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Sostenibilità, accordo Coreve-Università Iulm per promuovere la cultura del riciclo

(Adnkronos) - Promuovere una cultura della sostenibilità fondata su informazione di qualità, creatività e partecipazione. Nasce con questo obiettivo l’Accordo quadro per la sostenibilità siglato tra Coreve – il Consorzio recupero vetro – e l’Università Iulm, che è stato presentato oggi nella Sala dei 146, alla presenza, tra gli altri, di Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, presidente di Coreve. L’intesa, ispirata agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, punta a integrare i temi dell’economia circolare, del recupero delle risorse e della sostenibilità ambientale nei percorsi formativi universitari, creando nuove opportunità di collaborazione tra il mondo accademico e la filiera del riciclo del vetro. Le iniziative, che saranno realizzate nel corso dei prossimi anni accademici, sono pensate per sensibilizzare i giovani, formare i nuovi comunicatori della sostenibilità, aumentare la consapevolezza sui temi del riciclo. 

Tra le prime iniziative sono previste due borse di studio destinate agli studenti Iulm. Si tratta di 'Coreve – New Journalism' destinata agli studenti del master in Giornalismo che premierà il miglior articolo, reportage, podcast o servizio audiovisivo capace di sviluppare, a partire dai dati annuali presentati da Coreve, una narrazione originale sul recupero e il riciclo del vetro in Italia e in Europa. La borsa di studio ha un valore di 5.000 euro. C'è poi 'Coreve – StorytellinGZ', dedicata agli studenti iscritti al secondo anno della laurea triennale in Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche. Il concorso premierà le migliori idee per campagne di comunicazione digitale e social media in grado di raccontare il valore del riciclo del vetro attraverso i linguaggi, i format e le piattaforme più vicine alla GenZ. Anche in questo caso è prevista una borsa di studio da 5.000 euro per il progetto vincitore. Nei prossimi anni accademici gli studenti avranno, inoltre, la possibilità di svolgere lezioni sulla filiera del vetro e di conoscere da vicino le varie fasi del riciclo attraverso un ciclo di 'viaggi della bottiglia' dagli impianti di trattamento ai sistemi di raccolta, fino alle industrie vetraie. 

 

Per il bando New Journalism, la giuria è composta da Franco Bonesso (Anci-Conai), Daniele Manca (master in Giornalismo Università Iulm), Gianni Scotti (Coreve), Federica Ricceri (Università Iulm) e Ottavia Belli, formatrice ambientale e LinkedIn Top Voices Ambiente. Per il bando StorytellinGZ, la giuria include Silvia Borsari (Agenzia Community), Silvia Ravazzani (Università Iulm), Elena Ferrari (Coreve), Federica Ricceri e Duccio Travaglini, eco-founder di Greencome Media. La composizione delle due giurie riflette una scelta precisa: mettere a dialogo il mondo accademico, l'industria del riciclo, il giornalismo professionale e i nuovi media della sostenibilità, garantendo uno sguardo capace di coniugare rigore, creatività e impatto comunicativo. "I dati sul riciclo del vetro nel 2025 - dice Gianni Scotti, presidente di Coreve - ci offrono una fotografia aggiornata delle performance della filiera e del contributo del materiale vetro agli obiettivi nazionali di economia circolare. Ma ci dicono anche che la sostenibilità ha bisogno di competenze, linguaggi e narrazioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. Attraverso questa collaborazione con l’Università Iulm, vogliamo contribuire a formare professionisti in grado di trasformare i dati ambientali in conoscenza, partecipazione e consapevolezza". 

"La comunicazione di qualità - aggiunge Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia - è parte integrante di un'infrastruttura della sostenibilità, perché senza un racconto serio, basato sui dati e non su slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali significa investire su competenze nuove. Il futuro della sostenibilità passa da qui, da un'alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell'informazione". Per Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell'Università Iulm "la sostenibilità è una sfida complessa, richiede competenze, collaborazione e la capacità di costruire connessioni tra mondi diversi per questo consideriamo strategiche partnership come quella con Coreve, poiché consentono alle nostre studentesse e ai nostri studenti di confrontarsi con esperienze concrete e con le sfide reali della transizione sostenibile. In Iulm la sostenibilità è una dimensione trasversale che orienta la formazione, la ricerca, il dialogo con le imprese e le istituzioni e il rapporto con il territorio, nella convinzione che solo attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze sia possibile generare un impatto positivo e duraturo per la società". 

