(Adnkronos) - Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, è arrivato in Svizzera per l'inizio dei colloqui con l'Iran. Dopo la firma del memorandum d'intesa che ha posto fine alla guerra, via ora ai negoziati che nell'arco di 2 mesi dovranno concentrarsi in particolare sul programma nucleare di Teheran. In Svizzera, presente nella località lacustre di Burgenstock, la delegazione americana comprende anche Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, e Jared Kushner, emissario e genero del presidente.
Arrivati sul posto anche il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, Asim Munir. I due "parteciperanno ai colloqui di alto livello sull'attuazione del Memorandum d'Intesa di Islamabad", come ha scritto sui social l'ufficio del premier, riferendosi all'accordo-quadro tra Washington e Teheran.
Prendono parte ai colloqui, oltre alla squadra negoziale statunitense, la sua controparte iraniana, guidata da presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, insieme a mediatori provenienti da Pakistan e Qatar.
Secondo la Cnn, i negoziati si apriranno con una 'sessione d'emergenza' sul Libano: gli attacchi di Israele contro Hezbollah mettono a rischio l'accordo. Porre fine al conflitto "è il punto più importante sull'agenda della delegazione iraniana", le parole di un funzionario di Teheran all'emittente.
Vance, prima di partire, ha fissato gli obiettivi della sua missione che durerà "uno o due giorni": gli Stati Uniti mirano a "fare progressi" sulla questione nucleare e, appunto, raggiungere un cessate il fuoco in Libano. "Avremo una leadership politica di alto livello e ovviamente il team tecnico rimarrà sul campo", ha detto il vicepresidente. "Ci concentreremo su questi due punti principali. Sono sicuro che anche gli iraniani avranno questioni che vorranno discutere", ha aggiunto.
Sul tavolo, inevitabilmente, torna anche lo Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore, il comando militare iraniano ha annunciato la chiusura dello Stretto dopo i nuovi raid israeliani in Libano. Gli Stati Uniti non hanno confermato il ripristino del blocco iraniano, in un quadro che rimane ad alta tensione. I negoziati in Svizzera dovranno garantire il flusso continuo delle merci attraverso lo stretto.
Il conflitto in corso in Libano tra Israele e il gruppo militante Hezbollah è in cima all'agenda dei colloqui, insieme a questioni come i fondi iraniani congelati e la vendita del petrolio del Paese, come rende noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei in un video condiviso dall'agenzia di stampa statale Irna.
"Il regime sionista continua a violare il suo impegno in Libano, questo problema sarà l'argomento principale di discussione nei colloqui odierni", ha detto Baqaei, riferendosi a Israele. Saranno all'ordine del giorno "anche la questione della messa a disposizione dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, così come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano", ha aggiunto.
L'Iran "non farà mai un passo indietro" dal suo diritto ad arricchire l'uranio, e gli Stati Uniti "alla fine dovranno accettarlo", ha dichiarato intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui.
Gli attacchi aerei delle Forza di difesa israeliane avrebbero intanto causato la morte di altre sette persone, rende noto l'agenzia di stampa governativa libanese Nna, citando un resoconto del Ministero della Sanità pubblica. Cinque individui, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono rimasti uccisi in raid sulla città di Sohmor, nel distretto occidentale della Beqa. Altri due, di nazionalità palestinese, sono morti in un attacco aereo nell'area di Rashidieh, nel distretto di Tiro, come scrive la Nna.