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Sostenibilità, La Rovere (Amazon): "Da Ai a packaging, ecco il nostro ecosistema virtuoso"

(Adnkronos) - "Amazon continua a impegnarsi nella creazione di città più smart, efficienti e sostenibili usando innovazione e tecnologia. Per esempio, utilizziamo algoritmi di intelligenza artificiale che prevedono la domanda con largo anticipo consentendoci di muovere l'inventario facendo sì che quando arriva l'ordine il prodotto è già vicino al cliente. Così possiamo consegnarlo in tempi ridotti, produrre meno traffico ed emissioni inquinanti". A dirlo Stefano La Rovere, global director per Robotica, Mechatronics & Imballaggi sostenibili di Amazon, in occasione di Eco, il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma. 

"L'energia è anche un altro importante tassello di questo ecosistema. Amazon - prosegue - è il primo acquirente in Italia e in Europa, lo scorso anno, per energia carbon free; siamo impegnati inoltre nell'elettrificazione delle flotte di consegna, tant'è che oggi in Amazon ci sono oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni. Altro tassello, il packaging: ci applichiamo a creare materiali più sostenibili, riciclabili e a ridurre il consumo di materiale. Tant'è che in uno dei nostri tre lab di robotica, un'eccellenza italiana che si trova a Vercelli (gli altri due lab a Seattle e Boston) creiamo, sperimentiamo e testiamo nuove tecnologie di packaging. Penso che tutti ricordino il tipico box di Amazon: oggi meno della metà delle consegne in Europa avviene con quella scatola, mentre più della metà arriva con imballaggi più efficienti, sostenibili e fatti su misura per il prodotto grazie alle nuove tecnologie. Mettendo insieme tutti questi tasselli, creiamo un ecosistema virtuoso di innovazione sostenibile". 

16 set 2026

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16 set 2026

Dieta e longevità, Garattini smonta il 'mito' kefir: "Non fa vivere di più"

(Adnkronos) - "Il kefir favorisce la longevità? No, può essere utile come stimolante o lassativo. Ma non c'entra niente con la longevità". E' il verdetto del professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. L'oncologo e farmacologo, che a novembre compie 98 anni, a La volta buona risponde sulle proprietà di un alimento sotto i riflettori in questo periodo. Il kefir, bevanda a base di latte fermentato che ricorda lo yogurt, viene proposto come pilastro di regimi alimentari accanto a frutta e verdura di stagione, frutta secca e semi, olio extravergine d'oliva, spezie e erbe aromatiche, legumi e pesce. 

Garattini tende a sfatare il 'nuovo mito'. "Il kefir può essere utile come stimolante o lassativo, non ha nulla a che fare con la longevità, che è il risultato di un processo estremamente complesso. Sono decine i fattori che vanno presi in considerazione, la longevità non si ottiene con un alimento. L'effetto di un cibo, poi, dipende da molti fattori: quanto se ne mangia, come se ne mangia, gli abbinamenti", dice lo scienziato. 

"Le mandorle vanno bene, ad esempio, ma se le assumo con il prosecco introduco del cancro: il vino è cancerogeno. Molti prodotti poi antagonizzano l'assorbimento di determinati farmaci, alcuni prodotti influiscono ad esempio sul metabolismo dell'aspirina e di altre sostanze che sono importanti per evitare la coagulazione del sangue. Spesso l'eccessiva assunzione di alcuni prodotti e di determinati farmaci provoca emorragie", aggiunge.  

Per vivere a lungo, "è fondamentale fare esercizio fisico e mantenere i rapporti sociali. Recentemente ho cenato a Trieste con cinquanta centenari, erano tutte persone in buone condizioni. Erano tutte attive: chi scriveva un libro, chi cantava, chi componeva poesie. Mantenere il cervello attivo è importante per andare avanti e avere probabilità" di vivere più a lungo. "Abbiamo fatto studi relativi a persone di 80 anni che sono state seguite fino all'età di 95 anni: il fattore più importante per contrastare la demenza senile sono i rapporti sociali. Il cervello deve rimanere attivo il più possibile". 

16 set 2026

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16 set 2026

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16 set 2026

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16 set 2026

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16 set 2026

Spari a Roma, donna ferita a Prati: l'arma potrebbe essere un fucile, colpi da dieci metri con pallini metallici

(Adnkronos) - I proiettili che hanno colpito la donna, ferita al braccio lunedì scorso in via della Giuliana nel quartiere Prati di Roma, erano pallini metallici. E’ quanto affermano gli investigatori della compagnia carabinieri San Pietro al termine del sopralluogo nella mattinata di oggi.  

La procura di Roma ha avviato un’inchiesta per lesioni. Secondo le prime indagini condotte dai carabinieri della Compagnia San Pietro e coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, la donna sarebbe stata colpita da un piombino metallico. 

 

 

I rilievi, effettuati dal Ris, con la ricostruzione in 3d della scena del crimine per risalire alla traiettoria degli spari, hanno interessato l'area di via della Giuliana nel lato, dove la vittima si trovava quando è stata raggiunta dai colpi. Colpi che, spiegano gli investigatori, potrebbero essere stati sparati da un’arma lunga, come ad esempio un fucile.  

