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Sole e meno caldo sull'Italia, la pioggia resiste al Sud: le previsioni meteo

(Adnkronos) - Alta pressione in arrivo, male piogge resistono al Sud. La nuova settimana vedrà infatti l’espansione dell'Anticiclone delle Azzorre a garanzia di una maggiore stabilità atmosferica su gran parte dell'Italia, faranno tuttavia eccezione il Sud e la Sicilia, ancora interessati da una residua circolazione depressionaria responsabile delle ultime piogge. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 21 settembre, e per i giorni a venire. 

 

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre sull'Europa occidentale e su parte del bacino del Mediterraneo. Si tratta di una vasta area semi-permanente di alta pressione di origine oceanica che, quando si estende verso est, ostacola l'arrivo delle perturbazioni atlantiche, portando tempo soleggiato e venti deboli. Questo assetto garantirà una forte stabilità atmosferica in avvio di settimana su buona parte del Paese, con prevalenza di cieli sereni e temperature ancora oltre le medie climatiche di circa 4-5 gradi. In città come Torino, Milano e Bologna sono previsti valori massimi intorno ai 28-29°C, che sfioreranno i 30°C a Firenze e Roma. 

Calabria e Sicilia, al contrario, risentiranno ancora degli effetti della circolazione depressionaria in allontanamento. Questa configurazione manterrà un'instabilità residua, con la possibilità di nuove precipitazioni sia nel corso di lunedì 21 che di martedì 22. 

Un generale cambio di circolazione è atteso per mercoledì 23, in concomitanza con l'equinozio d'Autunno e con l’arrivo di correnti più fresche provenienti dal Nord Europa. Questo flusso d'aria porterà a un generale calo delle temperature, riallineando i valori alla media stagionale. A seguire, il cedimento dell'alta pressione permetterà l'ingresso di un nuovo fronte instabile, che interesserà inizialmente le regioni del Nord-Est per poi estendersi verso il Centro-Sud, portando nuove piogge e un generale rinforzo dei venti. 

 

Lunedì 21. Al Nord: soleggiato. Al Centro: sole prevalente. Al Sud e sulle Isole: piogge su Calabria e Sicilia. 

Martedì 22. Al Nord: soleggiato, meno caldo. Al Centro: sereno. Al Sud e sulle Isole: instabilità sparsa su Sicilia e Calabria. 

Mercoledì 23. Al Nord: soleggiato, temperature in calo. Al Centro: prevalenza di tempo stabile. Al Sud e sulle Isole: rovesci su Sardegna e Sicilia. 

Tendenza: impulso piovoso venerdì 25 al Centro-Sud. 

 

21 set 2026

Iran, Trump: "Pronto a incontrare Pezeshkian ma anche a far saltare tutto in aria"

(Adnkronos) - Sul fronte della guerra in corso con l'Iran "succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene". Ad avvertire Teheran è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a Fox News ha spiegato di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. 

Intanto, secondo alcuni media americani, dopo la diffusione dell'alert del dipartimento di Stato per gli americani in Medio Oriente, Trump sarebbe rientrato con un giorno di anticipo alla Casa Bianca da Camp David. La Casa Bianca, che ha pubblicato il suo sito un video della partenza di Trump a bordo del Marine One, non ha risposto per il momento alle domande riguardo alle ragioni del rientro anticipato dalla residenza presidenziale in Maryland dove il presidente sarebbe dovuto rimanere fino a domenica. 

"A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un'escalation non prevedibile", quanto si legge nel messaggio di allerta diffuso dal dipartimento di Stato Usa e rilanciato dalle ambasciate in Israele, in Arabia Saudita e altre sedi diplomatiche della regione, in cui si avvisano "gli americani che si trovano in questo momento in Medio Oriente di esercitare una vigilanza elevata ed essere coscienti di possibili cancellazioni di voli, chiusure di spazio aereo e interruzione dei viaggi". Nella nota si fa infatti riferimento al fatto che "gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno avviato ostilità contro l'Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili". 

"Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation", si legge ancora nella nota in cui si consiglia agli americani che stanno preparando viaggi in Medio Oriente di "riconsiderarli seriamente". Ricordando che "sedi diplomatiche Usa, anche fuori dal Medio Oriente, sono state prese di mira", conclude l'alert, avvisando che "l'Iran e i gruppi che lo sostengono possono prendere di mira interessi Usa all'estero o in luoghi associati agli Usa e agli americani nel mondo, compresi business e altre istituzioni". 

 

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha intanto avvertito che qualsiasi nuovo attacco contro l'Iran spingerebbe Teheran a cambiare la "geografia" della guerra e i mezzi utilizzati per combatterla, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa dai media statali iraniani. 

