Lo sfigato d’oro

Il mio nemico si chiamava Luigi Giuffrida, che il diavolo se lo porti. Ma lui è il diavolo. Siamo sempre lì, nel fatale 1958, anno in cui muore Papa Pacelli. Io trascorro il mese d’agosto ai bagni Nettuno di Santa Margherita Ligure, covo di miliardari milanesi tra i quali si annoverava mio papà, ansioso peraltro di uscirne malamente, ritenendo assai più glamour il club degli scialacquatori. La sottile bellezza di papà poco s’intonava con la corpulenza dei commendatori e dei cavalieri del lavoro, di cui sprezzantemente si degnava di sedurre le consorti e le giovani amanti.
21 AGO 20
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