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Ballando, lo sfogo (e le lacrime) di Noemi Bocchi: "Sono schiacciata dal personaggio Totti"

(Adnkronos) - "Voglio ritrovarmi un po’. Voglio far capire a chi mi guarda che tutto quello che hanno letto su di me non è vero". Inizia così lo sfogo di Noemi Bocchi a Ballando con le stelle. La compagna di Francesco Totti, finita per anni al centro dell’attenzione mediatica per la sua relazione con l’ex Capitano della Roma e per il ruolo che le è stato attribuito nella separazione tra Totti e Ilary Blasi, ha raccontato il peso di essere costantemente associata a critiche e presunti tradimenti. 

Bocchi ha scelto di partecipare al programma anche per provare a mostrare una parte di sé che spesso, a causa del gossip, è rimasta in secondo piano. "Prima di stare con Francesco non ero così insicura. Il suo personaggio schiaccia la mia persona, ora sono vista solo come la compagna di. Non sono più la ragazza che ha avuto una vita sua, i suoi impegni, ma solo la compagna di. Stare con lui è positivo, ma questo mondo non è così semplice", ha raccontato nella clip di presentazione. 

E sulle critiche ricevute negli ultimi anni ha aggiunto: "Mi fa tanto male. Vengo vista solo come quella che ha rovinato. Non ho rovinato niente io. Nella vita ognuno ha le proprie responsabilità e, se in una coppia, visto che ci sono passata io per prima, si arriva a lasciarsi, le colpe stanno al 50 e 50". 

Dopo la sua esibizione è arrivata anche la prima standing ovation. Un momento che l'ha emozionata, tanto da farla commuovere. A cercare di rassicurarla è stata Milly Carlucci: "Lei è un enorme personaggio mediatico senza averne colpa. Tu stai dentro l’occhio del ciclone, però hai fatto il primo numero". La concorrente ha ricevuto anche il sostegno e l’incoraggiamento della giuria. Ivan Zazzaroni con ironia ha aggiunto: "Ho mandato un messaggio a Francesco prima, che mi ha detto che ti sta guardando e di darti 10". 

Più personale, invece, il commento di Barbara d’Urso, che ha raccontato di essersi riconosciuta nelle parole di Noemi: "La tua clip mi ha toccato parecchio. Sono vittima di persone che hanno deciso di dire e raccontare cose brutte su di me. Continueranno a scrivere di te, fregatene, vai avanti. Hai due figli e un compagno figo, fregatene. Bravissima". 

3 ott 2026

Ucraina, nei negoziati Usa-Russia spunta il maxi affare Lukoil. Ma Zelensky ora mira alle raffinerie di Mosca

(Adnkronos) - I negoziati tra Washington e Mosca per chiudere la guerra in Ucraina si intrecciano con una possibile maxi operazione sul petrolio della Russia proposta da Vladimir Putin agli inviati di Donald Trump. A rivelarlo è il New York Times, che spiega come sul tavolo ci sarebbe la vendita degli asset internazionali del colosso petrolifero Lukoil, un portafoglio da circa 20 miliardi di dollari che comprende giacimenti, raffinerie e stazioni di servizio in diversi Paesi.  

Il possibile affare, almeno al momento, si scontra però con 'l'ostacolo' rappresentato da Volodymyr Zelensky: agli ultimi attacchi contro le infrastrutture energetiche di Kiev, il presidente ucraino ha infatti promesso di rispondere colpendo duramente le raffinerie russe. E questo nonostante i ripetuti 'inviti' di Trump a non attaccare i siti petroliferi di Mosca per evitare di provocare una carenza di diesel su scala globale. 

 

A guidare il gruppo di potenziali acquirenti degli asset Lukoil, spiega il Nyt, sarebbe l'investitore americano Todd Boehly, sostenitore di Donald Trump che ha donato 2 milioni di dollari a iniziative politiche legate al presidente. Nel consorzio figurano anche investitori mediorientali con rapporti d'affari con Jared Kushner e Steve Witkoff, i due emissari di Trump impegnati nei negoziati con il Cremlino, oltre a un'agenzia del governo Usa. 