L'avvertimento è giunto in un clima di crescente tensione dopo che l'Iran ha affermato di essere in possesso di informazioni secondo cui gli Stati Uniti e i loro alleati si starebbero preparando per un nuovo attacco di vasta portata. Il comando centrale militare iraniano ha dichiarato ieri che un eventuale attacco di questo tipo scatenerebbe una rappresaglia prolungata contro le basi e gli interessi statunitensi e che gli alleati regionali di Washington sarebbero considerati parte del conflitto. 

 

21 set 2026

Vittoria in Germania per AfD, prima anche in Meclemburgo. Batosta per Cdu di Merz

(Adnkronos) - Il partito di estrema destra AfD ha vinto le elezioni nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, ottenendo la sua seconda vittoria regionale in sole due settimane. Batosta per il partito conservatore del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha subito il peggior risultato di sempre nei suoi 81 anni di storia, secondo i risultati preliminari.  

Secondo i dati riportati dall'agenzia Dpa, i cristiano-democratici di Merz sono usciti dal parlamento nello stato nord-orientale con appena il 4,9% dei voti, in calo rispetto al 13,3% delle ultime elezioni del 2021 e appena al di sotto della soglia del 5% necessaria per ottenere seggi. L'AfD ha ottenuto circa il 38,2% dei voti, davanti ai socialdemocratici di centrosinistra (Spd) con il 35,5%.  

Anche l'Alleanza populista Sahra Wagenknecht (Bsw) non è entrata in parlamento, con il 4,8%, mentre i Verdi hanno ottenuto il 5,7% dei voti. La Sinistra - che ha anche sconfitto la Cdu nelle elezioni statali a Berlino - era in vantaggio 6,5%.  

 

Il risultato è uno scenario da incubo per Merz, il cui futuro politico è stato oggetto di intense speculazioni, dato che i suoi indici di gradimento sono crollati negli ultimi mesi.  

Come ricorda l'agenzia Dpa, la Cdu, a lungo il partito più grande della Germania del dopoguerra, non aveva mai mancato di raggiungere la soglia del 5% in nessuna elezione statale, europea o federale. Il precedente minimo storico del 9% era stato registrato a Brema nel 1951.  

Merz ha ammesso che il risultato è stato un "disastro", ma ha insistito sul fatto che avrebbe portato avanti l'impopolare pacchetto di riforme economiche e sociali del suo governo, segnalando di non avere intenzione di dimettersi e promettendo "di preparare il nostro Paese per il futuro".  

"Ciò che deve essere fatto ora richiede coraggio, fermezza e pazienza. Metterò in campo queste qualità, come presidente della Cdu e, soprattutto, come cancelliere del nostro Paese". Leif-Erik Holm, il candidato dell'AfD alla carica di presidente del Land, ha parlato di una "serata meravigliosa, affermando che il suo partito si offre di avviare colloqui con tutte le altre fazioni. 

 

A Berlino, la sinistra si avvia a superare il 25% mentre la Cdu raccoglie quasi il 20% dei voti, AfD al 16,3%, i Verdi al 14,4%, la Spd al 12,1%, Bsw attorno al 5%. Die Linke ha praticamente raddoppiato i suoi voti rispetto al 2023, facendo registrare un aumento dei consensi del 12,3% nella capitale. L'Afd guadagnerebbe quasi il 7%, la Spd perderebbe il 6% abbondante. 

 

21 set 2026

A New York la settimana Onu: 130 leader attesi per discutere guerre, clima e Intelligenza artificiale

(Adnkronos) - Saranno quasi 130 i capi di Stato e di governo attesi a New York per la settimana di alto livello della 81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Dal 22 al 28 settembre, i leader mondiali si riuniranno al Palazzo di Vetro per il dibattito generale, chiamato a fare il punto sulle principali crisi internazionali e sulle sfide che richiedono una risposta multilaterale. Il tema scelto per questa sessione è "Restoring trust, managing transformation: a United Nations that delivers for all", ovvero "Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un'Onu che dia risultati per tutti". 

 

Per una settimana, il Palazzo di Vetro sarà il principale punto di incontro della diplomazia internazionale. I leader saranno chiamati a confrontarsi sui principali dossier globali, dalle guerre e dalla sicurezza internazionale alle crisi umanitarie, dal cambiamento climatico alla salute, fino alla governance dell'intelligenza artificiale. Il programma della settimana di alto livello prevede, infatti, una serie di appuntamenti dedicati alle emergenze e alle trasformazioni che interessano la comunità internazionale, oltre al dibattito generale, momento centrale dei lavori dell'Assemblea. 

