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Putin compie 74 anni: dal trattore al coccodrillo, ecco i regali più assurdi ricevuti

(Adnkronos) -  Vladimir Putin compie oggi, 7 ottobre 2026, 74 anni. Ma anche quest'anno il compleanno del presidente russo "non sarà una giornata dedicata esclusivamente ai festeggiamenti". Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha fatto sapere che per oggi "è prevista una serie di telefonate internazionali, innanzitutto, com'è ovvio, proprio in occasione della ricorrenza". "Vi terremo aggiornati", ha dichiarato ai giornalisti, come riporta la Tass. 

Peskov ha però sottolineato che, nonostante gli impegni, c'è un aspetto del compleanno che per Putin rimane particolarmente importante: gli auguri della famiglia e delle persone a lui più vicine. “Il compleanno è sempre una festa molto personale”, ha spiegato il portavoce, aggiungendo che per il presidente russo, come per chiunque altro, sono proprio gli auguri dei familiari e degli amici più stretti a rappresentare la cosa principale.  

Per Putin quello di oggi sarà il 22esimo compleanno da presidente della Russia, considerando i suoi periodi alla guida del Paese. Secondo Vedomosti, anche lo scorso anno il capo del Cremlino aveva ricevuto decine di telefonate e messaggi di auguri da leader stranieri.  

A rendere particolari i compleanni di Putin, negli anni, sono stati soprattutto alcuni regali decisamente fuori dall'ordinario. Tra quelli ricordati oggi dalla stampa russa c'è innanzitutto un coccodrillo di cristallo, ricevuto nel 2002 per i suoi 50 anni dall'allora presidente moldavo Vladimir Voronin. La scelta non sarebbe stata casuale: il coccodrillo venne associato all'idea di un animale che, per la propria conformazione, non può muoversi all'indietro. 

Ancora più particolare fu il regalo arrivato vent'anni dopo. Per i 70 anni di Putin, nel 2022, Alexander Lukashenko gli regalò un trattore Belarus-1523.3, accompagnato da un certificato per un esemplare appositamente preparato. Il dono fu consegnato durante l'incontro dei leader di diversi Paesi dell'ex Unione Sovietica.  

Altri leader dell'Asia centrale contribuirono invece con un regalo decisamente più agricolo: meloni e diverse tonnellate di angurie. 

Ma tra i doni più curiosi c'è anche quello di Silvio Berlusconi. Nel 2017 l'ex presidente del Consiglio italiano regalò a Putin un particolare copripiumino con l'immagine dei due leader che si stringono la mano, sullo sfondo del Colosseo e della Cattedrale di San Basilio a Mosca. Il regalo fu portato in Russia proprio in occasione del compleanno del presidente russo.  

Il rapporto tra Berlusconi e Putin era d'altra parte segnato da una lunga amicizia personale e nel 2017 Putin aveva invitato Berlusconi in Russia proprio per festeggiare insieme il suo 65esimo compleanno. 

 

La lista dei regali insoliti continua con una provetta contenente acqua proveniente dal lago Vostok, in Antartide. Il campione, secondo la ricostruzione della stampa russa, sarebbe stato prelevato dopo la perforazione di chilometri di ghiaccio e secondo la stampa russa avrebbe un'età superiore al milione di anni.  

E non è finita qui. Nel 2005 Putin ricevette addirittura un cavallino in miniatura di razza Falabella, chiamato Vadik. Al momento del dono, secondo FederalPress, l'animale misurava appena 54 centimetri al garrese.  

E negli anni non sono mancati nemmeno gli animali veri e propri. La biografia pubblicata da RBC ricorda, tra gli altri, un cucciolo di tigre ricevuto nel 2008, cani regalati da diversi leader stranieri e, nel 2024, due cani da caccia di razza Pungsan donati dal leader nordcoreano Kim Jong-un.  

6 ott 2026

Meteo, arriva il maltempo: pioggia e temporali da Nord a Sud, poi torna il caldo

(Adnkronos) - "Dopo l'estate più calda della storia, e un mese di settembre caldo e sopra la media del periodo, ecco che una perturbazione nordatlantica porterà un primo calo delle temperature su buona parte dell'Italia". Così all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it' che aggiunge come "nelle prossime ore una diffusa instabilità interesserà ancora il meridione poi da mercoledì mattina il maltempo si concentrerà sul Nord-Ovest per poi scivolare verso Nord-Est e Toscana".  

