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Sinner salta le Atp Finals, i tifosi... rivendono i biglietti: "No Jannik, no tennis"

(Adnkronos) - Il numero uno è il numero uno. E la notizia della sua rinuncia alle Atp Finals di Torino non è stata presa benissimo da tanti tifosi italiani. Jannik Sinner l'ha annunciato oggi, martedì 6 ottobre: non parteciperà al 'Torneo dei Maestri' a causa di quel problema al ginocchio che lo ha già costretto a saltare tutti gli appuntamenti successivi a Wimbledon. Poche ore dopo, tanti appassionati hanno così rimesso subito in vendita sui social i biglietti acquistati per l'ultimo atto della stagione, finale compresa.  

Su social e piattaforme specializzate, i post si sono presto moltiplicati. Basta digitare le parole chiave - per esempio su Facebook - per visualizzare offerte di ogni tipo: da una coppia di biglietti per la finale di domenica 22 novembre in tribuna Nord, a 932 euro, a tagliandi per le serate infrasettimanali, con prezzi vari e che oscillano dai 50 euro a cifre superiori a 400 euro.  

Sono tanti gli appassionati a protestare, per una questione che è in primis di principio: "No Sinner no tennis? Siete solo degli occasionali" si legge in uno dei commenti che riassume meglio il concetto che fa più infuriare una nutrita schiera di tifosi. E ancora: "Adesso andrete tutti a tifare Antonelli in Formula 1?" o "Solo perché manca Jannik vendete i biglietti? Siete patetici e non sapete proprio cosa sia il tennis".  

Qualcun altro sceglie la diplomazia: "Alle Atp Finals ci sono i migliori del mondo, da Alcaraz a Zverev e Djokovic, senza nulla togliere a Sinner. Perché li vendete? Potrete comunque andare lì per vedere un grande tennis". Oppure, visto il gran numero di biglietti rimessi in circolo per l'ultimo atto del torneo: "Eravate così sicuri di vedere Jannik in finale? E se avesse perso prima?". 

Altri utenti toccano invece un altro tema: "Non c'è Jannik, è vero, ma ci sono ottime possibilità di vedere giocare Cobolli. Perché non andare lì a tifare Italia per lui? Avete dimenticato le emozioni che Flavio ci ha regalato a Bologna con la Coppa Davis?". Difficile, per un appassionato, dargli torto.  

 

6 ott 2026

Garlasco, Sempio: "Condanna Stasi è giusta. Non sto vivendo, su tv e social solo il delitto"

(Adnkronos) - Dietro la vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi non c'è un errore giudiziario. Ne è certo Andrea Sempio, ospite stasera di 'Porta a Porta'. Il nuovo indagato per il delitto del 13 agosto 2007 sostiene la colpevolezza dell'allora fidanzato della vittima. "Secondo me la condanna è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente, alcune cose che vengono sollevate non mi convincono", dice. 

"Il bombardamento è costante: accendi la televisione c'è solo Garlasco, guardi i social e lo trovi lì. Davanti a casa nostra tu hai giornalisti che sono lì fissi tutto il giorno, vivi a fatica. Io dico che oggi non sto vivendo, perché realmente la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall'avvocato o in trasferta quando magari andiamo a incontrare i consulenti, però realmente la mia vita è quella", afferma Sempio. A chi gli chiede se i suoi genitori hanno paura per lui, replica: "Certo, chi non avrebbe paura in questa situazione, è scontato". 

"Cerco di non immaginare come potrà essere dopo, perché vedo difficile l'idea di ricostruirsi una vita, cosa che comunque dovrai fare in qualche modo. Per il momento cerco di non interrogarmi. So che la macchia di assassino che se l'è cavata quella non te la levi, quella di sicuro no", dice ancora intervistato a 'Porta a Porta', replicando così a chi gli chiede come potrà recuperare la sua normalità se dovesse essere riconosciuta la sua innocenza. "Devi vedere chi decide di accompagnarsi con te, sapendo che magari per strada per ancora tanto tempo avrai un dito puntato. Come potrà essere dopo? E' una cosa su cui cerco di non farmi domande per adesso", risponde. 

"Vedendo gli elementi io penso che sia tutto spiegabile. Il mio unico dubbio è dato che ci sarà tanta roba da valutare, tanti elementi diversi, spero di riuscire a risolvere tutto in udienza preliminare, di non dover affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi", afferma Sempio. "Il pensiero che si possa arrivare al carcere c'è, francamente cerco di non pensarci, cerco proprio di non immaginarmi quell'eventualità", aggiunge. 

Per Sempio l'impronta 33 trovata sul muro della cantina della villetta di Garlasco "non è attribuibile né a me, né a nessun altro. Qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa e quindi diventerà di Sempio va bene, ma è sul muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone" e per l'indagato "non c'è certezza" che sia insanguinata. Anche sulla querelle legata al numero di scarpa dell'assassino - una taglia 42 secondo l'impronta lasciata sul pavimento della villetta - "tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44". La difesa per cercare di smontare la tesi accusatoria ha fatto indossare due numeri più piccoli all'indagato, ma "il 42 non mi sta" sostiene l'intervistato. 

Quando al Dna sulle unghie della vittima, Sempio risponde con sicurezza: "La conclusione della perizia Albani è stata che con quella traccia non possiamo farci nulla, non è una traccia solida, non è replicata, è mista e degradata, sono venuti fuori risultati differenti. A me pare che il discorso Dna ormai sia risolto".  

