Logo Il Foglio

Scioperi ottobre 2026, si apre e si chiude con due 'generali': dalla scuola ai trasporti, tutte le date

(Adnkronos) - Due scioperi generali, disagi per il trasporto pubblico locale, e tre date da segnare in rosso per la scuola: 2 e 30 ottobre, ovvero quelle degli scioperi generali, e 16 ottobre per la mobilitazione nazionale di settore. Questa la prima panoramica delle proteste in programma per il mese di ottobre che, dunque, si apre e si chiude con due scioperi nazionali generali, con disagi che coinvolgeranno per le intere giornate un po' tutte le categorie pubbliche e private, con alcune eccezioni.  

 

Il primo sciopero generale, quello del 2 ottobre proclamato da Csle con l'adesione di Fi-si, riguarderà le ferrovie (ma 'solo' dalle 11 alle 14), agricoltura e allevamento, marittimi, enti locali, forze dell’ordine, scuola, vigilanza privata, sanità, metalmeccanici. Le richieste alla base dello sciopero, fa sapere la Confederazione Sindacale Lavoratori Europei, sono "abbassamento dei prezzi di benzina, generi alimentari, tassazione feroce attuale; aumento degli stipendi per permette alle persone di affrontare il costo della vivibilità quotidiana; avvio verso un indipendenza energetica che ci permetta di essere meno dipendenti da altre nazioni; e per una politica che incoraggi la crescita delle aziende italiane, agricole e non". 

Lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato da Usi Cit per l'intera giornata, riguarderà tutte le categorie, scuola compresa, ma con l'esclusione dei trasporti, ed è stato proclamato contro la guerra e le spese militari. La scuola si ferma anche il 16 ottobre per lo sciopero nazionale di tutto il personale docente, dirigente e Ata, di ruolo e precario, proclamato da Sisa per l'intera giornata. Al centro della protesta: salari, con la richiesta di un incremento del 20% degli stipendi per recuperare l'inflazione, e lavoro precario. 

 

Capitolo trasporti. In calendario per il mese di ottobre c'è uno sciopero nazionale che interessa il trasporto aereo, quello in casa Easyjet proclamato per il 16 ottobre da Usb Lavoro Privato, dalle ore 00.00 alle ore 23.59. Più complessa la situazione del trasporto pubblico locale, che vede una lunga lista di proteste proclamate a livello territoriale un po' in tutto il Paese.  

Si inizia il 3 ottobre a Genova con lo sciopero del Tpl locale (Amt) proclamato da Cub trasporti. Questi gli orari: per il trasporto urbano, da inizio servizio alle 5.30, dalle 9.30 alle 17.00 e dalle 21.00 a fine servizio; per l'extraurbano da inizio servizio alle 6.00, dalle 9.00 alle 17.00 e dalle 20.00 a fine servizio; per la ferrovia Genova-Casella da inizio servizio alle 6.30, dalle 9.30 alle 17.30 e dalle 20.30 a fine servizio. 

L'8 ottobre la protesta si sposta in Sicilia con lo sciopero dei lavoratori di Fs Security dalle ore 6.00 alle ore 22.00. La mobilitazione, proclamata da Fast Confsal e Orsa Trasporti, non comporterà automaticamente il blocco della circolazione ferroviaria regionale, visto che interessa una specifica categoria di lavoratori. Cosa che invece potrebbe accadere con lo sciopero successivo, quello che dal 12 al 13 ottobre coinvolgerà i lavoratori di Rfi in Sicilia, indetto da Uiltrasporti dalle ore 21 del 12 alle ore 21 del 13 ottobre. 

Il 9 ottobre sarà la giornata nera dei trasporti milanesi, Como e Monza della Brianza compresi. Due gli scioperi proclamati dai lavoratori di Atm Milano e Net, uno di Confial trasporti, l'altro da Ai Cobas, che rischiano di paralizzare la mobilità locale, dalla mattina alla fine del servizio. Il 10 ottobre sarà la volta di Firenze con lo sciopero dei dipendenti di Gest proclamato da Cobas Lavoro Privato per 24 ore, con fasce garantite 6.30-9.30 e 17.00-20.00. Per la Toscana, da segnare anche la data dello sciopero generale regionale proclamato da Cgil per l'intera giornata e per tutti i settori pubblici e privati con l'esclusione di scuola e trasporto aereo. 