La presenza dei principali leader mondiali si intreccerà con una fitta agenda di incontri bilaterali. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arriverà a New York nel pomeriggio di lunedì e, secondo il programma riferito dall'ambasciatore Usa presso l'Onu, Mike Waltz, terrà il giorno successivo il discorso all'Assemblea generale, prima di incontrare diversi leader. Tra gli appuntamenti previsti figurano quelli con il primo ministro britannico Andy Burnham, la premier giapponese Sanae Takaichi e i leader dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. Trump incontrerà inoltre la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, e ospiterà un ricevimento per i capi di Stato e di governo presenti a New York. 

 

Escluso invece - come ha indicato un funzionario Usa al Times of Israel - un bilaterale tra Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. E non è al momento confermato neanche un incontro bilaterale tra Trump e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, come indicato dallo stesso Waltz. Due funzionari ucraini hanno confermato a Suspilne che ad oggi il colloquio non risulta ancora fissato. Nei giorni scorsi Zelensky aveva espresso l'intenzione di discutere con Trump la possibilità di un cessate il fuoco nel settore energetico e nel Mar Nero. 

La guerra in Ucraina non sarà l'unico dossier destinato a occupare la diplomazia internazionale. Uno dei temi sarà senza dubbio la guerra in Medio Oriente. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno concesso il visto al presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, e ad altri funzionari di Teheran per consentire la partecipazione alla settimana di alto livello. Il Dipartimento di Stato ha precisato che la delegazione sarà soggetta a restrizioni di viaggio e a limiti per l'acquisto di beni di lusso e di altro tipo, oltre a essere più ristretta rispetto a quella dello scorso anno. 

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, invece, non parteciperà in presenza all'Assemblea generale dopo il nuovo diniego del visto d'ingresso da parte degli Stati Uniti. La decisione si inserisce nel quadro delle restrizioni sui visti adottate da Washington nei confronti di esponenti dell'Anp e dell'Olp. 

 

Anche la rappresentanza europea e quella italiana saranno segnate da alcune assenze. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non parteciperà, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, alla riunione dell'Assemblea Generale. L'Italia sarà rappresentata dal vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La decisione, secondo fonti di Palazzo Chigi, si inserisce nella scelta già annunciata da Meloni di delegare al ministro degli Esteri la partecipazione ad alcuni appuntamenti internazionali, senza che ciò rappresenti un disimpegno. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha cancellato il viaggio a New York per esigenze legate alla politica interna visto il delicato voto nel Meclemburgo e a Berlino. Al suo posto interverrà il ministro degli Esteri, Johann Wadephul. 

La settimana Onu vedrà inoltre la partecipazione del segretario generale della Nato Mark Rutte, atteso negli Stati Uniti dal 22 al 24 settembre. Dopo una tappa in Iowa, dove incontrerà la governatrice Kim Reynolds e visiterà il quartier generale delle Forze congiunte della Guardia nazionale, Rutte si recherà a New York mercoledì per incontrare leader mondiali e alti funzionari. Giovedì 24 terrà un discorso durante una cerimonia commemorativa organizzata dall'11/9 Memorial & Museum. 

Tra le presenze annunciate figura anche quella di Kim Son-Gyong, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord. Secondo l'agenzia Yonhap, il diplomatico nordcoreano dovrebbe incontrare il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e rappresentanti di Paesi considerati amici di Pyongyang, tra cui Cuba e Venezuela. 

 

21 set 2026

Morto il figlio di Cindy Crawford, Presley Gerber aveva 27 anni

(Adnkronos) - Il figlio di Cindy Crawford, Presley Gerber, è morto all'età di 27 anni. L'ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha dichiarato che Gerber è deceduto domenica in una struttura di riabilitazione a Los Angeles. La causa del decesso, come riporta Cnn, non è stata resa nota. L'addetto stampa di Crawford ha confermato la notizia, dichiarando alla Cnn: "La famiglia chiede rispetto per la propria privacy in questo momento molto difficile e doloroso". 

Nato il 2 luglio 1999, Presley Gerber aveva seguito le orme della madre nel mondo della moda. Aveva iniziato a lavorare come modello da adolescente, firmando a 15 anni con Img Models e debuttando in passerella per Moschino a Los Angeles. Successivamente aveva sfilato anche per Dolce & Gabbana a Milano e aveva partecipato a una campagna di Calvin Klein. Nel corso degli anni era apparso frequentemente accanto ai genitori e alla sorella Kaia in occasione di eventi pubblici e appuntamenti legati alla moda. Una delle sue ultime apparizioni pubbliche risaliva a maggio, quando aveva accompagnato Cindy e Rande a Los Angeles per sostenere la sorella in occasione del lancio della sua collaborazione con Re/Done. 

