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Cortei e allerta massima oggi, Movimento 17 ottobre rompe le regole: chiamata 'last minute' per non essere fermati

(Adnkronos) - Nulla di certo, ma una promessa: "Non ci fermeremo". Milano e non solo si prepara a scendere di nuovo in strada per protestare contro il carovita e lo fa senza dare punti di riferimento. Per oggi, sabato 24 ottobre, nel capoluogo lombardo è annullato il ritrovo annunciato in piazza Duomo e bisognerà attendere, fino alle 14.30, per sapere i tre punti distinti della città scelti come ritrovo.  

"Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo. Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile". Lo sottolinea il Movimento 17 ottobre annunciando che "per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate". 

"Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli - si legge nel comunicato postato sui social - Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate 'be water'". Quindi, spiegano, "la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto". 

"Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento - dicono ancora - Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno". Infine il movimento spiega "perché lo facciamo". "Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto - conclude il movimento che firma M1710 - Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo". 

L'idea è quello di più sciami che arrivano veloci, compatti, che si lasciano guidare, ma non intrappolare in 'zone rosse'. "La piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto", scrive il Movimento nato dopo la guerriglia urbana che ha devastato e saccheggiato la città sabato 17 ottobre e domenica 18. Una distruzione che ha portato alla risposta veloce e ferma dell'esecutivo. 

L'attenzione per le manifestazioni annunciate per oggi in diverse città italiane - da Milano a Roma, da Bologna a Genova, fino a Bari - è massima. Dopo i disordini dello scorso fine settimana nel capoluogo lombardo, il sistema di prevenzione nazionale è in allerta per prevenire devastazioni e scontri. E il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, da Treviso, ha sottolineato: "Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis". Il monitoraggio delle chat e delle piattaforme social dove si veicolano le informazioni per organizzare eventuali blitz estemporanei, già avviato nei giorni scorsi, si fa via via più attento anche in vista del cambio di rotta del movimento 17 ottobre. 

 

Per quanto riguarda Roma, è massima l'allerta anche per intercettare eventuali 'infiltrati' al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare 'contro-mobilitazioni' per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di 'saturazione', ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.  

Un dispositivo imponente per il quale saranno impiegati oltre mille operatori delle forze dell'ordine. Oltre ai contingenti della forza pubblica che saranno schierati per la gestione delle manifestazioni, saranno in campo le specialità, con la polfer che terrà d'occhio i principali scali cittadini, e i carabinieri, che affiancheranno l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Roma nell’attività di presidio del territorio. Tutti i servizi potranno contare sul supporto aereo garantito dai droni in dotazione alla questura di Roma e dal velivolo del I Reparto Volo della Polizia e dai velivoli dell’Arma dei Carabinieri, che concorreranno, dall’alto, all’intercettazione di eventuali gruppi che possano mettere in atto azioni per turbare l'ordine pubblico e compiere blitz estemporanei. La linea della questura è orientata alla tutela del diritto a manifestare, anche in un’ottica di dissenso, ma "rigorosamente nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui, non lasciando alcun margine a ogni forma di illegalità". 

 

Le stazioni di Milano saranno i luoghi su cui si concentrerà l'attenzione per evitare l'arrivo dei manifestanti da altre città lombarde, ma gli occhi di chi garantisce la sicurezza saranno puntati anche sui luoghi della politica e su quelli più iconici o lussuosi. In centro, ma non solo, la cura sarà massima anche la mattina per evitare momenti di tensione rispetto a presidi o raduni che potrebbero cercare di raggiungere il centro. La Rinascente anticipa la chiusura alle ore 15, mentre i singoli negozio del centro o le boutique del Quadrilatero della moda valuteranno autonomamente come gestire il proprio punto vendita. C'è chi si è attrezzato con pannelli per proteggere le vetrine, ma l'appello del sindaco di Milano Giuseppe Sala ("evitare la psicosi di chiudere i negozi") sembra accolto.  

"Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura" afferma all'Adnkronos Luigi Ferrario, presidente di Real Baires (corso Buenos Aires stakeholders association), l'associazione che riunisce i commercianti della celebre via dello shopping milanese alla vigilia di una giornata che si preannuncia calda. "Vigiliamo come sentinelle e siamo pronti a intervenire al minimo segnale, anche se speriamo che questo allarme sia una bolla di sapone. E' giusto tenere aperti, non cedere alla paura e neppure limitare la nostra libertà. I cittadini che rispettano le regole non apprezzano i facinorosi e Milano inizia ad avere le scatole piene di chi è violento" conclude.  

