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Moda, Carlo Capasa (CNMI) ad AdnFinance: "Perso il 10% del fatturato, il Made in Italy è sotto attacco"

(Adnkronos) - Guerre, tensioni geopolitiche, dazi e rallentamento del mercato cinese hanno presentato un conto pesante alla moda italiana: circa il 10% di fatturato perso negli ultimi tre anni, con il giro d’affari del settore che si è ridotto da oltre 100 miliardi di euro a circa 92-93 miliardi. Ma il comparto reagisce puntando su creatività ed energia e si prepara alla Milano Fashion Week, in programma dal 22 al 28 settembre, con oltre 210 tra sfilate, presentazioni ed eventi. A tracciare il quadro con Adnkronos è Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, intervistato negli studi di Milano nel talk ADNFinance. "La moda ha accusato negli ultimi tre anni perdite di fatturato importanti dovute alla situazione geopolitica", ha spiegato Capasa. Un settore che, ha sottolineato, "vive bene quando c'è una situazione di pace nel mondo e di mercati aperti". Oggi, invece, lo scenario è segnato dalle guerre, "dalla contrapposizione dei blocchi Cina-Stati Uniti, dai dazi in America e dal rallentamento della crescita cinese". Il risultato è una contrazione significativa: "Il nostro settore ha perso circa il 10% di fatturato, che è tanto per un'industria ". Nonostante questo, ha aggiunto Capasa, "chapeau alla moda, che ha reagito e sta reagendo". 

Milano Fashion Week, oltre 210 eventi e la Vogue World  

La risposta del settore passa anche dalla Milano Fashion Week, che dal 22 al 28 settembre porterà nel capoluogo lombardo oltre 210 appuntamenti. "Avremo oltre 210 tra eventi, presentazioni e sfilate in sei giorni, ma i numeri aumentano di minuto in minuto. Sono tantissimi", ha affermato Capasa. 

"C'è molta energia, perché la moda in un momento di difficoltà risponde con la creatività". Tra gli appuntamenti, il presidente di Camera Moda ha citato la Vogue World, che "sbarca per la prima volta in Italia per celebrare il Paese ", e la serata inaugurale a Palazzo Reale con la mostra dedicata a Dalí. Sul fronte delle sfilate,"Prada apre il primo giorno, Armani chiude l'ultimo giorno". 

Moda italiana sotto attacco  

Ma dietro la capacità di reazione del settore, secondo Capasa, c'è una competizione internazionale sempre più dura."C'è un attacco forte alla moda italiana per molti motivi. Siamo i primi al mondo nella produzione e distribuzione di moda di alta qualità e tutti vorrebbero prendere un pezzo di quel business". Il presidente di Camera Moda allarga il ragionamento anche al valore simbolico del Made in Italy: "Attaccare la moda italiana vuol dire attaccare i valori occidentali, i valori europei, vuol dire dare un colpo forte al sistema". Secondo Capasa, il settore viene messo sotto pressione «da tanti lati», anche attraverso contestazioni sui prezzi, sull'origine della produzione e sulle materie utilizzate. "Certo, ogni industria ha delle cose da correggere e migliorare e noi siamo i primi che vogliono farlo", ha precisato. Ma ha aggiunto: "concentrarsi soltanto sugli aspetti negativi rischia di picconare quell'idea di moda italiana che porta valori forti di creatività, sostenibilità e inclusione". 

Ultra fast fashion, «penalizzati dalle nostre stesse regole»  

Un altro fronte critico è quello dell'ultra fast fashion e dell'enorme flusso di piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue. "In Europa sono arrivati lo scorso anno cinque miliardi di pacchi sotto i 150 euro. Un miliardo in Italia, più del numero di pezzi che l'Italia produce ogni anno, a prezzi bassissimi e senza gli stessi controlli", ha affermato Capasa. Il nodo, secondo il presidente di Camera Moda, è la disparità delle condizioni competitive. Le aziende italiane ed europee devono rispettare stringenti norme di sostenibilità e di compliance, mentre, sostiene Capasa, le stesse regole non vengono applicate in modo equivalente alle merci a basso costo che entrano dall'estero. "Arrivano a bassissimo prezzo e invadono il nostro mercato. E noi siamo penalizzati dalle nostre stesse regole", ha chiarito. 

