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In topless sui social, la solidarietà di Jo Squillo a Sabrina Salerno: unite contro gli haters

(Adnkronos) - "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più", cantavano Sabrina Salerno e Jo Squillo, nel brano 'Siamo donne' pubblicato nel 1991. Con lo stesso spirito di quel brano 'manifesto', le due cantanti e conduttrici tornano ad unirsi per zittire i leoni da tastiera che pretendono di dettare le regole dell'abbigliamento consentito una volta raggiunti gli 'anta'. Così, dopo che nei giorni scorsi, Sabrina Salerno, 58 anni, aveva dovuto fronteggiare su Instagram un hater che aveva commentato le sue foto in bikini con un "mi dispiace per te, ancora fai la ragazzina, vivi la vita!", ieri Jo Squillo, 64 anni, si schierata con la collega amica. Salerno, nel post che ha ricevuto oltre 25.000 like, aveva risposto con pacata decisione: "Essere in costume non significa fare la ragazzina, significa semplicemente stare bene nel proprio corpo. Capisco però che certe libertà possano sembrare inappropriate a chi non può permettersele. Solo Dio sa quanto io ami la vita e di come la viva intensamente". Mentre Jo Squillo è passata ai fatti e in una storia di Instagram ha pubblicato un video dove appare in topless in giardino ma inizialmente con le mani a coprire il seno.  

 

 

"Copriti alla tua età", esclama poi la cantante e dj scimmiottando i commenti giudicanti del web mentre alza le mani scoprendo il seno, che per evitare di violare le policy antinudo di Meta viene rapidamente coperto con due stelline. Da parte sua, Sabrina Salerno ha gradito il gesto solidale ripostando a sua volta su Instagram il video. 

 

29 ago 2026

Venezuela, Trump: "Accordo sul petrolio, 65 miliardi di barili sotto il controllo Usa"

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti e il Venezuela hanno siglato un accordo relativo al petrolio del Paese sudamericano, che prevede il controllo statunitense di "oltre 65 miliardi di barili" dalle riserve venezuelane, grazie a una partnership con imprese private. Lo scrive sulla sua piattaforma Truth Social il presidente statunitense Donald Trump, definendolo "il più grande accordo petrolifero nella storia del mondo" e precisando che il patto sarà "a costo zero per il contribuente americano".  

"Questa transazione storica più che raddoppia le riserve petrolifere americane, aumenta notevolmente la nostra fornitura di petrolio e ridurrà sostanzialmente i prezzi del carburante per tutti gli americani, a lungo nel futuro, contribuendo al contempo a indirizzare il Venezuela verso un enorme successo e una grande prosperità", scrive il presidente Usa, secondo cui l'accordo "rafforzerà notevolmente la relazione già crescente" tra Washington e Caracas. 

L'accordo "è un'enorme vittoria sia per il popolo americano che per quello venezuelano", ha poi commentato via social il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Il patto, scrive, garantirà "riserve stabili e petrolio a basso costo nel nostro emisfero" e abbasserà i prezzi del carburante negli Usa. Per il popolo venezuelano, prosegue Rubio, "questo accordo porterà quasi 100 miliardi di dollari in investimenti privati, sosterrà migliaia di posti di lavoro ben retribuiti e guiderà la ricostruzione dell'economia del Venezuela". 

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez ha quindi confermato di aver raggiunto uno "storico" accordo con il governo degli Stati Uniti, "che avrà un impatto significativo sulla rinascita della nostra nazione". In un comunicato diffuso via social, la leader venezuelana sottolinea che l'iniziativa "è il risultato del rafforzamento delle relazioni" tra Caracas e Washington e "favorirà un rilevante flusso di investimenti destinati alla ripresa e alla ricostruzione delle infrastrutture strategiche per lo sviluppo della nostra industria degli idrocarburi". 

L’accordo consentirà un "significativo aumento della produzione petrolifera con la partecipazione di operatori privati", e prevede lo sviluppo di 17 giacimenti strategici, con un potenziale accertato di 65 miliardi di barili di petrolio, investimenti per oltre 100 miliardi di dollari e più di 209 miliardi di dollari di entrate fiscali per lo Stato, spiega il comunicato. "Questi investimenti contribuiranno non solo alla ripresa e alla modernizzazione della nostra industria, ma anche alla crescita economica del nostro Paese, alla sicurezza energetica del nostro emisfero e a un maggiore equilibrio nei mercati internazionali", recita il testo. 

