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Alluvione in Nepal, oltre 600 morti e 2.500 dispersi: il fango complica i soccorsi

29 AGO 26

(Adnkronos) - Il bilancio delle vittime in Nepal, a tre giorni dall'alluvione-lampo che ha interessato la regione himalayana, è salito a 616, secondo la polizia locale, aggiornando il computo precedente di 579 morti. Lo riporta l'Afp. Altri resoconti di stampa, tra cui quello della Bbc, collocano il nuovo numero a 626. I media statali cinesi avevano in precedenza confermato sette morti, portando il totale delle vittime ad almeno 623. Oltre 2.500 persone risultano ancora disperse tra Nepal e Cina. 

L'esercito del Nepal ha intanto intensificato le operazioni di ricerca e soccorso, ma sta incontrando grandi difficoltà, tra cui spessi strati di fango e persone intrappolate nei tunnel di montagna, ha spiegato il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet, affermando che il fango rende difficile per i quattordici elicotteri di soccorso attualmente operativi nella regione atterrare e decollare nelle aree colpite, tra cui Temure, Syabrubesi e Mailung. 

I tunnel della regione montuosa rappresentano un altro ostacolo, ha detto Basnet. Venerdì mattina il bilancio di individui tratti in salvo da quella particolare situazione si limitava a quattro, ha aggiunto, precisando che si ritiene che molti altri siano ancora intrappolati. Difficile dire quanto a lungo sarebbero continuate le operazioni di soccorso, ha dichiarato in seguito il portavoce. L'autorità nepalese per la gestione dei disastri ha dichiarato che più di 4.400 persone sono state salvate dall'inizio della crisi alla serata di venerdì. 

Il Paese, ha poi spiegato il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal, ha bisogno di assistenza straniera per il salvataggio delle persone rimaste intrappolate, nonché per l’identificazione e la conservazione dei corpi. Il Nepal ha detto, ha già presentato richieste di aiuto dall'estero in ambiti specializzati e tecnici nei quali non dispone delle necessarie competenze, ma non nelle operazioni di ricerca e soccorso, stando a quanto riporta il Guardian. 

Khanal ha dichiarato anche che il Nepal ha chiesto a India e Cina di fornire ponti Bailey, ponti reticolari portatili e prefabbricati composti da pannelli standardizzati e rapidamente assemblabili, per ripristinare quanto prima i trasporti e le comunicazioni nell’area colpita dal disastro, dove sono stati distrutti almeno venti ponti.