 

Europa e Italia uniti per proteggere il settore  

Da qui la richiesta di Camera della Moda di intervenire. "Abbiamo chiesto di tassare questi pacchi per almeno dieci euro; per il momento l'Europa li vuole tassare con tre". Per Capasa, però, l'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente fiscale: le risorse dovrebbero servire a finanziare controlli sui prodotti in ingresso, verificandone composizione, sicurezza e rispetto degli standard europei, "anche per vedere se sono dannosi per la salute, compresa quella dei bambini". Una questione che, per il presidente di Camera Moda, riguarda in definitiva la parità delle regole: "Perché questo prodotto può arrivare quando noi invece abbiamo dei limiti quando esportiamo il nostro o anche quando lo consumiamo in Europa?". Sulla risposta a questa domanda -ha concluso Capasa- si gioca buona parte del futuro del settore ".  

21 set 2026

Xi da mercoledì negli Usa per colloqui con Trump, l'incontro in nome della "stabilità strategica"

(Adnkronos) - Il presidente cinese Xi Jinping visiterà gli Stati Uniti questa settimana per colloqui con il presidente Donald Trump. La conferma arriva dal governo cinese, spiegando che il leader di Pechino sarà negli Usa a partire da mercoledì 23 settembre e fino a venerdì 25. 

Rafforzare la "stabilità strategica" tra le due maggiori economie mondiali, questo l'obiettivo dell'incontro che il leader cinese e il presidente americano avranno a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, ha spiegato Pechino. Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che i due leader avranno "un approfondito scambio di opinioni sulle principali questioni riguardanti le relazioni tra Cina e Stati Uniti, la pace mondiale e lo sviluppo". In questo contesto, ha aggiunto, Pechino "collaborerà con gli Stati Uniti per arricchire il rapporto di stabilità strategica costruttiva tra Cina e Stati Uniti e gestire adeguatamente le divergenze". 

Il vice primo ministro cinese He Lifeng, il principale negoziatore di Pechino per il commercio, si trova già negli Stati Uniti per incontri con il segretario al Tesoro Scott Bessent. I due si sono incontrati ieri per discutere della creazione di un canale di comunicazione per affrontare le problematiche relative all'intelligenza artificiale. Washington aveva anticipato che i due leader si sarebbero incontrati nel tentativo di trovare un terreno comune sulle controversie commerciali, sull'intelligenza artificiale e su questioni strategiche più ampie, tra cui la guerra in Medio Oriente. 

La Cina è uno dei principali partner economici e sostenitori diplomatici dell'Iran, acquista gran parte della produzione petrolifera di Teheran e ha cercato di mediare nella guerra, ma per gli analisti sono basse le aspettative del vertice tra Trump e Xi. "Una delle poche cose che possiamo sperare a breve termine è una tregua e che questa probabilmente continui per il resto dell'anno", ha dichiarato l'ex vicesegretario di Stato americano Kurt Campbell. 

 

Alti funzionari statunitensi e cinesi hanno intanto discusso della creazione di un nuovo "meccanismo di notifica" per gli incidenti legati all'intelligenza artificiale che potrebbero compromettere la sicurezza nazionale, ha riferito il Segretario del Tesoro americano, dopo aver definito "positivi" i colloqui con il vice primo ministro cinese.  

L'intelligenza artificiale è stata oggetto di un intenso esame negli ultimi giorni, dopo che i ricercatori hanno messo in guardia sui potenziali rischi posti da questa tecnologia e alcune delle figure più in vista del settore hanno invitato gli sviluppatori ad adottare un approccio più cauto. "Riteniamo che, come per qualsiasi attività transfrontaliera, sia molto importante passare dall'opacità a una maggiore trasparenza tra la prima e la seconda potenza mondiale nell'ambito dell'intelligenza artificiale", ha dichiarato Bessent ai giornalisti. 

 

21 set 2026

Prima volta in azzurro, alla scoperta dei nove volti nuovi dell'Italia di Mancini

(Adnkronos) - La prima Italia di Roberto Mancini riparte anche da nove volti nuovi. Dentro i 34 convocati per la Nations League c’è spazio per percorsi molto diversi: ragazzi ancora all’inizio della loro storia e giocatori che, dopo anni di gavetta e campionati differenti, hanno finalmente conquistato la chiamata azzurra. Un gruppo eterogeneo, per età e caratteristiche, che racconta anche quanto si sia allargato il perimetro della Nazionale. 