Questura e Procura, intanto, sono pronte nel caso di numeri eccezionali: lo scorso fine settimana a Milano sono state oltre 300 le persone fermate, in gran parte minorenni, una cinquantina gli arresti tra giovani e giovanissimi, italiani o adolescenti di seconda generazioni, richiamati da TikTok e arrivati dal centro, dalle periferie e dall'hinterland. Un hub per le identificazioni dei minorenni è stato allestito dalla Protezione civile dentro la caserma del Reparto mobile della polizia in via Cagni, mentre in Procura, per il fine settimana, è stata rafforzata la presenza dei pubblici ministeri che potranno aiutare i colleghi di turno in caso di molti arresti: 'in panchina' sono pronti una decina di magistrati.  

 

Alla vigilia della manifestazione contro il riarmo annunciata a Torino e "rilanciata dai canali social riconducibili ai gruppi antagonisti torinesi", si è riunito ieri il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Torino Donato Cafagna, con l’obiettivo di prevenire e reprimere condotte violente, sia nel corso della manifestazione sia successivamente, e “considerato che le iniziative di protesta non sono state comunicate alle autorità di pubblica sicurezza”, sulla base delle informazioni raccolte sui social sono state rafforzate le misure di vigilanza in tutte le aree indicate quale luogo di concentramento dei manifestanti e in quelle che potrebbero essere toccate dai cortei. 

Per contrastare fenomeni di danneggiamento e di furto ai danni degli esercizi commerciali, sono stati rafforzati i controlli con servizi ravvicinati e di prossimità, in particolare nelle zone dello shopping. Inoltre, con le organizzazioni di categoria è stata promossa l’attivazione, fra gli associati, di flussi informativi per la trasmissione tempestiva di alert, che segnalino situazioni di pericolo, al fine di garantire il pronto intervento delle forze di polizia. Il prefetto ha, poi, adottato ordinanze che vietano, in aree circoscritte, il consumo e la detenzione in luogo pubblico di bevande in bottiglie di vetro e lattine e in contenitori che possano essere impropriamente utilizzati. Inoltre, è stato vietato detenere, senza giustificato motivo, materiali idonei all’occultamento del viso, caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie, passamontagna e sciarpe, e oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni, materiale esplodente e gas urticanti. 

 

Prevenzione, coordinamento tra istituzioni e attenzione costante al territorio. Sono queste le linee guida della strategia condivisa a Firenze durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura per fare il punto sulle possibili manifestazioni di protesta che potrebbero interessare il capoluogo toscano nelle prossime settimane. Nel corso della riunione è stata effettuata una valutazione dei dispositivi di sicurezza, con particolare attenzione alle possibili situazioni di criticità legate alle proteste. L’obiettivo è predisporre un modello operativo capace di individuare tempestivamente eventuali segnali di rischio e garantire risposte adeguate a tutela della collettività. 

La strategia delineata si fonda innanzitutto sul rafforzamento delle attività di vigilanza e sul monitoraggio del territorio, per intercettare in anticipo comportamenti o iniziative potenzialmente in grado di compromettere la sicurezza pubblica. Un ruolo centrale sarà affidato anche alla condivisione delle informazioni tra le diverse componenti coinvolte. Il continuo scambio di notizie, anche in tempo reale, dovrà consentire di coordinare gli interventi e assicurare tempestività nelle decisioni operative. Un altro punto cardine emerso dal confronto riguarda la collaborazione tra le istituzioni. Prefettura, amministrazioni locali e forze dell’ordine sono chiamate a mantenere un dialogo costante per affrontare in maniera coordinata le eventuali criticità. 

Come evidenziato nel comunicato della Prefettura, le iniziative di protesta prese in esame non risultano essere state preannunciate. Una circostanza che rende particolarmente importante la capacità di prevenzione e la condivisione tempestiva delle informazioni. La strategia concordata punta quindi a rafforzare il raccordo operativo tra tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di tutelare la libertà delle persone e garantire condizioni di sicurezza durante le eventuali manifestazioni. 