"Giovedì sarà la giornata più instabile con frequenti piogge e temporali, più diffusi su Liguria di Levante, Toscana e Triveneto. Dal pomeriggio di giovedì i fenomeni si sposteranno fino alla Sardegna e alla Campania, con forte instabilità anche venerdì su buona parte della Penisola". 

Il passaggio perturbato porterà anche un deciso ridimensionamento delle temperature. Le massime scenderanno intorno ai 20 gradi al Nord e tra 22 e 24 gradi al Centro-Sud, segnando una svolta rispetto alle anomalie termiche delle ultime settimane. 

Il quadro sarà favorito anche dalle condizioni del Mediterraneo: secondo Tedici, la superficie del mare presenta un'anomalia media di circa +3°C rispetto ai valori del periodo, contribuendo a fornire maggiore umidità all'atmosfera e quindi più acqua precipitabile, soprattutto lungo le coste. 

“Questo fronte nordatlantico non porterà solo piogge, anche benvenute contro la moderata siccità di alcune zone dell'Italia, ma farà calare le temperature massime fino a valori sui 20°C al Nord, sui 22-24°C anche al Centro-Sud”, sottolinea Tedici. 

Il maltempo, tuttavia, non sembra destinato a durare a lungo. Secondo le previsioni, nel corso del fine settimana è atteso un progressivo ritorno alla stabilità: il miglioramento partirà dalle regioni centro-settentrionali per estendersi successivamente al Meridione, dopo l'allontanamento dei due sistemi perturbati verso levante 

“Entreremo in una fase autunnale che però potrebbe durare solo fino al weekend per poi essere di nuovo sostituita da una fase più tipica di fine estate”, conclude Tedici. 

Oggi, mercoledì 7 ottobre: il peggioramento entrerà nel vivo al Nord-Ovest, con piogge in arrivo. Al Centro le precipitazioni interesseranno soprattutto il versante tirrenico, mentre al Sud saranno più diffuse sulla Campania.  

Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre: sarà la fase più perturbata, con maltempo diffuso e piogge localmente abbondanti. Giovedì sotto osservazione soprattutto Liguria di Levante, Toscana, Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia; venerdì il maltempo si concentrerà maggiormente su Nord-Est e Sud.  

Weekend: la tendenza è verso un progressivo miglioramento, con il ritorno di condizioni più stabili a partire dal Centro-Nord e successivamente anche al Sud. 

6 ott 2026

Dalla 'morte nera' del passato alla peste di oggi: cos'è la forma polmonare

(Adnkronos) - Dai libri di storia alla ribalta delle cronache odierne. La peste, tornata sotto i riflettori con la morte della 28enne Daria Chipilova, ricercatrice di laboratorio in forze all'Irkutsk Anti-Plague Institute, è una malattia dalle origini antiche, ma mai del tutto sparita dai radar mondiali, che rievoca un immaginario collettivo di devastazione.  

Non a caso era nota come 'Morte Nera' nel XIV secolo, quando causò oltre 50 milioni di morti in Europa, quasi un terzo della popolazione che ai tempi - nel 1350 - popolava quest'area. E in Europa la malattia rimase endemica, tornando a cicli di 10-12 anni, per i successivi 3 secoli almeno, ricorda il portale Epicentro dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Oggi però la peste non ha numeri paragonabili al passato, è curabile con antibiotici (quelli comuni per gli enterobatteri), e una diagnosi e una trattamento precoci sono la chiave per salvare vite umane.  

 

Ma delle tre forme con cui si presenta la malattia, quella polmonare che si sospetta abbia colpito la giovane scienziata in Siberia è la più virulenta. Si manifesta quanto il batterio zoonotico Yersinia pestis - che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria, talvolta anche animali domestici come i gatti - infetta i polmoni, ma può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme (bubbonica e setticemica) se non trattate tempestivamente.  