Il più giovane è Massimo Pessina, portiere del Bologna, classe 2007. È il volto più acerbo del gruppo, ma anche uno dei segnali più evidenti della volontà di guardare oltre i nomi già affermati. Per lui il primo passaggio sarà soprattutto prendere confidenza con un ambiente nuovo e con ritmi diversi da quelli del club. In difesa c’è Daniele Ghilardi, centrale classe 2003 della Roma, arrivato nella Capitale dopo un percorso che lo ha portato attraverso diverse categorie e piazze. Ha vestito le maglie di Mantova, Verona e Sampdoria prima di conquistare spazio ai massimi livelli. Accanto a lui c’è Michael Kayode, esterno del Brentford, cresciuto nella Fiorentina e ormai abituato al calcio inglese. Classe 2004, ha scelto presto un percorso internazionale e questa chiamata rappresenta un altro passo nella sua crescita. 

Prima convocazione anche per Eddy Kouadio, difensore classe 2006 del Monza, cresciuto nel vivaio della Fiorentina e già protagonista in Serie A. Nato a Prato da genitori ivoriani, ha attraversato le selezioni giovanili azzurre e ora compie il salto nella Nazionale maggiore. È uno dei profili più giovani di una lista che, in questa occasione, ha scelto di allargare parecchio lo sguardo. A centrocampo si affacciano Alessandro Romano e Issa Doumbia. Romano, classe 2006, è un giocatore del Cagliari: nato in Svizzera, ha iniziato nel Winterthur ed è poi passato attraverso Roma e Spezia prima dell’approdo in Sardegna. Doumbia, invece, è un centrocampista del Sporting Lisbona: nato a Treviglio nel 2003 da famiglia ivoriana, ha costruito il proprio percorso tra AlbinoLeffe e Venezia prima di trasferirsi in Portogallo. Due storie ancora in costruzione, ma già abbastanza lunghe da aver attraversato campionati e contesti differenti. 

Tra i nuovi attaccanti c’è Sebastiano Esposito, oggi al Sassuolo, che di primo approccio con il grande calcio ne ha avuto uno particolarmente precoce. Cresciuto nell’Inter, ha vissuto diverse esperienze in prestito prima di trovare continuità e ora ritrova la Nazionale maggiore a 24 anni. La convocazione ha anche un significato particolare perché nel gruppo c’è il fratello Francesco Pio, a conferma di una famiglia ormai stabilmente dentro il giro azzurro. C’è poi Antonio Vergara, trequartista classe 2003 del Napoli, cresciuto nel settore giovanile del club partenopeo. Dopo il percorso nelle categorie inferiori ha iniziato a trovare spazio anche in prima squadra, affacciandosi pure sulla scena europea. Il suo profilo aggiunge alla lista un giocatore offensivo, capace di muoversi tra le linee e di dare una soluzione diversa al reparto. A chiudere il gruppo è Mohamed Alì Zoma, attaccante del Norimberga, forse il nome meno conosciuto al grande pubblico. Classe 2003, ha iniziato in Italia con l’AlbinoLeffe e ha poi scelto la Germania, dove si è fatto notare soprattutto per la continuità sotto porta. La sua è una convocazione che arriva dopo un percorso meno lineare rispetto a quello di altri compagni, ma che lo ha portato fino alla prima chiamata con la Nazionale maggiore. Nove storie diverse, nove percorsi arrivati allo stesso punto: la prima convocazione con l’Italia maggiore. Da Coverciano in poi, per tutti, comincia semplicemente un capitolo nuovo. 

21 set 2026

Politico, Cnn e Ms Now fanno causa a Trump dopo l'esclusione dalla Casa Bianca

21 set 2026

Turismo: Demanio lancia bandi per trasformare immobili pubblici in strutture accessibili

(Adnkronos) - Rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico trasformandolo in una rete di strutture dedicate al turismo accessibile e all'accoglienza inclusiva. È questo l'obiettivo di "Turismo Accessibile per tutti - TA4ALL", il progetto dell'Agenzia del Demanio che apre a un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio dello Stato, coniugando inclusione sociale, sviluppo dei territori e investimenti privati. L'iniziativa si rivolge a investitori privati ed Enti del Terzo Settore attraverso bandi sperimentali di Concessione di Valorizzazione, con affidamenti da 6 a 50 anni, destinati alla riqualificazione di immobili pubblici da trasformare in strutture ricettive accessibili, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità, della popolazione senior e di chi necessita di servizi dedicati. 