Negli ultimi anni Gerber aveva parlato pubblicamente anche delle proprie difficoltà personali, raccontando il suo percorso legato alla salute mentale, alla depressione e alla dipendenza. Nel dicembre 2025 aveva condiviso un video sui social nel quale parlava, tra le altre cose, degli attacchi di panico e dei farmaci assunti nell'ambito del suo percorso terapeutico. In un'intervista pubblicata da "Vogue" nell'agosto scorso, Kaia Gerber aveva raccontato l'impatto che la lunga battaglia del fratello contro la dipendenza da droghe aveva avuto sulla famiglia e su di lei. La modella e attrice aveva espresso ammirazione per la scelta di Presley di parlare apertamente delle proprie difficoltà. Presley Gerber aveva avuto anche alcuni problemi con la giustizia. Nel 2019 era stato arrestato con l'accusa di guida in stato di ebbrezza e successivamente condannato a tre anni di libertà vigilata, oltre all'obbligo di frequentare un programma specifico e svolgere due giorni di servizio alla comunità. 

 

21 set 2026

Lega, Salvini a Pontida lancia il congresso a ottobre: "Nessuno spazio a divisioni"

(Adnkronos) - "Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano". Matteo Salvini lancia a sorpresa, dal palco di Pontida, il Congresso federale straordinario. Una mossa, quella del segretario, che suona come una resa dei conti per mettere a tacere i dissidi interni - che sono "regali alla sinistra" - e per concentrarsi sui prossimi appuntamenti elettorali. Un'iniziativa che trova l'ovazione dei militanti e anche l'apprezzamento dei dirigenti più critici, che nel derby di Pontida hanno trovato, tra cori e applausi, terreno fertile. Dopo Salvini, a incassare più applausi è senza dubbio l'ex governatore veneto Luca Zaia che riporta sul palco "la questione settentrionale" e tratteggia un partito "né di destra, né di sinistra", che nasce "liberale e non liberticida". 

 

Già da oggi il consiglio federale affronterà il tema delle modalità del congresso di ottobre che "può essere l'occasione per stabilire una linea politica per andare diretti fino alle elezioni. E senza continuare a perdere tempo in discussioni che allontanano gli elettori e che non rinvigoriscono lo spirito dei militanti", dice il leader dal palco. Un messaggio chiaro a chi - dimenticando la lezione del Senatur, morto lo scorso marzo - ha preferito "piazza, giornali o tv" per svelare malumori che andavano affrontati "nelle sezioni".  

Un congresso "occasione di confronto", a usare le parole del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, - che dovrà essere capace di mettere d'accordo le anime più diverse. "Non voglio divisioni ma unità", sottolinea Salvini, prima del monito: "Poi la prima voce fuori posto dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra". Un avviso che il governatore lombardo ascolta solo dopo il suo affondo dal palco. "Mi hanno accusato di essere contro certe scelte del governo o di aver detto cose che non avrei dovuto dire, ma che ho detto solo per difendere il nostro territorio e la nostra Lombardia, nulla di più. Quando vedo certi provvedimenti non sto zitto, continuerò a parlare e a ribellarmi" rivendica Attilio Fontana.  

 

Il "sacro prato" - oggi intitolato al fondatore del partito Umberto Bossi che "per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra" - è dalla parte del segretario che, parlando da militante oltre che da leader, riceve un’ovazione di cinque minuti. Il coro ‘Matteo, Matteo’ è quello che risuona a ogni voce che si alza dal palco e lo striscione aereo 'andiamo a vincere, Capitano' racconta le ambizioni di chi, con la candidatura di Silvia Sardone, ambisce a conquistare Milano.  

In una Lega in cui nessuno può sfuggire a un esame di coscienza - invocato dal ministro Roberto Calderoli - il segretario svela le ambizioni del Carroccio che tra nuovi slogan anti Islam contro burqa e moschee rivendica le battaglie sulla sicurezza - con la richiesta immediata di 10 mila militari per pattugliare le strade e un'estensione della legittima difesa - e l'autonomia nel proprio Dna. Tra gli obiettivi politici del partito c'è il superamento "dell’infame legge Fornero con quota 64, meno tasse sugli stipendi dei giovani e l’aumento della flat tax per partite Iva e autonomi, perché non sono lavoratori di serie B. E coprire questi interventi chiedendo un contributo da miliardi alle banche italiane che si arricchiscono con i nostri soldi e i nostri sacrifici", aggiunge, senza dimenticare un affondo anche alle politiche europee.  

