro centralità nella storia culturale russa, ma c'è un fermento straordinario anche in altre realtà". 

Riprendendo il tema dal palco della Versiliana, Venezi ha spiegato il senso di quelle dichiarazioni: "Ho fatto questa intervista all'agenzia di stampa Adnkronos dicendo semplicemente: 'Ora lasciatemi in pace'. In sette mesi, sulla graticola per la vicenda veneziana del Teatro La Fenice, sono state scritte oltre duemila pagine. Il che fa circa cento pagine al giorno. Io non so chi altro possa avere una rassegna stampa del genere".  

 

La direttrice ha, quindi, raccontato il suo legame con la cultura russa, nato in età molto giovane: "Sono sempre stata molto appassionata di Russia. Ho letto il mio primo 'Delitto e castigo' a nove anni e da lì mi sono innamorata della cultura russa. Avevo iniziato addirittura a studiare questa magnifica lingua perché avevo il sogno di poter leggere la letteratura russa nell'originale. Poi ho interrotto lo studio e adesso lo sto riprendendo". Venezi ha ricordato anche la lunga frequentazione dei Paesi dell'ex Unione Sovietica e del repertorio musicale russo: "Ho frequentato tanto i Paesi dell'ex Unione Sovietica, dove questa tradizione è ancora molto forte. Fare il repertorio sinfonico e operistico russo in quei Paesi acquista un sapore del tutto particolare. Mi sono sempre interessata moltissimo a questo repertorio". 

Secondo Beatrice Venezi, è fondamentale distinguere tra la dimensione culturale e quella politica. "Da una parte c'è il popolo russo e la cultura russa, dall'altra parte la politica. Da una parte troviamo il popolo con la propria cultura e dall'altra un governo che ha deciso di attuare una certa politica. Mischiare queste due dimensioni è estremamente rischioso". Venezi ha aggiunto che la cultura "può continuare a essere un ponte e un mezzo di dialogo importantissimo". 

Tornando al viaggio in Russia, ha ribadito che si tratta di un impegno professionale come gli altri: "Ho semplicemente risposto sul fatto che tra i prossimi impegni c'è la Russia, un mercato come un altro. È un mercato particolarmente prestigioso in virtù della sua storia e di tutto il valore artistico che questa cultura ha espresso, oltre che per l'affetto particolare che nutro nei confronti di questo repertorio. Sono stata felice quando mi hanno chiamato, anche per soddisfazione personale. Non è stato fatto per lanciare alcun tipo di provocazione". 

 

La direttrice d'orchrestra ha poi replicato a chi l'ha definita "alla corte di Putin": "La prima cosa che voglio dire è che io non sono un paggetto. Di gente asservita a qualcuno o a qualcosa ce n'è molta, ma tra questi non ci sono io. L'ho sempre dimostrato e ne ho sempre pagato il prezzo". Da qui la rivendicazione della propria indipendenza: "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". 

Venezi ha infine respinto anche l'ipotesi che la scelta di tornare in Russia rappresenti una "ripicca": "Per ripicca nei confronti di chi? Ripicca di cosa? Penso che queste persone abbiano un'opinione di se stesse probabilmente un po' troppo grande, da arrivare a pensare che tutto ruoti intorno a loro. Li voglio tranquillizzare: non perderei mai tempo a costruire alcuna ripicca nei confronti di qualcuno di cui non mi importa assolutamente niente". 

In chiusura, la direttrice ha proposto una riflessione sul trattamento riservato agli artisti nei due Paesi. "In Italia ci sono artisti russi che vengono boicottati e artisti italiani che decidono di esporsi andando in Russia che altrettanto vengono boicottati. In Russia si decide invece di accogliere gli artisti, anche coloro che vengono da Paesi ostili. Il giudizio poi lo lascio a voi". (di Paolo Martini) 

1 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a