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Behind Your Screen, la dirigente scolastica dell’istituto Orsa Maggiore: "Fondamentale feedback ragazzi"

(Adnkronos) - Il progetto Behind Your Screen “è stato accolto dall’istituto con grande entusiasmo perché quella dell’utilizzo dei social network da parte dei più giovani è una tematica su cui noi come scuola ci interroghiamo già da diverso tempo”. Così la dirigente scolastica dell’istituto Comprensivo ‘Orsa Maggiore’ di Roma, Ida Romano, nel corso della presentazione del progetto didattico per l’educazione civica che permetterà agli studenti di contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, tenutasi presso l’istituto da lei coordinato e attivo nel quartiere Torrino. 

“Quello che ci preoccupa di più è il fatto che i nostri ragazzi crescano consapevoli dell'utilizzo di questi nuovi strumenti e sappiano usarli bene - ha continuato la dirigente scolastica dell’istituto Comprensivo ‘Orsa Maggiore’ -. Quello che ci ha colpito maggiormente è stato l'entusiasmo con cui gli studenti hanno accolto questo progetto”. La donna ha poi concluso sottolineando come i ragazzi e le ragazze coinvolte abbiano risposto con grande entusiasmo. “Sono stati loro il vero motore di questo progetto che ovviamente porta li porta a porre la loro attenzione su ciò che c'è dietro internet”. 

“Per noi è stato facile coinvolgerli perché sono stati loro che ci hanno portato a scoprire nuove situazioni perché hanno fatto tante domande, hanno scritto hanno riportato alle famiglie e quindi insomma per noi il loro feedback è stato veramente importante”, ha concluso la dottoressa Romano. 

7 ott 2026

Sinner, Berrettini: "Gli ho scritto, non vedo l'ora che torni in campo"

7 ott 2026

Scuola, Battaglia (Vik School) su Behind your screen: "Creiamo consapevolezza all’uso dei social"

(Adnkronos) - Behind Your Screen “è un progetto che non si propone di vietare l'uso dei social network e di internet ma mira a sviluppare il senso critico e la consapevolezza nei ragazzi. Lo dice lo stesso titolo dare loro la possibilità di guardare cosa c'è dietro lo schermo dei propri cellulari”. Lo ha detto il Ceo di Vik School, Pasquale Battaglia, nel corso della presentazione del progetto didattico per l’educazione civica che permetterà agli studenti di contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, tenutasi presso l’Istituto Comprensivo "Orsa Maggiore” a Roma. 

“L’idea l’abbiamo costruita insieme ai ragazzi perché riteniamo che il valore aggiunto di questa iniziativa sia stata quella di raccogliere le loro istanze - ha continuato il ceo di Vik School -. Abbiamo costruito una storia all'interno della quale loro possono ritrovarsi e abbiamo posto loro delle domande a cui hanno risposto”. Un lavoro che ha visto Commissione europea, Vik, scuola e studenti impegnati in una collaborazione a 360 gradi. “Questo è un primo step attraverso il quale raccoglieremo ulteriori istanze per poi valutare l'ipotesi di espandere eventualmente le iniziative”, ha continuato Battaglia. 

L’uomo ha poi concluso sottolineando che l’iniziativa è già presente su tutto il territorio. È attiva in diverse regioni italiane - ha sottolineato il Ceo di Vik -. Solo a Roma due sono le scuole, le altre circa 20 scuole sono diffuse dal Piemonte alla Sicilia” 

7 ott 2026

Claudio Casini: "Behind Your Screen in linea con iniziative Commissione"

7 ott 2026

Mattarella firma tre decreti di grazia: c'è anche gioielliere Gianni che uccise due rapinatori

(Adnkronos) - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato –ai sensi di quanto previsto dall’articolo 87 comma 11 della Costituzione– tre decreti di grazia, in ordine ai quali il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Il Quirinale, per motivi di privacy, rende noto solo un nome dei tre destinatari del provvedimento. Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il presidente della Repubblica, spiega il comunicato, ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto il differimento dell’esecuzione della pena. 

Gli altri due decreti di grazia, spiega ancora il comunicato del Quirinale, hanno riguardato il primo Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008, nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima all’interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del provvedimento di grazia parziale, l’interessato dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi da consentire al competente Tribunale di sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale (articolo 47 dell’ordinamento penitenziario).  

L’altro provvedimento ha riguardato G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale –che ha estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da espiare– il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si è dato atto del mutamento di vita del condannato, che ha già avviato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia minore. Anche in questo caso, a seguito dell’atto di clemenza la pena residua da espiare rientra nel limite che consente l’eventuale concessione della misura alternativa dell’affidamento in prova. 