L'ambasciata americana a Roma ha diramato una allerta per i possibili cortei e proteste a Roma e nelle altre principali città italiane sollecitando gli americani a evitare le proteste, gli assembramenti e le zone in cui sono previsti cortei. La possibilità rimane alta per il fine settimana del 24 ottobre, in particolare per sabato, si legge in un comunicato. "Le autorità locali consigliano fortemente di evitare percorsi delle proteste e delle aree vicine a Roma sabato", si precisa, elencando i cortei previsti. 

23 ott 2026

Ucraina-Russia, tregua umanitaria per Oleshky dal 27 ottobre: l'accordo mediato da Melania Trump

(Adnkronos) - Cessate il fuoco a Oleshky dal 27 ottobre. La svolta per la cittadina ucraina che si trova sulla riva sinistra del Dnipro di fronte a Kherson, occupata dalle forze russe sin dal 2022, arriva grazie alla mediazione di Melania Trump. "Era abbastanza chiaro che, senza il mio intervento, la possibilità di portare aiuto umanitario nella città e far uscire gli anziani sarebbe stato impossibile", ha detto la first lady americana, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca in un comunicato in cui annunciava la svolta. 

Nei giorni scorsi anche Papa Leone XVI aveva chiesto una tregua umanitaria per Oleshky e aveva avuto colloqui telefonici sia con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky, tre giorni dopo il 19 ottobre, per chiedere la tregua umanitaria nella città allo stremo, con la popolazione senza cibo e acqua. 

"La situazione a Oleshky è terribile. E' una città di prima linea in guerra sull'orlo del disastro. La popolazione rimasta è composta principalmente da anziani che hanno urgente bisogno di cure mediche, medicine, cibo e acqua pulita - si legge ancora nella dichiarazione di Melania Trump - Gli abitanti di Oleshky hanno un accesso limitato all'elettricità, vivono in mezzo a strade minate e subiscono frequenti attacchi militari".  

Nel ricostruire l'intervento della first lady, la Casa Bianca ha spiegato che Melania Trump "ha avviato le discussioni con entrambe le nazioni e parti allineate sugli obiettivi, procedure tecniche, tempistica, processi e termini". E viene puntualizzato che la moglie di Donald Trump ha agito "nell'ambito del suo ruolo formale di Intermediario esclusivo". La stessa first lady ha spiegato come, secondo l'accordo da lei negoziato, avverrà l'intervento umanitario, con "leader civili di entrambi i Paesi che lavoreranno insieme per andare a trovare i residenti di Oleshky nelle loro case e determinare il livello di assistenza necessario. I residenti che vorranno andare vie riceveranno supporto coordinato e il trasferimento nella destinazione che vorranno. Prevedo che alcuni vorranno andare in Russia - ha aggiunto - alcuni in Ucraina". Inoltre, "ho anche ottenuto che un media americano imparziale accompagni i team russi e ucraini sul terreno, svolgendo un ruolo significativo per assicurare che i desideri di ogni famiglia vengano rispettati'.  

Infine la Casa Bianca ha rivelato che "le urgenti circostanze di Oleshky sono state presentate all'attenzione della first lady durante colloqui privati" a margine di un evento da lei presieduto in occasione sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. "Io e il mio rappresentante abbiamo fatto immediatamente leva sui canali di comunicazione stabiliti con Russia e Ucraina attraverso le sei precedenti riunificazioni di 34 bambini - ha concluso Melania trump - entrambe le nazioni hanno immediatamente assegnato team per coordinare il complesso meccanismo coinvolto, compreso lo sminamento. Tutte le parti hanno lavorato senza sosta fino a questo momento". 

La Russia conferma quasi subito la tregua. "Accogliamo positivamente lo sforzo della 'first lady' degli Stati Uniti, Melania Trump, che ha dato un contributo significativo al coordinamento dell'intervento umanitario a Oleshky", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale aveva affermato che potrebbero essere necessari "almeno diversi giorni" per completare l'evacuazione dei civili da Oleshky (che i russi chiamano Alyoshki) nel quadro dell'operazione umanitaria.  

Poi il ministero della Difesa a Mosca ha reso noto che le forze russe introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky, con lo stop dei raid in direzione Kherson, dalle quattro del mattino (ora di Mosca) del 27 ottobre. 

La conferma di Kiev arriva dopo qualche ora. Le forze ucraine introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky dalle tre della mattina (ora di Kiev) del 27 ottobre per condurre un intervento umanitario, rende noto lo stato maggiore ucraino precisando che le forze di difesa ucraine fanno il possibile per assistere la popolazione della città. 

