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Giustizia, esperienza negativa in un processo per più della metà degli italiani: il sondaggio

(Adnkronos) - Il 18,6% dichiara di aver avuto un'esperienza diretta in un procedimento giudiziario (6,3% penale e 12,3% civile): più della metà - il 50,3% - dichiara di aver avuto un 'esperienza negativa con la giustizia al di là dell'esito finale mentre il 25% sostiene di aver avuto un'esperienza positiva. E' quanto emerge dal sondaggio 'Giustizia e magistratura', realizzato da Only Numbers presentato nel corso degli "Stati generali dei garantisti" organizzati da Forza Italia alla Camera dei Deputati. Sono state realizzate mille interviste, con tecnica Cawi, e la rilevazione è avvenuta tra il 23 e il 26 ottobre scorso.  

Quanto ai livelli di fiducia quella nella magistratura è al 36,3% (22,3% tra gli elettori di centrodestra e 65,9% tra gli elettori del campolargo): emerge quindi un forte condizionamento dal giudizio politico; negli avvocati invece il livello di fiducia è al 35,2% (36,1% tra gli elettori di centrodestra e 49,3% tra gli elettori del campo largo). Per il 65% (81,9% elettori di centrodestra e 45,9% elettori del campolargo) sono insufficienti le conseguenze attuali quando un magistrato commette un errore grave mentre per il 14,6% sono adeguate e per il 3,2% sono troppo severe. Per il 36,2% lo strumento più efficace sarebbe la responsabilità civile diretta (percentuale che per gli elettori di centrodestra sale a 46,2%) mentre tra i rimedi per il 28% ci sono sanzioni disciplinari più incisive, per il 21% valutazioni periodiche di professionalità dei risultati (strumenti caldeggiato dal 34,1% degli elettori del campolargo) mentre per il 4,1% non serve nessuna modifica. 

Quanto al ruolo delle correnti, il 66,8% ritiene che le correnti politiche della magistratura influenzino le nomine e le carriere dei magistrati: una percentuale che, nel caso degli elettori di centrodestra sale a 87,4% mentre scende al 56,1% tra gli elettori del campolargo. Solo il 13,8% ritiene che le correnti non influenzino le nomine. Per il 60,7% nella carriera di un magistrato prevale la corrente più che il merito mentre per il 17,5% prevale il merito. 

Quanto al Csm, il 38,2% ritiene che andrebbe riformato attraverso elezioni con nuove regole mentre il 24,2% (percentuale che sale a 42,5% tra gli elettori di centrodestra) indica il sorteggio dei componenti. Per l'11,8% il Csm non andrebbe riformato. Il sondaggio prende poi in considerazione l'influenza dei media: per il 58,7% influenzano l'esito dei processi mentre per il 29,4% ciò non accade. Più della metà - il 50,4% - ritiene che i media non rispettino la presunzione di innocenza perché descrivono gli indagati già come responsabili di reati mentre il 7,7% è di avviso contrario. 

La maggioranza - il 65% - ritiene troppo lunghi i processi penali e il 68% quelli civili. Quanto poi all'utilizzo delle prove scientifiche anche alla luce degli sviluppi dei casi Garlasco e David Rossi, il 35,4% ritiene siano da rivedere ritenendole uno strumento poco attendibile per come vengono utilizzare; il 23,1% ritiene che non siano mai state affidabili e siano soggette a condizionamenti ed errori mentre il 21% ritiene le prove scientifiche sempre affidabili e in evoluzione con le nuove tecnologie. Anche di fronte a queste novità e alla riapertura di casi il 43,4% non crede nell'equità della polizia giudiziaria in fase di indagine mentre il 21,8% ci crede ma il 34,8% non sa o non risponde. Alla domanda sull'organo in cui verrebbe riposta più fiducia se, in prima persona o un familiare, dovesse trovarsi indagato in un fatto di cronaca il 30,7% risponde che non si fiderebbe di nessuno, il 23,6% indica il proprio avvocato, l'11,3% i consulenti e specialisti esterni e indipendenti mentre l'8,9% risponde magistratura e la stessa percentuale indica i reparti di investigazione delle forze dell'ordine. 

Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, che oggi ha aperto gli 'Stati generali dei garantisti', ha commentato all'Adnkronos: "Per noi questi numeri non sono stati una sorpresa". "C'è una sfiducia generale nel mondo della giustizia - ha osservato - c'è una sempre più preoccupante affermazione del processo mediatico e una sfiducia nei confronti della reazione dello Stato verso gli errori e i casi di malagiustizia. Sono profili che abbiamo evidenziato in modo chiaro nel corso di tutta l'attività politica e oggi ci sono stati di fatto certificati". L'evento di oggi ha "confermato la presenza di una cultura garantista che va affermata, coltivata, sbandierata in molti casi", ha continuato Costa convinto che il confronto di oggi "darà il via al 'Manifesto dei garantisti' al quale lavoreremo d'ora in avanti". 

6 nov 2026

Fisco, al XV Forum di Wolters Kluwer le sfide del sistema tributario

(Adnkronos) - Un sistema fiscale più semplice e prevedibile, capace di sostenere investimenti e competitività; un rapporto sempre più collaborativo tra contribuenti e Amministrazione finanziaria; nuove tecnologie e intelligenza artificiale per trasformare il lavoro dei professionisti e rendere più efficienti i processi fiscali. Sono questi i principali temi al centro del XV Forum Fiscale di Wolters Kluwer, dal titolo “Fisco, Impresa e Innovazione – Competere nel cambiamento: incentivi, compliance e intelligenza artificiale”, che ha riunito a Milano rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore tributario, professionisti, manager e consulenti aziendali. 

Promosso da Wolters Kluwer in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano e con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, il Forum si è concentrato su quattro temi: riforma fiscale e Legge di Bilancio 2027, incentivi agli investimenti, cooperative compliance e impiego dell’intelligenza artificiale nei controlli e negli adempimenti fiscali. 

«Il lavoro dei professionisti sta cambiando profondamente. Come Wolters Kluwer vogliamo aiutarli a trasformare questa evoluzione in opportunità, mettendo insieme innovazione tecnologica, competenze e contenuti autorevoli», ha commentato Giulietta Lemmi, CEO di Wolters Kluwer Italia. Il confronto ha affrontato gli ultimi passaggi della riforma fiscale e le misure previste o attese nella Legge di Bilancio 2027, sottolineando l’importanza di un quadro normativo stabile e coerente per consentire a imprese e professionisti di programmare attività e investimenti. Spazio anche agli incentivi per la modernizzazione del sistema produttivo, la digitalizzazione e gli investimenti tecnologici. Al centro dei lavori anche l’evoluzione della cooperative compliance e del Tax Control Framework, strumenti destinati a rafforzare il rapporto di fiducia e trasparenza tra Amministrazione finanziaria e contribuenti e a rendere sempre più strategico il ruolo dei professionisti nella prevenzione e gestione del rischio fiscale. 

 

Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni tributarie. Dall’analisi dei dati alla gestione degli adempimenti e dei controlli, le nuove tecnologie possono migliorare l’efficienza, ridurre le attività ripetitive e consentire ai professionisti di concentrarsi maggiormente sulla consulenza ad alto valore aggiunto, mantenendo centrale la supervisione umana.  

«La professione sta cambiando rapidamente e il Forum Fiscale riunisce istituzioni, imprese e professionisti per contribuire a guidare questa trasformazione. In Wolters Kluwer, il nostro ruolo è supportarli con tecnologia e una profonda conoscenza del settore, affinché possano trasformare l’evoluzione normativa e l’intelligenza artificiale in un vantaggio», ha dichiarato Sergio Liscia, Vice President & General Manager di Wolters Kluwer Tax & Accounting Europe South Region. 

In questo scenario, Wolters Kluwer accompagna l’evoluzione delle professioni attraverso un ecosistema che integra software, intelligenza artificiale e contenuti specialistici. Genya supporta la gestione e l’automazione delle attività professionali; Libra by Wolters Kluwer, il workspace basato sull’intelligenza artificiale, consente di interagire in modo più rapido e intelligente con contenuti, dati e workflow professionali; One FISCALE offre informazione, interpretazione e aggiornamento normativo in ambito tributario. A completare questo impegno, le iniziative di ricerca Barometro dei Commercialisti e Future Ready Accountant, dedicate all’analisi dell’evoluzione della professione e dell’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sul lavoro di studi e imprese. L’edizione 2026 del Forum Fiscale è stata inoltre l’occasione per celebrare il 50° anniversario de Il fisco, da cinquant’anni punto di riferimento per l’informazione e l’approfondimento tributario in Italia. 

