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21 giu 2026

Roma, esplosione in casa in centro storico: un ferito

21 giu 2026

Ucraina, droni colpiscono Crimea: penisola resta senza benzina

(Adnkronos) - L'Ucraina colpisce la Crimea con un massiccio attacco di droni e la penisola resta senza benzina. "Le nostre 'sanzioni a lungo raggio' hanno preso di mira la logistica militare degli occupanti, l'industria petrolifera e la difesa aerea. Tutto questo è una giusta risposta agli attacchi brutali della Russia contro il nostro popolo. Ringrazio i guerrieri del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina, le Forze dei Sistemi Senza Equipaggio, l'Intelligence di Difesa dell'Ucraina e le Forze delle Operazioni Speciali per il loro lavoro di successo a una distanza di circa 300 chilometri dal fronte", ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. 

"Abbiamo colpito impianti su entrambi i lati del Ponte di Kerch: logistica marittima utilizzata per trasportare petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio a Kerch, occupata per ora. Inoltre, sono state colpite strutture logistiche militari, oltre a quattro stazioni radar con sistemi S-400 e due sistemi Pantsir. Sono grato a tutti i nostri guerrieri per la loro precisione e professionalità. La Russia capisce solo la forza, e la nostra forza a lungo raggio sta sicuramente lavorando per la pace", ha aggiunto Zelensky. 

Secondo Sergey Aksonyov, il governatore politico della penisola nominato da Mosca, almeno quattro persone sono state uccise e 28 sono rimaste ferite. Aksonyov ha annunciato lo stop alla vendita di carburante destinato ai cittadini. Nel corso della notte le autorità regionali hanno chiuso al traffico il ponte che collega Kerch con il territorio russo. Anche il porto di Kavkaz, sul lato russo dello Stretto di Kerch, sarebbe stato colpito: la località dispone di un terminal per il carburante e di un deposito di petrolio.  

 

 

Nella giornata di ieri l'esercito ucraino ha colpito la raffineria di petrolio di Antipinsky nella regione russa di Tyumen, situata a più di 2.000 chilometri dal confine, annuncia via social lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine, come rende noto l'agenzia di stampa Ukrinform. 

"Il 20 giugno, nella regione di Tyumen della Federazione Russa, unità delle Forze di Difesa ucraine hanno colpito la raffineria di petrolio di Tyumen (Antipinsky). I risultati dell'attacco sono in fase di valutazione. La distanza dal confine di stato dell'Ucraina all'impianto è di oltre 2.000 km", si legge nella dichiarazione, ponendo l'accento sulle crescenti capacità ucraine di colpire obiettivi a grandi distanze. 

Come rileva Ukrinform, la raffineria in questione è una delle più grandi raffinerie di petrolio della Siberia occidentale, con una capacità di circa 7,5-9 milioni di tonnellate metriche di petrolio greggio all'anno. L'impianto produce gasolio, benzina e altri prodotti petroliferi, anche per le esigenze dell'esercito russo, aggiunge la testata. 

21 giu 2026

Moschino, Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi direttori creativi

(Adnkronos) - Cambio di direzione creativa da Moschino. Il marchio del gruppo Aeffe ha nominato Loris Messina e Simone Rizzo come nuovi direttori creativi, con effetto immediato. Fondatori e direttori creativi di Sunnei fino a settembre 2025, Loris Messina e Simone Rizzo assumono la responsabilità creativa di Moschino, dopo l'addio dello stilista argentino, Adrian Appiolaza. Il debutto della coppia alla guida creativa della maison Moschino sarà presentato nel settembre prossimo, durante la Milano Fashion Week. 

Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe commenta: "Nel percorso di evoluzione di una Maison è fondamentale saper coniugare identità e innovazione. Loris Messina e Simone Rizzo possiedono le qualità necessarie per raccogliere questa sfida: una visione creativa contemporanea, una profonda sensibilità culturale e la capacità di costruire linguaggi rilevanti. Siamo certi che il loro contributo rafforzerà ulteriormente Moschino e ne sosterrà la crescita nei prossimi anni". 