Poco prima, cponfermando la tregua, il commissario per i diritti umani, Dmytro Lubinets, ha ringraziato Melania Trump e il suo gruppo di lavoro "per i loro sforzi, per la loro leadership e per il coordinamento fra gli ucraini e i russi per il raggiungimento di un accordo" e precisato di aver condotto i negoziati per la parte ucraina con la controparte russa, Yana Lantrarova. Lubinets non ha quindi nascosto che "l'intervento è estremamente complesso e sarà portato a termine in diverse fasi". 

23 ott 2026

Melanoma, nuova pillola 'spoglia' il tumore avanzato e rallenta la crescita

(Adnkronos) - Una pillola in grado di 'spogliare' il tumore per renderlo più visibile al sistema immunitario si è rivelata una nuova promettente arma contro il melanoma avanzato. "L'aggiunta dell’innovativo farmaco in compresse HBI-8000 all’immunoterapia standard con nivolumab dimostra infatti un’efficacia nettamente superiore alla sola monoterapia: riduce del 27% il rischio che la malattia progredisca e porta la mediana di sopravvivenza libera da progressione a 11,7 mesi (rispetto ai 7,4 mesi ottenuti con il solo immunoterapico). Inoltre, la nuova combinazione aumenta in modo significativo anche la quota di pazienti che ottengono una regressione del tumore, raggiungendo il 41,4% (contro il 32,3% del braccio di controllo)". Sono i principali risultati dello studio internazionale di Fase 3 HBI-8000-303, presentati al congresso della Società europea di Oncologia Medica (Esmo) a Madrid.  

La sperimentazione, condotta su 404 pazienti con melanoma avanzato mai trattati prima con l’immunoterapia a base di inibitori di PD-(L)1, è stata sviluppata dalla biotech Huyabio International e vede tra i suoi principali autori Paolo Ascierto, professore ordinario all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma. "Con questa combinazione entriamo in una nuova dimensione dell’immunoterapia, in cui superiamo nettamente la capacità del tumore di nascondersi - dichiara Ascierto -. La nuova molecola appartiene alla classe degli Hdac inibitori, ovvero farmaci capaci di bloccare gli enzimi 'istone deacetilasi' che le cellule tumorali usano per compattare il proprio DNA e occultare gli antigeni, quelle sostanze che vengono riconosciute dal sistema immunitario da attaccare. Bloccando questi enzimi, rimoduliamo l’espressione degli antigeni tumorali: in sostanza ‘spogliamo’ le cellule maligne dalle loro difese fisiche, rivelando il loro vero identikit e rendendole così immediatamente visibili e riconoscibili al sistema immunitario. Una volta smascherato il tumore, l’immunoterapia con nivolumab può cacciare e distruggere le cellule tumorali con un’efficacia e una durata d'azione significativamente maggiori”. 

Nello studio di Fase 3, i 404 pazienti sono stati randomizzati a ricevere la combinazione di nivolumab con la compressa orale di HBI-8000 oppure nivolumab con placebo. “Oltre ad aver garantito un importante ‘balzo in avanti’ nella sopravvivenza libera da progressione, la combinazione ha dimostrato un profilo di sicurezza ben gestibile e caratterizzato da effetti collaterali lievi, offrendo al contempo la grande praticità della somministrazione orale della nuova molecola - conclude Ascierto -. L’incremento da 7,4 a 11,7 mesi nella sopravvivenza libera da progressione ha un valore clinico straordinario per i pazienti con malattia avanzata. Disporre di un’ulteriore opzione in pillola che potenzia l’immunoterapia senza gravare in modo eccessivo sulla tollerabilità rappresenta un ulteriore passo in avanti a beneficio anche della qualità della vita dei pazienti”. 

23 ott 2026

Virus Shamonda, chi lo trasmette? L'imputato è il Culicoides: identikit del 'moscerino pungente'

(Adnkronos) - I veterinari li chiamano amichevolmente 'moscerini pungenti', per via delle loro dimensioni: "Sono davvero piccoli, pochi millimetri, molto più piccoli di una zanzara e, possiamo dire, persino di un flebotomo". Sono i Culicoides, e in questi giorni sono finiti sotto i riflettori internazionali: sono infatti gli imputati per la trasmissione del virus Shamonda, un patogeno noto nel mondo veterinario, ma ancora pressoché sconosciuto per le eventuali manifestazioni cliniche nell'uomo, dal momento che solo ieri è stata data notizia del primo caso umano, identificato in Francia in un paziente "gravemente immunodepresso" che è "morto a inizio ottobre", come ha comunicato l'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. A tracciare all'Adnkronos Salute l'identikit di questi piccoli insetti vettori - "presenti anche in Italia" - è Sara Epis, professore associato di Parassitologia all'università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. 