È stato lo stesso Putin, secondo il New York Times, a mettere l'affare sul tavolo durante l'incontro del 5 settembre al Cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari della Casa Bianca. Per Mosca, l'operazione potrebbe diventare un segnale concreto della ripresa dei rapporti economici con gli Stati Uniti. Non risultano interessi finanziari diretti di Kushner o Witkoff nell'affare. Ma la sovrapposizione tra i loro incarichi diplomatici, i rapporti personali e gli interessi economici dei potenziali acquirenti apre interrogativi sui possibili conflitti di interesse. 

La vendita degli asset internazionali di Lukoil è diventata possibile dopo le sanzioni americane contro la compagnia, che hanno imposto la cessione del suo portafoglio estero. Il prezzo dell'operazione non è ancora noto e l'accordo deve ottenere il via libera del governo Usa e del Cremlino. 

Tra i potenziali investitori ci sono i fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, che collaborano con Kushner e Ivanka Trump a un progetto immobiliare di lusso in Albania. Nel gruppo figura inoltre un fondo di Abu Dhabi controllato dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, legato a World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump alla quale è associato anche Witkoff. 

La decisione finale passa dal Tesoro americano, che deve autorizzare l'operazione nell'ambito delle sanzioni contro Lukoil, mentre in Russia il via libera dipende di fatto da Putin. 

 

Nel mezzo della potenziale, ricca trattativa, ecco però spuntare l'ostacolo Zelensky. "Prima di tutto, le raffinerie di petrolio", ha infatti indicato il leader ucraino tra i possibili obiettivi delle ritorsioni agli attacchi di Mosca contro le infrastrutture energetiche di Kiev.  

"Dobbiamo rispondere in qualche modo ai loro attacchi contro la nostra energia. Dobbiamo rispondere sulla loro energia: prima di tutto, le raffinerie di petrolio e tutto ciò che porta loro denaro per questa guerra", le parole di Zelensky a Reuters. 

Il presidente ucraino ha però escluso attacchi contro obiettivi civili: "Non risponderemo, ovviamente, come fanno loro, contro obiettivi civili. Non possiamo farlo, perché siamo un altro popolo". 

Secondo Zelensky, inoltre, Putin "ha iniziato a pensare che sia lui a poter decidere" come fermare la guerra in Ucraina e userà ogni apertura negoziale per imporre nuove condizioni. Il presidente ucraino ha quindi invitato gli Stati Uniti a non perdere tempo nella ricerca di compromessi con Mosca. 

"Credo che gli Stati Uniti vogliano davvero fermare la guerra della Russia. Mi fido di loro", ha detto Zelensky, riconoscendo che "è difficile fermare qualcuno che è grande e non vuole fermarsi". Ma, ha aggiunto, "stiamo perdendo tempo se vogliamo giocare con i compromessi russi". 

Per Zelensky, ogni cambiamento politico offre a Putin l'occasione per rilanciare le sue richieste: "Se Putin vede che si può sostenere qualcosa, cercherà di proporre un'altra idea, altre questioni e nuove condizioni". "Nuovo governo, nuove condizioni. Cambiano i leader in Europa? Nuove condizioni. Cambia la politica degli Stati Uniti? (...) Nuove condizioni", ha osservato. 

Il presidente ucraino ha poi citato i negoziati con l'Iran e la necessità per Donald Trump di ottenere una "sorta di vittoria" prima delle elezioni di metà mandato. "Se Putin vede che il presidente Trump ha bisogno di una sorta di vittoria, deciderà lui cosa dare e cosa non dare", ha affermato. 

"Questo è il problema: Putin ha iniziato a pensare che sia lui a poter decidere - ha concluso Zelensky - Ma l'America è cento volte più forte della Russia. Assolutamente. Devono solo ricordarselo". 

