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Caldo record molla la presa: domani Italia in giallo e verde, 1 bollino rosso a Palermo

21 lug 2026

Dazi, Trump pronto a nuova guerra commerciale: nel mirino 60 paesi

(Adnkronos) - Donald Trump è "pronto a scatenare nuovi dazi" su 60 paesi già a partire da questa settimana, in cui andranno a scadere quelli globali del 10% che la Casa Bianca ha imposto a febbraio, dopo che la Corte Suprema ha invalidato l'infrastruttura legale su cui poggiavano i dazi "reciproci" del "Liberation Day" presentati dal presidente statunitense ad aprile 2025. Ne dà notizia il Financial Times, citando fonti informate, secondo cui i funzionari hanno preparato opzioni per consentire a Trump di imporre nuovi dazi, anche se i consiglieri del presidente favorirebbero un approccio più cauto. 

La nuova serie di dazi, che varieranno tra il 10% e il 12,5%, si baserebbe sui risultati di un'indagine lanciata a marzo sulle pratiche di lavoro forzato, condotta ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, scrive la testata britannica. Tale strategia permetterebbe a Trump di evitare di ricorrere ai poteri di emergenza che aveva invocato per i dazi del "Liberation Day" e che successivamente sono stati bocciati dalla Corte Suprema. 

Questi nuovi balzelli dovrebbero essere in linea con quelli del 10% già in vigore, ma l'amministrazione "sta lavorando anche ad altre indagini che potrebbero conferirle l'autorità legale per proporre dazi più elevati". Un'altra indagine sull'eccesso di capacità produttiva include l'Ue, Cina, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Malesia, Cambogia, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Taiwan, Bangladesh, Messico, Giappone e India. 

Tuttavia, dietro le quinte, i consiglieri del presidente lo stanno esortando a non rischiare nuovi shock economici in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno a novembre, suggerendogli di "mantenere la stabilità con i partner commerciali e di onorare gli accordi che Washington ha stretto con loro per ridurre i dazi nel 2025", aggiunge la testata citando due fonti informate. Il tentativo di Trump di rilanciare la sua guerra commerciale arriva in un momento di crescente ostilità tra Usa e Iran, che ha nuovamente sconvolto i mercati energetici globali, aggravando l'aumento del costo della vita che sta colpendo i cittadini statunitesi. 

21 lug 2026

Iran, Trump: "Colpiremo il sito nucleare di Pickaxe". Teheran: "Così sarà guerra totale"

(Adnkronos) -  

Il monte Pickaxe diventa il fulcro della guerra tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ribadisce che l'area è un obiettivo perché Teheran la utilizza "per ricostituire un sito nucleare". La repubblica islamica risponde con una minaccia altrettanto esplicita: qualsiasi attacco contro siti nucleari provocherebbe un'ulteriore escalation e un'estensione del conflitto. "Colpiremo Pickaxe Mountain molto presto e molto duramente", dice Trump, che da giorni ha inserito Pickaxe Mountain in cima alla lista degli obiettivi. Il motivo, per il presidente americano, è semplice: gli iraniani ''stanno cercando di ricostituire un sito nucleare. Colpiremo quel sito con la massima forza". Meno esplicite le parole di Pete Hegseth, segretario alla Difesa, che viene interpellato sul tema nella sua audizione davanti all'Appropriations Committee del Senato: gli Stati Uniti hanno le armi per colpire il sito? "Molte delle nostre risorse sono classificate. Ma se c'è qualcuno al mondo in grado di raggiungere qualsiasi luogo sulla faccia della Terra, quello è l'esercito degli Stati Uniti". 

Il messaggio che arriva da Washington riceve una risposta immediata dal Comando Centrale Khatam al-Anbiya, che affida le proprie comunicazioni all'emittente Irib. "I criminali Stati Uniti hanno minacciato di attaccare le infrastrutture nucleari iraniane e altri siti sensibili", afferma il principale comando operativo congiunto iraniano che coordina tutte le forze armate. Se gli Usa "si spingeranno a tal punto, lo considereremo un'estensione della guerra nella regione. Tutti gli interessi degli Stati Uniti, così come quelli degli alleati e partner, diventeranno bersaglio di potenti attacchi da parte delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran". 

