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Palio di Siena, Tittia fa 13: ecco chi è il fantino che ha fatto trionfare il Nicchio

18 ago 2026

West Nile, Asl Teramo registra primo caso 2026 in Abruzzo: 85enne in buone condizioni

(Adnkronos) - La Asl di Teramo fa registrare il primo caso del 2026 in Abruzzo di infezione da West Nile nell'uomo. Lo si legge in una nota, nella quale si evidenzia che alla fine dello scorso mese di luglio è stata individuata la circolazione del virus West Nile (Wnv) tra le zanzare. 

Il paziente è un 85enne che si è recato ieri al pronto soccorso dell'ospedale di Teramo lamentando febbre e dolori osteoarticolari. Oggi nel primo pomeriggio il risultato delle analisi del sangue ha confermato che si tratta di West Nile. Adesso il paziente è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Teramo, diretto da Antonella D'Alonzo: è in buone condizioni e la sintomatologia si sta risolvendo. Intanto il servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) della Asl di Teramo ha immediatamente avviato l'indagine epidemiologica prevista dal piano operativo regionale per la prevenzione, sorveglianza e controllo delle Arbovirosi nella Regione Abruzzo. 

L'indagine è stata orientata a ricostruire i luoghi frequentati dal paziente e a individuare il possibile luogo di esposizione al vettore. Sulla base delle risultanze dell'indagine epidemiologica e della valutazione entomologica, saranno concordate con le competenti autorità le ulteriori misure di prevenzione e controllo del vettore previste dal Piano, come ad esempio le procedure per il controllo del vettore (disinfestazioni). 

La West Nile, ricorda la Asl, è un'infezione virale trasmessa all’uomo e ad altre specie animali dalla puntura della Culex pipiens, la comune zanzara che punge prevalentemente dal tramonto all'alba: "È importante rassicurare la popolazione: la presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate -sottolinea il direttore del Siesp della Asl di Teramo, Maurizio Belfiglio-. Nell'uomo, in circa l'80% dei casi, l'infezione decorre in forma assolutamente asintomatica. Circa il 20% delle persone infette può sviluppare una sindrome simil-influenzale. In una percentuale inferiore all'1%, soprattutto negli anziani, negli immunodepressi o nelle persone affette da patologie croniche, l’infezione può evolvere verso forme neuro-invasive più gravi, che richiedono un tempestivo ricovero ospedaliero". 

La situazione in provincia è tenuta sotto controllo, come spiega il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo Mario Di Domenicantonio, grazie alla costante attività di monitoraggio regionale svolta sul territorio provinciale anche dal servizio veterinario di sanità animale della Asl di Teramo, diretto da Andrea Di Provvido. In provincia di Teramo i controlli dei servizi veterinari previsti dal piano regionale comprendono l'esame delle carcasse di uccelli selvatici rinvenuti morti e il controllo delle specie sensibili, la sorveglianza entomologica, attraverso la ricerca del virus nelle zanzare effettuata nei laboratori dell'Istituto zooprofilattico di Teramo, e i controlli sugli equidi, soprattutto in presenza di sintomatologia neurologica. La tempestività nell'aver rilevato zanzare positive al virus, spiega Belfiglio, dimostra l'efficacia del sistema di sorveglianza attivo su tutto il territorio regionale, consentendo l'immediata attivazione delle misure precauzionali previste. Si raccomanda, quindi, al fine di evitare punture di zanzare, l'utilizzo di repellenti cutanei, preferire abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali e notturne, l'uso di zanzariere alle finestre/porte ed evitare i ristagni d'acqua in sottovasi, secchi, contenitori o in altri luoghi nei quali le zanzare possono riprodursi. Belfiglio invita infine la popolazione, soprattutto anziani e soggetti più fragili, a rivolgersi al proprio medico curante qualora a seguito di punture di zanzara dovessero comparire febbre elevata e cefalea intensa associate a sintomi neurologici. 

I servizi competenti del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo operano in stretta collaborazione con il dipartimento sanità della Regione Abruzzo, con i Comuni interessati e la Regione, con il supporto dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, riferimento tecnico scientifico e analitico necessario sul rischio Arbovirosi. La Asl di Teramo, peraltro, ha approntato, d’intesa con la Regione, e in linea con il piano regionale Arbovirosi approvato dalla Regione con Dgr del 31 dicembre 2025, un protocollo per la gestione ospedaliera di eventuali casi ed è stato creato un gruppo di lavoro di cui fanno parte il direttore sanitario aziendale Francesco Delle Monache, quello dell'ospedale di Teramo Guido Angeli, la responsabile delle malattie infettive Antonella D'Alonzo, il direttore del Siesp Maurizio Belfiglio, quella del dipartimento di emergenza e urgenza Anna Rita Gabriele e quella della patologia clinica Sofia Chiatamone Ranieri. "L'attività di sorveglianza e di prevenzione che stiamo portando avanti - dichiara il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia - conferma l'impegno quotidiano della Asl di Teramo nella tutela della salute della comunità, attraverso il lavoro dei nostri professionisti e la collaborazione con le istituzioni del territorio". 