 

3 ott 2026

"Nei post due calici per fingere di non essere soli", sui social la coppia che non c'è

(Adnkronos) - Non ci sono solo piatti 'instagrammabili', tavole apparecchiate con cura e mise en place pensate per creare un'atmosfera. E nemmeno soltanto tutorial di skincare, make-up e consigli sull'outfit. Sui social, da Instagram a TikTok fino a Telegram, "anche le immagini della vita privata possono diventare strumenti per costruire e comunicare una precisa identità". Dietro una fotografia apparentemente spontanea, infatti, può esserci una vera e propria scenografia: l'ambiente, la posizione del corpo, la musica, ciò che viene mostrato e, soprattutto, ciò che viene volutamente lasciato fuori dall'inquadratura.  

 

Tra i fenomeni più curiosi c'è quello della "coppia invisibile": fotografie "costruite ad arte per far pensare che accanto a chi pubblica ci sia un partner, anche quando non c'è nessuno. Ci sono corsi, non solo rivolti agli influencer o agli aspiranti tali, che spiegano come fotografarsi al meglio e come costruire una scenografia. I contenuti non sono mai del tutto casuali: si studiano l'ambientazione, il contenuto, la musica e anche il modo di porsi". Lo evidenzia all'Adnkronos Salute Anna Maria Giannini, docente di Psicologia all'Università degli studi di Roma La Sapienza.  

Un esempio? "Un uomo che non vuole mostrare di essere solo può fotografare un paesaggio, una parte del proprio corpo o un momento della serata - spiega - Può pubblicare la foto di un aperitivo o di una cena, magari con due calici di vino, senza però mostrare la persona che dovrebbe essere seduta accanto a lui. Che cosa comunica questa immagine? Può essere costruita proprio per far pensare che si abbia una relazione o per trasmettere un messaggio di 'non solitudine' - osserva Giannini - Si fa vedere che si è in compagnia, creando interesse e curiosità, ma in realtà non c'è nessuno accanto". 

È una differenza sottile, ma importante: "Non viene mostrato esplicitamente un partner, viene piuttosto lasciato un indizio affinché sia chi guarda la fotografia a completare la storia", aggiunge Giannini. "Al contrario, chi non ha problemi a mostrare la propria solitudine può scegliere immagini molto diverse: un calice di vino accanto a un libro o un tramonto osservato da soli. Chi non vuole mostrarsi in una situazione di solitudine può invece mostrare due bicchieri di vino a tavola, riprendere sé stesso e l'ambiente, ma mai l'altra persona", sottolinea. 

"Anche sui social, dunque, ciò che non viene mostrato può diventare parte del messaggio. Una fotografia non racconta necessariamente quello che sta accadendo davanti all'obiettivo: può raccontare, soprattutto, l'immagine di sé che si vuole trasmettere agli altri", conclude. 

 

3 ott 2026

Israele, i due volti del 7 ottobre: sopravvissuti e familiari si riuniscono il giorno del massacro, il governo il 5

(Adnkronos) - I sopravvissuti e i familiari delle vittime si riuniranno il 7 ottobre, a Tel Aviv e nel luogo in cui era stato organizzato il Festival Nova, per commemorare chi ha perso la vita per mano di Hamas e chi è stato preso in ostaggio. Due giorni prima, il 5 ottobre, si terranno invece gli eventi organizzati dal governo israeliano. Una scelta che, come già nei due precedenti anniversari, marca una distanza tra ex ostaggi e familiari delle vittime da un lato e governo dall'altro, criticato per la gestione delle trattative condotte per il rilascio di chi Hamas e altre fazioni palestinesi avevano portato nella Striscia di Gaza. Ma si tratterebbe anche di una questione di calendario. Il governo Netanyahu, infatti, organizza una cerimonia ufficiale il 5 ottobre in base al calendario ebraico e non a quello gregoriano. 

