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Caldo record, vita con l'aria condizionata: ecco quali climatizzatori scelgono gli italiani

(Adnkronos) - Il caldo record di un'estate rovente incide sull'uso e la scelta dei condizionatori. Il mercato italiano della climatizzazione, secondo quanto emerge dalla rilevazione statistica trimestrale di Assoclima relativa al periodo gennaio-giugno 2026, ha chiuso il primo semestre 2026 con un andamento differenziato tra i diversi segmenti.  

Il dato più significativo riguarda i climatizzatori mono e multisplit, che registrano una contrazione sia a volume sia a valore rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, i sistemi monosplit segnano un calo del 9,8% a volume e del 7,8% a valore, mentre i multisplit limitano la flessione al 5,5% a volume e al 6,9% a valore. In controtendenza risultano i sistemi miniVrf e Vrf, in crescita del 12,3% a volume e del 13,6% a valore, così come i sistemi misti multisplit con produzione di acqua calda sanitaria, che aumentano del 25,5% a volume e del 14,4% a valore. Parliamo complessivamente di 1 milione e 650 mila unità vendute nel primo semestre 2026, per un fatturato di circa 1,23 miliardi di euro. 

La contrazione del segmento residenziale - si legge nel report - è riconducibile principalmente alla diversa dinamica della stagione climatica rispetto al 2025. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da una domanda debole, il caldo intenso è arrivato soltanto nella seconda metà di giugno, quando la rilevazione del primo semestre era ormai in fase di chiusura. Il climatizzatore si conferma un acquisto impulsivo, fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche: la ripresa degli ordini e il conseguente riassortimento della distribuzione si sono concentrati tra la fine di giugno e il mese di luglio, lasciando ipotizzare un possibile recupero nei dati del terzo trimestre.  

Sull’andamento del settore hanno inciso anche il confronto con un 2025 caratterizzato da condizioni di mercato particolarmente dinamiche, il livello delle scorte residue lungo la filiera, una maggiore prudenza negli acquisti da parte della distribuzione e il perdurare dell’incertezza economica delle famiglie, aggravata dal costo dell’energia. 

I dati evidenziano inoltre una progressiva evoluzione del mix di mercato. La riduzione del valore complessivo risulta più contenuta rispetto alla contrazione dei volumi, segnalando uno spostamento della domanda verso soluzioni tecnologicamente più avanzate e a maggiore valore aggiunto. La crescita dei sistemi mini Vrf, Vrf e delle configurazioni miste conferma l’interesse crescente per impianti più efficienti e destinati a interventi progettuali, meno legati agli acquisti d’impulso tipici del segmento mono split. 

Segnali positivi arrivano dal settore delle pompe di calore aria-acqua, che registra una crescita complessiva a volume (+25,5%) e a valore (+14,2%). Continua a consolidarsi l’interesse per i modelli di piccola potenza: +28,1% a volume e +22,2% a valore per le unità fino a 10 kW e +24,1% a volume e +14% a valore per quelle da 11 a 17 kW. Le prospettive indicano un percorso di sviluppo progressivo, sostenuto da una domanda sempre più autonoma rispetto ai meccanismi di incentivazione straordinaria che avevano supportato il settore negli anni passati. 

Tra gli altri segmenti monitorati dalla rilevazione, prosegue il buon andamento dei climatizzatori trasferibili (+17,8% a volume e +25,9% a valore), delle unità di trattamento aria (+10,1% a volume e +10,6% a valore), della ventilazione meccanica controllata residenziale (+53,1% a volume e +16,4% a valore) e delle unità terminali (+1,9% a volume e +6,8% a valore). Nel complesso, il primo semestre 2026 (-0,6% e 1,79 miliardi di fatturato) restituisce il quadro di un mercato in fase di assestamento, influenzato dalla diversa distribuzione stagionale delle temperature e da una progressiva trasformazione della domanda verso soluzioni impiantistiche a maggiore contenuto tecnologico ed efficienza. 

6 ago 2026

Tra bambini e ragazzi in aumento uso psicofarmaci, consumi triplicati dal 2016

(Adnkronos) - Nel 2025 la prevalenza d'uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana è stata pari allo 0,64% (+12,1% rispetto al 2024), con il 13,3% degli utilizzatori che ha ricevuto una sola prescrizione durante l’anno. Il corrispondente tasso di prescrizione è stato pari a 63,8 per 1000 bambini, in aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente, a cui ha corrisposto un consumo di 66,9 confezioni per 1000 bambini (poco più di una confezione per prescrizione), il 3,4% del totale del consumo di farmaci in età pediatrica. Considerando l'andamento temporale, nel periodo 2016-2025 sia la prevalenza d'uso che i consumi sono più che triplicati, sebbene si mantengano ancora su livelli bassi, passando da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 66,9 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,64%) nel 2025. E' la fotografia scattata dall'ultimo rapporto OsMed pubblicato dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registra un consumo di 142,2 confezioni per 1000 bambini e una prevalenza dell'1,56%. 

