Il problema non sono i salari ma la rigidità di un sistema che impedisce ancora di spostare i dipendenti ad altre mansioni. Di fronte all’indignazione popolare sono poco efficaci gli inviti, anche sensati, a riflettere sul fatto che la Rai è un’azienda parzialmente sul mercato e che quindi offrire stipendi competitivi serve a ingaggiare i manager più bravi.