Dai primi riscontri sembrerebbe improbabile che chi ha sparato possa averlo fatto dallo stesso lato di strada, dove si trovava la vittima. L'ipotesi è che i colpi possano essere stati sparati dal lato opposto, a una distanza di oltre dieci metri. Sarebbe quindi piuttosto difficile da lì riuscire a raggiungere l’obiettivo con una pistola. 

 

"Ho sentito dei colpi e delle ragazze urlare a pochi metri dal punto, dove la signora è stata ferita. Ora sembra si parli di colpi di pistola o di fucile alle serrande di un locale lì vicino, che adesso è chiuso" dice all'Adnkrokos Daniela Gallo, residente nel quartiere Prati. "Anche il marito di una mia amica, che stava fuori dal negozio della moglie per rispondere a una telefonata, ha sentito un colpo netto come quelli dei fucili ad aria compressa che si trovano alle giostre, per capirci. E da quello che mi ha descritto, il colpo poi sarebbe andato a finire nel fogliame di un albero lì vicino. Il fatto è che componendo tutti questi episodi, che all’inizio sembravano insignificanti, è evidente che c'è qualcuno che spara dalla finestra. E ora siamo tutti un po' preoccupati". "Io mi ricordo di aver sentito dei colpi in successione e poi ho sentito delle urla, ma non saprei dire se fossero i rumori delle sirene all'uscita dello stadio Olimpico, che e qui vicino; inizialmente non ho pensato a uno sparo, credevo fossero mortaretti o cose del genere. Poi, però, ripeto, mettendo insieme tutte queste tessere esce fuori comincia a delinearsi un quadro che preoccupa noi residenti". 

"E' ovvio - aggiunge la donnav - che sapere che c'è qualcuno che spara dalla finestra non è una cosa normale. Tutti ricordiamo il caso di Marta Russo". Ora, dice, "spero che i carabinieri riescano a scoprire chi è stato, e che noi residenti non si debba arrivare a costituirci in un comitato". Del resto "questa mattina i carabinieri sono venuti qui, hanno chiuso la strada e hanno effettuato i rilievi. Sono venuti anche gli esperti di balistica, credo, e stanno analizzando tutto ciò che potrebbe aiutare a ricostruire il fatto”. L’auspicio, conclude, è che “si arrivi ad una conclusione rapida di questa brutta storia, che sta mettendo in ansia un po' tutti”. 

 

16 set 2026

La guerra a Lotito e le accuse false, quattro casi sotto esame

(Adnkronos) - La contestazione a Claudio Lotito è da anni una presenza costante nel rapporto tra la tifoseria della Lazio e la società. Ma nell'attuale vicenda giudiziaria il tema è più preciso: alcune informazioni circolate sul presidente e sulla Lazio sono considerate dagli inquirenti false e sono finite al centro di un'inchiesta per aggiotaggio e manipolazione del mercato. Non si tratta, quindi, della semplice critica alla gestione della società da parte dei tifosi. L'ipotesi della procura di Roma è che ci sia un "disegno unitario" orchestrato per destabilizzare la S.S. Lazio, società quotata in Borsa, e spingere il presidente Lotito a cedere il club sotto la pressione mediatica e della piazza. Le accuse riguardano fatti precisi e sono sostanzialmente quattro.  

"Lotito vuole far retrocedere la Lazio" 

È probabilmente l'accusa più pesante. Secondo la ricostruzione finita sotto esame della Procura, sarebbe stata diffusa la voce che Lotito avesse interesse a portare volontariamente la Lazio in Serie B per incassare il cosiddetto 'paracadute', quantificato in circa 35 milioni di euro. Un'accusa che attribuirebbe al presidente la volontà di danneggiare sportivamente la propria squadra per un vantaggio economico. Secondo gli inquirenti, questa informazione sarebbe falsa. 

"La Lazio sta per essere venduta" 

Un'altra ricostruzione riguarda la presunta imminente cessione della società. Nel corso dei mesi sono circolate indiscrezioni secondo cui Lotito sarebbe stato pronto a lasciare il controllo della Lazio e che ci sarebbe già stato un acquirente interessato. Anche questa circostanza è finita sotto la lente della Procura, che sta cercando di stabilire se la diffusione di tali informazioni facesse parte di una strategia finalizzata ad aumentare la pressione sul presidente. 

"Esiste un'offerta da 450 milioni" 

Qui la voce diventa ancora più precisa. Il 31 maggio 2026 venne pubblicata la notizia di una presunta offerta da 450 milioni di euro da parte di JP Morgan per acquistare la Lazio. Secondo quanto riportato negli atti dell'inchiesta, quella offerta non sarebbe mai esistita. È un elemento importante perché non si parlava semplicemente di un possibile interesse per il club: venivano indicati un presunto acquirente e una cifra precisa. 

"Le società di Lotito sono in difficoltà economica" 

Tra le informazioni finite sotto esame ci sono infine anche quelle relative alla presunta situazione di difficoltà economica delle società riconducibili a Lotito. Anche queste notizie vengono inserite dagli investigatori nel quadro delle informazioni che avrebbero potuto influenzare la percezione della solidità economica dell'imprenditore e, più in generale, la valutazione della Lazio. 

16 set 2026

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