25 giu 2026

Da Villa Certosa di Berlusconi alle torri per ultra-rich: lo shopping del Qatar in Italia

(Adnkronos) - Maison di moda, grattacieli, hotel da mille e una notte, è il caso di dirlo: l'acquisto di villa Certosa a Porto Rotondo è solo l'ultimo dei 'gioielli' rilevati dallo sceicco Hamad bin Jassim al Thani (Hbj per il solotto stretto della finanza) per sé o attraverso il fondo sovrano da lui guidato, la Qatar investment authority. Il tutto per una ricchezza personale stimata intorno ai 5,1 miliardi di dollari, mentre il Qia, che investe i proventi dalla vendita di petrolio e gas, gestisce un patrimonio di circa 450 miliardi di dollari. 

MODA ULTRA-RICH. Il Qatar detiene oggi il 70% della maison Valentino, la parte restante è nel portafoglio del polo del lusso Kering; lo storico brand sartoriale vicentino Pal Zileri e sarebbe in trattativa per rilevare il 10% delle sneakers super posh Golden goose, passate a dicembre scorso all'equity cinese Hongshan Capital (Hsg) dal fondo Permira. 

SARDEGNA MON AMOUR. Villa Certosa, con le sue 126 stanze, vulcano artificiale e anfiteatro tra gli optional, è l'ultimo acquisto di Hbj nella sfarzosa costa sarda. Nel 2012 il Qia ha infatti rilevato dall’americana Colony Capital i quattro alberghi extra-lusso voluti dall’Aga Khan: il Cala di Volpe, location nel 1977 degli seguimenti di 'Agente 007 - La spia che mi amava' con Roger Moore; il Romazzino, dove soggiornavano Grace Kelly e Greta Garbo; il Pitrizza, icona del quiet luxury ed il centralissimo hotel Cervo. Nel portafoglio anche svariati terreni.  

MILANO DA BERE. Oggi il Qia detiene il 100% dell'intera area di Milano Porta Nuova, importante hub finanziario milanese che comprende opere di archistar come la Piazza dedicata a Gae Aulenti, la Torre Unicredit e gli iconici grattacieli per ultra-rich Solaria, Aria e Bosco Verticale. La Qia detiene anche il palazzo milanese sede di Credit Suisse in via Santa Margherita. 

HOTEL EXTRA-LUSSO. L’hotellerie a cinque stelle è uno dei target di peso del Qia: oltre ai 'big four' della costa Smeralda, nel portafoglio del fondo quatarino troviamo lo storico hotel Excelsior Gallia di Milano, l’esclusivo Gritti Palace di Venezia, il St. Regis e l’ Excelsior a Roma, il Baglioni e il Four Season a Firenze.  

OSPEDALI. Attraverso la Qatar Foundation al Thani ha una partnership con il Gemelli per l’ospedale Mater di Olbia. (di Luana Cimino) 

25 giu 2026

Rubio: "Trump deluso da Italia e altri Paesi europei, ne parlerà a vertice Nato"

(Adnkronos) - "Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l'Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l'Europa, non si sono fatti avanti". Così Marco Rubio, rispondendo alle domande dei giornalisti in Bahrein, è tornato sulle dichiarazioni di Donald Trump su quello che considera il mancato aiuto da parte del nostro Paese agli Usa durante il conflitto con l'Iran.  

"Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c'era l'Italia" ha aggiunto il segretario di Stato Usa , aggiungendo però che la questione verrà affrontata, "ci lavoreremo su". "Ma il suo punto di vista su questo è stato chiaro, non dovrebbe sorprendere nessuno" ha detto ancora tornando sulle esternazioni di Trump. "Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit della Nato tra un paio di settimane", ha concluso Rubio riferendosi al vertice che si svolgerà ad Ankara il 7 e 8 luglio.  

Rubio ha poi detto di avere ''un buon rapporto'' con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con il quale ha avuto un colloquio ''venerdì o sabato scorsi'', quando il titolare della Farnesina lo ha informato della sua decisione di annullare la missione a Miami. ''Abbiamo da firmare una serie di accordi sui minerali critici e altre cose'', per cui ''supereremo questo momento'', ha spiegato Rubio ai giornalisti che in Bahrain gli hanno chiesto delle tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. 