Il periodo di incubazione può essere di sole 24 ore (per le altre forme arriva fino a 7), ricorda l'Organizzazione mondiale della sanità in un focus. E chiunque ne è affetto può trasmettere la malattia ad altri esseri umani tramite particelle respiratorie, attraverso dunque l'aria o gli aerosol infetti. Per questo, come spiega il portale Epicentro dell'Iss, viene considerata una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. Ed è questa anche la ragione che spiegherebbe le misure scattate a seguito del caso rilevato in Siberia (con 200 persone in osservazione e disposizioni anti-contagio). Le probabilità di guarigione anche in questa forma si alzano se la malattia viene trattata in tempo. Ma se non viene diagnosticata e curata precocemente, può essere fatale nel 100% dei casi (nella forma più comune, quella bubbonica, la mortalità può variare dal 30 al 60%). Insieme alla peste setticemica, la forma polmonare è dunque fra le più gravi, ma fortunatamente meno comuni.  

 

Quanto ai sintomi, se per la peste bubbonica vengono citati febbre a esordio improvviso, brividi, mal di testa e dolori muscolari, debolezza, vomito e nausea e possono comparire anche linfonodi dolorosi e infiammati, per la forma polmonare si annoverano gravi sintomi respiratori che compaiono molto rapidamente (a volte in meno di 24 ore), dalla mancanza di respiro alla tosse, spesso con espettorato striato da sangue. Non ci sono molti dati solo sulla forma polmonare di peste, ma a luglio dell'anno scorso per esempio un alert era arrivato dagli Usa, dove l'Arizona ha segnalato il suo primo decesso per peste polmonare dal 2007, in un uomo che aveva avuto contatti professionali con gatti malati. Due giorni dopo il decesso del paziente, i risultati dei test diagnostici preliminari hanno confermato il sospetto di peste polmonare, portando all'immediata identificazione delle persone potenzialmente esposte, per sottoporle alla profilassi post-esposizione, come spiegato dai Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).  

In generale, considerando tutte le forme, i numeri più recenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indicano che nel periodo tra il 2019 e il 2025 sono stati segnalati 3.860 casi sospetti, di cui 2.646 confermati da 10 Paesi (principalmente Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Madagascar, Uganda, Cina e Mongolia, e in misura minore in Brasile, Qatar, Arabia Saudita). I decessi nei 6 Paesi più colpiti sono stati 423, corrispondenti a un tasso di mortalità dell'11%. Rdc e Madagascar insieme pesano per il 97,7% dei casi confermati.  

 

Nelle aree in cui la peste è endemica, i risultati dei test diagnostici preliminari, combinati con il sospetto clinico di peste polmonare, possono portare a interventi tempestivi di sanità pubblica, sottolineano i Cdc, raccomandando che gli operatori sanitari in queste aree prendano in considerazione la malattia nei pazienti con gravi manifestazioni respiratorie e sistemiche che sono stati esposti ad animali malati. Devono inoltre essere valutate adeguate pratiche di sicurezza di laboratorio per il personale di laboratorio clinico che manipola campioni provenienti da questi pazienti. "Il rischio di peste polmonare aumenta con l'esposizione professionale ad animali infetti da Y. pestis , in particolare i gatti, a causa della loro suscettibilità alla peste - evidenzia l'agenzia Usa - Durante la valutazione di animali malati e persone sospettate di avere la peste o durante la manipolazione dei loro campioni clinici, l'uso costante di dispositivi di protezione individuale, in particolare un'adeguata protezione respiratoria, può ridurre l'esposizione professionale ad agenti patogeni zoonotici come la peste tra il personale veterinario, medico e di microbiologia clinica". 

 

6 ott 2026

Ucraina-Russia, Putin prepara spallata con i missili low cost: lo scenario

(Adnkronos) - I missili low cost di Vladimir Putin possono diventare il nuovo incubo dell'Ucraina. In una guerra che appare in una fase di prolungato stallo sul terreno, Mosca ha aumentato l'intensità dei raid che, sempre più spesso, prendono di mira infrastrutture civili. "La Russia ha dispone di un arsenale di circa 700 missili balistici e diverse migliaia di altri missili", la sintesi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. 

 

Il quadro è destinato a mutare nei prossimi mesi, in termini di quantità e di qualità, se Mosca riuscirà ad attuare la strategia delineata dall'Institute for the Study of War, il think tank americano che monitora quotidianamente il conflitto. La Russia, secondo gli analisti, ha iniziato a integrare missili low cost - definiti 'quasi cruise' - nel proprio arsenale a partire dalla metà del 2026. Le armi a disposizione dell'invasore sono destinate ad aumentare, con una crescente pressione per le difese aeree ucraine già messe a dura prova. Mosca, riferisce l'Isw, sta accelerando la produzione dei nuovi missili, che saranno caratterizzati da un'aumentata velocità e saranno più manovrabili rispetto alla generazione precedente. L'obiettivo è impiegarli in maniera diffusa nel 2027, prima che l'Ucraina possa trovare valide contromisure.  

