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Ucraina-Russia, Zelensky: "Putin ora ha paura dei russi"

(Adnkronos) - "Putin ha paura". Gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina costringono la Russia ad avvertire in modo più acuto le conseguenze della guerra scatenata dal Cremlino. Il presidente Vladimir Putin teme il crescente malcontento dei cittadini, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Sky News. "Putin ha paura della sua società, delle sfide interne e dei problemi che lo riguardano", afferma Zelensky. 

Il leader di Kiev spiega che gli attacchi a lungo raggio ucraini stanno causando alla Russia perdite sia in termini di entrate che di risorse energetiche. Nelle ultime ore, i droni di Kiev hanno raggiunto magazzini del porto di Rostov nel sud della Russia, provocando un incendio in una zona di deposito dei cargo, due morti e cinque feriti. Il governatore della regione russa, Yuri Slyusar, ha ammesso che si sono sviluppati diversi incendi anche "in un complesso produttivo privato e vicino a magazzini".  

In questo quadro, la Russia ha esteso il bando alle esportazioni di carburante introdotto all'inizio di aprile fino alla fine dell'anno, come ha reso noto il vice Premier Aleksandr Novak, citato dall'agenzia Tass. Il bando avrebbe in un primo momento dovuto andare in archivio alla fine di questo mese. Il divieto alle esportazioni di diesel introdotto lo scorso otto luglio proseguirà invece, ha aggiunto il ministro, fino a quando "il mercato non si sarà ripreso". "Hanno iniziato a importare energia invece di esportarla. Quindi hanno perso molti soldi", evidenzia Zelensky.  

 

Putin, secondo il presidente ucraino, deve fare i conti con "molti interrogativi, domande interne da parte della gente. 'Dov'è la benzina? Cosa facciamo? Come viviamo senza logistica e senza diesel?'", dice Zelensky, descrivendo la situazione interna in Russia. Il presidente inoltre osserva che, secondo l'intelligence ucraina, Putin si sta preparando ad annunciare una nuova campagna di mobilitazione dopo le elezioni russe del 21 settembre. Il Cremlino starebbe pianificando di mobilitare tra le 300mila e le 500mila persone.  

Secondo Zelensky, nonostante i segnali di malcontento interno tra un numero considerevole di russi, le statistiche a sua disposizione indicano che Putin è ancora in grado di attuare una mobilitazione su larga scala, perché la maggioranza della popolazione russa continua a sostenerlo. 

"Il problema principale - afferma il presidente - è che non sarà in grado di addestrare rapidamente le truppe mobilitate. Questo significa che manderà di nuovo sul campo di battaglia persone non preparate e, nella maggior parte dei casi, non addestrate affatto. Questo comporterà molte perdite". Parlando delle sfide che la difesa ucraina si trova ad affrontare, Zelensky è convinto che il Cremlino si aspetti rinforzi dalla Corea del Nord: Kim Jong-un dovrebbe fornire 30mila soldati, mentre Putin spera di ottenere anche missili balistici dall'Iran. 

27 lug 2026

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27 lug 2026

Marito Roccella, un mese dalla scomparsa: proseguono senza sosta le ricerche

(Adnkronos) - A un mese dalla sua scomparsa nel Lago di Vico, di Luigi Cavallari non c'è ancora traccia. Ma continuano senza sosta le ricerche del marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso nelle acque del Lago in provincia di Viterbo dal 27 giugno. Unità di sommozzatori provenienti da Ravenna, Milano, Taranto, Napoli e Roma sono impiegate assieme alle moto d'acqua e al soccorso acquatico di Viterbo, l'unità Tass (nucleo specializzato che utilizza dati geografici e cartografia) e droni dalla direzione Vigili del Fuoco del Lazio.  

"La difficoltà nel trovare Cavallari è dovuta alla profondità e alla scarsa visibilità", dicono all'Adnkronos i Vigili del Fuoco, ma "le ricerche non si sono mai fermate dal giorno della scomparsa e sono continuate anche nel weekend". Un mese fa, durante una gita in barca con la moglie, Cavallari si era tuffato dall'imbarcazione senza fare ritorno. A quel punto la ministra contattò i soccorsi, mettendo in moto le ricerche che sono proseguite fino a oggi. 

