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6 ott 2026

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6 ott 2026

Superenalotto, numeri combinazione vincente di oggi 6 ottobre

(Adnkronos) - Nessun 6 né 5+1 nel concorso del Superenalotto di oggi, martedì 6 ottobre 2026. In 5 hanno centrato il montepremi a disposizione dei Punti 5, incassando rispettivamente 34.464,15 euro a testa. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei Punti 6 sale così a 37.400.000,00 euro. Si torna a giocare giovedì 8 ottobre. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente del SuperEnalotto: 22 - 32 - 34 - 70 - 74 - 77; Numero Jolly 30; SuperStar 14. 

6 ott 2026

Peste in Siberia, Burioni sui social: "Non è preoccupante, ma può diventarlo"

(Adnkronos) - "Un caso di peste non è in alcun modo preoccupante". Esordisce così il virologo Roberto Burioni sui social commentando il caso della 28enne, Daria Chipilova, tecnica di laboratorio morta in Siberia. Può diventarlo, aggiunge però il Professore ordinario di Microbiologia e Virologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano,"se accade nel laboratorio di un Paese che dal 1920 raccoglie i ceppi di Yersinia pestis più pericolosi dall'ambiente, che negli anni '70 li ha modificati geneticamente per renderli più virulenti e resistenti agli antibiotici e che nel 1986 ha negato per 18 giorni la catastrofe di Chernobyl". 

Nel suo intervento il virologo richiama, quindi, l'attenzione non tanto sul singolo caso in sé, quanto sul contesto in cui l'episodio si sarebbe verificato, facendo riferimento a precedenti storici e scientifici che meritano di essere presi in considerazione nel valutare l'accaduto. 

  

Burioni respinge, quindi, le accuse di chi interpreta le sue parole come un tentativo di generare preoccupazione e rivendica la volontà di attenersi solo a elementi documentati."Io non sto facendo allarmismo" precisa in coda al post come post scriptum. "Sto semplicemente raccontando inoppugnabili dati di fatto" asserisce. "Se la realtà vi provoca allarme, potete smettere di seguire questa pagina, che dà per scontato di essere seguita da persone adulte" conclude. 

 

Proprio oggi i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti hanno dichiarato di seguire con attenzione le segnalazioni relative al sospetto caso di peste polmonare nella regione russa di Irkuts. L'agenzia rassicura che al momento non emergono segnali di una minaccia più ampia per gli Stati Uniti, pur confermando il monitoraggio costante dell'evoluzione della situazione. 

I Cdc ricordano, inoltre, che la peste è una grave infezione batterica curabile con antibiotici, soprattutto se diagnosticata tempestivamente. La forma polmonare può trasmettersi tra persone attraverso le goccioline respiratorie in caso di contatti ravvicinati, motivo per cui identificazione precoce dei casi, trattamento e sorveglianza dei contatti restano misure fondamentali di sanità pubblica. 

6 ott 2026

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6 ott 2026

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6 ott 2026

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6 ott 2026

Sinner salta le Atp Finals, i tifosi... rivendono i biglietti: "No Jannik, no tennis"

(Adnkronos) - Il numero uno è il numero uno. E la notizia della sua rinuncia alle Atp Finals di Torino non è stata presa benissimo da tanti tifosi italiani. Jannik Sinner l'ha annunciato oggi, martedì 6 ottobre: non parteciperà al 'Torneo dei Maestri' a causa di quel problema al ginocchio che lo ha già costretto a saltare tutti gli appuntamenti successivi a Wimbledon. Poche ore dopo, tanti appassionati hanno così rimesso subito in vendita sui social i biglietti acquistati per l'ultimo atto della stagione, finale compresa.  

Su social e piattaforme specializzate, i post si sono presto moltiplicati. Basta digitare le parole chiave - per esempio su Facebook - per visualizzare offerte di ogni tipo: da una coppia di biglietti per la finale di domenica 22 novembre in tribuna Nord, a 932 euro, a tagliandi per le serate infrasettimanali, con prezzi vari e che oscillano dai 50 euro a cifre superiori a 400 euro.  

Sono tanti gli appassionati a protestare, per una questione che è in primis di principio: "No Sinner no tennis? Siete solo degli occasionali" si legge in uno dei commenti che riassume meglio il concetto che fa più infuriare una nutrita schiera di tifosi. E ancora: "Adesso andrete tutti a tifare Antonelli in Formula 1?" o "Solo perché manca Jannik vendete i biglietti? Siete patetici e non sapete proprio cosa sia il tennis".  

Qualcun altro sceglie la diplomazia: "Alle Atp Finals ci sono i migliori del mondo, da Alcaraz a Zverev e Djokovic, senza nulla togliere a Sinner. Perché li vendete? Potrete comunque andare lì per vedere un grande tennis". Oppure, visto il gran numero di biglietti rimessi in circolo per l'ultimo atto del torneo: "Eravate così sicuri di vedere Jannik in finale? E se avesse perso prima?". 