La presidente ad interim esprime la sua "più profonda gratitudine" al presidente Usa Donald Trump, al segretario di Stato Marco Rubio e al governo Usa per il "sostegno nella definizione di questo accordo, che rappresenta una pietra miliare storica nelle relazioni bilaterali". L'obiettivo del Venezuela è quello di "avanzare verso il consolidamento della nostra posizione di potenza produttrice di energia, mettendo le nostre immense riserve al servizio dello sviluppo nazionale, della creazione di posti di lavoro, dell’aumento dei redditi dei lavoratori e del benessere del nostro popolo. Il Venezuela inaugura così una nuova era di ripresa, crescita, produzione, sicurezza e prosperità per il nostro popolo", conclude Rodriguez. 

 

Gli Stati Uniti otterranno il "55% della produzione effettiva" di una nuova joint venture privata nel settore petrolifero venezuelano, che per riserve diventerà la seconda maggiore compagnia petrolifera privata al mondo, spiega alla Cnn un funzionario della Casa Bianca. 

Secondo il funzionario, con il sostegno degli Usa Rodriguez ha concesso a una società privata concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi per 100 anni. La società, ha aggiunto, è un progetto congiunto del governo statunitense e di un operatore privato in Venezuela: Washington ha assicurato più della metà del valore della nuova società attraverso una combinazione di partecipazione azionaria e diritti garantiti di acquisto del greggio al costo di produzione. 

"Con l'aumento della produzione della società, il conseguente approvvigionamento stabile di petrolio al costo di produzione nel nostro emisfero servirà a rifornire la riserva strategica petrolifera degli Stati Uniti e a soddisfare le esigenze di approvvigionamento delle nostre grandi forze armate", ha dichiarato il funzionario della Casa Bianca alla Cnn. 

 

29 ago 2026

Alluvione in Nepal, oltre 600 morti e 2.500 dispersi: il fango complica i soccorsi

(Adnkronos) - Il bilancio delle vittime in Nepal, a tre giorni dall'alluvione-lampo che ha interessato la regione himalayana, è salito a 616, secondo la polizia locale, aggiornando il computo precedente di 579 morti. Lo riporta l'Afp. Altri resoconti di stampa, tra cui quello della Bbc, collocano il nuovo numero a 626. I media statali cinesi avevano in precedenza confermato sette morti, portando il totale delle vittime ad almeno 623. Oltre 2.500 persone risultano ancora disperse tra Nepal e Cina. 

L'esercito del Nepal ha intanto intensificato le operazioni di ricerca e soccorso, ma sta incontrando grandi difficoltà, tra cui spessi strati di fango e persone intrappolate nei tunnel di montagna, ha spiegato il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet, affermando che il fango rende difficile per i quattordici elicotteri di soccorso attualmente operativi nella regione atterrare e decollare nelle aree colpite, tra cui Temure, Syabrubesi e Mailung. 

I tunnel della regione montuosa rappresentano un altro ostacolo, ha detto Basnet. Venerdì mattina il bilancio di individui tratti in salvo da quella particolare situazione si limitava a quattro, ha aggiunto, precisando che si ritiene che molti altri siano ancora intrappolati. Difficile dire quanto a lungo sarebbero continuate le operazioni di soccorso, ha dichiarato in seguito il portavoce. L'autorità nepalese per la gestione dei disastri ha dichiarato che più di 4.400 persone sono state salvate dall'inizio della crisi alla serata di venerdì. 

Il Paese, ha poi spiegato il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal, ha bisogno di assistenza straniera per il salvataggio delle persone rimaste intrappolate, nonché per l’identificazione e la conservazione dei corpi. Il Nepal ha detto, ha già presentato richieste di aiuto dall'estero in ambiti specializzati e tecnici nei quali non dispone delle necessarie competenze, ma non nelle operazioni di ricerca e soccorso, stando a quanto riporta il Guardian. 

Khanal ha dichiarato anche che il Nepal ha chiesto a India e Cina di fornire ponti Bailey, ponti reticolari portatili e prefabbricati composti da pannelli standardizzati e rapidamente assemblabili, per ripristinare quanto prima i trasporti e le comunicazioni nell’area colpita dal disastro, dove sono stati distrutti almeno venti ponti. 