Per quanto riguarda il consumo di farmaci in generale, nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica, pari a circa 4,1 milioni di bambini, ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo, sebbene si registri una marcata contrazione nell’uso (-21,9%), con un’inversione rispetto alla tendenza misurata negli anni precedenti. Seguono, per consumo, i farmaci dell’apparato respiratorio, anch’essi in riduzione, e appunto i farmaci del sistema nervoso centrale. 

Questi ultimi fanno rilevare un incremento, in particolare nell'uso di antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2025 la prevalenza d'uso tra bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni è cresciuta del 12,1% (circa 6,4 bambini su 1.000). Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l'Adhd come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%). Nonostante la crescita osservata dopo la pandemia, precisa l'Aifa in una nota, "il consumo di psicofarmaci in età pediatrica in Italia rimane sensibilmente inferiore rispetto ai livelli registrati in altri contesti internazionali (in Francia la prevalenza è dell'1,61%, negli Usa supera il 24%)". Si registrano comunque forti differenze territoriali, con le regioni del Centro che evidenziano tassi superiori di oltre il 50% alla media nazionale. 

Fra le novità dell'edizione 2025 del rapporto OsMed spicca l'approfondimento sui farmaci per i disturbi respiratori in ambito pediatrico. Un focus che rivela una prevalenza d'uso del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell'asma, pari al 9%. Questo scostamento, analizza l'ente regolatorio nazionale, "sembra indicare un ricorso improprio a prescrizioni per infezioni respiratorie acute non asmatiche, e segnala la necessità di rafforzare gli interventi formativi rivolti alla pediatria di libera scelta". 

6 ago 2026

Ucraina, il futuro del conflitto passa dalla battaglia dei cieli: droni per contrastare avanzata russa e nodo Patriot

(Adnkronos) - Il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina passa sempre più dai cieli: i droni di Kiev per contrastare l'avanzata russa e colpire obiettivi e infrastrutture energetiche in Russia e i missili balistici di Mosca per colpire le città ucraine e le installazioni militari. La carenza dei Patriot, i missili intercettatori Usa, si fa sentire sempre di più e favorisce il piano russa di logoramento. "La strategia della Russia si basa su un freddo calcolo: quella di riuscire a logorare le difese ucraine prima che la propria rete di protezione crolli", scrive il 'New York Times'.  

Kiev, infatti, mette a dura prova le difese russe e ormai colpisce il territorio russo molto più frequentemente rispetto alle fasi iniziali della guerra raggiungendo obiettivi militari situati a centinaia di chilometri dalla linea del fronte che in questa fase è sostanzialmente in stallo. L'Ucraina, osserva il 'Wall Street Journal', "sa di dover fare più che semplicemente abbattere i missili di Putin, ed è per questo che sta conducendo una campagna di attacchi in profondità nel territorio russo". Nelle ultime settimane impianti petroliferi russi sono stati colpiti, dalla Siberia a San Pietroburgo così come porti russi dal Mar Baltico al Mar Nero. La Crimea occupata da Mosca è tornata nel mirino di Kiev come anche i magazzini del colosso dell'e-commerce russo Wildberries che vengono colpiti regolarmente dall'Ucraina.  

Nel mese di luglio Mosca ha lanciato almeno 126 missili balistici, il numero più elevato dall'inizio della guerra, secondo un'analisi del 'New York Times basata' sui dati dell'Aeronautica militare ucraina. I bombardamenti russi, che hanno incluso anche missili da crociera e droni, hanno provocato circa 400 vittime civili, rendendo luglio il mese più sanguinoso dall'aprile 2022. "Oltre al costo umano, gli attacchi russi hanno costretto l'Ucraina a sospendere importanti esportazioni di grano e acciaio attraverso i suoi porti. I bombardamenti hanno inoltre aggravato la distruzione delle infrastrutture già pesantemente danneggiate, alimentando il timore che il Paese possa affrontare un altro inverno caratterizzato da gravi carenze di riscaldamento ed elettricità", sottolinea il quotidiano Usa evidenziando come il conflitto "sia ormai, di fatto, composto da due guerre parallele. La prima viene combattuta senza sosta dalla fanteria e dagli operatori di droni nascosti lungo gli oltre 1.300 chilometri del fronte. La Russia continua a cercare di conquistare territorio ucraino al prezzo di decine di migliaia di soldati ogni mese, avanzando lentamente nella regione orientale del Donbass. L'Ucraina, dal canto suo, difende il proprio territorio con un esercito numericamente inferiore e tenta, quando possibile, di riconquistare terreno, soprattutto nel sud del Paese". 