7 ott 2026

Uso consapevole del digitale, presentato a Roma modulo didattico dedicato alla 'media literacy'

(Adnkronos) - Decodificare il funzionamento dei feed digitali, contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, partendo dagli adolescenti, coinvolgendo il corpo docente e le famiglie. Sono questi i temi al centro dell’incontro svoltosi oggi tra il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia Claudio Casini e gli studenti dell’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma. L’appuntamento ha coronato un percorso partecipativo di co-design che ha visto gli studenti protagonisti dello sviluppo di un modulo didattico interattivo dedicato alla media literacy. Lo strumento, concepito da e per i ragazzi, è stato pensato per promuovere un uso consapevole delle tecnologie e dei device (smartphone, laptop, tablet) su cui passano molte ore al giorno. La piattaforma entrerà ora in una fase operativa su scala nazionale: 15 scuole secondarie, 159 classi e circa 3.500 studenti, in tutta Italia tra Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte la adotteranno ufficialmente come strumento didattico durante le ore di educazione civica e cittadinanza. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle priorità dell’Unione Europea a tutela dei minori nello spazio digitale, richiamate con forza dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen anche nel discorso sullo Stato dell’Unione 2026, dove ha posto l'accento sulla necessità di sottrarre i più giovani alla trappola dello scorrimento infinito (endless scrolling) e restituire loro il tempo reale per l'immaginazione, il confronto e la crescita personale. Una preoccupazione confermata anche dai recenti dati dell’Eurobarometro, che evidenziano come in una tipica giornata di scuola, il 25% degli adolescenti europei supera già le sei ore davanti allo schermo; un dato che sale a l 46% durante il fine settimana, quando il 14% oltrepassa persino la soglia delle dieci ore al giorno, con crescenti ripercussioni sulla qualità del sonno, sulla capacità di concentrazione e sul benessere psicologico. Tra le varie azioni possibili, il 46% dei genitori italiani interpellati per il sondaggio si dicono favorevoli a una maggiore educazione nelle scuole, più della media europea che si attesta al 39%.  

In risposta a queste sfide, la Commissione ha avanzato la proposta legislativa dell'EU Kids Act, un quadro normativo armonizzato volto a garantire ambienti digitali sicuri fin dalla progettazione (safety by design). Il regolamento propone requisiti rigorosi proporzionati all'età degli utenti: Chi ha meno di 13 anni: non potrà accedere ai social media. Potrà comunque utilizzare servizi di condivisione di video specificamente progettati per questa fascia di età attraverso un account gestito da un genitore o da un tutore; chi ha 13 o 14 anni: potrà utilizzare i social media attraverso un mini-account gestito da un genitore o da un tutore, con funzioni limitate e al massimo per un'ora al giorno; chi ha dai 15 anni in su: potrà aprire e gestire il proprio account sui social media. Le tutele si estendono a tutti i servizi digitali frequentati dai minori (piattaforme social, video sharing, gaming online, chatbot e compagni virtuali basati su IA), imponendo lo stop alle notifiche push notturne, il blocco di contatti non richiesti da estranei, profili privati per impostazione predefinita e la disattivazione degli automatismi che inducono dipendenza. In questo quadro, l’adozione del modulo educativo promosso dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia e da VIK School consentirà a docenti e studenti di sperimentare uno strumento concreto che promuova: l'analisi degli algoritmi dei social media per individuarne i meccanismi che generano dipendenza. Un esempio emblematico è lo scrolling infinito: poiché il flusso di contenuti si aggiorna continuamente senza mai esaurirsi, non c’è un momento in cui si riesca a interrompere la navigazione; la verifica delle fonti, riconoscendo disinformazione mirata, manipolazioni e contenuti generati da intelligenza artificiale (deepfake); il benessere digitale e gestione del tempo, favorendo un equilibrio sano tra presenza online e vita reale. L’iniziativa pilota così descritta potrà successivamente essere estesa ad altre reti scolastiche di secondo grado a livello nazionale su base volontaria, allineandosi alle linee guida della strategia UE Better Internet for Kids (BIK+) e ai principi di responsabilizzazione promossi dal quadro normativo europeo per i servizi digitali. 

"Oggi siamo qui per avviare un confronto diretto con gli studenti e testare un modello didattico innovativo. A dicembre tireremo le somme di questa progettualità con un nuovo incontro mettendo sempre al centro gli studenti ed insegnanti e la loro esperienza diretta. Attraverso il Digital Services Act - ha detto Claudio Casini, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea - stiamo richiamando le piattaforme ai loro doveri di trasparenza e responsabilità, ma è altrettanto decisivo sviluppare gli anticorpi della consapevolezza digitale a partire dalla scuola, coinvolgendo docenti e famiglie. È la stessa direzione tracciata dalla proposta dell'EU Kids Act: combinare tutele normative e strumenti educativi affinché le nuove generazioni possano abitare il digitale in modo libero, sicuro e consapevole". Secondo Pasquale Battaglia, Ceo di VIK School “i ragazzi non hanno bisogno di sentirsi dire che gli algoritmi sono pericolosi: hanno bisogno di capire come funzionano. Con Behind Your Screen li portiamo dietro le quinte dei social a scoprire chi sceglie per loro. È da qui che passa la tutela dei minori online: da ragazzi capaci di riconoscere i meccanismi, non solo di subirli”.  