Sempio respinge di aver avuto una familiarità con la vittima, ma di averle parlato solo "due volte. Se ci fosse stato qualcosa di particolare in quelle chiamate probabilmente l'avrebbe riferito o al fidanzato o al fratello o alla famiglia. Non c'è nessuno che possa dire che io abbia mai parlato di Chiara o che Chiara abbia mai parlato di me, quindi anche quest'idea che ci potesse essere un interesse non c'è in realtà". Quanto alla visione di alcuni video intimi della vittima, che per i pm è il movente del delitto, chiosa: "Io quei video non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media". 

 

"Eravamo già eravamo abbastanza pronti che arrivasse l'indagine per corruzione a carico di mio papà. Devo dire che è stata molto più tranquilla dell'indagine mia per omicidio. Ci sono stati molti meno colpi di scena, molto meno pressione mediatica quindi ovviamente la vive col suo peso ma fortunatamente è stata meno pesante della mia. Sicuramente è provato anche lui dal vivere sotto questa costante accusa" dice Sempio. Dopo la chiusura indagine sull'omicidio di Garlasco, sembra accelerare il nuovo filone d'indagine sulla presunta corruzione e "l'idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, è una cosa che non mi non mi augurerei" conclude. 

6 ott 2026

Open fiber ed Enea: turismo, energia e monitoraggio del territorio, ecco il modello di borgo

(Adnkronos) - Sperimentare sistemi per il monitoraggio dei rischi naturali, migliorare l’efficienza dell’illuminazione pubblica, creare un gemello digitale del Comune per conoscere e gestire il territorio, valorizzare il patrimonio culturale con la realtà aumentata. Sono alcune delle quindici applicazioni sviluppate a Pitigliano che hanno dato vita a un modello di borgo digitale sostenibile, replicabile in altri piccoli Comuni. Open Fiber ed ENEA hanno presentato oggi a Roma, presso l’Associazione Civita, i risultati del progetto 'Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023–2026', realizzato insieme al Comune di Pitigliano con il supporto scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e del Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria. Il progetto racconta come l’infrastruttura in fibra ottica di Open Fiber, insieme alle metodologie ENEA possono sviluppare, attraverso le piattaforme digitali servizi innovativi individuati attraverso il confronto con i cittadini e gli amministratori locali.  

Tra queste, la piattaforma V-ERA, realizzata da Open Fiber, raccoglie e aggrega le informazioni del territorio a supporto della gestione integrata dei servizi da parte del Comune, come l’efficientamento energetico, la conoscenza del territorio e l’accoglienza turistica. La piattaforma PELL di ENEA è la soluzione metodologica e tecnologica per la mappatura dei dati di consistenza degli impianti di illuminazione pubblica; PELL mette a disposizione del Comune una fotografia statica e dinamica degli impianti e KPI per sintetizzarne alcuni livelli di prestazione e progetto.  

L’università dell’Insubria ha studiato la scalabilità e la replicabilità del modello di Borgo digitale sostenibile per i comuni e i territori di nuova generazione, dove il monitoraggio dei parametri ambientali e la sperimentazione con INGV sui rischi naturali contribuiscono alle attività di analisi e prevenzione. Per il turismo, i punti informativi e il monitoraggio dei flussi dei visitatori affiancano i percorsi in realtà aumentata dedicati al patrimonio culturale. Dall’esperienza di Pitigliano nasce un modello di borgo digitale che Open Fiber ed ENEA mettono a disposizione degli altri piccoli Comuni: un metodo per scegliere i servizi, adattarli alle esigenze locali e organizzarne la gestione, anche in forma associata.  

 

Con il contributo del Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria, sono stati individuati gruppi di Comuni con caratteristiche simili, ai quali proporre soluzioni adeguate. Unioni di Comuni e Comunità montane possono facilitarne l’adozione condividendo piattaforme, competenze e risorse. La possibilità di estendere l’esperienza e fare del borgo digitale un modello nazionale di innovazione urbana è al centro del confronto tra istituzioni centrali e locali.  

“La connettività è una delle leve della rinascita delle aree interne. Rafforza i legami tra questi luoghi e il resto del Paese e consente a chi li abita di partecipare più pienamente alla vita economica e sociale. L’esperienza di Pitigliano si inserisce in questo percorso con un modello che può essere utile ad altri borghi”, afferma Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, nel videomessaggio. “Il modello di borgo digitale presentato questa mattina rappresenta un concreto strumento di sviluppo, coesione e innovazione per i territori. È coerente con gli obiettivi di trasformazione digitale e valorizzazione delle aree interne promossi a livello nazionale ed europeo, per i quali l’investimento pubblico ha rappresentato una leva decisiva. Il suo valore sta nella replicabilità. Altri Comuni possono adattarne il metodo alle proprie esigenze, mettendo in relazione infrastrutture digitali, servizi e capacità amministrativa. Innovare i borghi significa investire nel futuro dei nostri territori e, insieme, nel futuro dell’Italia”.  

“Con il PNRR Cultura il MiC ha sbloccato risorse per oltre 4 miliardi di euro, distribuite su nove misure, tra cui l'investimento ‘Attrattività dei Borghi’, su cui abbiamo voluto puntare in modo particolare. Le tre giornate di ‘PNRR Piccoli Borghi’, concluse lo scorso 18 settembre, ci hanno restituito risultati eccellenti e ci hanno messo di fronte alla sfida che attende i territori dopo il 2026: dare continuità a quanto costruito anche quando il PNRR sarà terminato. In quest’ottica, colmare il digital divide è un passaggio chiave per contrastare lo spopolamento, e il Ministero continuerà ad accompagnare i Comuni in questo percorso” ha commentato Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura.  