 

L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 è avvenuto nel giorno della festività ebraica di Simchat Torah, che corrisponde al 22-24 del mese di Tishri. Per evitare che un giorno di festa religiosa si trasformasse permanentemente in un giorno di lutto nazionale, lo Stato ha deliberatamente posticipato la ricorrenza ufficiale di due giorni, fissandola al 24 Tishrei. Di conseguenza, la data della ricorrenza fluttua di anno in anno sul calendario civile, cadendo in questo caso il 5 ottobre, mentre lo scorso anno si è tenuta il 16. Un portavoce del governo israeliano ha dichiarato che la cerimonia istituzionale di Stato si terrà presso il cimitero militare del Monte Herzl a Gerusalemme e sarà guidata dal premier Benjamin Netanyahu. Previste due cerimonie ufficiali, una militare e una civile. Ingenti saranno le misure di sicurezza, anche dopo le contestazioni degli scorsi anni. 

A Tel Aviv, invece, si terrà la Cerimonia commemorativa Nazionale Indipendente delle Famiglie del 7 Ottobre organizzata da Kumu ("Alzati"), un movimento fondato da sopravvissuti e familiari delle vittime, tra cui soldati caduti, persone uccise nei kibbutz e ostaggi morti mentre si trovavano nella Striscia di Gaza. Da due anni questo evento, che si tiene nel parco Yarkon, il più grande di Tel Aviv, 'sostituisce' la cerimonia ufficiale di Stato e viene trasmessa in diretta dalla maggior parte dei principali canali televisivi israeliani. Quest'anno l'evento inizierà alle 21:15. 

Gli organizzatori del Festival Nova, attaccato da Hamas nel deserto del Negev, terranno invece un raduno a partire dalle 18:29 ora locale a Re'im, nel sud di Israele. L'orario è stato scelto replicando quello in cui i terroristi di Hamas hanno attaccato, alle 6:29 del mattino, uccidendo 378 persone che partecipavano al rave e prendendo 44 ostaggi. E' la prima volta che le due cerimonie si tengono nella stessa sera, ma gli orari degli eventi sono stati decisi in modo da permettere la partecipazione a entrambi. 

''Torneremo nel luogo in cui tutto si è fermato", ha dichiarato Reef Peretz, amministratore delegato della Nova Tribe Community Association. "Ci saranno i sopravvissuti, i familiari delle vittime e tutti gli ostaggi che sono tornati. E' la prima volta che ci ritroviamo tutti insieme dal 7 ottobre" 2023, ha spiegato. Secondo Peretz, le reti di sopravvissuti e familiari delle vittime dell'attentato di Nova ora contano circa 15mila persone, un numero cresciuto a partire dal ritorno degli ultimi 20 ostaggi ancora in vita nell'ottobre di un anno fa, tra cui 11 che erano stati rapiti al rave. Questo è il terzo anno che le famiglie in lutto si riuniscono a Re'im per ricordare i loro cari uccisi al Festival Nova, ma è la prima volta che l'intera comunità rave, inclusa la Nova Tribe Community Association, sarà presente. La cerimonia è ''un motore per guarire dal trauma'', ha detto Peretz. 

L'evento organizzato da Kumu a Tel Aviv sarà coordinato, tra gli altri, dall'ex ostaggio Eli Sharabi, la cui moglie e le cui due figlie sono state uccise nella loro casa nel kibbutz Be'eri, e dall'attrice Shani Cohen. Si stima che l'edizione di quest'anno sarà la più grande di sempre per numero di partecipanti. Per questo gli organizzatori hanno predisposto un formato a parco aperto, senza tribune fisse. I fondi per l'evento sono stati raccolti interamente tramite campagne di crowdfunding. Come per le edizioni precedenti, la cerimonia di Kumu verrà trasmessa in diretta streaming mondiale (con traduzioni e sottotitoli) e sui principali canali televisivi nazionali ed esteri per consentire la partecipazione a distanza delle comunità ebraiche nel mondo. 

 

3 ott 2026

Ora solare 2026, quando cambia l'orario: gli effetti sull'organismo

(Adnkronos) - Continua il conto alla rovescia per il cambio dell'ora, che è sempre più vicino: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna l'ora solare. Ciò significa che alle 3 del mattino le lancette dovranno essere riportate indietro di un'ora, tornando alle 2.  

