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Di Battista ancora in tv, stasera sarà ospite a 'Accordi e Disaccordi'

(Adnkronos) - Alessandro Di Battista torna in tv. Oggi, sabato 3 ottobre, l'ex deputato del Movimento 5 stelle sarà ospite di 'Accordi e Disaccordi', sul Nove a partire dalle ore 22.30. Per Di Battista si tratte della seconda apparizione televisiva dopo il malore accusato a Cuba e l'operazione subita a L'Avana. L'ex deputato del M5S, rientrato in Italia da circa 2 settimane, martedì scorso era stato infatti ospite di Giovanni Floris a 'DiMartedì'. 

Ad annunciare la sua presenza sul Nove è stato lo stesso Di Battista, che ha pubblicato un post condividendo l'appuntamento con i propri follower per poi scrivere: "Ci vediamo stasera!". 

 

Proprio a DiMartedì Di Battista aveva raccontato il suo malore e le cure a Cuba: "Mi sono sentito male per un edema per la presenza di un tumore. Mi hanno operato e hanno rimosso quasi tutto il tumore. Ora devo seguire le terapie", ha detto in collegamento con lo studio di Floris, "sono andato a Cuba per fare dei reportage per il Fatto Quotidiano e tv Loft. Mi sono sentito male per un edema cerebrale per la presenza di un tumore che mi è stato riscontrato. A Cuba hanno fatto gli esami giusti, hanno individuato la malattia e hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l'edema e hanno permesso di operarmi". 

"Hanno asportato quasi tutto il tumore, ora farò le cure sperando che funzionino. Faccio parte di quel club di cittadini, italiani e non solo, che dicono 'ma perché proprio a me?'", ha raccontato Di Battista, "se questa malattia, la peste del XXI secolo, ha un pregio è che è democratica, colpisce tutti. Non sono uno di quelli che dicono 'ce la farò solo perché combatterò'... La retorica del 'forza guerriero non mollare' non mi piace, devo fare le cure, condurre una vita il più sana possibile, devo avere un atteggiamento positivo". 

 

3 ott 2026

Caro carburanti, Cgia: "Nonostante price cap famiglie e imprese a ottobre spenderanno 1,1 miliardi di euro in più"

(Adnkronos) - Anche se Eni e altre compagnie petrolifere hanno deciso di fissare per ottobre un tetto ai prezzi di benzina e diesel, il conto resta salato: rispetto ad un mese medio del 2025, famiglie e imprese italiane a ottobre 2026 spenderanno 1,1 miliardi di euro in più. A soffrire di più saranno le grandi aree metropolitane del Paese, con Roma in testa (+68,5 milioni di euro), seguita da Milano (+49,5), Napoli (+39,6), Brescia (+31,2), Torino (+27,8) e Bari (+25,6). A fare i calcoli è l'Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto i prezzi medi della verde e del gasolio per autotrazione pagati nel 2025 con quelli stimati per il 2026. Per il 2026, l'aggravio complessivo a livello nazionale sarebbe pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento. Un aggravio che su base mensile si aggira attorno a 1,1 miliardi di euro. 

L'analisi ipotizza che quest'anno si consumi la stessa quantità di carburante dell'anno scorso. In sostanza, nonostante lo sconto temporaneo introdotto in questi giorni da molte major petrolifere presenti in Italia, i rincari per automobilisti e imprese restano molto pesanti. Da inizio del conflitto ad oggi, infatti, il prezzo medio alla pompa della verde è salito del 29,1%, quello del gasolio per autotrazione addirittura del 36,6%. Finché il conflitto in Medioriente non si chiuderà, è difficile immaginare che i prezzi alla pompa tornino ai livelli precedenti alla crisi. Le tensioni sulle forniture, l'incertezza sulle rotte del greggio e la volatilità dei mercati energetici continuano a riflettersi sul prezzo di benzina e diesel, spiega la Cgia. 

"Nell'attesa di una soluzione sul piano geopolitico, che non dipende da noi e, purtroppo, non ha tempi certi, la domanda è concreta: dove trovare le risorse per alleviare questi aumenti? In linea di massima le strade possibili sono un paio e nessuna è priva di controindicazioni", secondo la Cgia. Nel 2026, al netto degli interessi, la spesa pubblica del nostro Paese toccherà il livello record di quasi 1.090 miliardi di euro: una contrazione anche solo dell'1 per cento libererebbe quasi 11 miliardi di euro, risorse che potrebbero essere destinate a contenere gli aumenti dei prezzi di benzina, diesel e, in vista del prossimo inverno, anche di luce e gas. Per la Cgia ci sono "capitoli di bilancio sui quali sarebbe possibile intervenire, tagliando sprechi, sperperi e inefficienze. Ricordiamo, a titolo esemplificativo, che gli italiani beneficiano ogni anno di ben 130 miliardi di euro di agevolazioni fiscali tra deduzioni e detrazioni. Ci chiediamo: vista la situazione di emergenza che stiamo attraversando, non sarebbe possibile, attraverso un’attenta razionalizzazione di tali benefici, recuperare una decina di miliardi di euro da destinare al contrasto del caro carburante?".  

