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Germania-Costa d'Avorio, due gol annullati a tedeschi: proteste ai Mondiali

20 giu 2026

Mondiali, Ibrahimovic attacca: "Espulso per essersi coperto bocca? Il calcio sta morendo"

(Adnkronos) - Zlatan Ibrahimovic attacca la Fifa e Gianni Infantino dai Mondiali 2026. L'ex attaccante svedese, oggi dirigente del Milan, ha parlato del cartellino rosso rifilato ad Almiron nella sfida tra Turchia e Paraguay, reo di essersi coperto la bocca parlando con un avversario. Una nuova regola voluta dal presidente della Fifa per prevenire nuovi casi Prestianni, che nella partita di Champions League tra Benfica e Real Madrid era stato accusato di aver proferito frasi razziste contro Vinicius Jr. 

"Ho visto il calcio al suo livello più alto, il calcio vero. Non questa versione diluita che ci stanno servendo ora. Cos’è successo ad Almiron? Un cartellino rosso diretto per coprirsi la bocca? Questo non è più calcio. Questo è un circo diretto da burocrati in giacca e cravatta che non hanno mai sentito il fuoco del campo", ha detto Ibrahimovic in diretta per un emittente televisiva americana. 

"Coprirsi la bocca ora è cartellino rosso? Cos’è questo, il Grande Fratello in campo? La Fifa vuole leggere le labbra, punire i pensieri prima ancora che si trasformino in parole", ha continuato il dirigente del Milan, "il prossimo passo sarà mettere le museruole ai giocatori come ai cani. I giocatori non possono nemmeno parlare, non possono nemmeno respirare senza che qualche robot del Var o l'arbitro decida che le tue emozioni sono illegali. Questo è distopico. Il calcio sta morendo". 

“Questa regola è nata perché alcuni giocatori piangono ogni settimana. Un incidente in Champions League e improvvisamente il mondo intero deve cambiare. Ma se dai una gomitata a un avversario, gli spezzi la gamba o gli sputi addosso, danno un’ammonizione e una pacca sulla spalla", ha concluso Ibrahimovic, "il calcio ha due livelli. Protegge i protetti, punisce il resto. Ho giocato in tutti i campionati e l’ho visto". 

 

20 giu 2026

Roma, uomo accoltellato al Quarticciolo: è grave

20 giu 2026

Rottura Trump-Meloni, "presidente Usa si è sentito tradito"

(Adnkronos) - Nonostante il canale attualmente aperto tra i due paesi per cercare di stemperare la tensione, il nuovo post su Truth Social di Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni, ha gettato nuova benzina sul fuoco, dimostrando che gli sforzi diplomatici in corso non hanno sortito grande effetto sul presidente. Dietro le quinte dell’amministrazione, tuttavia, c’è fastidio per questa alta tensione, che mette in difficoltà la relazione bilaterale, sebbene quasi nessuno abbia commentato pubblicamente, come accade sempre, le parole del Commander-in-Chief. Nella West Wing – fra chi ha accesso quotidianamente al leader americano – le bocche rimangono cucite perché, in fondo, Trump è il miglior portavoce di sé stesso.  

Più fonti politiche e diplomatiche, preferendo rimanere anonime, raccontano che nell’Amministrazione americana vi è un’''assenza di compattezza'', che si può riassumere così: i funzionari sono con il presidente, che dice e fa quello che vuole. Ma loro non sono Trump. Il repubblicano, in particolare, se la sarebbe legata al dito per la questione della guerra in Iran e il rifiuto degli europei di aiutarlo, incluso il no di Meloni, che vedeva come l’alleato più vicino – sia per ideologia che per carattere – per poter far breccia all’interno della Nato con le sue richieste.  

