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New York, barca si ribalta a Liberty Island: morti una donna e un neonato

9 ago 2026

MotoGp, Fernandez domina Gp Silverstone: ordine di arrivo e come cambia classifica piloti

(Adnkronos) - Raul Fernandez vince il Gp di Silverstone oggi, domenica 9 agosto. Il pilota spagnolo domina la gara sul circuito britannico, chiudendo davanti al connazionale Jorge Martin. Terzo un grande Marco Bezzecchi, poi Alex Marquez. Jorge Martin resta così il leader della classifica piloti e si porta a +31 su Bezzecchi e a +37 su Ogura, caduto oggi. Ecco l'ordine di arrivo del Gp di Silverstone e la classifica piloti aggiornata.  

Ecco l'ordine di arrivo del Gp di Silverstone di oggi, domenica 9 agosto:  

1 Raul Fernandez (Aprilia) 

2 Jorge Martin (Aprilia) +2.538 

3 Marco Bezzecchi (Aprilia) +3.393 

4 Alex Marquez (Ducati) +4.702 

5 Pedro Acosta (KTM) +6.256 

6 Fabio Di Giannantonio (Ducati) +6.382 

7 Marc Marquez (Ducati) +9.550 

8 Brad Binder (KTM) +22.288 

9 Luca Marini (Honda) +23.845 

10 Diogo Moreira (Honda) +25.411 

11 Franco Morbidelli (Ducati) +26.301 

12 Fabio Quartararo (Yamaha) +26.883 

13 Jack Miller (Yamaha) +29.458 

14 Pol Espargaro (KTM) +41.310 

15 Toprak Razgatlioglu (Yamaha) +41.492 

16 Augusto Fernandez (Yamaha) +42.379 

Ecco la classifica piloti aggiornata dopo il Gran Premio di Silverstone:  

1. Jorge Martin - 240 punti 

2. Marco Bezzecchi - 209 punti  

3. Ai Ogura - 203 punti  

4. Marc Marquez - 200 punti  

5. Fabio Di Giannantonio - 199 punti 

6. Raul Fernandez - 184 punti 

7. Pedro Acosta - 163 punti 

8. Pecco Bagnaia - 143 punti 

9. Alex Marquez - 106 punti 

10. Luca Marini - 86 punti 

11. Fermin Aldeguer - 76 punti 

12. Enea Bastianini - 76 punti 

13. Brad Binder - 72 punti 

14. Fabio Quartararo - 59 punti 

15. Diogo Moreira - 54 punti 

16. Franco Morbidelli - 53 punti 

17. Johann Zarco - 34 punti 

18. Joan Mir - 29 punti 

19. Jack Miller - 22 punti 

20. Alex Rins - 21 punti 

21. Toprak Razgatlioglu - 13 punti 

22. Maverick Vinales - 10 punti 

23. Augusto Fernandez - 5 punti 

24. Pol Espargaro - 2 punti 

9 ago 2026

Infradito fanno bene o male ai piedi? Il parere del medico: "Ecco chi non deve usarle"

(Adnkronos) - Infradito sì o no? In piena estate le flip flop diventano scarpe a tutti gli effetti, usate non solo in spiaggia. E' una scelta azzeccata o un azzardo? Il dilemma, si fa per dire, diventa argomento di discussione sul Washington Post, che si affida all'analisi approfondita del professor Paul R. Langer. Il medico è specializzato in medicina dello sport, patologie del piede, biomeccanica, chirurgia e cura del piede. "Se vi state chiedendo quali calzature siano le migliori per prevenire problemi ai piedi, la risposta è che non esiste un unico tipo", la premessa di Langer. "Ogni scarpa influenza in modo diverso la funzionalità dei nostri piedi e il nostro modo di muoverci. Quindi, è consigliabile avere a disposizione diverse tipologie di calzature comode con vari livelli di ammortizzazione, supporto e vestibilità, per permettere ai piedi di mantenere forza, mobilità e adattabilità", osserva il medico. 