L'alternativa per l'ufficio studi è un debito maggiore "previo ok di Bruxelles". A differenza di quanto avvenne nel 2022 dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina l'Ue "non ha concesso ai Paesi membri la possibilità di superare i vincoli di bilancio per compensare almeno in parte i rincari. Si tratta di una scelta molto discutibile". Aumentando il debito "finiremmo per scaricare il problema sulle generazioni future, senza risolverlo strutturalmente. D’altra parte, però, daremmo un po’ di ossigeno a tanti automobilisti e ad altrettante attività economiche, che potrebbero recuperare un po’ di liquidità per riuscire a tirare avanti". 

Dal 19 marzo 2026 il governo Meloni ha varato 13 provvedimenti contro il caro carburante, con l'obiettivo di ridurre le accise su benzina e gasolio. Questi tagli sono costati allo Stato 2,1 miliardi di euro. A questa somma si aggiungono circa 500 milioni di crediti d'imposta destinati ai settori che dipendono maggiormente dal carburante, cioè autotrasportatori, agricoltori e pescatori: uno sconto fiscale che consente alle aziende di recuperare parte della spesa sostenuta per il gasolio. 

Complessivamente, negli ultimi sei mesi e mezzo la manovra sui carburanti supera dunque i 2,6 miliardi di euro, tra riduzioni dirette delle accise e agevolazioni mirate. Una cifra importante ma nulla a che vedere con quella messa in campo dal governo Draghi nel 2022. Nel marzo di quattro anni fa, dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l'Unione Europea concesse agli Stati membri maggiore flessibilità sui vincoli di bilancio, visti i forti rincari che subirono i prodotti petroliferi. Il governo Draghi ne approfittò riducendo le accise sui carburanti per otto mesi consecutivi, con una spesa complessiva di 7,3 miliardi di euro. "Si tratta di un intervento quasi triplo rispetto a quello del governo Meloni nel 2026, anche se lo scenario economico è in parte diverso, gli aumenti sono stati molto simili. Pertanto, Bruxelles dovrebbe smettere di ignorare il problema e concedere agli Stati membri un margine di flessibilità analogo a quello garantito quattro anni fa, in una fase di emergenza comparabile", secondo la Cgia. 

  

3 ott 2026

Nautica, Stella (Confindustria Nautica): "Premio alle 100 candidature come la nautica al record di 8,3 mld"

3 ott 2026

Atp Tokyo, Berrettini ko negli ottavi di finale con Vallejo

3 ott 2026

Salone Nautico Genova, Bocchietto (Design Innovation Award): "Da 40 a 100 partecipanti, premio cresce e sostiene i giovani talento"

3 ott 2026

Donna muore di peste polmonare in Siberia, lavorava in laboratorio: in 200 in quarantena

(Adnkronos) - Preoccupazione si sta diffondendo in Siberia dove una donna di 28 anni è morta a causa di peste polmonare. È successo nella regione di Irkutsk, come ha annunciato un funzionario regionale stando ai quotidiani locali, in particolare l'edizione in inglese del The Mosow Times. Almeno 200 persone sono state messe in quarantena, con le quali potrebbe aver avuto contatti. 

I media russi hanno identificato la donna come Daria Chipilova, una tecnica di laboratorio. Il quotidiano "Popoli del Baikal" ha riferito che lavorava per l’Istituto antipeste di Irkutsk e che avrebbe potuto contrarre la peste polmonare da un tubo di prova rotto. Martedì è stata ricoverata a Shelekhov, una cittadina vicino al capoluogo regionale di Irkutsk, con sintomi di grave polmonite. È stata sottoposta a ventilazione assistita ed è deceduta giovedì, stando alle notizie riportate.  

Al momento dal Ministero della Salute russo non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale, ma la notizia si è ormai diffusa anche al di fuori dei confini nazionali. La conferma è arrivata da Alexei Tsydenov, il governatore della regione russa di Buriatia, che ha dichiarato in un post sui social media che una donna nella vicina regione di Irkutsk è "morta per la peste".  

Le autorità hanno annullato gli eventi pubblici previsti a Irkutsk, mentre le forze dell'ordine avrebbero aperto un'indagine per potenziali violazioni delle norme di sicurezza sanitaria che hanno portato al decesso della 28enne. 

Come si legge sul sito ufficiale dell'Istituto superiore di Sanità, la peste polmonare è una variante della peste, in cui il batterio infetta i polmoni. Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.  