I primi sette beni messi a bando sono distribuiti lungo tutta la Penisola e rappresentano immobili di pregio storico e architettonico inseriti in contesti di forte attrattività turistica. Si tratta dell'ex Caserma Magnolini di Gargnano (Brescia), affacciata sul Lago di Garda; di Villino Rossi a Schio (Vicenza), storica villa ottocentesca nel cuore della città; dell'ex Caserma De Amicis di Sulmona (L'Aquila), complesso monumentale nel centro storico; dell'ex Convento San Bonaventura di Caltagirone (Catania), a pochi passi dalla celebre Scalinata di Santa Maria del Monte; dell'ex Carcere giudiziario di Reggio Calabria, in posizione panoramica sullo Stretto di Messina; di Casa Nappi a Loreto (Ancona), edificio storico vicino alla Basilica della Santa Casa; e dell'ex Casa del Fascio di Settecamini, a Roma, che sarà inserita a breve tra gli immobili disponibili. 

L'obiettivo del progetto è promuovere non solo il recupero fisico degli immobili, ma anche la loro rigenerazione sociale, privilegiando proposte capaci di generare benefici per le comunità locali, migliorare l'accessibilità dei territori e ampliare l'offerta turistico-ricettiva con servizi innovativi dedicati alla persona. Le offerte potranno essere presentate fino all'11 dicembre 2026. I bandi sono disponibili sul sito dell'Agenzia del Demanio nella sezione dedicata a Gare e Aste e ai Progetti di Valorizzazione e Temporary Use.  

21 set 2026

Ascolti tv, Rai1 con 'Giovannino Guareschi' vince prima serata con 16% di share

21 set 2026

L'Inter va... in vacanza: Chivu concede una settimana di riposo ai nerazzurri

21 set 2026

Yemen, Trump rinvia per ora attacchi contro Houthi: il nodo dell'alleanza con Riad

(Adnkronos) - Donald Trump ha deciso per ora di non ordinare attacchi contro gli Houthi in Yemen, nonostante le richieste dell'Arabia Saudita, ma il presidente americano resta alle prese con un delicato dilemma strategico. Da una parte, scrive il New York Times, Riad chiede l'intervento degli Stati Uniti contro il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, dall'altra Washington ha bisogno della cooperazione saudita nella guerra contro Teheran. Secondo quanto riferito dal giornale, Trump aveva inizialmente escluso l'ipotesi di attacchi, ma dopo una telefonata con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, avvenuta giovedì, aveva ordinato al Pentagono di preparare raid aerei contro obiettivi degli Houthi. Ieri, tuttavia, il presidente ha nuovamente fatto marcia indietro, rinviando l'operazione. 

La decisione è arrivata quando i comandanti militari avevano già approvato gli obiettivi e i preparativi per gli attacchi erano in corso. Trump ha spiegato di essere in "deciding mode" rispetto alla guerra più ampia con l'Iran. Sugli Houthi ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono in contatto costante con il gruppo e che, finora, il gruppo yemenita ha accettato di non attaccare le navi americane. 

Il nodo per Washington è il ruolo dell'Arabia Saudita. Riad è un importante alleato degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran e alcuni esponenti militari americani ritengono necessaria la collaborazione saudita. Il regno del Golfo, tuttavia, ha già utilizzato la propria leva nei confronti di Washington: a maggio aveva di fatto bloccato un piano americano per scortare le petroliere commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, negando agli Stati Uniti l'accesso al proprio spazio aereo e alle basi militari americane presenti nel Paese. 

21 set 2026

Gabrielli (polizia postale): "Partnership pubblico-privato per tutelare infrastrutture critiche"

(Adnkronos) - "Oggi è un momento in cui rinnoviamo punti di contatto tra la mia struttura e chi, poi, è chiamato a presidiare quotidianamente i perimetri delle grandi aziende, delle infrastrutture critiche del Paese. La logica della cooperazione e della partnership pubblico-privato nasce proprio con la tutela delle infrastrutture critiche da parte della polizia di Stato". A dirlo è Ivano Gabrielli, direttore del servizio polizia postale e per la sicurezza cybernetica, in occasione del Ciso meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cybernetica del Sistema Paese, svoltosi presso Casa dell'aviatore a Roma. 