Il 12 ottobre è in programma sciopero del trasporto pubblico locale di Bari (Amtab) indetto da Uitrasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Dal 15 al 16 ottobre si ferma il trasporto marittimo di Napoli e Salerno per lo sciopero dei lavoratori dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti dalle ore 00.00 del 15 alle ore 23.59 del 16 ottobre. 

Il 15 ottobre tocca al trasporto pubblico locale di Foggia (Ataf) con la protesta indetta da Faisa Cisal e Filt Cgil dalle ore 00.00 alle ore 5.30, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio. Il 15 ottobre si ferma anche il trasporto merci su rotaia in Lombardia dalle ore 00.00 alle ore 23.59 per la protesta dei lavoratori Db Cargo Italia indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa Ferrovie. Infine, il 16 ottobre, a rischio i trasporti a Napoli (Eav) per la protesta proclamata da Confail Faisa dalle ore 19.30 alle ore 23.30. 

 

Le altre proteste. Oltre a scuola e trasporti, ci sono anche altre categorie che saranno interessate dagli scioperi proclamati per il mese di ottobre. Tra questi, lo sciopero nazionale di magistrati togati e onorari, proclamato da Nuova Magistratura Onoraria, con l'astensione collettiva dalle attività giudiziarie dal 5 al 7 ottobre; il 12 ottobre, due gli scioperi nazionali indetti dai lavoratori di Wind Tre per l'intero turno, uno da Ugl, l'altro proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil; il 16 ottobre, sciopero nazionale di Vigili del Fuoco dalle ore 10.00 alle ore 14.00, proclamato da Fp Cgil. 

 

28 set 2026

Nations League, oggi Turchia-Italia: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv (in chiaro)

28 set 2026

Caro carburanti, scatta il tetto ai prezzi: Eni e IP abbassano benzina e diesel

(Adnkronos) - Scatta oggi, lunedì 28 settembre, il tetto ai prezzi dei carburanti. Eni applica da questa mattina il nuovo price cap sulla rete Enilive, con la benzina che non potrà superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro. Nello stesso giorno parte anche, ma in modo progressivo, il tetto annunciato da IP. Le due iniziative potrebbero coinvolgere complessivamente circa 8.500 distributori, quasi il 39% della rete italiana. 

Per Eni ed Enilive il limite sarà inizialmente valido per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine dell'anno in base all'andamento del mercato e alle condizioni di approvvigionamento. 

Per IP, invece, il meccanismo parte oggi ma sarà applicato progressivamente sulla rete a marchio IP. La società non ha ancora comunicato un valore numerico del tetto. Socar ha spiegato che il prezzo sarà stabilito tenendo conto delle diverse esigenze della filiera e con l'obiettivo di garantire il sostegno ai partner e ai retisti. 

L'effetto combinato delle iniziative potrebbe interessare circa 8.500 punti vendita in Italia. Ai circa 4.000 distributori Eni/Enilive si aggiungono infatti i circa 4.500 punti vendita IP. 

La rete complessivamente interessata arriverebbe così a circa il 39% dei circa 22mila distributori italiani. 

Restano intanto sotto osservazione gli altri grandi operatori del settore. Tra quelli che potrebbero valutare un'adesione al meccanismo di contenimento dei prezzi c'è anche Esso. Socar ha inoltre fatto sapere che saranno studiate le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP. 

 

Il provvedimento di Eni rappresenta il primo intervento concreto sul prezzo alla pompa. Da oggi, sulla rete interessata, la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro, mentre il limite per il diesel sarà di 2,19 euro al litro. 

La misura arriva in una fase di forte pressione sui prezzi dei carburanti e dopo gli appelli rivolti alle grandi compagnie affinché contribuiscano a ridurre l'impatto del caro carburanti su famiglie e imprese. 

 

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente la decisione di IP. “Dopo Eni, anche Ip ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti”, ha dichiarato la premier. 

Meloni ha quindi ringraziato il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf, assicurando: “Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d'acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”. 

 

Secondo Adusbef, sulla base dei listini medi dei carburanti comunicati dal Mimit il 27 settembre, sulla rete ordinaria il tetto Eni determina una differenza di 16,9 centesimi al litro per la benzina e di 18,7 centesimi per il gasolio rispetto ai prezzi medi rilevati. 