Il fatto che il rifiuto di far usare la base di Sigonella sia stato una questione burocratica e non una presa di posizione, come quella del governo spagnolo, poco importa al presidente, la relazione è ormai deteriorata. “Trump ha dimostrato in più occasioni di voler privilegiare i rapporti personali al di sopra di qualsiasi accordo tra stati. Sembra evidente che si sia sentito in un certo senso tradito dalla decisione di Meloni di rispettare le pratiche bilaterali da sempre attuate tra Stati Uniti e Italia sull'uso delle basi italiane - dice all'Adnkronos Davide Mamone, giornalista del Financial Times - C'è ora da capire come reagirà il presidente americano nel leggere la risposta diretta, a tono e in inglese, sui social, della premier italiana: in genere i leader dei Paesi con cui lui è in polemica tendono a non rispondere nel modo in cui Meloni ha fatto oggi”.  

Allo stesso tempo, nessuno è stupito a Washington dagli attacchi di Trump; non è una novità la sua strategia comunicativa di deridere, insultare, minacciare. Alcuni diplomatici europei a Washington, già avvezzi a reagire alle esternazioni di Trump contro i loro capi di governo, sostengono che le parole siano una cosa, le azioni e le politiche un’altra. E per ora sono solo affermazioni, quelle del tycoon. “È troppo presto per dire se la strategia pagherà, ma la storia recente e passata ci ricordano due cose. Uno, l'alleanza tra gli Stati Uniti e l'Italia rimane tra le più solide nonostante le scaramucce di queste settimane e credo sia profonda con qualsiasi amministrazione - commenta Mamone - Secondo, non dimentichiamoci di quanto veloci le cose possano cambiare sotto l'amministrazione Trump: vi ricordate cosa dicevamo dopo il famigerato incontro Trump-Vance-Zelensky allo Studio Ovale l'anno scorso?”. La confusione resta, l’incertezza pure, visto che le parole di Trump spiazzano sempre. Tuttavia, nella capitale americana nessuno parla di relazioni bilaterali intaccate. Per ora. (di Jacopo Luzi) 

20 giu 2026

Incendio in un allevamento, morti 200 conigli a Treviso

20 giu 2026

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20 giu 2026

Al Jazeera: "Nostro cameraman ucciso in raid Israele a Gaza". Idf: "Era terrorista Hamas"

(Adnkronos) - Il cameraman di Al Jazeera Ahmed Wishah è stato ucciso in un attacco aereo israeliano che ha colpito una casa nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo ha reso noto l'emittente, ricordando che anche il fratello del cameraman era stato ucciso, lo scorso 8 aprile, in un precedente raid israeliano.  

Al Jazeera ha definito l'uccisione del suo collaboratore una "ignobile violazione di tutte le leggi e norme internazionali" e ha parlato di una "continua politica sistematica di presa di mira dei giornalisti e di tentativo di mettere a tacere la voce della verità". Solo nelle ultime 24 ore, secondo fonti locali, almeno altre dieci persone sarebbero state uccise nei raid israeliani nella Striscia. 

Ahmed Wishah è il dodicesimo operatore di Al Jazeera ucciso dall'inizio del conflitto nel territorio palestinese, secondo quanto riferito dalla stessa rete.  

Al Jazeera ha dichiarato in una nota di "condannare la continuazione di questi crimini commessi dalle forze di occupazione israeliane contro i suoi corrispondenti e il personale a Gaza" e ha rinnovato l'appello alla comunità internazionale affinché "adotti misure urgenti e concrete per rendere responsabili i funzionari israeliani coinvolti in questi crimini atroci". Al Jazeera ha inoltre affermato la propria intenzione di "continuare a documentare gli eventi nella Striscia di Gaza nonostante i tentativi di silenziare la voce della verità". 

L'esercito israeliano ha confermato di aver ucciso Ahmed Wishah sostenendo che fosse un "terrorista di Hamas". Lo ha dichiarato all'Afp un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), precisando che l'attacco è stato deliberatamente diretto contro di lui.  

20 giu 2026

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20 giu 2026

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20 giu 2026

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