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David Rossi, la moglie e la figlia ospiti a Verissimo: "È stato picchiato prima di morire"

(Adnkronos) - "Spero che ci perdoni per averlo spogliato della sua privacy e che sia orgoglioso di quello che stiamo facendo". Così Carolina Orlandi, figlia acquisita di David Rossi, ospite per la prima volta in uno studio televisivo insieme alla madre Antonella Tognazzi, nell’intervista rilasciata a Silvia Toffanin a Verissimo, in onda domenica 1° novembre, alle ore 15.45, su Canale 5. 

A tredici anni dalla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, avvenuta il 6 marzo 2013, e dopo due archiviazioni del caso come suicidio, la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha riaperto le indagini per omicidio. 

In merito al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, Carolina dichiara: "Non escludiamo nessuna pista. La Commissione ha avuto il merito di dimostrare scientificamente che quello di David è stato un omicidio. Però – aggiunge – crediamo anche che debba intervenire la magistratura, ed è notizia di questi giorni il fatto che finalmente sia successo, è stata aperta un’indagine per omicidio". 

Sulla possibilità che Rossi potesse essere salvato, Carolina afferma: "È rimasto vivo per 22 minuti. Dal filmato delle telecamere oggi sappiamo che si poteva salvare". E aggiunge: "Il suo corpo ha parlato dall'inizio, anche quando nessuno lo voleva ascoltare, perché David è caduto di schiena; eppure, presenta una serie di ferite in faccia, all'inguine e agli avambracci. È stato picchiato prima di morire". 

Infine, la moglie Antonella esprime il desiderio che, oltre alla verità sulla morte del marito, venga rispettata anche la sua memoria: "Spero che ci sia l'onestà almeno nel ricordo, perché tante persone che io consideravo essere suoi amici, purtroppo, si sono un po' messe di traverso e questo mi ha fatto male". 

 

30 ott 2026

Sinner, inizia il dopo Cahill? Primo incontro con Norman a Monte Carlo

30 ott 2026

Christa Pike dopo esecuzione fallita: "Dolore ovunque, nel corpo e nell'anima"

(Adnkronos) - Dolore ovunque, "non solo fisico. C'è dolore nella mia mente e nella mia anima". Così parla Christa Pike, sopravvissuta alla tentata esecuzione con iniezione letale nel Tennessee il 30 settembre scorso. In una nota diffusa dai suoi avvocati la donna, 50 anni, spiega di essere in via di guarigione, "ma guarire non è la stessa cosa che stare bene". Ricoverata in ospedale, Pike ha spiegato che "da quella notte non c'è stato un solo istante in cui non abbia provato dolore. Mi fa male tutto il corpo. Mi fanno male le braccia. Mi fanno male le mani. Mi fa male la gola. Faccio ancora fatica a parlare". Ma "il dolore non è solo fisico. C'è dolore nella mia mente e nella mia anima". 

Pike è stata condannata a morte per l'omicidio a coltellate della compagna di classe Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995. Dopo la fallita esecuzione, Pike è stata intubata e i suoi avvocati non si aspettavano che sopravvivesse. Secondo il Death Penalty Information Center, Pike è l'unica persona a essere sopravvissuta all'iniezione letale di sostanze chimiche durante un'esecuzione. Con i suoi avvocati ha iniziato ora una battaglia legale per evitare un secondo tentativo di esecuzione. "Da quella notte, sono stata per lo più isolata nell'infermeria del carcere, lontano dalle altre persone e dai legami umani che per me contano così tanto", ha dichiarato Pike nel comunicato. "Questo isolamento porta con sé un dolore particolare. Ho trascorso 28 anni in isolamento e gran parte di ciò che sto vivendo oggi è un ripetersi di quella condizione", ha aggiunto. 