6 nov 2026

Enorme squalo bianco 'sfiora' un surfista, paura in California

6 nov 2026

Imprese, Corvi (Unifarco): "L'azienda è delle persone, sì a cultura dell'errore per continuare a innovare"

(Adnkronos) - “Le responsabilità sono comuni per il bene dell'impresa. L'azienda non è secondo me né dei proprietari, men che meno dei manager: l'azienda è fatta dalle persone. La responsabilità della proprietà è quella di garantire la continuità dei valori, che è la cosa principale soprattutto per noi imprenditori di prima generazione. Dobbiamo trasmettere al nostro management e alle persone che lavorano con noi l'importanza dei valori che sono serviti a creare quell'impresa, quella continuità che non deve essere persa. Ovviamente poi il management ha una responsabilità importante in quella che è la gestione, nella capacità di innovare e nella capacità di sbagliare. Questa è un'altra cosa secondo me molto importante che noi come imprenditori dobbiamo garantire, direi quasi incentivare: la capacità delle persone di provare a fare delle cose, con dati e piani ben precisi, ma senza avere il timore o la paura folle di sbagliare, perché questo porta all'immobilismo, a fare quello che si è sempre fatto e a stratificare attività che poi diventano pesanti". Così Luigi Corvi, co-fondatore e presidente Unifarco, intervenendo nel corso della prima giornata di lavori del Festival dell’Impresa 2026, in svolgimento dal 6 all’8 novembre a Bergamo e promosso da ItalyPost con Confindustria Bergamo tra i promotori.  

"Non c'è più quel cambio di comportamento necessario al giorno d'oggi, visto che tutto si evolve velocemente e quello che era vincente solo quattro o cinque anni fa oggi non lo è più. Bisogna sempre cercare l'innovazione e fare quel passo in avanti. Per quello che riguarda il manager, la sua capacità di parlare con l'imprenditore non è scontata: ci sono dirigenti che hanno grande esperienza di multinazionali e non hanno imparato ad avere a che fare con una proprietà. Lavorare a stretto contatto con i proprietari di un'azienda può anche essere complesso, ma ritengo che sia una grande sfida per entrambe le categorie", aggiunge.  

"Unifarco è sempre stata un'azienda molto innovatrice, ‘ossessionata’ dal rapporto col proprio cliente e dalla qualità del prodotto. In questi casi nulla è cambiato rispetto a prima: ovviamente cambiano i competitor e gli scenari, ma ritengo comunque che un'azienda che si pone sempre questi grandi punti di riferimento, che sono la qualità del prodotto e la manifattura da un lato e il cliente dall'altro, non possa sbagliare. Solo in questo modo, ponendo grande attenzione a queste due aree, si può innovare, modificare e adattarsi a un mercato che chiaramente è cambiato”, conclude.  

6 nov 2026

Scritta contro polizia in liceo Plinio Seniore a Roma, Valditara: "Gravissimo, disposta rimozione"

6 nov 2026

Matt Damon: "Mia moglie ha avuto un aneurisma, è stata operata al cervello sette giorni prima degli Oscar"

6 nov 2026

Usa, dopo batosta elettorale Trump irraggiungibile per i giornalisti: stretta sulle telefonate

(Adnkronos) - "Hello, chi parla?", era la risposta che Donald Trump dava al giornalista di turno che lo chiamava sul suo telefono personale. Un numero privato che, negli ultimi mesi, era diventato di grande valore a Washington DC, perché permetteva un canale diretto con l’uomo più potente del mondo, a cui si poteva fare qualche domanda. Ora non più. 

Natalie Harp, la collaboratrice più stretta del tycoon - quasi la sua ombra - ha assunto un nuovo e importante ruolo in seguito alla disastrosa nottata elettorale dei Repubblicani nelle elezioni di metà mandato: controllare il cellulare personale del presidente e decidere chi può parlargli. Per mesi, la Casa Bianca si è vantata di quanto fosse facile per i giornalisti mettersi in contatto con Trump: i membri della stampa potevano tentare la fortuna e chiamarlo direttamente al suo numero di telefono per ottenere brevi interviste praticamente a qualsiasi ora, specie la mattina presto o nel weekend, quando era a giocare a golf. Se era di buon umore, il numero di chiamate aumentava. Al contrario, quando era di cattivo umore, non rispondeva quasi a nessuno. 