 

“Il digitale è una leva fondamentale per la crescita dei borghi: permette alle imprese di raggiungere nuovi mercati, rende più accessibili i servizi e amplia le possibilità di lavorare e studiare senza lasciare il proprio territorio. La presenza di un’infrastruttura in fibra ottica è la base per offrire a chi vive nei piccoli Comuni le stesse opportunità disponibili nelle città”, dichiara Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber. “A Pitigliano abbiamo lavorato con ENEA e con l’amministrazione per tradurre queste possibilità in applicazioni legate ai bisogni della comunità. Ora mettiamo questa esperienza a disposizione di altri Comuni, perché gli investimenti nella rete diventino una risorsa per lo sviluppo dei territori”. 

“Le infrastrutture digitali rappresentano oggi veri strumenti di sviluppo e garantiscono pari opportunità a tutti i territori: borghi, aree interne, territori isolati, isole minori. L’esperienza dei borghi italiani può diventare un modello di innovazione territoriale: una connettività adeguata consente accesso veloce ai servizi ai cittadini e accresce l’attrattività di comunità e imprese – dichiara la Presidente di Infratel Italia Daniela Faraoni, garantendo lo sviluppo di una rete di infrastrutture digitali su tutto il territorio, intende promuovere di fatto l’interesse sempre più ampio della popolazione, che ricerca sistemi di vita quotidiana vissuta in spazi ampi e a contatto con la natura. Il fenomeno ha una valenza sociale non indifferente non solo sotto il profilo della qualità della vita, ma anche per la possibilità che offre di ripopolare aree di grande pregio culturale e storico che non sono più isolate ma connesse con modalità sicure e veloci da consentire qualunque ipotesi di Smart working”. 

“ENEA opera per supportare lo sviluppo tecnologico e la crescita economica del Paese attraverso strategie e modelli che sostengono gli obiettivi di riduzione delle emissioni, l’autonomia energetica e la digitalizzazione, ponendo sempre attenzione alle caratteristiche e alle esigenze specifiche dei territori – commenta Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA - e il nostro compito non è solo fornire strumenti tecnologici per la transizione digitale ed energetica, ma anche accompagnare le amministrazioni pubbliche e i cittadini nel recepimento di questi risultati. Come a Pitigliano, dove abbiamo messo in campo le nostre competenze per guidare una gestione urbana data-driven, efficiente e sicura. Unendo tecnologia, competenze e una necessaria transizione culturale potremo trasformare un modello pilota, come quello di Pitigliano, in una road map di innovazione nazionale replicabile su molti altri Comuni italiani”.  

 

“Il monitoraggio sismico è nel DNA dell’INGV e, oggi, le nuove tecnologie ci permettono di portare questa nostra attività dentro le infrastrutture e nelle città. A Pitigliano abbiamo installato, in ambiente urbano, un sistema di Distributed Acoustic Sensing (DAS) sulla rete in fibra ottica di Open Fiber. Abbiamo così trasformato una rete di telecomunicazione in una rete di sensori distribuiti”, spiega Andrè Herrero, ricercatore dell’INGV. “Questa sperimentazione dimostra il potenziale della fibra ottica per il monitoraggio del territorio. Il sistema può affiancare le reti sismiche tradizionali con un’osservazione continua e diffusa. Si aprono così nuove possibilità per la conoscenza, la sicurezza e la prevenzione. L’obiettivo è sviluppare soluzioni scalabili per i borghi digitali, utilizzando infrastrutture già presenti sul territorio”.  

“Con l’Urban Check-Up Model partiamo da una fotografia dei bisogni del Comune per capire quali sono le priorità e dove indirizzare investimenti e innovazione. Pitigliano ci ha permesso di sperimentare questo percorso e di costruire un modello che ora può essere adattato e portato in molti altri piccoli Comuni, anche mettendo in comune servizi e tecnologie. L’obiettivo finale non è soltanto rendere i territori più digitali, ma generare benefici concreti per le comunità: nuove opportunità, maggiore attrattività, valorizzazione del patrimonio e diritto a restare”, dichiara la professoressa Roberta Rita Pezzetti, Direttrice scientifica del Centro di Ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria. 

6 ott 2026

Arte, Ferrara entra nel Sistema dei Poli Culturali Bper

(Adnkronos) - Palazzo Barbantini-Koch apre una nuova pagina della propria storia e si presenta alla città come Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper. Lo storico edificio di corso della Giovecca, progettato all’inizio del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, torna ad essere un luogo aperto alla collettività, dopo un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione. L’inaugurazione si è svolta oggi con una conferenza stampa alla presenza dei vertici di Bper, dei rappresentanti delle istituzioni e della cultura del territorio. Il progetto è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione di Ferrara e Soprintendenza. Palazzo Barbantini-Koch nasce oggi con una vocazione che mette in dialogo arte, architettura e memoria: al piano nobile trova spazio la collezione permanente, mentre il percorso del Palazzo comprende anche le sale dedicate alle mostre temporanee e la valorizzazione del patrimonio documentario dell’Archivio storico Bper.  

