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Gli ebook sono comodi ed economici, ma non eterni

Com’è possibile che un libro “smetta di funzionare”? Il caso Microsoft mostra che gli ebook non sono per sempre

7 Luglio 2019 alle 06:00

Gli ebook sono comodi, ma non eterni

(Foto Pixabay)

Milano. A partire dall’inizio del mese, sullo store online di Microsoft, i libri hanno cominciato a smettere di funzionare. È una frase strana da leggere: come è possibile che un libro smetta di funzionare? È piuttosto facile, in realtà, quando si parla di ebook. Funziona così: lo scorso aprile Microsoft ha deciso di chiudere il suo store online di libri digitali. Scelta di business legittima, il servizio era stato lanciato nel 2017 ma evidentemente non era abbastanza profittevole, il dominio di Amazon sul settore è troppo forte. C’è un problema. Quando si chiude un negozio di libri digitali non è come quando si chiude una libreria. In quest’ultimo caso i libri venduti restano ai clienti, ma gli ebook, invece, smettono di funzionare. Se spegni i server, gli ebook spariscono, o meglio: spariscono i complicati contratti di licenza (i DRM) che consentono ai clienti di leggere gli ebook. I clienti di Microsoft che avevano comprato ebook sul loro negozio online a partire dall’inizio del mese hanno visto sparire i loro libri digitali. Sono stati tutti rimborsati, ovviamente, e dunque il comportamento della compagnia nella gestione della situazione è inappuntabile.

 

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Ma il senso che qualcosa non vada per il verso giusto rimane: avevi comprato una cosa, pensavi che fosse legittimamente tua, e poiché quella cosa è un libro magari avevi anche sviluppato un senso di affezione nei suoi confronti. Poi Microsoft decide che il business non conviene più e quella cosa te la toglie. Ti rimborsa, ma non è lo stesso. Era possibile sottolineare e annotare gli ebook di Microsoft, ma ovviamente note e sottolineature andranno perdute con tutto il resto (c’è un rimborso speciale anche per questo).

 

Gli ebook sono comodi per una serie infinita di ragioni. Consentono di portarsi “Guerra e pace” in giro nello zaino dentro a un lettore che pesa poche decine di grammi, di fare ricerche all’interno dei libri, di leggere al buio senza svegliare chi dorme con voi (ormai tutti i lettori hanno delle lucette che non danno fastidio agli occhi). Inoltre costano mediamente meno dei libri di carta, e si potrebbe continuare. Ma gli ebook hanno un problema: non sono vostri. Come per quelli venduti da Microsoft, anche gli ebook di Amazon, quelli che leggete con il Kindle, sono ceduti in una specie di comodato d’uso, e questo vale per la stragrande maggioranza dei negozi di libri elettronici. Questo non è un problema finché l’azienda è solida e continua a investire sulla letteratura digitale e i server restano accesi, ma il caso di Microsoft mostra che gli ebook non sono per sempre. Anche Amazon, che pure domina il mercato degli ebook, è inciampata qualche volta: nel lontano 2009 l’azienda si accorse che sul suo Kindle Store erano state vendute alcune copie digitali di “La fattoria degli animali” e “1984” di George Orwell da un editore che non ne deteneva i diritti. Amazon decise di muoversi unilateralmente e cancellò senza avvertire tutti i libri dai Kindle di chi li aveva comprati. Anche in questo caso la decisione è legale, ma fu considerata da molti come orwelliana. Ci sono stati anche casi, molto sporadici, in cui Amazon ha deciso che un utente aveva violato le “condizioni d’uso” del contratto e ha cancellato unilateralmente il suo account eliminando tutti gli ebook Kindle. Casi di cancellazioni unilaterali si sono verificati anche con alcuni film comprati da iTunes, il negozio digitale gestito da Apple.

 

Questo è un problema consistente che riguarda la digitalizzazione dei contenuti. Se la civiltà finisse domani, i libri di carta potrebbero durare secoli ed essere rinvenuti da archeologi del futuro, ma non gli ebook. Le fotografie stampate potrebbero durare facilmente qualche decennio, forse secoli anche loro, ma quelle che abbiamo salvato sul cloud saranno senz’altro sparite. E anche se la civiltà non finisse domani, il fatto che un libro diventi un problema tecnico, che può “funzionare” o “non funzionare” è un compromesso oneroso da sostenere, anche a fronte della comodità eccezionale degli ebook. La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte dovrebbe accompagnarsi alla sua conservabilità, e questo è uno dei grandi problemi da affrontare nei prossimi decenni.

Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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Commenti all'articolo

  • marco.tioli

    07 Luglio 2019 - 19:07

    C'è da fare una precisazione: funziona come descritto per Amazon e forse per Microsoft; per ibs o kobo c'è la possibilità di scaricare il file dell'ebook: a questo punto il libro può essere protetto da DRM (protezione quanto mai facile da rimuovere e che complica solo la vita agli utenti normali) oppure no. Nel primo caso il DRM è collegato ad Adobe, una specie di ente statale che dovesse anche cessare l'attività verrebbe rilevato da qualcuno, mentre nel secondo l'ebook è finalmente nostro. Considerando che in rete si trovano libri piratati anche se protetti, ci vorrebbe una presa di realtà da parte degli editori e la sparizione dei DRM. Fino a quel momento nella scelta delle librerie online bisognerà tenere in considerazione la loro affidabilità. Sconsiglio comunque amazon i cui ebook costano come gli altri e che impedisce scientemente di potersene legittimamente appropriare.

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