Con Tajani ''ho parlato, lo sapete con lui ho un buon rapporto'', ha proseguito Rubio, spiegando che il ministro degli Esteri ''mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami''. A proposito del business forum che si sarebbe dovuto svolgere appunto a Miami, Rubio ha detto che ''è stato un peccato che un evento del genere sia stato interrotto. Pensavo che sarebbero dovuti venire comunque'', al di là dei commenti di Trump su Meloni. ''Detto questo, abbiamo degli accordi pronti per essere firmati. Li firmeremo al più presto. Troveremo solo un posto dove firmarli'', ha aggiunto Rubio parlando della collaborazione tra Stati Uniti e Italia che ''continuano a tutti i livelli, a livello militare, a livello globale''. 

 

25 giu 2026

Sciarelli lascia 'Chi l'ha visto?', Ranucci: "Eredità delicata, solo Federica può indicare nome giusto"

(Adnkronos) - Ereditare un programma fortemente identificato con il volto della sua conduttrice "è stato molto complicato". A parlare è Sigfrido Ranucci che, in un'intervista all'Adnkronos, commenta l'addio di Federica Sciarelli a 'Chi l'ha visto?' tracciando un parallelo diretto con la sua esperienza, quando raccolse il testimone di 'Report' direttamente dalla sua creatrice, Milena Gabanelli alla guida del programma dal 1997 al 2016.  

Il conduttore riavvolge il nastro su quel passaggio, definendolo un'esperienza segnante e difficile. "Nessun programma era identificato con la propria conduttrice quanto 'Report', perché nato da un'idea di Milena Gabanelli," spiega Ranucci. "Non avrei mai pensato che lo volesse lasciare a me. Quando l'ha fatto, tra l'altro, ero impegnato su altro ed è stato difficile anche perché per me era un mestiere nuovo". 

Un "passaggio molto complicato", ammette, che lo ha portato per oltre un anno a non guardare i social perché "i commenti erano impietosi". Ma a ferirlo di più erano le insinuazioni sul suo rapporto con la Gabanelli. "I commenti che mi facevano più male erano quelli che ipotizzavano che io l'avessi fatta fuori. Ancora oggi ho un rapporto meraviglioso con lei e ho mantenuto il suo nome all'entrata della stanza, nonostante qualcuno mi abbia chiesto di toglierlo. Per me quel nome è sacro".  

Questa esperienza lo ha portato a una riflessione profonda sul ruolo del conduttore: "In programmi come quello di Federica e come nel mio caso, il ruolo di conduttore è l'aspetto minore. Dietro c'è il riconoscimento della squadra, la credibilità, la forza, la tenuta psicofisica e soprattutto il coordinamento di tutto. È come tenere la marmellata con gli elastici. La difficoltà è quella: mantenere gli equilibri della squadra". 

È da questa profonda comprensione del ruolo che nascono le sue parole di stima per la collega. "Federica è una straordinaria professionista. Sapevo da giorni che avrebbe lasciato", confessa Ranucci che aggiunge: "Devo farle i complimenti per come ha trattato, unica in tutto il panorama televisivo, il caso Garlasco. Bisogna saperli trattare certi temi con lo spirito del servizio pubblico e senza sensazionalismo. Il grande merito di Federica è stato proprio questo: aver saputo affrontare temi delicati con grande professionalità e competenza". Per questo, alla domanda se si augura una successione interna, la sua risposta è netta: "Assolutamente sì. Ci sono programmi talmente delicati che, se tenti la soluzione esterna, rischi di far saltare tutto". La logica è stringente: "Chi è dentro conosce tutti gli equilibri, e un'imposizione dall'esterno non sarebbe ben gradita. Credo che la soluzione interna, soprattutto se indicata da Federica, sia quella più giusta. E se questa scelta verrà fatta, la Rai dovrà dare il massimo supporto, come io l'ho avuto all'inizio, nonostante momenti difficilissimi". E mentre già circola un toto-nomi che sembra guardare altrove, la convinzione di Ranucci resta salda: "Io credo che la persona più giusta per indicare un suo eventuale successore, se lo ha in mente, sia proprio Federica e magari è una persona con la quale ha avuto modo di misurarsi fianco a fianco in questi anni", conclude. 