 

29 ago 2026

Ucraina-Russia, la strage di soldati di Putin. Zelensky: "Voglio 1000 droni al giorno"

(Adnkronos) - La Russia perde ogni mese circa 6.000 soldati in più di quanti non ne riesca a reclutare per la guerra in Ucraina. Il conflitto comporta costi umani elevatissimi per Mosca secondo le stime elaborate dal Guardian, che si basa sulle informazioni fornite da funzionari occidentali. La macchina bellica di Vladimir Putin continua ad acquisire nuove reclute a un ritmo stimato di circa mille al giorno, ma negli ultimi due mesi il flusso non è bastato a sostituire i soldati uccisi o feriti al fronte. Questo elemento sarebbe alla base dell'intensificazione degli attacchi missilistici russi contro obiettivi civili ucraini. 

Secondo il quadro fornito dalle fonti alla testata britannica, Putin sta rispondendo alle difficoltà sul campo intensificando gli attacchi contro infrastrutture civili e popolazione ucraina. Dall'inizio di luglio la Russia avrebbe lanciato oltre 360 missili, sfruttando la scarsità delle difese di Kiev contro i missili balistici e puntando a colpire le infrastrutture energetiche in vista dell'inverno. "È chiaro che Mosca vuole provare a rompere il morale ucraino distruggendo le infrastrutture energetiche questo inverno", ha spiegato una fonte.  

Secondo la valutazione delle fonti, il Cremlino avrebbe margini limitati per compensare le perdite con una nuova mobilitazione. Un provvedimento analogo, varato nell'autunno del 2022, avrebbe spinto circa un milione di russi, spesso con elevate qualifiche professionali, a lasciare il Paese. Di questi, sarebbero rientrati meno della metà. Restano inoltre dubbi sulla capacità delle forze armate russe di assorbire alcune centinaia di migliaia di nuovi coscritti, data la carenza di equipaggiamenti e ufficiali. I funzionari citati Guardian giudicano invariata la minaccia russa, ma ritengono che Putin voglia evitare uno scontro diretto con la Nato e che l'obiettivo in Ucraina resti una guerra di logoramento, nella speranza di indebolire il sostegno degli alleati di Kiev anche attraverso minacce e retorica ostile dirette a creare divisioni e insicurezza in Europa. 

 

La strategia di Kiev, intanto, non cambia. L'Ucraina punta a lanciare 1000 droni al giorno contro la Russia secondo i piani illustrati dal presidente Volodymyr Zelensky secondo quanto riferisce Rbk. Attualmente l'Ucraina produce in media 300 droni al giorno. E per raggiungere l'obiettivo lo Stato maggiore generale dell’esercito ucraino ha fissato come target per l’industria della difesa ucraina un significativo aumento della produzione di droni d’attacco a lungo raggio: la produzione di 1000 velivoli al giorno consentirebbe di aumentare la pressione sulla Russia. 

In uno degli ultimi messaggi pubblicati su Telegram, Zelensky ha inoltre chiesto di accelerare significativamente la produzione di droni intercettori, destinati in particolare a contrastare i droni Shahed a propulsione a reazione utilizzati massicciamente dalla Russia. Secondo il presidente ucraino, gli attacchi ucraini a lungo raggio stanno già producendo importanti effetti economici e logistici in Russia. Zelensky sostiene in particolare che le scorte e le esportazioni russe di benzina sono diminuite, che la logistica sta incontrando difficoltà e che Mosca ha iniziato, per la prima volta, a importare benzina e a sostenere finanziariamente le proprie compagnie petrolifere. Secondo Zelensky queste perdite aumenteranno se la Russia si rifiuterà di negoziare seriamente per porre fine alla guerra. 

 

Uno degli ultimi attacchi con droni è arrvato a colpire una delle più grandi raffinerie di petrolio della Russia, nella città di Yaroslavl. "I nostri combattenti delle Forze di difesa dell’Ucraina hanno colpito una raffineria di petrolio nella regione di Yaroslavl. La distanza è di 1.000 chilometri dalla linea del fronte", la conferma di Zelensky. 

L’esercito ucraino ha dichiarato di aver colpito anche la raffineria Slavneft-Yanos, sostenendo che l’impianto fornisce carburante e lubrificanti alle forze armate russe. Zelensky ha confermato l’attacco e ha aggiunto che i servizi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno colpito un aereo da guerra Tu-95MS, utilizzato per il trasporto di missili, nella città di Engels, nella regione di Saratov. 

