Un altro GiroLe evasioni di Livio Trapè (non solo) al Giro d'ItaliaFu nella corsa rosa del 1961 che l'ex corridore si ruppe un femore e non fu più se stesso. Prima, alle Olimpiadi di Roma 1960 vinse l'oro con il quartetto della 100 km e l'argento nella prova in linea. "Sfiorai la doppietta. Quell'argento fu amarissimo. Ci sto ancora male al solo pensarci”diMarco Pastonesi27 MAG 23
Un altro GiroLa bicicletta ringiovanisce. Salite e cotte al Giro d'Italia di Antonio Bonini"Una cosa in comune io e Eddy Merckx ce l’abbiamo: alla Milano-Sanremo del 1978 dalle parti di Tortona siamo finiti insieme con altri due o tre nella stessa scarpata"diMarco Pastonesi25 MAG 23
Un altro GiroQuando il Giro d'Italia è sospeso tra inferno e paradisoLa corsa rosa del 1962 di Olimpio Paolinelli: "Ero un corridore ibrido. Me la cavavo dappertutto, in volata battevo Bitossi, la salita era il mio forte, ma la verità è che eravamo tutti più forti di quelli che lo corrono oggi. Nati scalzi, cresciuti senza riscaldamento, temprati chi dalla guerra e chi dalla fame"diMarco Pastonesi24 MAG 23
Un altro GiroCiclismo e cucina "hanno lo stesso traguardo: la felicità". Parla lo chef Davide Oldani“La bici, così come pedalo io, in maniera non violenta, quasi zen, regala benessere all’anima e al corpo. Esco di casa, raggiungo i navigli e lì trovo silenzio, tranquillità, profondità". I ricordi, le pedalate, i Giri d'Italia di uno chef in biciclettadiMarco Pastonesi24 MAG 23
Un altro GiroIl ciclismo alla Merckx di Edita Pucinskaite"Giro, Tour, Mondiali, tante altre vittorie, tantissime soddisfazioni. Ma il bello sarebbe venuto dopo. Alla fine del 2010 smisi con il ciclismo, e la mamma ne fu finalmente felice, e cominciai con la bicicletta. La bicicletta per stare fra la gente e con la gente". Intervista all'ex campionessa lituanadiMarco Pastonesi21 MAG 23
Un altro Giro"Finire il Giro è comunque una vittoria"“La corsa rosa era un grande gioco. E la vita dovrebbe esserlo”. Parla Alberto Tazzi che fu penultimo nel 1972diMarco Pastonesi18 MAG 23
Un altro GiroLe fughe solitarie di Giovanni Fusar ImperatorePrima di Buja, che ha concesso i natali ad Alessandro De Marchi e Jonathan Milan, c'era Cascina Montana, a Gaggiano, una ventina di abitanti e quasi due corridori al Giro d'Italia. Quasi perché Fusar Imperatore la corsa rosa la sfiorò soltanto: “Così mi è rimasta la voglia”diMarco Pastonesi18 MAG 23
Un altro GiroIl Giro è "una gran festa dell’Unità a pedali""Cominciai a correre di nascosto. Quando non potei più nascondermi, avevo già cominciato a vincere". Parla l'ex corridore Franco CancianidiMarco Pastonesi18 MAG 23
Un altro GiroIl Giro di Morena Tartagni, pioniera del ciclismo rosaÈ la più giovane partecipante ai mondiali, Nurburgring 1966, la prima italiana a medaglia, Imola 1968, Corridora con la benedizione di Ercole Baldini. "Correvamo da professioniste, ma eravamo dilettanti, e spesso allo sbaraglio. Dovevamo mantenerci facendo un altro lavoro e allenandoci la mattina presto prima di entrare in fabbrica o in ufficio"diMarco Pastonesi18 MAG 23
Un altro GiroLe fughe ciclistiche di Lucio Di FedericoNel 1976 l'abruzzese fu l'italiano più vincente tra i dilettanti. Ottimo scalatore, gran coraggio. Poteva andare diversamente la sua carriera. Poco male, "amavo la bici più di me stesso", ha continuato a pedalarediMarco Pastonesi18 MAG 23