Il presidente di Bper, Fabio Cerchiai, ha dichiarato: "Con il Polo Culturale di Ferrara Bper compie un nuovo passo nel percorso di valorizzazione della propria storia e del legame con i territori. Palazzo Barbantini-Koch è un luogo particolarmente significativo perché qui architettura, opere e documenti raccontano insieme la storia della città e della Cassa di Risparmio di Ferrara. Restituire questo patrimonio alla fruizione pubblica significa per noi trasformare la memoria in una risorsa viva, capace di creare nuove occasioni di conoscenza, incontro e partecipazione”. Il nuovo Polo nasce da un legame particolarmente profondo con la città. Opere, documenti e architettura raccontano infatti una storia comune: quella della Cassa di Risparmio di Ferrara e del suo rapporto con il territorio, del ruolo svolto nel tempo nella tutela e nella valorizzazione della cultura cittadina e della formazione di una raccolta che, attraverso acquisizioni, recuperi, donazioni e depositi, riflette oltre cinque secoli di storia artistica. Marco Gulinelli, Assessore alla Cultura Comune di Ferrara, ha dichiarato: “L’apertura del Polo Culturale Bper rappresenta un nuovo e significativo tassello nel panorama culturale ferrarese. Palazzo Barbantini-Koch torna a essere pienamente parte della vita della città, restituendo alla fruizione pubblica un patrimonio che intreccia arte, architettura e memoria e che racconta, attraverso opere e documenti, una parte importante della storia di Ferrara. Assume un particolare valore il fatto che un luogo così profondamente legato alla nostra comunità possa oggi tornare a essere uno spazio di conoscenza, ricerca e confronto. Un progetto che contribuisce a rafforzare quella rete di istituzioni e luoghi della cultura che costituisce uno dei tratti distintivi della città".  

Marcella Zappaterra, Consigliera Regione Emilia-Romagna, ha affermato: “Palazzo Barbantini-Koch è parte della storia di Ferrara ed è un fatto importante che venga restituito alla città. Per questo l’apertura del Polo Culturale Bper non è soltanto il risultato di un importante intervento di recupero, ma la scelta di rimettere in circolo un patrimonio che può tornare a parlare alla città attraverso opere, mostre, percorsi educativi e ricerca. Come Regione Emilia-Romagna guardiamo con grande favore a progetti come questo, perché la cultura non è un elemento accessorio ma rappresenta accesso alla conoscenza, attrattività, lavoro, relazioni, educazione e qualità della vita dei territori. Ringraziamo Bper perché investire su un edificio di pregio, aprendolo al pubblico, significa assumersi una responsabilità verso Ferrara e verso la sua storia. Significa aprire una fase nuova senza dimenticare la profonda ferita ancora aperta. La sfida ora è fare in modo che questo non sia solo un luogo bello da inaugurare ma uno spazio vissuto dai ferraresi, dalle scuole, da chi studia, da chi visita la città. Quindi un luogo riconosciuto e in grado di restituire valore a Ferrara e alla sua identità culturale”. “Restituire alla città Palazzo Barbantini-Koch significa vederlo cambiare pelle: da luogo di gestione amministrativa a presidio culturale aperto, rigenerato e vibrante, capace di generare valore sociale ed educativo per tutta la comunità – ha dichiarato Riccardo Maiarelli, Presidente della Fondazione di Ferrara –. Oggi, accanto all’inaugurazione, rendiamo pubblica anche la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con BPER e l’ormai imminente trasferimento della nostra sede a palazzo: come Fondazione della comunità e "paziente investitore sociale» non saremo qui come meri spettatori, ma nello spirito di collaborazione reciproca metteremo in campo la nostra vocazione e la nostra energia per fare di questo palazzo uno spazio vivo di partecipazione e aperto a tutti”. 

“L'apertura del nuovo Polo culturale di Ferrara rappresenta un momento davvero significativo per Bper e per il rapporto che la Banca ha costruito con il territorio – ha affermato Cecilia Bavera, Direttore Regionale Emilia Est – Romagna Bper -. Nella nuova veste, Palazzo Barbantini Koch richiama il luogo di grande valore dove storia, arte e memoria diventano patrimonio condiviso e occasione di dialogo con la comunità. Come Banca radicata nel territorio, sentiamo la responsabilità di custodire e valorizzare questo legame sostenendo iniziative capaci di generare cultura e nuove opportunità di incontro”. "Con Ferrara diventano tre i Poli Culturali Bper aperti al pubblico – ha dichiarato Sabrina Bianchi, Responsabile Patrimonio Culturale de La Galleria Bper –. Tre luoghi diversi per storia e identità, ma uniti da una stessa visione: restituire alla fruizione pubblica un patrimonio che appartiene profondamente ai territori in cui si è formato. Palazzo Barbantini-Koch è particolarmente significativo perché qui opere, archivi e architettura raccontano insieme la storia della città. Vogliamo che questo patrimonio non sia soltanto conservato, ma continui a produrre conoscenza, occasioni di incontro e nuove relazioni con il pubblico".  