 

Per la prima volta dall'inizio della guerra, negli ultimi giorni, Kiev ha iniziato a installare reti protettive sui suoi ponti per difenderli dagli attacchi dei droni russi. Le barriere sono state montate lungo i lati del Ponte Nord, preso di mira negli ultimi giorni dalle incursioni russe. La misura, già adottata nelle aree del fronte nell'est e nel sud dell'Ucraina, serve a proteggere le vie di comunicazione dagli attacchi condotti con droni. Dall'inizio dell'invasione russa, nel febbraio 2022, le autorità temono attacchi contro le otto principali arterie stradali e ferroviarie della capitale, strategiche per la logistica della città. Le incursioni contro i ponti, iniziate la scorsa settimana, hanno provocato ripetute interruzioni del traffico e pesanti ingorghi a Kiev, che conta circa tre milioni di abitanti. Nei giorni scorsi il sindaco, Vitali Klitschko, ha avvertito che Kiev ormai deve prepararsi a una situazione di guerra, accusando la Russia di "fare a pezzi la città" con gli attacchi contro i ponti e le infrastrutture energetiche.  

 

 

Già da mesi i raid della Russia coinvolgono i missili Banderol - noti anche come S8000 - che hanno caratteristiche particolari: sono dotati di propulsori di fabbricazione cinese, costano poco e volano come classici missili cruise. Il loro debutto risale alla primavera 2025, nei raid condotti contro l'oblast di Odessa. L'impiego è cresciuto progressivamente e, secondo i dati delle forze armate ucraine, i Banderol sono stati usati in 40 attacchi condotti tra il 14 maggio e il 30 settembre. L'intelligence di Kiev ritiene che i missili siano stati lanciati anche negli attacchi contro porti, magazzini, hub logistici nel sud del paese. E gli attuali sistemi intercettori ucraini si sono dimostrati poco o per nulla efficaci. La struttura del Banderol ricorderebbe quella di una versione ridotta del missile da crociera Kh-101, che viene lanciato da velivoli, raggiunge una velocità fino a 1.000 chilometri orari, ha un raggio d'azione fino a 2.500 chilometri ed è dotato di una testata da 480 kg. Un Kh-101 può costare fino a 2 milioni di dollari, secondo le stime Isw, mentre un Banderol oscilla tra 50 e 150mila dollari con un risparmio evidente. 

I Banderol non sono l'unica risorsa low cost in rampa di lancio. Secondo l'Isw, la Russia ha introdotto anche i Dan-T, che hanno appena debuttato in un airshow in Egitto l'8 settembre. Pesano 270 chili, hanno un raggio di 450 km e possono modificare la traiettoria con sistemi in grado di evitare le difese aeree. L'Ucraina studia la nuova minaccia e ritiene che i Dan-T, con testate fino a 135 kg, possano essere utilizzati per colpire posizioni fortificate sul campo e infrastrutture 'leggere'. Non è chiaro, sulla base delle informazioni in possesso delle forze armate ucraine, se i Dan-T siano già stati utilizzati da Mosca.  

Le nuove opzioni a disposizione di Putin si aggiungono ai droni Geran, la versione evoluta degli Shahed che, con motori a reazione, hanno mandato in pensione la generazione precedente di velivoli 'kamikaze'. I droni, evidenzia l'Isw, rappresentano la soluzione più gettonata: si calcola che, tra Shahed e Geran, nel mese di settembre ne siano stati lanciati più di 7.700 al termine di una progressione cominciata a giugno. 

I nuovi missili si distinguono dai droni Geran soprattutto per quanto riguarda le dimensioni della testata e il raggio d'azione operativo. La Russia ha iniziato a utilizzare i Geran tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024. Il Geran 5, in particolare, sarebbe in grado di trasportare una testata da 90 chili e raggiungere la velocità di 600 km/h con un'autonomia operativa fino a 1.000 km, trasportando una testata più piccola da 90 kg.  