 

7 ott 2026

Euro 2032, le regole per gli stadi: niente posti in piedi

(Adnkronos) - Niente posti in piedi negli stadi italiani. Le regole Uefa, in vista degli Europei 2032, fissano paletti ben precisi: tutti gli spettatori dovranno disporre di un posto a sedere nell'impianto. La norma ovviamente ha un impatto sulla candidatura dell'Italia in vista della rassegna continentale, come spiega il ministro per lo Sport, Andrea Abodi. "L'Uefa, a decorre dalla fine degli anni '80, ha per decenni stabilito un divieto assoluto per gli stadi di propria competenza di prevedere i posti in piedi. Tuttavia la sperimentazione condotta tra il 2022 e il 2024 ha consentito alla Uefa stessa di prevedere una deroga che permetta per alcune competizioni la presenza di tali posti all'interno degli stadi qualora autorizzata anche dalle singole legislazioni nazionali. Tale deroga non è prevista per i campionati europei di calcio Euro 2032", dice rispondendo a un’interrogazione di +Europa alla Camera. 

Uno stadio italiano, in particolare, è coinvolto nel discorso. "Per quanto attiene allo specifico caso della ristrutturazione interna dello stadio comunale 'Luigi Ferraris' -aggiunge il ministro- candidato a ospitare le competizioni previste per Euro 2032, dagli elementi acquisiti dagli uffici delle strutture tecniche competenti emerge come lo stesso progetto non contempli la previsione di posti in piedi e non potrebbe essere diversamente vista la citata candidatura a fronte del divieto previsto dalle norme tecniche della Uefa". Lo stadio di Marassi è caratterizzato dalle storiche 'gradinate' Nord e Sud occupate dai tifosi del Genoa e della Sampdoria. I settori più caldi del tifo genovese cambieranno volto con la ristrutturazione, quindi. "C'è una piena disponibilità a ritrovarsi attorno a un tavolo con tutti i soggetti che saranno interessati fermo restando le premesse che determinano un'alternativa: o partecipare alla competizione per Euro 2032 o scegliere un percorso diverso uscendo dalla procedura europea e quindi andare a lavorare su un progetto che preveda questa nuova fattispecie che altri Paesi stanno sperimentando". 

7 ott 2026

Simeone e la fortuna fuori dal campo: "Possiede 180 appartamenti a Madrid"

(Adnkronos) - Diego Pablo Simeone ha un vero e proprio 'tesoro nascosto'. L'allenatore dell'Atletico Madrid è tra i tecnici più pagati d'Europa, con uno stipendio da oltre 30 milioni di euro, ma nel corso di questi anni l'ex centrocampista argentino ha investito, e tanto, anche nel settore immobiliare. Un'inchiesta condotta in Spagna ha rivelato infatti che Simeone possiede ben 180 appartamenti a Madrid e diverse residenze per studenti, che gli permettono di avere una fortuna 'extra' e unn investimento a lungo termine quando smetterà di allenare. 

Gli investimenti immobiliari del Cholo, in particolare, vengono gestiti dalla compagna, Carla Pereyra, come rivelato dal programma spagnolo 'Equipo de Investigacion', che ha rivelato anche la portata economica degli investimenti: al bilancio del 2024 il patrimonio immobiliare dei due ammontava a circa 40 milioni di euro. Il tutto viene gestito attraverso una società chiamata 'Carpesim', che altro non è che un acronimo con le iniziali di nome e cognome della donna e soltanto il cognome dell'allenatore dell'Atletico: "Carla Pereyra è la forza trainante dell'attività immobiliare di Simeone perché conosce bene il settore". 

Simeone ripone piena fiducia nella compagna, che "proviene da una famiglia di architetti e ha effettuato diversi investimenti immobiliari fin da giovane". Gli investimenti della coppia sono cominciati fin dal loro arrivo in Spagna: "Appena sbarcati hanno portato avanti un'idea d'investimento tradizionale: acquistare e accumulare appartamenti da affittare". E oggi Simeone può contare su un vero e proprio tesoro fuori dal campo. 