Considerando un rifornimento da 50 litri, il risparmio medio stimato è quindi di 8,45 euro per la benzina e 9,35 euro per il gasolio. 

Il vantaggio può essere maggiore nelle zone dove i prezzi alla pompa sono più elevati rispetto alla media nazionale. 

A Bolzano, ad esempio, dove il gasolio era indicato a 2,428 euro al litro, Adusbef stima un risparmio di circa 11,90 euro su un pieno di diesel e di 10,50 euro sulla benzina. Per il gasolio seguono la Valle d'Aosta, con circa 10,70 euro di risparmio, e il Friuli Venezia Giulia, con circa 10,50 euro. 

Per la benzina, tra le aree con i maggiori vantaggi figurano anche Friuli Venezia Giulia e Calabria, con un risparmio stimato di circa 9,60 euro a pieno. 

Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, ha inoltre sostenuto che il beneficio potrebbe aumentare qualora il dimezzamento del taglio delle accise entrato in vigore sabato venisse trasferito integralmente sui prezzi alla pompa. Si tratta, in questo caso, di una valutazione dell'associazione. 

 

 

 

28 set 2026

Baresi, a Milano vandalizzato il murales per il capitano del Milan

27 set 2026

Trump, cena privata alla Casa Bianca con il capo di Anthropic Amodei: disgelo sull’AI?

(Adnkronos) - Cena privata alla Casa Bianca questa sera tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Ceo di Anthropic, Dario Amodei. E' quanto riferisce 'Axios'. La cena, che costituisce il primo incontro uno a uno tra i due, potrebbe rappresentare un segnale di un miglioramento dei rapporti tra Anthropic e l'amministrazione Trump, dopo un periodo di numerose tensioni. Trump e lo Speaker della Camera Mike Johnson prevedono di incontrare martedì i principali Ceo dell'intelligenza artificiale alla Casa Bianca, e questa cena amichevole, scrive 'Axios', "rappresenta un antipasto". 

L'amministrazione Trump, ricorda il 'Wall Street Journal', è stata critica nei confronti di Anthropic e della sua spinta ad aumentare la supervisione dei modelli di Ia. L'incontro previsto alla Casa Bianca, rileva il quotidiano economico Usa, "arriva poche settimane dopo che Amodei ha chiesto alle principali aziende statunitensi di Ia di rallentare il ritmo dello sviluppo. L'incontro potrebbe rappresentare un'opportunità per la startup, che dovrebbe lanciare entro la fine di quest'anno una mega Ipo, di migliorare il suo rapporto con l'amministrazione Trump. I consiglieri di Trump sono stati critici nei confronti di Amodei, e il Pentagono all'inizio di quest'anno ha definito l'azienda un rischio per la sicurezza. 

La Casa Bianca, a giugno, ha costretto la startup a chiudere l'accesso a due dei suoi modelli per motivi di sicurezza per due settimane e mezzo. Tom Brown, cofondatore di Anthropic e chief compute officer dell'azienda, è stato uno dei principali interlocutori per cercare di risolvere il contenzioso. Il Dipartimento della Difesa ha definito Anthropic un rischio per la sicurezza a febbrai - dopo che Anthropic si è opposta all'uso della sua Ia nelle armi autonome e nella sorveglianza - e ha vietato all'azienda di collaborare con il governo federale.  

Un funzionario della Casa Bianca ha ribadito la visione di Trump secondo cui gli Stati Uniti devono rimanere la superpotenza preminente dell'Ia e che le macchine devono essere orientate a proteggere gli interessi e i consumatori americani. Alcuni Ceo del settore tecnologico si sono recentemente uniti a Trump la scorsa settimana durante una cena di stato con il leader cinese Xi Jinping, tra cui Elon Musk di SpaceX, Sam Altman di OpenAI e Sundar Pichai di Google. Amodei non ha partecipato. 