6 ott 2026

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6 ott 2026

Israele, allerta massima per oggi 7 ottobre: "Rischio elevato di attacchi"

(Adnkronos) - A tre anni dal massacro del 7 ottobre 2023, allerta in Israele per il timore di nuovi attacchi. Dal premier Benjamin Netanyahu al comandante delle forze di difesa (Idf), il messaggio è chiaro: chiunque dovesse provare a colpire riceverebbe una risposta durissima. Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliana si rivolge, poi, direttamente ai connazionali, che si trovano all'estero, chiedendo di evitare determinati Paesi per l'alto rischio attentati. L'invito è a evitare viaggi in Giordania, Qatar, Somaliland ed Egitto. 

Il comandante dell'Idf Yaniv Asor ha minacciato Hamas di "una risposta potente" se Hamas attaccherà civili o soldati israeliani. Parlando a una cerimonia per i tre anni delle stragi del 7 ottobre, il generale ha ammesso il "grande fallimento" dell'Idf a proteggere Israele. 

 

L'allerta arriva mentre cresce la preoccupazione per possibili iniziative di Hamas in coincidenza con il terzo anniversario dell'attacco del 7 ottobre. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dai vertici della sicurezza israeliana, il movimento palestinese potrebbe tentare nuove operazioni in prossimità delle elezioni legislative del 27 ottobre. 

"Poiché Hamas è così debole, cercherà di sfidarci con quel che resta delle sue forze prima delle elezioni, nel tentativo di influenzarne l'esito", ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu. Il capo del governo ha assicurato che Israele è pronto a sventare eventuali tentativi e a rispondere "con una forza schiacciante" in caso di attacco. 

Anche il ministro della Difesa Israel Katz ha citato informazioni di Intelligence secondo cui Hamas starebbe pianificando assalti contro le forze israeliane nella Striscia di Gaza proprio in occasione dell'anniversario del 7 ottobre. 

 

Nel corso di una riunione con i ministri israeliani, Katz ha affrontato, poi, anche il tema della Cisgiordania, affermando che alle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato ordinato di prepararsi all'eventualità di uno scontro con l'Autorità nazionale palestinese. Secondo il ministro, lo scenario preso in considerazione prevede possibili attacchi da parte di elementi jihadisti contro coloni e soldati israeliani e l'eventuale coinvolgimento delle forze di sicurezza palestinesi e del movimento Tanzim. Katz ha sostenuto che, qualora le forze dell'Autorità palestinese dovessero rivolgere le armi contro soldati o coloni israeliani, Israele considererebbe il gesto come una dichiarazione di guerra. 

In quel caso, ha spiegato il ministro, scatterebbe un'offensiva militare già pianificata e approvata insieme al premier Netanyahu. L'operazione, definita "breve e incisiva", prevederebbe l'impiego di forze terrestri e aeree, azioni contro i vertici dell'Autorità palestinese, la distruzione di arsenali e infrastrutture considerate terroristiche e interventi su larga scala nei centri urbani della Cisgiordania. 

Secondo Katz, il piano seguirebbe un modello simile a quello applicato da Israele nelle operazioni, condotte a Gaza e in Libano. 

6 ott 2026

Christa Pike sopravvissuta a due iniezioni letali, i legali: "E' sveglia e parla"

(Adnkronos) - I legali di Christa Pike raccontano che, "contro ogni previsione", la detenuta del Tennessee sopravvissuta al tentativo di esecuzione con due iniezioni letali è oggi cosciente, riesce a parlare e continua a lottare dal letto dell'ospedale, dove è ricoverata. Un aggiornamento che segna il primo vero spiraglio di speranza da quando, mercoledì scorso, la donna era stata portata via in ambulanza dal carcere di Nashville, dopo essere sopravvissuta a due dosi di Pentobarbital. Pena a cui era stata condannata per l'omicidio di una compagna di classe, Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995 quando aveva solo 18 anni. 

In una nota, gli avvocati hanno voluto ringraziare i soccorritori e il personale sanitario che l'ha presa in cura, sottolineando come abbiano "trattato Christa Pike come un essere umano", garantendole assistenza e cure di altissimo livello. "Nonostante le gravi lesioni riportate alle braccia, resta ammanettata e incatenata al letto d'ospedale - scrivono i suoi legali -. Il suo recupero rappresenta un caso senza precedenti dal punto di vista medico". 