Da quattro settimane le squadre specializzate dei vigili del fuoco di tutta Italia si alternano nella perlustrazione dei fondali con l'aiuto di strumenti tecnologici di ultima generazione, come sonar e robot. Apparecchiature indispensabili a causa della scarsissima visibilità dello specchio d'acqua già a pochi metri di profondità. I fondali limacciosi con depositi di alghe, infatti, tendono a nascondere quello che si deposita, rendendo le operazioni particolarmente complesse. Ogni 'anomalia' sul fondo del lago viene rilevata e verificata. Un lavoro meticoloso che, però, sinora non ha dato alcun esito. 

27 lug 2026

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27 lug 2026

Siagascot, Il futuro dell’ortopedia nel piano strategico 2026-30"

(Adnkronos) - Ricerca e sviluppo, formazione e sperimentazione. Sono gli obiettivi di Siagascot, esposti al Foro Italico, in occasione della presentazione del piano strategico 2026-2030, con cui rilancia la candidatura a centro scientifico internazionale nel campo ortopedico. Figlia della Siot- Società italiana di ortopedia e traumatologia, Siagascot nasce nel 2019 - informa una nota - e riunisce gli specialisti dedicati alla chirurgia artroscopica, alle patologie del ginocchio e dell'arto superiore, alla traumatologia dello sport e alle nuove tecnologie ortopediche.  

“Il piano strategico- spiega Rocco Papalia, presidente Siagascot - rappresenta un punto di partenza fondamentale, frutto di un lavoro corale che rafforza la nostra visione di una società scientifica sempre più autorevole, inclusiva e orientata all'innovazione. È una vera evoluzione per Siagascot che diventerà una piattaforma di apprendimento che consentirà ai nostri giovani di portare negli ospedali e nelle cliniche una conoscenza d'eccellenza delle tecniche chirurgiche, promuovendo al contempo un’internazionalizzazione del nostro operato. Attraverso la ricerca, la multidisciplinarietà e la centralità del paziente, puntiamo a farci conoscere sempre di più all'estero, potenziando le iniziative con le società scientifiche internazionali e le attività di fellowship che proiettano i nostri giovani verso le nuove frontiere della chirurgia dello sport". 

Da società scientifica nazionale a piattaforma italiana di riferimento internazionale, la società scientifica si pone come obbiettivo quello di diventare benchmark internazionale nel campo ortopedico. “Siagascot - chiarisce Pietro Simone Randelli, presidente Siot - è una grande società scientifica e fa parte delle società scientifiche più importanti del panorama nazionale che sono sotto l'ombrello di Siot, la società madre di ortopedia e traumatologia. Siagascot è estremamente dinamica e per Siot - aggiunge - è un partner fondamentale. Oggi i più importanti chirurghi, quelli che tutti i giorni operano calciatori, sportivi professionisti, fanno parte di Siagascot. Quindi è un motore di cui Siot non può fare a meno. È un motore pieno di iniziative ed è anche una fucina di giovani talenti”, conclude. 

27 lug 2026

Digitale, la sovranità europea passa da reti, cloud, AI e cybersicurezza

(Adnkronos) - Rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nelle tecnologie digitali senza rinunciare all’apertura dei mercati, alla concorrenza e all’innovazione. È questa la sfida emersa nel corso dell’evento “Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea”, organizzato da Open Gate Italia in collaborazione con Adnkronos e svoltosi al Palazzo dell’Informazione di Roma. 

L’incontro ha messo a confronto rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, accademici e imprese sulle principali novità della regolamentazione digitale europea, espressione della volontà dell’UE di perseguire obiettivi di sovranità digitale: dalla nuova cornice europea disegnata nel Digital Networks Act, al Tech Sovreignty Package, passando per la proposta di revisione del Cybersecurity Act, elementi diversi di un unico puzzle che punta a ridurre le dipendenze europee. 

Ad aprire i lavori è stata Laura Rovizzi, Amministratore Delegato di Open Gate Italia. Il dibattito, moderato da Giorgio Rutelli, Vicedirettore di Adnkronos, ha visto la partecipazione di Stefania Ducci, Capo divisione strategia e politiche di cybersicurezza in ambito UE dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale; Massimiliano Fara, esperto cyber, digitale e telecomunicazioni presso la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea; Vincenzo Ferraiuolo, Head of EU Affairs di Fastweb+Vodafone; Antonio Manganelli, Università di Siena e Centre on Regulation in Europe; Giulia Pastorella, Deputata di Azione; Edoardo Carlo Raffiotta, Università Milano-Bicocca e Comitato strategia AI; Giorgio Maria Tosi Beleffi, dirigente telecomunicazioni, audiovisivo e innovazione tecnologica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; e Francesco Torselli, Europarlamentare di Fratelli d’Italia. 

