A Berlino l'intelligenza artificiale esce dallo schermo. E sui muri qualcuno le dice di spegnersi

A IFA 2026 la tecnologia promette di diventare invisibile e personale: entra nelle case, nelle auto e perfino negli oggetti. Ma basta uscire dai padiglioni per incontrare i manifesti del Radical Anti-Smartphone Front: “Lieben statt Liken”, amare invece di mettere like. Il paradosso perfetto della capitale tedesca

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 10:39
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Foto di Andrea Trapani

Il paradosso comincia appena si esce dalla fiera. Dentro i padiglioni della Messe Berlin, dove oggi si è aperta la 102ª edizione di IFA, l'industria tecnologica europea e asiatica prova a convincerci che l'intelligenza artificiale abbia finalmente smesso di essere una cosa da computer per diventare una compagna di vita. Fuori, nei quartieri della città, qualcuno ha attaccato sui muri l'istruzione contraria: posate il telefono.
Lieben statt Liken”. Amare invece di mettere like. “Tanzen statt Twittern”. Ballare invece di twittare. E poi il più esplicito manifesto programmatico: meglio pochi amici con cui ridere e litigare che una folla di follower. Sono le installazioni della RASF, la Radikale Anti-Smartphone Front, movimento che da mesi compare nelle strade di Berlino e che ha fatto dell'opposizione all'uso compulsivo dello smartphone una specie di guerriglia. Non contro la tecnologia, almeno non in senso luddista. Contro quella particolare forma di tecnologia che permette di essere contemporaneamente ovunque, purché non dove ci si trova.

Le contraddizioni di Berlino tra le novità di IFA

È difficile immaginare una coincidenza migliore per raccontare IFA di quest'anno. Perché il tema vero della fiera non è semplicemente l'intelligenza artificiale: quella è ormai la carta da parati dell'industria. Il tema è dove metterla. E la risposta delle aziende è: dappertutto, possibilmente senza che ce ne accorgiamo.
AMD ha aperto la manifestazione con un keynote significativamente intitolato “The Era of Personal AI”, mentre Lenovo ha portato a Berlino la propria idea di Hybrid AI: un'intelligenza che non vive in un solo dispositivo, ma si sposta tra computer, cloud e oggetti connessi a seconda di dove serve. Il PC, dato per morto più volte senza vedere che stava sempre in perfetta forma, torna così al centro: non più terminale, ma luogo nel quale l'intelligenza artificiale può anche risiedere.
La casa è l'altro grande campo di battaglia. LG parla di AI Home e presenta ThinQ Claw, un agente che dovrebbe gestire gli elettrodomestici attraverso il linguaggio naturale. Xiaomi arriva alla sua prima vera presenza a Berlino con un ecosistema che mette insieme “Human × Car × Home”: la casa, l'automobile e il corpo dell'utente dentro un'unica promessa di continuità tecnologica. Non più il frigorifero intelligente, dunque. L'ambizione è che gli oggetti si parlino tra loro e, possibilmente, capiscano anche noi.

Il nuovo luogo dell’intelligenza artificiale

La novità più interessante, forse, è proprio questa: l'industria sembra avere finalmente capito che il futuro non può consistere nell'aggiungere un'altra app allo smartphone. Lo smartphone resta, naturalmente, ma perde la sua centralità fisica. L'AI deve abitare il computer, la televisione, la lavatrice, l'auto, il robot. Deve diventare ambiente.
E Berlino offre all'operazione una scenografia involontariamente perfetta. Perché mentre nei padiglioni si discute di agenti personali e dispositivi che anticipano i nostri bisogni, per strada la RASF pone una domanda assai meno sofisticata: siamo sicuri di voler essere sempre disponibili a qualcuno o a qualcosa?
Non è un'obiezione marginale. È forse la contraddizione che l'industria tecnologica dovrà affrontare nei prossimi anni. Per oltre un decennio abbiamo concentrato la nostra vita digitale in un rettangolo di plastica e vetro che teniamo in mano. Ora la tecnologia promette di liberarci proprio da quel rettangolo, distribuendosi però ovunque intorno a noi. Meno schermo non significa necessariamente meno tecnologia.
Forse è questa la vera notizia di questa edizione IFA. Non il singolo robot, né l'ennesimo computer che promette di essere più intelligente del precedente. L'intelligenza artificiale sta cercando di diventare invisibile. Di sparire dalla nostra vista per entrare nelle nostre abitudini. A Berlino, intanto, sui muri qualcuno continua a suggerire un'altra innovazione: guardarsi negli occhi.