La seconda guerra, rileva il 'Nyt', "arriva dal cielo, a ondate, colpendo città e installazioni militari lontane dal fronte in entrambi i Paesi, spesso nel cuore della notte, ed è diventata sempre più letale sia per gli ucraini sia per i russi. Gli obiettivi di questi attacchi vanno oltre quelli strettamente militari. Kiev punta ad aumentare i costi economici per il Cremlino, a portare la guerra sul territorio russo e costringere il presidente Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco a condizioni che non siano dettate esclusivamente da Mosca. Per la Russia, invece, la campagna aerea rappresenta la prosecuzione di una strategia pluriennale volta a logorare la capacità di resistenza dell'Ucraina e rendere le città sempre meno vivibili". 

La battaglia nei cieli si intensifica mentre entrambe le parti producono armi sempre più sofisticate e in quantità crescenti. La Russia, rileva il 'New York Times', "ha iniziato a montare motori a reazione su droni economici derivati dagli Shahed iraniani, sta lanciando una costellazione di satelliti per migliorare la guida dei propri armamenti e sviluppa missili da crociera a basso costo destinati a colmare il divario tra i lenti droni d'attacco e i missili strategici più avanzati. I caccia russi impiegano inoltre bombe plananti guidate via satellite che distruggono sistematicamente città e centri abitati". L'Ucraina, dal canto suo, sottolinea il quotidiano, "produce un arsenale in continua evoluzione composto da droni e sistemi ibridi tra droni e missili, dotati di avanzati sistemi di navigazione e comunicazione che consentono attacchi più precisi in profondità sul territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha promesso di accelerare ulteriormente la campagna aerea mentre Kiev sperimenta i primi missili balistici interamente prodotti nel Paese. Entrambi i contendenti stanno introducendo nuovi sistemi per contrastare il disturbo elettronico delle comunicazioni e ricorrono sempre più a sistemi autonomi capaci di guidare le armi verso il bersaglio senza intervento umano". 

Ma mentre Russia e Ucraina ampliano i rispettivi arsenali offensivi, le difese antiaeree faticano a tenere il passo. Kiev soffre la grave carenza di missili intercettori Patriot di fabbricazione statunitense, gli unici in grado di contrastare efficacemente i missili balistici russi. La diminuzione delle scorte mondiali, conseguenza della guerra con l'Iran, rende questo nodo particolarmente difficile da sciogliere anche perché il presidente degli Usa Donald Trump ha fatto un passo indietro sulla sua promessa di consentire all'Ucraina di produrre in futuro i Patriot sul proprio territorio. "Sono rimasto scioccato dal numero di Patriot che abbiamo lanciato", ha sottolineato in un'intervista al podcast Potomac Watch questa settimana il contrammiraglio della Marina statunitense in pensione Mark Montgomery citato dal 'Wall Street Journal'. Gli Stati Uniti potrebbero aver "consumato circa 2.300" intercettori. In confronto: "Ne abbiamo forniti 600 all'Ucraina, molti dei quali erano sistemi più vecchi e attraverso altri partner", ha spiegato.  

Zelensky ha incaricato i propri diplomatici di intensificare gli sforzi per convincere gli alleati a fornire ulteriori sistemi Patriot. E dalla Nato sono arrivati segnali con il segretario generale Mark Rutte che ha spiegato di stare" discutendo con gli Alleati su come possiamo continuare a fornire all'Ucraina le difese aeree di cui ha urgente bisogno". Intanto Kiev sta cercando un piano B. Proprio oggi Zelensky ha partecipato ad una riunione sullo sviluppo delle capacità balistiche dell'Ucraina e sullo stato di attuazione del programma antimissilistico Frejia che potrebbe costare fino a cinque volte meno dei missili Patriot Pac-3 e diventare il pilastro della futura 'Coalizione Anti-balistica' promossa dai Paesi europei. "Lo sviluppo di capacità balistiche nazionali e la realizzazione di un nuovo sistema di difesa antimissilistica - sottolinea Zelensky in un post su X - rappresentano un obiettivo che solo un numero molto ristretto di Paesi al mondo è riuscito a conseguire. L'Ucraina possiede questa capacità. Gli ucraini dispongono delle necessarie basi scientifiche e delle competenze richieste. Possiamo inoltre affermare che anche i nostri produttori di armamenti hanno ormai raggiunto il livello necessario. Ci aspettiamo che l'Ucraina ottenga i risultati previsti nel periodo 2026-2027". Il programma Freyja, aggiunge, "sta avanzando, e questo è un elemento importante. L'Europa ha bisogno di una capacità comune e realmente su larga scala per difendersi efficacemente da qualsiasi minaccia balistica. Sosteniamo e ci aspettiamo che altri Paesi partner, in grado di dare un contributo concreto, aderiscano alla Coalizione per la Difesa Antibalistica. Abbiamo inoltre discusso della cooperazione con i partner riguardo ai missili Pac-2 e Pac-3. Mi aspetto risultati dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Difesa nei loro contatti con i partner già individuati e più volte menzionati". 