Aggiungono Loris Messina e Simone Rizzo: "Ci ha sempre colpito la capacità di Franco Moschino di mettere in discussione le convenzioni attraverso la creatività, mantenendo una voce chiara e coerente. E una qualità rara. Moschino ha sempre incarnato questa attitudine come una maison culturale guidata da un pensiero forte, riconoscibile e radicale, che usa il pop come strumento critico anziché come semplice estetica. Assumerne la direzione creativa significa raccogliere questa eredità e proiettarla nel presente, rafforzandone la rilevanza e la capacità di incidere sull immaginario contemporaneo". 

21 giu 2026

Trump-Meloni, Crosetto: "Non capisco l'atteggiamento del presidente Usa"

(Adnkronos) - "L'atteggiamento di Trump in questi giorni non l'ho capito". Guido Crosetto, ministro della Difesa, si esprime così sugli attacchi del presidente americano Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Il legame nostro con gli Stati Uniti non dipende dai governi, dai presidenti del Consiglio, è profondo e solidissimo. L'atteggiamento di Trump di questi giorni non l'ho capito anche perché mi sembrava da ciò che avevo visto in televisione che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l'Italia", dice Crosetto intervenendo alla trasmissione 'Caffè della domenica' su Radio 24. 

"I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati - aggiunge - non sono mutati, compreso quelli con l’ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi e che penso sia anche lui in grande difficoltà in questi giorni". 

"Molti degli atteggiamenti di Trump nascono su riflessioni sue - dice Crosetto - magari spesso non condivise, ma non c'è nulla dal punto di vista della difesa, ma neanche dagli altri punti di vista che possa essere imputato all'Italia. Rispetto ad altre nazioni europee abbiamo fatto molto di più, anche soltanto nell'utilizzo delle basi: dove noi abbiamo rispettato integralmente i trattati, altre nazioni hanno deciso di non rispettarli e hanno negato l'utilizzo. E' un atteggiamento difficile da capire che a me dispiace perché fa male ai rapporti di due nazioni che sono profondi". 

Trump, nelle sue esternazioni delle ultime 48 ore, ha criticato l'Italia - e la Nato - per il mancato sostegno alle azioni degli Stati Uniti in relazione allo Stretto di Hormuz. "Siamo abituati, purtroppo, negli ultimi anni ad avere una serie di alti bassi nei rapporti internazionali, a maggior ragione nei rapporti tra gli Stati Uniti o altri paesi e l'Iran. Non è facile, non sarà facile anche questo memorandum sottoscritto qualche giorno fa non è la fine di un percorso che sarà ancora molto lungo", dice Crosetto. 

“Dal punto di vista della Difesa e da quello militare siamo assolutamente pronti, ogni missione di questo tipo richiede una preparazione, un'organizzazione non irrilevante", dice Crosetto riferendosi al ruolo dell'Italia nella gestione post-bellica dello Stretto di Hormuz. "Le navi sono già a Gibuti, i cacciamine, pronti ad intervenire qualora ci fosse l'autorizzazione parlamentare e ci fossero le condizioni che abbiamo richiesto per intervenire. Noi non mandiamo navi per fare una guerra, ma mandiamo navi per fare una operazione umanitaria di sminamento, quindi non preparate ad affrontare qualcuno che magari ti attacca o ti percepisce in modo ostile", spiega. 

Stati Uniti e Iran, dopo la firma del memorandum di intesa, sono impegnati nei colloqui diretti per arrivare ad una pace stabile e per trovare un'intesa sulla gestione del programma nucleare di Teheran. "L'Iran non cambierà in un mese e la comunità internazionale, non soltanto gli Stati Uniti e Israele, non possono accettare – prosegue il ministro - che ci sia una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni, che abbia tra le sue metodologie quelle di creare organizzazioni terroristiche all'interno di altri paesi, cioè che abbia un atteggiamento che nulla ha a che fare con le regole che le nazioni si sono date per convivere tra di loro. Per cui il percorso sarà difficile e tutti lavoriamo perché ogni volta che un filo viene tagliato lo si riannodi il giorno successivo". 

21 giu 2026

Travolto e ucciso a 17 anni: 27enne accusato di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso

(Adnkronos) - È stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso Luigi Giordano, imprenditore di 27 anni originario di Catania e residente a Trezzano sul Naviglio, nel Milanese, ritenuto dai carabinieri il conducente del suv coinvolto nel tragico incidente costato la vita al diciassettenne viareggino Gabriele Martini. L'incidente è avvenuto intorno alle 3 della notte tra venerdì 19 e sabato 20 giugno sul lungomare al confine tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta (Lucca).  