"Le conoscenze sul virus Shamonda e su chi lo trasmette sono ancora sorprendentemente limitate - premette - Non c'è ancora una dimostrazione sperimentale che questo virus sia trasmesso dai Culicoides. Quello che sappiamo è che ci sono basi solide di evidenze epidemiologiche, ma anche di isolamento del virus dai Culicoides che sono stati campionati in Africa o in Giappone, dove il virus circola. Quello che invece in Europa non è ancora certo è che ruolo abbiano effettivamente i Culicoides, anche se si sospetta che siano loro, come nel resto del mondo, a trasmettere il virus. Tra i possibili vettori, uno dei candidati più interessanti è il Culicoides obsoletus, una specie molto diffusa che si alimenta soprattutto sui ruminanti, ma che può pungere anche l'uomo". 

Ma cosa sono i Culicoides? "Sono dei ditteri, degli insetti parenti delle più note zanzare e dei flebotomi. Si conoscono soprattutto nel mondo veterinario, perché sono i vettori del virus Blutongue (che causa la febbre catarrale degli ovini) o anche del virus Schmallenberg, altro patogeno dei ruminanti, entrambi responsabili di malattie dall'impatto significativo in campo veterinario". Segni particolari: "I Culicoides hanno delle ali caratteristiche, con delle macchie chiare e scure, che ci aiutano anche nell'identificazione delle specie. Solo le femmine pungono e, allo stesso modo dei flebotomi, attraverso il loro apparato boccale non penetrano direttamente nel vaso sanguigno come le zanzare, ma tagliano superficialmente la cute e poi si alimentano con la piccola goccia di sangue che si forma. La puntura è abbastanza dolorosa, come quella del flebotomo, e pruriginosa, nonostante le piccole dimensioni di questi insetti, i quali possono pungere non solo gli animali, ma anche l'uomo, provocando oltre a prurito, arrossamento e gonfiore, e nelle persone più sensibili reazioni molto più intense". 

 Dove vivono e quanto sono geograficamente diffusi i Culicoides? "Questi insetti hanno una distribuzione cosmopolita. Si trovano ovunque nel mondo, proprio perché associati al bestiame, tranne ovviamente nelle situazioni climatiche più estreme, quindi nel grande Nord o Sud. In Italia sono ben presenti dal Nord al Centro e al Sud", illustra Epis. "E per esempio i Culicoides obsoletus li troviamo in tutto il nostro Paese, piuttosto abbondanti nelle zone dove sono presenti gli allevamenti". Perché proprio negli allevamenti è presto detto: "I Culicoides si sviluppano in ambienti che non richiedono necessariamente la presenza di acqua libera, ma devono essere caratterizzati da elevata umidità e abbondante sostanza organica. Per questa ragione sono presenti nelle stalle, dove ci sono terreni umidi, letame, feci di animali, come nelle zone umide intorno agli allevamenti: è il loro ambiente ideale, si sviluppano lì. In città invece è molto difficile trovarli". Per vederli in azione occorre aspettare la sera: "Sono attivi al crepuscolo e nelle prime ore della notte, come i flebotomi - chiarisce la parassitologa - e anche loro temono il freddo, quindi quando le temperature si abbassano si riducono di numero".  

Sebbene la prima infezione umana da virus Shamonda (Shav) fosse un caso particolare, una persona che aveva una grave malattia e probabilmente fortemente immunodepressa, "va evidenziato che dal punto di vista veterinario la situazione non va sottovalutata - rimarca Epis - Il virus da quest'estate ha cominciato a circolare in Europa e si è diffuso anche in maniera rapida, probabilmente proprio perché abbiamo i Culicoides che sono in grado di trasmetterlo. Anche se non sappiamo con precisione qual è la specie" imputata. "E il virus ha cominciato a circolare anche in Italia, per esempio in Trentino-Alto Adige, sia in zona Trento che a Bolzano, in allevamenti di vacche da latte. Quindi è presente anche nel nostro Paese".  