Per la Russia la principale sfida in questa fase della guerra inziata con l'invassione dell'Ucraina il 24 febbraio del 2022 è ora "difendere un territorio immenso che, se in passato rappresentava un vantaggio strategico, oggi è diventato una vulnerabilità, poiché l'Ucraina produce un numero crescente di droni a lungo raggio. Grazie all'adattamento di software, componenti elettronici e tattiche operative, Kiev è riuscita ad aprire falle in quella che un tempo era considerata una delle reti di difesa aerea più efficaci al mondo", osserva il 'New York Times'. Secondo Anatolii Khrapchynskyi, ufficiale della riserva dell'Aeronautica ucraina e analista militare, prima dell'invasione su larga scala del 2022 la Russia faceva affidamento soprattutto sulla deterrenza garantita dal proprio arsenale nucleare. "Le difese aeree - ha spiegato - erano in grado di proteggere soltanto circa il 40% delle infrastrutture militari strategiche". Quando l'invasione si è arenata e Mosca non è riuscita a ottenere la superiorità aerea, il comando russo ha trasferito sistemi difensivi come Pantsir e Tor più vicino al confine con l'Ucraina. Questa scelta ha rafforzato la protezione del fronte ma ha lasciato maggiormente esposte basi militari e infrastrutture industriali nelle regioni interne del Paese. 

Secondo gli analisti, ogni radar o sistema missilistico distrutto costringe oggi Mosca a scegliere se proteggere il fronte oppure il territorio nazionale. "Il problema della Russia è fondamentalmente geografico", osserva Justin Bronk, ricercatore senior del Royal United Services Institute di Londra citato dal 'Nyt'. "Quando l'Ucraina costringe Mosca a ritirare sistemi di difesa dal fronte per proteggere città o raffinerie nell'entroterra, si creano inevitabilmente nuove vulnerabilità". Pur continuando a disporre di una robusta rete di difesa aerea, la pressione, scrive il quotidiano Usa, ha frammentato il sistema russo in aree di copertura isolate, vulnerabilità che Kiev sfrutta colpendo sia obiettivi in profondità sul territorio russo sia infrastrutture logistiche più vicine al fronte. "Per colmare queste falle emergenti, la Russia ha adottato soluzioni temporanee, come l'installazione di batterie Pantsir sui tetti di edifici molto alti per migliorare il campo visivo e l'impiego di unità navali per proteggere regioni settentrionali come Murmansk", osserva il 'Nyt'. 

"Dove l'Ucraina non riesce ancora a competere con la Russia è nella capacità industriale. Mosca produce in serie migliaia di droni d'attacco standardizzati, droni-esca e missili da crociera. Secondo i servizi d'intelligence ucraini, la Russia costruisce ogni mese circa 120 missili balistici, una quantità superiore all'intera produzione statunitense di missili intercettori Patriot. L'arsenale russo viene inoltre rafforzato dai missili forniti dalla Corea del Nord, sostengono funzionari ucraini, citando le prove raccolte tra i rottami dell'attacco che giovedì scorso ha colpito la città di Kryvyj Rih, nell'Ucraina centrale, provocando la morte di dieci membri di una stessa famiglia. Mosca sta inoltre sviluppando propri droni intercettori, una tecnologia che l'Ucraina ha già impiegato con successo, e continua a disporre di un numero significativo di sofisticati sistemi di difesa aerea S-400 e S-300. Un elemento decisivo è rappresentato dalla capacità dell'industria della difesa russa di mantenere operative le proprie catene di approvvigionamento nonostante le sanzioni internazionali, facendo leva su componenti microelettronici stranieri e su tecnologie cinesi a duplice uso per aggiornare rapidamente i propri sistemi", sottolinea il 'New York Times'. 

6 ago 2026

Lavoro, restare in Italia o andare all'estero? Ecco bussola per orientarsi tra sistemi retributivi Ue

(Adnkronos) - Una bussola per navigare tra le retribuzioni dei diversi Paesi europei e avere punti di riferimento che vadano oltre la sola paga mensile. È il risultato dell’analisi contenuta nel nuovo approfondimento della Fondazione studi consulenti del lavoro, dal titolo 'Analisi retributiva: disciplina italiana a confronto con altri Stati comunitari', dedicata quest’anno a Grecia, Irlanda e Olanda, dopo la panoramica su Francia, Germania, Spagna, Romania e Svezia, contenuta nell’edizione 2025.  