Si concludono, così, i sette mesi di ora legale e si torna all'ora solare, che resterà in vigore fino al fine settimana del 27 e 28 marzo 2027. Smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente, mentre gli orologi analogici dovranno essere regolati manualmente. 

 

L'effetto immediato del cambio d'ora sarà una notte più lunga e un'ora di sonno in più. In compenso le giornate sembreranno più corte e ci saranno più ore di buio. Questo cambiamento può incidere anche sulle abitudini quotidiane, dagli spostamenti casa-lavoro alle attività pomeridiane di adulti e bambini. Per alcune persone sono necessari alcuni giorni di adattamento al nuovo ritmo, anche a causa della progressiva riduzione delle ore di luce, tipica della stagione autunnale. 

 

Il cambio d'ora può provocare temporanei disturbi come sonnolenza, irritabilità e lievi variazioni dell'umore. Come ha spiegato all'Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell'università Vita-Salute San Raffaele, "si tratta di una sorta di mini jet lag, ma non bisogna drammatizzare". Secondo l'esperto, il nostro orologio biologico deve riadattarsi ai nuovi orari di sonno, risveglio e dei pasti. A incidere è soprattutto la minore esposizione alla luce naturale, elemento fondamentale per la regolazione dei ritmi circadiani. I disturbi, in genere, sono transitori e tendono a risolversi nell'arco di circa cinque giorni. 

 

3 ott 2026

Occhi finestra sulla salute, così svelano spie di diabete e altre malattie

(Adnkronos) - Gli occhi sono la nostra finestra sul mondo, uno specchio di emozioni. Ma possono raccontare molto di più di quanto vediamo. E per i medici che li esaminano diventano una finestra strategica rivolta verso l'interno dell'organismo, sulla nostra salute. Alterazioni dei piccoli vasi della retina possono far sospettare diabete, ipertensione o problemi circolatori; un'infiammazione oculare può essere il primo segnale di una malattia autoimmune o reumatologica; alcune manifestazioni possono indirizzare verso patologie neurologiche, endocrine e persino malattie rare. È uno dei messaggi al centro del 16esimo Congresso nazionale dell'Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo), che si aprirà all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma proprio in coincidenza con la Giornata mondiale della vista che si celebra l'8 ottobre all'insegna dello slogan 'Love Your Eyes'.  

 

Il congresso riunisce gli specialisti per due giornate dedicate a retina, glaucoma, cornea, cataratta, superficie oculare, oftalmologia pediatrica, oncologia oculare, chirurgia e nuove tecnologie, con particolare attenzione anche all'intelligenza artificiale e all'imaging avanzato. "Abbiamo scelto queste date", 8 e 9 ottobre, "proprio per la concomitanza con la Giornata mondiale", spiega Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo. Oggi "oltre 6 milioni di italiani convivono con una patologia oculare e circa un terzo di queste condizioni può provocare riduzioni visive molto gravi. Sensibilizzare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce è quindi fondamentale".  

Un problema reso ancora più importante dal fatto che alcune delle malattie più pericolose per la vista possono progredire a lungo senza dare sintomi evidenti. Il caso più emblematico è il glaucoma. "È una delle patologie che più frequentemente arrivano alla diagnosi tardi, perché i sintomi vengono percepiti quando il danno può essere già avanzato e irreversibile", osserva Balestrazzi. In Italia si stima che circa un milione di persone abbia il glaucoma e che circa la metà non sappia di averlo. Ma la prevenzione riguarda tutte le età. "Nel giovane dobbiamo pensare, per esempio, al cheratocono, che se riconosciuto e trattato precocemente può evitare alterazioni visive importanti; negli anziani alla degenerazione maculare, per la quale intervenire nelle fasi iniziali può rallentare l'evoluzione della malattia. E nei bambini una diagnosi tardiva dell''occhio pigro' può lasciare conseguenze permanenti", sottolinea la presidente Aimo. 