 

Teheran avrebbe spostato lo scorso autunno migliaia di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio in tunnel scavati a profondità comprese fra i 90 e i 140 metri sotto le rocce del monte Pickaxe (o Monte Kolang), secondo le valutazioni dell'intelligence di Israele che Tel Aviv ha passato agli Stati Uniti, denunciando questo passo come una indicazione della ricostituzione del programma nucleare, rende noto il Wall Street Journal.  

Il trasferimento è avvenuto dopo la guerra dei 12 giorni del giugno del 2025, quando Stati Uniti e Israele hanno preso di mira i tre principali siti del programma nucleare iraniano. Nei giorni scorsi Donald Trump aveva parlato di Pickaxe come di un "possibile obiettivo per un raid veloce e bello potente". Il sito era stato aperto come un centro sotterraneo per l'assemblamento di centrifughe per sostituire un impianto danneggiato nell'esplosione del 2020, possibile azione di sabotaggio.  

Negli ultimi 15 mesi, c'è stata intorno al sito una grande attività, con via vai di camion, potenziamento dei tunnel e la definizione di un perimetro di sicurezza, spiega l'Institute for Science and International Security, il 'think tank' americano che segue da anni gli sviluppi del programma nucleare dell'Iran. Altra attività è stata registrata intorno a una vecchia rete di tunnel aperta nel 2007 che era poi stata chiusa. "E' possibile che l'Iran abbia spostato le centrifughe nei tunnel" di Pickaxe, conferma David Albright, il direttore dell'Istituto. Nel 2021, l'Iran aveva annunciato all'Aiea la sua intenzione di avviare attività associate al suo programma nucleare a Pickaxe, ha riferito il direttore generale dell'agenzia di Vienna, Rafael Grossi. Per ora, l'unica certezza.  

 

21 lug 2026

Usa, Pentagono: "Servono subito 80 miliardi per la guerra contro l'Iran"

(Adnkronos) - Il Pentagono chiede 80 miliardi di dollari al Congresso per la guerra che gli Stati Uniti stanno conducendo contro l'Iran e che è già costata 37,5 miliardi. Pete Hegseth, segretario alla Difesa, si presenta oggi davanti ai membri dell'Appropriations Committee del Senato insieme al generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto. Gli 80 miliardi, dice Hegseth, sono essenziali per ottenere "la pace attraverso la forza". Il conflitto, dopo la firma del memorandum d'intesa a giugno, è ripreso a tutti gli effetti: gli Usa effettuano raid quotidiani da circa 10 giorni, l'Iran risponde con lanci di missili e droni contro strutture militari americane nella regione. 

Gli Stati Uniti vivono un "momento in cui non possiamo permetterci l'inazione", una prospettiva concreta "se non effettuiamo subito investimenti cruciali in tecnologia, calcolo, intelligenza artificiale, spazio". I finanziamenti supplementari sono necessari per "sostenere la nostra prontezza militare al fine di soddisfare le nuove esigenze di quest'anno e accelerare le capacità critiche per sostituire e potenziare quelle che abbiamo utilizzato". Servono nuove armi e bisogna intervenire per ripristinare le scorte dopo gli ultimi mesi di conflitto. 

Nella sua audizione, Hegseth attacca frontalmente il suo predecessore, Lloyd Austin, ex generale dell'esercito che ha guidato il Pentagono durante l'amministrazione del presidente Joe Biden: "Non so cosa abbia fatto Lloyd Austin per quattro anni. Davvero non lo so. Il livello di negligenza, di immobilismoe di burocrazia era sconcertante quando siamo subentrati". 

21 lug 2026

Ucraina, Zelensky silura Syrskyi: via il comandante delle forze armate

(Adnkronos) - Ribaltone ai vertici delle forze armate in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky rimuove il generale Oleksandr Syrskyi. Il nuovo comandante in capo, annuncia Zelensky, sarà il generale Mykhailo Drapatiy. Il siluramento di Syrskyi arriva dopo una settimana a dir poco convulsa. La decisione rappresenta una marcia indietro del presidente, che pochi giorni fa ha sollevato dall'incarico il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, ritenuto incompatibile con Syrskyi. La rimozione di Fedorov ha provocato proteste di piazza, con manifestazioni contro la decisione adottata dal presidente. Ora, all'ex ministro della Difesa è stato offerto un nuovo ruolo nell'esecutivo, come evidenzia la Cnn: l'incarico riguarderebbe la supervisione del settore tecnologico, con attenzione a sviluppi in ambito bellico. 