25 giu 2026

IA, Cucinelli: "Tecnologia è un dono ma rischia di rubarci l'anima"

25 giu 2026

Premi: la giuria della quinta edizione del Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane

(Adnkronos) - È definita la composizione della giuria della Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane, il premio promosso dal Consorzio Nazionale Imballaggi per valorizzare il lavoro dei giornalisti under45 che raccontano sostenibilità, ambiente ed economia circolare. La giuria, presieduta dal vicedirettore di Adnkronos Fabio Insenga, valuterà le candidature, che dovranno essere presentate entro il 30 giugno, risultate valide e ammissibili. Insieme a Insenga, faranno parte della giuria Elisa Pervinca Bellini, fashion news director & sustainability editor di Vogue Italia; Laura Bettini, conduttrice di “Si può fare” su Radio 24; Fiorella Perrucci, responsabile prevenzione, ecodesign e servizi per associazioni e imprese CONAI; Chiara Rossotto, caporedattrice e curatrice di Tg3 Fuori Tg; Massimo Callegari, conduttore e telecronista di Sport Mediaset; Matteo Favero, presidente di Globe Italia - Associazione nazionale per il clima; Luca Piatto, direttore rapporti territoriali Conai; Nello Scavo, inviato di Avvenire. 

Un parterre che unisce giornalismo, cultura dei media e della divulgazione, impegno sociale e civile, dando vita a uno sguardo trasversale e autorevole sui linguaggi contemporanei dell’informazione. Saranno loro a individuare i due vincitori delle due Fenici nelle categorie previste: scritto e audiovisivo. "La qualità dell’informazione è una leva decisiva per accelerare la transizione verso una cultura della sostenibilità davvero consapevole", commenta il presidente Conai, Ignazio Capuano. "Con la Fenice Conai vogliamo accendere i riflettori sul talento dei giovani giornalisti che scelgono di misurarsi con questi temi unendo rigore, competenza e forza divulgativa in un racconto capace di informare in modo preciso e libero da preconcetti e ideologie. Con questo spirito, la qualità della giuria di questa quinta edizione del premio saprà garantire uno sguardo autorevole, indipendente e attento a tutti i professionisti dell’informazione che si sono candidati o si candideranno".  

Ideata nel 2022, la Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane torna a premiare due produzioni giornalistiche – un articolo scritto e un servizio audiovisivo – pubblicate tra il 22 aprile 2025 e il 21 aprile 2026, nel solco ideale della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), che segna ogni anno lo spartiacque del concorso. Il premio resta la fenice a sette code che spiega le ali, simbolo di rinascita, nata dal lavoro creativo di due studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Realizzata in lega metallica con processo galvanico e poggiata su una base in pietra lavica, sintetizza in forma artistica il tema della trasformazione. La cerimonia di premiazione si terrà nuovamente al Festival del giornalismo culturale, in programma a Urbino dall’8 all’11 ottobre. Il regolamento completo del bando Fenice CONAI per il giornalismo ambientale giovane è disponibile sul sito ufficiale di CONAI alla pagina www.conai.org/news-e-press/fenice-conai-per-il-giornalismo-ambientalegiovane-parte-la-quinta-edizione. 

25 giu 2026

Terremoto Venezuela, impatto devastante sull'economia del Paese ancora in ginocchio nel dopo Maduro

(Adnkronos) - Il terremoto che ha colpito il Venezuela, il più forte in oltre un secolo, non poteva arrivare in momento peggiore per il Paese latinoamericano che sconta anni di inflazione galoppante, corruzione governativa e cattiva gestione dell'industria petrolifera e delle più grandi riserve di greggio del mondo, con un pil ridotto dell'80% rispetto al 2013.  

Una situazione che non migliorata dopo la cattura, con un blitz delle forze speciali Usa, del presidente Nicolas Maduro e l'ascesa al potere della sua allora vice, Delcy Rodriguez alla guida di un governo, che pur mantenendo la facciata di continuità bolivariana, si è allineato alle richieste di Donald Trump, avviando una cauta liberalizzazione dell'economia e l'apertura alle compagnie petrolifere straniere, ottenendo in cambio la revoca delle azzoppanti sanzioni che gli Stati Uniti imponevano a Caracas.  

Nonostante la revoca delle sanzioni, e il graduale aumento della produzione petrolifera, l'inflazione rimane alta, i salari bassi e per i venezuelani quotidianamente lottano per i beni essenziali, dal pieno di benzina all'acquisto dei medicinali. Nel 2025 quasi 8 miloni di persone, vale a dire un terzo della popolazione, ha avuto bisogno di assistenza umanitaria, secondo dati dell'Onu. Numeri che il devastante sisma faranno crescere.  

Una catastrofe naturale di questa portata, che si teme potrà aver provocato migliaia di vittime, appare destinata a compromettere gravemente le fragili speranze di ripresa economica, in particolare dell'industria petrolifera che ha bisogno di miliardi di dollari di investimenti nelle infrastrutture obsolete. In generale dopo anni di profonda crisi economica, il Venezuela manca di infrastrutture, dalla rete elettrica e idrica agli ospedali, per affrontare una tale crisi.  