Dall’approfondimento emerge che guardare al solo cedolino mensile possa far sottostimare molti elementi presenti nel sistema italiano, che possono influenzare sensibilmente il risultato finale: le mensilità aggiuntive o il Trattamento di fine rapporto ma anche tutele come quelle per malattia o maternità. Considerazioni che appaiono quanto mai attuali, anche guardando agli ultimi dati Istat relativi a quanti lasciano il Paese per trasferirsi all’estero e quanti, invece, decidono di rientrare. I numeri parlano comunque di un trend in decrescita sul fronte degli espatri, passati dagli oltre 140 mila del 2024 ai 109 mila del 2025.  

Parallelamente si evidenzia una tenuta dei rientri, sempre sopra quota 50 mila l'anno nel biennio. In questo quadro, dall’approfondimento emerge la solidità del modello italiano, dove la contrattazione collettiva è centrale, in grado di garantire un sistema di protezione e tutele quasi sempre più articolato di altri ordinamenti basati prevalentemente sul salario minimo legale. Si ricorda che di recente - con il decreto 1° maggio - l’Italia ha introdotto il Trattamento Economico Complessivo (Tec), come elemento fondante del sistema, una previsione che supera per legge il concetto di paga oraria.  

Il Tec si innesta in un sistema nel quale elementi come la tredicesima mensilità e il Tfr sono diritti generalizzati, mentre la contrattazione collettiva arricchisce il trattamento economico con ulteriori mensilità, indennità e strumenti di welfare. Una sintesi della comparazione tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Romania, Svezia, Grecia, Irlanda e Olanda si trova nella tabella a seguire. 

E un’analisi condotta nel 2025 sempre dalla Fondazione studi consulenti del lavoro 'Giovani all’estero: tra opportunità di lavoro e voglia di crescita', evidenzia che le mete più gettonate dai giovani che decidono di trasferirsi all’estero sono la Germania e la Spagna. Per completare l’analisi è stato realizzato quindi un confronto a partire da uno dei contratti più diffusi in Europa, quello dei metalmeccanici. Dalla comparazione emerge che per un livello C3 in Italia la retribuzione è di oltre 31 mila euro, in Spagna di quasi 22 mila euro e in Germania di 46mila euro. Naturalmente a fare poi, concretamente, la differenza è il costo della vita.  

Sempre la ricerca sui giovani con esperienza all’estero evidenzia che questo elemento è considerato dal 65% del campione degli intervistati come un aspetto negativo dell’esperienza fuori dai confini nazionali. In questo quadro, l’analisi sottolinea anche come tra le principali criticità riscontrate all’estero si annoveri l’insoddisfazione per benefit, previdenza e polizze assicurative. 

6 ago 2026

Perché desideriamo cibi dolci? Una risposta c'è e non è quella che immagini

(Adnkronos) - Molti li demonizzano, accusandoli di attentare a una perfetta forma fisica. Ma gli zuccheri - frutta, miele e altri alimenti naturalmente dolci - potrebbero aver contribuito all'evoluzione del cervello umano e ora si ritiene che abbiano avuto un ruolo più importante di quanto si pensasse in precedenza. Lo suggerisce un nuovo studio che nella sfida 'carboidrati versus proteine' segna un punto a favore dei primi, invitando a riconsiderarli sotto una nuova luce grazie alle evidenze che emergono da circa 4 milioni di anni di evoluzione. I risultati potrebbero anche rispondere a una domanda che assilla tanti: perché desideriamo così spesso cibi dolci? 

 

La ricerca condotta dalle Università di Sydney e di Glasgow e pubblicata su 'Science' ha sviluppato un modello del fabbisogno di glucosio degli esseri umani e dei loro antenati partendo da questo lontano passato fino ai tempi recenti. Gli autori hanno scoperto che gli zuccheri naturali potrebbero aver fornito l'energia necessaria a sostenere lo sviluppo del cervello prima che l'avvento della cottura rendesse più digeribili gli alimenti ricchi di amido come tuberi e cereali. "L'amido grezzo non rilascia glucosio, il che significa che i primi esseri umani probabilmente si affidavano a cibi naturalmente dolci molto prima che i cereali diventassero una parte regolare della dieta", dice l'autrice principale Jennie Brand-Miller, docente di nutrizione umana al Charles Perkins Centre e School of Life and Environmental Sciences dell'Università di Sydney. 

I risultati offrono una prospettiva diversa rispetto alla consolidata visione scientifica secondo cui il consumo di carne è stato un fattore chiave dell'evoluzione umana. "Sebbene gli alimenti di origine animale siano importanti - osserva Brand-Miller - il fabbisogno di glucosio del cervello ha ricevuto finora scarsa attenzione da parte degli antropologi". Nell'arco di 4 milioni di anni, le dimensioni del cervello umano sono aumentate da circa 300 grammi nei primi ominidi a circa 1.500 grammi nell'uomo moderno. Con la crescita del cervello, è aumentata anche la richiesta di glucosio, necessario ad altri tessuti, tra cui i globuli rossi, i reni e gli organi riproduttivi. "Il cervello umano è insolitamente grande rispetto alle dimensioni del nostro corpo e richiede una notevole quantità di energia", spiega Brand-Miller. "Il glucosio è la principale fonte di energia per il cervello e, per gran parte dell'evoluzione umana, proveniva dai carboidrati presenti in alimenti come frutta e miele". 