Usare le infradito come se fossero calzature comuni non è appropriato. Non per tutti, almeno. "Le infradito sono pensate per camminare solo su superfici piane e asciutte. E' più probabile cadere su una superficie bagnata e farsi male se la calzatura non è ben fissata al piede", osserva in termini generali. 

Il piede, con le flip flop, è sostanzialmente libero. "Le infradito sollecitano maggiormente i muscoli e le articolazioni rispetto alle scarpe tradizionali e questo può essere un vantaggio. La capacità di indossare calzature con poco o nessun supporto è fondamentale per la salute dei piedi", afferma Langer, evidenziando l'opportunità, per i 'neofiti', di iniziare a prendere confidenza gradualmente con le 'ciabatte': meglio, quindi, indossarle inizialmente "per brevi periodi per dare ai piedi il tempo di adattarsi". 

 

C'è, però, chi non dovrebbe usarle. "In linea generale, sconsiglio" l'impiego di infradito "a chiunque soffra di problemi di equilibrio, artrosi, artrite reumatoide. A chi ha subito interventi chirurgici agli arti inferiori, a chi soffre di diabete, gonfiore agli arti inferiori, neuropatia periferica, arteriopatia periferica, patologie neurodegenerative o anomalie dell'andatura". Tutti questi soggetti dovrebbero "evitare non solo le infradito, ma qualsiasi calzatura che non si allacci saldamente al piede, compreso il tallone". Il rischio è evidente: "Le persone con queste patologie hanno maggiori probabilità di cadere o di aggravare problemi preesistenti quando indossano calzature non adatte". 

9 ago 2026

Investe ciclisti dopo lite: "Gesto inspiegabile, chiedo perdono a feriti e loro familiari"

9 ago 2026

Israele respinge piano per Gaza, Netanyahu: "No ritiro fino a disarmo Hamas"

(Adnkronos) - Benjamin Netanyahu insiste sul 'no' al piano americano per Gaza e sul 'no' al ritiro delle forze israeliane fino al "vero" disarmo di Hamas. "Israele respinge il documento in 15 punti", presentato a fine luglio, "dal Board of Peace" di Donald Trump e le forze israeliane "non procederanno con alcun ritiro" dalla Striscia di Gaza "fin quando non ci sarà il vero disarmo di Hamas", ha detto il premier israeliano durante una riunione di governo. 

"E quando parlo di disarmo - ha incalzato Netanyahu nelle dichiarazioni riportate dal sito di notizie israeliano Ynet - intendo armi pesanti, armi leggere, tutte le armi". "Parliamo di disarmo reale, non finto", ha ripetuto ancora, affermando che "stiamo parlando con gli americani di questa questione". "Hanno alcune idee - ha aggiunto - Per noi alcune sono accettabili, altre no". 

La scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul "disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza". Martedì è arrivata la prima reazione di Netanyahu, che in un video diffuso sui social affermava che Israele non aveva acconsentito al piano e puntualizzava che aveva ricevuto una "bozza" e risposto con osservazioni, non con un via libera. 

"Ho grande apprezzamento per il presidente Trump. È un nostro grande amico alla Casa Bianca", ha dichiarato Netanyahu, sottolineando di apprezzare "la storica partnership con gli Stati Uniti contro i tentativi dell'Iran di acquisire armi nucleari". 

Il premier ha però rivendicato la capacità di Israele di mantenere una posizione autonoma anche di fronte alle pressioni degli alleati. "A differenza di tutti quelli che ci fanno la predica, stiamo facendo ciò che deve essere fatto per la sicurezza di Israele e sappiamo e siamo in grado di mantenere la nostra posizione anche di fronte ai nostri migliori amici, quando necessario", ha affermato. 

Netanyahu ha quindi respinto il piano in 15 punti per Gaza sostenuto da Trump, sostenendo che Hamas conserva ancora la capacità di attaccare Israele. "Potrebbe farlo, ma perché sono passate lunghe settimane senza che ci abbia attaccato? Perché sa quale colpo potente gli infliggeremo se lo farà", ha dichiarato il premier. 