Il punto di partenza del confronto è stata la diagnosi delineata dal Rapporto Draghi sulla competitività europea e la fotografia delle dipendenze strategiche dell’Unione: una parte rilevante delle infrastrutture cloud, delle tecnologie di rete, dei semiconduttori, delle componenti critiche e delle piattaforme digitali utilizzate in Europa è oggi riconducibile a operatori e tecnologie extraeuropei. Come evidenziato dal Rapporto, per ridurre queste dipendenze non è sufficiente introdurre nuovi vincoli: occorre creare le condizioni per la crescita di operatori europei solidi, innovativi e capaci di competere su scala globale, aumentando la capacità dell’Europa di scegliere, investire e controllare le tecnologie strategiche. 

 

In questo percorso, un ruolo centrale è attribuito alla capacità dell’Unione europea di rendere il proprio mercato più competitivo e attrattivo, attraverso una regolamentazione più semplice e chiara. 

“Finalmente la Commissione Europea, nella produzione di questi nuovi regolamenti nel mondo del digitale, delle comunicazioni e dell'intelligenza artificiale, ha come primo obiettivo quello della competitività e di rendere il mercato europeo attrattivo per chi vuole venire a investire: un mercato semplificato, con meno regole e più chiare. E questo è sicuramente un dato positivo”, ha dichiarato l’eurodeputato Torselli. 

Nel corso dell’evento è stato evidenziato come la sovranità digitale rappresenti la cornice comune di una pluralità di interventi europei. Il Digital Networks Act, le iniziative dedicate al cloud e all’intelligenza artificiale (Cloud and AI Development Act), la revisione delle regole in materia di cybersicurezza (Cybersecurity Act 2) e le misure volte a rafforzare la sicurezza e la resilienza della catena di approvvigionamento dei semiconduttori (Chips Act 2.0) concorrono, attraverso strumenti differenti, a ridurre le vulnerabilità derivanti dalle dipendenze esterne, rafforzare la resilienza delle infrastrutture e sostenere lo sviluppo di una filiera tecnologica europea più robusta e competitiva. 

 

L’insieme di questi interventi pone tuttavia agli operatori la necessità di confrontarsi con un quadro articolato, nel quale deve essere garantita la coerenza tra le diverse misure. “Sicuramente alcuni provvedimenti, visti in prospettiva, ci danno l'evidenza che gli operatori sul campo, da chi gestisce i data center e le reti cloud a chi si occupa di telecomunicazioni e servizi avanzati alle imprese, devono fare i conti con un sistema che non può essere contraddittorio. Alcuni di questi elementi dovranno essere mitigati o gestiti in modo diverso; nonostante questo, lo sforzo della Commissione di adeguare la politica industriale europea in questo difficilissimo momento geopolitico va sicuramente apprezzato” ha dichiarato Rovizzi. 

Dal confronto è emersa la necessità di evitare sovrapposizioni e frammentazioni normative. L’efficacia dei nuovi strumenti dipenderà dalla capacità di assicurare armonizzazione tra gli Stati membri, proporzionalità degli obblighi, chiarezza dei criteri applicativi e un approccio basato sul rischio. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra sicurezza e apertura del mercato: la tutela degli interessi strategici europei deve accompagnarsi a condizioni che favoriscano investimenti, innovazione e pluralismo tecnologico. 

In questo ambito, il dibattito si è concentrato anche sul bilanciamento tra le competenze della Commissione europea e quelle degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle reti e delle catene di approvvigionamento. 

 

“Le reti di telecomunicazione sono un’infrastruttura strategica per la connettività, la sicurezza economica e nazionale. Per garantirne sostenibilità e capacità di attrarre investimenti servono regole chiare e stabili. Le proposte del Digital Networks Act sulla gestione dello spettro vanno nella giusta direzione, mentre il Cybersecurity Act 2 richiede modifiche sostanziali alle misure relative alle catene di approvvigionamento, per assicurare un corretto equilibrio tra Commissione europea e Stati membri e un approccio proporzionato, basato sul rischio effettivo. Solo un quadro favorevole agli investimenti potrà rafforzare sicurezza, resilienza, competitività e autonomia strategica dell’Europa”, ha sottolineato Ferraiuolo.  

La discussione ha inoltre richiamato la necessità di collegare le scelte regolatorie a una strategia industriale europea. Reti ad alte prestazioni, servizi cloud, capacità di calcolo, intelligenza artificiale, semiconduttori, componenti critiche e sicurezza delle infrastrutture costituiscono elementi interdipendenti dello stesso ecosistema. Per questo, secondo i partecipanti, le regole dovranno essere accompagnate da politiche capaci di mobilitare investimenti, sostenere la ricerca, rafforzare le catene di approvvigionamento e facilitare la crescita dimensionale degli operatori europei. 