E ancora: "Dal 2005, da quando è stato istituito il Cnaipic - Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche - è previsto tramite norma che le infrastrutture dialoghino con le istituzioni attraverso convenzioni portando, poi, ad una condivisione quotidiana del lavoro che facciamo con i colleghi dei Siso - Senior information security officer. Oggi ci troviamo di fronte ad un'organizzazione, i responsabili della sicurezza cybernetica si sono organizzati, poiché sono figure sempre più importanti all'interno delle aziende, e momenti come questo offrono spunti di dialogo diretto e sincero tra le amministrazioni e i Siso, costruendo, talvolta, idee anche per migliorare quello che è l'assetto del Paese in termini di difesa del nostro perimetro cybernetico". Ma cosa dovrebbero fare le istituzioni per contrastare le minacce cibernetiche a livello integrato, è presto detto: "In realtà stanno già facendo molto - continua -. È un processo articolato di rinnovamento. Gli addetti ai lavori seguono anche i processi normativi che accompagnano questi cambiamenti. Nel tempo abbiamo visto quanto è cambiata l'architettura nazionale di sicurezza cybernetica, i cambiamenti delle strutture di governance di vertice, dei vari comitati interministeriali per la sicurezza della Repubblica, dei comitati interministeriali per la cybersicurezza, ma anche l'ingresso dell'autorità giudiziaria in questo dialogo interistituzionale. Si sta andando verso un modello che integra le varie competenze, guardando con più fiducia anche al mondo dei privati". 

"Oggi - precisa ancora Gabrielli - ritengo molto importante il richiamo alla non minimizzazione dei rischi. Chi fa sicurezza all'interno delle aziende, delle infrastrutture critiche, ha la responsabilità di non nascondere ciò che effettivamente accade. Perché? Perché siamo tutti collegati. Esistono supply chain complesse, esistono ecosistemi complessi, ed è necessario prendersi la responsabilità di far parte di questa organizzazione nuova che propone nuovi equilibri, nuove assetti anche tra le istituzioni". 

21 set 2026

Sclerosi multipla recidivante, Ema raccomanda approvazione ocrelizumab dai 10 anni

(Adnkronos) - Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato l'approvazione di ocrelizumab per infusione endovenosa per il trattamento di bambini e adolescenti con sclerosi multipla dai 10 anni in su, affetti da forme recidivanti di sclerosi multipla (Smr). Lo annuncia, in una nota, Roche evidenziando che la decisione finale da parte della Commissione europea “è attesa a breve” e che la Food and Drug Administration statunitense ha approvato l'anticorpo monoclonale per i pazienti pediatrici con Smr nel maggio 2026. Almeno 40mila bambini e adolescenti convivono con la Sm in tutto il mondo. Di questi, circa un terzo si trova in Europa, a sottolineare la forte necessità di un trattamento precoce ad alta efficacia. 

"I bambini e gli adolescenti che convivono con la sclerosi multipla subiscono ricadute più frequenti e gravi rispetto agli adulti, eppure le loro opzioni terapeutiche sono rimaste indietro - afferma Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche - Il parere positivo del Chmp ci avvicina a colmare un divario di lunga data in Europa, offrendo ai giovani con Sm una terapia ad alta efficacia supportata da un decennio di esperienza clinica negli adulti". Vivere con una diagnosi di Sm "in età pediatrica - spiega Brenda Banwell, Chair of Pediatrics alla Johns Hopkins Medicine, Pediatrician-in-Chief e Co-Director del Johns Hopkins Children’s Center (Usa) - significa che i bambini e gli adolescenti devono affrontare una condizione complessa, con ricadute imprevedibili che richiedono ricoveri ospedalieri e terapie per la fase acuta, giorni di assenza da scuola e dalle attività sociali che li pongono di fronte al rischio di una potenziale disabilità futura. Estendere ocrelizumab, un trattamento di comprovata efficacia per gli adulti, ai pazienti più giovani rappresenta un importante passo avanti per bloccare tempestivamente l'attività della malattia, con l'obiettivo di preservare la loro salute fisica e cognitiva". 

Il parere positivo del Chmp - riferisce la nota - si basa sui risultati dello studio di Fase 3 (Operetta 2), che ha dimostrato come ocrelizumab sia risultato non inferiore a fingolimod - l'attuale trattamento standard per la Sm pediatrica - nel controllo delle ricadute, riducendone il rischio del 48% rispetto a fingolimod. Nello studio, ocrelizumab ha dimostrato una superiorità nel ridurre l'infiammazione cerebrale, evidenziando riduzioni significative delle lesioni T2 nuove o in espansione (-48%) e delle lesioni attive in T1 captanti il gadolinio (-87%). Il trattamento ha mostrato un profilo di sicurezza coerente nei bambini e negli adolescenti, simile a quello osservato negli adulti, e nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali. 

21 set 2026

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