 

Quanto all'Iran, "ancora una volta voglio ribadire che, con o senza un accordo, fin quando sarò primo ministro, l'Iran non avrà armi nucleari". 

 

Hamas auspica "pressioni" da parte di Washington e dei mediatori su Benjamin Netanyahu affinché accetti la prossima fase del piano per la Striscia di Gaza dopo che il premier israeliano ha annunciato che "Israele respinge il documento in 15 punti". 

"Ci aspettiamo dai mediatori e dal garante americano che facciano pressioni su Netanyahu e il suo governo affinché rispettino la roadmap e non ostacolino il processo per ragioni politiche o motivi legati alle elezioni", ha detto all'agenzia Afp Bassem Naim, esponente dell'ufficio politico di Hamas. 

 

9 ago 2026

MotoGp, Fernandez vince il Gp di Silverstone davanti a Martin e Bezzecchi - Rivivi la gara

9 ago 2026

"Ho buttato due anelli tra i rifiuti", li ritrova nella discarica: 'miracolo' a New York

9 ago 2026

Mezz'ora sul divano aumenta il rischio di morte, lo studio (e il rimedio)

(Adnkronos) - Rimanere seduti per più di mezz'ora aumenta il rischio di morte per cancro. E' il verdetto di uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Glasgow in collaborazione con altri atenei e pubblicato su Plos Medicine. Gli scienziati hanno esaminato i dati relativi ad oltre 90mila persone contenuti del database della UK Biobank. Le informazioni hanno fornito informazioni sulle abitudini adottate dai soggetti in oltre un decennio. E' emerso che stare seduti o sdraiati da svegli per più di 30 minuti consecutivi al giorno è associato a un aumento del rischio di morte per cancro. I risultati, inoltre, indicano che il rischio aumenta per ogni ora aggiuntiva di inattività continuativa. 

 

dIl quadro, però, è meno drastico di quanto possa apparire inizialmente. I ricercatori evidenziano anche che interrompere i periodi di sedentarietà superiori a 30 minuti con attività fisica è un metodo valido per ridurre il rischio. Alzarsi ogni mezz'ora, anche solo per fare qualche passo in ufficio o in casa, ha un effetto estremamente positivo sulla salute. "I nostri dati dimostrano che stare seduti per più di 30 minuti consecutivi è particolarmente legato a un rischio maggiore di cancro", spiega il professor Frederick Ho, responsabile dello studio. "La buona notizia è che interrompere il tempo trascorso seduti con un'attività semplice come una breve passeggiata potrebbe avere un effetto di protezione". Le linee guida fanno riferimento all'efficacia di esercizio fisico moderato o intenso. "I nostri risultati -prosegue il ricercatore- dimostrano che l'attitivà leggera non dovrebbe essere trascurata". L'indicazione vale in particolare per i soggetti particolarmente propensi a privilegiare comportamenti sedentari per periodi prolungati: anche un'attività ridotta, almeno inizialmente, può rappresentare un'importante inversione di tendenza. 

 

Gli esperti hanno analizzato i dati raccolti con il monitoraggio delle attività svolte da oltre 91.000 soggetti, seguiti per una media di 12 anni. Il dato base indica che l'inattività prolungata, superiore a 30 minuti, sia associata a un aumento del rischio di cancro. Ogni ora ulteriore di sedentarietà, rispetto ai 30 minuti di stop totale, è associata a un aumento del 10% del rischio di morte per cancro. Il rimedio esiste ed è accessibile sostanzialmente a tutti: sostituire un'ora di comportamento sedentario al giorno con un'attività fisica leggera, come stirare o lavare i piatti, riduce il rischio mediamente del 12%. Se l'attività o l'esercizio si limitano a 30 minuti, il rischio scende dell'8%. Il calo è del 22% se appena 5 minuti di sedentarietà vengono rimpiazzati da 300 secondi di esercizio intenso. Il quadro appare chiaro, ma serve una precisazione: la ricerca presenta limiti, perché i ricercatori hanno condotto un'analisi statistica di uno studio osservazionale, senza un dimostrato rapporto causa-effetto. 