Secondo le prime proiezioni dell'Us Geological Survey, si stima che il sisma provocherà danni economici tra i 10 e i 100 miliardi di dollari, cifra che è praticamente pari all'intero attuale valore dell'economia venezuelana. Secondo alcuni esperti, infatti, oltre ai crolli provocati dalle due fortissime scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, bisogna tenere conto del rischio di incendi che potrebbero divampare tra le macerie a causa della rottura delle tubature del gas e del sistema elettrico, come ha spiegato alla Cnn Lucy Jones, sismologo del California Institute of Technology, sottolineando che questi incendi potrebbero raddoppiare i danni e le perdite economiche provocate dal terremoto.  

25 giu 2026

Incidente mortale sulla Pedemontana Veneta, vittime un sacerdote e un 16enne diretti a Gardaland

25 giu 2026

Oltre 3.200 colonnine ricarica già installate in piccoli centri per mobilità sostenibile

(Adnkronos) - Sono già più di 3.200 le colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate da Poste Italiane nell’ambito del Progetto Polis, che ha l’obiettivo di portare i servizi della Pubblica amministrazione in circa 7 mila uffici postali nei centri con meno di 15 mila abitanti e agevolare la transizione ecologica e digitale. L’iniziativa fa parte delle politiche mobilità sostenibile e prevede, entro il 2026, l’installazione di 5 mila stazioni di ricarica in circa 3.500 Comuni, sia nei parcheggi di Poste Italiane che nelle aree pubbliche. Le colonnine sono dislocate lungo tutta Italia, con una distribuzione diffusa per il 35% al Nord, il 20% al Centro, il 30% al Sud e il 15% sulle isole, e quelle attualmente allacciate sono circa 1.500. 

Il Progetto Polis ha un ruolo fortemente strategico nel rafforzare il tessuto sociale dei piccoli centri e delle aree interne, potenziando le infrastrutture digitali, agevolando la transizione green e contribuendo a frenare il fenomeno dello spopolamento. È finanziato con risorse del piano complementare al PNRR per 800 milioni di euro e per oltre 400 milioni a carico di Poste Italiane e prevede la trasformazione di 6.933 uffici postali in sportelli unici di prossimità al servizio dei cittadini. Si stima che il Progetto avrà un impatto di 1.061 milioni di euro sul PIL dell’Italia (nel periodo di investimento dal 2022 al 2026 e di operatività degli uffici postali fino al 2031), porterà alla distribuzione di 484 milioni di reddito da lavoro e alla creazione di 18.600 posti di lavoro. 

25 giu 2026

Gibelli (Asstra): "Trasporto pubblico fattore decisivo rigenerazione urbana e abilitante vendita case o uffici"

(Adnkronos) - "Il trasporto pubblico è un fattore decisivo di rigenerazione urbana e un fattore abilitante di vendita di appartamenti o uffici. Stiamo facendo un nuovo lavoro. Sempre più in Fnm infatti arrivano richieste di consulenze per definire un modello di mobilità capace di incidere sulla riqualificazione dei territori e delle aree urbane. È arrivato quindi il momento di provare a immaginare un tipo di trasporto pubblico locale diverso seguendo un criterio di appropriatezza del servizio anche in ragione dei temi relativi alle risorse. In tal senso può essere d’ispirazione il modello di successo sperimentato con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, dove è stato fatto un lavoro straordinario con i servizi di mobilità su gomma di ultimo miglio". Così il Presidente di Asstra, Andrea Gibelli, intervenuto questa mattina al convegno Nazionale Anav 2026. 

"Durante le Olimpiadi abbiamo gestito con un modello non convenzionale la relazione e i collegamenti tra grandi centri e piccoli centri di aree montane; E se i treni sono intervenuti sulla mobilità generale con la loro alta capacità, i bus sono stati efficaci nell’ultimo miglio attraverso flessibilità, orari e geolocalizzazione. La scommessa per il Tpl del futuro è riempire di contenuti un'esperienza urbanistica diffusa, coerente con gli investimenti immobiliari e la rigenerazione urbana, progettata con una mobilità di ultimo miglio per la quale è necessario immaginare tariffe dinamiche che possano andare a soddisfare i bisogni di mobilità che si stanno affermando", conclude Gibelli. 

25 giu 2026

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