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Gabriele Martini e l'amico, entrambi 17 anni e residenti a Viareggio, stavano facendo rientro a casa in scooter dopo aver trascorso la serata in Versilia quando si sono scontrati contro una Range Rover che stava effettuando una manovra di inversione di marcia per uscire da un parcheggio e tornare in direzione Forte dei Marmi. L'impatto è stato violentissimo. Per Gabriele Martini, conosciuto dagli amici come "Gabbo", non c'è stato nulla da fare: il giovane è morto praticamente sul colpo. L'altro ragazzo è stato invece soccorso dal personale del 118 e trasferito all'ospedale di Cisanello, a Pisa, dove è ricoverato in condizioni giudicate stabili. 

Dopo lo schianto, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il conducente del suv si sarebbe allontanato a piedi senza prestare soccorso, lasciando sul posto il veicolo coinvolto nell'incidente. L'auto, una Range Rover presa a noleggio e immatricolata con targa svizzera, è stata sottoposta agli accertamenti degli investigatori che, insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte nella zona, hanno consentito di identificare rapidamente il presunto responsabile. 

Nel pomeriggio di sabato, lo stesso Giordano si è presentato a una pattuglia della polizia impegnata in controlli a Forte dei Marmi, dichiarando di essere la persona ricercata dalle forze dell'ordine. Successivamente è stato affidato ai carabinieri che hanno eseguito l'arresto su disposizione della Procura di Lucca. 

Le indagini proseguono anche sulla posizione delle altre persone che si trovavano a bordo del suv. Nel veicolo viaggiavano infatti due giovani donne, anch'esse provenienti dall'area milanese, che dopo l'incidente si sarebbero allontanate insieme al conducente. Le due sono state identificate e denunciate e nei loro confronti sarà contestata l'ipotesi di omissione di soccorso. 

La notizia della tragedia ha suscitato profonda commozione a Viareggio. Gabriele Martini aveva da poco iniziato a lavorare come aiuto bagnino in uno stabilimento balneare della città. Tra i primi ad apprendere dell'incidente il padre Stefano Martini, operatore socio-sanitario del pronto soccorso dell'ospedale Versilia, che dopo aver cercato invano di contattare il figlio si è recato sul luogo dello schianto, dove ha ricevuto la conferma della tragedia. I carabinieri stanno ora completando gli accertamenti tecnici e testimoniali per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente e verificare eventuali ulteriori responsabilità. 

21 giu 2026

Gb, media: "Possibili dimissioni Starmer lunedì"

(Adnkronos) - Il primo ministro britannico Keir Starmer dovrebbe dimettersi lunedì e si starebbe preparando a presentare un calendario per lasciare Downing Street in maniera ordinata. Lo scrive l'Observer, riportando che Starmer, che da tempo insiste sul fatto che avrebbe combattuto qualsiasi sfida alla sua leadership, ora riconosce che la sua posizione è insostenibile, dopo aver parlato con i ministri del suo governo, i finanziatori del partito e i leader sindacali negli ultimi due giorni. 

Starmer "si è scontrato duramente con la realtà che il sostegno non c'è", ha detto una fonte alla testata britannica. "La verità è che tutti sanno che questa non è più una proposta sostenibile. C'è una tristezza in tutto questo, certo, ma a volte c'è solo un'inevitabilità in politica e come disse Boris Johnson: 'Quando la mandria si muove, si muove'". Il numero di deputati che sostengono il rivale Andy Burnham per la leadership laburista è aumentato dopo la sua trionfale vittoria nelle elezioni suppletive di Makerfield la scorsa settimana. 

In mattinata il segretario britannico al Commercio Peter Kyle ha dichiarato a Sky News che Starmer stava trascorrendo il fine settimana "riflettendo sulle realtà politiche" che deve affrontare. Parlando a nome del governo, Kyle si è rifiutato di offrire indicazioni sui piani del premier o su cosa gli avrebbe suggerito lui stesso. Alla domanda se Starmer avesse davvero intenzione di dimettersi lunedì, Kyle ha risposto di non avere motivo di crederlo, aggiungendo che il leader laburista avrebbe riflettuto su "cosa significhi mettere il Paese al primo posto in un momento come questo". 