3 ott 2026

A Matera l'IgersMeet Nazionale 2026, 60 esperti di storytelling digitale da tutta Italia per raccontare Basilicata

(Adnkronos) - Sessanta content creator e local manager, arrivati da tutte le regioni italiane, hanno dato il via oggi a Matera all'IgersMeet Nazionale 2026, il raduno annuale della community di IgersItalia dedicato alla promozione dei territori attraverso fotografia, storytelling e comunicazione partecipata. Fino a domenica 4 ottobre racconteranno i Sassi, i borghi e i paesaggi della Basilicata, in un'iniziativa realizzata con l'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata. L'evento è stato presentato alla stampa presso l’Open Space di Matera, dove è seguita la XIV Assemblea Nazionale di IgersItalia. Il cuore dell'IgersMeet sono i tour esperienziali, pensati come itinerari di scoperta e di produzione editoriale in cui fotografia e storytelling servono a interpretare il territorio, oltre che a documentarlo. Si parte da Matera, con il patrimonio mondiale dei Sassi, della Civita e del Parco della Murgia Materana. Tappa poi a Craco, il celebre paese fantasma lucano, dove memoria, geologia e storia si intrecciano tra i calanchi. A Montescaglioso, la Città dei Monasteri, i creator scopriranno la monumentale Abbazia di San Michele Arcangelo e i chiostri rinascimentali. A Miglionico li attendono il Castello del Malconsiglio, la memoria della Congiura dei Baroni e i panorami sulla valle del Bradano. Il viaggio toccherà infine Grottole, borgo sospeso tra le vallate del Bradano e del Basento, e Ferrandina, centro della collina materana legato alla tradizione agricola e alla cultura dell'olivo. 

Il racconto non si fermerà ai monumenti. I partecipanti incontreranno le comunità locali ed esploreranno paesaggi rupestri, riserve naturali, gravine e vallate. Parte essenziale della narrazione saranno anche le eccellenze enogastronomiche del Materano, dall'olio extravergine ai prodotti da forno, dai formaggi ai legumi, che testimoniano la storia agricola e la cultura contadina della regione. Fotografie, video, reel, articoli e stories confluiranno nei canali delle community locali, nel sito nazionale di IgersItalia e nelle piattaforme dei singoli creator. "Matera è una destinazione nota in tutto il mondo, ma la Basilicata è un sistema di borghi, abbazie, castelli, paesaggi rupestri e produzioni agricole che merita di essere raccontato – ha dichiarato Margherita Sarli, direttore generale dell'Apt Basilicata – Abbiamo scelto di affidare il racconto a chi sa farlo con linguaggi contemporanei, della comunicazione digitale. Per l'Agenzia è un modo concreto di fare destination marketing: partire dall'icona per valorizzare il patrimonio diffuso e le comunità che lo custodiscono. Ringrazio IgersItalia per aver scelto la Basilicata e auguro ai partecipanti tre giorni di scoperta e di ottimo lavoro". "Con il supporto dell'Apt - ha ricordato il presidente Pietro Contaldo - la community ha costruito un'esperienza che mette al centro il racconto delle destinazioni. Il coinvolgimento dei local manager e dei content creator di tutta Italia ci permetterà di dare vita a una narrazione corale, capace di intrecciare sguardi e sensibilità differenti. L'auspicio è che i contenuti realizzati in questi giorni «possano continuare a raccontare Matera e la Basilicata anche dopo la conclusione dell'evento". 

3 ott 2026

Fiorello, ecco il ritorno su Rai1: in prima serata domenica 18 ottobre

3 ott 2026

Formula 1, la griglia di partenza del Gp del Bahrain

3 ott 2026

Ucraina, Russia colpisce un altro ponte a Kiev. Il sindaco: "Gli attacchi stanno distruggendo la città"

(Adnkronos) - Un attacco russo ha colpito un importante ponte di Kiev, secondo le ultime news di oggi sabato 3 ottobre. Ad annunciarlo il sindaco della città Vitali Klitschko dopo che droni russi, nei giorni precedenti, hanno preso di mira il Ponte Sud causandone la chiusura e contribuendo così al caos del traffico nella capitale. "Il Ponte Nord è stato colpito", ha detto il sindaco su Telegram. Sul posto i servizi di emergenza. 

Kiev si trova in una "situazione estremamente drammatica" a causa dell'intensificarsi dei bombardamenti russi, che stanno colpendo infrastrutture chiave e causando il caos nel traffico, ha denunciato ieri il sindaco Klitschko, aggiungendo che "non è più possibile fingere di poter vivere come in tempo di pace. Il nemico sta distruggendo Kiev". 

Una denuncia è arrivata anche dal presidente ucraino, Volodymir Zelensky. All'inizio di settembre, ha sottolineato ieri Zelensky riprendendo quanto affermato al Financial Times e citando informazioni raccolte dall'intelligence di Kiev, Vladimir Putin ha detto ai suoi che contro l'Ucraina "ora non ci sono più regole". 

"I russi non sono riusciti a occupare l'Ucraina. Quindi ora effettuano attacchi e uccisioni massicce. Adesso attaccano i nostri ponti e i nostri data center, la rete internet, le reti, gli ospedali, asili, scuole, università, tutto. Vogliono che le persone fuggano dalle loro città, e dobbiamo fare tutto il possibile per salvare la nostra gente e le nostre città", ha scritto il presidente ucraino in un post. 

 

3 ott 2026

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