30 ott 2026

Schillaci al congresso Siso: "Oculista centrale nella tutela della salute a tutte le età"

30 ott 2026

Avitabile (Siso): "Liste d’attesa e accesso alle cure, le priorità dell’oftalmologia"

(Adnkronos) - "Questo è il congresso più importante dell’anno per l’oftalmologia. I numeri confermano la sua rilevanza: abbiamo superato i 3.000 iscritti alla società, 5.700 persone collegate online e 2.800 partecipanti presenti in sala. Sono inoltre 1.050 i relatori coinvolti, con 11 sale attive contemporaneamente". A sottolinearlo è Teresio Avitabile, presidente della Siso (Società italiana di scienze oftalmologiche Ets), intervenuto oggi a Roma al V Congresso nazionale della società scientifica, in programma fino al 31 ottobre al Centro Congressi Rome Cavalieri. Durante l'evento, i lavori sono stati sospesi per accogliere il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha partecipato al congresso portando il proprio saluto ai presenti. "Lo ringraziamo per la sensibilità dimostrata e per essere venuto a farci visita", ha aggiunto Avitabile. 

"Le principali richieste che rivolgiamo alle istituzioni riguardano una migliore gestione delle liste d’attesa e la semplificazione delle procedure. Abbiamo riscontrato aperture sia da parte del ministro sia del Consiglio superiore di sanità e stiamo lavorando per dare seguito a queste disponibilità", spiega Avitabile. "La tecnologia continua a fare passi avanti e, allo stesso tempo, aumentano le esigenze dei cittadini. Dobbiamo essere pronti a rispondere a questi bisogni". Il presidente Siso sottolinea anche l’importanza della vista e della tempestività degli interventi: "Attraverso la vista passa oltre il 70-80% delle informazioni sensoriali. Perdere la vista è una tragedia. L’occhio è strettamente collegato al cervello e, in questo ambito, il fattore tempo è determinante. Per questo è fondamentale garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle cure", conclude. 

30 ott 2026

Sostenibilità, Giovannini (Asvis): "Accelerare verso Agenda 2030 per il Paese e i giovani"

(Adnkronos) - Rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, l'Italia non è posizionata bene. "Su 17 Obiettivi ne abbiamo 5 in cui siamo in una situazione peggiore oggi rispetto a quella del 2010. E guardando anche agli obiettivi in prospettiva, gran parte dei target che ci siamo impegnati a raggiungere a livello europeo o con le programmazioni nazionali non verranno raggiunti. Quindi dobbiamo accelerare in tutti i modi, ma non per essere bravi in una classifica, ma per migliorare la condizione economica, sociale e ambientale del nostro Paese, che è quello tra l'altro che chiedono i nostri giovani". Così Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'ASviS, a margine della presentazione dell'undicesimo Rapporto dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, dal titolo 'Agenda per la prossima legislatura. E non solo', oggi a Roma nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. (VIDEO) 

Per mettere l'Italia sulla buona strada verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, "il rapporto presenta un ampio spettro di interventi sulle varie tematiche, frutto del lavoro dei nostri mille esperti. Ma nel breve termine si possono fare tre cose che possono cambiare il modo di fare le politiche. Primo: adottare la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile entro fine anno e farla diventare la guida di tutte le politiche settoriali, superando la frammentazione che invece ha caratterizzato purtroppo anche questa legislatura. Secondo: introdurre una governance anticipante, come ci raccomanda l'Onu e la Commissione europea, cioè istituzioni capaci di anticipare il futuro e non di reagire solo alle emergenze. Terzo, ancora più importante: attuare subito la riforma dell'anno scorso che impone al governo e al Parlamento di valutare l'impatto delle nuove leggi in termini ambientali e sociali sui giovani e sulle future generazioni. Anche questa sarebbe una bella risposta alle giuste rivendicazioni dei giovani che chiedono futuro. È un anno che aspettiamo il decreto di attuazione, è veramente il caso di procedere".  

Guardando alla manovra, quali misure sono necessarie? "Abbiamo una povertà molto diffusa e stabile con 5,4 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, di cui 1,1 milioni minori - dice Giovannini - La povertà non si batte semplicemente dando dei bonus. Bisogna migliorare, come indichiamo nel rapporto, gli strumenti di lotta alla povertà. E poi realizzare al più presto il Piano Nazionale di Ripristino della Natura. Entro il 2030 dobbiamo ripristinare il 30% degli ecosistemi distrutti: grande opportunità per creare lavoro, per migliorare la condizione di vita delle persone. E poi, ma non meno importante, il lavoro, il lavoro di qualità che manca in molte aree del Paese, soprattutto per giovani e donne". 

