Corso di filosofia in sei ore e un quarto

La recensione del libro di Witold Gombrowicz edito da Bompiani, 160 pp., 12 euro

12 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 06:19
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Witold Gombrowicz è erroneamente considerato solo uno scrittore, ma fu uno dei più grandi intellettuali del Novecento europeo che trovò nella narrativa filosofica la chiave per raccontarci ciò che vedeva: il mondo come “problema relativo alla forma”. Grande disprezzatore dei sistemi di pensiero e della declamazione forbita, fu il primo a capire che il segno del Moderno era il rifiuto della Maturità. E trasformò l’Immaturità in una categoria, plasmando intorno a questa intuizione Ferdydurke, sublime ciambella col buco, romanzo di un’attualità scottante, contemporaneo al dopodomani. Vedeva individui privi di Padri e di Leggi gettarsi tra le braccia dei totalitarismi e farsi azzannare da ideologie a buon mercato che li riducevano a parodia infantilizzata di sé, mentre a piena voce sbraitavano di Proletariato, di Patria, di Giovinezza, di Consumi − ma erano tutte smorfie. “Il mio è il grido di un individuo che si lamenta della dissoluzione”, scriveva.
E siccome siamo in piena crisi culturale dell’occidente, siccome la gente s’affascina per uomini d’ordine e di grandi smorfie che promettono l’eterna giovinezza del passato (sempre vivo, sempre qui) e siccome l’uomo che dovrebbe guidare il mondo intero guida un passeggino con dentro sé stesso mentre grida, sputando il ciuccio, di essere il migliore, il torrido agosto potrebbe essere il miglior momento per non lamentarsi del fatto che sia torrido ma per renderlo utile: fare il punto della nostra amata cultura occidentale, tornando ai fondamentali. In che senso ci può aiutare Gombrowicz? Perché scrisse, per distrarsi dalla malattia, un’opera piccola e saporitissima, intitolata Corso di filosofia in sei ore e un quarto. La sua ultima opera: sei mini-lezioni piene di umorismo, rigore e ironia, che purtroppo non riuscì a portare a termine. Ma nel suo Diario aveva già scritto la conclusione, questa: “Il problema principale che domina tutta l’epistéme occidentale è che un pensiero, quanto più è intelligente, tanto più è stupido”.
Witold Gombrowicz
Corso di filosofia in sei ore e un quarto
Bompiani, 160 pp., 12 euro