"Non serve fare allarmismi - conclude l'esperta - è importante invece aumentare la sorveglianza, cercare di capire quali specie di Culicoides sono presenti anche nel nostro territorio, quali ospiti pungono e inoltre cercare di capire quali virus possono essere trasmessi da questi insetti. I monitoraggi sui Culicoides nei ruminanti vengono già eseguiti nel nostro Paese, soprattutto per monitorare Blu tongue. Adesso probabilmente si aumenterà anche la sorveglianza in relazione alla circolazione di Shamonda virus. Sicuramente ci sarà un'azione più forte e specifica che prima non c'era in relazione a questo patogeno. In generale, il caso Shamonda ci ricorda che anche insetti meno conosciuti, come sono proprio i Culicoides, possono avere un ruolo importante nella circolazione dei virus emergenti e quindi deve esserci sempre più attenzione e vigilanza". 

23 ott 2026

Lega, oggi via al Congresso. Salvini e Garavaglia in campo: alla vigilia il 'giallo' della telefonata

(Adnkronos) - "Di lotta e di governo". È lo slogan scelto dalla Lega per il congresso straordinario in programma domani, sabato 24 ottobre, e domenica 25 all’Allianz MiCo di Milano. Due giorni di lavori per eleggere il segretario federale, discutere le priorità politiche del partito e delinearne le prospettive future. Sullo sfondo, una partita che va oltre la riconferma di Matteo Salvini, ma si giocherà anche sul peso dei consensi raccolti e sui segnali che arriveranno dal voto.  

 

Sono 705 i delegati attesi da tutta Italia, chiamati a esprimersi sulla leadership e sulle mozioni presentate in vista del congresso. Per l’appuntamento si sono accreditati oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione, con la presenza delle principali testate nazionali e locali e di alcuni organi di stampa stranieri. Il messaggio scelto dal Carroccio punta a tenere insieme le due anime della sua azione politica.  

Da una parte, la rivendicazione dei risultati ottenuti nelle istituzioni e nei territori amministrati; dall’altra, la volontà di proseguire le battaglie identitarie in Italia e in Europa.  

 

Il senatore Massimo Garavaglia correrà per la segreteria in alternativa a Salvini. L'esito appare scontato, con la riconferma di Salvini, anche se il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sottolinea che "nel segreto dell’urna ci potranno essere delle sorprese". Al di là del vincitore, peserà la distanza tra i candidati e il consenso che riuscirà a raccogliere una proposta alternativa. 

La vigilia è stata movimentata dal giallo della telefonata tra Salvini e Garavaglia. Lo 'sfidante' ha detto che "più volte ho tentato di sentire Matteo, ma non ha mai risposto, evidentemente è tanto preso da tante cose...". Parole che hanno sorpreso il leader: "Il mio telefono è sempre acceso e rispondo a tutti, con Garavaglia ho parlato per un quarto d'ora tre giorni fa...", ha detto Salvini.  

Claudio Durigon, intervistato dal direttore dell'AdnKronos Davide Desario, ha confermato il colloquio: "Massimo Garavaglia è una persona perbene, l'ho sentito domenica, così come ha sentito anche Matteo, forse si è dimenticato...".  

Tutto è pronto e a poche ore dall'inizio è partito il classico gioco: chi vota chi. E mentre Garavaglia è sibillino sul ministro Giorgetti - "Quando si è d’accordo non c’è neanche bisogno di parlarsi" - dal fronte europeo, la delegazione leghista al Parlamento di Bruxelles ha formalizzato il proprio sostegno a Salvini. Il congresso si aprirà sabato alle 14 e proseguirà fino a sera.  

I lavori riprenderanno domenica alle 10, con conclusione prevista nel pomeriggio. Oltre all’elezione del segretario, saranno esaminate e votate le mozioni presentate dai delegati, chiamati a discutere le linee programmatiche del partito per i prossimi anni. 

23 ott 2026

Superenalotto, estrazione oggi 23 ottobre 2026: numeri vincenti

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto - SuperStar numero 170 di oggi, venerdì 23 ottobre. Tre punti '5' si sono aggiudicati una quota unitaria di 43.581,21 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 45 milioni di euro. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

Caro carburanti, De Luca (Pd): “Montagna ha partorito topolino, governo non dá risposte”Caro carburanti, De Luca (Pd): “Montagna ha partorito topolino, governo non dá risposte” 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente del concorso di oggi, venerdì 23 ottobre, è: 29, 34, 41, 66, 81, 83 numero Jolly 37 e numero SuperStar 21.  