9 ago 2026

Sinner salta Cincinnati? Il dubbio di Jannik verso gli Us Open

(Adnkronos) - Jannik Sinner e il dilemma della partenza verso gli Stati Uniti. Il numero uno del ranking Atp pensa alle prossime mosse in vista degli Us Open, l'appuntamento cruciale delle prossime settimane, dopo i controlli degli ultimi giorni tra Milano e Torino per un fastidio al ginocchio destro. Cincinnati, in questo senso, può aspettare. O forse no. È il grande dubbio che accompagna le ore dell'azzurro, alle prese con un problema che continua a suggerire prudenza per evitare sovraccarichi inutili. Sinner sta rispondendo bene alle terapie, ma insieme ai membri del suo staff si sta ponendo una domanda non banale: "Vale la pena giocare il Masters 1000 americano o è meglio fermarsi per arrivare al top, e senza rischi, agli Us Open?". Una valutazione che Jannik sta facendo insieme al suo staff medico. 

La priorità di Sinner è nota: Jannik vuole arrivare al 100% all’ultimo Slam della stagione e, proprio per questo, ogni decisione viene pesata e studiata con grande attenzione. Il torneo di Cincinnati comincerà giovedì, ma il calendario può essere ancora modificato. La partenza, fissata inizialmente per oggi, potrebbe slittare dopo il controllo di ieri al JMedical di Torino. 

Il motivo? Jannik potrebbe restare in Italia ancora qualche giorno, continuando il lavoro sul ginocchio e rimandando la trasferta in Ohio. Anche in caso di rinuncia al torneo, potrebbe raggiungere l'America in seguito per 'acclimatarsi' e allenarsi nel modo migliore verso l'ultimo Slam della stagione. Un dubbio delicato per l'azzurro, che dovrà decidere se partecipare a un Masters 1000 importante o focalizzare le energie sul grande obiettivo di New York, prima del gran finale di stagione.  

9 ago 2026

Morto Massimiliano Cencelli, l’uomo che inventò il 'manuale' della spartizione del potere

(Adnkronos) - E' morto a Roma Massimiliano Cencelli, funzionario della Dc, il padre del famoso manuale di spartizioni politiche che prese il suo cognome. Aveva 90 anni. Con lui scompare una figura appartenente a una stagione ormai lontana della politica italiana ma resta un'espressione che continua a essere utilizzata ogni volta che la composizione di un governo, la nomina dei vertici di un ente o la distribuzione degli incarichi pubblici viene letta attraverso la lente degli equilibri politici. 

Gianfranco Rotondi, ex leader Dc, ora deputato di Fdi, commenta così la sua scomparsa: ''Più del leader del partito, Cencelli è sempre rimasto nella cronaca, non ne è mai uscito e mai ne uscirà. Il suo capolavoro fu un manuela tanto celebrato quanto paradossalmente mai pubblicato: il manuale Cencelli''. 

 

C'è un destino singolare, e forse irripetibile, nella storia politica italiana: quello di diventare un nome comune. Non una carica, una legge o una stagione politica ma un cognome capace di entrare nel vocabolario del Paese e di trasformarsi in una parola utilizzata per descrivere un intero modo di fare politica. È quanto accaduto a Massimiliano Cencelli, il cui nome è diventato indissolubilmente legato al cosiddetto 'Manuale Cencelli', espressione ancora oggi utilizzata per indicare la distribuzione degli incarichi politici sulla base del peso delle diverse forze, correnti e partiti. 

Nato a Roma nel 1936, Cencelli si iscrisse alla Democrazia Cristiana nel 1954, a soli diciotto anni. Negli anni successivi entrò nell'organizzazione del partito e ne diventò funzionario, vivendo dall'interno una delle caratteristiche più peculiari della Democrazia Cristiana: la presenza di numerose correnti, ciascuna con il proprio peso, i propri esponenti e le proprie aspirazioni. Fu segretario di Adolfo Sarti, importante esponente democristiano e più volte ministro. In seguito collaborò con Nicola Mancino, destinato a ricoprire incarichi istituzionali di primo piano, fino alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura. È in questo mondo, fatto di congressi, correnti, tessere, incarichi e complessi equilibri interni, che Cencelli costruì la sua esperienza. Un osservatorio privilegiato sulla macchina politica della Prima Repubblica. 