E senza mai fare nomi, Salvini attacca chi non è stato leale. "Non voglio perdere tempo e non voglio cedere il microfono a chi insulta la Lega e la infanga. Certa gente senza dignità non può avere parola dove c'è l'Alberto da Giussano, certa gente è solo a caccia di poltrone e non le troverà a casa nostra" aggiunge. Il finale, però, è tutto per i suoi elettori. "Il segretario della Lega si chiamava Umberto, poi Roberto (Maroni, ndr.), ora si chiama Matteo finché lo vorrete. Poi avrà un altro un altro nome ma la Lega è immortale, è il suo popolo. Non sono singole persone, ma siete voi e finché ci siete voi c'è la Lega e c'è speranza, c'è presenza e futuro" chiosa, prima che le parole lascino spazio alla musica. A Pontida risuona l'energia delle note degli 'Occhi della tigre' mentre Salvini lascia il palco.  

 

L'annuncio del congresso straordinario, a un anno e mezzo da quello che nell'aprile 2026 ha rieletto Salvini segretario, sorprende tutti. "Non ce l'aspettavamo", ammette a caldo il capogruppo al Senato e segretario della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo, affrettandosi a dire che però sarà "un'occasione buona per confrontarsi e portare avanti quelle istanze che buona parte della base ci sta indicando da tempo". Se ci sarà una candidatura alla segreteria alternativa è presto per dirlo, "prima vedremo le modalità. Sono tutte valutazioni che faremo insieme nei prossimi giorni", spiega Romeo.  

Secondo il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, "anche stavolta sarà un congresso unitario", per "stabilire la linea politica" e poi - auspica - "andare diretti fino alle elezioni". Alle politiche guarda anche il ministro per gli Affari regionali e le autonomie e veterano del Carroccio, Roberto Calderoli. "Pontida - traccia come bilancio finale al termine del raduno - è andata bene e i presupposti sono buoni: vedo un futuro e la possibilità di una ripartenza anche in termini elettorali per la Lega". 

L'appuntamento per i conti nel partito è già fissato per questo pomeriggio, con il consiglio federale nella sede di via Bellerio, in cui Salvini proporrà formalmente la convocazione del congresso straordinario. A ottobre si saprà se ha la "fiducia e il consenso" che oggi sul pratone non sono sembrati mancargli. 

21 set 2026

M5S, Conte sfida Meloni e punta a Palazzo Chigi: "Non indietreggeremo di un millimetro"

(Adnkronos) - Sono da poco passate le tre del pomeriggio di domenica 20 settembre quando Giuseppe Conte fa il suo ingresso trionfale davanti ai suoi al World Join Center di Milano. Il ritardo sulla tabella di marcia della due giorni di Nova non è un caso: il presidente del Movimento 5 stelle vuole presentarsi alla platea che lo acclama con un mandato chiaro, uno che dica no alle armi all'Ucraina, innanzitutto. E così è. Quel punto, come tutti gli altri, su cui "non indietreggeremo di un millimetro, sia chiaro!", riceve il nulla osta della base dei pentastellati e l'ex premier inizia a parlare. 

Per un'ora e un quarto - quasi il doppio di Giorgia Meloni a Fenix -, Conte si proietta già a quella sedia di Palazzo Chigi che era stata sua prima che Matteo Renzi gliela sfilasse da sotto il naso. E quindi: prima distrugge chi ora siede su quella stessa sedia, poi costruisce, sciorinando i punti di un programma che - badate bene - non porta il simbolo del Movimento 5 stelle, ma di un Paese che vuole cambiare le cose, e si è impegnato in questi mesi per arrivare a una sintesi di priorità.  

 

"Tocca a noi". L'ex premier lo ripete come un mantra una dozzina di volte, e nonostante in quel noi ci sia anche chi, come il Pd, le armi a Kiev vuole darle eccome, almeno fino a quando non si arriverà a una svolta negoziale. Elly Schlein registra le differenze, ma non si fa intimorire: "Possiamo discutere e discuteremo come abbiamo sempre fatto, perché nessuno di noi intende mai più fare il favore alla destra di dividerci come è successo nel 2022", dice intervistata da Enrico Mentana. Dopo tutto le cose che hanno in comune sono 4850, e nel programma uscito fuori da Nova ci ha "ritrovato molte cose condivisibili e sovrapponibili con quelle del Pd", mette agli atti ancora la segretaria Dem. E forse non è neanche un caso visto che al percorso deliberativo che si è concluso a Milano hanno partecipato 17mila persone, poco meno della metà che manco arrivavano dal Movimento 5 stelle. Un successo, ma soprattutto una roba mai vista, considerato che di solito ci si fa trasportare da sondaggi basati sull'opinione di poco più di mille persone, fanno notare da Campo Marzio. 