Nel dettaglio gli scienziati hanno calcolato quello che definiscono 'fabbisogno obbligatorio di glucosio' - cioè appunto il glucosio necessario al cervello, ai globuli rossi, ai reni e ai tessuti riproduttivi, inclusi il feto, la placenta e le ghiandole mammarie - e lo hanno confrontato con le probabili fonti di cibo disponibili ai nostri antenati nelle diverse fasi dell'evoluzione. Il modello comprendeva sei fasi evolutive e valutava come le variazioni nelle proporzioni di alimenti animali e vegetali influenzassero la disponibilità di carboidrati. Combinando dati provenienti dalla composizione degli alimenti, dal metabolismo, dalla fisiologia, dalla morfologia dentale, dall'archeologia, dalle diete dei primati e dalla genetica, gli esperti hanno stimato come gli esseri umani soddisfacessero il loro fabbisogno di glucosio con l'aumento delle dimensioni del cervello.  

Questa modellizzazione suggerisce che i primi ominidi come 'Lucy' (il cui cervello aveva le stesse dimensioni di quello di uno scimpanzé), l'Homo habilis e l'Homo erectus, probabilmente dipendevano molto da alimenti ricchi di carboidrati, in particolare dalla frutta. In seguito, con la diffusione dell'uso del fuoco e della cottura, gli amidi provenienti da fonti alimentari sotterranee come ignami selvatici, rizomi di ninfea e patate africane contribuirono all'apporto di glucosio. Secondo Brand-Miller, le prove archeologiche suggeriscono che i cereali siano entrati nella dieta umana molto più tardi. "Spesso si pensa ai carboidrati come pane e cereali, ma per la maggior parte dell'evoluzione umana i carboidrati provenivano da frutta, miele e piante che crescono sottoterra. Le prime prove della macinazione dei semi risalgono a 65mila anni fa, quando si osservano le prime testimonianze di macine utilizzate per produrre farina". 

 

Lo studio mette in luce le esigenze nutrizionali durante la gravidanza e l'allattamento. I ricercatori stimano che le donne in età fertile necessitino di una quantità di glucosio sostanzialmente maggiore rispetto agli altri adulti, a causa delle esigenze del feto, della placenta e della produzione di latte. "Quando pensiamo agli alimenti che hanno favorito l'evoluzione umana, dobbiamo considerare non solo la crescita del cervello, ma anche le esigenze nutrizionali della gravidanza e dell'allevamento dei figli", afferma David Raubenheimer, coautore e professore di ecologia nutrizionale al Charles Perkins Centre. "Il feto e la placenta richiedono un apporto maggiore di glucosio, aumentando il bisogno di alimenti ricchi di carboidrati. Questo ci aiuta a capire perché le donne in gravidanza spesso desiderano la frutta". E potrebbe contribuire a spiegare perché i cibi dolci piacciono ai bambini. "Il nostro desiderio di dolcezza è istintivo", suggerisce Brand-Miller. "I bambini hanno bisogno di più energia sotto forma di carboidrati rispetto agli adulti perché il loro cervello, durante lo sviluppo, assorbe fino a due terzi del loro metabolismo basale". 

 

La ricerca dunque, continua la scienziata, offre spunti di riflessione sulla nostra radicata preferenza per il dolce. "Per gran parte dell'evoluzione, la frutta e il miele sono stati preziose fonti di energia che hanno contribuito a soddisfare il fabbisogno di glucosio dell'organismo. In natura, gli zuccheri sono generalmente presenti all'interno di alimenti che contengono anche fibre, vitamine, minerali e altri composti benefici". I risultati confermano precedenti ricerche dell'Università di Sydney che dimostravano come il miele sia l'antibiotico naturale per eccellenza. "Il miele non è 'calorie vuote' come spesso ci viene fatto credere. Per gran parte dell'evoluzione umana, è stato una fonte di cibo molto apprezzata che forniva energia e altre proprietà benefiche", assicura Brand-Miller. "Comprendere il ruolo dei carboidrati insieme a carne, grassi e proteine fornisce un quadro più completo del percorso evolutivo umano. Il nostro studio suggerisce che zuccheri e amidi potrebbero aver contribuito a plasmare lo sviluppo del cervello umano e molte delle caratteristiche che ci rendono umani". Che cosa possono dedurre quindi gli umani moderni da queste scoperte primordiali? "Le evidenze - conclude - suggeriscono che gli alimenti ricchi di carboidrati contribuiscono a soddisfare il fabbisogno energetico del nostro cervello in crescita. Anziché temere i carboidrati, è opportuno concentrarsi su fonti di alta qualità, tra cui frutta intera, legumi e cereali nutrienti, e dare priorità a una varietà di alimenti ricchi di carboidrati nell'ambito di una dieta sana". 