23 ott 2026

Nepi Molineris: "A Colle Oppio sport, cinema e arte per parlare ai giovani"

23 ott 2026

Sport e Salute, a Roma docufilm 'Lo Sport è Vita', protagonisti i ragazzi, tra urban culture, arte e basket

(Adnkronos) - A Colle Oppio non c’è stato un confine tra chi raccontava e chi ascoltava: il cinema è uscito dalla sala, le storie hanno preso voce e lo sport ha smesso di essere uno spettacolo da guardare per tornare a essere quello che è sempre stato: vita vera. Lo Sport è Vita, il docufilm di Sport e Salute presentato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma non è stato uno spettacolo da guardare, ma un’esperienza da vivere insieme, in cui le persone sono diventate protagoniste e uno spazio nel cuore di Roma si è trasformato in un luogo di incontro, condivisione e nuove opportunità.  

Un appuntamento che ha portato lo spirito della kermesse fuori dall’Auditorium e lo ha messo in connessione con la protagonisti del docufilm che hanno introdotto la proiezione insieme ai moderatori Massimo Caputi e Gabriele Anakin. Le immagini hanno restituito esperienze e percorsi personali, diventando il punto di partenza di un racconto più gra città reale. È questa la visione di Sport Illumina, il progetto di Sport e Salute che punta a restituire ai territori spazi pubblici dedicati allo sport, all'incontro e alla partecipazione. Non soltanto luoghi attrezzati, ma punti di riferimento capaci di generare vita, relazioni e nuove opportunità. A raccontare questa storia sono stati innanzitutto i giovaninde: quello di uno sport che sa creare opportunità, accendere passioni e cambiare il modo di vivere i luoghi: «Il campetto più bello del mondo», «seconda casa», «ormai questa è casa mia». Dopo la proiezione, la parola è passata nuovamente ai ragazzi con un momento di open mic. Pensieri, esperienze e punti di vista si sono intrecciati in una narrazione collettiva, senza filtri e senza copioni, nella quale ciascuno ha potuto raccontare cosa significa trovare il proprio spazio e sentirsi parte di una comunità.  

Non solo cinema, anche l'arte ha lasciato il suo segno. Lucamaleonte, tra i protagonisti della scena artistica urbana romana, ha lavorato alla realizzazione di un'opera capace di dialogare con il luogo e con la sua identità. Un intervento che ha aggiunto un'altra dimensione al racconto di Colle Oppio: quella di un luogo capace di esprimersi attraverso linguaggi diversi, ma che trova nello spazio pubblico un terreno comune. Poi la scena è passata al campo. Con l'ingresso dei giocatori della Maxima Roma, Matt Ryan, Federico Bonacini, Giovanni Veronesi e Gora Camara, di Emanuele Curti club manager della BC Roma e di Giacomo Galanda, Ambassador Illumina, il basket è diventato il centro di una sfida 3x3 che ha coinvolto atleti, ragazzi e rappresentanti delle istituzioni in squadre miste. Una partita che ha trasformato il playground in uno spazio di incontro concreto, dove le distanze si sono accorciate e il gioco ha dato forma alla partecipazione. Perché qui lo sport è anche un modo per crescere: c'è chi racconta di essere «migliorato come giocatore e persona», chi trova nel campo uno «sfogo» e chi ha scoperto un ambiente in cui sentirsi accolto: «qui tutti ti rispettano». Al termine della sfida, il campo si è aperto alla community per una foto di squadra, a suggellare il senso di una giornata vissuta insieme. 

A chiudere il programma è stata la musica con Francesco Caggiano, Fasma, Ozymandias e il DJ set di Antonello D'Arrigo. Il ritmo ha accompagnato il free basket, le attività sportive aperte alla community e i momenti di socialità, prolungando l'energia dell'evento oltre il programma ufficiale. A Colle Oppio, il messaggio è passato dallo schermo al microfono, dalla musica al muro, dal muro al campo. E ha raccontato una visione precisa: lo sport illumina quando genera possibilità, crea connessioni e offre ai ragazzi uno spazio in cui essere sé stessi e immaginare il futuro. 

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