27 set 2026

Carburanti, Cgia accoglie sconto Eni ma avverte: "Rincari record, intervenga la Ue"

(Adnkronos) - La Cgia saluta con soddisfazione lo sconto che le aree di servizio Eni applicheranno sul prezzo di benzina e diesel, ma ricorda che la situazione resta comunque molto critica. Rispetto al giorno precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran, il 27 febbraio 2026, sottolinea l'associazione, chi farà il pieno nei prossimi giorni presso i distributori Eni pagherà comunque il 19,2 % in più per la benzina e il 27,3 % in più per il diesel. Aumenti che, comunque, rischiano di minare la tenuta finanziaria di famiglie, pendolari e parecchie categorie economiche che da domani decideranno di fare il pieno presso i distributori Eni. 

Certo, sono incrementi più contenuti rispetto ai prezzi medi applicati sulla rete nazionale in modalità self dalle altre compagnie, rileva la Cgia segnalando che rispetto al 27 febbraio scorso, oggi gli aumenti si attestano sul +29% per la benzina e sul +36% per il gasolio. Ecco perché – sostiene la Cgia – è necessario un intervento di Bruxelles che permetta agli stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici, affinché possano ridurre le componenti fiscali sul prezzo alla pompa; così come si fece nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. 

Gli aumenti di benzina e diesel sino ad ora non hanno pesato solo sulle tasche di famiglie e pendolari, ma anche su chi usa l'auto ogni giorno per lavoro o possiede un autocarro per trasportare delle merci. Le categorie professionali più colpite sono i camionisti, i tassisti e gli agenti di commercio. Per queste due ultime categorie la situazione è particolarmente difficile, si evidenzia: non possono scaricare l'aumento dei costi sui clienti o sulla filiera, e quindi finiscono per assorbirlo interamente. I camionisti, invece, possono farlo raramente e contare sul credito d'imposta pensato per compensare il caro-carburante. Ma non tutti ne hanno diritto: restano esclusi quelli che possiedono mezzi pesanti sotto le 7,5 tonnellate, oppure mezzi più pesanti che però non rientrano nelle categorie ambientali più green, come gli Euro V e gli Euro VI. In Italia il 40 per cento circa delle imprese di autotrasporto non dispone di mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate.  

Il caro-carburante ha spinto il governo Meloni ad agire più volte per aiutare famiglie e imprese. Dal 19 marzo scorso a oggi, l'esecutivo ha varato ben 13 provvedimenti con un obiettivo preciso: ridurre le accise, cioè quelle tasse "nascoste" che pesano sul prezzo di benzina e gasolio ogni volta che li mettiamo nel serbatoio. Questa scelta ha avuto un costo importante per lo Stato: 2,1 miliardi di euro. Ma il sostegno non si è fermato qui. Il governo ha pensato anche a chi, per lavoro, dipende in modo particolare dal carburante: come gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori. A questi settori sono stati destinati altri 500 milioni di euro circa, sotto forma di crediti d'imposta, uno sconto fiscale che permette alle aziende di recuperare parte delle spese sostenute per il gasolio.  

In totale, quindi, la manovra anti caro-carburante messa in campo dal governo negli ultimi 6,5 mesi supera i 2,6 miliardi di euro, tra tagli diretti alle accise e agevolazioni fiscali mirate ai settori più esposti. Ricordiamo che da sabato 26 settembre il taglio delle accise sul diesel scende da 12,2 a 6,1 centesimi per litro. Questo sconto rimarrà in vigore fino al prossimo 5 ottobre. 

Nel marzo 2022, subito dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l’Unione Europea concesse agli Stati membri maggiore flessibilità sui vincoli di bilancio, in considerazione della straordinaria pressione esercitata sui prezzi dell'energia e sui bilanci pubblici. Il Governo Draghi ne approfittò tagliando, tra le altre cose, le accise sui carburanti per otto mesi consecutivi, con una spesa complessiva di 7,3 miliardi di euro, nel tentativo di contenere l'impatto del caro-carburante su famiglie e imprese. Si è trattato di un intervento quasi triplo rispetto a quello messo in campo dal Governo Meloni in 6,5 mesi del 2026, a fronte di uno scenario economico in parte diverso ma non privo di tensioni analoghe. Il confronto tra le due cifre, sottolinea la Cgia, solleva dunque un aspetto tutt'altro che marginale: sarebbe possibile, e opportuno, che Bruxelles la finisse di girarsi dall’altra parte e concedesse agli Stati membri un margine di flessibilità simile a quello garantito 4 anni fa in quella fase di emergenza. 