 

Una delle peculiarità dell'occhio è che permette al medico di osservare direttamente, e in modo non invasivo, piccoli vasi sanguigni e strutture nervose. È anche per questo che una visita oculistica può talvolta far emergere qualcosa che va oltre la vista. In questo caso la 'finestra' privilegiata è la retina. "Spesso siamo i primi ad accorgerci, attraverso l'esame del fondo dell'occhio e della retina, di alterazioni circolatorie, ipertensione o diabete - spiega Balestrazzi - In questi casi la collaborazione con internisti, cardiologi e diabetologi è fondamentale, perché riconoscere quei segnali può consentire di approfondire tempestivamente lo stato di salute generale del paziente". Non a caso il Congresso Aimo dedica una sessione specifica ai rapporti tra patologie oculari e sistemiche, mettendo a confronto gli oculisti con rappresentanti di diabetologia, cardiologia, neurologia, radiologia, endocrinologia, reumatologia, pediatria, medicina generale e altre discipline. Il messaggio, quindi, non è che dall'occhio si possa diagnosticare automaticamente una malattia cardiaca o metabolica, ma che determinati segni oculari possono rappresentare un campanello d'allarme e indicare la necessità di ulteriori accertamenti.  

 

Lo conferma anche una revisione scientifica dalla quale emerge, per esempio, che nel diabete quasi tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e circa il 60% di quelli con diabete di tipo 2 sviluppano una qualche forma di retinopatia entro vent'anni; nell'artrite reumatoide l'occhio secco interessa fino al 30% dei pazienti. La stessa review sottolinea, inoltre, come ipertensione, malattie autoimmuni, neurologiche, endocrine, infettive e genetiche possano lasciare segni riconoscibili a livello oculare e, in alcuni casi, precedere altre manifestazioni cliniche. Un'altra revisione sistematica, che ha incluso 65 studi, ha stimato un coinvolgimento oculare nel 18% dei pazienti con artrite reumatoide, nel 31% con lupus eritematoso sistemico e nel 35% con sindrome antifosfolipidi; nella sindrome di Sjögren la frequenza dell'occhio secco arrivava all'89%. 

E si apre un altro capitolo: occhio secco e uveite, quando dietro l'infiammazione c'è altro? Il collegamento con le malattie sistemiche è particolarmente evidente anche nelle patologie infiammatorie. "Una flogosi oculare può essere, in alcuni casi, il primo segnale di una patologia reumatologica ancora non riconosciuta", spiega Massimo Accorinti, presidente della Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari (Siumio). "Un esempio è la sindrome dell'occhio secco: può associarsi, per esempio, alla sindrome di Sjögren, sia nella forma primaria sia quando compare in persone già affette da altre connettiviti". In questi casi, sottolinea Accorinti, il compito dell'oculista non si limita a valutare la lacrimazione e le condizioni cliniche della superficie oculare. "È importante raccogliere un’anamnesi accurata anche sullo stato di salute generale e cercare eventuali sintomi che possano far pensare a un’infiammazione che interessa altri organi o apparati. Se emerge un sospetto, il paziente deve essere indirizzato al reumatologo non solo con i referti degli esami oculari eseguiti, ma anche con un preciso sospetto di malattia sistemica, rendendo più rapide e mirate le successive procedure diagnostico-terapeutiche".  

Un discorso analogo vale per le uveiti (infiammazione dei tessuti interni dell'occhio), ma con una maggiore complessità. "Esistono oltre 40 tipologie di uveite e non tutte sono legate a malattie reumatologiche - precisa Accorinti - Una parte resta senza causa identificata, circa il 20% è di origine infettiva e il 15-20% può associarsi a malattie sistemiche di interesse reumatologico. Per questo è essenziale distinguere bene i diversi quadri clinici prima di inviare il paziente allo specialista". Il vantaggio di un corretto inquadramento può essere anche temporale. "Se l'oculista riconosce un'uveite potenzialmente associata a una malattia sistemica e prescrive gli approfondimenti davvero necessari - aggiunge Accorinti - il paziente può arrivare dal reumatologo con informazioni già utili e questo può velocizzare la diagnosi e l'avvio di una terapia mirata. L'approccio deve, però, essere sempre personalizzato: prescrivere esami indiscriminatamente rischia di aumentare costi, ritardi e perfino di generare risultati fuorvianti". 