30 ott 2026

Il rally della Dakar si sposta in Portogallo e Marocco in seguito agli attacchi degli Houthi nel Golfo

(Adnkronos) - Il Portogallo e il Marocco ospiteranno il Rally Dakar 2027. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori del prestigioso rally, dopo che la manifestazione è stata trasferita dall'Arabia Saudita in seguito ai ripetuti attacchi subiti dal regno da parte degli Houthi yemeniti. Piloti di auto, moto e camion affronteranno il prologo e la prima prova speciale in Portogallo, per poi proseguire con le 11 tappe del massacrante rally - che coprirà quasi 8.000 chilometri, di cui 4.341 di prove speciali - in Marocco. È la prima volta dal 2007 che il rally, nato nel 1978, fa ritorno in Africa. "Nonostante il cambio di sede, la 49a edizione della Dakar manterrà gli standard sportivi che hanno sempre reso questo evento il più impegnativo tra i rally di resistenza", ha dichiarato il direttore di gara David Castera. "Malgrado il poco tempo a disposizione, siamo riusciti a organizzare una Dakar autentica. I concorrenti scopriranno il regno del Marocco da un capo all'altro. Esploreremo tutte le sue caratteristiche uniche lungo un percorso di dimensioni inedite". 

Gli organizzatori del Rally Dakar avevano auspicato di mantenere la gara del 2027 in Arabia Saudita, lavorando alla definizione di un nuovo percorso nella parte settentrionale del Paese. Tuttavia, i recenti attacchi - tra cui quello che questo mese ha colpito l'aeroporto di Riad, causando 13 vittime e centinaia di feriti - hanno reso tutto ciò impossibile. Nelle ultime settimane, gli attacchi degli Houthi contro le infrastrutture civili saudite hanno raggiunto un'intensità senza precedenti dall'inizio del conflitto in Yemen, nel 2014. 

La corsa, un tempo nota come Parigi-Dakar, prevedeva originariamente un itinerario che partiva dalla capitale francese per arrivare a Dakar, in Senegal. Tuttavia, a causa di minacce alla sicurezza lungo il tracciato in Nord Africa, dal 2009 la competizione si è spostata in Sud America e, dal 2020, in Arabia Saudita. Gli organizzatori hanno fatto sapere di voler riportare il rally in Arabia Saudita nel 2028, in occasione della 50ª edizione. Lo spostamento del Rally Dakar è solo l'ultimo evento sportivo nella regione a subire le conseguenze del conflitto in Medio Oriente.  

Un torneo di tennis esibizione, che avrebbe dovuto vedere la partecipazione di Novak Djokovic, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev, è stato rinviato a fine dicembre. Le Wta Finals, che avrebbero dovuto tenersi a Riad il mese prossimo, si svolgeranno invece a Indian Wells, negli Stati Uniti. Il Gran Premio di Formula 1 di questa stagione a Gedda è stato annullato, mentre la gara in Bahrein è stata cancellata e successivamente riprogrammata, con la stessa denominazione, in Malesia. È stata inoltre cancellata l'ultima tappa del Campionato del Mondo Rally, prevista per il mese prossimo in Arabia Saudita. Le ultime due gare della stagione di F1, in Qatar (29 novembre) e ad Abu Dhabi (6 dicembre), restano per ora in calendario, così come il Gran Premio di MotoGP in Qatar previsto per il mese prossimo; tuttavia, la loro conferma è oggetto di un acceso dibattito interno. D'altro canto, l'attesissimo incontro per il titolo WBC dei pesi supermedi tra il campione in carica Christian Mbilli e la leggenda messicana Saul "Canelo" Alvarez si terrà regolarmente a Riad, questo sabato. 

30 ott 2026

Amorim: "Se sei il Milan, l'obiettivo è lo scudetto". Chivu: "Inter, nel derby non conta la classifica"

(Adnkronos) - "Lo scudetto è sempre l'obiettivo, ma è più difficile dopo aver perso qualche punto. Dobbiamo pensare anche a migliorare e a lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l'anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Oggi bisogna capire che, rispetto alla capolista, c'è un gap". Ruben Amorim ha le idee chiare. E, alla vigilia del derby di Milano contro l'Inter, il tecnico rossonero non ci gira intorno. "L'obiettivo è vincere lo scudetto, ma non so quanto ci vorrà".  