Al piano nobile, il percorso permanente 'Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente', a cura di Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, presenta 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in 18 sale per circa 760 metri quadrati. La collezione mette in relazione i nuclei storici dell’ex Cassa di Risparmio di Ferrara con opere provenienti da altre raccolte della Corporate Collection Bper e attraversa la storia dell’arte dal Rinascimento al Novecento. Il percorso racconta al tempo stesso la storia dell’arte e quella del collezionismo bancario ferrarese. La sezione dedicata all’arte antica ricostruisce la tradizione collezionistica locale e la geografia culturale estense, mentre quella dedicata all’Ottocento e al Novecento restituisce la vitalità della cultura ferrarese attraverso artisti come Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck. Tra le opere esposte figura anche l’Allegoria del Buon governo di Gaspare Venturini, originariamente parte dell’apparato decorativo del Camerino dei Libri commissionato dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti, oltre al Ritratto di Gabriele Tadino di Tiziano e bottega e ad altri dipinti che testimoniano la ricchezza e la varietà della raccolta. Accanto alla collezione, il Polo porta all’attenzione del pubblico anche la memoria documentaria della città. L’Archivio storico Bper, che conserva circa 570 metri lineari di documentazione e serie amministrative e contabili risalenti al 1838, consente di ricostruire non solo la storia dell’istituto, ma anche importanti trasformazioni economiche, sociali, urbanistiche e culturali di Ferrara. Nella storica Sala del Consiglio, documenti, fotografie, elaborati progettuali e strumenti digitali entrano così nel percorso di visita attraverso il progetto narrativo e multimediale 'I Palazzi Testimoni di Bper', che racconta l’edificio come un palinsesto nel quale leggere le tracce delle vicende che lo hanno attraversato. L’apertura del Polo coincide inoltre con l’avvio del programma delle mostre temporanee.  

Dal 8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, Palazzo Barbantini-Koch ospiterà 'Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati', a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura. Attraverso oltre 40 opere tra dipinti e sculture, la mostra ripercorre la rappresentazione del fiore nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, da Francesco Hayez a Felice Casorati, attraversando Romanticismo, Naturalismo, Divisionismo, Decadentismo e Simbolismo. Il fiore diventa così chiave di lettura di temi universali come bellezza e fragilità, vita e caducità, desiderio e perdita. Sempre dall’8 ottobre, in dialogo con la mostra, l’artista spagnola Doa Oa presenta inoltre Nontiscordardimé, un intervento site-specific dedicato alla fragilità del vivente, alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità. Il Polo Culturale di Ferrara è concepito come un luogo attivo, nel quale collezione, archivio, mostre, attività educative, ricerca e public program possano costruire nuove occasioni di conoscenza e partecipazione. In questa direzione si inserisce anche il protocollo d’intesa con Fondazione di Ferrara, che prevede attività culturali congiunte, iniziative di divulgazione scientifica ed editoriale, percorsi formativi e tirocini. Il nuovo Polo Culturale di Ferrara è parte del progetto de La Galleria Bper, che dal 2017 promuove mostre, progetti scientifici, iniziative educative e collaborazioni con istituzioni culturali, mettendo in relazione opere, territori e comunità. Con Ferrara diventano tre le principali sedi del progetto, insieme a Palazzo San Carlo a Modena e Palazzo Farinosi-Branconi all’Aquila. Da giovedì 8 ottobre il Polo Culturale di Ferrara sarà aperto al pubblico, con il percorso permanente 'Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente' e la mostra 'Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati'. 

6 ott 2026

Premio Impatto 2026, ecco i vincitori

(Adnkronos) - Anche quest’anno, nel corso dell’edizione nazionale del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, sono stati scelti i sei vincitori del Premio Impatto: un riconoscimento voluto dal Gruppo promotore del Salone in collaborazione con Assobenefit, Csvnet, Fondazione Italia Digitale, ReFe e Social Value Italia, per dare valore a progetti ed esperienze capaci di trasformare l’impegno in impatto positivo per le persone e la comunità. A partecipare alla quinta edizione sono state 61 imprese, 40 organizzazioni non profit e 6 Pubbliche Amministrazioni. Progetti diversi, accomunati dalla volontà di generare cambiamenti concreti e misurabili. Per ogni categoria sono stati scelti due vincitori. 

CATEGORIA PROFIT - Intesa Sanpaolo, Progetto 'Valutazione dell’impatto sociale di quattro spazi museali' - Il valore di un museo non può essere misurato soltanto attraverso il numero degli ingressi. Il progetto ha sviluppato e applicato in quattro musei un framework innovativo di valutazione dell’impatto, capace di considerare dimensioni fondamentali quali l’apprendimento, l’accessibilità, il benessere, il rapporto con il territorio e le ricadute economiche.  

Near Sgr, Progetto '5Square' - Il modello valuta l'impatto ambientale, sociale ed economico di 5Square, progetto di rigenerazione urbana che ha restituito alla città cinque edifici direzionali incompiuti nel quartiere Vigentino, a sud di Milano.  

CATEGORIA PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - Comune di Milano, Progetto 'Valutazione partecipata della Rete degli Spazi Ibridi della città di Milano'. La Rete degli Spazi Ibridi riunisce luoghi molto diversi, accomunati dal ruolo che svolgono nella vita dei quartieri. Il Comune di Milano ha costruito insieme ai gestori un metodo per valutarne gli effetti sulle persone e sul territorio. La valutazione considera, tra gli altri aspetti, l’accessibilità delle attività, le relazioni che nascono negli Spazi e le opportunità di partecipazione. Sono state ascoltate più di 1.000 persone e 100 organizzazioni. 

Università degli studi di Brescia, Progetto -Stem in Genere'. Il progetto Stem in Genere affronta gli stereotipi sulle materie scientifiche quando le scelte di studio devono ancora maturare. Lo fa con attività diverse per età, dai laboratori per i più piccoli al coding e alla formazione degli insegnanti. Nel 2025 ha coinvolto 13.351 studenti e studentesse e 330 docenti. La collaborazione con scuole e imprese ha permesso di offrire gratuitamente le attività. Il progetto si distingue anche per la valutazione, che cerca di misurare non solo quante persone partecipano, ma come cambiano l’interesse per le Stem e la fiducia nelle proprie capacità. Lo Sroi aiuta a stimare il valore sociale di questi cambiamenti.  

