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Marocco, tensione al confine: decine di migranti fermati vicino Ceuta

(Adnkronos) - Diverse decine di persone, per lo più migranti provenienti dall'Africa subsahariana, sono state fermate sabato nel nord del Marocco dalle forze di sicurezza locali nei pressi del valico di frontiera di Fnideq, che conduce all'enclave spagnola di Ceuta. È quanto constatato da un corrispondente dell'Afp. Secondo la testata locale Le360, che cita una fonte della sicurezza, sabato mattina sono stati fermati "294 candidati all'emigrazione irregolare", tra cui 248 migranti subsahariani e 46 marocchini.  

"Si tratta di un'operazione di routine volta a prevenire i tentativi di migrazione irregolare" verso Ceuta, ha assicurato all'Afp, dietro condizione di anonimato, un funzionario informato sugli interventi in corso. Tra i migranti fermati, il sudanese Abdessamad Dawad, 22 anni, ha spiegato all'Afp di voler "arrivare in Europa perché il mio Paese d'origine, il Sudan, è devastato dai problemi e dall'insicurezza". Un altro sudanese, Chams Edine Yakoub, 25 anni, ha dichiarato di essere alla ricerca di "opportunità". "A Ceuta, in Europa, le persone sono assistite meglio", ha affermato, "qui non c'è lavoro. Non ci sono soldi. Non c'è alloggio. Non c'è assolutamente nulla, lo giuro".  

Soprattutto in estate, le foreste vicino a Fnideq e Beni Ansar, nei pressi di Nador — città marocchina confinante con l'altra enclave spagnola di Melilla, 400 km più a est — diventano luoghi di ritrovo per i migranti subsahariani che cercano di raggiungere irregolarmente questi territori. Secondo il funzionario, i fermi, di cui non ha precisato il numero, si inseriscono nel quadro "dell'importante dispositivo di sicurezza dispiegato" per evitare le partenze. 

I migranti si trovavano su una collina boscosa sopra Fnideq, a pochi chilometri dal valico di frontiera, quando la polizia è intervenuta per sgomberarli. Una parte è stata arrestata, mentre altri sono riusciti a fuggire, secondo quanto riportato dal corrispondente dell'AFP. Mercoledì le autorità marocchine avevano annunciato di aver adottato "misure" per contrastare qualsiasi nuovo afflusso di massa verso Ceuta, segnalando numerose pubblicazioni online che sostenevano come le frontiere di Fnideq e Melilla sarebbero state "aperte" il 15 agosto, "giorno festivo in Spagna". 

Secondo Le360 e il sito Hespress, le forze dell'ordine hanno arrestato "in questi ultimi giorni 61 persone che avevano incitato o promosso la migrazione irregolare sui social network". Quindici giorni fa, oltre 72.000 candidati all'immigrazione, principalmente marocchini e in maggioranza giovani uomini, si erano riversati a piedi o a nuoto su Ceuta, per poi essere espulsi quasi immediatamente nel caso di 70.000 di loro, secondo quanto riferito dalle autorità spagnole. 

Secondo le testimonianze di migranti, ONG locali e diversi esperti raccolte dall'AFP, i candidati alla partenza erano riusciti a raggrupparsi nella zona di frontiera e a entrare a Ceuta senza essere fermati, almeno inizialmente, dalle forze di sicurezza marocchine. Ufficialmente, almeno 91 persone sono morte in questa pericolosa traversata, di cui 80 in Spagna e 11 sul versante marocchino. Tuttavia, secondo le ONG marocchine, si contano decine di dispersi e almeno 141 morti. 

15 ago 2026

Terremoto in Indonesia, 47 morti e 2mila sfollati. Caccia ai dispersi

(Adnkronos) - Si continua a scavare tra le macerie in Indonesia, in cerca dei dispersi e con la speranza di trovare sopravvissuti dopo le scosse di terremoto, la più alta di magnitudo 7.7 della scala Richter, che hanno causato la morte di almeno 47 persone sulla costa orientale dell'isola di Flores. L'ultimo bilancio è stato fornito nella sera indonesiana dall'agenzia nazionale per la gestione dei disastri (Bnpb), mentre il funzionario preposto ai soccorsi Fathur Rahman ha dichiarato che 50 persone sono rimaste ferite nel terremoto e che la priorità è trovare i dispersi. Diverse persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie di numerosi edifici, ma le ricerche risultano complicate da frane che hanno bloccato alcune strade.  