Altri esempi vanno dalla sclerosi multipla alle patologie della tiroide e dimostrano quanto gli occhi siano la 'spia' della nostra salute. "Patologie neurologiche come la sclerosi multipla, malattie endocrine come quelle della tiroide, patologie metaboliche rare come la malattia di Fabry, ma anche alcune patologie infettive, autoimmuni e neoplastiche possono presentare manifestazioni oculari che inducono l'oculista a richiedere approfondimenti e a inviare il paziente allo specialista competente", ricorda Balestrazzi. 

È proprio questo il cambio di prospettiva che Aimo vuole sottolineare durante il Congresso, spiegano gli esperti: l'occhio non come organo separato, ma come parte dell'organismo e, in alcuni casi, come luogo nel quale una malattia sistemica lascia tracce visibili. "L'occhio non è affatto un organo isolato dal resto del corpo - conclude Balestrazzi - Dobbiamo ricordarlo alla popolazione, ma anche ai giovani oculisti. Il nostro ruolo non è soltanto proteggere la vista: in alcune situazioni ciò che osserviamo durante una visita può diventare il primo passo per riconoscere un problema di salute più generale. Ed è anche per questo che la prevenzione e i controlli oculistici periodici restano fondamentali". 

 

3 ott 2026

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3 ott 2026

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3 ott 2026

Ballando, Ornella Muti incanta la giuria ma d'Urso critica: "Mancava la passione"

(Adnkronos) - Prime polemiche e primi fischi a Ballando con le stelle. Protagoniste, Barbara d'Urso in versione membro della giuria e Ornella Muti, al debutto come concorrente. L'attrice, in coppia con Pasquale La Rocca, il maestro di ballo che lo scorso anno aveva accompagnato proprio d'Urso nel suo percorso da concorrente, si è esibita questa sera in un tango. 

Una performance apprezzata da tutta la giuria a eccezione di... Barbara d'Urso. La giurata, chiamata in causa da Alberto Matano, ha inizialmente messo un freno sul paragone con il tango eseguito lo scorso anno come concorrente proprio in coppia con La Rocca: "Non puoi paragonare il nostro tango, che veniva dopo un po' di puntate, con questo presentato alla prima puntata", ha detto per poi fare i complimenti all'attrice. "Ornella è bellissima, aveva la faccia un po' spaventata però è bellissima". Poi, però è arrivata la stoccata: "Quello che sinceramente non mi è arrivato è l'interpretazione e la passione. Siccome sono abituata a ballare con Pasquale, so quello che lui riesce a tirare fuori, ma non mi è arrivata la passione, ti vedevo spaventata", ha detto la giurata, interrotta dai fischi del pubblico. "Questo è quello che è arrivato a me", ha spiegato lei. 

Simona Ventura, da quest'anno parte del cast come custode del tesoretto, ha provato a stuzzicare la giurata: "Non è che sei un po' gelosetta?". "Non sono venuta a fare battutine, le cosine e i retroscena. Non capisco di cosa dovrei essere gelosetta", ha replicato d'Urso. Ventura ha provato poi a spiegare: "Lo capirei. Si instaura un rapporto profondo con il compagno. Se avessi visto il mio partner di ballo Samuel Peron con qualcuna ballare il tango, io sarei gelosa". Ma d'Urso ha ripreso parola e, contrariata, ha ribadito: "Io non sono gelosa, non capisco di cosa dovrei essere gelosa. Io esprimo il mio pensiero, mi è arrivata di meno l'interpretazione fine". Alla fine la giurata ha alzato,esprimendo il suo voto: 7. 

3 ott 2026

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3 ott 2026

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