Adesso, le cose sembrano essere cambiate. Diversi giornalisti hanno riferito che, negli ultimi giorni, le chiamate effettuate al numero personale di Trump dedicato ai media hanno ricevuto risposta da una giovane donna, che ha insistito per sapere chi fosse l'interlocutore. Adnkronos ha provato a chiamare il numero che circolava tra i corrispondenti, ma, in questo caso, nessuno ha risposto. Quando Dasha Burns di Politico ha chiamato Trump durante una diretta nella notte elettorale, la persona che ha risposto è stata ripresa mentre chiedeva chi avesse chiamato. “Salve, posso chiedere chi parla?”, ha domandato con tono severo una voce femminile, non appena la chiamata è stata collegata. “Un momento, prego”, ha aggiunto la voce dopo una breve pausa. “Ehi, Dasha”, ha detto infine Trump, dopo che il telefono gli era stato evidentemente passato. Il quotidiano The Independent, inoltre, ha riferito che la voce sembrava identica a quella di Harp, dopo averla confrontata con una registrazione del suo discorso alla Convention Nazionale Repubblicana del 2020. 

Un corrispondente statunitense della Casa Bianca conferma ad Adnkronos che, in occasione di una sua recente telefonata di giovedì, a rispondere è stata sempre una giovane donna; quest'ultima ha passato la linea solo dopo che Trump, avendo sentito il nome del giornalista, ha dato il suo assenso. Adnkronos ha chiesto conferme all’ufficio stampa della White House, ma non ha ricevuto risposta. In tutto ciò, questo nuovo sistema di filtro sembrerebbe pensato per risparmiare a Trump conversazioni imbarazzanti con i giornalisti, in una fase in cui i suoi indici di gradimento sono scesi ai minimi storici; Harp gestirebbe tali chiamate "apparentemente a sua discrezione". Si tratta di una netta rottura rispetto alla consolidata abitudine di Trump di rispondere personalmente al telefono – una prassi che lui e il suo staff avevano spesso citato come prova di una maggiore accessibilità rispetto ai presidenti precedenti. Il controllo esercitato da Harp su ciò che arriva al presidente si è fatto, a quanto pare, sempre più stretto. Diverse testate hanno riferito che la donna ha più volte messo in contatto Trump con l'attivista di estrema destra Laura Loomer, nonostante l'opposizione di alti funzionari dello staff; inoltre, sarebbe stata lei a spingere per la decisione, presa a settembre, di escludere la Cnn, Msnbc e Politico dalla Casa Bianca. Harp, con il passare del tempo, si è avvicinata sempre di più a Trump e, nelle ultime settimane, avrebbe abbandonato la scrivania che solitamente occupa fuori dallo Studio Ovale per trasferirsi nella sua sala da pranzo privata, dove stampa copie cartacee di articoli di giornale e documenti da sottoporre alla lettura del presidente. 

Harp, che, secondo quanto riferito, pubblica contenuti su Truth Social per conto del presidente, è stata fotografata al fianco di Trump durante la campagna elettorale e fa parte di quella ristretta cerchia con cui il presidente si è “sempre più isolato”, come riportato dal New York Times. Il quotidiano ha inoltre rivelato che sarebbe stata proprio Harp a raccogliere, a bordo dell’Air Force One la scorsa settimana, il furioso sfogo di 1.300 parole che Trump le ha dettato contro il comico Bill Maher, dopo che era stato a cena alla Casa Bianca e poi aveva preso di mira il tycoon durante il monologo d’apertura del suo show televisivo. Di fatto, Harp sembra aver sviluppato un’ossessione per l’approvazione del presidente. I suoi scritti del passato – tra cui diverse email – avevano rivelato che considerava Trump una sorta di guida spirituale, una figura paterna e un protagonista romantico sulla falsariga di Mr. Darcy. Con i Democratici che hanno riconquistato il Congresso e l'amministrazione Trump che ha subito una clamorosa bocciatura da parte degli americani, la domanda che resta è una sola: sarà sempre Harp il punto di contatto tra il tycoon e i Dem, oppure no?. (di Iacopo Luzi) 

6 nov 2026

Epidemia virus conigli si allarga in Veneto, esteso divieto di caccia: cos'è la mixomatosi

(Adnkronos) - Si allarga in Veneto la diffusione dell'epidemia della mixomatosi, ribattezzata anche 'virus dei conigli', che infetta anche le lepri. Da domani un decreto del presidente della Regione estende il divieto di caccia alla lepre a ulteriori 12 ambiti territoriali di caccia e a 7 comprensori alpini. Il nuovo divieto, in vigore da domani sabato 7 novembre e fino al 30 novembre, riguarda gli ambiti territoriali di caccia VE01, PD02, PD03, VI02, VR01, VR03, VR04, TV01, TV02, TV07, TV09 e TV10 e i comprensori alpini VR15, VI20, TV03, TV08, TV10, TV13 e TV28.  