I rossoneri ripartiranno dalla stracittadina dopo il rumoroso ko nel turno infrasettimanale contro il Bologna: "L'energia la troveremo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Con il Bologna mancava energia, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top...". Amorim ha commentato anche le parole di Gerry Cardinale, che in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato di lui come Top Gun: "Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma vogliamo vincere ogni partita. Sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra". 

Nel corso della conferenza stampa, Amorim ha parlato anche di Cristian Chivu: "Ho zero invidia per lui. Sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter. Non ho imparato la lezione dall'esperienza precedente. Ho scelto più o meno la stessa situazione, un club che sta provando a lanciare giovani come Cisse per costruire partendo da zero. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperlo ora, ma sono felice perché questo rispecchia il tipo di lavoro che voglio fare". Il pensiero sui nerazzurri? "L'Inter può giocare a occhi chiusi. Fa rotazioni, come visto a centrocampo nell'ultima partita, e continua a esprimersi sempre nello stesso modo". 

Nel pomeriggio, anche Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa: "Il derby? Siamo pronti, sappiamo che è una partita importante per l'Inter e per il Milan. Per la città e per i tifosi. E' sempre una motivazione in più giocare queste partite, non conta la classifica. Bisognerà essere la nostra miglior versione per portarla a casa". L'allenatore nerazzurro ha spiegato: "Che approccio mi aspetto? Nasce tutto dall'equilibrio, da ciò che hai nelle gambe e nella testa. Dipende anche dall'avversario, dovremo scegliere quando fare certe cose e quando no. Conosciamo la forza del Milan nel palleggio, può fare male tra le linee e in verticale".  

L'Inter non batte il Milan da sette partite: "Noi dobbiamo pensare che è una partita di campionato - ha precisato il tecnico - senza guardare la classifica. Non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto negli ultimi anni. Dobbiamo essere la nostra miglior versione, aggiungendo qualcosina rispetto al passato. Se non vinciamo da sette partite, una domanda dovremmo farcela. Ma non vuol dire che i ragazzi non si siano impegnati, significa che gli episodi sono girati a loro favore, penso all'andata dell'anno scorso. Chi è favorito? Per me non esistono favoriti nel derby, c'è orgoglio e ambizione. Le energie le trovi nelle motivazioni. La pressione è per tutti, ma non dobbiamo pensare a cose che ti succhiano le energie".  

Chivu ha poi ampliato il discorso: "Siamo solo alla decima giornata, la storia dello scorso campionato mi insegna che un derby può anche non essere decisivo. E' vero che è una di quelle partite che può dare tanto a chi vince e togliere a chi perde, ma la storia dice che spesso non è così. Il Milan vinse con noi, poi perse con la Lazio quando tutti pensavano che il campionato fosse riaperto. Contano tutte le partite, la consistenza nel corso di tutta la stagione".  

In chiusura, una battuta sul Generali Stadium, il nuovo stadio di Milan e Inter presentato nella cornice del Castello Sforzesco: "Allenare lì tra qualche anno? Devo stare attento a quello che dico, c'è un trabocchetto. So che ci sono i sostenitori del Meazza, lo sono anche io perché ci sono stato dentro. Allo stesso tempo sono anche favorevole all'innovazione, perché il mondo va avanti. Senza soldi, non si può sopravvivere nel calcio".  

30 ott 2026

Centrosinistra, nota congiunta dei leader: "Primarie entro febbraio. Pessima manovra, manifestazione a dicembre"

30 ott 2026

Vaccini e contrasto antimicrobico resistenza, progetto Apmarr a Velletri

(Adnkronos) - Nell’ambito dell’Open day vaccinale organizzato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Roma 6 all’interno della campagna antinfluenzale 2026 - 2027, Apmarr - Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps-Ets partecipa con il proprio progetto nazionale Match 2026, che intende promuovere la cultura della prevenzione vaccinale e sensibilizzare i cittadini sul ruolo delle vaccinazioni nel contrasto all’antimicrobico resistenza (Amr). L’Open day si svolgerà sabato 31 ottobre, dalle ore 9 alle 13, presso il Distretto H5 della Asl Roma 6, in via San Biagio 19/21 a Velletri.  