 La prognosi, precisano, rimane ancora incerta, ma quel che appare già chiaro è che per la detenuta si prospetta un lungo e complesso percorso di riabilitazione. 

 

Stephen Ferrell, uno dei legali della Pike, ha inoltre reso noto di aver chiesto al governatore del Tennessee, Bill Lee, di commutare la condanna a morte di Christa Pike in ergastolo alla luce di quanto accaduto. Secondo diversi esperti di diritto, infatti, appare improbabile che lo Stato possa tentare una nuova esecuzione, soprattutto se la detenuta non dovesse recuperare completamente. Nel frattempo, il fallimento dell'esecuzione continua a provocare forti ripercussioni in Tennessee. Tra le conseguenze più rilevanti ci sono le dimissioni di Frank Strada, responsabile del sistema penitenziario statale, finite al centro delle polemiche dopo il caso che ha riacceso il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti. 

6 ott 2026

Peste polmonare, l'avviso dell'ambasciata Usa: "Lasciate la Russia"

(Adnkronos) - “Lasciate subito la Russia”. E’ l’avviso che l’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ha diffuso martedì 6 ottobre. L’ambasciata pubblica un messaggio in cui fa anche riferimento al presunto caso di peste polmonare che avrebbe provocato la morte della 28enne tecnica di laboratorio Daria Chipilova, nella regione siberiana di Irkutsk. 

“L'Ambasciata degli Stati Uniti è a conoscenza di notizie di stampa provenienti dalla regione di Irkutsk riguardanti un sospetto caso di peste polmonare che ha causato il decesso di una persona, nonché le conseguenti misure di quarantena e la chiusura di ospedali a Irkutsk”, si legge. “Continuiamo a monitorare attentamente la situazione. Il governo statunitense dispone di capacità limitate per assistere i cittadini americani in Russia, in particolare al di fuori di Mosca. Il personale governativo statunitense potrebbe essere soggetto a ulteriori restrizioni per viaggi, sia personali che ufficiali, verso specifiche regioni a causa di preoccupazioni legate alla salute e alla sicurezza”, prosegue l’ambasciata. 

 

Sulla base di queste considerazioni “rimane in vigore l'avviso di viaggio di Livello 4 ("Non viaggiare") per la Russia da parte del Dipartimento di Stato, che raccomanda ai cittadini statunitensi attualmente nel Paese di lasciarlo immediatamente. Si ribadisce inoltre la forte raccomandazione ai cittadini statunitensi di non recarsi in Russia, a causa del rischio di detenzione arbitraria e di preoccupazioni per la sicurezza”, si conclude l’avviso. 

Gli Stati Uniti, come ha detto anche il presidente Donald Trump, monitorano la situazione e hanno offerto alla Russia aiuto per gestire la situazione.  

Dietro le quinte, però, Washington scalpita, come scrive il Wall Street Journal. La Russia ha fornito “poche informazioni” sulla vicenda. “Gli Stati Uniti hanno avvertito Mosca che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di un addetto di un centro di ricerca sulla peste in Siberia è contraria agli obblighi sanitari internazionali”, scrive il Wsj facendo riferimento alle informazioni fornite da funzionari statunitensi. 

 

Donald Trump ha annunciato l'imminente apertura di un canale di confronto diretto con Vladimir Putin per affrontare il presunto allarme peste in Russia. Di ritorno alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di avere una telefonata in programma e ha offerto il pieno supporto di Washington per evitare la nascita di focolai. "Li aiuteremo", ha affermato. 

La vicenda nasce dalla morte della 28enne Daria Shipilova, una tecnica di un laboratorio nella regione di Irkutsk. Mentre i media parlavano di una morte per peste polmonare, forse legata a un incidente con una provetta, l'agenzia sanitaria russa Rospotrebnadzor ha smentito seccamente le indiscrezioni, definendole "fake news" e parlando invece di una semplice "polmonite di eziologia non accertata". 

Una linea di totale chiusura confermata anche dal Cremlino per voce del portavoce Dmitry Peskov, che ha invitato a non cedere a speculazioni e a fidarsi dei dati ufficiali, secondo cui la situazione epidemiologica nella regione sarebbe del tutto sotto controllo. 

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