L’evento ha confermato la centralità del dialogo tra decisori pubblici, regolatori, mondo accademico e imprese nella costruzione della futura governance digitale europea. La sfida sarà tradurre il principio della sovranità tecnologica in misure concrete e sostenibili, capaci di conciliare sicurezza, competitività, certezza del diritto e apertura all’innovazione. 

27 lug 2026

Ex Ilva, Corte Appello Milano: "Deve chiudere entro 90 giorni per amianto e polveri sottili"

(Adnkronos) - La Corte d'Appello di Milano - sezione specializzata in materia d'impresa - ha stabilito che l'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto deve essere chiusa entro 90 giorni data la presenza di amianto e le emissioni di polveri sottili superiori a limiti di legge.  

Nel provvedimento a firma della giudice Marianna Galioto, in parziale riforma del decreto impugnato, si ordina a Ilva, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’italia holding, tutte in amministrazione straordinaria, "la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto, assegnando a queste ultime il termine di giorni novanta, decorrente dall’ultima comunicazione del provvedimento, per il completamento delle operazioni di sospensione sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo".  

La rimozione totale dell'amianto ancora presente negli altoforni dell'ex Ilva di Taranto è "l’unica prescrizione adeguata a scongiurare la dispersione di polveri e fibre", ossia "l’unica misura idonea" individuata dalla Corte d'Appello di Milano per scongiurare un "pericolo grave e rilevante per la salute umana". Il provvediemento sostanzialmente conferma il giudizio precedente del Tribunale e dispone di agire a stretto giro ritenendo la questione non più rinviabile. 

Gli impianti Ilva e il sistema produttivo sono "rimasti immutati da decenni, e ciò concorre a confermare la permanenza del rischio nell’attualità, in ragione del progressivo ammaloramento dello stabilimento". Se i giudici danno atto che "sono stati già smaltiti 6780 chilogrammi di amianto", tuttavia "rimane ancora inglobata negli impianti (precisamente nei cowper) la quantità di oltre 2000 chili". 

Inizialmente l'amianto doveva essere rimosso entro il 23 agosto 2026, poi nel 2023 il gestore ha formulato richiesta di rimodulazione del cronoprogramma di smaltimento (prospettando che parte sarebbe rimasto nella sede originaria fino a fine vita degli impianti), ora le proroghe non sono più consentite dando così ragioni ai cittadini che, con un'azione cautelare, si sono attivati per bloccare le attività lesive per la salute. 

27 lug 2026

Figc cerca il nuovo ct dopo caso Pirlo: Mancini e Conte le alternative, ipotesi Palladino e Pioli

(Adnkronos) - Giornate intense in Figc per la scelta del nuovo ct. Dopo i "no, grazie" di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e lo stop ad Andrea Pirlo con la bufera legata al contratto del tecnico con la società di scommesse russa Fonbet, il presidente della Figc Giovanni Malagò dovrà anche affrontare un’altra questione, molto delicata: il malumore del dt Paolo Maldini e dell'advisor Leonardo per il caso Pirlo, entrambi pronti a fare un passo indietro. Malagò da questa mattina presto negli uffici federali continua i contatti incessanti con Maldini e Leonardo e nel pomeriggio incontrerà le componenti in vista del consiglio federale di domani. Una riunione già fissata comunque da 15 giorni, ma che costituirà l'occasione per parlare di quanto avvenuto con Pirlo e delle ipotesi sul nuovo ct.  

Prima del Maestro i nomi in lizza per la panchina azzurra, per il dopo Rino Gattuso, erano principalmente quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, nomi che non sono idee dirette della coppia Maldini-Leonardo e che non è detto potrebbero essere accettati. In alternativa tornano le ipotesi legate a Stefano Pioli, che al Milan aveva legato molto con l'attuale dt azzurro, e Raffaele Palladino, già uscito alcuni giorni fa, ma senza vere conferme ufficiali da ambienti vicini alla Federazione. Tra le altre opzioni c'è anche quella di confermare Silvio Baldini sulla panchina della nazionale maggiore dopo le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia da ct a interim. Al momento appaiono lontani nomi come quelli di Fabio Cannavaro, ct dell'Uzbekistan, Claudio Ranieri e Thiago Motta che secondo alcuni avrebbe già declinato l'ipotesi. 