Il progetto Match - informa una nota - si inserisce nel percorso che Apmarr porta avanti da anni per diffondere informazioni scientificamente corrette sul valore della prevenzione, in continuità con le precedenti edizioni del progetto Prevenire con la vaccinazione. Nel 2026, il programma amplia il proprio ambito di intervento, approfondendo il legame tra prevenzione vaccinale e antimicrobico resistenza, ovvero la capacità dei microrganismi di resistere ai farmaci utilizzati per contrastare le infezioni, rendendo alcune di esse più difficili da trattare. "Le vaccinazioni rappresentano uno dei più importanti traguardi della ricerca scientifica e uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute individuale e collettiva - dichiara Antonella Celano, presidente di Apmarr Aps-Ets - Prevenire le infezioni significa anche contribuire a ridurre il ricorso agli antibiotici e limitarne l’utilizzo inappropriato. È importante ricordare, infatti, che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus: assumerli per trattare infezioni virali non porta benefici e può favorire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza, rendendo alcune infezioni batteriche più difficili da curare”. 

Promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni è fondamentale a ogni età, non soltanto durante l’infanzia, ma anche in età adulta e soprattutto tra le persone maggiormente esposte al rischio di complicanze. Ridurre l’incidenza di alcune infezioni attraverso la prevenzione vaccinale - sottolineano da Apmarr - può contribuire, infatti, a limitare le complicanze e la necessità di trattamenti antibiotici, favorendo un uso più appropriato di questi farmaci e contribuendo al contrasto dell’Amr. "Con il progetto Match vogliamo rendere più comprensibile il legame tra vaccinazioni e contrasto all’antimicrobico resistenza, portando l’attenzione su un tema che coinvolge l’intera collettività - aggiunge Celano - Una corretta informazione è essenziale per aiutare le persone a comprendere il valore della prevenzione e a confrontarsi con i professionisti sanitari, così da poter compiere scelte consapevoli per la propria salute". 

 

Nel corso dell’Open day - si legge - sarà possibile sottoporsi alle vaccinazioni antinfluenzale, anti-Covid e antipneumococcica. Sarà, inoltre, possibile prenotare ulteriori vaccinazioni facoltative, tra cui quella contro l’Herpes zoster, previa valutazione medica. Per offrire ai cittadini l’opportunità di ricevere informazioni sulla prevenzione vaccinale saranno presenti Cristina Foschi, coordinatrice del Centro vaccinale del Distretto H5 di Velletri della Asl Roma 6, e Luis Severino Martin Martin, reumatologo e presidente del Crei – Collegio reumatologi italiani. La collaborazione tra associazioni di pazienti e servizi sanitari territoriali costituisce un elemento importante per facilitare l’accesso alle informazioni e alle opportunità di prevenzione. Un impegno particolarmente significativo per le persone che convivono con patologie croniche o condizioni di maggiore fragilità, per le quali la prevenzione e il confronto con i professionisti sanitari possono svolgere un ruolo rilevante nella tutela della salute. 

Con Match 2026, Apmarr sviluppa un percorso nazionale di informazione e sensibilizzazione che mette in relazione la prevenzione vaccinale e il contrasto all’antimicrobico resistenza. Il programma prevede la diffusione di contenuti scientificamente corretti attraverso i canali social dell’associazione, l’organizzazione di due giornate di sensibilizzazione con possibilità di accedere alle vaccinazioni e attività di comunicazione a supporto delle iniziative. Accanto agli appuntamenti sul territorio, la diffusione di contenuti informativi consentirà di approfondire il tema dell’Amr e di promuovere una migliore comprensione del contributo che le vaccinazioni possono offrire nella prevenzione delle infezioni e nella riduzione del ricorso agli antibiotici. Match 2026 punta così a integrare informazione e occasioni concrete di prevenzione, valorizzando il contributo delle associazioni di pazienti e dei professionisti sanitari. Per ulteriori informazioni sul progetto e sulle attività dell’associazione è possibile consultare il sito www.apmarr.it e i canali social ufficiali di Apmarr. 

30 ott 2026

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