CATEGORIA ENTI DEL TERZO SETTORE - Fondazione Helpcode Italia, Progetto 'The Water Code'. Il progetto The Water Code porta l’educazione alla tutela dell’acqua fuori dalla sola lezione in classe. Gli studenti hanno usato il coding e il giornalismo partecipativo e hanno svolto attività sul campo, tra cui il campionamento delle microplastiche. Il progetto ha raggiunto 14.429 studenti e 1.247 docenti in nove regioni. La valutazione esterna ha utilizzato test, questionari e interviste per verificare conoscenze e competenze acquisite. Tra i risultati, l’89,1% degli studenti riconosce i rapporti di causa ed effetto dell’inquinamento idrico. 

Cramars Società Cooperativa Sociale, Progetto 'Silver in Alps'. Nei comuni montani della Carnia, raggiungere le persone anziane con attività continuative non è semplice. Il progetto Silver in Alps ha scelto uno strumento alla portata di molti, il telefono, per proporre dodici settimane di esercizi cognitivi personalizzati. Le chiamate, condotte da operatrici formate, hanno offerto anche un’occasione regolare di ascolto e relazione. In nove comuni, 62 persone hanno completato il percorso. La valutazione ha confrontato le capacità cognitive prima e dopo le attività e ha raccolto i riscontri dei partecipanti. I risultati indicano miglioramenti nella memoria e in altre funzioni cognitive.  

6 ott 2026

Morte David Rossi, il fratello Filippo: "Suicidio? Non ci avrebbe mai salutato così"

(Adnkronos) - “Le persone non finisci mai di conoscerle, ma per quanto conoscevo David non avrebbe potuto salutarci in questa maniera. Penso che qualcosa a me l’avrebbe detta, non so in che modo, ma così dalla sera alla mattina no”, non l’avrebbe fatto. Lo ha affermato Filippo Rossi, fratello di David Rossi, sentito in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell’ex capo della Comunicazione di Mps precipitato da una finestra della banca il 6 marzo 2013, riguardo all’ipotesi del suicidio. Nel corso dell’audizione Filippo Rossi ha spiegato che, rispetto al suicidio, “qualche dubbio lo abbiamo sempre avuto, le indagini sono state fatte male”. E si è detto convinto che se il fratello avesse voluto fare un gesto estremo non lo avrebbe certamente fatto “dove lavorava”; magari sarebbe andato “alla casa in campagna”, ma non avrebbe fatto mai una cosa del genere “in un luogo pubblico” ed esposto come la banca.  

La seduta in Commissione è stata anche l’occasione per parlare del rapporto tra fratelli. Filippo Rossi ha riferito che non parlava mai con David di lavoro e “mai” il manager gli aveva rappresentato un stato d’animo di ansia o stress. “Era più quello che leggevo - ha sostenuto facendo riferimento alle notizie dell’epoca e alla situazione della banca - che quello che traspariva da lui”. Il fratello, rispondendo alle domande, ha anche ricostruito il momento in cui ha saputo della morte del manager: “Mi ha telefonato mio fratello Ranieri con la moglie, era l’ora di cena”. In seguito si è recato dalla mamma per darle la triste notizia per evitare lo scoprisse dalla tv: “Salii, la svegliai e le dissi ‘David è caduto dalla finestra’; la mia mamma in dormiveglia mi disse che l’avevano ammazzato”.  

6 ott 2026

Tavolo Regione Lazio su golf car, nodo su numero chiuso e accesso al centro storico

(Adnkronos) - Nuovo incontro, questa mattina presso la Commissione Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità e trasporti della Regione Lazio, sul tema golf car. Per la prima volta sono stati sentiti tutti i soggetti interessati al trasporto turistico con i 'caddie': dai tassisti agli Ncc, dagli operatori dei bus turistici agli organi istituzionali, fino ai tour operator e alle società che gestiscono le golf car. Un confronto acceso che ha lasciato sul tavolo ancora molte questioni aperte: l’introduzione di un numero chiuso per i veicoli, l’individuazione di percorsi prestabiliti e di una qualifica professionale per i conducenti (con apposito registro) e la creazione di aree di sosta e fermata per le golf car. Le audizioni hanno riguardato la proposta di Legge regionale n. 302 del 16 settembre 2026 su "Disposizioni per il trasporto con navetta turistica nei centri storici”, di cui è primo firmatario Marco Bertucci, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Bilancio. 

“L’attività delle golf car e degli altri mezzi che questa legge andrà a normare - premette Bertucci - non verrà soppressa ma deve essere regolamentata. Bisogna trovare un punto di sintesi affinché questo regolamento non diventi una sanatoria ma individui percorsi prestabiliti prevedendo un contingentamento di questi mezzi. La presenza di una guida abilitata a bordo tutelerà anche tassisti e Ncc. Ci riuniremo come commissione Trasporti il 20 ottobre - riferisce - e immagino che entro fine mese la legge sarà varata in Commissione. La speranza è che sia approvata in Consiglio regionale entro il mese di novembre. Daremo inoltre una deroga - precisa il consigliere di Fdi - per il regolamento ai singoli Comuni facendo una distinzione tra comuni turistici e Roma Capitale”. 

