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I libri cartacei e gli e-book sono la stessa cosa. La decisione dell'Ecofin

Redazione

Bruxelles dà ragione alla battaglia dell'Italia e riduce l'Iva anche per le pubblicazioni digitali 

L'Ecofin accetta la proposta che consentirà agli stati europei di applicare l'Iva ridotta sugli e-book. Prima di oggi, le pubblicazioni elettroniche pagavano l'Iva standard del 15 per cento mentre i giornali e i libri cartacei godevano di una tassazione ridotta, pari al 5 per cento.

 

La decisione dell'Ecofin era stata anticipata dall'Italia, che aveva portato avanti una battaglia per armonizzare la tassazione degli e-book ai libri cartacei. L'ex ministro della Cultura Dario Franceschini aveva imposto un'aliquota del 4 per cento sui libri elettronici nella manovra del 2015, in virtù del principio per cui “un libro è sempre un libro”, a prescindere dalla piattaforma su cui viene letto. La legge di Stabilità del 2016 ha esteso l’aliquota Iva agevolata del 4 per cento anche ai giornali, ai notiziari quotidiani, ai dispacci delle agenzie di stampa e ai periodici in formato digitale. L'Italia aveva rischiato una procedura d'infrazione per avere infranto le regole europee. Invece, i partner europei sono tornati sui loro passi e si sono uniformati alla nostra scelta.

 

Il presidente dell'Associazione Italiana Editori (Aie), Ricardo Franco Levi, ha detto che "è una grande vittoria per l'Italia e per tutti i lettori europei. L’Europa segue la direzione presa dall'Italia, che dal 1° gennaio 2015 ha scelto di applicare l'Iva al 4 per cento – e non più al 22 per cento – per i libri digitali come per i libri di carta".

 

I lettori digitali restano comunque una minoranza. Nel 2016, il 40,3 per cento della popolazione aveva letto un libro cartaceo nei precedenti dodici mesi mentre solo il 7,3 per cento (circa 4,2 milioni di persone) aveva comprato un e-book nello stesso periodo. La decisione dell'Ecofin farà diminuire il prezzo degli e-book e stimolerà ulteriormente il mercato digitale. Il presidente dell'Associazione europea degli editori di giornali (Enpa), Carlo Perrone, ha detto che "l'abbassamento dell'Iva sulla stampa digitale promuove l'accesso dei cittadini ai contenuti informativi su tutte le piattaforme che giocano un ruolo cruciale per la democrazia europea".

  

La decisione di Bruxelles stabilisce un principio più ampio: i prodotti digitali non vanno penalizzati, ma devono essere soggetti allo stesso regime dei prodotti “fisici”. Saranno i consumatori a decidere cosa comprare e le case editrici dovranno agire di conseguenza.