Maestà, i giovani hanno fame. E allora che prendano una pensione!

Aumenta la povertà giovanile, ma il governo pensa agli anziani

Luciano Capone

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capone@ilfoglio.it

Maestà, i giovani hanno fame. E allora che prendano una pensione!

Foto Pixabay

Roma. In questi giorni si è parlato molto della condizione dei giovani, a causa della diffusione dei dati molto negativi sulla povertà e sull’occupazione. L’indagine sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa della Commissione europea ci ha ricordato che la percentuale italiana dei Neet (i 2,3 milioni di ragazzi che non studiano né cercano lavoro), è circa dieci punti superiore alla media europea (19,9 per cento contro 11,5) e che il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 15 e...

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  • GianmarcoOlivé

    GianmarcoOlivé

    19 Luglio 2017 - 08:08

    Il problema è il metodo folle di conteggio della disoccupazione. Poniamo che la forza lavoro comprende 200 lavoratori, e 20 sono disoccupati, il tasso di disoccupazione è del 10%. Se applichiamo ai giovani da 15 a 24 anni possiamo dire che 150 dei 200 lavoratori sono studenti e universitari a tempo pieno. Soltanto 50 individui rimangono nel mercato della forza lavoro. Sebbene il numero dei disoccupati rimane di 20, il tasso di disoccupazione quadruplica, al 40%. Così il risultato perverso di questo modo di conteggiare la disoccupazione è che tanto maggiore è il numero dei giovani che perseguono un livello di istruzione o una formazione supplementare, tanto più in alto sale il tasso di disoccupazione giovanile. Poi ci sono i "Neet" che possono esistere solo in ragione del fatto che babbo e mamma pagano il conto. Se la motivazione all'indipendenza e alla scelta del proprio futuro è nulla il risultato è un futuro e un'indipendenza nulla. Inboccalupo

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    • Nambikwara

      Nambikwara

      19 Luglio 2017 - 18:06

      Il metodo di calcolo della disoccupazione è comune in tutta Europa (Eurostat) e tutti gli Istituti, compreso l'Istat lo attuano.L'esempio che lei ha portato non è corretto nelle variabili di controllo che lei usa: le variabili in gioco sono classe di età (15-24) e per essa a) quota di giovani disoccupati attivi; b)totale giovani attivi dei quali b1 giovani attivi occupati e b2 giovani attivi disoccupati da cui Tasso di disoccupazione a/b; per b=b1+b2. Che per l'Italia,oggi è 37,0% in aumento di1,8 sul mese precedente Sono esclusi, per definizione,i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e impegnati negli studi: attivi sono coloro che vogliono lavorare e lo cercano ( anche chi studia (*)) e, quindi si articolano in b1 (occupati) e b2(disoccupati) la somma è il denominatore del Tasso e al numeratore il b2 e cioè (a).Naturalmente ci sono le altre classi di età, ognuna con le proprie caratteristiche di valutazione. (*) in Germania è frequente l'alternarsi di studio e lavoro

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  • carlo schieppati

    19 Luglio 2017 - 07:07

    Quello che dice l'articolo è vero. Però bisogna capire una cosa: se la situazione dei giovani è così grave perchè non esplode? Questo avviene perchè lo Stato aiuta i pensionati i quali, a loro volta, aiutano i giovani. C'è un trasferimento di risorse impressionante tra padri e figli, che naturalmente nessuno studia. Ho un amico albanese che è diventato il primo costruttore del mio paese. Uno veramente in gamba. Mi diceva, quando veniva contattato per l'acquisto degli appartamenti: "quando vedo due ragazzi che vengono a fare il sopralluogo penso: "questi mi fanno perdere tempo". Se vengono accompagnati dai genitori dico: "qui si può realmente concludere l'affare".

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