Secondo quanto riportato dal Bnpb, quasi 160 case, decine di strutture scolastiche e sanitarie e altri edifici pubblici sono stati danneggiati dal terremoto che ha colpito la popolare isola turistica nella parte orientale dell'Indonesia. La Croce Rossa internazionale e la Mezzaluna Rossa hanno dichiarato che sono in corso i preparativi per portare aiuti a circa duemila persone ospitate in rifugi temporanei. Il governo di Giacarta ha già inviato nella zona 50mila pacchi di aiuti per un peso complessivo di 275 tonnellate. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha offerto l'aiuto dei satelliti Copernicus per l'osservazione della Terra. "L'Europa è pronta a schierare Copernicus, i nostri occhi nel cielo, per supportare le operazioni di ricerca e soccorso. Indonesia, siamo con te", ha scritto su X. 

Molti abitanti di Flores sono rimasti senza elettricità e telecomunicazioni. L'allerta tsunami è stato revocato, ma le autorità hanno esortato la popolazione a non tornare negli edifici danneggiati per timore che le scosse di assestamento possano farli crollare. Centinaia di persone sono rimaste all'aperto per ore, mentre decine di scosse di assestamento continuavano a scuotere l'isola, la più forte delle quali di magnitudo 6.1. Secondo l'agenzia geologica indonesiana Bmkg, in alcune zone costiere di Flores sono state segnalate onde alte fino a 1,6 metri. 

L'epicentro del terremoto, di scarsa profondità, si trovava al largo della costa settentrionale dell'isola, secondo quanto riferito dalle autorità statunitensi e indonesiane. Le zone colpite presentano pochi edifici multipiano. Una seconda scossa di terremoto, profonda e localizzata sulla terraferma, è stata registrata con una magnitudo di 6,9 vicino a Pematangsiantar, sull'isola di Sumatra, a migliaia di chilometri di distanza, circa 12 ore dopo la scossa di Flores.  

L'Indonesia è soggetta a frequenti terremoti a causa della sua posizione nella "Cintura di fuoco" del Pacifico, un arco di intensa attività sismica che si estende dal Giappone attraverso il Sud-est asiatico e attraverso il bacino del Pacifico. Nel 1992 Flores fu colpita da un terremoto di magnitudo 7.7, che provocò uno tsunami e causò circa 2.500 vittime. Nel 2004, una devastante scossa di terremoto di magnitudo 9.1 colpì la costa di Sumatra, innescando uno tsunami che causò la morte di 220mila persone in tutta la regione, di cui circa 170mila in Indonesia, in uno dei disastri naturali più letali della storia. 

15 ago 2026

Ucraina, Europa al lavoro per negoziati: il piano di Gran Bretagna, Francia e Germania

(Adnkronos) - La Francia, la Germania e la Gran Bretagna stanno lavorando a un nuovo formato per i futuri negoziati sull'Ucraina. Lo scrive il New York Times citando cinque funzionari europei a condizione di anonimato. Il giornale mette in luce come cresca la diffidenza verso il ruolo che può svolgere il presidente americano Donald Trump, ma senza nascondere che la Russia ha mostrato scarso interesse in un ruolo dell'Europa nei colloqui. I diplomatici europei, quindi, stanno lavorando a un formato per i negoziati, guidato da Francia, Germania e Gran Bretagna, che tutelerebbe gli interessi europei. 

Secondo due alti diplomatici europei e un alto funzionario europeo che segue da vicino l'iniziativa, Francia e Germania stanno assumendo un ruolo guida nello sviluppo della posizione europea. La Gran Bretagna, che ha un nuovo primo ministro, è più titubante, in parte perché teme di mettere alla prova i suoi rapporti con Trump, hanno affermato i diplomatici. 

Tre funzionari europei hanno riferito che Gran Bretagna, Francia e Germania ritengono di dover svolgere un ruolo centrale nei negoziati a sostegno dell'Ucraina. I tre Paesi, noti come "E3", costituiscono il nucleo della "coalizione dei volenterosi" che sostiene l'Ucraina e hanno elaborato diverse opzioni per garantire al Paese, in seguito a un accordo, le proprie misure di sicurezza e militari. 

Secondo i funzionari, è necessario consultare anche la Polonia, l'Italia e i paesi nordici, tenendo informata e successivamente coinvolta l'Unione europea, poiché alcuni paesi più piccoli, in particolare quelli confinanti con la Russia e l'Ucraina, come gli Stati baltici e l'Ungheria, non si fidano completamente della Germania e della Francia per quanto riguarda la rappresentanza dei loro interessi. 

15 ago 2026

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