X Factor caccia Asia Argento per "motivi musicali". Ma sfrutta solo le regole della tv

Simonetta Sciandivasci

A rendere interessante X Factor, quest'anno, ci sarebbe stata Asia Argento. Perché è lei e per tutto quello che, da quasi un anno, si associa al suo nome: il #MeToo, il crollo di uno degli uomini più potenti di Hollywood, la lotta glamour al patriarcato, lo scandalo sessuale col riverbero socio-culturale più imponente di sempre (esageriamo? Nient'affatto) e per il ribaltone più inaspettato di tutti, con lei che finisce incastrata da uno stronzetto con il quale avrebbe fatto sesso, anni fa, quando lui era (ancora per pochissimo) minorenne.

 

 

E invece niente Asia. Questa mattina, durante la conferenza stampa per l'inizio del programma (dal 6 settembre su Sky1, alle 21.15), la sua preannunciata esclusione dalla giuria è stata confermata ufficialmente. Così si legge nel comunicato pubblicato sui profili social del programma: “Di comune accordo con Asia abbiamo deciso di interrompere la nostra collaborazione per tutelare i concorrenti rispetto a una vicenda che è estranea a loro e al programma e che distoglierebbe l'attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento”. Si tratta della comunione d'intenti più ipocrita dell'anno (nell'anno consacrato alla disintegrazione, con ogni mezzo, di veli ipocriti, zozze complicità e sipari omertosi), visto che nessuno mai ha guardato X Factor per la musica (e neanche Sanremo e neanche Festivalbar e neanche The Voice: suvvia, in televisione si guarda la televisione) e che di Argento, a chi l'ha voluta come giudice, interessava il potenziale televisivo (enorme, trattandosi di uno dei personaggi dell'anno) mica la competenza musicale. Sia ben chiaro: Argento se la sono spolpata per salvare la faccia, ora che è finita nel banco degli imputati del tribunale dei cancelletti, ma se la sarebbero spolpata comunque (approfittando della sua icona di vittima resiliente, guerriera, battagliera, soldatessa contro le discriminazioni e le violenze sulle donne).

   

 

Il file Argento è ancora in sospeso e, indipendentemente da quello che gli avvocati riusciranno a dimostrare e il buonsenso a ripristinare (campa cavallo), una quota della credibilità e delle possibilità di carriera di Asia Argento è compromessa per sempre. Questo vale e varrà per lei, così come è valso e varrà per tutti i molestatori incastrati su Twitter. Ieri sera (4 settembre ndr) la polizia di Los Angeles ha archiviato un'indagine, avviata da aprile scorso, per un'accusa di stupro a carico di Kevin Spacey, dal momento che il fatto risale al 1992 ed è troppo lontano nel tempo per essere perseguibile, ma siccome il suo ultimo film, in sala da metà agosto negli Stati Uniti, al botteghino ha racimolato qualche centinaio di dollari, secondo voi, non sarà la prima di queste due notizie a influire sul suo futuro professionale. Diversamente da Spacey, che ha l'aggravante di essere un maschio, Asia Argento non è stata sottoposta a beceri tentativi di damnatio memoriae vita natural durante, né alla revisione della sua persona (esempio: qualche mese fa, quando venne fuori che Spacey aveva tentato – trent'anni e passa fa - di fare sesso con un ragazzino, Violetta Bellocchio scrisse un pezzo per Vanity Fair in cui sosteneva che, a riguardare con attenzione tutti i film dell'attore e pure le espressioni che faceva durante le cerimonie degli Oscar, si rintracciava chiaramente il profilo di un maniaco sessuale impunito). Anzi, Asia la vedremo persino in tv, nelle registrazioni delle selezioni del concorrenti: il ridicolo di cancellare anche quelle se lo sono risparmiato, dopotutto Asia è una donna e quindi da lei non emanano tossicità, al massimo può aver commesso qualche errore – reversibile, come tutti gli errori.

 

Il caso Asia Argento spiega perché è ora di un #metoo garantista

Una retorica farlocca ha trasformato ogni presunto molestatore in un colpevole fino a prova contraria e l’attrice è vittima di un mostro che ha contribuito a ingrossare. Perché ribellarsi alla caccia alle streghe significa difendere lo stato di diritto

 

A dimostrazione di quanto X Factor non c'entri niente con la musica e tutto con la tv, la suspence, l'audience, l'instillare la morbosità del pubblico, ci sono altri due dettagli: nella conferenza stampa di oggi, avrebbe dovuto essere rivelato il nome del giudice che prenderà il posto di Argento e invece no, si scoprirà strada facendo, seguiteci e guardateci, amici, nel frattempo baloccatevi con i nomi di possibili sostituti che stiamo facendo trapelare per mandarvi tutti al manicomio (cioè a discuterne al bar, così almeno tacete sul governo). Altra scelta che certifica inequivocabilmente (sarcasmo) come il fulcro di X Factor sia la musica, è quella di affidare la conduzione del daily del programma, cioè la striscia quotidiana di aggiornamento sui concorrenti, a Benji e Fede, duo musicale nato su YouTube (i due componenti si sono conosciuti in chat) e che ha un seguito enorme tra gli adolescenti (quelli veri, non quelli percepiti, ovvero quelli che hanno trent'anni e ascoltano Calcutta), assicurandosene in questo modo il seguito, che – influencer insegnano – è la fascia di pubblico più fedele, leale e fruttuosa che si possa avere.

 

Intanto, nelle ultime ore, l'avvocato di Asia Argento ha fatto sapere che la sua assistita spera che “il tribunale della pubblica opinione determinerà che Asia non ha mai avuto contatti sessuali con Bennet”. E ce ne vuole davvero tanto ci coraggio, tanto per credere nel tribunale della pubblica opinione quanto per affidarcisi.

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