 

"Ho stabilito che il nuovo Comandante in Capo delle Forze Armate dell'Ucraina sarà Mykhailo Drapatiy. Insieme a Mykhailo, Yevheniy Khmara e Pavlo Palisa, abbiamo definito come aggiornare la configurazione dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina", il messaggio di Zelensky. "È innegabile che Oleksandr Syrskyi abbia garantito i risultati dell'Ucraina nella difesa di Kiev, nell'offensiva di Kharkiv e nell'operazione di Kursk. Abbiamo percorso una strada importante, la difesa dell'Ucraina continua ed è necessario un atteggiamento dignitoso nei confronti di ogni singolo soldato", aggiunge il presidente. 

"Sono grato a Oleksandr Syrskyi e a ciascuno dei nostri soldati per le solide posizioni in prima linea dell'Ucraina. Sono grato a Mykhailo Drapatiy per aver condiviso questa visione. Oggi, con Oleksandr Syrskyi e Andriy Hnatov, abbiamo discusso delle future configurazioni di servizio e del corretto passaggio di consegne. Abbiamo tutti un unico desiderio: la vittoria sul nemico e il raggiungimento, sul fronte e nella pressione esercitata sulla Russia, delle condizioni tali da costringerla alla pace. Domani formalizzeremo tutte le decisioni. L'Ucraina deve uscire da questa situazione più forte. Per la Russia sarà tutto più difficile". 

Durante il suo mandato, Fedorov ha impresso una svolta alla strategia bellica dell'Ucraina: Kiev ha puntato sulla tecnologia e sull'innovazione, cambiando volto alla guerra e modificando in maniera sostanziale gli equilibri del conflitto con la Russia. Il ricorso sistematico ai droni a medio e lungo raggio per colpire il territorio russo in profondità e la Crimea hanno dato risultati tangibili: i raid quotidiani contro infrastrutture energetiche e in particolare raffinerie e impianti petroliferi hanno inferto colpi durissimi all'economia di Mosca. 

L'approccio di Fedorov e quello di Syrskyi, 60 anni, si sono rivelati incompatibili per Zelensky, che ha sacrificato inizialmente il giovane ministro. Ora, a distanza di pochi giorni, ecco l'uscita di scena del generale che, nella guerra in corso da 4 anni e mezzo, ha difeso Kiev nella fase iniziale del conflitto e ha guidato la controffensiva nell'oblast di Kharkiv a settembre 2022. 

21 lug 2026

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21 lug 2026

Italia, Malagò conferma: "C'è dialogo con Guardiola. Ingaggio? Si farebbe eccezione"

(Adnkronos) - Giovanni Malagò conferma il nome di Pep Guardiola per la panchina dell'Italia. Il presidente della Figc, dopo essere succeduto a Gabriele Gravina alla guida della Federazione, sta lavorando con il nuovo direttore tecnico della Nazionale Paolo Maldini per individuare il candidato perfetto per il ruolo di commissario tecnico, lasciato vacante dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso. 

Tra i nomi per la panchina dell'Italia, c'è anche quello di Pep Guardiola, che ha lasciato il Manchester City dopo 10 anni e con cui c'è stato un incontro per proporgli il progetto azzurro: "Credo sia stato giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo", ha detto Malagò a Cronache di Spogliatoio, "non è assolutamente una mancanza di rispetto o di riguardo nei confronti di altri soggetti, perché sugli altri soggetti il confronto è già partito e poi uno può optare su qualcheduno che magari è generazionalmente di una scuola chiamiamola più recente e lì la questione è molto soggettiva". 

Uno degli scogli da superare sarebbe l'alto ingaggio da garantire a Guardiola, una condizione che però non sembra preoccupare Malagò: "Si son fatte delle eccezioni, eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto". La scelta è quindi ristretta a Guardiola, Pirlo e Mancini? "No nel modo più assoluto, si ragiona su un certo profilo e sicuramente questi nomi rientrano in quella categoria". 