 

In ogni caso, il Conte della pars destruens non fa prigionieri. "Giorgia Meloni ha detto 'occhio a chi nel mondo non ama l'Italia'. Chi non ama l'Italia è a Palazzo Chigi", scandisce dal palco, prima del colpo di teatro che vale una standing ovation. "Solo chi non ama l'Italia poteva mettere anche a futura memoria tre firme su tre errori clamorosi che fanno male all'interesse nazionale: la firma al patto stabilità con tagli a sanità e scuola dolorosissimi. La firma al patto di riarmo che permette alla Germania di riempire gli arsenali mentre Afd, i neonazisti, si preparano ad andare al governo. Solo chi non ama l'Italia poteva andare al vertice Nato per firmare un accordo per aumentare le spese fino al 5% della difesa", dice mentre strappa con le mani dei fogli, che idealmente contengono proprio quelle firme messe da "Cettina La Qualunque" come la chiama ironicamente. 

Quelle cose, promette l'ex premier, verranno cancellate, così come verrà ripristinato il reato di abuso d'ufficio, verranno cancellate le norma salva politici dalla Corte dei conti; quelle che limitano gli strumenti investigativi e le intercettazioni, le leggi bavaglio. "Dopo questa tabula rasa realizzeremo il progetto progressista", aggiunge Conte. Che a quel progetto continua a voler dare nome di 'Alleanza per la Costituzione' perché "la nota comune di tutte le nostre proposte è il fatto che mirino ad attuare la nostra Costituzione". E giù gli applausi, ancora. Dei poco più di 2mila che ci sono, e idealmente dai 5mila che in questa due giorni di fuoco sono passati per il World Join Center.  

20 set 2026

Meloni punge le opposizioni: "Non cantate 'Bollo ciao'?". E mette Vannacci nel mirino: "A scuola tetto a stranieri e stop al burqa"

(Adnkronos) - Dal tendone con vista sul laghetto dell'Eur di Fenix, Giorgia Meloni continua la corsa per le elezioni politiche del prossimo anno. Tra una "carissima Elly" (Schlein) a cui si rivolge in romanesco, e un Giuseppe Conte citato quasi en passant per rimproverargli i buchi di bilancio lasciati dal Superbonus, il vero guanto di sfida la premier lo lancia a colui che, neanche per sbaglio, nomina: Roberto Vannacci, l'intralcio sulla strada del centrodestra per un ritorno a palazzo Chigi. Mentre il generale di Futuro nazionale, da Orvieto, nel suo evento 'di destra vera', mette a referto che "le eventuali alleanze si fanno a ridosso delle elezioni", la presidente del Consiglio, fingendo di snobbarlo, rilancia sull'immigrazione, ma soprattutto mette in guardia dai colpi gobbi che potrebbero arrivare in campagna elettorale. 

Tailleur bianco e occhiali da sole, di cui c'è bisogno in questa calda e soleggiata domenica in settembre, Meloni arriva alla festa di Gioventù Nazionale a mezzogiorno, poco dopo che sul palco ha parlato la madre di una delle vittime di Crans Montana e Fabio Roscani, il presidente della giovanile di Fratelli d'Italia, a cui non manca di mandare i suoi ringraziamenti. Parla per poco meno di 40 minuti e, a differenza di altre occasioni, si concentra su pochi argomenti, quelli cari alla platea che la acclama. Scuola, merito, università, social, intelligenza artificiale sono le direttrici nel discorso della premier e servono per sferrare gli attacchi. 

 

Il primo ai vannacciani. "Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola", annuncia in pompa magna Meloni ("Assolutamente d'accordo ma si doveva fare prima", la replica di Vannacci). D'altronde, insiste Meloni, "non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza e chiamare tutto questo integrazione è un'altra menzogna, comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste". I bambini devono "imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l'unico modo serio di accogliere". E dunque via tutto ciò che nasconde il viso, "perché in Italia nessuno in nome di una vera o presunta tradizione può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra l'uomo e donna non è negoziabile".  

Ecco, a proposito di questo, chi ci legge un qualche riferimento velato al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sbaglia. Sullo 'scivolone' del segretario di Forza Italia la presidente del Consiglio preferisce minimizzare: "Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto". Bravo, anzi bravissimo, invece, lo studente del Congo che ha salvato la professoressa delle medie di Centocelle che venerdì è stata accoltellata da un altro studente, 13enne e italiano: "Ha fatto una grandissima cosa", commenta con i giornalisti sotto il palco.  