Altri utenti toccano invece un altro tema: "Non c'è Jannik, è vero, ma ci sono ottime possibilità di vedere giocare Cobolli. Perché non andare lì a tifare Italia per lui? Avete dimenticato le emozioni che Flavio ci ha regalato a Bologna con la Coppa Davis?". Difficile, per un appassionato, dargli torto.  

 

6 ott 2026

Garlasco, Sempio: "Condanna Stasi è giusta. Non sto vivendo, su tv e social solo il delitto"

(Adnkronos) - Dietro la vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi non c'è un errore giudiziario. Ne è certo Andrea Sempio, ospite stasera di 'Porta a Porta'. Il nuovo indagato per il delitto del 13 agosto 2007 sostiene la colpevolezza dell'allora fidanzato della vittima. "Secondo me la condanna è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente, alcune cose che vengono sollevate non mi convincono", dice. 

"Il bombardamento è costante: accendi la televisione c'è solo Garlasco, guardi i social e lo trovi lì. Davanti a casa nostra tu hai giornalisti che sono lì fissi tutto il giorno, vivi a fatica. Io dico che oggi non sto vivendo, perché realmente la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall'avvocato o in trasferta quando magari andiamo a incontrare i consulenti, però realmente la mia vita è quella", afferma Sempio. A chi gli chiede se i suoi genitori hanno paura per lui, replica: "Certo, chi non avrebbe paura in questa situazione, è scontato". 

"Cerco di non immaginare come potrà essere dopo, perché vedo difficile l'idea di ricostruirsi una vita, cosa che comunque dovrai fare in qualche modo. Per il momento cerco di non interrogarmi. So che la macchia di assassino che se l'è cavata quella non te la levi, quella di sicuro no", dice ancora intervistato a 'Porta a Porta', replicando così a chi gli chiede come potrà recuperare la sua normalità se dovesse essere riconosciuta la sua innocenza. "Devi vedere chi decide di accompagnarsi con te, sapendo che magari per strada per ancora tanto tempo avrai un dito puntato. Come potrà essere dopo? E' una cosa su cui cerco di non farmi domande per adesso", risponde. 

"Vedendo gli elementi io penso che sia tutto spiegabile. Il mio unico dubbio è dato che ci sarà tanta roba da valutare, tanti elementi diversi, spero di riuscire a risolvere tutto in udienza preliminare, di non dover affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi", afferma Sempio. "Il pensiero che si possa arrivare al carcere c'è, francamente cerco di non pensarci, cerco proprio di non immaginarmi quell'eventualità", aggiunge. 

Per Sempio l'impronta 33 trovata sul muro della cantina della villetta di Garlasco "non è attribuibile né a me, né a nessun altro. Qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa e quindi diventerà di Sempio va bene, ma è sul muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone" e per l'indagato "non c'è certezza" che sia insanguinata. Anche sulla querelle legata al numero di scarpa dell'assassino - una taglia 42 secondo l'impronta lasciata sul pavimento della villetta - "tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44". La difesa per cercare di smontare la tesi accusatoria ha fatto indossare due numeri più piccoli all'indagato, ma "il 42 non mi sta" sostiene l'intervistato. 

Quando al Dna sulle unghie della vittima, Sempio risponde con sicurezza: "La conclusione della perizia Albani è stata che con quella traccia non possiamo farci nulla, non è una traccia solida, non è replicata, è mista e degradata, sono venuti fuori risultati differenti. A me pare che il discorso Dna ormai sia risolto".  

Sempio respinge di aver avuto una familiarità con la vittima, ma di averle parlato solo "due volte. Se ci fosse stato qualcosa di particolare in quelle chiamate probabilmente l'avrebbe riferito o al fidanzato o al fratello o alla famiglia. Non c'è nessuno che possa dire che io abbia mai parlato di Chiara o che Chiara abbia mai parlato di me, quindi anche quest'idea che ci potesse essere un interesse non c'è in realtà". Quanto alla visione di alcuni video intimi della vittima, che per i pm è il movente del delitto, chiosa: "Io quei video non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media". 

 

"Eravamo già eravamo abbastanza pronti che arrivasse l'indagine per corruzione a carico di mio papà. Devo dire che è stata molto più tranquilla dell'indagine mia per omicidio. Ci sono stati molti meno colpi di scena, molto meno pressione mediatica quindi ovviamente la vive col suo peso ma fortunatamente è stata meno pesante della mia. Sicuramente è provato anche lui dal vivere sotto questa costante accusa" dice Sempio. Dopo la chiusura indagine sull'omicidio di Garlasco, sembra accelerare il nuovo filone d'indagine sulla presunta corruzione e "l'idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, è una cosa che non mi non mi augurerei" conclude. 

6 ott 2026

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