Il divieto era già attivo dal 30 ottobre scorso negli ambiti territoriali di caccia RO01, RO02, RO03, PD04, VE02, VE03, VE04, VR05, VR06, TV03, TV05 e TV06 e nel comprensorio alpino TV14. Se si considera che in Veneto gli ambiti territoriali di caccia sono in totale 28, si tratta di un blocco pressoché completo. 

Come si legge sul sito dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna 'Bruno Ubertini', a settembre per la prima volta è stata rilevata nel nostro Paese la presenza dell’ha-Myxovirus (noto anche come Toledo-MYXV), un ceppo ricombinante del virus della mixomatosi capace di infettare non solo i conigli, ma anche le lepri, specie storicamente colpita sporadicamente da questa malattia. 

Il focolaio è stato individuato ad agosto in un allevamento di lepri della provincia di Padova. Le indagini epidemiologiche successive hanno individuato altri casi in lepri selvatiche negli Ambiti Territoriali di Caccia di Padova e Venezia. Comparso per la prima volta in Spagna nel 2018 come esito di un evento di ricombinazione genetica, il ceppo si è progressivamente diffuso in Portogallo, Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria. L’arrivo in Italia conferma dunque un trend di diffusione già in atto in Europa da qualche anno. 

La forma clinica è sovrapponibile alla malattia classica e si manifesta con lesioni nodulari su testa, occhi, naso, zampe e regione anogenitale, edema e congiuntivite che nei casi più gravi può portare a cecità, oltre a lesioni polmonari.  

La Mixomatosi è in realtà una 'vecchia' malattia, endemica da quasi 75 anni in Europa, ma con problematiche ancora attuali. Si tratta si una malattia virale altamente contagiosa e diffusiva del coniglio domestico e selvatico. In particolare, il coniglio europeo (Oryctolagus cuniculus) è la specie maggiormente colpita, mentre le specie americane (Sylvilagus spp. o “minilepre”) sono più resistenti (serbatoio). La lepre, colpita occasionalmente si può infettare con i ceppi classici ma raramente si ammala. 

6 nov 2026

Schillaci nominato socio onorario della Società italiana di radiologia medica e interventistica

(Adnkronos) - Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è stato nominato ieri socio onorario della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). Il prestigioso riconoscimento è stato conferito durante la cerimonia inaugurale del 52° Congresso nazionale della società scientifica, in corso all’Allianz MiCo di Milano. Nelle motivazioni ufficiali della nomina - informa una nota - il consiglio direttivo della Sirm rende omaggio al ministro “per la Sua eccezionale carriera accademica, scientifica e clinica, che ha dato straordinario lustro alla disciplina dell'Imaging radiologico e nucleare nel nostro Paese. Siamo profondamente fieri che un tale patrimonio di competenze e rigore scientifico sia oggi posto al servizio della Nazione, guidando con autorevolezza, lungimiranza e alto senso dello Stato l'intero ministero della Salute e il Servizio sanitario nazionale". 

“Ricevere questo riconoscimento dalla Sirm è per me motivo di grande soddisfazione e orgoglio – afferma il ministro Schillaci – La radiologia medica e interventistica riveste un ruolo fondamentale nella medicina moderna, dalla prevenzione alla diagnosi fino al trattamento di numerose patologie. Ringrazio la società scientifica per questa nomina, che considero anche un'occasione per ribadire l'importanza della ricerca, dell'innovazione tecnologica e della valorizzazione delle competenze dei professionisti sanitari”. 

“Una scelta doverosa, che ci riempie di soddisfazione – sottolinea Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm – Annoverare il ministro tra i membri onorari significa riconoscere l'enorme contributo che il professor Schillaci ha dato alla radiologia medica, sia come professionista sia nel suo attuale ruolo istituzionale. Un impegno concreto, diretto e propositivo, testimoniato da anni di attività, al quale abbiamo voluto rendere omaggio proprio durante la cerimonia inaugurale del nostro 52° Congresso nazionale”. 