Ma siamo ancora sul ring. E un altro gancio a Vannacci arriva quando parla di algoritmi. "Lo dico con cognizione di causa - avverte Meloni - alla vigilia di una campagna elettorale nella quale vedremo all'opera gli strumenti di tutti coloro che in giro per il mondo non amano una democrazia solida, un'Italia forte e un leader libero, non date automaticamente per buono nulla di quello che vedrete nei prossimi mesi e particolarmente nulla di quello che vedrete negli ultimi giorni prima del voto delle prossime elezioni politiche". 

 

Poi passa agli altri, le opposizioni. "Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene", li irride. E intonando 'Bollo ciao' che pensava di poter cantare per una volta insieme a loro, dice ironicamente che "loro lo vogliono pagare perché l'abbiamo fatto noi. Gli faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare". Non solo, però, perché arriva anche il turno della segretaria del Pd. "Elly cara, carissima, ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego. Te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Una ti prego! Te le passo io sottobanco. Pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera... Non ce se la fa", scandisce in romanesco Meloni riferendosi all'ultima uscita della leader Dem sui tagli all'università. 

E dato che ce n'è per tutti, ecco che arriva anche il colpetto per il presidente del Movimento 5 stelle, dopo tutto mica è lei che deve decidere chi sarà il leader del campo progressista. I presidenti di regione di centrosinistra, dice, hanno "la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus?". "Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo, perché Giuseppe Conte andasse in giro a fare campagna elettorale a dire di ristrutturare casa gratuitamente, ma non vi vergognate? Ci vuole coraggio. La campagna elettorale dei Cinque stelle è costata a ciascuno italiano 3500 euro, anche a chi una cosa non ce l'aveva, chi era appena nato", sostiene Meloni. 

Che poi chiude con un augurio, e una bibita ghiacciata: "Il bene più prezioso che possedete è la vostra libertà. I motivatori più efficaci che incontrerete saranno sempre i vostri nemici. La mente più profonda che avete è il cuore, l'intelligenza più limpida di cui disponete è l'istinto e il giudice più onesto a cui dovrete rendere conto è la vostra coscienza. Sarà facile? No, non sarà facile, però sarà vero, sarà meritato, sarà vostro. Sarà la vostra storia che non sparirà dopo 24 ore, perché sarà la storia di chi è appartenuto e non semplicemente quella di chi è apparso, e se alla fine riuscirete a lasciare un segno del vostro passaggio, be' allora, sarete una scintilla di eternità e l'eternità non si consuma". 

20 set 2026

"Russia minaccia Nato, piano di Putin può scattare presto": l'allarme dell'intelligence in Europa

(Adnkronos) - Il rischio di un'azione della Russia contro la Nato è concreto. E l'attacco di Vladimir Putin potrebbe prendere forma "nell'arco di mesi, non anni". E' l'allarme che fanno scattare le intelligence in Europa nello scenario delineato dal quotidiano britannico The Guardian. Il 'warning' arriva dopo le parole del premier polacco, Donald Tusk, che al Parlamento ha fornito informazioni sull'ipotesi di un attacco russo - con droni o missili - contro un territorio della Nato nei prossimi mesi per dimostrare che l'articolo 5, secondo cui tutta l'Alleanza deve attivarsi se un membro viene attaccato, "è più teorico che pratico". L'allarme lanciato da Tusk è stato definito "fondato e ben documentato" dal presidente francese Emmanuel Macron, che all'Eliseo ha incontrato e informato i leader dei partiti e i candidati alle presidenziali del 2027 sulle minacce concrete legate alle azioni di Mosca. 

Il Guardian fa riferimento alle valutazioni di tre alti funzionari dell'intelligence europea. Secondo Michal Koudelka, capo del servizio di sicurezza della Repubblica Ceca (BIS), tra i piani del Cremlino potrebbe rientrare un'invasione su piccola scala di territori della Nato confinanti con la Russia. "È possibile. La strategia di Mosca potrebbe prevedere un'incursione limitata, provocazioni o "una massiccia campagna di propaganda". Tale scenario potrebbe concretizzarsi nel giro di "mesi, non anni", precisando tuttavia che "molte persone stanno facendo tutto il possibile per evitare che ciò accada".  

Il quotidiano britannico ha interpellato anche funzionari dei paesi baltici. "Non riscontriamo segnali di un attacco imminente", dice Normunds Mezviets, direttore generale del VDD, il servizio di sicurezza statale della Lettonia. "Resta da capire se" i russi "abbiano piani diretti e concreti o se la questione rientri nel più ampio tentativo di diffondere paura e incertezza nelle società occidentali. Prima del 2022 avvertivamo costantemente i nostri partner dell'Europa occidentale della minaccia russa, ma il più delle volte le nostre voci restavano inascoltate. Nel 2022 l'approccio dei nostri partner è cambiato: hanno riconosciuto che i baltici e i polacchi avevano ragione". 

