“Da venticinque giorni siamo nel pieno della sofferenza", dice Padre Ibrahim Alsabagh. "Tante volte si pensa che ci si ammazzerà l’un l’altro finché ad Aleppo non resterà neanche l’ultimo civile. Abbiamo davanti ai nostri occhi la città martire di Homs, martoriata al punto da diventare solo un cumulo di macerie pressoché disabitato”.