La leggenda del Manuale Cencelli affonda le sue radici nel 1967, al congresso della Democrazia Cristiana di Milano. In quell'occasione la corrente dei cosiddetti 'pontieri', nata per fare da collegamento tra la maggioranza e la sinistra del partito, ottenne circa il 12 per cento. Si pose allora il problema di come tradurre quel risultato nella distribuzione degli incarichi. Cencelli raccontò molti anni dopo di aver proposto un principio apparentemente semplice: se in una società gli incarichi vengono distribuiti in proporzione alle azioni possedute, lo stesso criterio avrebbe potuto essere applicato alla politica, rapportando gli incarichi al peso delle correnti e al numero delle tessere. Non era soltanto una battuta. Era il tentativo di trasformare gli equilibri politici in una sorta di aritmetica del potere. 

La vicenda venne raccontata dallo stesso Cencelli in un'intervista ad Avvenire del 25 luglio 2003. Da allora il suo nome è rimasto legato a quel metodo, anche se il 'manuale' è diventato nel tempo qualcosa di più di un semplice documento: una metafora. A rendere popolare l'espressione contribuì anche l'ironia di Mario Sarti. Quando i giornalisti cercavano di capire in anticipo come sarebbe stato composto un governo durante una crisi politica, la risposta diventava una battuta: "Chiedetelo a Cencelli". Il nome del funzionario cominciò così a circolare tra giornalisti e politici fino a diventare sinonimo di una pratica: stabilire quanti incarichi spettassero a ciascun gruppo sulla base del suo peso. Da allora 'Manuale Cencell'» è diventata un'espressione spesso usata in senso ironico o polemico. Non indica necessariamente un documento preciso da consultare ma un metodo, reale o presunto, con cui la politica distribuisce le proprie caselle. 

C'è poi un elemento quasi leggendario nella storia del documento. Le copie cartacee del Manuale Cencelli sarebbero pochissime. Si tratterebbe di un fascicolo di appena otto pagine dattiloscritte, probabilmente scritto dallo stesso Cencelli e riprodotto con carta carbone. Il paradosso è evidente: un documento minuscolo e quasi introvabile è diventato molto più famoso del suo autore e della sua effettiva consistenza. Perché il vero 'Manuale Cencelli', nel corso degli anni, ha smesso di essere un fascicolo ed è diventato una categoria politica. La Democrazia Cristiana non esiste più, la Prima Repubblica appartiene alla storia e il sistema dei partiti è profondamente cambiato. Eppure il cognome Cencelli è sopravvissuto. 

Ogni volta che una maggioranza deve distribuire ministeri, sottosegretariati, presidenze, vicepresidenze, consigli di amministrazione o altri incarichi, torna la domanda: si sta scegliendo in base alle competenze o in base alle quote? È proprio qui che il 'Manuale Cencelli' ha trovato la sua seconda vita. Il termine non descrive più soltanto la politica democristiana ma una tentazione ricorrente della politica italiana: quella di considerare gli incarichi come caselle da assegnare per mantenere un equilibrio tra gruppi. Cencelli stesso, nel corso della sua vita, rimase legato alla politica anche dopo la fine della Democrazia Cristiana.  

Nel 2001 fu candidato nella lista de La Margherita per il Consiglio comunale di Roma. Ma la sua fama rimase legata soprattutto a quella stagione precedente, quando il sistema delle correnti rappresentava uno degli elementi centrali della vita politica italiana. La storia di Massimiliano Cencelli è, dunque, anche la storia di una trasformazione linguistica. Un cognome proprio è diventato un sostantivo, quasi un verbo implicito: "applicare il Cencelli" significa calcolare, pesare e distribuire. (di Paolo Martini) 

9 ago 2026

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