 

7 ott 2026

Tor Vergata Innovation day, impegno ateneo in progetti e competenze

(Adnkronos) - Oltre 90 milioni di euro per 91 progetti di ricerca e una rete di 380 partner scientifici, industriali e attori di sistema: l’Università di Roma Tor Vergata è stata coinvolta complessivamente in 48 progetti di interesse nazionale, 19 come partner di programma, 16 attraverso bandi a cascata e 13 destinati ai giovani ricercatori. Sono i dati diffusi in occasione del convegno Pnrr-Pnc Tor Vergata Innovation Day - Connessioni che generano futuro. Dietro ai progetti ci sono i circa 300 professori e ricercatori coinvolti nella massa critica scientifica, circa 200 persone reclutate nei progetti tra tecnologi, dottorandi, laureati, ricercatori e borsisti e 220 borse per dottorati innovativi.  

I progetti PNRR e PNC che coinvolgono Tor Vergata hanno permesso di costruire relazioni, tra gli altri, con 128 partner di ricerca, 108 tra grandi, piccole e medie imprese e 31 stakeholder di carattere generale. Tra i maggiori progetti, Rome Technopole, Restart e Dare, quelli con impatto economico e di ricerca maggiore, arrivando ad assorbire oltre il 30% delle risorse totali. Un ruolo fondamentale quello di Roma Tor Vergata nel mettere a disposizione competenze scientifiche, infrastrutture, giovani talenti, capacità di collaborazione, un impegno che l’ateneo ha articolato in diverse aree tematiche che testimoniano la ricchezza scientifica e la multidisciplinarità.  

Formazione, internazionalizzazione; infrastrutture digitali e connettività dai big data al super calcolo, al calcolo quantistico fino l'evoluzione delle rete 5G e 6G. Medicina di precisione, la salute digitale e la prevenzione, dalle terapie a rna alla medicina personalizzata, dalle neuroscienze alla diagnostica avanzata e agli strumenti digitali per la prevenzione: tecnologia al servizio della persona e della qualità della vita, un ampio spettro, anche intendendo il concetto One Health. 

 

L’area dell'energia, dell'ambiente, dell'economia circolare, lavorando su idrogeno, celle combustibili, nell’ottica di economia circolare, transizione energetica e sostenibilità. 

E ancora le frontiere dello spazio e della materia, sfide scientifiche che vanno dalle missioni satellitari e dai grandi progetti di Digital Twin alla ricerca sulle onde gravitazionali, dalle sorgenti X ad acceleratori al plasma fino allo studio delle origini della vita nello spazio. 

“Queste aree non sono compartimenti separati, ma vengono concepite come parti di un unico ecosistema ed è proprio nell'incontro tra salute e digitale, energia e nuovi materiali, spazio e tecnologie avanzate, formazione e trasferimento tecnologico che possono nascere le innovazioni più significative, ai confini tra le discipline", afferma il rettore Nathan Levialdi Ghiron. "Un ecosistema di innovazione non vive soltanto di idee e di risultati scientifici, vive anche delle competenze professionali, organizzative, amministrative e tecniche che ne sostengono quotidianamente il funzionamento”. Il vero risultato di questi anni "non può essere però soltanto quello di aver realizzato progetti importanti. Dobbiamo fare in modo che le reti e le collaborazioni costruite attraverso questi progetti rimangano vive e continuino a produrre valore nel tempo”, aggiunge. 

"La nostra responsabilità è fare in modo che rimangano molto più dei singoli progetti. Perché connessioni che generano futuro non è soltanto il titolo di questa giornata, ma riassume in uno slogan la direzione nella quale vogliamo far crescere Tor Vergata”, ha concluso il rettore.  

 

“I finanziamenti Pnrr e Pnc sono stati una grande opportunità per il nostro Ateneo. La sfida che ci attende e che siamo pronti ad affrontare è quella di dare continuità al grande patrimonio acquisito sia di capitale umano sia tecnologico, a manutenere le attrezzature e assicurare la continuità ai laboratori, alle piattaforme, a tutti i prodotti di ricerca su cui abbiamo lavorato. Siamo certi che con l’appoggio delle Istituzioni daremo un futuro scintillante ai nostri progetti e alle sinergie che potremo creare in futuro”, sottolinea il prorettore alla Ricerca Massimo Federici 

“La stagione del Pnrr e Pnc ha rafforzato una rete di relazioni tra le università, le imprese e le istituzioni, una risorsa strategica per il nostro Ateneo e per il territorio. Queste esperienze dimostrano che il trasferimento tecnologico può assumere forme molteplici, con lo sviluppo di un prototipo, o con la costituzione di una nuova impresa, permettendo che la conoscenza prodotta dall'Università contribuisca allo sviluppo economico e sociale”, spiega Renato Baciocchi, prorettore al Trasferimento tecnologico, responsabile scientifico per il progetto Rome Technopole. 

7 ott 2026

Giallo di Pietracatella, esclusa ingestione accidentale ricina: in sangue vittime grande quantità di veleno

7 ott 2026

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