Nel corso dell'intervista Kyle non ha respinto l'idea che un cambiamento a Downing Street fosse imminente dopo la vittoria di Burnham. Affermando di aver parlato a lungo con Starmer venerdì, Kyle ha dichiarato di essere "certo" del fatto che il premier abbia avuto "conversazioni con una vastissima gamma di persone, incluso me medesimo, e che sta lavorando molto duramente in questo fine settimana". "Credo che stia dedicando tempo a riflettere sulle realtà politiche, le sfide e le opportunità in cui si trova. Penso sia quello che la gente si aspetti che faccia in questo momento." 

21 giu 2026

Follini: "No bipolarismo muro contro muro, rischio estremisti più estremi"

(Adnkronos) - Difficile dire quale sarà la curva di consenso che accompagnerà Vannacci di qui alle elezioni. Trattandosi di un militare verrebbe da dire che può trattarsi di una bomba oppure di un petardo. Ma ogni previsione vale quel che vale e tutti i sondaggi andrebbero letti in prospettiva. Dunque, evitiamo di formulare previsioni che somigliano ad auspici e limitiamoci a seguire il corso delle cose. Quello che conta di più, invece, è misurare le reazioni delle forze portanti del nostro sistema dinanzi a questa sfida. E qui, viene da dire, i dolori si fanno più acuti. Perché mano a mano che Futuro nazionale ha preso a salire nei sondaggi i principali players chiamati in causa hanno pensato di scendere: dalla strategia alla tattica. Ognuno cercando di misurare il vantaggio di parte che magari se ne potrà ricavare. Così la destra ha accusato il generale di fare -a bella posta- il gioco della sinistra. E la sinistra a sua volta non ha rinunciato a far trapelare una certa contentezza all’idea che sia la destra a pagare il prezzo di questa scorribanda. Senza contare quanti si sono improvvisati maghi delle previsioni scommettendo sicuri sul fatto che alla fine il generale si sarebbe rintanato nuovamente nel centrodestra “ufficiale” o viceversa se ne sarebbe tenuto alla larga. Con tutte le conseguenze del caso. Calcoli leciti, s’intende, e fin troppo prevedibili. Che però rivelano appunto un eccesso di tattica e un difetto di strategia.  

Il fatto è che la discesa in campo di una forza così estrema, così volutamente poco “politically correct”, così agli antipodi della sensibilità comune, così in attrito con il minimo sentimento civico, dovrebbe far riflettere un pochino più in profondità sul fatto che forse il tipo di contesa a cui ci siamo dedicati fin qui non è proprio così soddisfacente. Nè tantomeno così costruttiva. Sono mesi e mesi infatti che il nostro gioco politico si va radicalizzando. La sola idea di poter condividere qualche responsabilità di sistema, di avvicinare i poli verso la metà campo, di lasciarsi alle spalle gli eccessi retorici di campagne elettorali sempre più unilaterali, la sola idea di celebrare un rito unitario tra le due metà che si contendono il governo, tutto questo è suonato disdicevole quasi a tutti. A destra come a sinistra. La modalità del nostro bipolarismo è diventata sempre più quella del muro contro muro. Quasi la celebrazione di un aspro e un po’ monotono referendum quotidiano. Meloni ha fatto del suo meglio per portarsi dietro quasi tutto il suo passato. E Schlein ha fatto anch’essa del suo meglio perché il Pd non avesse nemici a sinistra, e si integrasse fin quasi ad appiattirsi nella formula del campo largo. Così, infine, tutti hanno rispettato le regole canoniche della contesa bipolare. Ma in quella stessa contesa si è aperto un varco ben più insidioso della nostalgia centrista di una volta. Il referendum sulla giustizia si è svolto appunto secondo questo rito.  