6 ago 2026

Caldo africano, tregua vicina? Nel weekend scendono i bollini rossi, sabato allerta in 21 città

(Adnkronos) - Continua l'ondata di caldo record sull'Italia ma dopo il picco raggiunto nelle scorse ore, sembra che la situazione torni sotto controllo almeno su una parte della Penisola. La morsa dell'afa sembra infatti attenuarsi parzialmente. Lo conferma il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute: dopo il record del 6 agosto con 27 città italiane monitorate su 27 col bollino rosso di allerta, venerdì 7 le città in rosso sono 26 e sabato 8 agosto scenderanno addirittura a 21. 

Venerdì, unica città col bollino giallo (che indica assenza di allerta) sarà Bolzano, mentre venerdì si aggiungeranno anche Brescia, Milano, Torino, Venezia e Verona. Le città col bollino rosso saranno Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina , Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieri, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Bolzano avrà invece il bollino giallo. L'8 agosto, in rosso 21 città del campione monitorato tranne 6, che avranno il bollino giallo: Bolzano, Brescia, Milano, Torino, Venezia, Verona. 

Come spiegano gli esperti de IlMeteo.it, l'infiltrazione di aria più fresca in quota, già attiva da venerdì, favorirà una certa instabilità atmosferica. Nel weekend ci sarà qualche rovescio sparso al Nord, specie in montagna e localmente in pianura. Infine lunedì si registreranno nuovamente acquazzoni sparsi sulle pianure del settentrione. "Questi temporali - sottolinea Lorenzo Tedici di IlMeteo.it - porteranno una fase di minimo respiro al Nord, facendoci scendere dai roventi 39-40°C a più 'umani' 35-36°C". Dopo questa breve parentesi al Nord, l'anticiclone africano tornerà prepotentemente padrone dell'Italia almeno fino a Ferragosto. 

6 ago 2026

Ossa fragili dopo i 30 anni? Ecco i cibi che possono fare davvero la differenza

(Adnkronos) - "Bere latte ti farà crescere con ossa forti". Vero, ma solo in parte. Oggi gli esperti spiegano che la prevenzione dell'osteoporosi passa da una dieta molto più varia. C'è infatti un momento, spesso prima dei trent'anni, in cui il nostro scheletro raggiunge il massimo della sua forza. Da quel momento inizia lentamente a perdere densità, anche se noi non ce ne accorgiamo. È una trasformazione silenziosa, senza sintomi, che può durare decenni prima di manifestarsi con una frattura. Ecco perché la salute delle ossa si costruisce molto prima della vecchiaia, soprattutto a tavola. 

Non conta soltanto il calcio: anche vitamina D, proteine, magnesio, vitamina K, fosforo e zinco sono fondamentali per mantenere lo scheletro resistente e ridurre il rischio di fratture. 

Secondo gli specialisti, il patrimonio osseo che avremo da anziani dipende dalla massa ossea accumulata durante l'infanzia e la prima età adulta. Successivamente la densità delle ossa diminuisce progressivamente e, in presenza di osteopenia o osteoporosi, il rischio di fratture aumenta in modo significativo. Si stima che nel mondo circa 500 milioni di persone convivano con l'osteoporosi, una patologia spesso definita "silenziosa" perché può non dare alcun segnale fino alla comparsa di una frattura. 

 

I latticini restano tra le principali fonti di calcio. Un bicchiere di latte da 200 millilitri apporta circa 260 milligrammi di questo minerale. Ma il beneficio potrebbe derivare dall'azione combinata di calcio e proteine. 

Uno studio condotto su oltre 7.000 anziani ospiti di case di riposo ha rilevato che chi consumava più latticini e proteine presentava un rischio di cadute inferiore dell'11% e un rischio di frattura dell'anca ridotto del 46% nell'arco di due anni. 

 

Chi non consuma latte può trovare valide alternative negli alimenti a base di soia. Tofu ed edamame sono ricchi di calcio e apportano anche isoflavoni, composti vegetali simili agli estrogeni. 

Le ricerche suggeriscono che, soprattutto nelle donne in post-menopausa, un elevato consumo di isoflavoni possa contribuire a preservare la densità minerale ossea. Anche il tempeh, ottenuto dalla fermentazione della soia, favorisce un migliore assorbimento del calcio grazie alla riduzione delle sostanze che ne limitano la biodisponibilità. 