6 nov 2026

Omicidio Saman, Cassazione: "Non è stato atto d’impeto ma premeditato, lei voleva vita diversa"

(Adnkronos) - “L’omicidio di Saman non è da considerare un atto d'impeto, o comunque estemporaneo ma una decisione premeditata per sanzionare il disonore arrecato dalla ragazza, che intendeva vivere secondo canoni sociali diversi da quelli di origine”. E’ quanto scrivono i giudici della Prima sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza che ha reso definitive le condanne per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara di Reggio Emilia. 

I supremi giudici a luglio hanno rigettato i ricorsi dei familiari imputati confermando i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, e i 22 anni di reclusione decisi per lo zio, Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni, riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo.  

La sentenza aveva accolto quanto chiesto dalla procura generale della Cassazione, con l’avvocato generale Marco Dall’Olio, che aveva sottolineato nella requisitoria di trovarsi davanti “non a un delitto d’impeto ma a un’azione premeditata. Che Saman non potesse decidere da sola è chiaro, manifesto, la ricostruzione dei fatti è inequivoca. Saman, anche se maggiorenne, non poteva decidere da sola della sua vita, non poteva avere una vita propria. Una storia agghiacciante, un atto corale e premeditato”. Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall’abitazione familiare a Novellara. Ad allertare le forze dell’ordine era stato il fidanzato della 18enne. Il corpo della giovane venne ritrovato un anno e mezzo dopo, il 18 novembre del 2022, dopo che lo zio fuggito all’estero e catturato a Parigi indicò agli investigatori il luogo dove era stata sepolta. “La Corte distrettuale valorizza, in modo ineccepibile, una convergenza di elementi antecedenti, concomitanti e successivi al delitto - scrivono i supremi giudici - l'esistenza di un chiaro movente (di contrasto violento alle scelte di vita della figlia, confliggenti con il proprio recepito modello di esistenza e di vita, e alla decisione di lei di abbandonare definitivamente la casa familiare) e la concretizzazione del movente stesso, nel momento in cui l'imputato (Shabbar Abbas ndr), la sera del 30 aprile 2021, prende visione delle chat della ragazza - si legge in un passaggio delle 100 pagine di motivazioni - i contatti telefonici preparatori tra l'imputato e il fratello Hasnain, come tali chiaramente identificabili, siccome assolutamente inconsueti per frequenza, durata ed orario nell'ambito della ordinaria routine familiare, e altamente predittivi della concertazione finale”.  

E ancora “l'accompagnamento mirato della vittima verso il luogo che sarà subito dopo teatro, come è incontestabile, dell'agguato mortale; il segnale luminoso che anticipa nell'immediato tale accompagnamento; la consegna della ragazza alla madre, che ne assume la conduzione finale; l'attesa inerte ma consapevole dell'uomo, che adotta rientrando un atteggiamento tormentato (pur senza intervenire, confermando un adesione piena, anche psicologica); il recupero di oggetto verosimilmente identificabile con lo zaino (elemento indiziario concorrente, ma non determinante); la partenza il giorno dopo per l'estero, del tutto priva di giustificazioni plausibili e senza preavvisare il figlio, ancora minore di età; le frasi pronunciate in conversazione con il figlio dopo la scomparsa di Saman, intese dai giudici di merito quali chiare ammissioni di responsabilità per la sua morte”, si legge nella sentenza.  

Il proposito di uccidere “era insorto e si era mantenuto nel tempo, ma la sua esecuzione fu subordinata alla decisione di Saman di lasciare, stavolta definitivamente, il nucleo familiare e sottrarsi al relativo controllo. Quando tale decisione si manifestò in modo irreversibile agli occhi del padre, tramite l'abusiva intromissione nelle conversazioni private della ragazza, il piano venne attuato, e di ciò la sentenza impugnata rende conclusiva convincente illustrazione”, scrivono ancora i giudici della Cassazione. Il “clan familiare” aveva già deliberato la morte di Saman “in precedenza, sia pure per l'eventualità, assai concreta, che la ragazza non abdicasse al proprio alternativo progetto di vita. Gli inviti a restare, rivolti dalla madre a Saman poco prima che quest'ultima fosse uccisa, non avevano alcunché di realmente protettivo. E' a questo punto che la madre, come icasticamente scolpito dalla sentenza impugnata, con ragionamento logico, aderente al dato processuale e immune così da qualsivoglia censura, accompagna la figlia a morire - sottolineano i supremi giudici - conducendola, ignara, verso lo stradello dove l'attendevano gli altri congiunti per l'esecuzione materiale”. (di Assunta Cassiano) 

6 nov 2026

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