18 ago 2026

Ex Ilva, Federacciai presenta manifestazione di interesse

18 ago 2026

Idf marchia con numeri in fronte i palestinesi fermati in Cisgiordania

(Adnkronos) - Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno contrassegnato con dei numeri, scritti in fronte, i palestinesi fermati durante un raid in Cisgiordania. Lo scrive il sito di Haaretz diffondendo la foto di un palestinese con il numero ''44'' scritto in fronte e spiegando che l'esercito israeliano ha confermato che i sospettati interrogati dalle truppe venivano numerati. Le Idf hanno anche dichiarato di aver effettuato raid in 100 edifici a Qabatiyah, in Cisgiordania a sud di Jenin, e di aver arrestato due sospetti che, secondo l'esercito, erano coinvolti nella pianificazione di attentati. Fonti palestinesi e locali hanno però parlato di un numero maggiore di persone arrestate. 

Secondo quanto riportato dai fonti locali, alcuni degli arrestati sarebbero stati picchiati dalle forze israeliane. Diversi palestinesi che erano stati fermati per essere interrogati sono stati poi rilasciati con dei numeri scritti con un pennarello sul viso o sul corpo, per identificarli. In un comunicato delle Idf si legge che "i comandanti hanno sottolineato la gravità dell'accaduto". Il deputato di Ta'al, Ahmad Tibi, ha scritto su X che si tratta di un fatto "scioccante e ripugnante: soldati e ufficiali scrivono numeri di identificazione sulla fronte dei palestinesi a Qabatiyah prima di interrogarli. Ecco come si presenta la disumanizzazione: cancellare la persona e trasformarla in un numero. Un'immagine che ricorda periodi bui e che dovrebbe sconvolgere tutti". 

"Mi è stato assegnato il numero 44", siamo stati trattati "come se fossimo animali o bestie", ha confermato Ahmed Al-Hatnawi, palestinese residente a Qabatiyah vicino a Jenin in Cisgiordania, che ha raccontato a radio Al-Shams del suo fermo da parte dei soldati delle Idf. Soldati che gli hanno scritto un numero sulla fronte per identificarlo, ''per umiliarmi''. Lo stesso numero gli è stato scritto con un pennarello anche sul braccio, ha proseguito Al-Hatnawi all'emittente di Nazareth, prima di farlo salire a bordo di una jeep e di trasferirlo in una struttura improvvisata per interrogarlo. "Sono stato interrogato per circa due ore. L'agente di sicurezza mi ha parlato con tono minaccioso", ha affermato. Al-Hatnawi ha spiegato di aver detto ai soldati israeliani che non stava cercando lo scontro, ma che loro non potevano trasformare i palestinesi in "sacchi da boxe per i coloni". Le Idf hanno confermato di aver effettuato un raid in 100 edifici a Qabatiyah e di aver arrestato due sospetti che, secondo i militari, erano coinvolti nella pianificazione di attentati. 

18 ago 2026

Esplosione Colleferro, procuratore di Velletri: "Accertamenti in corso, no elementi per cause diverse da quelle accidentali"

18 ago 2026

Donna uccisa a coltellate a Colleferro, fermato il marito: ha confessato

18 ago 2026

Attentato Ranucci, Cdr Tg3: "Giù le mani da 'Report', inchiesta non sia pretesto per distruggere il programma"

(Adnkronos) - Giù le mani da 'Report'. Il messaggio arriva dal Cdr del Tg3 che interviene con una nota per sottolineare che "le giornaliste e i giornalisti del Tg3 assistono basiti e preoccupati dall’operazione di attacco portato contro un intero programma di punta di Rai3. La vicenda giudiziaria di Ranucci farà il suo corso, la magistratura accerterà ogni aspetto di un’inchiesta che lo vede attualmente solo vittima. A prescindere da questo, è inaccettabile che ciò diventi il pretesto per distruggere un programma che è una parte fondamentale della storia del servizio pubblico in Italia. 'Report' è le sue inchieste: conta solo se quello che ha rivelato è vero o falso. E quello che ha rivelato ha resistito sempre al vaglio di ogni querela di parte, oltre a ottenere enormi ascolti a fronte di budget limitati. Crediamo quindi che sia proprio questo a dare fastidio". 