 

29 ago 2026

Vuelta di Spagna, oggi ottava tappa: orari, percorso e dove vederla in tv

29 ago 2026

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29 ago 2026

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29 ago 2026

Il caldo estremo non molla il Sud, in arrivo weekend di fuoco: oggi 6 bollini rossi, tregua al Nord

(Adnkronos) - L'ultimo weekend di agosto si preannuncia molto più che rovente al Sud. Continua la quinta ondata di calore del 2026, con picchi che arriveranno a superare i 40 gradi centigradi soprattutto nelle regioni meridionali e sulle Isole maggiori. 

 

Oggi, sabato 29 agosto, sono 6 su 27 le città bollino rosso per il caldo, secondo il bollettino del Ministero della Salute. Si tratta di Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. La Capitale è l'unica del Centro Italia ad essere a livello 3, il più alto, che indica possibili effetti sulla salute per le ondate di calore.  

Domenica, invece, è previsto bollino rosso (livello 3, il più alto, che indica possibili effetti sulla salute per le ondate di calore) a Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria. Mentre Bari, Campobasso, Civitavecchia, Latina, Napoli, Perugia e Roma, avranno il bollino giallo. Al Centro-Nord Italia bollino verde per Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo, Rieti, Pescara, Frosinone, Cagliari e Ancona.  

 

L'Italia sarà ancora spaccata a metà questo weekend, con il Sud ancora alle prese con l'anticiclone africano e il Centro Nord che torna a respirare. Secondo le previsioni de IlMeteo.it, il caldo anomalo, pur ridimensionato, resterà ostinatamente confinato al Meridione, dove si registreranno ancora valori estremi al Sud, con picchi di 40°C a Caltanissetta e 39°C tra Catania, Cosenza, Ragusa e Reggio Calabria, mentre nelle regioni settentrionali non si andrà oltre i 31 gradi.  

 

28 ago 2026

Crisi migranti a Ceuta, la Spagna chiede il sostegno dell'Europa. Piantedosi: "Il 31 decideremo"

(Adnkronos) - Resta critica la situazione a Ceuta, l'exclave spagnola in Nord Africa, dove alla fine di luglio circa 80mila migranti sono arrivati dal Marocco. Almeno in cinquemila ci sono rimasti, dando vita a forti tensioni con i residenti.  

A confermarlo è stato ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che intervistato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci all'evento 'La Piazza' di Affari Italiani a Ceglie Messapica ha dichiarato: "La situazione è tutt'altro che migliorata a Ceuta. Ci sono ancora 5-10 mila persone. Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il giorno stesso della chiusura, che sarà il 31 agosto".  

Piantedosi ha poi aggiunto che "non c'è mai stata una volontà di scontro col governo spagnolo, abbiamo adottato quella misura, che è stata adottata centinaia di volte; si tratta soltanto di ripristinare dei controlli alla frontiera, non ci sono stati aggravi sui cittadini spagnoli", riferendosi alla sospensione di Schengen con la Spagna. Sospensione che - secondo il ministro - è stata adottata “sul presupposto di quello che tutti hanno visto, 80mila persone entrate, senza sapere chi fossero”, ha aggiunto. 

Intanto, ieri il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha chiesto all'Unione europea il supporto di Frontex per affrontare la crisi migratoria a Ceuta. In particolare, Grande-Marlaska ha chiesto aiuto per rafforzare il controllo delle frontiere e per identificare i cinquemila migranti che si trovano ancora nell'enclave dopo l'arrivo in massa nella notte tra il 30 e il 31 luglio. 

Il ministero dell'Interno ha detto in una nota di ritenere che l'intervento di Frontex sia ormai "essenziale" per accelerare l'identificazione e determinare con precisione il profilo di ciascun migrante. Ovvero se necessita di assistenza medica, se è un richiedente asilo , se ha bisogno di protezione specifica o se deve essere sottoposto a procedimento di espulsione. 

Questo proprio perché la tensione tra residenti e migranti è alle stelle. Nei giorni scorsi le proteste per la sicurezza nell'exclave spagnola sono degenerate in scontri tra residenti e polizia. Decine di manifestanti hanno tenuto un sit-in per impedire ai veicoli della Croce Rossa di raggiungere la spiaggia e distribuire cibo ai migranti. "Devono andarsene" e "Fuori la Croce Rossa", hanno dichiarato i manifestanti, molti dei quali sventolavano bandiere spagnole, prima di essere dispersi dalla polizia. Nelle ore precedenti, gli agenti avevano sparato gas lacrimogeni per prevenire scontri tra manifestanti e migranti accampati sulla spiaggia. 