Il segretario generale del ministero degli Esteri estone, Jonatan Vseviov, stigmatizza il "panico sui social media" diffusosi negli ultimi giorni riguardo a un possibile attacco. "Se ci fossero motivi per temere un attacco, state certi che lo comunicheremmo chiaramente. Fino ad allora, mantenete la calma, andate avanti e sostenete l'Ucraina", scrive su X. 

La Russia, da Vladimir Putin in giù, ha detto e ribadito che la fornitura all'Ucraina di armi, informazioni di intelligence e consiglieri militari rende i paesi occidentali coinvolti nella guerra e di conseguenza obiettivi legittimi. Mosca, ricorda il Guardia, sinora ha evitato attacchi frontali che potessero provocare una risposta coordinata della Nato ma ha puntato su azioni di 'guerra ibrida' e su provocazioni che nelle ultime settimane si sono intensificate. L'obiettivo a medio termine sarebbe l'indebolimento del sostegno dei paesi occidentali alla causa Ucraina: "I russi credono che, inasprendo a sufficienza il conflitto, i paesi europei decideranno di non sostenere più l'Ucraina", la sintesi di Koudelka. 

 

I timori di un'escalation si intensificano mentre l'Assemblea generale dell'Onu si riunisce a New York. Nella Grande Mela, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrà un incontro con Donald Trump dopo gli ultimi contatti: il meeting, dice il leader di Kiev, "potrebbe cambiare molte cose. C'è slancio diplomatico. Ho ringraziato il presidente per la visita di Steve Witkoff e Jared Kushner a Kiev. Abbiamo esaminato a fondo i dettagli chiave e hanno potuto constatare di persona la situazione in Ucraina. Il percorso di pace è la nostra priorità assoluta. Ci sono idee per passi verso la de-escalation e per affrontare le questioni fondamentali di sicurezza: sicurezza energetica, sicurezza alimentare e tutela della vita umana. Stiamo lavorando insieme al team americano e siamo pronti a compiere passi concreti". 

Nelle ultime settimane, l'amministrazione Trump ha compiuto un nuovo tentativo di avviare i negoziati per porre fine alla guerra. "Non ho riscontrato alcun segnale che a Mosca si stia valutando seriamente l'ipotesi di negoziati concreti", dice Thomas Nilsson, capo del servizio svedese di intelligence e sicurezza militare. "A mio avviso, i russi ritengono ancora di poter raggiungere i propri obiettivi strategici. Di conseguenza, quella dei negoziati è solo una messa in scena". "Ormai - chiosa Koudelka - ogni incendio o guasto deve essere esaminato dai servizi di intelligence come un possibile attacco terroristico. E questo rappresenta un risultato positivo per i russi". 

 

20 set 2026

Schlein: "Sfida storica del Pd, dopo 20 anni vinceremo le elezioni"

(Adnkronos) - Quella che abbiamo davanti "è una sfida storica", perché "dopo 20 anni" si possono vincere le elezioni. Elly Schlein chiude così la Festa dell'Unità a Bologna. "Dopo la sconfitta del '22 ci davano per morti, dicevano che avremmo avuto le scissioni... invece oggi siamo più uniti e più forti. Avevano scommesso che io non sarei durata due mesi...invece sono qui per la quarta volta a chiudere la festa dell'unità. Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci, uniti discuteremo, anche sulle differenze, e troveremo l'accordo, perché tutti sentiamo la responsabilità di battere queste destre. Siamo fiduciosi che andremo a battere queste destre e costruire l'alternativa, sono certa che andremo a vincere le prossime elezioni e a cambiare questo paese'', dice la segretaria del Pd. 

Tra le critiche al governo di Giorgia Meloni, spicca quella relativa all'ultimo provvedimento annunciato dalla premier: verrà introdotta una norma per porre un tetto al numero di studenti stranieri nelle classi a scuola. "Trovo incredibile l'idea di cacciare i bambini stranieri dalle classi, anche i presidi hanno chiarito che quello che dice Meloni è irrealizzabile, perché non hanno messo mai niente sull'edilizia scolastica. E lei se ne viene fuori per rincorrere Vannacci sulla remigrazione. Noi non vediamo bambini stranieri, vediamo solo bambini e bambine che hanno diritto all'istruzione", dice Schlein. "Ma poi i bambini di troppo dove vogliono mandarli? E come li scelgono, dal colore della pelle?", incalza la segretaria del Pd. 

20 set 2026

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