E l’approssimarsi della campagna elettorale (con tanto di legge da cambiare) ha dato l’illusione che la transizione fosse finita. Salvo liberarsi in fretta e furia di quei residui centristi che non vorrebbero togliere il disturbo. E salvo demonizzare l’idea del pareggio come se un esito in bilico dovesse dar luogo ad una drammatica forma di ingovernabilità del sistema. Ora, il punto è che tutto questo sale sparso così copiosamente a quanto pare non è bastato. E anzi oggi ci capita che venga avanti una proposta, quella di Fn, che radicalizza ancora di più e che vorrebbe condurre la lotta politica verso i confini più estremi, mettendo a repentaglio qualunque traccia di buonsenso, di misura, di ragionevole condivisione di quel che pure si potrebbe cercare di condividere. E invece è proprio su questo che ci si dovrebbe interrogare.  

Sul fatto cioè che a furia di spingere le cose agli estremi illudendosi di contenerne gli effetti più distruttivi, si finisce sempre per incontrare lungo la via un estremista ancora più estremo che conduce il gioco fino all’esclusione di ogni possibilità di (ragionevole) buonsenso. Come diceva a suo tempo Pietro Nenni c’è sempre “un puro più puro che ti epura”. L’esagerazione dio giorni nostri segue un po’ la stessa curva. A furia di dirsi che l’altro da noi è un nemico del popolo finiscono per arrivare nemici ancora più insidiosi ai quali non sappiamo più cosa dire. E invece se c’è un momento in cui il “sistema” dovrebbe far valere alcune delle sue buone ragioni, è proprio quando l’arrivo dei barbari ci avvisa che la nostra civiltà, o quel che ne resta, è davvero in pericolo. Per tutti. Tranne che per quanti vogliono restare fuori da quel civile perimetro. (di Marco Follini) 

21 giu 2026

Aria rovente e temperature estreme, inizia la lunga estate calda: le previsioni meteo

(Adnkronos) - Estate ufficialmente al via con una potente ondata di calore. Ad inaugurare la stagione, temperature estreme e aria rovente che faranno impennare i termometri con valori che si porteranno anche di 10°C oltre le medie tipiche di questo periodo dell'anno. E l'afa, stando al parere degli esperti, insisterà sull'Italia per almeno altri 8-10 giorni. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, domenica 21 giugno, e per i giorni a venire. 

 

 

Il calendario astronomico sancisce il via ufficiale della stagione estiva, ma l'atmosfera ha deciso di farlo in grande stile, portando sull'Italia una configurazione barica eccezionale. Il solstizio coincide infatti con l'apice di una potente ondata di calore che sta investendo l'intero territorio nazionale, determinando condizioni di disagio diffuso e valori termici che si candideranno a rimanere tra i più elevati di tutta la stagione. 

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che questa domenica 21 giugno sarà caratterizzata da un caldo estremo e anomalo da Nord a Sud. A governare il quadro meteorologico è una imponente rimonta anticiclonica subtropicale, supportata da una fortissima spinta di aria rovente proveniente direttamente dalle latitudini nordafricane. Questa massa d'aria compressa verso il basso provocherà una vera e propria impennata dei termometri, lasciando spazio solo a isolati disturbi temporaleschi a ridosso dei rilievi alpini e appenninici. 

Nel corso della giornata di oggi, le temperature massime raggiungeranno picchi compresi tra i 38°C e i 39°C in modo diffuso sulle pianure italiane. Sotto la lente d'ingrandimento ci saranno in particolare la Pianura Padana e le zone interne del Centro e della Sardegna, dove la calura si esprimerà alla sua massima potenza. Parliamo di anomalie termiche impressionanti, con valori che si porteranno anche di 10°C oltre le medie tipiche di questo periodo dell'anno. 

In questo contesto di stabilità quasi assoluta, l'estrema energia termica in gioco e il ciclo diurno permetteranno l'innesco di qualche nota instabile. Nel corso del pomeriggio di domenica si verificheranno infatti dei rapidi break temporaleschi che colpiranno le aree alpine e i settori interni appenninici. Si tratterà di fenomeni localizzati e di breve durata. 

Il vero problema per la popolazione sarà rappresentato dalla stabilità atmosferica prolungata e dall'accumulo di calore nei centri urbani, che renderà il riposo notturno sempre più difficile e pesante. Entreremo infatti nella fase delle notti super tropicali: la colonna di mercurio faticherà a scendere e, in diverse località costiere e di pianura, le temperature minime notturne non riusciranno a calare sotto la soglia dei 25°C o addirittura dei 27°C. L'alto tasso di umidità e l'assenza di vento trasformeranno le ore serali in un contesto decisamente afoso e opprimente, inaugurando l'estate con un vero e proprio battesimo di fuoco. 