I camionisti da sempre devono fronteggiare costi immediati e ricavi differiti. Il gasolio, i pedaggi autostradali, la manutenzione dei mezzi, le assicurazioni e il personale devono essere pagati subito o a brevissimo termine. Al contrario, i tempi di incasso delle fatture possono arrivare anche a 90 o addirittura 120 giorni, soprattutto nei rapporti con grandi committenti o nella filiera logistica più complessa. Per arginare questa prassi, purtroppo trasversale all'intero sistema produttivo italiano, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto nell’ottobre 2025 con una circolare perentoria. Il provvedimento richiama i committenti al rispetto dei termini di pagamento nei confronti dei vettori, prevedendo sanzioni severe — fino al 10 per cento del fatturato annuo — irrogate dall’Autorità garante per la concorrenza (Agcom). In definitiva, la morsa tra l’impennata dei costi del carburante e la carenza di liquidità sta minando la stabilità finanziaria di numerose imprese di autotrasporto, soprattutto di piccola dimensione. 

Le tariffe che i tassisti applicano all'utenza sono di natura amministrativa, cioè stabilite per delibera dai Comuni che hanno rilasciato le licenze. Ovviamente, il tassametro non può essere manomesso: significa che ogni aumento del prezzo di benzina, gasolio o GPL registrato in questi mesi si è tradotto in un costo aggiuntivo che il tassista non può scaricare sul cliente, né compensare a breve con altre misure. A differenza di altre categorie di trasportatori, che in linea di massima possono adeguare i propri listini in base all'andamento dei costi, i tassisti restano vincolati a tariffe “bloccate” fino alla successiva delibera comunale, un processo spesso lento e che non tiene il passo con la volatilità dei prezzi energetici.  

Il risultato è una progressiva erosione dei margini: a fronte di un carburante che pesa in modo significativo sui costi di esercizio quotidiani, l'incasso resta invariato, riducendo di fatto il guadagno netto per ogni corsa effettuata. Questa rigidità tariffaria espone la categoria a una doppia pressione: da un lato l'aumento dei costi operativi, dall'altro l'impossibilità di traslarli immediatamente sull'utenza. Per questo le associazioni di categoria, in particolar modo la Cgia, chiedono da tempo meccanismi di adeguamento automatico delle tariffe, che permettano di reagire più rapidamente alle oscillazioni del mercato energetico, senza dover attendere i tempi burocratici delle delibere comunali. 

I rappresentanti di commercio costituiscono una delle categorie professionali più penalizzate dal rincaro dei carburanti, per una ragione strutturale legata alla natura stessa del loro lavoro: percorrere ogni giorno centinaia di chilometri in auto per visitare clienti, presentare prodotti e mantenere vivi i rapporti commerciali sul territorio. A differenza di molti altri lavoratori, per un rappresentante l'automobile non è un mezzo accessorio, ma lo strumento primario e insostituibile dell'attività. Questo comporta un consumo di carburante particolarmente elevato rispetto alla media, spesso con percorrenze annue che superano mediamente i 30-40mila chilometri. Ogni aumento del prezzo alla pompa si traduce quindi in un incremento immediato e consistente dei costi fissi di gestione, che gli agenti di commercio non possono scaricare sul mandante né, spesso, sui clienti finali, vincolati da provvigioni e accordi commerciali già definiti. A questo si aggiunge la rigidità delle provvigioni, che restano invariate indipendentemente dall'andamento dei costi di trasferta, erodendo progressivamente il margine reale guadagnato per ogni visita commerciale effettuata. Il risultato è una compressione del reddito netto che colpisce in modo sproporzionato una categoria già esposta alle oscillazioni del mercato e priva delle tutele tipiche del lavoro dipendente. 

  

In Italia le imprese attive nei tre comparti presi in esame in questo report ammontano complessivamente a 303.814 unità: 203.742 sono agenti di commercio, 68.482 operano nell'autotrasporto e 31.590 sono suddivise tra taxisti e Ncc. A livello regionale, segnala l’Ufficio studi della Cgia, la Lombardia si conferma la prima regione per numero di attività, con 49.333 imprese, davanti al Lazio con 29.018 e al Veneto con 28.913 . Scendendo a livello provinciale, la Città Metropolitana di Roma Capitale occupa il primo posto, con 22.468 imprese, seguita da Milano con 19.374 e Napoli con 15.613. In fondo alla classifica si collocano, invece, Gorizia con 460 aziende, Aosta con 341 e Isernia con appena 280. 