 

Anche i semi di chia rappresentano un piccolo concentrato di nutrienti preziosi: sono ricchi di calcio, magnesio, fosforo e acidi grassi Omega-3, che aiutano a contrastare l'infiammazione cronica, uno dei fattori che possono accelerare la perdita di tessuto osseo. 

Tra gli alimenti amici delle ossa figurano anche fichi secchi, albicocche secche e prugne. Oltre al calcio, apportano magnesio e polifenoli, sostanze antiossidanti che sembrano contribuire a rallentare il riassorbimento osseo. Alcuni studi hanno osservato che il consumo quotidiano di prugne è associato a una minore perdita di massa ossea nelle donne dopo la menopausa. 

 

Le sardine e il salmone in scatola, consumati con le lische, sono tra le migliori fonti alimentari di calcio. Inoltre forniscono proteine di elevata qualità e vitamina D, indispensabile per consentire all'organismo di assorbire il calcio introdotto con la dieta. 

La vitamina D, infatti, non rafforza direttamente le ossa, ma rende possibile l'utilizzo del calcio. Una sua carenza è associata a debolezza muscolare, maggiore rischio di cadute e, di conseguenza, di fratture. 

 

Gli esperti invitano alla prudenza. Gli integratori di vitamina D e calcio non sono necessari per tutti e dovrebbero essere assunti soprattutto da chi presenta una carenza documentata o non riesce a coprire il fabbisogno attraverso l'alimentazione. Un eccesso di vitamina D, inoltre, potrebbe risultare controproducente. 

Il consiglio condiviso dagli specialisti resta quello di seguire una dieta varia ed equilibrata, ricca di latticini o valide alternative vegetali, pesce, verdure a foglia verde, legumi e frutta secca, associata a una regolare attività fisica con esercizi che prevedano il carico del peso corporeo, come camminare, salire le scale o fare allenamento di forza. È questa la strategia più efficace per arrivare alla terza età con uno scheletro più forte e ridurre il rischio di osteoporosi e fratture. 

6 ago 2026

Nuovi virus creati con l'intelligenza artificiale: "E' una svolta per produrre farmaci e terapie"

(Adnkronos) - Nuovi virus creati con l'IA. Per la prima volta, gli scienziati hanno utilizzato l'intelligenza artificiale per creare 16 nuovi virus, concepiti per infettare batteri: non rappresentano una minaccia per l'uomo. Il risultato è stato ottenuto dai team della Stanford University e dell'Arc Institute di Palo Alto, in California. L'obiettivo documentato in uno studio pubblicato su Science viene considerato "un punto di svolta significativo" nel percorso verso lo sviluppo di nuove terapie. Allo stesso tempo, la produzione di virus progettati dall'AI alimenta domande relative alla sicurezza e ai rischi connessi a simili operazioni. "Si tratta di un ulteriore passo avanti nella complessità che l'IA generativa è in grado di progettare. Per la prima volta l'intelligenza artificiale viene utilizzata per progettare un genoma completo, qualcosa che può replicarsi e svolgere altre funzioni all'interno delle cellule. Era un territorio inesplorato per noi", dice Brian Hie, professore associato alla Stanford University, alla Bbc. 

I ricercatori hanno 'addestrato' l'intelligenza artificiale a riconoscere i modelli di struttura del Dna in natura e a utilizzare i dati per creare 'le ricette' per la produzione di virus totalmente nuovi. I ricercatori hanno seguito le indicazioni fornite dall'IA per produrre molecole di Dna che sono state inserite nei batteri. Questi ultimi, modificati, hanno quindi prodotto i nuovi virus originali e capaci di infettare altri batteri. Gli scienziati hanno prodotto virus batteriofagi, in grado di infettare solo specifiche specie di batteri. I 16 virus si sono dimostrati efficaci nell'eliminazione di batteri di E. coli. 

Il professor Hie evidenzia che la nuova strata potrebbe consentire di "migliorare enormemente la salute umana" attraverso lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie. C'è però l'altro lato della medaglia, con le preoccupazioni legate ad un uso improprio dell'IA. La Bbc evidenzia che su Science trova posto un commento firmato dal professor Thomas Inglesby e dal professor Moritz Hanke del Center for Health Security della Johns Hopkins University: secondo i due scienziati, i risultati sollevano "urgenti interrogativi sulla biosicurezza e la biocontenibilità". Non bisogna più chiedersi "se esisterà la progettazione generativa del genoma virale" ma se potrà essere utilizzata senza "causare gravi danni". 

6 ago 2026

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 6 agosto

(Adnkronos) - Nessun '6' nè '5+1' al concorso di oggi del SuperEnalotto. Alla prossima estrazione il jackpot a disposizione del '6' sarà di 205,8 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente: 2-11-20-33-74-83. Numero Jolly: 15. Superstar: 19.  

6 ago 2026

Sabato a Roma i funerali del marito della ministra Roccella in forma privata

6 ago 2026

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