Questa intensa ondata di caldo potrebbe blinderà l'Italia per altri 8-10 giorni, dato che i modelli non mostrano ancora una fine netta, bensì un semplice e temporaneo indebolimento della struttura anticiclonica. Questo parziale cedimento favorirà l'infiltrazione di correnti più fresche in quota che, contrastando con l'aria rovente accumulata nei bassi strati, basteranno a far scoppiare violenti temporali non solo sui rilievi, ma in estensione anche alle aree di pianura adiacenti alle montagne. La prossima settimana si preannuncia quindi complessivamente stabile, anticiclonica e bollente, ma con l'insidia costante di questi improvvisi e forti break temporaleschi alimentati proprio dall'estrema calura. 

 

Domenica 21. Al Nord: sole e caldo, temporali di calore in montagna. Al Centro: sole, caldo, qualche temporale sui rilievi. Al Sud: sole, caldo in aumento. 

Lunedì 22. Al Nord: sole e caldo, temporali in montagna. Al Centro: sole, caldo in ulteriore aumento. Al Sud: sole, caldo in ulteriore aumento. 

Martedì 23. Al Nord: sole e caldo, temporali sui rilievi. Al Centro: sole e caldo, instabilità nelle zone interne. Al Sud: sole e caldo, qualche temporale sui monti 

Tendenza: anticiclone subtropicale sempre in forma con grande caldo e picchi di 38-39°C diffusi. 

 

21 giu 2026

Mary L. Trump: "Mio zio un misogino e in declino cognitivo"

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "è un misogino. Non rispetta le donne, ha dei problemi con loro, in particolare con quelle forti". A puntare il dito è Mary L. Trump, psicologa clinica e nipote del tycoon, in un'intervista al 'Corriere della Sera', attribuendo gli attacchi alla premier Giorgia Meloni sia alla sua misoginia, sia al fatto che si tratta di "un uomo in declino, cognitivamente, psicologicamente ed emotivamente".  

"Come sta scoprendo Meloni stessa, Donald alla fine si rivolta sempre contro i suoi alleati, perché non riescono mai a essere abbastanza leali. Chiunque abbia una relazione con lui deve essere leale al 100% per tutto il tempo", afferma. 

Il presidente sa che la guerra contro l'Iran "è stata un totale disastro per lui e per gli Stati Uniti. Abbiamo visto com’era isolato al G7. Ed è chiaro che anche Meloni, che lo considerava un amico, stava prendendo le distanze da lui perché lei è una buona partner della Nato, è stata contraria alla guerra in Iran e non ha offerto assistenza agli Stati Uniti". Questi elementi, insieme "all’umiliazione che ha provato", sarebbero state sufficienti a "farlo andare sulla difensiva. Ha fatto quello che ha sempre fatto: ha proiettato. È lui quello per cui la gente inizia a provare dispiacere. È lui quello che vuole essere al centro dell’attenzione. E ha dovuto affermare il falso su di lei, perché non penso che niente di ciò che ha riferito sulle loro interazioni sia vero", spiega Mary L. Trump. 

La nipote del presidente, che non ha più rapporti con lo zio dal 2017 e lo ha criticato frequentemente negli anni passati, ritiene che Trump "peggiorerà sotto ogni aspetto" andando avanti, finché sarà al comando "e finché continuerà a perdere colpi. Quello che sta succedendo con l’Iran è solo l’esempio più ovvio. Si è rivoltato contro Benjamin Netanyahu, che potremmo tranquillamente definire il suo alleato più stretto. Continuerà a scagliarsi contro tutti, non finirà bene".  

La psicologa tratteggia il quadro di "un uomo profondamente insicuro", forse "la persona più debole che abbia mai incontrato", che al momento sta "perdendo il controllo di se stesso e della narrazione che cerca di imbastire su di sé e sulla sua competenza. Sta diventando sempre più ovvio che non sa cosa sta facendo e sta creando disastri da cui non riesce a uscire. E la sua consapevolezza di questo lo rende più disperato. L’unica cosa che gli viene in mente di fare è incolpare gli altri". 

21 giu 2026

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