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21 ott 2026

Disordini e proteste, TikTok condanna le violenze: attivata una 'task force' e rimossi video e account

(Adnkronos) - TikTok "condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali", secondo quanto riferito dalla società in relazione alle recenti proteste. "Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l'accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l'uso improprio della piattaforma". 

In risposta ai disordini, Tiktok ha attivato una "task force" e rafforzato le attività di moderazione, "anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio. Con l'evolversi della situazione, continuiamo la nostra attività di moderazione, rimuovendo i video, sospendendo le LIVE e bloccando gli account che violano le nostre regole. Finora, i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti. Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le potenziali minacce emergenti", secondo quanto riferito dalla società. 

Sono inoltre state introdotte ulteriori misure di sicurezza, tra cui "il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca. Stiamo inoltre invitando gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le LIVE in modo responsabile, limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico", secondo quanto riferito da TikTok. 

21 ott 2026

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21 ott 2026

Università Federico II, da domani lezioni in Dad fino a nuova comunicazione

(Adnkronos) - A partire da domani e fino a nuova comunicazione, l'Università Federico II di Napoli adotterà la didattica a distanza per tutte le lezioni e le attività formative ordinarie. Lo si legge in una nota dell'ateneo napoletano. La decisione è stata assunta per limitare i disagi causati dalle agitazioni in corso e dalle conseguenti difficoltà di approvvigionamento del carburante. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari. Gli esami di profitto programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti.  

"Per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente. Le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni", si legge nella nota. "L'Ateneo continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione con l'obiettivo di garantire la continuità delle attività universitarie, riducendo al minimo i disagi per studenti e personale". 

E' stata occupata dagli studenti la sede di Porta di Massa dell'Università degli studi di Napoli, con sospensione delle attività. Lo hanno annunciato il Collettivo autorganizzato universitario di Napoli (Cau) ed Ecologia Politica Napoli (Ecopol). Sullo striscione all'ingresso dell'ateneo si legge: "Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre".  

Così i collettivi: "Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi. E oggi la Federico II manda una comunicazione a tutti gli studenti: didattica in presenza interrotta, da domani tutti in DaD. In un Paese al collasso, l'ultima risposta di questo governo è un decreto sicurezza, l'ennesimo. Di fronte al disagio di lavoratori, precari, giovani e studenti, l'unica risposta è una cieca repressione. Come studenti, dalle scuole alle università, sappiamo come stanno le cose: le condizioni in cui viviamo non sono piovute dal cielo e non saranno misure tappabuchi a rispondere a un disagio che non è nato nelle ultime settimane".  

"Nell'e-mail del rettore Mazzucchi leggiamo che la didattica a distanza serve a mitigare i disagi per la comunità universitaria. Ma questi disagi non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria. Sono il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell'università pubblica a favore della guerra; il diritto allo studio che diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati; un Paese dove i salari sono fermi da trent'anni e dove tutto costa sempre di più. Veniamo dall'estate più calda di sempre e ogni volta che piove le nostre città si allagano: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e non siamo preparati. Serve una transizione ecologica socialmente giusta, che non pesi sulle spalle dei più poveri. La lotta per arrivare alla fine del mese e quella contro la fine del mondo sono la stessa lotta". Gli studenti rilanciano lo sciopero generale del 30 ottobre: "Blocchiamo il Paese. Mandiamo a casa il governo Meloni. Contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti". 

21 ott 2026

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21 ott 2026

Madame e la guerriglia di Milano: "Non solo condannare, provare a capire perché siamo persi"

(Adnkronos) - Madame interviene sui social dopo i cortei sfociati nei giorni scorsi in violenze e danneggiamenti a Milano. In una serie di storie pubblicate su Instagram, la cantautrice veneta invita a interrogarsi sulle cause del disagio giovanile, sostenendo che oltre alla condanna degli episodi violenti sia necessario comprenderne le origini. "Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse a essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la merda nel cervello. Se invece di schifarsi davanti a certe reazioni, perché di questo si parla, di reazioni, si provasse a domandarsi il perché. È violento il mondo in cui siamo nati, è violento il modo in cui concepiamo l'esistenza, ma non se ne rende conto nessuno. È violento il modo in cui vediamo il sesso, le relazioni, i soldi, il potere, è violenta la nostra voglia di ribellione", scrive la cantautrice.  

"È violenta la nostra musica. Noi siamo persi. Non sappiamo da che parte girarci. Non sappiamo cosa sia la destra e la sinistra, cosa sia la vita politica, non sappiamo come organizzarci come popolo. Lo sanno quei pochi che studiano, che hanno famigliari che li educano alla politica. Tutti gli altri sono PERSI. lo, Francesca sono tra i persi", ha rimarco Madame utilizzando il suo vero nome.  

Nel lungo sfogo social, la cantante cita anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ringraziandolo per essersi esposto "nell'unico modo in cui andava fatto". "La stimo tanto, anzi, le voglio proprio bene Presidente", scrive, concludendo con un ringraziamento al capo dello Stato "e a tutti quelli che si stanno sforzando di capirci senza girare la testa dall'altra parte, grazie a quelli che ci hanno a cuore". 

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