 

28 ago 2026

Malinconia di fine estate? Rimandata per l'afa

(Adnkronos) - Malinconia di fine estate rimandata, forse, a settembre a causa dell'afa che non sembra voler lasciare il passo al declino della stagione calda e che attenua la percezione della chiusura del periodo estivo. E' un altro degli effetti psicologici del clima che cambia, come spiega all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente dell'Osservatorio benessere psicologico e salute. 

"La malinconia di fine estate è un’esperienza piuttosto comune, anche se non è una sindrome clinica in senso stretto. Nasce dal fatto che la fine dell’estate concentra diversi segnali di 'chiusura': finiscono le vacanze, riprendono gli impegni, le giornate diventano più corte, cambia la luce, diminuisce il tempo trascorso all’aperto. È un piccolo passaggio psicologico: non perdiamo soltanto una stagione, ma una condizione associata a maggiore libertà, leggerezza e possibilità". 

Quest’anno, però, continua Lazzari, "questo passaggio può essere almeno in parte rimandato. Se continuiamo ad avere caldo, afa, serate all’aperto e un ambiente che ci comunica ancora piena estate, viene meno uno dei segnali più evidenti della conclusione della stagione. È come se il calendario dicesse 'l’estate sta finendo', mentre il corpo e l’ambiente dicessero ancora 'non è finita'. Questo può attenuare o posticipare la tipica malinconia di fine estate, ma non cancellarla. Perché nel frattempo un altro segnale sta già cambiando: la luce. Le giornate si stanno accorciando indipendentemente dalla temperatura e il nostro organismo è molto sensibile alla durata e all’intensità della luce, che contribuiscono a regolare ritmi circadiani, sonno e umore. Su questo abbiamo evidenze robuste. Una revisione del 2025, “Effectiveness of visible light for seasonal affective disorder: a systematic review and network meta-analysis”, ha analizzato 17 studi su 773 persone e conferma l’importanza della luce nella regolazione dei disturbi dell’umore a carattere stagionale. Non significa naturalmente che la normale malinconia di settembre sia un disturbo affettivo stagionale, ma ci ricorda quanto il nostro benessere psicologico sia sensibile ai segnali ambientali e alla luce".  

C’è poi l’altro lato del problema: un’estate troppo lunga non significa necessariamente maggiore benessere. Se il caldo persiste, soprattutto durante la notte, può peggiorare il sonno, aumentare stanchezza e irritabilità e ridurre le nostre capacità di recupero. Una grande revisione di ricerche (Ambient temperature and mental health: a systematic review and meta-analysis), condotta su 114 studi, ha rilevato che durante le ondate di calore gli accessi o i ricoveri per problemi di salute mentale aumentano mediamente del 9,7% rispetto ai periodi senza ondate di calore". Quindi "possiamo trovarci davanti a una situazione particolare: la malinconia della fine viene rimandata, ma la stanchezza dell’estate aumenta". 

In sintesi, evidenzia Lazzari, "da una parte non percepiamo ancora nettamente la conclusione della stagione; dall’altra il nostro organismo può essere affaticato da settimane di caldo e da un sonno meno ristoratore. E quando arriverà davvero il cambiamento (temperature più basse, giornate sensibilmente più corte, ritorno pieno alle routine) per alcune persone la sensazione di fine potrebbe presentarsi in modo più improvviso. Un po’ come una stagione che, anziché accompagnarci gradualmente verso l’autunno, rimane sospesa e poi cambia rapidamente". 

 

La malinconia di fine estate, avverte però lo psicologo, "non va patologizzata. È anche un sentimento fisiologico: ogni passaggio comporta una piccola elaborazione della perdita. Il problema nasce quando il ritorno viene vissuto soltanto come perdita di libertà e ripresa degli obblighi. Per questo può essere utile non chiudere bruscamente tutto ciò che l’estate ci ha dato: mantenere attività all’aperto, movimento, relazioni, occasioni piacevoli e qualche spazio personale aiuta a rendere il passaggio più graduale". Potremmo dire che quest’anno l’estate meteorologica rischia di durare più dell’estate psicologica e biologica. E questa sfasatura può rendere più strano, e forse più brusco, il momento in cui ci accorgeremo davvero che l’estate è finita". 

28 ago 2026

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