 

27 set 2026

Allarme terrorismo a base RAF Fairford, situazione sotto controllo: cinque arresti e indagini sul possibile ruolo dell’Iran

(Adnkronos) - La situazione intorno alla base aerea della Royal Air Force a Fairford, in Inghilterra, è sotto controllo dopo che un possibile attacco terroristico la notte scorsa è stato sventato contro una base militare britannica usata dagli Stati Uniti nel Gloucestershire per le loro operazioni in Iran. La polizia ha arrestato cinque uomini accusati di detenzione di esplosivi e di preparazione di un attentato.  

L'allarme è scattato alle 00.45 ora di Londra (l'1.45 in Italia) quando sono stati segnalati tre furgoni sospetti in avvicinamento alla base. La capo della polizia ad interim del Gloucestershire, Maggie Blyth, ha spiegato questa sera che un’unità specializzata nella neutralizzazione degli esplosivi continua a esaminare i tre veicoli nei pressi di Whelford. La stessa Blyth ha spiegato che la polizia antiterrorismo è ora alla guida delle indagini e deciderà se il caso debba essere dichiarato un incidente terroristico. Al momento non è stata presa alcuna decisione in questo senso ma si sta indagando per stabilire se il presunto complotto sia da collegare all’Iran o meno.  

Desta particolare preoccupazione un possibile coinvolgimento di Teheran perché la base viene utilizzata dalle forze armate statunitensi come base operativa avanzata e a luglio i Pasdaran iraniani avevano avvertito che qualsiasi base utilizzata per gli attacchi contro l'Iran sarebbero state considerate un obiettivo legittimo. Comunque gli investigatori stanno esaminando il possibile coinvolgimento anche di altri Stati ostili o di altri potenziali sospettati. 

La capo della polizia ad interim ha comunque tenuto a rassicurare la popolazione locale, affermando che l’incidente è ora sotto controllo dopo i "rapidi arresti". Blyth ha dichiarato che circa 85 famiglie dovranno trascorrere la serata lontano dalle proprie abitazioni. David Stanley, del Consiglio distrettuale dei Cotswolds, ha affermato che l’amministrazione fornirà assistenza ai residenti che necessitano di un alloggio o di altri servizi. 

Tornando alla cronologia della giornata, secondo la 'Bbc', una residente locale avrebbe avvisato la polizia osservando attività sospette intorno alla base militare nelle prime ore della mattina. La stessa residente dice di aver chiamato inizialmente la polizia del ministero della Difesa, ma nessuno ha risposto. La donna, che non vuole essere identificata, ha visto i tre furgoni parcheggiati e un gruppo di uomini con maschere. Poi ha chiamato il 999. Dice che la sicurezza è stata rafforzata intorno alla base negli ultimi giorni, quindi è rimasta sorpresa che gli uomini non fossero stati notati prima. Il ministero della Difesa ha rifiutato di commentare. 

Alle 7 ora inglese (le 8 in Italia) gli abitanti del villaggio di Whelford, situato a circa due miglia (3,2 km) dalla base aerea, raccontano di essere stati svegliati dalla polizia, che ha ordinato loro di evacuare le proprie abitazioni e recarsi in un centro ricreativo locale. Poco dopo 8 (le 9 ora italiana), la polizia del Gloucestershire ha iniziato a parlare di un "grave incidente" nei pressi della Raf Fairford e che diversi uomini sono stati arrestati con l’accusa di reati legati agli esplosivi. Per tutta la mattinata a Whelford è rimasto in vigore un cordone di sicurezza, mentre squadre specializzate e un robot sono stati visti esaminare i veicoli. 

Alle 11.33 (le 12.33 in Italia), la ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha conferma che l’incidente è stato "messo sotto controllo". Alle 14.15 (15.15 in Italia) le autorità britanniche hanno effettuato un aggiornamento, confermando che la polizia antiterrorismo è alla guida delle indagini e comunicato che i cinque uomini arrestati sarebbero rimasti in custodia. Poco dopo la polizia antiterrorismo afferma di essere "nelle fasi iniziali" dell’indagine e di "lavorare a stretto contatto" con i propri partner per "comprendere le circostanze dell’incidente". 