27 lug 2026

Italia, Rivera si candida: "Mi sono proposto, sarei in grado di fare il ct"

27 lug 2026

Sanità, Policlinico Milano: "Cardiologia interventistica mini-invasiva da record"

(Adnkronos) - Il Policlinico di Milano conferma il proprio ruolo tra i centri di riferimento lombardi e italiani nel trattamento delle malattie delle valvole cardiache con tecniche mini-invasive. Nel primo semestre 2026, sono state eseguite oltre 100 procedure Tavi (Transcatheter Aortic Valve Implantation), e più di 30 riparazioni valvolari atrio-ventricolari con Clip, riporta una nota. Fino a pochi anni fa, per molti pazienti affetti da malattie delle valvole cardiache l'unica possibilità di cura era rappresentata da un intervento cardiochirurgico a cuore aperto. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. Grazie al notevole sviluppo e nuove acquisizioni in cardiologia interventistica strutturale, è possibile trattare un numero crescente di patologie delle valvole cardiache con procedure mini-invasive che, nella maggior parte dei casi, evitano l'apertura del torace, riducono il trauma chirurgico e permettono un recupero più rapido. Si tratta - riferisce il policlinico - di una rivoluzione che sta cambiando la modalità di approccio clinico-metodologico a questi problemi, ma soprattutto la qualità di vita di migliaia di persone e che vede il polo milanese tra i protagonisti. 

“La valvola malata viene rimpiazzata attraverso un catetere introdotto generalmente dall'arteria femorale, senza aprire il torace e, nella maggior parte dei casi, senza ricorrere all'anestesia generale profonda”, spiega Paolo Pagnotta, coordinatore del progetto di innovazione tecnologica della Cardiologia interventistica del dipartimento Cardio- Toraco-Vascolare diretto da Stefano Carugo. Tra le procedure che hanno rivoluzionato la cura delle malattie valvolari, la Tavi è utilizzata soprattutto per trattare la stenosi dell’aortica, una patologia frequente nelle persone anziane. Per il paziente - si legge nella nota - questo significa un intervento meno invasivo, un ricovero più breve e un ritorno più rapido alla vita quotidiana. 

L'evoluzione delle protesi biologiche e delle tecnologie disponibili consente oggi di trattare casi sempre più complessi. “La cardiologia interventistica strutturale, inoltre - continua Pagnotta - rappresenta uno degli ambiti con maggiori e più importanti innovazioni di tutto il panorama della medicina cardiovascolare. Oggi possiamo ottenere risultati sempre più vicini a quelli della chirurgia tradizionale, ma con un impatto decisamente minore sul paziente”. 

 

Accanto alla Tavi cresce anche il trattamento mini-invasivo dell'insufficienza della valvola mitrale e della tricuspide, mediante dispositivi chiamati ‘Clip’ o ‘Pascal’ che permettono di ripristinare il corretto funzionamento delle valvole senza ricorrere alla cardiochirurgia, ampliano le possibilità di cura per pazienti che fino a pochi anni fa avevano opzioni terapeutiche molto più limitate e ponendosi come casistica tra i centri di riferimento. 

“Questo importante traguardo di procedure di Tavi e di Clip, eseguite al policlinico, rappresenta molto più di un risultato numerico - sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del policlinico di Milano - Testimonia la crescita costante della nostra attività cardiovascolare e conferma la volontà di investire in tecnologie avanzate e in percorsi di cura sempre più efficaci e meno invasivi per i pazienti. La nostra sfida non è aumentare semplicemente il numero delle procedure, ma offrire a ogni paziente la migliore soluzione di cura per le patologie delle valvole cardiache. Ma anche una soluzione meno invasiva e più efficace possibile, per i pazienti non candidabili all’intervento cardio-chirurgico standard”. 

Negli ultimi anni, il policlinico ha registrato un incremento significativo del numero di procedure - riporta la nota - grazie alla collaborazione tra cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici altamente specializzati. È questo lavoro di squadra, insieme all'innovazione tecnologica e alla ricerca, che permette di offrire cure sempre più avanzate. La crescita dell'attività ha inoltre ridotto i tempi di attesa e attirato un numero crescente di pazienti inviati da altri ospedali lombardi ed extraregionali. L'apertura del nuovo policlinico consentirà un ulteriore salto di qualità grazie a nuove sale di emodinamica, sistemi di imaging di ultima generazione e strumenti sempre più evoluti, supportati anche dall'intelligenza artificiale per la pianificazione degli interventi. 

27 lug 2026

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