Tra i temi più dibattuti oggi alla Pisana, il numero chiuso proposto dal Campidoglio e il divieto di accesso ai siti Unesco che, per quanto riguarda la Capitale, di fatto riguarderebbe l’intero centro storico. “È inevitabile che ci sarà un numero chiuso e una limitazione dei veicoli turistici che entrano nel centro storico” sostiene l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, a margine delle audizioni. “Attualmente abbiamo un numero eccessivo di passaggi nel centro storico - prosegue Patanè - che ammonta complessivamente a circa 43mila accessi quotidiani nella Ztl. Gli accessi dovrebbero essere ridotti a 25-30mila”. 

Sul punto è netta l’opposizione degli imprenditori che propongono tour con golf car nella Capitale, che si dicono contrari al numero chiuso. E propongono un contingentamento dei mezzi in base ai flussi turistici su dati Istat. "Le nostre aziende - dicono - sono in regola, abbiamo fatto degli investimenti e non capiamo perché dobbiamo essere penalizzati. Che fine faranno i nostri dipendenti?", chiedono. "I fenomeni di abusivismo esistono e vanno combattuti, servirebbero più controlli. Siamo i primi a volere un regolamento chiaro - scandiscono - ma non si può limitare un servizio di cui Roma ormai ha bisogno”. 

Il comune di Roma infine ha precisato la necessità di estendere il regolamento a tutti i veicoli del trasporto turistico. “Finalmente entriamo nel vivo della discussione di questa legge regionale tanto attesa per dare una normativa a questo settore - osserva Patanè - che noi speriamo comprenda golf car, 500 decappottabili, sidecar, minivan ecc". Quanto all’autonomia dei Comuni, l’assessore sottolinea: “Non ci deve essere un regolamento regionale, ogni Comune infatti deve approvare un regolamento proprio e autonomo realizzato d’intesa con la Regione. Roma non si può paragonare ad altri Comuni come Viterbo o Civitavecchia, siamo realtà completamente differenti”. 

Numerose anche le sigle di categoria dei tassisti che hanno sollevato il tema della sicurezza stradale e del rapporto di lavoro tra conducenti e aziende. Secondo Nicola Di Giacobbe (Unica - Cgil Taxi) "stiamo parlando di un mercato che si sta sviluppando senza regole. Una città come Roma - ammonisce - deve avere un numero di soggetti abilitati. La proposta della regione non va a limitare il numero di veicoli e non tutela gli operatori che svolgono questi servizi. Alla guida di una golf car - sostiene - ci dovrebbe essere una guida turistica con una patente Bk. Il rischio vero che stiamo sottovalutando è che quello che sta avvenendo a Roma non è un servizio di trasporto ma una forma di caporalato: alla guida di quei mezzi ci sono dei poveri soggetti che non hanno né i requisiti né i titoli per poter svolgere quei servizi, sono solo degli sfruttati”. Sul tema dell’abilitazione professionale, è intervenuta Francesca Duimich, presidente Federagit–Confesercenti: “In rappresentanza delle guide e degli accompagnatori turistici, riteniamo che a bordo delle golf car che effettuano visite guidate ci debba essere sempre una guida abilitata. L’autista inoltre non dovrebbe fare anche la guida - afferma - ma serve una figura a parte. Quello delle golf car è un fenomeno in crescita che va regolamentato ma non credo vada demonizzato. All’interno di una cornice legislativa potrebbero svolgere un servizio utile ad esempio per turisti che hanno difficoltà a camminare”. 

6 ott 2026

Farmaci, Carugi (Farmindustria): "Plasmaderivati strategici, in Italia sistema all'avanguardia"

(Adnkronos) - Plasmaderivati, ovvero farmaci biologici salvavita prodotti dall'industria a partire dalla lavorazione del plasma umano, la parte liquida del sangue donata da volontari. Medicinali che “hanno un valore importantissimo, pochi sanno che in Italia l'80% del plasma che viene raccolto all'interno del sistema di autosufficienza nazionale viene poi conferito alle aziende per essere frazionato e per produrre poi i plasmaderivati. E soltanto un 20% è dedicato alle emergenze”, spiega all'Adnkronos Salute Francesco Carugi, presidente del Gruppo Emoderivati Farmindustria. (VIDEO) 

Un settore importante, insomma, ma con caratteristiche peculiari sul piano della produzione. "Il plasma - continua Carugi - è una materia prima di origine biologica quindi non è sintetizzabile in laboratorio e conseguentemente è legato esclusivamente alla donazione. In Italia esiste un sistema per l'autosufficienza molto all'avanguardia che ha raggiunto negli ultimi anni delle cifre assai importanti, oltre 900 mila chili di plasma raccolto". Tra i plasmaderivati ci sono immunoglobuline, albumina umana, l'alfa 1-antitripsina, fattori della coagulazione .“Questi farmaci sono indirizzati prevalentemente a malattie rare, spesso non hanno alternative terapeutiche, quindi per migliaia di pazienti, la disponibilità del plasma coincide con l'opportunità di avere una continuità terapeutica e una migliore qualità di vita”.  