Alle 16.18, le 17.18 in Italia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti ha affermato che gli uomini arrestati domenica nei pressi della Raf Fairford "stavano cercando di provocare ingenti danni" ed "erano sotto indagine". Alle 18.13, le 19.13 in Italia, la polizia del Gloucestershire ha fornito un ulteriore aggiornamento, affermando di considerare la situazione sotto controllo. Viene inoltre confermato che decine di famiglie evacuate non potranno rientrare questa sera nelle abitazioni situate all’interno del cordone di sicurezza, mentre la polizia antiterrorismo continua le indagini. Il primo ministro britannico, Andry Burnham, ha descritto l'episodio come "profondamente preoccupante". Il premier ha ringraziato la polizia, le forze armate e coloro che lavorano "per mantenere la sicurezza del pubblico" prima di esortare la gente a "non speculare finché le autorità stabiliscono tutti i fatti".  

La base aerea di Fairford ospita un gran numero di personale e operazioni dell'Us Air Force. Le misure di sicurezza nella base aerea sono state significativamente rafforzate negli ultimi giorni. 

L'esercito statunitense ha affermato di "collaborare a stretto contatto" con i suoi omologhi britannici. "Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri omologhi britannici per monitorare questa situazione, minimizzare gli impatti e garantire la sicurezza del personale statunitense, delle loro famiglie e della comunità locale", ha affermato un portavoce. 

Come ricorda la 'Bbc' chiunque viene arrestato ai sensi del Terrorism Act 2000 può essere trattenuto fino a 14 giorni senza che gli vengano formulate le accuse. Questo è diverso dal limite usuale di 24 ore per gli arresti standard senza richiesta di proroga. I cinque uomini sono stati arrestati oggi in base alla legge, il che significa che qualsiasi accusa ipotetica potrebbe arrivare entro l'11 ottobre. La legge consente inoltre alla polizia di arrestare chiunque senza mandato se ragionevolmente sospettato di essere un terrorista e conferisce poteri di fermo e perquisizione. 

27 set 2026

Ciclismo, McNulty vince i Mondiali e regala l'oro agli Stati Uniti

27 set 2026

Reggio Emilia, aggredisce donna con cacciavite e investe due persone: fermato 26enne

27 set 2026

Caro carburanti, anche IP mette un tetto ai prezzi dopo Eni. Meloni: "Segnale importante"

(Adnkronos) - Anche IP mette un tetto ai prezzi dei carburanti in Italia dopo Eni. Socar, la società energetica dell’Azerbaigian che controlla Italiana Petroli (IP), ha deciso di introdurre un limite al prezzo di benzina e gasolio sulla propria rete. Il provvedimento sarà applicato progressivamente, seguendo la strada già intrapresa da Eni. 

Il provvedimento scatterà da domani e "verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip - si spiega in una nota - garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l'azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all'interno del panorama energetico nazionale" 

La decisione arriva in un momento di forte attenzione sul costo dei carburanti e dopo gli appelli rivolti alle grandi compagnie affinché contribuiscano a contenere l’impatto dei prezzi su famiglie e imprese. 

Secondo quanto riferito da Adnkronos, lo sconto sui carburanti potrebbe arrivare a interessare complessivamente circa 8.500 punti vendita in Italia. Ai circa 4.000 distributori Eni/Enilive si aggiungerebbero infatti circa 4.500 punti vendita IP. 

La rete complessivamente coinvolta arriverebbe così a circa il 39% dei circa 22mila distributori presenti sul territorio italiano. 

Restano sotto osservazione gli altri grandi operatori del settore. Tra questi, secondo quanto riferito da fonti consultate da Adnkronos, c’è anche Esso, che potrebbe valutare a sua volta l’adesione al meccanismo di contenimento dei prezzi. 

"Dopo Eni, anche Ip ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf", dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Il Governo - assicura la premier - continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa". 

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rivendicato l’iniziativa con un messaggio su X, ricordando di aver sollecitato nei giorni scorsi il presidente di Socar, Rovshan Najaf, ad andare nella stessa direzione. “Dopo Eni anche Ip applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf Presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli (Ip), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”, ha scritto Tajani. 

27 set 2026

Elementi totali: 20
Vai a