21 lug 2026

Addio a Kaylee Hottle, star di Godzilla: morta a 18 anni in incidente stradale

(Adnkronos) - Kaylee Hottle, l'attrice statunitense diventata celebre per il ruolo di Jia nei film della saga "Godzilla vs Kong", è morta all'età di 18 anni in seguito a un tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 luglio nel Maryland. La notizia è stata confermata dal padre, Joshua Hottle, al sito hollywoodiano Tmz. Il padre, appartenente come la figlia a una famiglia interamente composta da persone sorde, ha condiviso il proprio dolore attraverso un messaggio in lingua dei segni americana (Asl) pubblicato sui social, accompagnato da una frase carica di commozione: "Sto affrontando un viaggio che non avrei mai voluto intraprendere", mentre era in volo dal Texas per raggiungere il Maryland e recuperare la salma della figlia. 

Secondo quanto riferito dall'Ufficio dello Sceriffo della Contea di Frederick, l'incidente si è verificato intorno alle 2.52 del mattino a Ijamsville, nei pressi di Baltimora. Kaylee viaggiava come passeggera a bordo di una Honda Accord del 1995 quando il conducente, un ragazzo di 19 anni, ha perso il controllo dell'auto, uscita dalla carreggiata e finita contro un canale di scolo. Le prime indagini indicano che l'eccesso di velocità potrebbe essere stato uno dei fattori determinanti dello schianto, anche se l'esatta dinamica è ancora al vaglio degli investigatori. Trasportata d'urgenza in un centro traumatologico, la giovane attrice è stata dichiarata morta poco dopo l'arrivo in ospedale. Il conducente ha riportato ferite non considerate gravi, mentre il terzo passeggero è rimasto praticamente illeso e non ha avuto bisogno di cure mediche. 

Nata e cresciuta a Kyle, in Texas, in una famiglia di persone sorde e sordocieche, Kaylee Hottle aveva iniziato a recitare fin da bambina, partecipando a spot pubblicitari e comparendo anche in un episodio della serie "Magnum P.I.". La svolta arrivò nel 2017 grazie a uno spot realizzato per l'app di video-relay Convo. Fu proprio quella pubblicità a catturare l'attenzione dell'assistente alla regia del franchise dedicato a King Kong, che la ritenne perfetta per interpretare Jia. Il debutto cinematografico arrivò nel 2021 con "Godzilla vs. Kong", dove interpretava una bambina Iwi, sorda e orfana, salvata da Kong sull'Isola del Teschio e cresciuta dalla dottoressa Ilene Andrews, interpretata da Rebecca Hall. Il legame tra Jia e il gigantesco gorilla, costruito attraverso la lingua dei segni americana, divenne uno degli elementi più emozionanti e apprezzati del film. Il personaggio tornò anche nel sequel del 2024, "Godzilla vs. Kong: The New Empire", confermando il successo di una giovane attrice capace di conquistare pubblico e critica con un'interpretazione intensa e autentica. 

In un'intervista rilasciata nel marzo 2024 all'"Houston Chronicle", Kaylee aveva raccontato come era nata la sua avventura nel cinema. "L'assistente alla regia vide il mio spot pubblicitario e pensò che corrispondessi perfettamente alla descrizione del personaggio", aveva spiegato in Asl. Sul lavoro con il regista Adam Wingard aggiungeva: "Leggevo la sceneggiatura, lui mi spiegava esattamente cosa desiderava e, con l'aiuto dei miei genitori nella traduzione, cercavo semplicemente di dare vita al personaggio". 

La scomparsa della giovane attrice ha suscitato profonda commozione anche tra i colleghi. Alexander Skarsgård, protagonista del primo capitolo della saga, aveva più volte elogiato il talento della ragazza, sottolineandone la sorprendente naturalezza davanti alla macchina da presa e la capacità di recepire immediatamente le indicazioni del regista. Anche la Texas School for the Deaf, dove Kaylee aveva studiato, le ha reso omaggio con un messaggio di cordoglio rivolto alla famiglia, agli amici e ai compagni di scuola. (di Paolo Martini)  

21 lug 2026

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21 lug 2026

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