Per quanto riguarda l'approvvigionamento, continua Carugi ,“in Italia esiste una legge che dovrebbe portare alla totale autosufficienza nazionale. Purtroppo la quantità di plasma che viene raccolto nel nostro Paese non basta a coprire l'intero fabbisogno”. Le aziende, quindi, “intervengono con un secondo canale”, continuando a fornire i farmaci necessari ma derivati "da plasma non italiano, proveniente dagli Stati Uniti o da altri Paesi europei”. I processi di produzione in questo campo, evidenzia il rappresentante di Farmindustria “sono molto sofisticati, tecnologicamente avanzati, sono processi industriali molto lunghi. Addirittura dal momento in cui c'è una sacca che arriva da un donatore al momento in cui un plasmaderivato diventa disponibile per una terapia possono passare anche 12 mesi” 

Il ruolo dell'industria, però, non si ferma soltanto alla produzione di plasmaderivati c'è anche “un'attività significativa di ricerca e sviluppo: da un lato per aumentare il paniere delle plasma proteine disponibili, dall'altro lato anche per sviluppare nuove indicazioni per i farmaci già esistenti mediante la ricerca clinica". E infine c'è anche "l'affinamento dei processi industriali per cercare di avere la maggior resa possibile per ogni chilo di plasma che viene conferito all'industria”. 

6 ott 2026

Export, Tripoli: "Con AI le Pmi rischiano di sparire dalle selezioni, noi le aiutiamo"

(Adnkronos) - Le Camere di commercio puntano soprattutto sulle imprese di minori dimensioni per accompagnarle nei processi di internazionalizzazione, dalla valutazione della capacità di affrontare un mercato estero fino ai primi contatti con operatori e imprenditori stranieri. Un’attività costruita anche attraverso un rapporto diretto con le singole aziende, per verificarne prodotto, organizzazione e potenziale sui mercati internazionali. 

Lo ha detto Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, durante la diretta speciale Adnkronos alla conferenza “Obiettivo Export. Imprese e territori del centro Italia” organizzata a Roma dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. 

“Il sistema delle Camere di commercio lavora da tempo sul tema dell’internazionalizzazione e guarda soprattutto alle imprese di minore dimensione, quelle che da sole non riescono ad andare all’estero e vorrebbero essere aiutate”, ha spiegato Tripoli. Il valore aggiunto del sistema camerale, ha aggiunto, è anche “quel contatto one to one con le singole imprese” per capire se abbiano “la potenzialità per coprire un mercato estero”, verificando l’adeguatezza del prodotto e dell’organizzazione e accompagnandole poi nei primi rapporti con il mercato. 

 

Sul fronte digitale, Tripoli ha ricordato il lavoro svolto attraverso i Pid, i Punti impresa digitale delle Camere di commercio, che hanno aiutato “alcune centinaia di migliaia di imprese” ad acquisire maggiore familiarità con gli strumenti digitali e ad avviare i primi investimenti tecnologici. 

Ora, però, secondo il segretario generale di Unioncamere, l’intelligenza artificiale impone un salto ulteriore. “Siamo a un punto di svolta”, ha osservato, sottolineando che la questione riguarda un sistema produttivo italiano composto per il 99% da Pmi e chiama in causa tutti gli attori pubblici. 

“È già capitato che diverse aziende non siano state selezionate più da buyer, persone fisiche all’estero, ma da sistemi legati all’intelligenza artificiale”, ha spiegato Tripoli. Il rischio, soprattutto per le realtà più piccole, è che se non riescono a fornire ai nuovi strumenti digitali gli elementi necessari per essere individuate e valutate “scompaiono semplicemente dalle selezioni. Anche la qualità del prodotto a quel punto non viene più conosciuta”. 

“Questo è un problema vero e grosso per tutte le aziende medie e soprattutto per quelle piccole o piccolissime del nostro Paese”, ha concluso Tripoli. Per affrontarlo, ha aggiunto, servono competenze capaci di accompagnare le imprese e risorse per sostenere gli investimenti necessari. 

6 ott 2026

Export, Garbellini: "Mercosur apre nuove opportunità, Italia si è posta da pioniere"

(Adnkronos) - “Dal primo maggio del 2026 è in vigore il nuovo accordo tra l’Unione europea e il Mercosur, che progressivamente ridurrà le tariffe e i dazi doganali fino ad eliminarli del tutto su oltre il 90% dei prodotti fatti nell’Unione europea. È un momento effettivamente storico che apre nuove opportunità per le aziende italiane ed europee”. Lo ha detto Alessandro Garbellini, responsabile dell’Ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, durante la diretta speciale Adnkronos alla conferenza “Obiettivo Export. Imprese e territori del centro Italia” organizzata a Roma dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. 

Le possibilità per le imprese italiane, spiega Garbellini, riguardano numerosi comparti. “Si va dal tradizionale settore dei macchinari, sempre più avanzati per l’industria, fino al farmaceutico e medicale, all’energia rinnovabile e a tutte le tecnologie per la transizione energetica. Ma anche ai macchinari per l’agroalimentare e ai prodotti agroalimentari delle eccellenze italiane”. 

Un passaggio importante riguarda proprio il Made in Italy alimentare. “L’accordo finalmente introduce anche la tutela per 57 indicazioni geografiche”, sottolinea il consigliere, spiegando che questo permetterà anche ai territori italiani di proiettarsi con maggiore forza sul mercato brasiliano. 

L’Italia, aggiunge Garbellini, ha cercato di muoversi in anticipo per accompagnare le aziende nella nuova fase. Il 9 settembre una missione guidata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha portato in Brasile una delegazione con il presidente di Confindustria e circa cento rappresentanti tra associazioni di categoria e imprese. 

Nel corso della missione è stata inoltre concordata con il ministro del Commercio brasiliano l’attivazione di un tavolo bilaterale Italia-Brasile, con l’obiettivo di affrontare le eventuali difficoltà incontrate dalle aziende nella fase di attuazione dell’accordo e individuare nuove opportunità commerciali. “È stato un momento in cui l’Italia si è posta effettivamente da pioniere”, conclude Garbellini. 

6 ott 2026

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