"La pubblicazione di costi lordi di produzione (comprensivi di spese di trasferte, hotel, troupe ecc) spacciati per compensi degli inviati è l’ennesima prova di malafede - continua la nota - Colpisce infine, ma non stupisce, che la campagna più accanita contro 'Report' venga portata avanti da una testata appartenente al gruppo editoriale direttamente concorrente di Rai3, che da mesi erode il pubblico della nostra rete, cioè anche il nostro. A noi il disegno pare fin troppo chiaro. Allora diciamo ancora una volta ai dirigenti della nostra azienda, a prescindere da Ranucci: salviamo Rai3, non muoia Rai3, viva Rai3". 

Interviene anche la Fnsi. "Ci sono momenti in cui è meglio ascoltare che parlare. Questa infinita polemica ferragostana sul caso Lavitola – Ranucci – Report è uno di quelli. La segreteria della Federazione nazionale della stampa ha deciso di non entrare nel lavoro della magistratura che sta ricostruendo la trama dell’attentato a Ranucci, così come è stato deciso di non commentare i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Ci saranno tempo e modo per fare le necessarie valutazioni, anche sul piano deontologico. Il giorno dopo l’attentato, Fnsi era in via Teulada, insieme a tanti altri, per portare la solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Ma nessuno della Fnsi salì, qualche giorno dopo, sul palco organizzato in piazza Santi Apostoli dalla politica, quella stessa politica che, quando ne ebbe la possibilità, non mosse un dito per liberare l’informazione italiana dalle querele temerarie. Bisogna mantenere la giusta distanza, per parafrasare Saviano". Così, in un lungo post sui social, la segretaria nazionale dell'Fnsi, Alessandra Costante. 

"Serve obiettività - prosegue Costante - Fnsi è il sindacato dei giornalisti, non una tifoseria da curva: difende i diritti dei colleghi tutti e la libertà di informazione; difende Report, straordinario programma di informazione che deve essere patrimonio di ogni cittadino italiano, così come difende i cronisti da 5 euro al pezzo. Partendo da questo presupposto non possono esserci notizie o documenti che abbiano più dignità di altri di essere pubblicati. Ogni giornalista fa il proprio mestiere e se ne assume la responsabilità e, in nome della libertà di informazione che difendiamo ovunque, non possono esserci zone franche: per Fnsi la battaglia contro i bavagli vale sempre, non a corrente alternata". 

"E bene fa l’Usigrai a chiedere con insistenza i dati sui costi e sui numeri dei programmi: la Rai è un’azienda pubblica e come tale deve essere tenuta alla trasparenza totale. Ovviamente tutti possono parlare (a titolo personale) di ciò che vogliono, ma la posizione di Fnsi è questa. Ne va della nostra indipendenza di giornalisti, della reputazione del giornalismo di inchiesta e della sua sopravvivenza", conclude Costante. 

18 ago 2026

Palio di Siena, vince la contrada del Nicchio. Tittia cade da cavallo al termine della corsa: trauma cranico, resta in ospedale in osservazione

18 ago 2026

Ultraleggero scomparso in Calabria, continuano le ricerche di Angela Buccico e Carlo Arnulfo: "Siamo in apprensione"

(Adnkronos) - ''Sono profondamente scosso da quanto sta succedendo''. Così il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, sull'ultraleggero disperso sull'Alto Tirreno in Calabria, in provincia di Cosenza, a bordo del quale si trovava anche l'avvocata materana Angela Buccico. ''Rocco Buccico, caro amico prima ancora che vicesindaco, mi aveva informato di quanto stava accadendo già nelle prime ore - ha detto Nicoletti - e oggi condividiamo la grande preoccupazione insieme con tutta la nostra comunità, che segue con il fiato sospeso le ricerche della nostra concittadina. Alla famiglia, al papà Emilio Nicola, già sindaco della città, e al nostro vicesindaco Rocco, desidero rivolgere la mia personale vicinanza e quella dell'intera città di Matera. In un momento così difficile il pensiero di tutti noi è rivolto ad Angela e all'avvocato Carlo Arnulfo, e ai rispettivi familiari''. 

Il sindaco ha ringraziato tutti coloro che ''in questo momento, sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso, con professionalità, coraggio e senza risparmiarsi, adottando le migliori tecnologie disponibili. Continuiamo a guardare a queste ore con speranza, stringendoci alle famiglie e confidando nel lavoro incessante dei soccorritori''. 

Le ricerche, dunque, continuano senza sosta. Disperso insieme ad Angela Buccico anche l'avvocato romano Carlo Arnulfo. Le operazioni già ieri, subito dopo la scomparsa, erano state effettuate con l'uso di tecnologie IMSI Catcher, capaci di triangolare la posizione di un cellulare anche in assenza di copertura rete. 

18 ago 2026

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